Lunedì 29 Maggio 2017 - 22:50

Restauro Teatro Grande, sequestro da 6 milioni di euro all'ex commissario straordinario degli Scavi

POMPEI. Il restauro che cementificò il Teatro Grande di Pompei negli Scavi avrebbe provocato un danno da 6 milioni di euro alle casse dello Stato. Questa, dunque è la somma sequestrata questa mattina dalla Guardia di Finanza al commissario straordinario dell'emergenza Scavi di Pompei, Marcello Fiori.

Il restauro, per il quale era stata programmata una spesa pari a 450mila euro, lieviò nei costi fino a 8 milioni di euro.

Le indagini erariali condotte dai finanzieri oplontini, diretti dal colonnello Carmine Virno e coordinati dal procuratore Donato Luciano, hanno permesso di accertare il danno pe le forniture in lavori condotti con aggiudicazioni dirette nel 2010.

Per questa vicenda è già in corso un procedimento penale davanti al tribunale di Torre Annunziata. Insieme a Marcello Fiori, la Procura della Corte dei Conti di Napoli indaga per danno erariale i funzionari Salvatore Nastasi, Giuseppe Proietti, Stefano De Caro, Raffaele Tamiozzo, Maria Grazia Falciatore, Roberto Cecchi, Jeannette Papadopoulos, Bruno De Maria e Maria Pezzullo.

Incidente sul lavoro nel Teramano, morto 31enne di Cercola: due inchieste

TERAMO. Una nuova tragedia sul lavoro si è verificata intorno a mezzogiorno a Castelnuovo, piccolo centro della provincia teramana, all'interno di un'azienda metalmeccanica. Roberto Moretti, originario di Cercola, 32 anni a luglio, ha perso la vita mentre era intento in una fase lavorativa nei pressi di un macchinario. Il giovane dipendente di una ditta di autotrasporti, stava scaricando del materiale da consegnare all'azienda Metalferro di Castelnuovo Vomano. Sono stati i compagni di lavoro  a soccorrerlo iniziando una corsa disperata verso l'ospedale Mazzini di Teramo (nella foto) prima ancora che arrivasse sul posto l'elicottero del 118. Purtroppo al Pronto soccorso l'uomo è  arrivato senza vita. Sul posto stanno sono giunti i carabinieri per ricostruire la dinamica dell'incidente che presenta lati poco chiari. Testimoni avrebbero raccontatop prima di una caduta e successivamente di un colpo ricevuto da un macchinario il cui braccio stava operando in zona. Anche l'Ispettorato del lavoro ha aperto un'indagine al pari della magistratura teramana che probabilmente disporrà l'autopsia della vittima. Secondo la prima ricognizione cadaverica esterna, il giovane camionista avrebbe subito gravissimi traumi alla testa. 

Prepara le carte per il matrimonio, scopre che ha già un marito nigeriano

NAPOLI. Organizzare il proprio matrimonio, progettare il futuro con la persona con cui si è scelto di condividere la propria vita e ritrovarsi, d’improvviso, catapultati in un vero e proprio incubo. Scoprire, per una pure casualità, di essere già sposati e per di più con uno sconosciuto.
Questa non è la trama di un film ma una storia vera che vede protagonista una donna napoletana che nel giorno in cui ha cercato di comprare casa con quello che a breve sarà il suo vero, futuro marito, ha scoperto che lei un marito ce l’aveva già. E quello che doveva essere il periodo più bello e felice della sua vita si è trasformato in un calvario. Dopo un anno è arrivata la cancellazione delle nozze fasulle, accompagnata da una beffa per lei: la ragazza dovrà infatti pagare circa 5mila euro di spese processuali. Soldi che, a detta dei giudici, dovrebbero essere rimborsati dal presunto finto marito nigeriano, al momento irreperibile.
 
LA STORIA. Maria (si tratta di un nome di fantasia in quanto la vicenda, al momento non si è ancora conclusa) decide di acquistare casa con il suo fidanzato, con il quale ha programmato di sposarsi a giugno di quest’anno. Bisogna tornare indietro di circa un anno. La banca chiede una residenza contestuale ad entrambi i ragazzi, un documento fondamentale per ottenere il nulla osta per il mutuo. Maria si reca nella sede della IV municipalità e lì l’amara scoperta: la ragazza viene a conoscere di essere già sposata, dal novembre del 2015. Una doccia fredda per lei: «In quel momento mi è crollato il mondo addosso - racconta - Immediatamente mi sono recata dalle forze dell’ordine che mi hanno consigliato di recarmi nella sede comunale di Gianturco, dove si trovano gli archivi documentali, e di verificare cosa risultava a mio carico».
 
LA SCOPERTA. Il giorno seguente la ragazza si reca a Gianturco dove si ritrova tra le mani un atto di matrimonio con una firma falsa. La giovane si guarda attorno allibita e, nonostante lo sconforto, decide di non mollare. Va in commissariato e presenta una regolare querela a carico di una persona ignota che, come emerso da ricostruzioni successive, si era spacciata per lei presentando un documento falso con informazioni evidentemente discordanti ,a partire dal numero civico della via di residenza fino ad arrivare a cose più banali come il colore di occhi e capelli e l’altezza.
 
IL PROCESSO. Maria decide così di rivolgersi ad un avvocato per riuscire a dimostrare in tutte le sedi l’inesistenza di quel matrimonio. Il lavoro è estenuante, certosino e tutta la documentazione viene raccolta con estrema scrupolosità. Bisogna dimostrare che quel giorno Maria non era sulla scena del presunto matrimonio ma che si trovava sul posto di lavoro. Vengono raccolte poi fatture e prenotazioni di ristoranti, fiori, vestiti inerenti il vero, futuro matrimonio. Tutto semplicemente per dimostrare che le nozze della ragazza non sono ancora state celebrate. Nonostante ciò, in prima istanza la richiesta di attestare l’inesistenza di questo presunto matrimonio viene bocciata. Maria, però, non si arrende e riprende la sua battaglia legale.
 
LETTERA AL SINDACO. «Quei mesi sono stati durissimi - spiega con la voce rotta dalla commozione - Ricordo che, contestualmente al processo, proseguivano i preparativi per il mio matrimonio ma nessun momento, posso dire, di averlo vissuto con gioia. Ogni cosa era strettamente legata ad una vicenda con la quale io non c’entravo nulla ma che, indirettamente, mi stava rovinando la vita». La ragazza chiama in causa anche il primo cittadino di Napoli, raccontandogli sommariamente il suo calvario. «Dopo aver scritto a de Magistris - aggiunge - ricordo che le cose sono nettamente cambiate e da parte sua c’è stata piena collaborazione».
 
LA SENTENZA. A inizio di questo mese, è giunta finalmente la sentenza del tribunale che ha riconosciuto l’assoluta inesistenza delle nozze. A quel punto, si è provveduto alla cancellazione dell’atto negli uffici comunali e finalmente per Maria è arrivato il tempo di dedicarsi alle sue vere nozze.
Ma nonostante tutto, la storia della giovane donna si può dir tutt’altro che a lieto fine. Il giudice infatti, dopo l’accertamento dell’inesistenza delle nozze finte, ha disposto anche che il presunto consorte della donna debba risarcirle le spese processuali. Un buco nell’acqua visto che al momento il nigeriano, che dai documenti risulta essere residente in  Portogallo, sembra essere un fantasma. «Si tratta di circa 5mila euro che secondo i giudici mi dovrebbe dare questo sconosciuto che è tutt’ora irreperibile - racconta - Finirò col dover sborsare io questa cifra per porre fine a questo calvario». Insomma una beffa dopo il danno alla quale però, almeno per ora, Maria non vuole pensare.
 
IL GIRO DEI FINTI MATRIMONI. Il caso della ragazza della IV Municipalità non è isolato. Nella stessa zona sono una ventina i casi accertati. Complessivamente, circa un migliaio in tutta la città. Sulla questione indaga la procura di Napoli che ha aperto un fascicolo sui reati contro la pubblica amministrazione. Gli inquirenti stanno cercando di fare chiarezza su questa ultima frontiera delle truffe ai danni dello Stato. Dato che si tratta di un fenomeno diffuso dietro al quale potrebbe esserci la “longa manus” di una regia sapiente ed organizzata, con strutture gerarchiche ben radicate e attente conoscitrici delle dinamiche legate alla stipulazione di matrimoni costruiti a tavolino.
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Guerra di camorra, mercoledì vertice sicurezza in Prefettura

NAPOLI. Sei omicidi in pochi giorni, allarme sicurezza in provincia e in città. Il prefetto di Napoli, Carmela Pagano, dopo i recenti agguati di matrice camorristica a Napoli (dove nel giro di dieci ore in episodi diversi sono state uccise 3 persone) e provincia (anche in questo caso tre le vittime), ha convocato per mercoledì una riunione straordinaria del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza.

“Spaccata” in gioielleria: arrestato un 19enne di Soccavo

NAPOLI. Scoperto e arrestato dai carabinieri l'autore di una “spaccata” in una gioielleria di via Capitelli messa a segno nell'aprile dello scorso anno. Nella notte, Francesco Guasco - 19enne di Soccavo già ai domiciliari per rapina aggravata - e un complice su cui sono in corso indagini, forzarono la serratura della gioielleria e mandarono in frantumi una vetrina (nella foto) portando via 150 orologi e circa 600 grammi in oro puro e pietre preziose. Esaminando i sistemi di videosorveglianza dei negozi vicini a quello preso di mira e comparando le impronte esaltate sul luogo del furto, i carabinieri della stazione Napoli-San Giuseppe e della sezione investigazioni scientifiche del nucleo investigativo di Napoli hanno identificato il 19enne traendolo in arresto in esecuzione di un’ordinanza ai domiciliari emessa dal gip di Napoli per furto aggravato in concorso.

Caso Tulliani, sequestrato un milione di euro a Gianfranco Fini

ROMA. I finanzieri del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata (Scico) hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di circa 1 milione di euro, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma nei confronti dell'ex presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini.  «Il provvedimento cautelare reale - fa sapere il Servizio centrale investigazione criminalità organizzata della guardia di finanza - segue altro sequestro preventivo già eseguito nei confronti di Giancarlo, Sergio ed Elisabetta Tulliani, in relazione a plurimi reati, tra cui episodi di riciclaggio e autoriciclaggio commessi in concorso con Gianfranco Fini. Si tratta di reati emersi nell'ambito di una più ampia attività d'indagine che ha già portato all'esecuzione, in data 13 dicembre 2016, di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Francesco Corallo, Rudolf Theodoor Anna Baetsen, Alessandro La Monica, Arturo Vespignani e Amedeo Laboccetta, in quanto facenti parte di un'associazione a delinquere aggravata, a carattere transnazionale, dedita ai reati di peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, promossa e diretta da Francesco Corallo». I finanzieri spiegano inoltre che «è stata data anche esecuzione a un decreto di sequestro per equivalente di beni per un valore complessivo pari a 215 milioni di euro». Secondo i finanzieri è emerso «un circuito economico fraudolento posto in essere dai sodali i quali si adoperavano, attraverso la costituzione di numerose società offshore, a trasferire, dall'Italia verso numerosi Paesi europei ed extraeuropei, somme di denaro oggetto di peculato, e sottratte alla pretesa impositiva erariale».

«I proventi illeciti conseguiti dall'associazione capeggiata da Francesco Corallo - secondo quanto riferisce la guardia di finanza - sono stati utilizzati per attività economiche, finanziarie, ed acquisizioni immobiliari, tra cui l'acquisto dell'appartamento ceduto da Alleanza Nazionale alle società offshore Printemps e Timara, riconducibili a Giancarlo e Elisabetta Tulliani». Da quanto emerso dalle indagini dei finanzieri questo «negozio giuridico, realizzato alle condizioni concordate con Francesco Corallo ed i Tulliani, è stato deciso da Gianfranco Fini nella piena consapevolezza di tali condizioni».

«Una vicenda dalle implicazioni inquietanti, il cui disvelamento pare, ad oggi, ancora solo embrionale, pur se foriero di imprevisti e piuttosto tumultuosi sviluppi», scrive il gip Simonetta D'Alessandro nell'ordinanza di sequestro di due polizze del valore complessivo di 1 milione di euro. 

«Il provvedimento di sequestro non è diretto in prima persona nei confronti di Gianfranco Fini. Sono state sequestrate le polizze intestate alle figlie sulla base dell'incapienza del patrimonio che doveva essere oggetto di sequestro nei confronti di Giancarlo Tulliani», dicono gli avvocati Francesco Caroleo Grimaldi e Michele Sarno, difensori dell'ex vicepremier ed ex ministro. I legali annunciano il ricorso al Tribunale del Riesame contro il provvedimento voluto dal pm Barbara Sargenti. «In sede di Riesame verrà riaffermata l'assoluta estraneità dell'onorevole Fini ai fatti che gli sono contestati», concludono i legali.
 

Ottaviano, via libera al Piano operativo comunale

OTTAVIANO. La giunta comunale di Ottaviano ha approvato il documento di indirizzi, contenuti e criteri per la redazione del Poc (Piano operativo comunale) 2017 – 2021. Il Poc è lo strumento urbanistico che individua e disciplina gli interventi di tutela e valorizzazione, di organizzazione e trasformazione del territorio da realizzare nell'arco temporale di cinque anni. Nei prossimi giorni, sarà reso noto il bando di evidenza pubblica mediante il quale l’amministrazione comunale invita a fare proposte per la costruzione condivisa del Poc. Tutti sono chiamati a partecipare: privati, enti pubblici, imprese, consorzi, associazioni. Gli obiettivi del Poc del Comune di Ottaviano (nella foto la sede) sono i seguenti: riqualificare l’esistente, potenziare la città pubblica, valorizzare l’ambiente, promuovere la mobilità sostenibile, potenziare il tessuto economico e produttivo. «Questa amministrazione ha scelto di coinvolgere e non di imporre, di ascoltare e ragionare insieme di un progetto futuro che riguarda lo sviluppo dell’intero territorio. In questo senso, il Poc è uno strumento importantissimo», spiega l’assessore all’urbanistica Paolo Iovino.

Raid in un deposito a Sant'Arpino, preso 33enne di Afragola

SANT'ARPINO. Ladro in trasferta arrestato dai carabinieri. I militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Marcianise, nel corso di un servizio di controllo del territorio a Sant'Arpino hanno arrestato in flagranza di reato per furto Pasquale Amato (nella foto) di Afragola. Il 34enne è stato sopresto a rubare materiale edile presso il deposito della ditta Belladonna via Santaniello. L'uomo, con due complici in via di identificazione, ha forzato la porta d’ingresso del deposito e, dopo aver caricato la  merce asportata su un furgone, ha tentato di darsi alla fuga. I carabinieri, giunti sul posto, sono riusciti a bloccare l’uomo alla guida del furgone, mentre i due complici sono riusciti a scappare. La refurtiva, interamente recuperata, è stata restituita al proprietario. L’arrestato è stato trattenuto presso le camere di scurezza dell’Arma, in attesa del giudizio direttissimo.

Racket, arrestati 5 uomini del clan

MARIGLIANO. I carabinieri della stazione di Marigliano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Dda di Napoli nei confronti di 4 soggetti del luogo, tutti ritenuti contigui al gruppo camorristico Capasso-Castaldo operante nel controllo degli affari illeciti a marigliano. Sono ritenuti responsabili di estorsione aggravata da finalità mafiose in concorso. I carabinieri hanno indagato in merito a numerosi episodi di estorsione commessi ai danni di un imprenditore mariglianese. Dopo le formalità gli arrestati sono stati tradotti al centro penitenziario di Secondigliano. I carabinieri hanno tratto in arresto anche una quinta persona ritenuta responsabile di estorsione aggravata da finalità mafiose commessa ai danni dello stesso imprenditore: è un 28enne di Brusciano.

Incendio minaccia i binari della stazione Circum a Moregine

CASTELLAMMARE DI STABIA. Un incendio di vaste proporzioni ha rischiato di mandare in tilt i collegamenti ferroviari della Circum con Sorrento. Nel pomeriggio, alte fiamme hanno bruciato la sterpaglia che cresce nella totale incuria sul ponte del fiume Sarno, nei pressi dell'autostrada e dei binari della Circumvesuviana. Il rogo è stato probabilmente appiccato da una cicca di sigaretta lanciata da qualche automobilista incauto. Le fiamme, poi, sono state limentate dal vento e dal caldo. Sul posto i vigili del fuoco sono giunti grazie alla responsabilità di una viaggiatrice della Circum che ha insistentemente chiamato il 115 per allertare i pompieri e, avendo trovato grandi difficoltà a mettersi in contatto con i vigili del fuoco, ha chiamato i carabinieri chiedendo un loro intervento, prima che l'incendio arrivasse ai binari, minacciando l'incolumità dei vagoni e dei viaggiatori.

 

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