Mercoledì 16 Agosto 2017 - 23:41

Restauro Teatro Grande, sequestro da 6 milioni di euro all'ex commissario straordinario degli Scavi

POMPEI. Il restauro che cementificò il Teatro Grande di Pompei negli Scavi avrebbe provocato un danno da 6 milioni di euro alle casse dello Stato. Questa, dunque è la somma sequestrata questa mattina dalla Guardia di Finanza al commissario straordinario dell'emergenza Scavi di Pompei, Marcello Fiori.

Il restauro, per il quale era stata programmata una spesa pari a 450mila euro, lieviò nei costi fino a 8 milioni di euro.

Le indagini erariali condotte dai finanzieri oplontini, diretti dal colonnello Carmine Virno e coordinati dal procuratore Donato Luciano, hanno permesso di accertare il danno pe le forniture in lavori condotti con aggiudicazioni dirette nel 2010.

Per questa vicenda è già in corso un procedimento penale davanti al tribunale di Torre Annunziata. Insieme a Marcello Fiori, la Procura della Corte dei Conti di Napoli indaga per danno erariale i funzionari Salvatore Nastasi, Giuseppe Proietti, Stefano De Caro, Raffaele Tamiozzo, Maria Grazia Falciatore, Roberto Cecchi, Jeannette Papadopoulos, Bruno De Maria e Maria Pezzullo.

Faito in fiamme, il sindaco di Vico Equense: scenario di morte

Proseguono senza sosta gli interventi degli operatori sul Monte Faito dove ieri, durante il giorno di Ferragosto, è divampato un incendio che ha distrutto diversi ettari di vegetazione tra i Comuni di Castellammare di Stabia e Vico Equense. "Abitazioni evacuate, uomini e mezzi a lavoro senza sosta. Uno scenario di morte e disperazione - afferma su Facebook il sindaco di Vico Equense Andrea Buonocore - Bisogna fare un ringraziamento di cuore va a tutti i volontari che hanno lasciato mogli, mariti e figli e si sono precipitati dove gli altri non sono arrivati. Hanno adoperato tutte le proprie energie fino all'inverosimile, si sono spinti ai limiti del consentito. Sono ragazzi che vanno elogiati, sostenuti ed incoraggiati perché hanno dimostrato in maniera inequivocabile il loro attaccamento al Faito".

Sub e allieva morti, slitta l'autopsia

Si terrà giovedì l'autopsia sulle salme del sub Antonio Emanato e la giovane allieva, Lara Scamardella, morti nelle acque tra l'isolotto di Vivara ed Ischia, nei pressi della 'secca delle Formiche', domenica scorsa. Questioni burocratiche hanno rallentato le procedure e portato al rinvio dell'autopsia presso il II Policlinico. Di conseguenza slitta anche la data per la celebrazione dei funerali. Intanto dalle indagini è emerso che Lara non aveva alcun tipo di brevetto ed era in attivita' di addestramento. Le indagini della Guardia Costiera coordinate dal Tenente di Vascello Alessio De Angelis.

Ischia, preso con la cocaina in casa

ISCHIA. I carabinieri della stazione di Ischia hanno tratto in arresto per detenzione di droga a fini di spaccio armando rizzo, 24enne, di Napoli. È stato notato in atteggiamento sospetto in piazzetta san girolamo e bloccato: la perquisizione nella sua abitazione ha portato al sequestro di 6 dosi di cocaina e 250 euro in contante. Dopo le formalità è stato tradotto ai domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo

Inchiesta Consip, Romeo torna in libertà

NAPOLI. Il tribunale del Riesame di Roma ha annullato la misura cautelare nei confronti di Alfredo Romeo, agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta su presunte irregolarità nell'aggiudicazione degli appalti Consip. L'imprenditore napoletano torna dunque libero dopo essere stato arrestato lo scorso 1 marzo e condotto nel carcere romano di Regina Coeli. Il 13 giugno La Corte di Cassazione aveva annullato con rinvio l'ordinanza di arresto nei suoi confronti. Il 4 luglio, quindi, una nuova sentenza del tribunale della Libertà di Roma che aveva disposto i domiciliari con braccialetto elettronico. 

Estorsore punta la pistola alla testa della vittima davanti ai figlioletti

NAPOLI. I carabinieri della stazione di bagnoli hanno arrestato C.M., un 48enne del luogo già noto alle forze dell'ordine e agli arresti domiciliari per rapina aggravata e ricettazione, resosi responsabile di evasione, ricettazione, estorsione, porto abusivo d’arma e possesso di documenti falsi.
In tarda serata si è presentata alla stazione carabinieri di Bagnoli una donna corsa fino lì tenendo per mano i 2 figlioletti. Impaurita, ha chiesto aiuto al primo carabiniere a cui si è trovata davanti, il piantone, spiegando nell’affanno che a circa 150 metri da lì era in corso un’estorsione ai danni di suo marito da parte di un uomo armato di pistola.
La denuncia è stata ascoltata anche da altri militari presenti in stazione, richiamati dalle urla e dal pianto, che quindi hanno velocemente raccolto le informazioni necessarie e si sono precipitati sul teatro dell’estorsione, dove hanno trovato la vittima impietrita e di fronte C.M. con una mano nella tracolla.
C.M. è stato immediatamente immobilizzato e perquisito: nella tracolla aveva una semiautomatica carica e con matricola abrasa.
Nell’auto a bordo della quale era arrivato lì evadendo dalla detenzione domiciliare, invece, c’erano dei foglietti con appuntate le cifre estorte negli anni.
Il 48enne ha provato anche a porgere documenti falsi, ma non gli è valso a nulla, anzi.
Una volta in caserma la vittima ha denunciato l’incubo in cui era finita, spiegando ai militari di aver chiesto al 48enne, più di 3 anni fa, un prestito di 1.500 euro; era riuscito a restituirglieli in pochi mesi, tuttavia C.M. aveva capito che poteva spremerlo molto di più facendo leva sulla sua paura e negli ultimi anni gli aveva estorto più di 25mila euro.
Aveva sempre accondisceso per evitare guai peggiori, ma l’altra sera si è deciso a denunciare perché il suo estorsore era arrivato a puntargli la pistola alla testa alla presenza dei figlioletti.
La denuncia e l’intervento dei militari, intervenuti grazie alla donna riuscita a scappare, hanno permesso di spezzare la morsa dell’estorsione e C.M. dopo le formalità è stato tradotto in carcere a poggioreale.

Si sente male in spiaggia, 11enne salvato dai volontari della Croce Rossa

ERCOLANO. Stava giocando con alcuni coetanei in riva al mare a Ercolano, quando si è accasciato a terra colpito da un arresto cardiorespiratorio. A rischiato di morire un 11enne che è stato salvato grazie al pronto intervento dei volontari della la sezione della Croce Rossa di Ercolano, intervenuti sul posto dopo una segnalazione giunta  dalla Capitaneria di Porto di Torre del Greco, che con i volontari ha una convenzione. Al ragazzino, che ora si trova all'ospedale Santobono, è stato praticato un massaggio cardiaco che gli ha salvato la vita.

Gioielleria rapinata
a Castellammare, preso l'ultimo complice

CASTELLAMMARE DI STABIA. Il 23 marzo a Castellammare 4 balordi rapinarono a mano armata un gioielliere, prima ferito con un taglierino e poi minacciato con un fucile a canne mozze. Tre dei 4 complici furono arrestati dai carabinieri dell’aliquota operativa della compagnia stabiese il 12 giugno per rapina aggravata, lesioni aggravate, porto e detenzione illecita di arma clandestina e ricettazione. È stato identificato il quarto complice, colui che imbracciava il fucile e che percosse il gioielliere perché era “poco collaborativo”. Già detenuto a Poggioreale, Pasquale Cucciniello, 55enne, di Giugliano in Campania, è stato raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Torre Annunziata che prolunga la sua permanenza in carcere.

Racket alla Sanità: 4 arresti

NAPOLI. I carabinieri della Compagnia di Napoli Stella hanno dato esecuzione a un fermo di indiziato di delitto emesso dalla D.D.A. di Napoli per tentata estorsione aggravata da finalità mafiose nei confronti di 4 soggetti ritenuti affiliati al clan camorristico dei Sequino, egemone all’interno del rione nel traffico di droga e nelle estorsioni ai danni di commercianti, parcheggiatori abusivi e cantieri edili. I soggetti fermati, tutti del Rione Sanità e già noti alle Forze dell’Ordine, sono: Pasquale AMODIO, 44enne, Francesco GRASSO, 50enne, Ciro MINEI, 23enne, Gennaro PASSARETTI, 27enne. Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura Antimafia, hanno riguardato le richieste estorsive rivolte ad alcuni commercianti della zona a cui il clan aveva imposto il versamento periodico di somme di denaro e, in alcuni casi, anche l’istallazione di slot machine. Di fronte al mancato pagamento il sodalizio passava alle vie di fatto, come è accaduto per un’attività a cui due soggetti con volto travisato da casco integrale hanno dato alle fiamme la saracinesca mediante un innesco di liquido infiammabile. Nonostante il clima di omertà a cui soggiace l’intero quartiere, le indagini hanno permesso di identificare in breve tempo gli autori delle tentate estorsioni, nei cui confronti è stato emesso il fermo anche per scongiurare che si verificassero conseguenze più gravi ai danni delle vittime, vista l’escalation di violenza in caso di rifiuto di aderire alle richieste estorsive. Localizzati e fermati, i 4 sono stati associati al Centro Penitenziario di Secondigliano.

Recuperato il corpo della 13enne di Bacoli

ISCHIA.  IL CORPO DI LARA SCAMARDELLA, LA TREDICENNE ANNEGATA IERI DURANTE UN'IMMERSIONE ASSIEME AL SUO ISTRUTTORE SUBACQUEO ANTONIO EMANATO, E' STATO RECUPERATO STAMATTINA NELLA GROTTA DELLA SECCA DELLE FORIMICHE, A DUE MIGLIA DA ISCHIA, DOV'ERA STATO AVVISTATO DAI SOCCORITORI GIA' NELLA PRIMA FASE DELLE RICERCHE. LA SALMA SARA' TRASFERITA A napoli PER L'AUTOPSIA. LARA SCAMARDELLA ERA FIGLIA DI UNA COPPIA DI AMICI DI EMANATO E IERI SI ERA IMMERSA CON LUI PER RAGGIUNGERE LA GROTTA A 12 METRI DI PROFONDITA'. A CAUSA DELLA MELMA CHE HA INTORBIDITO L'ACQUA, I DUE NON SONO PIU' RIUSCITI A RITROVARE L'USCITA DELLA GROTTA E SONO MORTI. EMANATO, 42 ANNI, ERA TITOLARE DI UNA SCUOLA DI SUB A BACOLI. IL SUO CADAVERE ERA STATO RIPORTATO IN SUPERFICIE IERI.

Nuova tragedia nel mare di Ischia. Due sub sono morti, un 42enne e una 13enne. L'uomo - Antonio Emanato, 42 anni di Bacoli, istruttore di sub - è stato recuperato cadavere dalle squadre di soccorso dei Vigili del Fuoco e della Guardia Costiera nelle acque tra Ischia e l'isolotto di Vivara, alla "secca delle Formiche". Individuato anche il cadavere della ragazzina che sarebbe la figlia di un amico di Emanato. Il recupero del corpo, tra i 10 e i 16 metri di profondità, è reso diffile dalle acque molto torbide a causa delle correnti. Sequestrata l'attrezzatura usata da Emanato, si indaga per capire le cause della tragedia.

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