Mercoledì 18 Ottobre 2017 - 13:17

Napoli non interessato a Dybala
Arriva il comunicato del club azzurro

NAPOLI. Il Napoli non ha gradito alcune voci che avrebbero visto Bigon parlare con i procuratori di Dybala per trattare l'acquisto dell'attaccante argentino. Per questo motivo è arrivata una secca nota di smentita sul sito ufficiale: "In merito ad alcune fonti stampa secondo le quali a Palermo, nei giorni scorsi, ci sarebbe stato un incontro tra il Direttore Sportivo del Napoli Riccardo Bigon e gli agenti del calciatore Dybala, il Napoli comunica che questa “notizia” è priva di qualsiasi fondamento".

Addio a Peppe Massa: eroe del Napoli anni '70

È morto ieri sera per arresto cardiocircolatorio Giuseppe Massa, 69 anni, ex calciatore del Napoli negli anni ’70. Massa, che nella sua carriera aveva vestito anche le maglie di Internapoli, Lazio, Inter, Avellino e Campania, è stato colto da un malore mentre era in auto ai Colli Aminei, vicino casa. Inutili i soccorsi dei medici del 118. Cresciuto nell’Internapoli, con cui aveva disputato il campionato di serie D, venne acquistato dalla Lazio nella stagione 1966-1967. Dopo un anno con la Primavera biancoceleste, l’esordio in serie B contro il Catania. Nell'estate del 1972 venne ceduto all’Inter per 300 milioni e i cartellini di Frustalupi e Silva e dopo due anni passò al Napoli con il quale vinse la Coppa Italia nella stagione 1975-1976 e raggiunse, l’anno dopo, la semifinale di Coppa delle Coppe. Dopo quattro stagioni in azzurro, con nove reti rispettivamente nelle stagione 1975-1976 e 1976-1977, passò all'Avellino, per poi tornare sotto i Vesuvio ma per vestire i colori del Campania in C1 per chiude la carriera. In carriera ha totalizzato complessivamente 266 presenze e 48 reti in serie A e 81 presenze e 21 reti in B. Tra le altre vittorie, un trofeo De Martino con la Lazio nella stazione 1967-1968; un campionato di B, sempre in biancoceleste, l’anno dopo. E con la maglia dei romani vinse anche la Coppa delle Alpi nel 1971. Con il Napoli, oltre alla Coppa Italia, anche una Coppa di Lega italo-inglese nel 1976. La figlia di Massa, Azzurra, ha seguito le orme paterne militando nel Napoli con il quale quest’anno ha perso il Trofeo Arco di Trento- Beppe Viola.

Sarri: «City strepitoso, ma potevamo farcela»

Era stata dipinta come la sfida tra le due squadre che giocano il calcio più bello (e al momento vincente) d’Europa. Manchester City Napoli o meglio, Guardiola contro Sarri. Ha prevalso lo spagnolo, forte di un undici partito lancia resta che nei primi trenta minuti avrebbe potuto farne quattro, di gol. Ha sofferto il suo collega di panchina, seduto in un angolo a versare inchiostro sul taccuino. Tanti appunti, per un approccio che proprio non è piaciuto. È mancata l’auspicata faccia tosta, o meglio, è venuta fuori dopo, quando la squadra si è scrollata di dosso il peso del risultato, quando ha capito di dover far qualcosa perché altrimenti sarebbe finita male. E invece, per poco, non è finita addirittura in gloria, con un assalto finale a tratti emozionante. Non è cambiato il risultato ma è mutata la percezione della sconfitta, in un certo senso “accettabile”, finanche per Sarri che ha finito per elogiare la reazione dei suoi sul campo di una serissima candidata alla conquista della Champions League.

L’approccio molle ha condizionato il risultato: come mai la squadra ha faticato così tanto nella prima mezz’ora?

«Non lo so, abbiamo sbagliato un po’ a gestire pressioni e distanze, abbiamo concesso troppi spazi tra i reparti ad una squadra devastante. Una squadra che viene da 17 gol fatti in casa».

Che importanza dà alla reazione dei suoi di fronte alle grandi difficoltà che stavano attraversando nel primo tempo?

«Siamo stati scadenti nei primi 25 minuti ma siamo stati bravi dopo, siamo andati in difficoltà e sbagliato un rigore ma abbiamo reagito. Giocare più di un’ora alla pari con questi avversari è tanta roba, ci rimane rammarico per il rigore sbagliato ma ci ha dato un po’ di scossa. Abbiamo già fatto bene nella parte finale del primo tempo, nella ripresa è stato logico proseguire su quella parte finale del primo tempo». Era impossibile fare di più contro questo City? «Già parliamo di una squadra difficile da affrontare, se poi sei sotto e gli concedi spazi per ripartire allora diventa quasi impossibile giocarci. Hanno talento ed accelerazioni, averli messi in difficoltà credo che sia tanta roba».

Nella prima mezz’ora il centrocampo è apparso in grande affanno: quanto sarebbe stata utile la presenza di Allan dall’inizio del match?

«Quello di stasera è il centrocampo impiegato nella scorsa stagione che ha fatto un grande girone di ritorno. Con questi vieni travolto anche con un incontrista, volevo la qualità per il palleggio, per farli giocare sulle cose che amano meno. Sono più forti, ma hanno le caratteristiche nostre, soffrono quando non hanno il pallino del gioco. Volevo qualità. Io credo che se pensiamo che cambiando 2 giocatori cambi tutto allora significa che la rosa non è competitiva. Io non ho visto due giocatori che hanno messo una squadra in difficoltà. Anzi, dirò di più: se ci fosse stato Milik avrebbe giocato anche lui».

Insigne come sta?

«Aveva dolore ad un adduttore che gli andava progressivamente aumentando, non dovrebbe trattarsi di niente di grave, ha cominciato a sentire più dolore ed ha chiesto il cambio».

Quante possibilità ha il Napoli di qualificarsi agli ottavi?

«Non ci penso, ora è inutile fare tabelle, altrimenti avrei fatto l’astrologo. Proveremo a vincere le prossime tre, se lo facciamo passiamo».

Napoli, sconfitta a testa alta ma regala mezz’ora al City

Non è andata bene, ma neanche malissimo. Il Napoli purtroppo regala mezz’ora al Manchester City e non riesce a portare punti a casa. Una sconfitta amara, ma nel complesso immeritata, perché nel secondo tempo gli azzurri hanno quasi dominato. Se si considera l’errore dal dischetto di Mertens nel primo tempo il rammarico aumenta. E anche l’uscita di Insigne dal campo ha pesato. Un ko prevedibile ma pesante da digerire: però tra quindici giorni arriverà il City al San Paolo, e allora il Napoli può sperare di cercare punti preziosi per la qualificazione. Il Napoli, sempre vincente nel campionato italiano, zoppica invece in Europa, battuto per 2-1 dal Manchester City di Pep Guardiola che si conferma una delle piu’ belle realtà di questo primo scorcio di Champions League.

SARRI DEVE RECRIMINARE per una prima mezz’ora non all’altezza della situazione e soprattutto per il rigore sbagliato da Mertens al 38 del primo tempo, che avrebbe potuto riaprire già prima la gara. Splendido avvio per i padroni di casa che dopo appena 13 minuti sono in vantaggio di due gol. Il primo nasce da un numero di David Silva sulla sinistra al 9’, cross per Gabriel Jesus che prova il tiro ma trova sulla sua strada Koulibaly; sulla respinta corta c’è però Sterling che non sbaglia. Quattro minuti piu’ tardi è Gabriel Jesus a raddoppiare: Albiol respinge male, la palla finisce sui piedi di De Bruyne che salta Koulibaly e mette un cross per il brasiliano che da due passi infila Reina. Il Napoli è molto intimorito e soffre soprattutto sulle fasce la velocità ed il tasso tecnico degli uomini di Guardiola. I partenopei di Sarri rischiano il tracollo su un tiro di De Bruyne che si stampa clamorosamente sulla traversa, e pochi minuti più tardi su una conclusione a botta sicura di Gabriel Jesus deve ringraziare Koulibaly che salva sulla linea di porta. È letteralmente in confusione il Napoli, non abituato ai ritmi, il pressing e la tecnica messa in campo dal Manchester City. La prima azione degna di questo nome gli azzurri la imbastiscono solo al 34’, quando Insigne prova a innescare Callejon, ma il portiere dei citizens non si fa sorprendere. Una leggerezza di Walker, che sugli sviluppi di un calcio d’angolo affossa in area platealmente Albiol, regala al Napoli la possibilità di rientrare in partita, ma dal dischetto Mertens calcia malissimo ed Ederson non ha problemi a deviare. Nel finale di tempo pero’ è tutto un altro Napoli rispetto a quello timido e confuso di inizio gara.

NEL SECONDO TEMPO, è un susseguirsi di pressing e contropressing tra le due squadre che si affrontano a ritmi infernali. Si infortuna però Insigne (problema muscolare), uno dei migliori dei suoi, sostituito da Allan. Il City si intestardisce con un possesso troppo basso e per un soffio il Napoli non lo punisce con Hamsik che batte a porta vuota, ma trova un eroico Stones sulla sua strada. A metà ripresa il Napoli si guadagna un altro calcio di rigore con Ghoulam, atterrato in area da Fernandinho. Se ne incarica Diawara questa volta e sigla la sua prima rete con la maglia del Napoli proprio all’Ethiad Stadium. La partita rimane in bilico fino alla fine, con il City che conquista i tre punti ed un Napoli che esce a testa alta da uno stadio molto difficile, pronto a rituffarsi nel campionato italiano, dove l’aspetta lo scontro diretto contro l’Inter.

Russia 2018, play off: è Svezia-Italia

Sarà la Svezia l'avversaria dell'Italia agli spareggi per qualificarsi ai Mondiali di Russia 2018. Lo ha stabilito il sorteggio Fifa a Zurigo.

Questi tutti gli accoppiamenti dei play off europei per i Mondiali di Russia 2018, come stabilito dal sorteggio Fifa di Zurigo (la prima squadra gioca l'andata in casa)

Irlanda del Nord-Svizzera

Croazia-Grecia 

Danimara-Eire

Svezia-Italia

Il Napoli cerca punti in casa del grande City

Si accendono i riflettori sulla Champions League. Il Napoli capolista in campionato ci riprova in Europa lontano dal San Paolo. La prima volta non è andata bene: unica sconfitta stagionale in casa dello Shakhtar. Al terzo turno del girone F tocca la trasferta più difficile: appuntamento all’Etihad Stadium, in casa di un Manchester City più in forma che mai. Capolista contro capolista: Napoli primo in Serie A, City al comando in Premier League. Sulla carta è una sfida da brividi, ma stavolta si andrà oltre i meri numeri. Le due squadre giocano un calcio simili: bel gioco e triangolazioni veloci, quello che è una volta si chiamava “tiki taka” e che Sarri ha in qualche modo ereditato e che Guardiola ha, invece, inventato e poi evoluto.

NON È UN SEGRETO che l’allenatore del Napoli si ispira proprio a Guardiola e al suo calcio, in particolar modo quello visto a Barcellona. E il tecnico catalano non solo non è per nulla “geloso”, ma elogia in modo sperticato il collega di Figline e il suo calcio. «Mi piace tanto»… ha ripetuto anche ieri. Perché al di là di valori tecnici chiaramente differenti, Napoli e Manchester City si somigliano. Stessa idea di calcio, stesso modo di impostare il gioco. E chissà che Guardiola (che ha ammesso di seguire Sarri dai tempi di Empoli) non abbia preso qualche spunto per cambiare faccia ai suoi Citizens, che in questa stagione sembrano poter riscattare quella scorsa, conclusa in modo opaco senza neanche un trofeo vinto (prima volta a digiuno per Guardiola). E via al calcio spettacolo, allora. Con l’emozione di Sarri per il prestigioso collega, che farà giocare le sue squadre come lui, ma che intanto ha vinto tutto. Guardiola come esempio, riferimento: nonostante l’età non vada in aiuto del toscano. E chissà che da stasera il Napoli a Guardiola possa piacere di meno: un pari o addirittura una vittoria sarebbe un risultato pesantissimo. Il Napoli ha tre punti nel girone, ha ancora tre partite da giocare (altre due in casa) e può sperare di passare anche in caso di sconfitta. Ma uscire a testa alta sarebbe una consacrazione, in una serata dove si imporrà il calcio di alto livello.

Sarri: «Dai Napoli, niente paura col City»

a febbre è passata. L’attacco influenzale se lo è lasciato alle spalle Maurizio Sarri. Sabato sera era scappato a Napoli entrando velocemente nella macchina del direttore sportivo Giuntoli. Le televisioni a pagamento lo aspettavano ma ha dato forfait. E come se avesse portato il certificato medico l’allenatore toscano. Ieri sera, però, nella sala stampa dell’Etihad Stadium ha parlato l’allenatore partenopeo. Impossibile andare contro le regole imposte dalla Uefa per quanto riguarda la comunicazione. Sono stati tanti i complimenti ricevuti da Guardiola nella conferenza stampa del primo pomeriggio. Pep si è lasciato andare ad elogi incredibili nei confronti di Sarri, del Napoli e del suo gioco. Nessuno pensa che lo spagnolo abbia agito d’astuzia per far deconcentrare Hamsik e compagni. Se dice certe cose è perché le pensa altrimenti resterebbe in silenzio.

Quello che sta accadendo in campionato può condizionare l’applicazione dei giocatori in Champions?

«In chiave qualificazione penso che contro il City è la gara meno importante. È palesemente più forte di tutti. Per noi diventano determinanti gli scontri diretti. Poi è chiaro se qualcuno strappa un punto al sito si mette in una situazione di vantaggio. Il fatto che noi da umani sfidiamo una big, dopo che abbiamo sfidato la Roma e poi giocheremo con l’Inter, dimostra che qualcuno in Lega ha sbagliato qualcosa. Prima dello scontro decisivo in Europa avremo Napoli- Juventus. Se noi vogliamo diventare una squadra forte dobbiamo giocare le manifestazioni importanti. E nel mondo non ce ne è una meglio di questa. Se una persona si sente di applicarsi meglio in campionato o in Coppa, poi è inconscio».

Guardiola, oltre ai complimenti, ha detto che non crede che qualcuno dei titolari possa riposare. Lei sta pensando ad un mini turn over?

«Pep penso di doverlo solo ringraziare. Questi complimenti che arrivano da chi è oggi il più forte al mondo fanno solo piacere. 25 30 anni fa il calcio fu segnato da Sacchi, tra qualche anno ci renderemo conto di quanto è stato fondamentale Guardiola in una svolta calcistica. Se un personaggio del genere ci fa dei complimenti allora ci fa piacere. Penso che in questo momento non dobbiamo avere dei retropensieri. Siamo in una fase della stagione dove si può giocare con continuità. Non si paga in questo momento. Sarebbe ottimale il contrario ma non farei tanti calcoli. Vediamo chi ha recuperato e chi non senza pensare alla partita successiva».

Il Manchester City prende alto chiunque, può indurre a far cambiare il modo del Napoli?

«Io vorrei morire da vivo. Non da agonia essendo in bara da molti anni prima. Quando trovi una squadra molto evoluta tatticamente, quando trovi una squadra tecnicamente straordinaria, penso che l’aspetto tattico sia una masturbazione mentale. Dobbiamo fare il nostro calcio. L’idea è simile ma a livello tecnico e di accelerazione sono superiori. Se basta qualcosa di diverso per evitare la sconfitta diventerebbe facile. L’unica cosa che chiedo è di non aver paura. Ci vuole il giusto timore degli avversari. La paura ti dà negatività, ti penalizza. Poi mi piacerebbe vedere 11 faccia di cazzo che palleggiano in faccia al Manchester City. Forse è impossibile ma nella testa ci vuole questo tipo di follia. Già sono forti se manca è la fine».

Può essere la partita dei suoi sogni? «Se c’era qualcosa di meno ero anche contento. In tutti quest’anni che faccio l’allenatore non me l’ha data nessuna, neanche il Real, una idea di così tanta forza Ho sempre avuto l’idea di poter mettere in difficoltà chiunque. Questi mi hanno dato l’impressione di essere devastanti. Se vogliamo diventare grandi dobbiamo farlo da grandi e conquistare punti».

È ipotizzabile qualche cambio a centrocampo? «Prima vedo come stanno i ragazzi e poi decido. In tutte e sei le partite Rog è entrato sempre. Lo tengo fortemente in considerazione».

C’è un punto debole del City?

«Si sta parlando di un team che in tre partite di Premier ha segnato 17 gol. Il 7-2 ci potrebbe far pensare ad una vulnerabilità difensiva. Era da agosto che non prendeva gol. È fortissimo. Sulla riconquista dei palloni vengono ad aggredire e ti creano la superiorità. Sembra una squadra che si sbilancia ma in realtà non lo è».

L’Uefa Champions League Trophy Tour sbarca a Napoli

NAPOLI. Domani 17 e dopodomani 18 ottobre il Trofeo della Champions League sarà esposto in Piazza Vittoria (non in Piazza del Plebiscito come annunciato in precedenza) e presso Eccellenze Campane. Presente Gianfranco Zola in qualità di Ambasciatore Ufficiale Uefa. Dopo aver fatto visita a 16 Paesi dell’Europa Centrale e Orientale, coinvolgendo oltre 650mila visitatori, l’Uefa Champions League Trophy Tour torna a popolare le piazze italiane e ritorna anche a Napoli. Grazie a UniCredit, infatti, il Trofeo della Uefa Champions League, dopo Milano, Torino, Verona, Bologna, Bari e Palermo, farà tappa nel capoluogo campano.
Domani 17 ottobre sarà possibile ammirare e fotografare la Coppa dalle Grandi Orecchie in Piazza Vittoria lato Colonna Spezzata, dalle ore 10 alle 22. Il Trofeo verrà esposto sull’originale “Red Truck” costruito appositamente per il Trophy Tour della Uefa Champions League. Un mezzo di trasporto eccezionale, in grado di accogliere uno spazio espositivo di circa 200 metri quadri. Il trofeo sarà mostrato al piano superiore, sulla balconata, offrendo ai passanti la possibilità di scattarsi foto e selfie unici. Oltre all'opportunità di immortalare questo momento personale con il trofeo, i visitatori potranno partecipare ad attività ludiche e interattive e visitare un'appassionante mostra di cimeli autografati da alcuni dei campioni che hanno fatto la storia della Uefa Champions League. Tifosi e appassionati potranno avere un’ulteriore opportunità di incontro con il Trofeo anche mercoledì 18 ottobre, presso Eccellenze Campane in via Brin Benedetto 69, dove potranno scattarsi la propria foto lungo tutto l’arco della giornata, dalle ore 10 alle ore 21.
La tappa di Napoli del nono Trophy Tour consentirà inoltre agli appassionati di calcio di incontrare personalmente Gianfranco Zola, vera e propria leggenda della competizione e del Napoli ed uno dei maggiori talenti calcistici italiani degli anni novanta e duemila. Nel 1991 Zola ereditò nel Napoli la maglia numero 10 di Maradona. Successivamente, nel 1993 si trasferì al Parma dove vinse la Supercoppa nel 1993 e la Coppa Uefa 1994-1995, consacrandosi come uno dei giocatori più talentuosi in Italia. Nel 1996 passò alla squadra londinese del Chelsea per poi ritornare in Italia, al Cagliari, dopo sette stagioni di militanza nel club londinese. Nel 1994 Zola è stato vice-campione del mondo con la nazionale italiane. È stato infine candidato per tre volte al Pallone d'oro, classificandosi sesto nel 1995. Questi i momenti che vedranno presente l’Ambasciatore Uefa:

Domani
Ore 12,30-14: saluto di benvenuto e sessione di autografi con Gianfranco Zola
Ore 17,30-19: seconda sessione di autografi con Gianfranco Zola

Mercoledì
Ore 12-13,30: sessione di autografi con Gianfranco Zola

Sarà possibile seguire la tappa napoletana, come tutte le altre tappe dell’UEFA Champions League Trophy Tour, sui canali social di UniCredit, utilizzando l’hashtag #UCLTrophyTour. Tutte le iniziative legate all’Uefa Champions League Trophy Tour sono a partecipazione gratuita.

A Manchester coi titolari, ma Zielinski e Diawara sono pronti

 

Il primo esame è stato superato a pieni voti. La settimana da incubo è nata sotto una buona stella e ha consegnato al Napoli il primato solitario in vetta alla classifica, con un discreto margine sulle inseguitrici. Sistemata e archiviata la pratica nazionale, è già tempo di pensare all’Europa. La sconfitta nella gara d’esordio con lo Shakhtar (mitigata dal successo col Feyenoord) ha messo gli azzurri in una posizione scomoda. Il cartello “vietato sbagliare” ha già fatto capolino nella mente di chi spera di varcare il girone di Champions e di giocarsi gli ottavi. Primo fra tutti Sarri che da tempo si è affannato a smentire la versione che voleva il gruppo interessato più al campionato che non alla Coppa, effettivamente irraggiungibile. Realtà o finzione, presto per dirlo e per scoprirlo ma sta di fatto che il turnover (sempre misurato) sarà applicato domani sera contro il City, a dispetto di quanto accaduto sabato a Roma, laddove il tecnico ha preferito affidarsi all’undici tipo. Niente rivoluzioni, ovviamente, ma qualche cambio necessario per dare un po’ di tregua a coloro che fin qui hanno tirato la carretta e per valorizzare le qualità di una rosa divenuta negli anni di primo livello.

UN SOLO BALLOTAGGIO IN DIFESA. Si fa sempre un gran parlare dell’attacco ma non è da meno il pacchetto arretrato (e più in generale) la fase difensiva. Tant’è che il Napoli, fin qui, ha concesso (in campionato) appena tredici tiri nello specchio, subendo cinque reti. Una crescita esponenziale, testimoniata dagli altissimi standard di rendimento di alcuni interpreti che mai erano stati capaci di essere così continui nel rendimento. Ragioni che spingono Sarri a cambiare poco: sulle fasce ci saranno Ghoulam e Hysaj mentre al centro (davanti a Reina) dovrebbero essere confermati Albiol e Koulibaly ma non è da escludere a priori la sorpresa Chiriches.

CAMBIO A CENTROCAMPO. E’ il reparto che spende di più ed è (di conseguenza) quello maggiormente interessato dal turnover, reso meno “traumatico” dalla grande abbondanza di scelta. Potrebbe giocarsi una chance importante Zielinski, magari al posto di Allan. Il polacco ha grandi mezzi ma spesso difetta di concentrazione. Anche all’Olimpico, quando ha preso il posto di Hamsik, non è apparso “sul pezzo”, sbagliando più di un appoggio. Il talento non è discussione e chissà che la serata di Manchester non possa essere quella giusta per il suo rilancio. C’è speranza anche per Diawara, pronto ad insidiare Jorginho.

ATTACCO DI FERRO. Si affronteranno, in Inghilterra, primo e secondo attacco d’Europa. Una garanzia di spettacolo, almeno sulla carta. Sarri difficilmente rinuncerà al tridente base in una gara così bella e difficile, contro l’amico Guardiola. Spazio dunque ai tre di sempre, pronti a stupire anche in Europa. 

Guardiola: «Venite, è una gara spettacolare. Aguero c’è»

Novità positive per il City: secondo quanto riportato dallo stesso sito ufficiale del club inglese, Sergio Aguero potrebbe partire dal primo minuto contro il Napoli dopo esser stato portato in panchina contro lo Stoke (match finito 7-2) sabato. «L’argentino sembra essersi ripreso bene dopo l’incidente stradale», si legge. Sempre più inarrestabile il City di Guardiola, che ha steso sabato 7-2 lo Stoke che ha fatto visita all’Etihad Stadium. Al termine della gara Pep Guardiola è tornato ad esaltare il Napoli di Sarri: «Insigne è un top-player. È un’ala dinamica, si muove bene negli spazi stretti e segna. Ma è il gioco del Napoli che lo aiuta ad essere un giocatore migliore. Il Napoli gioca alla grande, invito tutti a venire allo stadio, sarà una gara stupenda. Abbiamo la stessa idea di gioco con pressing alto, passaggi corti e attacchi dinamici. Sarà una gioia sfidare Sarri, uno degli allenatori che ammiro di più. Cercheremo di vincere».

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