Mercoledì 19 Settembre 2018 - 18:43

Teatro Diana, ecco il nuovo cartellone

di Giuseppe Giorgio

NAPOLI. Un teatro sempre in crescita, il Diana. «Uno spazio - come ha detto il suo storico rappresentante Lucio Mirra-  che partendo dal nuovo corso del 1982 con 350 abbonati, oggi,  giunto alla sua 39a stagione ne conta 10.700». Ed è proprio con queste premesse e dopo i successi dello scorso cartellone che il Teatro Diana si ripresenta al pubblico  ancora nel segno dei grandi nomi. Confermando i presupposti per ben figurare come Centro di Produzione Teatrale, il teatro vomerese ribadisce così l'intenzione di portare nella sua sala il meglio del panorama internazionale . 

Ed è in questa ottica che la prossima stagione si inaugurerà venerdì 12 ottobre con lo spettacolo musicale “Sinfonie in Sal Maggiore… reloaded” con Sal Da Vinci. «Sono felice - ha detto il popolare artista - di tornare al Diana e di ripresentarmi con uno spettacolo in grado di proporre un emozionante mondo ricco di ricordi  ed una orchestra di 50 elementi diretti dal Maestro Adriano Pennino». Dal 30 ottobre,  arriverà Arturo Brachetti con “Solo”, (the Master of quick change). «Un lavoro - come ha detto lo stesso trasformista - che mi vedrà in scena in una casa immaginaria in miniatura tra laser, personaggi dell'infanzia e protagonisti delle fiabe». Dal 14 novembre, sarà il turno di Massimo Lopez e Tullio Solenghi, insieme dopo 15 anni, diretti da Gabriele Comeglio. «Uno Show- ha ricordato Lopez- che farà ridere il pubblico anche per effetto delle tante improvvisazioni». A partire dal 4 dicembre, sarà la volta di Isa Danieli e Giuliana De Sio con la commedia di Gianni Clementi: “Le Signorine”.  «Un lavoro- ha detto la stessa Danieli- che con la regia di Pierpaolo Sepe proporrà due protagoniste capaci di divertire e commuovere». 

Grande attesa per il 18 dicembre, quando, in occasione del 90° compleanno di Luciano De Crescenzo e ricordando  Riccardo Pazzaglia, dopo l’Anteprima Nazionale al Teatro San Carlo, il Diana ospiterà lo spettacolo “Così Parlò Bellavista” con l’adattamento teatrale  di Alessandro Siani e Geppy Gleijeses. «Un testo - ha detto il protagonista e regista Gleijeses- capace di rappresentare un omaggio a colui che, oltre a essere un divulgatore, si identifica come un grande filosofo del presente». Contento del progetto anche Siani, che come produttore e adattatore ha parlato di «un capolavoro capace di durare nel tempo». Con le musiche originali di Claudio Mattone, in scena vi saranno anche Benedetto Casillo e Marisa Laurito. A seguire, dal 16 gennaio 2018, Cristina Comencini presenterà “Tempi Nuovi” con Ennio Fantastichini e Iaia Forte. Dal 30 gennaio, un altro ritorno al Teatro Diana con Maurizio Casagrande e la sua inedita commedia scritta con Francesco Velonà, “Mostri a parte”, ispirata al film Frankestein jr. Dal 13 marzo, Massimo Ranieri con l’adattamento e la regia di Giancarlo Sepe, sarà in scena con “Il Gabbiano“ di Anton Čechov mentre dal 6 marzo, dopo lo strepitoso successo dello spettacolo dei record “Una festa esagerata!”, Vincenzo Salemme tornerà al Diana con la nuova commedia “Con tutto il cuore”. «Un testo ironico e graffiante -ha dichiarato Salemme- che nel porre l'uomo dinanzi a delle scelte obbligate ne esamina la natura più profonda». 

Dal 1 maggio, a chiudere la stagione in abbonamento ci penseranno Serena Autieri e Paolo Calabresi con “La Menzogna” diretta da Piero Maccarinelli. A completare le proposte, fuori abbonamento, anche gli spettacoli di Angelo Pintus, Maurizio Battista e Beppe Grillo e dal 27  febbraio, in sinergia con il “Nest”, “Gli Onesti della Banda”, riscrittura di Diego De Silva e Giuseppe Miale di Mauro, tratta dalla sceneggiatura de “La banda degli onesti” di Age e Scarpelli. Ancora, la lirica con “Opera Talk show” e gli  spettacoli per le scuole curati da Gianpiero Mirra e Peppe Celentano che nel segno dell'impegno civile punteranno l'attenzione con “Vite Sballate”,  sul tema dell'alcolismo tra i ragazzi. Per i più piccini ci sarà anche “Alice e il suo mondo fantastico” con Gabriella Cerino. 

Musica al Pizza Village per il gran finale

NAPOLI. Continua la grande musica al Napoli Pizza Village e nel fine settimana conclusivo i protagonisti saranno il rapper milanese Guè Pequeno, stasera, e Lo Stato Sociale, il gruppo classificatosi secondo a Sanremo 2018. Grazie alla radio ufficiale della manifestazione, Rtl 102.5, le guest si esibiranno sul palco presentando i loro successi, ma non saranno gli unici artisti ad animare il weekend conclusivo della kermesse che prevende una ‘scaletta’ ricca ed entusiasmante.
Gastronomia, musica ma anche cultura ed economia, Napoli Pizza Village è diventato un evento che accontenta tutti, trasversale e che sempre più internazionale in cui il record di presenze è solo uno degli obiettivi, come affermano gli organizzatori: «Quest’ottava edizione del Napoli Pizza Village - affermano Alessandro Marinacci e Claudio Sebillo di Oramata Grandi eventi - è sicuramente l’edizione dei record. Non solo per le presenze di pubblico, che ci auguriamo possano raggiungere il milione, ma per l’adesione della città, delle istituzioni e delle forze dell’ordine al progetto. Oramai il messaggio è univoco: il Napoli Pizza Village è uno strumento di tutti noi per promuovere l’intero territorio e l’economia regionale, non solo una manifestazione legata alla pizza. Il sold out degli alberghi e dei B&B, le richieste di portare il format all’estero ed in altre città italiane, dimostra quanto questo progetto di promozione turistica abbia seminato per Napoli»
Il palco dopo l’esibizione del rapper milanese Gué Pequeno, reduce dal concerto di Fedez e Jax a San Siro, continua con tanti altri artisti. EnzoDong è uno dei protagonisti indiscussi della scena rap partenopea e a seguire Enzo Savastano l’irriverente cantante che prende in giro vari generi musicali dalla musica indie a quella neomelodica. Ancora Geolier & Nicola Siciliano autori del tormentone “P Secondigliano” da oltre due milioni di visualizzazioni sul web. Pronti per ballare poi con i Bateria Pegaonda che porteranno sul palco tutto il colore ed il calore dei ritmi brasiliani. E infine saliranno sul palco Sergio Siano, il grande fotoreporter napoletano presenterà “Maradona”, un fotolibro dedicato al Pibe de Oro e Anna Trieste simpatica, irriverente, ironica e autoironica, giornalista del Mattino e volto noto in Rai e Mediaset. Per l’ultima di domani salirà sul palco la band di ragazzi bolognesi, secondi a Sanremo con Una Vita In Vacanza, Lo Stato Sociale. Lo spettacolo prosegue con Maria Nazionale (nella foto) e dopo di lei SesèMamà un gruppo di quattro artiste napoletane (Brunella Selo, Elisabetta Serio, Fabiana Martone e Annalisa Madonna) guidate dalla curiosità verso suoni e culture di etnie diverse, compresa quella di appartenenza, con i loro linguaggi, stili e dialetti. Poi, Stani Roggiero e I Bottari de la Cantica Popolare un ensamble che fa del ritmo scandito sul legno delle botti uno spettacolo unico.

Gigi D'Alessio e la Tatangelo ancora insieme VIDEO

I neo coniugi Alessandra D’Alessio e Raffaele Poziello hanno festeggiato il loro matrimonio a “Villa Althea” a Bellona, in provincia di Caserta: tra i loro ospiti c’erano anche anche Gigi D’Alessio (zio della sposa) ed Anna Tatangelo. Ripresi dal fotografo Davide Laganà, i due cantanti appaiono rilassati e complici durante una performance canora dell’artista partenopeo (alla quale ha preso parte anche Rosario Miraggio, cognato della sposa) che, alla propria nipote, ha dedicato il brano “Non dirgli mai” con il quale nel 2000 partecipò al suo primo Festival di Sanremo.

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Pino è, scatenati i social: Brignano il più bersagliato

NAPOLI. Anche attraverso Facebook e Twitter non sono mancate le polemiche, i pensieri costruttivi, le opinioni di chi ha suonato con Pino, di chi l’ha conosciuto veramente e di chi ha amato le sue composizioni, la sua napoletanità e il suo modo di vivere la musica ogni giorno. «A volte mi domando chi ha tanto potere da permettere uno scempio simile - scrive Marco Zurzolo su Fb - ...mi ricordo tempo fa Milva a Parigi presentó un recital su Edith Piaf e dico Milva ...fu fischiata in maniera drastica, e mi rendo conto del perché... quando si lavora su personaggi strettamente legati alla tradizione di un popolo la cosa è molto ma molto delicata... non puoi andare su di un palco e arrivarci impreparato. Dico: tu ’na canzone devi fare e sbagli anche il testo, nonostante il gobbo. L’imbarazzo era evidente nelle persone che erano lì senza sapere manco che pesci prendere. Basta non se ne può più... continuare a promuovere questa mediocrità fa male alla cultura, fa male ad un popolo che crede e ha creduto nella grande opera di Pino e nn solo...». Anche Gianfranco Caliendo, ex frontman del “Giardino dei Semplici” ha scritto su Fb parole poco felici nei confronti della manifestazione: «Il picco più basso… la Emma che ha fatto diventare il San Paolo… la festa di piazza di Cerignola». Claudio Coccoluto e Giorgio Verdelli hanno commentato su Twitter: «Quando si accetta di celebrare “qualcuno”, si dovrebbe avere la delicatezza di lasciare il proprio ego a casa, ben chiuso» è il pensiero di Coccoluto. Mentre il regista del film sul Nero a metà scrive: «#JamesSenese #tulliodepiscopo #tonyesposito #enzoavitabile #gigiderienzo #elisabattaserio #Pinoè #Tuttan’atastoria ... appunto». «Quando si rispetta un artista come Pino Daniele e si viene invitati a omaggiarlo cantando una sua canzone - scrive su Facebook il paroliere Bruno Lanza - un grande nome come quelli saliti sul palco, avrebbero dovuto avere la decenza di arrivarci preparati dopo aver provato il brano almeno per alcuni giorni e con il testo a memoria. Invece eravamo alla sagra della porchetta con grandi nomi che si sono presentati impreparati e approssimativi, come dilettanti allo sbaraglio, e ciò non è certo un segno di rispetto per Pino Daniele, né per i napoletani, né per la Rai. Poi qualcuno mi spiegherà che senso aveva Ornella Vanoni in quel contesto, tra l’altro neanche funzionale all’audience?».

“Pinuccio perdonali”, “mio figlio ha cambiato dopo tre canzoni”, “A tratti sembra il Gran Galà di Capodanno dove ognuno è lì per dire qualcosa di populista. Prendiamo i cellulari di ognuno di loro e vediamo se avevano il numero di Pino Daniele in rubrica”, “Mo’ basta guaglio’, m’ata ucciso tutte ’e canzoni mie” sono stati alcuni dei numerosi commenti su Fb espressi dal popolo social. E Twitter non è da meno con interventi anche di volti noti. Ivan Zazzaroni ha twittato: «Apprezzabilissima l’idea dell’omaggio dei colleghi, purtroppo però ci sono cantanti la cui voce fa la canzone: Pino Daniele aveva un timbro unico e inimitabile attraverso il quale griffava in modo indelebile ogni suo pezzo. Con Pino la riconoscibilità è un valore»; Red Ronnie nota: «Come mai non hanno invitato @GigiDAlessio che era un amico VERO di PINO??!!», mentre il critico televisivo Riccardo Bocca commenta: «Dalle interpretazioni dei bravi cantanti emerge tutta la complessità dell’opera di Pino Daniele che invece in lui era semplicità, calore, dolcezza». 

Se la poesia di Panariello è risultata impacciata, l’intervento di Brignano è senz’appello: un monologo pieno di luoghi comuni, parolacce, ovvietà e paragoni sbagliati. Fischi sonori dal San Paolo e rivolta sui social: “Marò, Brignano annasconnete”, “Pino non avrebbe gradito l’intermezzo di Brignano, non amava le parolacce”, “Prati come la Sanità… ma che c***o sta’ a dì”, “Non puoi paragonare i palazzoni anni ’70 dei Prati Fiscali, con la cultura millenaria dei vicoli della SANITÀ, vicoli che trasudano di storia, e fatt na figura e merd brignà”, “Pinoè è inguardabile. Una serie di inutili luoghi comuni e becera retorica. #Brignano una delle cose peggiori che la tv abbia partorito quest’anno”. Un testo imbarazzante per il quale “ha rischiato seriamente le mazzate”. 

"Sense8", finale tutto napoletano

NAPOLI. Netflix sceglie Napoli per festeggiare il finale della serie “Sense8” che sarà disponibile da oggi su Netflix. Il capoluogo campano è una delle città ad aver ospitato il set della stagione finale della serie, e, proprio oggi, ovvero la sera del debutto su “Netflix”, ospiterà un evento per un’ultima avventura insieme a tutti i fan di “Sense8” al Bagno Elena di Posillipo. Nel corso dell’evento i partecipanti potranno immergersi nel mondo della serie. Durante le riprese a Napoli il cast di “Sense8” ha incontrato il pizzaiolo Gino Sorbillo.

Troisi e i 40 anni della Smorfia, tre serate-evento al Plebiscito

NAPOLI. Massimo Troisi e i 40 anni del trio La Smorfia, tre serate evento a Napoli in Piazza del Plebiscito - 22, 23 e 24 giugno. L'evento sarà presentato in conferenza stampa lunedì 11 giugno alle ore 12.00 nella sala Giunta di Palazzo San Giacomo. Interverranno: il sindaco Luigi De Magistris, l'assessore alla Cultura Nino Daniele, Lello Arena, Enzo Decaro, Stefano Veneruso, Nando Mormone, Mario Esposito. La citta di Napoli rende omaggio a Massimo Troisi in occasione dei 40 anni del trio La Smorfia con una grande festa che avrà come location Piazza del Plebiscito. Da venerdì 22 giugno a domenica 24 si terranno tre serate evento nell'ambito delle quali saliranno sul palcoscenico numerosi personaggi del mondo del cinema e della televisione che hanno avuto un rapporto professionale e di amicizia con Massimo. 

“Pino è”, i veri cantanti sono stati i 45mila del San Paolo

NAPOLI. Per chi era allo stadio ma anche per chi l’ha vista su Raiuno o ascoltata in radio in macchina, è stato ben chiaro che il vero omaggio, il vero spettacolo lo hanno offerto i 45mila spettatori che hanno cantato tutte le canzoni dall’inizio alla fine, anche quelle che non erano di Pino. La maggior parte degli artisti venuti ad omaggiare “il Musicante” hanno offerto interpretazioni intense (vedi la Mannoia), altri invece non sono stati all’altezza del coro del San Paolo. Se il suono di Pino era ben vivo allo stadio è per merito delle due band di Pino, con James Senese, Tullio De Piscopo, Tony Esposito, Gigi De Rienzo, Rosario Jermano ed Ernesto Vitolo. L’acustica, per chi era in tribuna, non era all’altezza dell’evento. È proprio vero, “Pino è”. Anche se non c’è, è ancora tra noi, la sua musica non si è fermata e non è mai stata spenta in questi 3 anni e mezzo, la tecnologia fa in modo che possiamo vederlo e ascoltarlo quando vogliamo, il cinema ci ha proposto un suo ricordo intenso, la discografia ci propone un nuovo cofanetto e poi c’è “Resta quel che resta”, lo straordinario brano inedito composto e inciso oltre 9 anni fa e ritrovato solo adesso. 

 

Via al Napoli Teatro Festival

NAPOLI. Inizia l'undicesima edizione del Napoli Teatro Festival Italia. Finanziato dalla Regione Campania, diretto da Ruggero Cappuccio e organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival presieduta da Luigi Grispello presenta una programmazione, fino al 10 luglio, che propone tra teatro, danza, letteratura, cinema, video/performance, musica e mostre, 215 eventi, 34 location coinvolte per 33 giorni di spettacoli. L'edizione 2018 comincia l'8 giugno con l'apertura delle mostre su Tomasi di Lampedusa e sul popolo saharawi, con i debutti del Teatro de los Sentidos ("Un attimo prima", ore 18,19.30 e 21 a Palazzo Fondi), di Carlo Cerciello ("Regina Madre" con Imma Villa e Fausto Russo Alesi, ore 19 al Teatro Nuovo), di Cesare Ronconi e Mariangela Gualtieri del Teatro Vadoca ("Il seme della tempesta", ore 21 al Teatro Bellini), di Lorenzo Salveti e gli allievi della Scuola di Teatro dello Stabile di Napoli ("Shakespeare & Shakespeare", ore 21.30 al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale) e con i buskers del "Napoli Strit Festival" il progetto speciale di Ettore De Lorenzo (dalle ore 19 nel Centro Storico). L'inaugurazione del Festival è in mattinata, a mezzogiorno nella Sala d'Ercole di Palazzo Reale, con l'apertura al pubblico della mostra Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957): un lettore europeo, dedicata all'autore de Il Gattopardo. Curata da Gioacchino Lanza Tomasi e José Vicente Quirante Rives, con il coordinamento di Kalimera estudio, è prodotta dalla Fondazione Campania dei Festival con Palazzo Reale - Polo Museale della Campania. Anna Imponente, Gioacchino Lanza Tomasi e Ruggero Cappuccio introdurranno al percorso tra manoscritti, oggetti personali, fotografie e libri della biblioteca personale di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. La mostra resterà aperta fino al 10 luglio. Istantanee appassionate dal Sahara Occidentale, dal Fronte Polisario, nel lavoro di Romeo Civilli. Inaugura a Palazzo Fondi, alle ore 17, la seconda mostra fotografica del Napoli Teatro Festival Italia, "Sahara te quiero", (aperta fino all'8 luglio) il racconto di un viaggio che si fa testimonianza viva di una della tante guerre dimenticate che si combattono nel mondo. "L'obiettivo del mio reportage - così Romeo Civilli - è portare l'attenzione su una questione della quale si parla pochissimo. Non è trovare una risposta, ma condividere le mie domande, accendere una piccolissima luce dove ora c'è il buio". Il movimento Polisario viene fondato il 10 maggio 1973 con l'intento di ottenere l'indipendenza del Sahara Occidentale dall'occupazione militare della Spagna, del Marocco e della Mauritania. Nel 1975, la Spagna cede i territori alle altre due nazioni e nello stesso anno il Polisario ottiene il riconoscimento dall'Onu e il diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi dalla Corte dell'Aja. Nel 1976 è proclamata la Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi, attualmente riconosciuta da 76 stati. Contemporaneamente il Marocco realizza militarmente l'annessione unilaterale dei territori. Nel 1979 la Mauritania si ritira e cede al Fronte il territorio occupato ma l'accordo è respinto dal Marocco che invade l'area. I combattimenti continuano tuttora sebbene dal 1991 sia stato siglato il "cessate il fuoco". Sull'argomento si segnala, martedì 12 giugno alle ore 17.00 si l'incontro con Fatima Mahfud, vice rappresentante del Fronte Polisario per l'Italia, Repubblica Sahrawi. Alle ore 18.00, a Palazzo Fondi (in via Medina) debutta lo spettacolo Un attimo prima - Un esperienza poetica, frutto del laboratorio tenuto per il Festival da Gabriella Salvaterra del Teatro de Los Sentidos fondato da Enrique Vargas. Un lavoro teatrale che immerge il pubblico in un'esperienza di drammaturgia sensoriale: parole e silenzi, immagini ed oscurità, sollecitazione di tutti i sensi. E non è dunque un caso se nei crediti dello spettacolo si ritrova la voce "paesaggio olfattivo" a cura di Giovanna Pezzullo e Nelson Jara. In scena Laura Bernard, Loredana D'Agruma, Paola De Cicco, Chiara Donizelli, Giulia Eugeni, Anna Gallo Selva, Claudia Gilardi, Umberto Giorgione, Gabriella Indolfi, Maria Livia Passaretta, Francesco Maria Punzo, Massimo Risi, Monica Varroni. Lo spettacolo replica alle 19.30 e alle 21.00 e sarà in scena fino a martedì 12 giugno. Si prosegue alle ore 19.00 al Teatro Nuovo con la prima assoluta di Regina Madre, tra i testi più importanti di Manlio Santanelli, che viene proposto nella rilettura di Carlo Cerciello con Fausto Russo Alesi e Imma Villa. "Una commedia di volta in volta avvincente, tragica, divertente e acuta" secondo il giudizio che sul testo Eugene Ionesco espresse trent'anni fa in un suo articolo su Le Figaro. Regina Madre prende le mosse da un classico 'ritorno a casa'. Alfredo, grigio cinquantenne segnato dal fallimento si presenta a casa della madre, Regina, dichiarandosi deciso a rimanervi, per assisterla o morire ai suoi piedi. Ma la vecchia signora, seppure affetta da ogni specie di infermità, appartiene alla categoria delle matriarche indistruttibili. Tra i due personaggi in scena si instaura così un teso duello, condotto mediante uno scambio ininterrotto di ricatti e ritorsioni, di menzogne e affabulazioni da cui scaturisce un duello psicologico combattuto con l'arma micidiale della parola. Le scene sono di Roberto Crea, le musiche di Paolo Coletta, i costumi di Daniela Ciancio, le luci di Cesare Accetta, regista assistente Walter Cerrotta. Lo spettacolo è in scena fino al 10 giugno. Sempre alle ore 19, le strade del Centro storico di Napoli accoglieranno le performance del Napoli Strit Festival un progetto di Ettore De Lorenzo, che nelle nove edizioni precedenti ha portato in strada (e non solo a Napoli) oltre duemila artisti provenienti da tutto il mondo e più di un milione di spettatori. Progetto speciale del Ntfi, la decima edizione di questa manifestazione costuisce la sua direzione artistica intorno all'idea del silenzio. Circa 20 spettacoli al giorno, tra mimi, seguipersone, one man band, saranno distribuiti lungo tutto il percorso che va da piazza Dante a Piazza Bellini, passando per Portalba e allungandosi fino al Cortile dell'Accademia di Belle Arti. Si replica anche sabato 9 giugno. Alle ore 21.00, al Teatro Bellini, debutta Il seme della tempesta - Trilogia dei Giuramenti del Teatro Valdoca. La trilogia è diretta da Cesare Ronconi, scritta da Mariangela Gualtieri - che ne è anche interprete nella seconda parte - ed intepretata da 12 giovani attori/danzatori ai quali si aggiungono i 20 giovani allievi, selezionati e formati a Napoli nelle settimane precedenti il debutto, in un laboratorio diretto da Cesare Ronconi, con Mariangela Gualtieri (versi), Lucia Palladino (movimento), Elena Griggio (voce e canto), Lorella Barlaam (studium). "Ora che la parola vana dà così abbondante spettacolo, bisogna tentare in teatro una parola sacramentale. Abitare lì dove la parola viene rimessa nella vita, nel tentativo di dotarla di nuovo delle proprie potenze". Inizia con il concerto, Non ancora, eppure già. In scena due musicisti, Enrico Malatesta (alle percussioni) e Attila Faravelli al suono, che riprercorrono la fase preverbale del linguaggio. Poi il Discorso ai vivi e ai morti, che vede al centro una figura arcaica ed esausta, interpretata da Mariangela Gualtieri, attorniata dal vociferare del coro. E rappresenta un lascito in versi di chi sta per disimparare tutto, per dimenticare ogni cosa, entrando nel grande mistero. La terza parte della trilogia, Giuramenti, convoca la solennità della parola attraverso appunto la massima espressione di impegno. In realtà qui nessun giuramento viene pronunciato. È l'intero spettacolo che si configura come un giuramento al teatro in primo luogo, "una dichiarazione d'amore che ha l'apertura di un abbraccio e l'impeto di una bestemmia, e poi alla vita, a ciò che tiene gli uomini vicini e vivi". Replica il 9 e il 10 giugno alle ore 19.00. La prima giornata di spettacoli si chiude nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, dove alle 21.30, nell'ambito della sezione Osservatorio, gli allievi del primo Triennio della Scuola di Teatro dello Stabile di Napoli portano in scena Shakespeare & Shakespeare, per la drammaturgia e la regia di Lorenzo Salveti. Sharon Amato, Alessandro Balletta, Angela Bertamino, Clara Bocchino, Anna Bocchino, Marialuisa Bosso, Antonia Cerullo, Emanuele D'errico, Vincenzo Esposito, Francesca Fedeli, Rebecca Furfaro, Katia Girasole, Sara Guardascione, Elisa Guarraggi, Fortuna Liguori, Annabella Marotta, Serena Mazzei, Gaetano Migliaccio, Teresa Raiano, Dario Rea, Francesco Roccasecca, Umberto Salvato, Francesco Scolaro, Marilia Testa, Beatrice Vento, Gaetano Balzano, Carlo Geltrude, presentano un giocoso attraversamento tra i caratteri di tanti celebri personaggi shakespeariani, da Romeo e Giulietta a Macbeth, da Il Mercante di Venezia al Sogno di una notte di mezza estate, da La Tempesta a Molto rumore per nulla e Rosalinda. Il Giardino Romantico di Palazzo Reale, alle ore 23.00, prende vita con il Dopofestival, che convoglia pubblico e artisti della manifestazione in uno dei luoghi più suggestivi della città, per condividere un momento di convivialità.

“Ammore e Malavita", 5 Ciak d'oro alla commedia musicale napoletana

Nuova edizione del 'Ciak d'oro', il premio del cinema italiano il magazine diretto da Piera Detassis. A vincere sono i film italiani di grande respiro internazionale, musical, film d'animazione, cinema tutto femminile e commedia d'autore. Su tutti si affermano i film 'Ammore e Malavita' dei Manetti Bros che incassa 5 Ciak d'oro e 'Chiamami col tuo nome' di Luca Guadagnino. La cerimonia di premiazione dei Ciak d'oro 2018 (che prendono in considerazione i film usciti tra il primo maggio 2017 e il 30 aprile di quest'anno) si terrà questa sera a Roma per il secondo anno consecutivo alla Link Campus University, l'ex residenza estiva di Papa Pio V che oggi ospita un'Università che fa dell'innovazione il suo tratto caratteristico, con corsi di laurea e master capaci di interpretare le esigenze del mercato del lavoro. A consegnare i 'Ciak d'oro', gli unici premi al cinema italiano votati direttamente dal pubblico, è, per la prima volta, l'attrice, conduttrice e scrittrice Geppi Cucciari. 'Ammore e malavita' dei Manetti Bros conquista la giuria dei critici, aggiudicandosi 5 Ciak d'oro. Alla fortunata commedia musicale napoletana vanno i seguenti riconoscimenti: Miglior regia, Migliore colonna sonora (Pivio & Aldo De Scalzi), Miglior canzone originale ('Bang Bang'). Claudia Gerini, grazie al ruolo di donna Maria, è la Migliore attrice non protagonista. La redazione di Ciak premia il musical dei Manetti Bros con il Ciak d'oro Colpo Di Fulmine assegnato a Serena Rossi per la sua "straordinaria interpretazione della bella Fatima".

L'ambito Ciak d'oro Miglior film va a 'Chiamami col tuo nome' di Luca Guadagnino, che riceve anche i premi per il Miglior Montaggio e il Miglior Manifesto. Migliori protagonisti dell'anno sono Paola Cortellesi e Antonio Albanese, interpreti della commedia 'Come un gatto in tangenziale' di Riccardo Milani, successo italiano dell'ultima stagione cinematografica. Buon risultato per 'Napoli Velata' di Ferzan Ozpetek: Ciak d'oro Miglior Scenografia e Migliori Costumi. Due targhe vanno anche a 'Cuori Puri' di Roberto De Paolis: il 'Ciak-Alice Giovani' (nato dalla collaborazione del magazine con Alice nella Città) e il 'Ciak d'oro' Migliore Opera Prima, quest'anno firmato da Mini. A Luciano Ligabue, ritornato alla regia con Made in Italy, va il Superciak d'oroassegnato dalla redazione, mentre il Ciak d'oro Classic va a Carlo Buccirosso, protagonista del film dei Manetti Bros, per l'insieme della sua brillante carriera d'attore. Il Miglior attore non protagonista è Massimo Ghini per 'A casa tutti bene', mentre Nicola Nocella è il Colpo di Fulmine per 'Easy - Un viaggio facile facile' votato dalla redazione di Ciak.

Maria Carolina Terzi e Luciano Stella di Mad Entertainment, e a Paolo Del Brocco di Rai Cinema va il Ciak d'oro Miglior Produttore per 'Gatta Cenerentola' di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone. Il Ciak d'oro Bello&Invisibile, votato dalla giuria dei 100 critici e giornalisti, va al bellissimo Dove non ho mai abitato di Paolo Franchi. Per il quarto anno il premio del mensile di cinema allarga lo sguardo alla serialità d'autore, con il Ciack d'oro Speciale Serial Movie assegnato a Salvatore Esposito per il ruolo di Gennaro Genny Savastano nella serie 'Gomorra' e per l'interpretazione cinematografica in 'Puoi baciare lo sposo'. Anche Ornella Muti si aggiudica il premio per il ruolo di zia Ingrid in 'Sirene', la prima fiction fantasy della Rai. Questi i migliori film e protagonisti della stagione secondo i lettori della rivista e la giuria di critici e giornalisti cinematografici. I lettori di 'Ciak' hanno votato per la categorie principali: Miglior film; Miglior attore e Migliore attrice protagonista, Miglior regia. Tutte le altre categorie sono votate dalla giuria professionale.

Il Ciak d'oro miglior manifesto va al film 'Chiamami col tuo nome' di Luca Guadagnino, Chen Li e Carmelo Pirrone, il Ciak d'oro bello&invisibile è assegnato a 'Dove non ho mai abitato' di Paolo Franchi. A vincere il Ciak d'oro miglior sonoro in presa diretta è Giuseppe Tripodi (AITS) per 'A Ciambra' mentre il 'Ciakd'oro migliore scenografia' va a Ivana Gargiulo e Deniz Gokturk Kobanbay per 'Napoli Velata'; il Ciak d'oro migliore colonna sonora viene dato a Pivio & Aldo De Scanzi per 'Ammore e malavita'. Quanto al Ciak d'oro migliore canzone originale a vincerlo è Bang bang nel film 'Ammore e malavita' con le musica di Pivio & Aldo De Scanzi e testi di Nelson e con gli interpreti Giampaolo Morelli, Franco Ricciardi e Serena Rossi. Il Ciak d'oromiglior montaggio va a Walter Fasano per 'Chiamami col tuo nome' mentre il Ciak d'oro miglior fotografia va a Luca Bigazzi 'Sicilian Ghost Story' mentre il 'Ciak d'oro migliore sceneggiatura' viene assegnato a Susanna Nicchiarelli per 'Nico.1988'. Ciak d'oromigliori costumi a Alessandro Lai per 'Napoli velata'; il CiakAlice/Giovani va a 'Cuori puri' di Roberto De Paolis mentre il 'Ciakd'oro miglior produttore va a Maria Carolina Terzi e Luciano Stella di Mad Entertainment e Paolo Del Brocco di Rai Cinema per 'Gatta Cenerentola'; il Ciak d'oro migliore attore non protagonista Massimo Ghini per 'A casa tutti bene'.

Il 'Ciak d'oro migliore attrice non protagonista' va a Claudia Gerini per 'Ammore e malavita' mentre il Ciak d'oro - premio mini migliore opera prima va a 'Cuori puri' di Roberto De Paolis. Il Ciak d'oro migliore attrice protagonista va a Paola Cortellesi per 'Come un gatto in tangenziale'. A vincere il Ciak d'oro migliore attore protagonista è Antonio Albanese per 'Come un gatto in tangenziale' e a vincere il Ciak d'oro miglior regia sono i Manetti bros. per 'Ammore e Malavita'. Il Ciak d'oro miglior film va, invece, a 'Chiamami col tuo nome' di Luca Guadagnino. Quanto ai Premi speciali il Ciak d'oro speciale serial movie viene assegnato a Salvatore Esposito mentre il Ciak d'oro speciale serial Movie va ad Ornella Muti per 'Sirene'. Il Ciak d'oro colpo di fulmine maschile viene dato a Nicola Nocella per 'Easy - Un viaggio facile facile', mentre il Ciak d'oro colpo di fulmine femminile viene assegnato a Serena Rossi per 'Ammore e malavita'. Il Superciak d'oro va a Luciano Ligabue mentre il Ciak d'oro classic viene dato a Carlo Buccirosso. 

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