Martedì 24 Gennaio 2017 - 16:12

Omicidio Landieri, cinque arresti tra gli "scissionisti" tra cui il boss Cesare Pagano

NAPOLI. La polizia di Stato ha eseguito questa mattina 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del tribunale di Napoli a carico di appartenenti al cartello camorristico definito degli “ Scissionisti”, ritenuti responsabili dei reati di omicidio, tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi, reati aggravati dal metodo mafioso. Le indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, svolte dalla Squadra Mobile della questura partenopea, hanno fatto piena luce sulle responsabilità individuali e le dinamiche criminali sottese all’omicidio di Landieri Antonio, disabile, vittima innocente della criminalità organizzata, ucciso a Scampia il 6 Novembre 2004. Hanno ricevuto il provvedimento restrittivo Cesare PAgano, Giovanni Esposito, Gennaro Notturno, Davide Francescone e Ciro Caiazza.

Qualiano, preso alla guida di un'auto rubata

QUALIANO. I carabinieri della stazione di Qualiano hanno sottoposto a fermo per ricettazione e riciclaggio Jacovar Adzovic, 29enne, domiciliato nel campo rom di Giugliano-Ponte Riccio, già noto alle forze dell'ordine. Lungo la Circumvallazione esterna è stato fermato dai carabinieri alla guida di un'Audi S6 Avant rubata quella stessa mattina ad un 40enne dei Colli Aminei. Sull'auto inoltre, per tentare di eludere i controlli, erano state apposte targhe bulgare, sottoposte a sequestro. Il veicolo è stato restituito al proprietario.

Giugliano, truffa con "pacco" a una pensionata

GIUGLIANO. Truffa una pensionata 82enne fingendo di consegnarle un computer per la nipote, lasciandole un pacco con un pesapersone e andando via con 300 euro in contante e preziosi per 3mila euro. E' successo a Giugliano in Campania, dove i carabinieri hanno scoperto la truffa e arrestato un 28enne, già noto alle forze dell'ordine, portato nel carcere napoletano di Poggioreale. Sono in corso indagini per identificare la complice, una donna che ha telefonato a casa dell'82enne fingendo di essere sua nipote e annunciandole che a breve sarebbe arrivato un corriere per recapitarle un computer. La donna ha spiegato all'anziana di aver anticipato una parte dei soldi e ha chiesto alla pensionata di pagare il resto, altrimenti avrebbe perso l'acconto. Il truffatore che si è presentato a casa dell'82enne ha ricevuto da quest'ultima contanti e gioielli e le ha anche rilasciato una falsa ricevuta. Dopo aver scoperto il contenuto del pacco, la pensionata ha denunciato il tutto ai Carabinieri di Giugliano che, poco dopo, hanno individuato il 28enne in un'area di servizio, raggiunta a bordo di un'auto che era stata notata in zona durante servizi di controllo del territorio.

Sorpreso a smontare un Suv rubato: arrestato

SAN SEBASTIANO AL VESUVIO. Eduardo Fiola, 28enne, di Massa di Somma, già noto alle forze dell'ordine, è stato sorpreso dai carabinieri della stazione di San Sebastiano all’interno di un locale adibito ad officina meccanica a smontare alcune componenti da un Suv rubato a Casoria lo scorso 19 gennaio. Nell’officina è stata inoltre rinvenuta una Fiat Panda risultata oggetto di furto a marcianise, nel Casertano, e altre parti meccaniche di autovetture su cui sono in corso accertamenti circa la provenienza. Il 28enne è stato tratto in arresto per riciclaggio e tradotto ai domiciliari.

Torre Annunziata, anziano trovato morto in casa con ustioni

TORRE ANNUNZIATA.  Probablmente è stata una stufa a gas che l'uomo aveva acceso per difendersi dal freddo pungente a risultare letale. Un'anziano di 83 anni è stato trovato morto all'interno della sua abitazione a Torre Annunziata con alcune ustioni sul corpo provocate dall'incendio degli indumenti che indossava. Indumenti che probabilmente sono andati in fiamme proprio a causa della stufa. A trovare il cadavere sono stati i carabinieri della stazione di Torre Annunziata. La Procura oplontina ha aperto un'inchiesta.

Sequestrata mega discarica a Soccavo

NAPOLI. La polizia giudiziaria della polizia municipale - Unità Operativa Tutela Ambientale che si occupa, fra l'altro, delle indagini legate ai siti discarica oggetto di combustione illecita di rifiuti nel territorio della città di Napoli, ha eseguito il sequestro del suolo di proprietà Iacp (circa 20mila metri quadri), divenuto discarica abusiva e oggetto di rogo di rifiuti, in via Appio Claudio a Soccavo. Il fatto, punito dalla legge con la reclusione dei responsabili dell'abuso, prevede anche la confisca dei suoli in stato di abbandono e oggetto di incenerimento di rifiuti. La polizia giudiziaria indaga per identificare i responsabili degli incendi e i soggetti produttori dei rifiuti abbandonati.

Sorrento: anfore, tegole e marmi romani nel centro fisioterapico

SORRENTO. I carabinieri del Pronto Intervento della Compagnia di Sorrento hanno denunciato 2 persone della penisola sorrentina ritenute responsabili di ricettazione e d'impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato.
Ieri mattina i militari del Nucleo Radiomobile sono entrati a fare un controllo in un centro fisioterapeutico e riabilitativo di Sorrento e durante l'ispezione, su un terrazzino coperto pertinenza della struttura, hanno trovato una preziosa anfora di epoca romana detenuta senza la prescritta documentazione.
A quel punto gli operanti hanno perquisito accuratamente gli spazi destinati all'attività fisioterapeutica e l'attigua abitazione dei titolari, rinvenendo in un locale interrato altri reperti: (frammenti di tegole, di marmi, di intonaco e di vasellame).

Il personale della Soprintendenza di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l?area Metropolitana di Napoli fatto intervenire sul posto ha ispezionato il materiale archeologico. Risale al I secolo avanti Cristo.

Carte false per il recupero di una chiesa: 6 nei guai

SOMMA VESUVIANA. I carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione a un’Ordinanza di applicazione di misure alternative alla detenzione emessa dal Gip di Nola su richiesta della locale Procura a carico di 6 persone ritenute responsabili di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Divieto di dimora per il sindaco, Pasquale Piccolo, dimissionario da alcuni giorni. Nel corso di indagini della Compagnia di Castello di Cisterna e dalla Stazione di Somma Vesuviana è stato accertato che durante i lavori di recupero del complesso monumentale di San Domenico (un edificio religioso costruito nel 1294 dal Re Carlo II D’Angiò) 3 direttori dei lavori e 3 esponenti della locale amministrazione comunale avevano falsamente attestato lo stato d’avanzamento dei lavori per ottenere l’erogazione di 1.200.000 euro di fondi europei.

Ponticelli, restituito all'Anm il parcheggio di via Argine

NAPOLI. La Polizia Municipale ha restituito all'Anm la struttura di parcheggio di via Argine a Ponticelli, che era stata temporaneamente adibita a deposito giudiziario a seguito di un'operazione congiunta con la Prefettura. Sono stati rimossi motorini e motociclette sottoposti a sequestro, secondo le intese coi rappresentanti della municipalità e coi cittadini del quartiere. La struttura oggi interessata da interventi di riqualificazione e ammodernamento sarà adibita alla sua funzione originaria di parcheggio, così come fortemente richiesto dalla cittadinanza.

Condannato per omicidio e scarcerato

SANT'ANASTASIA. Clamorosa scarcerazione quella di Terracciano Giorgio, originario di Sant'Anastasia. Terracciano era stato condannato, con la diminuente del rito abbreviato e la concessione dell’attenuante del concorso anomalo, a soli anni  12 di reclusione per l’omicidio di Annunziata Nicola avvenuto a Mugnano del Cardinale nell’ aprile dell’anno 2015 .Grazie alle capillari indagini condotte, su delega della Procura di Avellino, da ben due compagnie dei carabinieri, Baiano ed Avellino, il G.i.p. presso il Tribunale di Avellino dott. G. Fiore , nel luglio dell’anno 2015, emise ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Terracciano Giorgio e Bruno Luigi, accusati in concorso dell’omicidio di Annunziata Nicola, originario di San Giuseppe Vesuviano (NA) e residente a Mugnano del Cardinale. All’esito della conclusione del giudizio di primo grado, la difesa, rappresentata dagli avvocati Dario Vannetiello del Foro di Napoli e Giusida Sanseverino del Foro di Benevento, aveva chiesto al Giudice di sostituire la misura in carcere con quella degli arresti domiciliari. Immediato il rigetto del giudice che lo aveva giudicato, dott. Vincenzo Landolfi, ritenendo sussistenti le esigenze cautelari;  in particolare, il Gup aveva ritenuto che fosse concreto il pericolo che Terracciano potesse commettere altri delitti di omicidio atteso che da alcune intercettazioni pareva emergere che il Terracciano ed altri suoi sodali stessero cercando di individuare un altro  soggetto vicino alla vittima . Movente dell’omicidio sarebbe, secondo gli inquirenti, un credito di 250.000 euro vantato da un familiare di Bruno Luigi, costui imprenditore di Sant’Anastasia, nei confronti del genero della vittima. Numerosi gli elementi indiziari a carico degli imputati Bruno e Terracciano : videoriprese del passaggio dell’auto condotta da Bruno che da Sant’Anastasia raggiunge il parcheggio dell’abitazione dove viene freddato a colpi di pistola l’Annunziata. Centinaia  di intercettazioni, a tutto spiano, nei confronti degli indagati, dei loro familiari nonché nei  confronti dei familiari della vittima, da cui emergono chiari ed univoci riferimenti ai killer. E sullo sfondo una losca storia di traffico internazionale di cocaina. Infatti, in concomitanza dell’omicidio di Annunziata Nicola, la direzione distrettuale antimafia di Salerno sequestrò in Turchia di un container carico stracolmo di cocaina. I dati identificativi del container erano annotati su un foglio, caduto in sequestro proprio a casa della vittima, tra gli effetti personali dell’Annunziata. Successivamente alla condanna, la difesa di Terracciano, grazie ad un articolato ed approfondito appello presentato al Tribunale del riesame avverso la ordinanza di rigetto della scarcerazione,  è riuscita a dimostrare la insussistenza di tutte le esigenze cautelari, ivi compreso il  pericolo di reiterazione, nonostante  Terracciano Giorgio risulta gravato da due condanne per detenzione e porto in luogo pubblico di armi da fuoco. Infatti, il Tribunale di Napoli – XII sezione riesame – nel condividere  le argomentazioni formulate dagli avvocati Dario Vannetiello e Giusida Sanseverino, nonostante la condanna inflitta in primo grado per la gravissima accusa di omicidio, ha concesso al  condannato gli arresti domiciliari aprendo per lui le porte del carcere dopo un anno e sei mesi di detenzione. Così Terracciano Giorgio potrà attendere l’esito del giudizio di appello e quello eventuale di cassazione  presso la propria abitazione.

 

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