Martedì 24 Gennaio 2017 - 16:07

Lite tra due pregiudicati a Fuorigrotta, uomo ferito con 7 coltellate

NAPOLI. Una lite furibona tra un pregiudicato che è stato accoltellato in bar a Napoli, si cerca aggressore. Il fatto è accaduto in via Leopardi, all'interno dell'esercizio commerciale. Davide Pisani, 45 anni, e' stato colpito da 7 fendenti al torace e all'addome ed e' stato portato all'ospedale San Paolo in codice rosso. La polizia sta cercando l'aggressore che si e' reso irreperibile. Secondo quanto si e' appreso, ci sarebbero futili motivi all'origine dell'aggressione.

De Magistris: situazione allarmante del 118

NAPOLI. "Si è parlato molto di mali della sanità in questi giorni. Ma poco si è detto dell'allarme situazione del 118 nei nostri territori. Presidi territoriali e 118 sono i primi punti di riferimento per garantire il diritto alla salute. Le denunce dei lavoratori e dei sindacati sulla situazione del 118 sono allarmanti. La centrale del 118 non è più in grado di assicurare un servizio nei tempi e nei modi richiesti. Gli operatori sono stati tagliati, le apparecchiature informatiche vecchie e obsolete, postazioni ambulanze sospese. Risorse ridotte. Solo nell'ultimo anno, apprendiamo, sono state cancellate due postazioni al Gesù nuovo e a Miano. Noi come amministrazione comunale, pur non avendo alcuna competenza diretta in materia, da sempre ci battiamo, al fianco dei cittadini, affinché alla sanità pubblica vengano dati mezzi, risorse, sia garantita razionalizzazione e valorizzazione, affinché, infine, non sia depauperata e smantellata a danno della salute degli abitanti". Così il sindaco Luigi de Magistris.

Caivano, arrestato uomo vicino ai Ciccarelli

CAIVANO. La detenzione di una semiautomatica e di 35 cartucce ha portato all'arresto di Luciano Fiorillo, un 47enne del luogo già noto alle forze dell'ordine e ritenuto contiguo al clan dei Ciccarelli, operante a Caivano e nei comuni vicini. I carabinieri del nucleo investigativo di castello di cisterna durante la perquisizione nella sua casa ad orta di atella hanno trovato un telecomando che apriva un garage vicino all'abitazione: dentro, l'uomo vi aveva nascosto la calibro 7,65 con matricola abrasa.

Fiorillo dovrà rispondere di detenzione illegale di arma clandestina e di munizioni nonché di ricettazione.

 

Torre Annunziata, in un tir 500 chili di droga

TORRE ANNUNZIATA. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata nella serata di ieri hanno sequestrato 500 chili di hashish all’interno di un autoarticolato, nascosti dietro una finta parte ricavata con lastre di alluminio. L’ingente quantitativo, destinato a rifornire i gruppi criminali della provincia di Napoli, era contenuto in sacchi di juta e i panetti erano ricoperti di gomma per ingannare il fiuto dei cani antidroga. L’immissione sulle piazze di spaccio avrebbe fruttato fino a 5 milioni di euro. L’autista dell’autoarticolato è stato arrestato per detenzione di stupefacente a fini di spaccio.

Casoria: il padre sparato dai morosi, figlio organizza raid punitivo

Due giorni fa il padre, guardia giurata, era stato ferito con un colpo di arma da fuoco dai due fratelli inquilini morosi, ai quali aveva chiesto varie mensilità di affitto arretrate. Ieri sera si è recato con un complice in 'spedizione punitiva' per vendicare il padre e ha aggredito con bastoni e coltelli i 3 ritenuti responsabili del ferimento, incontrati in strada. E' successo a Casoria dove i Carabinieri del nucleo operativo e radiomobile sono intervenuti d'urgenza in via Manzoni, a seguito della segnalazione di una rissa. I militari hanno arrestato per lesioni aggravate in concorso il 24enne figlio della guardia giurata e il 21enne che era con lui a compiere la spedizione punitiva. Entrambi sono stati portati nel carcere di Poggioreale.Uno degli aggrediti è stato ricoverato nella clinica "Villa dei fiori" di Acerra per ferita lacero-contusa con parziale amputazione di un dito della mano destra, mentre il fratello per una ferita alla parete addominale giudicata guaribile in 7 giorni. 

Maltempo, la Campania chiede lo stato di calamità per l'agricoltura

NAPOLI.  La Giunta regionale della Campania ha approvato un provvedimento con il quale si richiede al Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali lo stato di calamità per le produzioni agricole regionali danneggiate dagli eventi meteorologici che hanno interessato il territorio regionale nei giorni 5, 6 e 7 gennaio scorsi.  Nel corso della riunione svolta oggi, la Giunta ha approvato anche lo stanziamento di 17 milioni di euro destinati a liberi professionisti e piccole e medie imprese. Con la delibera approvata, che utilizza fondi di rientro Fesr, si concedono agevolazioni a liberi professionisti, dando priorità a giovani di età non superiore a 35 anni, finalizzate allo sviluppo delle attività professionali con l'implementazione delle più moderne tecnologie per un totale di 10 milioni di euro. Con una delibera di programmazione Fse si finanzia inoltre per un totale di 7 milioni la creazione di partenariati tra ordini professionali, università, e altre organizzazioni di insegnamento professionale per la realizzazione di un'offerta formativa orientata alle professioni per gli studenti universitari (1,5 milioni di euro); la partecipazione dei liberi professionisti a percorsi formativi individuali attraverso percorsi di formazione per liberi professionisti e lavoratori autonomi volti al miglioramento delle competenze professionali i (1,5 milioni di euro); tirocini formativi per liberi professionisti (4 milioni di euro).

Testimone in aula: quando Fortuna cadde Caputo era in strada

Da un lato il padre, Pietro Loffredo, che in una denuncia ai Carabinieri fa i nomi di quelli che, secondo lui, sono i veri colpevoli dell'omicidio della piccola Fortuna, precipitata dal palazzo nel Parco Verde di Caivano il 24 giugno 2014; dall'altro un testimone, Massimo Bervicato, che ascoltato dal pm in aula ha dichiarato: "Raimondo Caputo era in strada quando la bimba cadde". Ancora colpi di scena nel processo sulla morte di Fortuna Loffredo, che si svolge davanti alla quinta sezione della Corte d'Assise di Napoli e che vede imputati Raimondo Caputo, per omicidio e per violenze sessuali nei confronti della bimba e delle figlie della compagna Marianna Fabozzi, e la stessa Fabozzi, oggi assente in aula, che quelle violenze le avrebbe coperte e non denunciate.  In aula è stato ascoltato Massimo Bervicato, che si trovava nei pressi del palazzo quando il 24 giugno 2014 cadde la piccola Fortuna. Bervicato ha detto che Raimondo Caputo era "giù in strada" negli attimi immediatamente successivi alla caduta di Fortuna, circostanza che non aveva riferito nel corso delle indagini quando è stato interrogato due volte dai Carabinieri, ma che scagionerebbe Caputo dall'accusa di omicidio.

Anche Pietro Loffredo, padre della piccola e parte civile nel processo in corso, è convinto che non sia stato Caputo a uccidere la bimba: in una denuncia ai Carabinieri della tenenza di Melito ha spiegato che secondo lui "i responsabili della morte di mia figlia Fortuna sono i fratelli Claudio Luongo ed Emilia Luongo, nonché la madre di questi due, Rachele Di Domenico, che di fatto li ha coperti depistando le indagini e fornendo false dichiarazioni". Claudio Luongo è l'ex compagno di Domenica Guardato, detta Mimma, madre di Fortuna, con la quale ha avuto un figlio, fratellino minore di Fortuna. Nel corso dell'udienza Pietro Loffredo, come già capitato in altre udienze, ha dato segni di insofferenza e ha lasciato l'aula, all'esterno della quale ha proseguito a urlare: "I veri assassini di mia figlia sono ancora liberi". Il suo avvocato, Angelo Pisani, ha chiesto un esperimento giudiziale sul luogo in cui è caduta Fortuna Loffredo, nel Parco Verde di Caivano.

Pietro Loffredo, il padre di Fortuna,  intende rinunciare alla costituzione di parte civile nei confronti di Raimondo Caputo. Il suo legale Sergio Pisani, nel corso dell'udienza ha formalizzato la richiesta precisando che Loffredo non ritiene l'imputato responsabile dell'omicidio. L'uomo infatti, da tempo, ipotizza che ad uccidere la bimba sia stato un altro inquilino  dell'edificio.

De Magistris: restituire alla città l'ex Nato di Bagnoli

NAPOLI. "Abbiamo appreso dal sito della fondazione Banco di Napoli, proprietaria dell'area ex Nato, della volontà di mettere in locazione gli edifici del complesso. Abbiamo sempre affermato che quell'area deve essere restituita alla città, per farne un grande polo per giovani, per lo sport, per attrezzature collettive, ricerca, formazione, secondo un progetto unitario. È per questo che abbiamo redatto un Masterplan, discusso con le collettività locali e approvato in giunta nel Marzo 2016. Nel Masterplan si individuano le destinazioni dei singoli edifici e le attrezzature pubbliche destinate ai cittadini del quartiere e ciò costituisce un preciso impegno, sancito anche dal piano regolatore. Tutto questo consentiva di rendere disponibile una prima parte del complesso, in attesa della redazione del Piano urbanistico da condividere con le collettività. La scelta della Fondazione di mettere sul mercato singoli edifici senza un progetto unitario, affidandosi al mercato, tradendo la finalità principale del Masterplan, contraddice tale impostazione, persegue una logica immobiliaristica e destina quell'area a una nuova chiusura rispetto alla città". Lo afferma in una nota il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris.

Rogo in piscina ai Camaldoli, deceduto il più grave dei feriti

E' morto questa notte nel reparto Grandi ustionati dell'ospedale Cardarelli di Napoli uno dei tre feriti gravi ricoverati nel nosocomio dopo l'esplosione di un serbatoio di gas dell'impianto della piscina Ariete in via Guantai a Orsolone, nella zona collinare del Camaldoli. Mario Moccia, 60 anni compiuti proprio il giorno dell'incidente sul lavoro, dipendente della ditta Demagas, incaricata della manutenzione dell'impianto, aveva riportato ustioni gravi sul 90 per cento del corpo e le sue condizioni erano apparse da subito disperate. Ancora ricoverati sono Luca Russo, dipendente della piscina e Antonio Rudi, altro operaio della Demagas. Lo scoppio, e il rogo successivo, aveva causato subito il decesso di Davide Conato, che per la piscina effettuava lavori di manutenzione. La procura di Napoli ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, affidato al pm Sergio Amato, che dovra' disporre l'autopsia delle due salme, incaricare i periti, verificare le prime relazioni della polizia e dei vigili del fuoco e, non appena possibile, raccogliere le testimonianze dei feriti.

“Pizzo di Natale” per il clan Gionta: 8 arresti a Torre Annunziata

TORRE ANNUNZIATA. Gli emissari dei Gionta imponevano il pizzo anche ai “gestori” delle piazze di spaccio. I carabinieri del Nucleo investigativo di Torre Annunziata hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip dI Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea, nei confronti di 8 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti, estorsione e detenzione e porto illecito di armi, tutti aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose.  I carabinieri hanno ricostruito, tra l'altro, la dinamica del tentato omicidio avvenuto a Torre Annunziata il 10 febbraio 2015 di un narcotrafficante che si era ribellato al pagamento del "regalo di Natale per i carcerati".  È stato documentato il giro delle estorsioni agli imprenditori locali, la gestione delle piazze di spaccio con imposizione del versamento di una quota dei profitti nelle casse del clan, nonché la disponibilità e l'uso di armi nei confronti dei clan avversi. 

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