Venerdì 20 Ottobre 2017 - 2:00

Incendio in un palazzo, donna precipita e muore mentre tenta di scappare

Una donna è morta dopo essere precipitata nel vuoto per sfuggire a un incendio che ha interessato due palazzine a Napoli, in via Lorenzo Giustiniani nei pressi del Borgo Sant'Antonio Abate. La donna, di origini russe, è morta sul colpo dopo essere precipitata da una ringhiera alla quale si era appesa nel tentativo di oltrepassare il balcone e trovare rifugio nell'appartamento accanto. L'incendio è avvenuto intorno alle 4.30. Sul posto sono presenti Polizia di Stato e Vigili del Fuoco. Sono state sgomberate 15 famiglie mentre si sta verificando l'agibilità delle due palazzine interessate dalle fiamme. Ancora non si conoscono le cause dell'incendio.

Movida, panico in via Aniello Falcone: residenti lanciano acqua e uova

NAPOLI. Movida sì, movida no? Un interrogativo che negli ultimi tempi sta coinvolgendo fortemente anche Napoli che, tra la zona di via Aniello Falcone e Chiaia, sta vivendo un dibattito intenso tra residenti arrabbiati per qualche schiamazzo notturno di troppo, cittadini intenti a godersi attimi di serenità e gestori dei locali a far da mediatori. Un dibattito che, purtroppo, nella notte tra venerdì e sabato ha vissuto attimi di panico in via Aniello Falcone, laddove intorno all'una è iniziato prima un fitto getto d'acqua dai piani di alti di una palazzina, per poi continuare con il lancio di uova a colpire i malcapitati tra la strada e i tavoli dei locali. Un episodio che ha provocato poi la grande rabbia di alcuni che presi dalla foga hanno provato a forzare il portone del palazzo in questione col fine di farsi giustizia da soli, fermati solo dai gestori dei locali della zona.

ATTIMI DI PANICO. Fabio Maccaroni, titolare di uno dei più frequentati dei baretti della zona, il Mag, spiega così: «Ero alla cassa, a un certo punto ho sentito dire che stavano buttando acqua dai piani alti. Dopo il primo getto ce n'è stato un altro e un altro ancora. Per almeno trenta metri di strada c'era gente e motorini completamente bagnati. Poi sempre dal civico 344 sono iniziati i lanci di uova che hanno colpito dei ragazzi, uno addirittura al naso, una ragazza era sanguinante. È successo tutto nell'arco di mezz'ora, naturalmente la gente spaventata s'è prima rifugiata nei locali, per poi andarsene definitivamente. S'è creato un clima rovente, abbiamo chiamato la Polizia e solo al loro arrivo gli animi si sono placati». Attimi di panico puro: «Ci sono testimoni oculari di quanto accaduto, un ragazzo è entrato nel mio locale con la maglia centrata in pieno da un uovo, e se gli finiva in un occhio? Un altro tremante, bagnato dalla testa ai piedi. La situazione sta diventando pesante».

DOVE NASCE LA QUERELLE. «C'è sempre stato astio con qualche residente - spiega Fabio Maccaroni - ma non c'è mai stata grande collaborazione da parte loro per trovare una vera intesa. Siamo arrivati al limite. La Polizia ha fatto accertamenti e redatto un verbale. I testimoni hanno visto e descritto la sagoma di chi si affacciava e poi rientrava dal piano da cui sarebbero partiti i getti d'acqua e le uova». Insomma, un episodio che accentua le distanze tra residenti e gestori dei locali: «Il mio, così come gli altri baretti della zona - conclude Fabio Maccaroni - ha avuto controlli su controlli ma abbiamo sempre dimostrato di essere in regola. Siamo a posto con i permessi ed è inconcepibile che si lancino acqua e uova contro gente intenta sola a godersi quale ora di libertà. Con l'Associazione Baretti Aniello Falcone abbia garantito anche un servizio navetta, proviamo a tenere gli animi sempre calmi per creare un divertimento sano e non fastidioso. Se qualcuno non è d'accordo ci sono altre strade, facciano denunce, ma è inconcepibile lanciare acqua e uova contro la gente in strada. Un atto di inciviltà e procurato allarme. Abbiamo fatto e continueremo a fare le nostre denunce, ma siamo arrivati ad un punto limite».

Piazza Garibaldi, Casapound e centri sociali “si sfidano" ma nessun contatto

Parole di scherno, provocazioni a distanza, ma nessun contatto tra gli attivisti di Casapound e dei Centri Sociali che hanno deciso di organizzare due manifestazioni a piazza Garibaldi allo stesso orario. Nutrito lo schieramento di forze dell'ordine per evitare che i due schieramenti entrassero in collisione ma le rispettive sfilate si sono svolte in due luoghi diversi della piazza.

Simula una rapina, denunciata la responsabile del ristorante Vesi di via Caracciolo

Gli agenti del commissariato di Polizia San Ferdinando hanno denunciato in stato di libertà, per i reati di: simulazione di reato e appropriazione indebita, una giovane 25enne di nazionalità straniera che lo scorso 10 ottobre aveva denunciato di essere stata rapinata di poco meno di euro 7000 in Via Tommaso Campanella. La 25enne, responsabile del ristorante pizzeria Vesi di Via Caracciolo, denunciò ai poliziotti, che dopo aver prelevato l’incasso dal locale, si era diretta direttamente in banca alla Via Tommaso Campanella ma, una volta giunta nei pressi era stata bloccata e minacciata con una pistola da un soggetto che le sottraeva la borsa. Il racconto fornito dalla vittima non ha convinto gli investigatori. Molte le differenze e inesattezze raccontate alla Polizia, tanto da far immediatamente dubitare i poliziotti che in seguito ad accurate indagini hanno accertato che la donna avesse inventato tutto per appropriarsi dei soldi. Proseguono le indagini della Polizia per verificare se la giovane è stata aiutata da un complice.

L'ex 007 Contrada rientra in polizia a 86 anni

Bruno Contrada, l'ex 007 che dopo la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, dieci anni fa era stato destituito dall'Amministrazione della pubblica sicurezza dall'allora capo della Polizia Antonio Manganelli, rientra nel corpo della Polizia. Lo ha deciso il Capo della Polizia di Stato Franco Gabrielli, che con un provvedimento, ha revocato la destituzione di dieci anni fa. Una decisione arrivata dopo la sentenza della Corte di Cassazione, che lo scorso 6 luglio aveva dichiarato "inesegubile e improduttiva di effetti penali la sentenza penale di condanna del 25 febbraio 2006". Un provvedimento che ha anche effetti retroattivi. "Il periodo di tempo ricompreso tra il 13 gennaio 1993 e il 30 settembre 1996, cioè il giorno antecedente a quello in cui il dottor Contrada è stato collocato in quiescenza - si legge nel provvedimento di cui è in possesso l'Adnkronos - durante il quale ha esplicato i propri effetti il provvedimento di sospensione cautelare dal servizio datato 15 gennaio 1993, è riconosciuto utile (a Contrada ndr), sia agli effetti giuridici sia agli effetti economici e previdenziali". Per questo motivo, viene riconosciuto a Bruno Contrada "l'intero trattamento economico previsto dalle vigenti disposizioni di legge, con interessi e rivalutazione monetaria". La Corte di Cassazione a luglio aveva revocato la condanna a 10 anni di carcere inflitta all'ex funzionario della Squadra mobile di Palermo, accusato di concorso in associazione mafiosa. I giudici romani avevano accolto il ricorso dei legali di Contrada, Stefano Giordano e Vittorio Manes, che avevano impugnato il provvedimento con cui la Corte d'appello di Palermo aveva dichiarato inammissibile la sua richiesta di incidente di esecuzione. La Cassazione a luglio aveva così dichiarato "ineseguibile e improduttiva di effetti penali la sentenza di condanna". 

Bruno Contrada, per tanti anni poliziotto in prima linea contro la mafia a Palermo, venne arrestato con l'accusa di concorso in associazione mafiosa il 24 dicembre del 1992. In primo grado fu condannato a 10 anni, ma la sentenza fu ribaltata in appello e il funzionario venne assolto. L'ennesimo colpo di scena ci fu in Cassazione, quando l'assoluzione fu annullata con rinvio e il processo tornò alla corte d'appello di Palermo che, il 25 febbraio del 2006, confermò la condanna a 10 anni. La sentenza divenne definitiva nel 2007. Dopo dieci anni la sentenza della Corte di cassazione, che ha dichiarato ineseguibile la sentenza penale. "È un giorno importante per il nostro assistito, che dopo tanti anni vede restituita la sua onorabilità e viene reinserito tra i prefetti della Polizia, ma più in generale per tutti, perché la forza del diritto prevale sulle ingiustizie. Esprimiamo sincero apprezzamento e stima nei confronti del Capo della Polizia dottor Gabrielli per la sollecitudine e la disponibilità dimostrata, un esempio dell'Italia che funziona", dichiarano gli avvocati Stefano Giordano e Vittorio Manes, difensori di CONTRADA e autori del ricorso vittorioso in Cassazione.

«Anm deve individuare i falsi inidonei e licenziarli immediatamente»

«Anm deve individuare i falsi inidonei e licenziarli immediatamente. Altresì devono essere denunciati i medici compiacenti che hanno certificato inidoneità fasulle. La tutela della salute è un diritto primario che non può essere infangato in alcun modo. La nostra indicazione al nuovo Amministratore è precisa e vi è già un lavoro in corso: vanno stanati e perseguiti i furbetti di ogni natura ed i loro sodali». È la dichiarazione dell'assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Enrico Panini.

G7: ministri dell'Interno a Ischia, stop alle auto sull'isola dal 18 al 20

Ischia "blindata" per la riunione dei ministri dell'Interno dei Paesi del G7, in programma il 19 e il 20 ottobre sull'isola. Il prefetto di Napoli, Carmela Pagano, ha disposto infatti il divieto di afflusso e di circolazione di autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori appartenenti o condotti da persone non residenti nel territorio dell'isola d'Ischia. Il divieto è stato deciso "attese le contenute dimensioni territoriali dell'isola e al fine di assicurare ottimali condizioni di ordine e sicurezza pubblica dell'evento", sarà vigente dal 18 al 20 ottobre e vale per tutti i comuni dell'isola: Barano d'Ischia, Casamicciola Terme, Forio, Ischia, Lacco Ameno e Serrara Fontana. Sono esclusi dal divieto i veicoli delle forze dell'ordine, delle Capitanerie di Porto, dei Vigili del Fuoco, i veicoli che trasportano generi di prima necessità, autoambulanze, veicoli che trasportano farmaci e attrezzature destinate a ospedali, nonché un veicoli per ciascun nucleo familiare che dimostri di soggiornare in una casa privata con regolare contratto di affitto o in un albergo dei comuni dell'isola. 

Vomero, Capodanno: spariti i portarifiuti

«Da alcuni mesi a questa parte i vomeresi sono alle prese con un vero e proprio giallo, un mistero che riguarda la sparizione dell'arredo urbano, in particolare dalle isole pedonali di via Scarlatti e di via Luca Giordano.  Dopo le diverse panchine, al Vomero sono spartiti anche buona parte dei cestini per i rifiuti». A lanciare l'ennesimo S.O.S. dalla collina è ancora una volta Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari.

«Il già scarno arredo urbano delle strade e delle piazze del popoloso quartiere - afferma Capodanno - si va ogni giorno sempre più depauperando per la scomparsa di alcuni componenti, panchine e cestini portarifiuti, in particolare. Per le prime è stata da tempo segnalata la scomparsa di ben otto panchine, cinque delle quali nell'isola pedonale di via Scarlatti, due nell'isola pedonale di via Luca Giordano e una in via Morghen».

«Più di recente - aggiunge Capodanno -, sono scomparsi anche buna parte dei cestini per i rifiuti, dei quali, in molti casi, si nota la presenza della sola base, infissa al suolo, con conseguenze immaginabili».

«In particolare - puntualizza Capodanno - nel tratto pedonalizzato di via Luca Giordano, posto tra via Carelli e piazza degli Artisti, ne è rimasto solo uno. Al punto che per sopperire alla loro mancanza, in tale tratto di strada, uno dei tanti bidoncini carrellati che, invece di essere custoditi nelle androni dei fabbricati o negli esercizi commerciali sono perennemente esposti sulla pubblica via, è stato di fatto trasformato in un cestino per i rifiuti, dove i passanti depositano uno di tutto, imbrattando anche l'area circostante».

Capodanno sollecita ancora una volta l'amministrazione comunale, dopo aver effettuato tutti gli accertamenti e le verifiche del caso, a provvedere al ripristino immediato dei contenitori portarifiuti scomparsi rinnovando, con l'occasione, anche l'invito a reintegrare le otto panchine scomparse dalle strade del Vomero, ponendo una maggiore attenzione verso l'arredo urbano di piazze e strade del quartiere collinare, finalizzata pure all'individuazione dei responsabili i eventuali manomissioni, per i provvedimenti del caso.

 

Volatili di specie protetta e cani trovati in un allevamento abusivo, un denunciato a Pozzuoli

POZZUOLI. I carabinieri delle Stazioni Territoriale e Forestale di Pozzuoli hanno denunciato per ''maltrattamento di animali'' e per ''violazioni penali alla normativa per la protezione della fauna'' un 54enne del luogo già noto alle forze dell'ordine. I militari hanno perquisito l'abitazione dell'uomo in scoprendo che c'erano 3 cardellini e 7 cani meticci, in pratica un allevamento abusivo degli animali. Nella stessa gabbia, in cattività, tenuti senza alcun titolo autorizzativo e in precarie condizioni igienico sanitarie, c'erano i 3 cardellini e in vari locali non idonei i cani, come poi certificato da personale della Lipu e del servizio veterinario dell'Asl Napoli 2 Nord. Durante le operazioni è stata rinvenuta e sottoposta a sequestro una rete di nylon da uccellaggione di circa 12 mq, quella presumibilmente usata per la cattura dei volatili. Dopo le operazioni di rito i volatili sono stati affidati al centro recupero animali selvatici dell'ospedale veterinario dell'Asl Napoli 1 Centro per essere sottoposti a un periodo di riabilitazione, al termine della quale saranno rilasciati in natura. I cani sono stati affidati a una ditta specializzata.

Lunedì chiude il parrucchiere che ha detto no ai clan

Lunedì chiude definitivamente il parrucchiere che ha detto No ai clan, Borrelli (Verdi): una sconfitta per la città; la lotta alla camorra ha bisogno del sostegno dei cittadini. Lunedì con il presidente Eav De Gregorio consegneremo a Castelluccio assegno di duemila euro per aiutarlo a ricominciare.

«Lunedì 16 ottobre Salvatore Castelluccio, il parrucchiere di largo Ecce Homo che ha osato sfidare il clan denunciando i suoi estorsori e facendoli arrestare, abbasserà per l’ultima volta la saracinesca del suo negozio. Una sconfitta per tutta la città, una resa alla logica dell’intimidazione camorristica e della cultura della violenza e della sopraffazione. Per sconfiggere la malavita non bastano le Forze dell’ordine; occorre una risposta dei cittadini netta e decisa che in questo caso, come in tanti altri, non si è avuta. Un altro presidio di legalità chiude i battenti nell’indifferenza di molti. Lunedì alle 12.30 i Verdi saranno con il presidente dell’Eav, Umberto De Gregorio, in largo Ecce homo per consegnare un assegno di duemila euro a Salvatore come contributo per ricominciare, somma raccolta dai contributi del personale e dei fornitori dell’Ente Autonomo Volturno. Un gesto importante che purtroppo è rimasto isolato e che non ha scongiurato la chiusura. Speriamo sia utile per far ricominciare una nuova vita ad una persona come salvatore, reo di aver fatto il proprio dovere dicendo No alla camorra».  Lo ha dichiarato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli.

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