Sabato 16 Febbraio 2019 - 9:51

Targhe straniere per non pagare il bollo, 10 auto sequestrate

TORRE ANNUNZIATA. Targhe straniere sulle auto per non pagare le tasse italiane. La scoperta è stata fatta dal Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata che ha sequestrato dieci autoveicoli in attuazione delle nuove disposizioni contenute nel "Decreto Sicurezza" con riguardo alle automobili riportanti targhe straniere. Le nuove norme previste dal Codice della strada, vietando ai residenti in Italia da oltre 60 giorni di circolare con un veicolo immatricolato all'estero, hanno lo scopo di contrastare il sempre più diffuso fenomeno della cosiddetta "esterovestizione" delle automobili. Si tratta dell'espediente al quale viene fatto ricorso al fine di risparmiare sul costo del bollo (e, soprattutto sul "superbollo"), di abbattere la spesa dell'assicurazione, di eludere gli oneri della revisione e di rendersi quasi irreperibili in caso di notifiche di sanzioni e multe di ogni genere. Così, i "baschi verdi" della Compagnia di Torre Annunziata, nel corso di controlli a tappeto eseguiti lungo le strade ad alta densità di circolazione, nei comuni di Torre Annunziata, Boscoreale, Trecase e Poggiomarino, hanno elevato multe che vanno da 712 euro fino ad un massimo di 2.848 euro, accompagnate dal fermo amministrativo del veicolo, concedendo 180 giorni al trasgressore per mettersi in regola, pena la confisca del veicolo stesso. In alternativa alla regolarizzazione dell'automobile con una nuova immatricolazione in Italia, rimane - quindi - esclusivamente la possibilità di portare la vettura nel Paese in cui è registrata con un foglio di via provvisorio. La maggior parte delle autovetture ritirate dalla circolazione dalla Guardia di Finanza di Torre Annunziata riportavano targhe bulgare e, nel corso dei controlli, tra l'altro, sono state anche sequestrate decine di dosi di sostanze stupefacenti in possesso dei soggetti alla guida. 

Furti in villa, un centinaio di colpi: dieci arresti

NAPOLI. La banda colpiva quasi ogni fine settimana per un centinaio di raid, durante i quali sono stati rubati gioielli e valori per un ammontare notevolissimo. È quanto emerso dalle indagini della squadra mobile di Latina, con la collaborazione del parallelo ufficio investigativo napoletano, che ha dato esecuzione a una misura cautelare a carico di 10 indagati, tra cui due donne, accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di furti in abitazioni e di porto abusivo di armi. Le indagini hanno preso in esame un arco temporale di circa dodici mesi, ricostruendo nel dettaglio un centinaio di furti commessi dal gruppo criminale. Gli accertamenti sono partiti dopo il colpo messo a segno in casa di un professionista, il 15 ottobre 2017, nel quale venne ucciso Domenico Bardi e ferito Salvatore Quindici, sorpresi dal figlio del padrone di casa che ha esploso svariati colpi di arma da fuoco mentre i due fuoriuscivano dal balcone dell'abitazione. 

GRUPPO DEL RIONE TRAIANO. Due telefoni cellulari ed una carta Postepay sequestrati in quell'occasione hanno consentito, attraverso una sofisticata analisi del traffico telefonico e delle tracce telematiche della carta, di ricostruire il modus operandi del gruppo criminale, che si è rivelato assolutamente inedito. Le vittime dei raid, infatti, sono state individuate attraverso visure delle targhe delle auto a bordo delle quali sopraggiungevano nei teatri o ristoranti, mediante accessi al portale Aci/Pra con pagamento tramite postepay. Il gruppo era ben collaudato ed originario del Rione Traiano di Napoli. I componenti, specializzati nei furti in abitazione, colpivano soprattutto nel corso dei fine settimana, effettuando vere e proprie trasferte criminali in numerose città dell'Italia centrale, dalla Campania alle Marche. Tutti i membri dell'associazione svolgevano alternativamente anche la funzione di palo nel corso dei raid. 

LA RICETTAZIONE A NAPOLI. In data 2 dicembre 2017, ad esempio, con la collaborazione delle squadre mobili di Pescara e L'Aquila, sono stati sequestrati a un componente della banda, di ritorno dalle Marche, monili in oro per un peso complessivo di circa 1,5 kg, rubati in provincia di Ascoli Piceno e nascosti nel vano airbag di una Suzuky Ignis che, nel corso delle indagini, era stata sottoposta a pedinamento satellitare da parte degli investigatori. I 'bottini' venivano immediatamente ceduti ad un ricettatore di Napoli proprietario di due laboratori orafi nel quartiere Porto, che sono stati perquisiti insieme all'abitazione del commerciante. Nel corso dei furti ricostruiti dalle indagini sono state sottratte anche sei pistole e sette fucili, di cui uno a pompa che, secondo la polizia, sono stati certamente immessi nel mercato delle armi clandestine.

 

Bambini usati per consegnare cocaina, 12 arresti a Ponticelli

NAPOLI. Bambini più che ragazzini, di Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio. Erano stati assoldati da un’organizzazione che gestiva traffici di cocaina tra Napoli est e la provincia sud, sgominata ieri dai carabinieri nel corso di un blitz scaturito dall’inchiesta coordinata dalla Dda. In 12 sono finiti in manette, ma tra essi non c’è nessuno dei giovanissimi, tutti non imputabili in quanto hanno meno di 14 anni. Il più piccolo ne ha 11. Consegnavano o nascondevano lo stupefacente.

La gang aveva base in via al Chiaro di Luna, a Ponticelli, con a capo i Gravino: Giovanni, promotore e organizzatore con la stretta collaborazione della moglie, e il fratello Enzo. Al primo, 38enne, gli investigatori sono arrivati indagando sull’omicidio di un 75enne pensionato di Portici, colpito il 28 luglio 2014 da un proiettile vagante nel corso di una rapina a un imprenditore. Giovanni Gravino con il delitto non c’entrava, ma in alcune intercettazioni si faceva il suo nome e i militari dell’Arma indagando hanno scoperto il traffico di droga.

Incendio distrugge fabbrica a Casoria, nube nera sull'area nord

CASORIA. Un incendio sta interessando un capannone industriale a Casoria. Le fiamme hanno provocato un'enorme colonna di fumo nero visibile anche dalla città di Napoli. L'incendio è scoppiato intorno alle 7 di questa mattina e sul posto, in via Indipendenza, sono accorse diverse squadre dei Vigili del Fuoco tuttora impegnate a spegnere le fiamme. Ancora da stabilire la natura dell'incendio. Disagi per i residenti dei palazzi circostanti dove alcune persone risultano intossicati dal fumo sprigionato dall'incendio. Chiusa la scuola "Maglione-Moscati" in via Martiri d'Otranto.

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Festa dello Sport al Don Bosco, 500 giovani da Campania e Basilicata

NAPOLI. Domenica 17 febbraio, l’istituto Salesiano Napoli Don Bosco, ospiterà la quarta giornata della Festa dello sport, il tradizionale appuntamento sportivo promosso dal Movimento Giovanile Salesiano (MGS) che riunisce mensilmente nei vari centri dislocati sul territorio circa 500 ragazzi - di scuola elementare, media e superiore - provenienti dagli oratori Salesiani della Campania e della Basilicata. L’evento, che si svolgerà dalle 09:00 alle 17:00, coadiuvato da educatori, animatori e allenatori Salesiani, ha lo scopo di trasmettere, attraverso lo sport e il gioco, valori e principi fondamentali per la crescita personale e collettiva di ciascun individuo come la lealtà, l’amicizia e la socializzazione. Il Don Bosco Napoli, centro d’accoglienza giovanile, guidato dai Salesiani e da un’equipe tecnica di educatori, assistenti sociali, psicologi, volontari e insegnanti, dispone al suo interno, di un ampio oratorio, frequentato principalmente nelle ore pomeridiane per attività ludiche e di formazione, di una comunità di tipo familiare per minori e per stranieri, di un centro di intervento diurno nella forma semiresidenziale, di un centro di educativa territoriale e di una scuola professionale.

Scomparso da 10 giorni, 27enne ritrovato a Posillipo

NAPOLI. Quando lo hanno ritrovato non ricordava la sua identità e camminava disorientato senza scarpe. È la storia di uno giovane di 27 anni rintracciato dagli agenti del Commissariato Posillipo. Ieri pomeriggio è stata diffusa una nota della Sala Operativa relativa ad un uomo che girovagava in via Santo Strato in un terreno incolto. Gli agenti lo hanno trovato confuso, senza documenti e non in grado neanche di dire chi fosse. Per cercare di risalire alla sue generalità i poliziotti hanno consultato il sito della trasmissione “Chi l’ha visto” tra le cui foto pubblicate relative a persone scomparse c’era anche quella del 27enne. Si era allontanato di casa il 3 febbraio ed i familiari avevano subito denunciato il suo allontanamento. Il 27enne una volta calmatosi ha detto di sentirsi al sicuro con i poliziotti che lo hanno accompagnato presso una struttura sanitaria cittadina per le dovute cure.

Si scaglia con una zappa contro un poliziotto, arrestato

ISCHIA. Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Ischia hanno arrestato Carmine Di Meglio, 63enne, per oltraggio, resistenza, minacce e lesioni a pubblico ufficiale. Gli agenti intervenuti nel Comune di Barano d’Ischia, in via Cretaio, hanno notato alcune persone e tra queste il 63enne, che senza autorizzazioni da parte dei tecnici del Comune, stava recintando un terreno. Il 63enne, nella circostanza appena ha visto la presenza degli agenti, i quali stavano invitando i presenti a non effettuare nessuna recinzione, si è scagliato contro uno di loro con una zappa, facendolo rovinare a terra. L’uomo è stato bloccato ed arrestato e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria sarà giudicato con rito per direttissima nella giornata di domani. Le altre quattro persone che si accompagnavano al 63enne sono state denunciate in stato di libertà.  

 

L'ombra dei Saltalamacchia sul ferimento dell'innocente

di Luigi Nicolosi

NAPOLI. L’inedito assetto di camorra instauratosi tra i Quartieri Spagnoli e il rione Sanità potrebbe aver avuto un peso determinante nell’agguato che il 4 febbraio scorso ha portato al ferimento di un’innocente dominicana tra i vicoli di Materdei. La novità investigativa, emersa all’indomani dell’arresto dei due rampolli della “mala” di Santa Lucia, inquadrerebbe infatti come reale obiettivo del raid un uomo del clan Sequino che sarebbe miracolosamente riuscito a scampare alla morte.

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Bimbi sfruttati per l'elemosina, scoperti 7 casi in un mese e mezzo

NAPOLI. Sette casi di bambini sfruttati per l'accattonaggio in strada sono stati scoperti da inizio anno ad oggi dalla Polizia Muncipale a Napoli. L'ultimo intervento è stato effettuato ieri dall'Unità operativa Tutela Emergenze Sociali e Minori della Polizia Municipale, che in seguito alle segnalazioni pervenute dall'Eav (Ente Autonomo Volturno), è intervenuta all'interno della Stazione Garibaldi della linea Circumvesuviana. Qui ha trovato una donna di 26 anni, seduta vicino ai binari ferroviari, che elemosinava in compagnia dei suoi tre figli di età compresa tra 1 e 4 anni. Gli agenti hanno avvicinato la famiglia e senza turbare i piccoli li hanno accompagnati negli uffici dove sono state avviate le procedure del caso anche alla presenza dei Servizi Sociali immediatamente coinvolti. La mamma, che ha dichiarato di vivere in un Comune dell'area vesuviana è stata sottoposta ai rilievi foto-dattiloscopici per la compiuta identificazione. Nel frattempo, i bimbi hanno trascorso del tempo con gli agenti e con gli assistenti sociali che hanno avviato una prima fase di osservazione accertando le buone condizioni di salute e igieniche dei piccoli che hanno mostrato cordialità e buona socializzazione. Durante l'attività, si è provveduto anche a verificare le condizioni abitative della dimora della famiglia e di concerto con i Servizi Sociali, visto che la più piccola dei bimbi si alimenta ancora con latte materno e considerato il forte legame tra i bimbi e la madre, si è provveduto a riaffidare i piccoli alla donna allertando però sia la Procura per i Minorenni di Napoli che i Servizi Sociali del Comune di residenza per un'urgente presa in carico della famiglia. La donna sarà deferita alla Procura di Napoli per il reato di impiego di minori in accattonaggio. L'attività di repressione del fenomeno messa in campo dall'Unità operativa Tutela Emergenze Sociali e Minori ha consentito di individuare, dal primo gennaio 2019 ad oggi, quindi in un mese e mezzo, ben sette casi in cui i minori erano impiegati in strada a chiedere l'elemosina. In tutti gli episodi, i genitori sono stati denunciati alla magistratura mentre i minori sono stati segnalati sia al Tribunale per i Minorenni che ai Servizi Sociali per i provvedimenti successivi a loro tutela. 

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