Sabato 25 Marzo 2017 - 14:27

Cornuti e mazziati: via libera all'aumento dei biglietti Anm

NAPOLI. Il trasporto pubblico costerà di più. In tre anni il biglietto arriverà a costare 1,30 euro. Nei giorni in cui i napoletani sono alle prese con un servizio pubblico a singhiozzo, arriva adesso per gli utenti un'altra brutta notizia. La Giunta comunale di Napoli ha approvato una delibera con la quale prende atto del Piano strategico di risanamento stabile e rilancio dell'Anm (Azienda napoletana mobilità) redatto dall'amministratore unico. Nel Piano strategico vengono definite le misure, da realizzarsi entro il 2019, per garantire il miglioramento del servizio di trasporto pubblico in città e per garantire i lavoratori e il rilancio dell'azienda. Il Comune di Napoli ha deliberato l'aumento del capitale di Anm per 65 milioni di euro attraverso il conferimento di immobili di proprietà del Comune. Sono stati inoltre destinati, per i prossimi 3 anni, 54 milioni di euro all'anno per garantire i servizi di trasporto pubblico e 3 milioni di euro all'anno per le manutenzioni straordinarie delle infrastrutture. "Si tratta di un impegno estremamente significativo del Comune per il trasporto pubblico locale, confrontabile con quello assunto dalle altre principali città italiane", dichiarano gli assessori comunali Salvatore Palma e Mario Calabrese. «Questo impegno si aggiunge a quello per l'acquisto di 12 nuovi treni per la linea M1, la cui consegna è prevista per metà 2018, e all'acquisto di 70 nuovi autobus che stiamo effettuando con le risorse del PON Metro», si legge in una nota. Con graduali incrementi distribuiti nei prossimi tre anni, sarà adeguato «il costo del biglietto aziendale Anm che comunque rimane il più basso tra quelli degli altri servizi di trasporto urbano e tra i più bassi in Italia. In sintesi la delibera prevede un incremento del costo del biglietto di corsa semplice a 1,10 euro già dal 2017 e, successivamente a 1,20 euro dal 2018 e 1,30 euro dal 2019». La speranza, ovviamente, è che il servizio migliori...

Sì del Csm, Di Matteo alla Procura Antimafia

Il pm di Palermo, Nino Di Matteo, arriva alla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Il plenum del Csm ha votato oggi all'uanimità la delibera di Terza Commissione con cui si autorizza il trasferimento di Di Matteo, che regge l'accusa nel processo sulla trattativa Stato-mafia, a uno dei cinque posti in concorso di sostituto per la Superprocura di Roma. Oltre a Di Matteo, negli uffici di via Giulia arrivano anche Maria Cristina Palaia, Francesco Polino e Barbara Sargenti, attualmente sostituti procuratori della Repubblica presso il Tribunale di Roma e Michele Del Prete, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli. Non è la prima volta che Di Matteo presenta una domanda per la Pna, guidata da Franco Roberti. Nell'aprile del 2015 il Csm aveva bocciato la sua candidatura al concorso preferendogli la pm di Bari, Eugenia Pontassuglia, il sostituto procuratore napoletano Marco Del Gaudio, e il sostituto Pg di Catanzaro Salvatore Dolce. Nel luglio scorso, poi, la seconda domanda del magistrato palermitano era stata respinta per vizi di forma.

Le cravatte di Marinella nel carcere di Pozzuoli

Creare una sartoria nella casa circondariale femminile di Pozzuoli. È il progetto previsto dal protocollo d'intesa firmato oggi dal Capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria Santi Consolo, con l'amministratore unico della E. Marinella srl, Maurizio Marinella, e l'amministratore unico della Maumari srl, Dario dal Verme: il laboratorio di sartoria artigianale sara' dedicato al confezionamento di cravatte in dotazione alla Polizia penitenziaria e di un numero predefinito da usare come cadeaux istituzionali. Il prestigioso marchio napoletano 'E. Marinella', eccellenza mondiale nella produzione delle cravatte e accessori di sartoria, mette cosi' a disposizione gratuitamente il 'know how' di Maurizio Marinella e del personale specializzato per la realizzazione e la supervisione del design del prodotto realizzato dalle detenute di Pozzuoli. L'accordo prevede la progettazione del laboratorio, la definizione dei cicli e dei tempi di produzione, la formazione di base delle persone che saranno impiegate nelle attivita' di sartoria, attraverso un percorso formativo finalizzato a formare nel tempo un numero di persone qualificate per l'intera lavorazione. Il progetto della sartoria della casa circondariale di Pozzuoli e' frutto delle attivita' condotte dalla 'struttura organizzativa di coordinamento delle attivita' lavorative', istituita presso l'ufficio del Capo del Dipartimento, nel quadro di una generale politica di contenimento della spesa pubblica e di valorizzazione delle risorse interne all'Amministrazione. L'obiettivo e' di realizzare sensibili economie di spesa e garantire percorsi professionalizzanti per le persone detenute, attraverso l'offerta di percorsi formativi nel settore tessile, finalizzata a creare opportunita' occupazionali spendibili anche dopo l'esecuzione della pena. "Il lavoro penitenziario - ha dichiarato Consolo - va implementato con progetti di qualita' e con il sostegno del mondo imprenditoriale esterno. Questa e' la strada da seguire, se vogliamo realmente abbattere la recidiva. Il fine pena deve essere il momento in cui la persona riprende in mano la propria vita e sceglie di vivere nella legalita'. Il lavoro e la formazione sono strumenti formidabili per il riscatto sociale del singolo e per la sicurezza dell'intera collettivita'". Maurizio Marinella, invece, ha voluto sottolineare che "era nostro desiderio contribuire concretamente alla sfida della formazione del tessuto sociale disagiato di Napoli, sfida che spero si estenda all'Italia. E' un onore, come terza generazione dell'azienda E.Marinella che porta il mio nome, poter dare una possibilita' a chi e' stato meno fortunato di altri".

Cosentino condannato a 7 anni e 6 mesi

L'ex sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino, e' stato condannato a 7 anni e 6 mesi di reclusione nell'ambito del processo "carburanti" per estorsione e illecita concorrenza. Il collegio del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduto dal giudice Roberta Carotenuto, ha dato lettura del dispositivo nel tardo pomeriggio. Condannati anche il fratello Antonio a 5 anni e il fratello Giovanni a 9 anni e sei mesi. Prosciolta invece per prescrizione l'ex prefetto di Caserta Maria Elena Stasi. Il processo li vedeva imputati per vari reati con l'aggravante mafiosa, tra cui estorsione e illecita concorrenza per le pressioni che i Cosentino avrebbero perpetrato affinche' il comune di Villa di Briano negasse l'autorizzazione per un distributore di benzina all'imprenditore Luigi Gallo, parte offesa nel procedimento. Ordinata anche la confisca dei beni e delle quota della societa' di famiglia dei Cosentino la Aversana Petroli.

Muore il parente, rissa per chi deve pagare il funerale

CASORIA. I carabinieri della stazione Arpino di Casoria hanno denunciato per minaccia aggravata una somala 28enne, ospite in una struttura di accoglienza del luogo, che nel corso di una lite per futili motivi con una nigeriana 24enne l'aveva aggredita e minacciata con un grosso coltello. Entrambe le signore sono poi ricorse a cure mediche nella clinica Villa dei Fiori di Acerra, ove i medici le hanno giudicate guaribili in 3 giorni. Mentre i carabinieri erano in ospedale per seguire l'evoluzione del litigio, sono dovuti intervenire d'urgenza per sedare una rissa tra 5 soggetti imparentati tra loro, scoppiata per motivi di natura economica: le spese da sostenere per la sepoltura di un familiare giacente in sala mortuaria. I 5 hanno continuato a colpirsi e strattonarsi con violenza nonostante l?intervento dei cc, a loro volta spintonati mentre tentavano di riportare alla calma la situazione. Una volta bloccati e divisi, i protagonisti della rissa sono stati denunciati per rissa e per resistenza a pubblico ufficiale: si tratta di 4 cittadini di Afragola e un napoletano di età dai 17 anni (il morto era suo padre) ai 53 anni. Nessuno dei 5 si è fatto curare, pur avendo riportato lesioni evidenti.

Consip, nuove perquisizioni al Palazzo di Giustizia di Napoli

I carabieri stanno eseguendo una perquisizione al Palazzo di Giustizia di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti gestiti da Alfredo Romeo, l'imprenditore in carcere per una presunta corruzione per una gara Consip. A quanto si apprende, i militari dell'Arma stanno perquisendo l'ufficio di un dirigente amministrativo nei cui confronti i pm Henry John Woodcock e Celeste Carrano ipotizzano il reato di corruzione. A finire nel mirino dei pm partenopei, Emanuele Caldara, direttore generale per la gestione e la manutenzione del Palazzo di Giustizia di Napoli, che sarebbe indagato per concorso in corruzione con lo stesso Alfredo Romeo. Caldara, nel'ipotesi dei pm, per sbloccare il pagamento di alcune fatture a favore della Romeo Gestioni, che erano state congelate dal funzionario che l'aveva preceduto nell'incarico, avrebbe chiesto e ottenuto l'assunzione di una figlia presso l'azienda di Romeo. L'imprenditore, al Palazzo di Giustizia, ha in appalto il servizio di pulizie.

Torre del Greco, rubano dalle auto in sosta: presi

TORRE DEL GRECO. Gli agenti del commissariato di Torre del Greco hanno arrestato per il reato di furto aggravato, Gerardo Onesto, 53anni e Raffaella Iacobbe, 51anni. I poliziotti, nel tardo pomeriggio di ieri, su segnalazione della centrale operativa, hanno raggiunto corso Vittorio Emanuele dove erano stati appena segnalati un uomo ed una donna intenti a forzare le auto in sosta. Gli agenti, grazie alle dettagliate descrizioni, hanno intercettato i due in via Castelluccio, mentre si allontanavano da una Fiat 600 dalla quale avevano appena asportato un autoradio. I poliziotti hanno prontamente bloccato i due che alla loro vista lanciavano sotto un'altra auto in sosta lo stereo ed un paio di forbici. Gli agenti hanno accertato che i due avevano già forzato, poche centinaia di metri prima una fiat multipla. I due sono stati arrestati e domani saranno giudicati per direttissima. Lo stereo recuperato è stato restituito all'ignara vittima mentre il paio di forbici sottoposte a sequestro.

All'arrivo dei carabinieri getta l'hashish dalla finestra

FRATTAMAGGIORE. I carabinieri della stazione di Frattamaggiore hanno tratto in arresto per detenzione di stupefacente a fini di spaccio P.P., un 18enne del luogo incensurato. Mentre i militari dell’Arma si apprestavano a fare irruzione nella sua casa per eseguire una perquisizione, il giovane ha tentato di disfarsi di droga in stecchette lanciando dalla finestra circa 70 grammi di hashish e un bilancino di precisione che i carabinieri a cinturazione dell’obiettivo hanno recuperato. In un appartamento confinante, risultato in uso al 18enne, è stato subito dopo rinvenuto e sequestrato altro panetto da 75 grammi, trovato nascosto tra gli indumenti nell’armadio in camera da letto. L’arrestato è in attesa di rito direttissimo.

Camorra e appalti tra Napoli e Caserta: 69 arresti

NAPOLI. Terremoto giudiziario in Campania. Sessantonove tra imprenditori e boss sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’operazione che ha fatto luce sulle presunte irregolarità negli appalti di svariati Comuni del Casertano e del Napoletano. Arrestati l’ex assessore regionale campano - attuale consigliere regionale - Pasquale Sommese, il sindaco di Aversa, Enrico De Cristofaro e l’ex sindaco di Pompei Claudio D’Alessio, l’ex sindaco di San Giorgio a Cremano Domenico Giorgiano e la Soprintendente archeologica della Campania Adele Campanelli. E ancora professori universitari, commercialisti, ingegneri e faccendieri. La corruzione, sarebbe emerso dalle indagini, era alla base dell aggiudicazione delle gare. I reati contestati, a vario titolo, sono corruzione, turbativa d’asta e concorso esterno in associazione con il clan dei casalesi, frazione Zagaria. Tra i destinatari della misura cautelare molti nomi noti della politica campana. Ulteriori dettagli saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa. Le indagini sono di un pool di cinque pm - Catello Maresca, Maurizio Giordano, Gloria Sanseverino, Luigi Landolfi e Alessandro D Alessio - coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli. Le indagini sono delegate al nucleo di polizia tributaria. Grazie alla corruzione generalizzata, il clan Zagaria riusciva ad aggiudicarsi appalti in Campania, in particolare nel settore dell’edilizia. Naturalmente per tutti vale il principio della presunzione d'innocenza.

UNA SVOLTA IMPORTANTE ALLE INDAGINI CHE HANNO PORTATO ALL'EMISSIONE DI 70 MISURE CAUTELARI PER INTRECCI TRA politica E IL GRUPPO ZAGARIA DEL CLAN DEI CASALESI E' ARRIVATA DA UNA DONNA CHE HA DECISO DI PARLARE CON I PM DELLA DDA E CON GLI INVESTIGATORI DELLA GUARDIA DI FINANZA DI NAPOLI, RACCONTANDO IL 'SOTTOBOSCO' CHE SI NASCONDE DIETRO UNA PARTE DELL'IMPRENDITORIA E politica CAMPANA. SI TRATTA DI LOREDANA DI GIOVANNI, ORIGINARIA DI MUGNANO DI NAPOLI E CONSIDERATA LA 'FACCENDIERA' DI MOLTI 'COLLETTI BIANCHI'. PER GLI INQUIRENTI, Si SAREBBE ADOPERATA PER PORTARE VOTI A PASQUALE SOMMESE, OGGI DESTINATARIO DELL'ORDINANZA, DURANTE LA PASSATA CAMPAGNA ELETTORALE PER LE REGIONALI. IL SUO RUOLO, COSI' COME EMERGE DALLE INDAGINI, SAREBBE STATO QUELLO DI CONSEGNARE TANGENTI AI POLITICI PER CONTO DEGLI IMPRENDITORI. DALL'APRILEÝDELLO SCORSO ANNO, CIOE' DA QUANDO E' FINITA AI DOMICILIARI PER L'INCHIESTA SULLA MANCATA RISTRUTTURAZIONE DI PALAZZO TETI A SANTA MARIA CAPUA VETERE, STA COLLABORANDO CON LA PROCURA, CHE HA COORDINATO L'INCHIESTA.

Il consigliere regionale Pasquale Sommese, destinatario di una delle misure cautelari, si sarebbe impegnato a garantire il finanziamento di alcuni lavori in cambio di somme di denaro o sostegno elettorale. In alcune circostanze avrebbe indicato espressamente il nome dell'imprenditore che doveva eseguire i lavori, attivandosi poi per l'erogazione dei finanziamenti. Secondo l'accusa, nelle commissioni di gara sarebbero state inserite persone vicine all'ingegnere Guglielmo La Regina, che poi veicolavano gli appalti alle ditte segnalate in cambio di promesse di denaro da corrispondere a sindaci e funzionari degli enti appaltanti. 

Tra gli arresti domiciliari anche Daniele Marrana, classe 1974, presidente della Fondazione Banco di Napoli.

 

Di seguito tutti i coinvolti nell'inchiesta:

in CARCERE

AVECONE Giuseppe                        Alife 1966

BATTAGLIA Gianluca                       Napoli 1974

BIANCA Giuseppe                            Napoli 199

BRETTO Antonio                             Casal di Principe 1970

CASCELLA Marco                              Napoli 1965

COLELLA Livio                                 Marcianise 1969

CONSOLI Angelo                              Sparanise 1948

COPPOLA Carlo                                Napoli 1953

CRISTIANI Giuseppe                         Pomigliano 1973

 AMICO Mario Stefano                     Mondragone 1954

DE CRISTOFARO Domenico E.        Aversa 1954

OVIDIO Nicola                                 Capua 1967

DIMOLA Rino                                              Aversa 1969

GAROFALO Pasquale                       Caserta 1974

GENTILE Alessandro                      Maddaloni 1956

LA REGINA Guglielmo                      Napoli 1977

MARTINELLI Mario                        S. C. d’Aversa 1964

MERENDA Pasquale                                  Francolise 1958

MIGLIORE Giancarlo                                   Napoli  1973

PALERMO CERRONE Mario                        Acerra 1978

PERILLO UMBERTO                       Napoli 1969

RANAURO Domenicantonio                       Cannalonga 1949

RUSSO PIETRO                                Riardo 1966

SETARO Alfonso                             Portici 1958

SOMMESE Antonio                          Avellino 1979

SOMMESE Pasquale                                  Cimitile 1958

SPOSITO Vincenzo                         Acerra 1958

STABILE Paolo                                Aversa 1968

ZAGARIA Alessandro                        Casapesenna 1986

ZOCCOLILLO Raffaele                      Alife 1964

 

DOMICILIARI

ACCARINO Claudio                         Alife 1955

AMATO Pasquale                            Tufino 1954

AMBROSIO Francesco                     Ottaviano 1965

APICELLA Michele                          Napoli 1948

BORRELLI Claudio                          Portici 1946

BOSCO Ferdinando                        Casapulla 1952

CAMPANELLI Adele                       Roma 1953

CAPOTORTO Francesco                  Napoli 1968

CAPPIELLO Vito                               Napoli 1947

CONTE Luigi                                    Salerno 1948

COPPOLA Nunzia                           Napoli 1967

ALESSIO Claudio                            Pompei 1961

DE BIASIO Claudio                         Calvi Risorta 1964

DE ROSA Raffaele                           Villaricca 1972

DE SIMONE Antonio                                  Sant’Anastasia 1948

DI FRAIA Luciano                           Napoli 1943

DI MARCO Leone                            Sessa Aurunca 1951

GALIETTI Alfredo                           Capua 1962

GIORGIANO Domenico                    S. G. a Cremano 1951

GRANDE Carlo                                Teano 1956

INTOCCIA Carmine                        S.A. Lombardi 1962

LA REGINA Francesco                      Napoli 1939

MARINIELLO Antonio                     S. V. Torio 1948

MARAMMA Daniele                        Napoli 1974

MAZZOCCHI Salvatore                    Nola 1944

MEO Raffaele                                              Germania 1970

NUNZIATA Andrea                         Ottaviano 1973

PELUSO Raffaele                            Cercola 1973

PEPE Fabrizio                                 Alife 1953

PICCIRILLO Carlo Antonio             S. Maria C.V. 1978

REA Andrea                                     Napoli 1960

ROMANO Corrado                          Noto (Sr) 1964

STENTI Sergio                                Civitavecchia 1946

VENDITTI Gabriele                        Alife 1956

VISONE Salvatore                           Napoli 1961

 

OBBLIGO DI PRESENTAZIONE ALLA pg

MANOCCHIO Vincenzo                   Campobasso 1944

 

INTERDIZIONE DAI PUBBLICI UFFICI PER UN ANNO

CICATIELLO Lucia                           S. G. a Cremano 1956

INCARNATO Pasquale                    Napoli 1958

Sorrento, l'arbitro internazionale Guida incontra gli studenti del San Paolo

SORRENTO. A conclusione di un progetto sportivo che reca la firma del prof. Giuseppe D’Alessio, gli alunni dell’Istituto polispecialistico “S.Paolo” di Sorrento, incontreranno oggi l’arbitro internazionale, Marco Guida. Un’occasione che va a suggellare  un progetto che cerca di ”diffondere tra i giovani la cultura dello sport, aspetto fondamentale della formazione, e di far maturare una nuova consapevolezza sportiva ed etica, fondata sul rispetto reciproco e delle regole, sulla convivenza civile, sull’educazione alla vitae sull’accettazione della sconfitta”. 

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