Venerdì 18 Agosto 2017 - 12:39

Franceschini a Pompei inaugura la mostra dei calchi sotto la piramide

POMPEI. Ercolano sarà tra i siti archeologici che usufruiranno «di importanti finanziamenti dell'Ue». Lo ha detto il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, in visita ad ercolano per sostenere il candidato del Pd alle Comunali Ciro Buonajuto. Franceschini ha annunciato che il Governo sta lavorando «per individuare alcuni siti italiani come grandi attrattori culturali e turistici che usufruiranno di importanti finanziamenti dell'Ue. Stiamo cercando di individuare i luoghi in cui il recupero del patrimonio monumentale e archeologico sia accompagnato da un grande progetto infrastrutturale. Ercolano è uno di questi». Dopo Ercolano il ministro ha fatto tappa a Pompei, dove ha partecipato all'inaugurazione della mostra dei calchi sotto la piramide ideata dall’architetto Francesco Venezia. I calchi rappresentano  venti vittime dell’eruzione del 79 d.C. «Abbiamo realizzato questa iniziativa restando al passo con l’Ue, con trasparenza, legalità ed in modo efficiente. Una piramide in questo luogo può sembrare “dissacrante”, ma non è così se si pensa che qui hanno suonato i Pink Floyd, senza pubblico. I calchi all’interno sono straordinari, rendono affascinante la visita. A Pompei abbiamo fatto un lavoro silenzioso ed operoso rispettando i tempi concordati con l’Unione Europea. I restauri vanno avanti. C’è una squadra che lavora insieme», ha detto Franceschini.

Svolta per la bimba di Marano, si spera nel farmaco sperimentale

MARANO DI NAPOLI. Possibile svolta per la piccola Vittoria, la bimba di un anno e mezzo malata di Sma1, che vive a Marano di Napoli e i cui genitori si erano appellati al ministero della Salute per avere accesso a cure sperimentali. A quanto apprende l'Adnkronos Salute, infatti, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin intende aiutare la famiglia, e ha dunque già interpellato l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per attivare il percorso di accesso al farmaco Isis-Smnrx, attualmente allo studio in fase III da parte di due aziende farmaceutiche americane, secondo le norme sulle terapie per uso compassionevole.

 

Secondo l'Aifa, nel caso in cui l'industria farmaceutica darà il suo via libera, non ci dovrebbero essere ostacoli all'autorizzazione della terapia. Il nodo resta dunque la volontà dell'azienda produttrice.

 

Truffa con i soldi per gli immigrati, l'inchiesta s'allarga

NAPOLI.  «C'è da rimanere esterrefatti». Così il presidente dell'Anticorruzione Raffaele Cantone sull'indagine sulla truffa con soldi dei migranti. «Se anche il mondo dell'impegno sociale fa registrare questi episodi è chiaro che il livello di diffusione del malaffare è tale che nessuno da solo ce la può fare nel contrasto alla corruzione». Cantone ha commentato, a margine di un convegno all'università di Napoli, l'indagine della Procura di Napoli relativa a fenomeni di corruzione da parte di Onlus nella gestione del fenomeno dell'immigrazione. Da Cantone un monito alla società civile e al mondo della professioni «a non trincerarsi dietro logiche di corporazione. C'è bisogno - ha affermato - di uno sforzo complessivo di pezzi della società civile che troppo spesso nella migliore delle ipotesi è rimasta a guardare e in qualche caso è stata complice del malaffare. Se la società civile non fa la sua parte - ha aggiunto - è difficile pensare che ce la si possa fare».

L'INCHIESTA SI ALLARGA. Finivano a responsabili e collaboratori della Caritas parte dei soldi lucrati sugli aiuti ai migranti: è un'ipotesi sulla quale stanno lavorando i magistrati della Procura di Napoli, titolari dell'inchiesta che ieri ha portato all'arresto di Alfonso De Martino, il presidente dell'associazione onlus accusato di essersi appropriato di oltre un milione di euro, investiti in acquisto di immobili e schede telefoniche, e della compagna, Rosa Carnevale, posta agli rresti domiciliari. Anche due esponenti campani della Caritas, compreso don Vincenzo Federico, sono indagati per peculato. Il procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli e i sostituti Raffaello Falcone e Ida Frongillo affermano che è «verosimile» un coinvolgimento della Caritas di Teggiano Policastro, in
provincia di Salerno, che gestisce quattro strutture dove negli ultimi anni sono stati ospitati migliaia di immigrati, provenienti soprattutto dal Nord Africa come quelli accolti nei centri della onlus di De Martino.    L'ipotesi investigativa si fonda sul presunto traffico di pocket money (le piccole somme di denaro, 2,5 euro al giorno a ciascun migrante): De Martino si sarebbe impossessato di tali
somme acquistando schede telefoniche presso la rivendita di cui è titolare la sua compagna (ben 582.248 pocket money, sottolineano gli inquirenti). Parte di questi ticket provengono - spiegano gli investigatori - dalle strutture gestite dalla Caritas di Teggiano. Questo capitolo dell'inchiesta ha origine da alcune dichiarazioni rese ai pm dallo stesso De Martino nel gennaio scorso. Racconta De Martino di aver conosciuto, in ragione dell'attività nel campo della solidarietà, i responsabili di vari centri, tra i quali Fiore Marotta, collaboratore della Caritas di Teggiano, «riconducibile al responsabile della Caritas Campania don Vincenzo Federico». «Fui io - dice De Martino - a proporre a Fiore Marotta di far convergere sulla mia edicola, qualora ne ravvisasse l'esigenza,
i ticket che venivano riconosciuti ai loro ospiti in forza del contratto stipulato con la Regione Campania. I buoni sociali, anche se potevano essere spesi per l'acquisto di altri beni, venivano utilizzati dagli ospiti immigrati quasi totalmente per l'acquisto di ricariche telefoniche del valore di cinque euro. Spiegai a Marotta che la nostra edicola aveva la convenzione per
il cambio, e il cambio da noi praticato era più favorevole per gli immigrati». Nell'ambito di questa indagine, la sede della Caritas di Teggiano è stata perquisita dai finanzieri. I
responsabili della Caritas risulterebbero indagati per peculato. 

IL LAVORO DELL'ASSOCIAZIONE PROSEGUE A TESTA ALTA, SENZA SOSTA. «In base alle notizie di oggi (ieri, ndr), l'associazione un'Ala di Riserva andrà avanti nelle attività perché non ha avuto nessuna misura restrittiva perché le attività che porta avanti sono riconosciute e comprovate anche dalla prefettura con cui collaboriamo per la gestione immigrati. La magistratura farà il suo corso e accerterà eventuali problemi a carico di persone coinvolte in alcuni fatti. Noi andremo avanti a testa alta e al fianco dei 400 immigrati e più che ospitiamo a cui va garantita l'assistenza. Le nostre attività proseguiranno anche grazie ai tanti volontari di servizio civile impegnati sul nostro territorio. Ma una cosa è certa che noi abbiamo sempre aiutato chi aveva bisogno. Il nostro presidente e tutta l'organizzazione continueranno nel lavoro quotidiano comprovato e riconosciuto da tutti. I pregiudizi, lo speculare non fanno parte della nostra cultura. Il nostro motto è andare avanti a testa alta. Il resto lo faranno le sedi opportune».

 

C’è da rimanere esterrefatti. Se anche il mondo dell’impegno sociale fa registrare questi episodi è chiaro che il livello di diffusione del malaffare è tale che nessuno da solo ce la può fare nel contrasto alla corruzione”. Si esprime cosìRaffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione durante il seminario organizzato alla Federico II dal prof. Roberto Vona, al quale hanno partecipato il direttore de “Il Mattino” Alessandro Barbano ed il rettore dell’Università Federico II Gaetano Manfredi.

Un passaggio anche sulla nuova legge contro la corruzione: “La legge sulla corruzione è un bicchiere mezzo pieno. Si poteva fare di più, e si dovrà fare di più, ma in questo momento si rischiava di creare divisioni in Parlamento e non fare passare norme utili che ci sono in questa legge”.

Durante la lezione dal titolo “La corruzione e lo sviluppo delle aziende criminali”,  il presidente dell’Anac si è soffermato sul ruolo dell’impresa e dell’imprenditore criminale. “Le organizzazioni mafiose non sono solo quelle che sparano ma sono ormai soprattutto quelle che gestiscono attività economiche lecite. Imprenditore criminale è quello che gestisce gli appalti per i clan. Il mafioso, come lo intendiamo tradizionalmente, può gestire anche dal 41bis i suoi affari, grazie a prestanome. Il modo più efficace per contrastare questo sistema è la repressione fiscale.”

Cantone si è soffermato sul tema dell’economia e dei beni confiscati alle organizzazioni criminali chiarendo come sempre più bisogna intervenire sulle disponibilità economiche delle mafie. “Lo stato ad oggi ha incamerato tantissimi beni confiscati alle mafie. Ma se non vengono riutilizzati, si fa un danno alla lotta alla mafia”.

Ultimo passaggio del discorso di Cantone sugli “open data” e la trasparenza. “La battaglia alla corruzione ed alle mafie deve essere una battaglia culturale. Senza il concreto aiuto dei professionisti non ce la potremmo mai fare. Bisogna includere la parte migliore dei cittadini”.

Barca in fiamme, paura ad Ischia: salvati due diportisti

ISCHIA. La guardia costiera ha salvato a 40 miglia a sud ovest di Ischia due diportisti polacchi di 39 e 74 anni che si trovavano a bordo di un natante in fiamme. Il loro mayday, lanciato all'alba di oggi, è stato raccolto dalla sala operativa della Guardia Costiera che ha inviato sul posto la motovedetta Cp807 oltre a far convogliare in zona un mercantile ed un'altra unità da diporto che si trovavano nei pressi. I due polacchi sono stati tratti in salvo prima su una zattera e poi fatti salire sulla motovedetta mentre la loro unità da diporto in fiamme è affondata.

 

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Casalnuovo, tentato omicidio: dentro due affiliati al clan Veneruso

 

CASALNUOVO. Due persone, ritenute affilate al clan Veneruso di Casalnuovo sono state arrestate dai carabinieri con l'accusa di tentato omicidio in concorso e porto abusivo di arma da fuoco con l'aggravante delle finalità mafiose. I due, Emanuele Esposito, 21enne di Casalnuovo di Napoli, e Salvatore Rea, 35 anni, di Sant'Angelo a Scala (Avellino), sono accusati di aver tentato di uccidere, a settembre dello scorso anno, Giovanni Gallucci Romano, 20enne di Casalnuovo, ritenuto affiliato al clan camorristico "Gallucci-Piscopo", attivo ad Acerra. In particolare i due, ritenuti mandanti ed esecutori del tentato omicidio per riaffermare il controllo del traffico di stupefacenti a Casalnuovo del clan Veneruso, avrebbero teso un agguato alla vittima, raggiunta sotto casa e ferito con diversi colpi di pistola, il cui inceppamento ha permesso al 20enne di salvarsi. Esposito e Rea, arrestati su ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, 
Sono stati trasferiti dagli arresti domiciliari, cui erano sottoposti per altri reati, al carcere di Secondigliano. 

 

 

 

Torre del Greco, condanne per la holding della droga

TORRE DEL GRECO. Condanne per complessivi 65 anni di carcere. È la sentenza di primo grado emessa dal gup Alessandro Modestino del Tribunale di Napoli ai danni della holding dello spaccio di stupefacenti che sarebbe stata guidata da Salvatore Castiello. Quest'ultimo, alias “Tore Sciordino”, è stato condannato a 15 anni di reclusione. Otto anni di carcere ai puscher Vincenzo De Simone e Ciro Arpino Tortora; otto anni agli “ufficiali pagatori” Vittoria Ciavolino e Alain Di Gioia; otto anni ad Alfonso Bonaccio; due anni al pentito Salvatore Gaudino; stessa condanna anche per Elisa Mercedulo e Pasquale Minerva. Il processo è nato dall’inchiesta con cui la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, nel giugno dello scorso anno, mise a segno un colpo durissimo nei confronti dell’organizzazione che aveva messo in piedi una serie di piccole piazze di spaccio di sostanze stupefacenti tra i comuni di Torre del Greco e Torre Annunziata. Un giro di marijuana tra Lazio, Calabria e Campania, destinata a rifornire le piazze di spaccio del territorio vesuviano.

 

La Mussolini porta via souvenir dalle Terme: ecco com'è facile rubare

CASTELLAMMARE DI STABIA. Alessandra Mussolini, di Forza Italia, ha fatto visita questa mattina ai lavoratori licenziati dalle Terme di Stabia in seguito al fallimento della società partecipata dal Comune. Ha bevuto un po' dell'acqua dalle fonti meravigliose che nessuno beve più, poi ha visitato le stanze vandalizzate delle Terme di Stabia. E quando è andata viva ha portato con sé un "pezzo" della struttura vandalizzata: un lavandino trovato sul pavimento, sradicato dal muro, insieme a un faretto. Il tutto lo ha depositato sul tavolo del Sindaco nell'aula consiliare del Comune, per evidenziare come tutto sia completamente abbandonato: dalle Terme di Stabia (dove chiunque può entrare e trafugare qualsiasi cosa al Comune, dov'è possibile fare entrare e lasciare anche una bomba. Sorpresa, la Mussolini ha esecrato l'assenza degli amministratori cittadini e lo stato di completo abbandono della città. Nella visita, l'esponente azzurra è stata accompagnata dal candidato alle regionali, Carlo Longobardi, di Forza Italia

Minacce di morte al tifoso del Napoli risarcito dalla Juve

CASTELLAMMARE DI STABIA. "Dopo la giornata dei complimenti e delle congratulazioni oggi è il giorno delle offese e delle intimidazioni telefoniche. Sono così maturo da comprendere tutto ciò. Quello che mi fa rabbia è che l'accento dialettale di questi soggetti è il MIO accento!!!" è il post che ha pubblicato su Facebook l'avvocato Giovanni de Angelis, che da questa mattina viene bersagliato di minacce e intimidazioni al telefono di casa, dopo la notizia della sentenza favorevole del Tribunale che ha codannato la Juventus a pagargli l'inadempienza contrattuale, "danni patrimoniali e disagi morali" per gli episodi accaduti durante la gara Juventus-Napoli del 10 novembre 2013 allo Stadium di Torino. La sentenza, destinata a fare giurisprudenza, è stata accolta male da frange della tifoseria bianconera che rivolgeall'avvocato  frasi del tipo 'tieniti pronto, devi morire, forza Juve, veniamo a ucciderti'.
De Angelis denuncerà formalmente quanto sta accadendo, "perché vengano avviate indagini appropriate''.
"Credo che non sia stato compreso lo spirito della sentenza - chiarisce l'avvocato de Angelis - Lo scopo era quello di attivare nei confronti di chiunque una responsabilità in merito all'attuale sistema che ruota intorno al calcio e che deve cambiare se è vero che si vuole fare di questo sport un momento da vivere con gioia anche con le proprie famiglie. Ciò che accadde in quel contesto, fu mortificante per i miei amici che avevano portato con sé i bambini. Ecco perché decisi di agire legalmente''. La sentenza costituisce un precedente importante, e a contattare l'avvocato sono stati molti colleghi dalla procura di Santa Maria Capua Vetere e anche la giustizia sportiva ha chiesto di studiare il dispositivo del giudice del tribunale di Torre Annunziata. ''Ho ricevuto i complimenti da molti colleghi - racconta de Angelis - ma poi, purtroppo, la cosa è degenerata, a riprova che questo sistema calcio non ha margine di contenimento. Speriamo che cambi"

La sentenza in primo grado, davanti al giudice di pace di Torre Annunziata, Francesco Buonocore, e poi in Appello, ha dato ragione all'avvocato de Angelis che dalla Juventus dovrà essere risarcito con 305 euro per il danno patrimoniale (costo del biglietto della partita, viaggio in treno e pernottamento a Torino), più mille euro per il danno esistenziale, oltre alle spese legali di giudizio in primo e secondo grado. In totale, circa 3 mila euro. L'avvocato De Angelis, che ha curato personalmente la causa, aveva lamentato i cori offensivi contro Napoli e i napoletani provenienti dai settori dei tifosi bianconeri, a causa dei quali, insieme ad altri tifosi del Napoli - durante la partita del 10 novembre 2013 -  fu costretto ad abbandonare lo stadio prima della conclusione della gara "in conseguenza di una situazione ambientale avvertita come insopportabile". La sentenza ha attribuito alla società bianconera l'"inadempienza contrattuale per il mancato adempimento dell'obbligo - contrattualmente assunto con la vendita del biglietto di accesso allo stadio - di contrastare le turbative al godimento dello spettacolo", non avendo fatto interrompere, dai suoi addetti alla sicurezza, i cori razzisti, né aver fatto rimuovere uno striscione offensivo nei confronti del popolo napoletano..

San Giorgio a Cremano mette in mostra
la Grande Guerra

SAN GIORGIO A CREMANO. Resterà in esposizione fino al 30 magio prossimonella Biblioteca Comunale di San Giorgio a Cremano in Villa Bruno la mostra “La grande guerra 1915- 1918”, a cura del collezionista Cavaliere Ciro Scancamarra. Si tratta di una raccolta di francobolli, cartoline, manifesti, stampe e oggetti che racconta gli anni della prima guerra mondiale: la società, l'arte, il lavoro e la politica. Vengono così trattati, attraverso quest’esposizione, gli anni del primo Novecento, della “Bella époque”, degli attentati, fino a Caporetto ed alla vittoria finale. Si segnala  in particolare la presenza di un chiudilettera della CRI “Pro Napoli” in  ricordo del bombardamento austriaco su Napoli della notte del 10 marzo 1918.

Bomba contro deposito di un'enoteca ai Decumani

NAPOLI. Un ordigno è stato fatto esplodere la scorsa notte davanti alla saracinesca del deposito di un'enoteca, nel centro storico di Napoli, in via San Pietro a Maiella. L'esplosione, che ha svegliato gli abitanti della strada, ha danneggiato la saracinesca del deposito e ha mandato in frantumi sia i vetri del locale, sia quelli di alcune abitazioni dello stabile. Sul posto è intervenuta la Polizia, chiamata dalla guardia giurata in servizio in una struttura del Policlinico che si trova nella zona. Il proprietario dell'enoteca ha riferito agli investigatori di non aver mai ricevuto minacce o richieste estorsive

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