Venerdì 20 Ottobre 2017 - 2:00

Mondo di mezzo, i giudici: non c'è mafia

Non c'era mafia ma solo corruzione. Le 3200 pagine di motivazioni della sentenza del processo su mafia capitale spiegano perché è venuta meno l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso. Il Tribunale, scrivono i giudici della X sezione penale, "non ha individuato, per i due gruppi criminali", quello presso il distributore di Corso Francia e quello riguardante gli appalti pubblici, "alcuna mafiosità 'derivata' da altre, precedenti o concomitanti formazioni criminose". Per i giudici le due associazioni non sono caratterizzate neppure da mafiosità 'autonoma'.

Deve quindi ribadirsi, si legge ancora nelle motivazioni, "l'impossibilità di tenere conto, ai fini della configurazione del reato di cui all'art. 416 bis c.p., di eventuali condotte qualificabili come 'riserva di violenza', condotte che possono riguardare soltanto le mafie 'derivate', le uniche in grado di beneficiare della intimidazione già praticata dalla struttura di derivazione''.

Il concetto di ''mafiosità'', cui più volte hanno fatto riferimento gli accusatori nel processo al 'Mondo di Mezzo', "non è - scrivono i giudici -quello recepito dal legislatore nella attuale formulazione della fattispecie di cui all'art. 416 bis c.p. per la quale, come già detto, non è sufficiente il ricorso sistematico alla corruzione ed è invece necessaria l'adozione del metodo mafioso, inteso come esercizio della forza della intimidazione".

NESSUN LEGAME CON LA BANDA DELLA MAGLIANA - "Non è possibile stabilire una derivazione - sottolineano i giudici - tra il gruppo operante presso il distributore di benzina, l'associazione operante nel settore degli appalti pubblici e la banda della Magliana, gruppo criminale organizzato e dedito ad attività criminali particolarmente violente e redditizie che ha operato nella città di Roma, ramificandosi pesantemente sul territorio, oltre 20 anni orsono, tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '90''.

CARMINATI - Massimo Carminati, sottolineano i giudici, è "destinatario, per l'importanza delle vicende giudiziarie in cui è stato coinvolto e per l'interesse mediatico che le ha accompagnate, di una notevole e duratura fama mediatica, che ne ha consolidato l'immagine e gli ha creato intorno un alone di inafferrabilità: per essere sopravvissuto; per aver riportato, per quelle vicende, condanne complessivamente modeste; per essere andato assolto da alcune gravi imputazioni".

"Fama a parte - continuano - l'esistenza di un collegamento soggettivo non significa, però, automatico ripristino o prosecuzione del gruppo precedente: non è sufficiente l'intervento di Carminati, ''erede della banda della Magliana'', a stabilire un rapporto di derivazione tra detta banda e successive organizzazioni in cui Carminati si trovi coinvolto. Peraltro, neppure per la banda della Magliana si è potuti giungere ad affermare che si trattasse di un'associazione di tipo mafioso".

INQUINATE SCELTE POLITICHE - Nel settore degli appalti pubblici "l'associazione ha avuto la capacità di inquinare durevolmente e pesantemente, con metodi corruttivi diffusi, le scelte politiche e l'azione della pubblica amministrazione: ciò dimostra la pericolosità dell'associazione nel suo complesso ed anche quella dei singoli partecipi i quali, dotati di diversificate qualità professionali, le hanno fatte consapevolmente convergere verso la realizzazione dei loro propositi criminali", sottolineano i giudici.

BUZZI - "La lunga esperienza maturata da Buzzi nel settore della cooperazione sociale e gli stessi contatti, con politici ed amministrativi, costruiti nel tempo in relazione all'attività delle cooperative, sono stati da lui sapientemente utilizzati e sfruttati per la commissione di reati finalizzati, consentendo una innaturale espansione sul mercato, a potenziare i profitti delle cooperative e dei soggetti che di esse avevano la direzione e la gestione", sottolineano. "Il dato appare ancor più grave ove si tenga conto del percorso di Buzzi, che pure aveva tentato di recuperare il suo passato criminale, e della conoscenza di tale percorso che avevano i suoi collaboratori e sodali, conoscenza che avrebbe dovuto indurre a salvaguardare l'esperienza della creazione di cooperative sociali finalizzate al recupero di ex detenuti e non ad orientarle verso la commissione di reati gravi, e commessi in forma associata", scrivono i giudici.

FATTI DI ESTREMA GRAVITA' - "Tralasciando il clamore mediatico, non vi è dubbio - concludono i giudici - che i fatti accertati siano di estrema gravità, intanto per il loro stesso numero, poi per essere stati i reati-fine realizzati in forma associata, con la costituzione delle due associazioni delle quali si è detto, ed infine per la durata stessa della condotta antigiuridica, che è proseguita nel tempo e che, con l'affinamento dei metodi di azione, ha creato le premesse per una permanente operatività, interrotta soltanto dalle indagini prima e dal processo poi''.

Fuga dall'Italia: via 50mila giovani nel 2016

Sempre più italiani chiedono la residenza all'estero. Nel 2016 si è registrato un boom di giovani che se ne vanno dal nostro Paese. Nel 2016 se ne sono andati in 48.600 nella fascia di età tra i 18 e i 34 anni. Lo registra il Rapporto della Fondazione Migrantes della Cei, presentato oggi a Roma, che parla di 5 milioni di italiani che si sono trasferiti in Europa e nel mondo, con un aumento del 3,3% in un solo anno. Rispetto al 2015 c'è stato un aumento del 23,3%. L'8,2 degli italiani vive fuori dai confini nazionali.

Nel dettaglio, da gennaio a dicembre 2016, le iscrizioni all’Aire per solo espatrio sono state 124.076 (+16.547 rispetto all’anno precedente, +15,4%), di cui il 55,5% (68.909) maschi. Il 62,4% sono celibi/nubili e il 31,4% coniugati/e. Oltre il 39% di chi ha lasciato l'Italia nell’ultimo anno ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni (oltre 9 mila in più rispetto all’anno precedente, +23,3%); un quarto tra i 35 e i 49 anni (quasi +3.500 in un anno, +12,5%).

"Le partenze - spiegano i ricercatori - non sono individuali ma di 'famiglia' intendendo sia il nucleo familiare più ristretto, ovvero quello che comprende i minori (oltre il 20%, di cui il 12,9% ha meno di 10 anni) sia la famiglia 'allargata', quella cioè in cui i genitori - ormai oltre la soglia dei 65 anni - diventano 'accompagnatori e sostenitori' del progetto migratorio dei figli (il 5,2% del totale).

A questi si aggiunga il 9,7% di chi ha tra i 50 e i 64 anni, i tanti 'disoccupati senza speranza' tristemente noti alle cronache del nostro Paese poiché rimasti senza lavoro in Italia e con enormi difficoltà di riuscire a trovare alternative occupazionali concrete per continuare a mantenere la propria famiglia e il proprio regime di vita. Le donne sono meno numerose in tutte le classi di età ad esclusione di quella degli over 85 anni (358 donne rispetto a 222 uomini): si tratta soprattutto di vedove che rispondono alla speranza di vita più lunga delle donne in generale rispetto agli uomini".

Il continente prioritariamente scelto da chi ha spostato la propria residenza fuori dell’Italia nel corso del 2016 è stato quello europeo, seguito dall’America Settentrionale. Il Regno Unito, con 24.771 iscritti, registra un primato assoluto tra tutte le destinazioni, seguito dalla Germania (19.178), dalla Svizzera (11.759), dalla Francia (11.108), dal Brasile (6.829) e dagli Stati Uniti (5.939).

La Lombardia, con quasi 23 mila partenze, si conferma la prima regione da cui gli italiani hanno lasciato l’Italia alla volta dell’estero, seguita dal Veneto (11.611), dalla Sicilia (11.501), dal Lazio (11.114) e dal Piemonte (9.022). Il Friuli Venezia Giulia è l’unica regione con meno partenze: (-300 friulani, -7,3%). In generale gli italiani sono partiti da 110 territori verso 194 destinazioni diverse nel mondo.

A livello provinciale le partenze dell’ultimo anno, registrano, accanto alle grandi e popolose metropoli italiane quali Roma, Milano, Torino e Napoli, contesti locali minori come la città di Brescia (oltre 3 mila partenze). Nuova entrata, ultima tra le prime 10 province, Varese (2.289 partenze nell’ultimo anno).

G7, le specialità dell'isola sulla tavola dei ministri

Le eccellenze del territorio dell'isola verde e la loro valorizzazione: sono questi i principi di fondo del percorso enogastronomico che caratterizzerà il vertice del G7 a Ischia del 19 e 20 ottobre. Ai Ministri dell'Interno riuniti al Grand Hotel Punta Molino, sarà servito un menù di mare durante la cena di gala del 19 che avrà luogo nel Salone rotondo dell’albergo. Il 20 invece, per il lunch buffet sarà servito un menù di terra nel ristorante O’ Rangio Fellone, lo storico locale ideato e realizzato dall'architetto Sandro Petti e animato da Ugo Calise negli anni ’50 e ‘60. Si pranzerà sulla mitica rotonda sul mare cantata da Fred Bongusto.
C’è tanta storia negli speciali piatti ideati per il summit da Chef Arcangelo Arcamone, che punta innanzitutto a raccontare la tradizione della cucina campana e ischitana, come il maialino nero a rappresentare l'importante e forte impronta agricola della regione e i mezzi paccheri di Gragnano al sugo di pint’ ‘rre (dal napoletano: dipinto da re, per la bellezza dei colori). La donzella, tipico pesce da scogliera, viene pescato nei pressi della Baia di Punta Molino, proprio davanti al Castello Aragonese. L'isola e il suo mare dunque serviranno diversi piatti a base di pesce fresco: una bella sfida per soddisfare gusti e palati d'alto rango con l'ottimo pescato dell'isola verde. Sapori e ricordi della tradizione in forma contemporanea.
"A fare la differenza - spiega lo chef - le materie prime impiegate, dal vino alle spezie e i prodotti a Km zero, con un'attenzione particolare rivolta al modo in cui il maialino è stato allevato e il pesce pescato proprio nel nostro mare".
Un percorso enogastronomico che abbraccia tutti i prodotti che riassumono la ricchezza dell’isola e della regione. Non mancheranno infatti i simboli del territorio campano come la mozzarella di bufala dop, che sarà servita in ben tre consistenze e un legume molto particolare e di antichissima tradizione come la cicerchia, le nocciole di Giffoni, i taralli napoletani, gli asparagi selvatici dell’isola e il liquore Rucolino. Gli ospiti non potranno resistere ai dessert: babà e sfogliatella.
L’ebbrezza della cucina ischitana sarà accompagnata dai vini dei vignaioli dell’isola: il vino rosso è il Per' E Palumbo cantine Tommasone, per il bianco la scelta è caduta su Villa Campagnano Cantine Antonio Mazzella e Pithecusa Bianco Cantine Tommasone.

Massoneria, de Magistris: non sarò a convegno Goi

Salta la partecipazione di Luigi de Magistris al convegno dal titolo "Grammatica universale dei diritti umani" organizzato dal Grande Oriente d'Italia e al quale il sindaco di Napoli, secondo programma, avrebbe dovuto portare il saluto della città. La decisione di de Magistris di non intervenire al convegno che si svolge in un albergo del lungomare partenopeo è legato, spiega lo stesso de Magistris, alle "polemiche di questi giorni e anche al dibattito che ne è scaturito", che "rischiano di dare un significato completamente distorto alla mia presenza al convegno. "Il mio intento -aggiunge- era quello di portare un saluto istituzionale, ma soprattutto di ribadire quello che affermo da 25 anni sulla massoneria e ricordare come le massonerie deviate sono state determinanti nel fermare il mio lavoro di magistrato. E avrei anche affermato che non si deve cadere nelle generalizzazioni e che non esiste l'equazione 'massone è come dire delinquente' o 'massone è come dire affiliato alla criminalità organizzata'".

"Il tema del convegno che si incentra sui diritti umani, prosegue de Magistris, "mi impegna da sempre come giurista, come sindaco ed ex magistrato e per questo avevo accettato l'invito e su questa traccia avrei anche svolto il mio intervento. Mi sarei aspettato l'apertura di un confronto su quello che avrei detto, invece si è scatenato un dibattito sull'opportunità o meno della mia presenza. Ho quindi deciso di rinunciare alla mia partecipazione al convegno - spiega - per evitare ogni indebita strumentalizzazione, dal momento che si registra una dialettica molto dura tra articolazioni dello Stato a cui sono affiati compiti anche di controllo, come la Commissione antimafia, e lo stesso Goi". "C'è un acceso dibattito sull'iniziativa dei controlli e sulla denuncia che è stata presentata nei confronti della Commissione antimafia e non posso consentire che la mia presenza possa essere interpretata come una posizione di equidistanza rispetto a questa situazione o come una sorta di giudizio non negativo nei confronti di questa denuncia". De Magistris conclude chiarendo che "la mia posizione è che ogni controllo ed attività di accertamento, parlamentare o giudiziaria, deve essere accettata da chi nulla ha da nascondere". 

Via Piave, colpo in farmacia: arrestata coppia di rapinatori (VIDEO)

Arrestata una coppia di pregiudicati dopo un colpo in farmacia: recuperata la refurtiva. Per Lucia Sorrentino ed Emanuele Puglisi, entrambi pregiudicati 21enni, la fuga è durata circa 20 minuti, dopo aver messo a segno una rapina ai danni di una farmacia di Via Piave. Gli agenti del Commissariato di Polizia “Posillipo”, infatti, in servizio di prevenzione e controllo del territorio, hanno subito raccolto la nota diramata dalla Sala Operativa della Questura che segnalava tre individui, responsabili di rapina ai danni di una farmacia, fuggiti a bordo di uno scooter Aprilia, in direzione Corso Europa. Prontamente i poliziotti hanno intercettato lo scooter e ne è nato un inseguimento lungo Via Caravaggio, protrattosi sino a Viale Traiano. Proprio in Via Cornelio dei Gracchi, uno dei tre rapinatori è disceso dallo scooter fuggendo a piedi. Sorrentino e Puglisi, invece, hanno vanamente tentato di dileguarsi, ma sono stati bloccati ed arrestati. Sotto la sella dello scooter, rinvenuto l’incasso rapinato nella farmacia. Sorrentino, arrestata il 19 giugno scorso per associazione di tipo mafioso, all’atto di fuggire, ha perso una replica di pistola in metallo cromato, tipo revolver. Indosso a Puglisi, arrestato lo scorso marzo per il reato di ricettazione e possesso di grimaldelli, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato un’altra pistola, calibro 8, risultata a salve. Gli agenti hanno acquisito le immagini del sistema di videosorveglianza della farmacia, che non lasciano alcun dubbio circa le responsabilità dei due arrestati, ripresi nelle fasi della rapina, mentre armi in pugno s’impossessano dell’incasso.

Rapina un 13enne, arrestato l'incubo degli studenti

Era divenuto l’incubo dei giovani che si recavano a scuola: pregiudicato bloccato dalla Polizia dopo una rapina ad un 13enne. S. D.A., 35enne pregiudicato, del quartiere Montesanto, scarcerato il 19 aprile scorso, era divenuto l’incubo dei giovanissimi studenti ma, nella tarda mattinata di ieri, gli agenti del Commissariato di Polizia “Dante” sono riusciti a rintracciarlo e bloccarlo. Dalle indagini della Polizia, infatti, è emerso che l’uomo, selezionava le sue vittime tra i giovani studenti che, di buon mattino, si recavano a scuola e, sotto la minaccia di una pistola, le rapinava dei telefoni cellulari. L’ultima vittima a cadere nella trappola del 35enne,  è stato un 13enne che, mentre era diretto a scuola in Piazza Canneto, è stato avvicinato dal rapinatore in Via Confalone. D.A., arma in pugno, non ha esitato a minacciare la giovanissima vittima, sottraendogli il telefono cellulare Huawei P8. Il ragazzino, benché impaurito, ha memorizzato le caratteristiche somatiche del rapinatore, sapendo descrivere ai poliziotti, con dovizia di particolari, anche l’abbigliamento indossato. I poliziotti, grazie alla descrizione fornita dal 13enne, sono riusciti a stringere il cerchio tra i pregiudicati della zona, dediti a tale tipologia di reato, identificando nel 35enne il responsabile. L’uomo è stato rintracciato dagli agenti nei pressi della sua abitazione, mentre stava rincasando. Inutile, alla vista della Polizia, il tentativo di dileguarsi. All’interno della sua abitazione, nascosta in un cassetto di un mobile ubicato nell’ingresso, è stata rinvenuta l’arma utilizzata per compiere la rapina, una replica di pistola semiautomatica, priva del tappo rosso, marca Walther CP99 Compact calibro 45. S.D.A., riconosciuto senza ombra di dubbio, è stato sottoposto a fermo di P.G., perché responsabile del reato di rapina aggravata e condotto alla Casa Circondariale di Poggioreale. Non si esclude che l’uomo sia responsabile di altre rapine, commesse sempre ai danni di giovani studenti, messe a segno con lo stesso modus operandi.     

 

Napoli nella nebbia, a terra 300 tifosi diretti verso Manchester

NAPOLI. Voli in forte ritardo o addirittura cancellati. È forte la tensione che si respira all'aeroporto di Capodichino, dove a causa della nebbia sono circa 300 i tifosi del Napoli diretti a Manchester per la partita di Champions League che non sono riusciti a partire. Saltate tutte le coincidenze, molti partenopei diretti a Londra difficilmente riusciranno ad arrivare a Manchester in tempo utile per assistere alla partita degli azzurri.

Ponticelli, controlli in una sala scommesse: tre denunciati

Nel pomeriggio di sabato, gli agenti del Commissariato di Polizia "Ponticelli", nel corso di una capillare ed intensa azione repressiva contro il fenomeno delle scommesse illegali, svolta all'interno di sale scommesse e circoli ricreativi, hanno effettuato dei mirati servizi di natura amministrativa. L'operazione , che rientra nella strategia sinergica di fronteggiare il fenomeno dell'illegalità diffusa, ha portato ad individuare, in Viale Margherita, una sala scommesse priva di qualsiasi autorizzazione di polizia. Nel corso dei controlli, sono state denunciate in stato di libertà 3 persone, tra cui il titolare, in quanto tutte responsabili di gioco e scommesse clandestine e per gestione di esercizio non autorizzato. Sequestrata una ingente somma di denaro, provento dell'illecita attività. La Polizia di Stato con i controlli che effettua non solo vuole assicurare la trasparenza del gioco, mediante la verifica di conformità alle prescrizioni normative degli apparecchi e delle loro modalità di funzionamento, ma anche quello di prevenire azioni di camorra, che vedono i frequentatori dei centri scommesse come facili bersagli di agguati, soprattutto dopo il disgregamento del clan Sarno che ha lasciato sul territorio di Ponticelli spazio a nuove correnti delinquenziali. 

Rosa, indagini dell'Antiterrorismo sulla scomparsa della 15enne di Sant'Antimo

Indaga anche la sezione antiterrorismo della procura di Napoli sul caso di Rosa di Domenico, la 15enne di Sant'Antimo, scomparsa dal 24 maggio scorso. L'inchiesta è stata aperta parallelamente ad altre due che sono già in corso, una per un rapimento di cui sarebbe stata vittima e un'altra per un giro di pedopornografia in cui la 15enne potrebbe essere coinvolta. Al centro la figura di un pakistano di Brescia, Alì Quasb, anch'egli sparito e che avrebbe adescato la ragazza sui social. Del caso si è occupato più volte '“Chi l'ha visto?", il programma di Rai 3. Secondo i nuovi spunti investigativi Rosa potrebbe aver aver intrapreso un percorso di islamizzazione e potrebbe ora trovarsi all'estero, forse in uno dei paesi del Medio Oriente dove sono attive le milizie dell'Isis. Massimo riserbo sulle indagini. 

 

Vasto, rapinano turista statunitense: arrestati due 18enni

Roberto Salvatore Roberti e Alessandro Torre, entrambi di 18 anni, sono stati arrestati in flagranza, dalla Polizia di Stato, perché responsabili, in concorso tra loro, del reato di rapina aggravata, ai danni di un turista statunitense. All'arresto dei due, avvenuto nella notte, si è giunti grazie al tempismo degli agenti della sezione Volanti dell'U.P.G. e del Commissariato di Polizia "Vicaria Mercato", collaborati da una pattuglia dell'Esercito Italiano impegnata nei servizi strade sicure. I poliziotti, infatti, nel transitare in Via Milano, hanno notato un cittadino statunitense che indicava due giovani che si erano appena allontanati. La vittima riferiva ai poliziotti che, mentre era fuori all'albergo dove alloggiava, in attesa di un taxi che lo conducesse all'aeroporto di Capodichino, i due giovani, sotto la minaccia di una pistola, l'avevano rapinato della somma di 35 euro e del suo telefono cellulare. Al turista, inoltre, sempre sotto la minaccia dell'arma, veniva intimato di rientrare in albergo, mentre i due rapinatori scappavano in direzione di Vico Ferrovia. Indosso a Torre, effettivamente, gli agenti rinvenivano la somma di 35 euro e, da un'ispezione in strada, in Vico Ferrovia, veniva rinvenuta anche un'arma del tipo semiautomatica, risultata giocattolo. La vittima raggiungeva a bordo del taxi l'aeroporto di Capodichino, dove gli agenti della Polizia di Frontiera Aerea, con l'ausilio di un interprete, raccoglievano la sua denuncia. Torre, che registra un pregiudizio per furto con strappo, e Roberti, sono stati accompagnati dai poliziotti alla Casa Circondariale di Poggioreale. 

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