Domenica 21 Ottobre 2018 - 14:10

Roghi tossici, l’eurodeputato Pedicini (M5S): «Creare una banca dati per rifiuti e punizioni esemplari per i colpevoli»

NAPOLI. I roghi tossici in Italia aumentano in maniera esponenziale. Un incremento preoccupante in varie regioni e soprattutto nella “terra dei fuochi”, area compresa tra le province di Napoli e Caserta. Il 25 luglio scorso è scoppiato un incendio in un deposito di riciclaggio di rifiuti a Caivano (Na). La combustione di un ingente quantitativo di carta e plastica da imballaggio ha sprigionato una densa nube nera che ha interessato una decina di comuni tra il Napoletano e il Casertano. L'episodio, l'ennesimo di una serie di roghi ai danni di impianti di stoccaggio e riciclo di rifiuti, ha seguito quelli di San Vitaliano (Na) e Battipaglia (Sa) nello stesso mese. Senza dimenticare l'incendio in un'azienda di materiale plastico agosto avvenuto il 26 agosto a Valle di Maddaloni (Ce) e i continui roghi nella Valle di Sessuola. Per fare chiarezza sulla questione, l'eurodeputato del M5S Piernicola Pedicini ha presentato un'interrogazione alla Commissione europea per chiedere “se gli impianti interessati fossero a norma per quanto riguarda i requisiti relativi alle autorizzazioni, incluse le misure precauzionali e di sicurezza richieste dalla direttiva 2008/98/CE sui rifiuti”. Inoltre si domanda “se questi incidenti si sono verificati anche in altri Stati membri e se sono disponibili studi scientifici e dati statistici di riferimento”. Nei giorni scorsi è arrivata la risposta di Karmenu Vella della Commissione europea che ammette “che non sono disponibili le informazioni richieste dall'onorevole Pedicini anche perché - continua la nota - ai sensi dell'articolo 34 della direttiva 2008/98/CE sui rifiuti, spetta alle autorità italiane competenti il compito di svolgere regolari ispezioni degli impianti destinati al trattamento dei rifiuti al fine di garantire il rispetto delle normative, nonché dei requisiti stabiliti nell'autorizzazione concessa dalle autorità competenti su misure di sicurezza e precauzionali”. Su casi analoghi in Europa la Commissione, che non raccoglie dati di riferimento scientifici, riporta casi “di incendi in impianti per lo stoccaggio in Polonia”. “Le autorità nazionali di Varsavia hanno adottato una serie di provvedimenti per evitare che simili eventi si verifichino in futuro. Tra i provvedimenti figura un nuovo pacchetto di misure legislative che prevedono un controllo più rigoroso delle norme esistenti in materia di gestione dei rifiuti”. “Una tematica delicata e importante quella ambientale che non può essere trascurata afferma l’eurodeputato pentastellato Piernicola Pedicini – in Italia bisogna continuare sulla linea tracciata dal decreto “Terra dei Fuochi” per far sì che la particolare tipologia di rifiuti speciali venga controllata in maniera rigorosa nella sua filiera dall’inizio alla fine, passando dalla produzione alla gestione fino allo smaltimento con tutta la tracciabilità dei rifiuti per poter creare una banca dati”. “Si devono prevedere punizioni esemplari per chi gestisce in maniera scellerata questi impianti e per chi causa questi disastri ambientali mettendo a rischio il nostro presente e soprattutto il nostro futuro” conclude Pedicini.

Complesso dei Girolamini chiuso fino al 4 novembre

NAPOLI. Il complesso monumentale dei Girolamini sarà chiuso al pubblico fino al 4 novembre. I lavori in corso prevedono il trasferimento e l'allestimento della “Quadreria dei Girolamini" in nuovi spazi, gli ambulacri adiacenti la Biblioteca statale oratoriana.

Alberto Angela è cittadino onorario pompeiano

POMPEI. Alberto Angela è diventato cittadino onorario pompeiano. Grande folla oggi in piazza Bartolo Longo per la cerimonia. Tanti i giovani che hanno applaudito il divulgatore scientifico a cui il Comune di Pompei ha riconosciuto il merito di avere portato nuova attenzione sulla città, grazie ai suoi documentari sugli Scavi.

Custode aggredito a scuola, denunciati due ragazzini

SAN GIORGIO A CREMANO. Hanno 17 e 14 anni i due autori dell’aggressione al custode di un istituto scolastico di San Giorgio a Cremano avvenuta ieri poco prima delle 13.00. I due ragazzi sono stati bloccati poco dopo in Cupa San Michele, e denunciati in stato di libertà per i reati d’invasione di edificio pubblico, lesioni personali e minacce a incaricato di pubblico servizio. Gli agenti della Polizia di Stato del commissariato di San Giorgio a Cremano sono intervenuti presso un istituto scolastico in via Buongiovanni, dove era stato segnalato che alcuni giovani estranei all’istituto si erano introdotti all’interno del plesso, aggredendo violentemente il custode. I poliziotti hanno accertato che i due ragazzi erano stati sorpresi all’interno dell’istituto da due docenti e accompagnati fuori. Poco dopo i due rientravano nuovamente nella scuola e venivano sorpresi dal custode nel piazzale interno. L’uomo li invitava ad allontanarsi ma, di tutta risposta, i due gli si scagliavano contro colpendolo violentemente al volto con un corpo contundente ed al corpo con calci e pugni facendolo cadere a terra privo di sensi. I due aggressori si allontanavano velocemente,  scavalcando le inferriate dell’istituto. I poliziotti immediatamente hanno diramato alle diverse pattuglie presenti sul territorio, le dettagliate descrizioni dei due ragazzini raccolte anche dalle immagini visionate dalla video sorveglianza, consentendo alla pattuglia dei Falchi del Commissariato di intercettarli e bloccarli in via Manzoni. La vittima è stata refertata presso l’ospedale Maresca di Torre del Greco con una prognosi di 21 giorni. I due aggressori, il 17enne napoletano e il 14enne di Massa di Somma, dopo la denuncia, sono stati riaffidati ai genitori.

Truffa del pellet a Frattamaggiore, nei guai un uomo e due donne

FRATTAMAGGIORE. Un uomo e due donne sono stati denunciati dagli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Frattamaggiore per il reato di truffa. Lunedì mattina i poliziotti sono intervenuti in via Mazzini nei pressi di un capannone, dove diverse persone erano state ingannate da un uomo, che, proponendo sacchetti di pellet in sottoprezzo e dietro pagamento anticipato oppure online, aveva ottenuto nella sua disponibilità la somma di euro 75.000. Tra l’altro per consolidare la fiducia delle vittime il malfattore le aveva invitate a recarsi nel capannone di via Mazzini per ritirare la merce. Ma qui non hanno trovato nulla. Le immediate indagini scattate hanno consentito ai poliziotti di rinvenire e sequestrare ieri pomeriggio la merce “promessa” in un deposito situato nel Comune di Mondragone. Al suo interno sono state rinvenuti 89 bancali di legna, 241 di pellets, 3 muletti, un registratore di cassa, un Pos, saldatrici ed altri attrezzi. Materiale e capannone sono stati sequestrati.

Gruppo di fuoco intercettato a Napoli Est, tre arresti

NAPOLI. Catturati tre uomini del commando armato che ieri sera hanno seminato terrore in città. Michele Di Mauro, 25anni, Vincenzo De Vivo 31anni e Stefano Mattarella 24anni, tutti napoletani, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato dell’Ufficio Prevenzione Generale, con la collaborazione degli uomini dei commissariati San Carlo Arena e Vasto Arenaccia.

I FATTI. Intorno alle 18 di ieri è giunta alla Sala Operativa una segnalazione nella quale veniva comunicato che nel rione Luzzatti erano stati esplosi numerosi colpi d’arma da fuoco contro il portone di uno stabile da diverse persone a bordo di motocicli e scooter, con volti travisati da sciarpe e caschi integrali. È scattato così immediatamente il piano di cinturazione, per bloccare ogni possibile via di fuga, che consentiva quasi immediatamente ad una volante della Polizia di Stato di intercettare in via Filippo Maria Briganti un commando armato di 5 o 6 scooter e motocicli, con a bordo numerosi giovani, quasi tutti travisati con sciarpe e caschi con visiera oscurata, che viaggiavano in direzione opposta di marcia rispetto alla volante verso viale Umberto Maddalena. Su almeno due delle moto i passeggeri imbracciavano armi; in particolare due armi lunghe.

L'INSEGUIMENTO. La pattuglia si è messa all’inseguimento dei centauri, non escludendo che si sarebbe potuto trattare degli stessi che poco prima avevano seminato il terrore a rione Luzzatti. Il primo a essere stato bloccato ed arrestato è il 25enne, che durante il rocambolesco inseguimento ha perso il controllo dello scooter Honda SH sul quale viaggiava, si è rialzato e ha continuato la fuga a piedi. Contestualmente un altro scooter del commando rallentava per recuperare il fuggitivo, ma i poliziotti riuscivano a raggiungerlo prima che si mettesse in salvo. Il criminale, ormai in trappola, si è girato, puntando un’arma contro i poliziotti, che con determinazione sono riusciti ad immobilizzarlo e disarmarlo. L’arma, una pistola Beretta calibro 7.65 con matricola abrasa, è stata recuperata e sequestrata. Il resto del commando prendeva direzioni di fuga opposte. Mentre alcuni centauri si dirigevano verso piazza Di Vittorio, altri due scooter si dileguavano per viale Umberto Maddalena in direzione via Nuova del Campo. In via Don Bosco è stato intercettato uno degli scooter, con tre persone travisate a bordo. Il passeggero centrale, durante le fasi dell’inseguimento, protrattosi per via D’Ambra in direzione di via Arenaccia, ha esploso con il fucile a pompa un colpo in aria. All’avvicinarsi delle pattuglie il terzo si girava in direzione dei poliziotti che li braccavano, puntando la pistola contro di loro.

DURANTE LA FUGA. Durante la fuga il conducente della moto, vistosi accerchiato, ha accelerato, sorpassando a destra alcuni veicoli incolonnati nel traffico cittadino. Durante la fuga il terzo passeggero urtava violentemente il piede contro alcuni paletti di ferro installati sul margine della strada. I tre, giunti in via Arenaccia, svoltavano ad alta velocità in via Gussone, dove i fuggitivi perdevano il controllo del motociclo e rovinavano al suolo. Immediatamente il conducente e il passeggero, armato di fucile, riuscivano ad alzarsi continuando la fuga a piedi, mentre il terzo passeggero, infortunato al piede è stato prontamente immobilizzato e disarmato dai poliziotti che lo inseguivano. La pistola, una Brno Usa Rocky Oho, è stata messa in sicurezza, giacché con colpo in canna e cane armato; il 31enne ferito, che indossava ancora guanti in similpelle di colore nero, è stato in seguito condotto presso l’ospedale Cardarelli.

TRA LA FOLLA. Gli altri agenti hanno inseguito i due fuggitivi appiedati, in possesso del fucile a pompa. Durante l’inseguimento il giovane delinquente che imbracciava l’arma lunga, non ha esitato a puntarla contro i poliziotti, continuando a scappare indietreggiando, fino a rifugiarsi in un passaggio pedonale che collega via Arenaccia con Via SS Giovanni e Paolo. I poliziotti, con grande professionalità, dato l’affollamento della zona pedonale, hanno allentato la morsa sul fuggitivo per evitare che l’uomo potesse ancora esplodere dei colpi d’arma da fuoco e ferire cittadini. Contestualmente gli agenti hanno continuato a segnalare via radio tutti gli spostamenti dei due. In largo Nando Cilenti l’uomo armato di fucile l’ha abbandonato, per poi dileguarsi nei vicoli adiacenti. Il fucile, prontamente recuperato, un calibro dodici marca Hawk industries, aveva quattro cartucce nel serbatoio e una in canna.  

LE PERQUISIZIONI. La Polizia di Stato ha quindi iniziato una serie di perquisizioni nei locali adiacenti alle vie di fuga utilizzate dal commando, nel corso delle quali alla via Calata Capodichino, presso una carrozzeria, i poliziotti hanno arrestato Stefano Mattarella. All’interno dell’autofficina i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato due ordigni posti su uno scaffale, mentre su una finestra hanno rinvenuto munizionamento di vario calibro, guanti in similpelle, passamontagna e kefiah, identici a quelli indossati e sequestrati agli arrestati. Gli artificieri della Polizia di Stato hanno accertato che gli ordigni erano composti di polvere pirica, chiodi e vetro, con massa esplodente “scheggiante”. Proseguono le indagini della Polizia di Stato per identificare gli altri membri del commando armato.

Falsi incidenti e truffe all'assicurazione, 49 indagati: coinvolti 18 avvocati

NAPOLI. Misure cautelari per 49 persone, tra le quali 18 avvocati, sono state eseguite dalla Polizia municipale di Napoli nell'ambito di un'inchiesta della Procura partenopea che ha permesso di far luce su un complesso sistema di truffe assicurative attraverso il ricorso a falsi contenziosi, quantificati in "centinaia, forse migliaia" di casi. Dalle indagini è emersa l'esistenza di un'organizzazione strutturata capace di coordinare tutte le fasi della truffa assicurativa, compresa la ricerca e il pagamento di falsi testimoni, che partecipavano alla truffa dietro un compenso di 100 euro. L'organizzazione, spiegano i magistrati napoletani, gravitava attorno ad alcuni studi legali nelle quali le procedure venivano impiantate prima di essere trasferite nelle aule di giustizia. Le indagini sono scattate a seguito della denuncia della stessa Avvocatura napoletana e dalla Procura viene sottolineata la "collaborazione straordinaria" da parte del consiglio dell'Ordine degli avvocati di Napoli. Le ipotesi di reato sono associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alle false testimonianze, nonché riciclaggio che avveniva all'estero mediante società impiantate a Malta. Due dei destinatari dell'ordinanza non sono stati ancora arrestati proprio perché si trovano a Malta. 

Afragola, sversamento illecito di rifiuti su terreno acquisito dal Comune

AFRAGOLA. I carabinieri della stazione di Afragola hanno proceduto d’iniziativa al sequestro di un’area di 10.000 metri quadrati in contrada Ferrarese-Lellero in cui erano stati sversati rifiuti urbani e speciali, pericolosi e non come eternit, pneumatici e  guaine coibentate. Il terreno era stato sequestrato per abusivismo a una 55enne ritenuta vicina al clan camorristico dei Moccia, confiscato e successivamente acquisito nel patrimonio comunale.

Brusciano, tre bombe nascoste nelle cantine

BRUSCIANO. Durante perquisizioni nel complesso popolare della “219”, nelle cantine comuni di una palazzina, I carabinieri di Brusciano hanno rinvenuto 3 ordigni artigianali.
le bombe pesano complessivamente 4,3 chili. Gli ordigni sono stati messi in sicurezza dai carabinieri artificieri antisabotaggio del comando provinciale di napoli e sequestrati.

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