Venerdì 20 Ottobre 2017 - 2:02

Sparatoria al rione Sanità: torna la paura al centro di Napoli

NAPOLI. Colpi di pistola che scuotono il silenzio della notte. Nel cuore di Napoli la camorra torna a sparare e questa volta lo fa al rione Sanità. Le forze dell'ordine sono arrivate sul posto pochi attimi dopo ma dei sicari nessuna traccia. Nel mirino l'abitazione di un capoclan. Secondo le forze dell'ordine c'è tensione per la gestione degli affari criminali.

Maxi-rissa sul Lungomare di Pozzuoli, spuntano i coltelli

POZZUOLI. Un giovane è rimasto ferito e diversi contusi nella maxirissa scoppiata intorno alla scorsa mezzanotte sul Lungomare Pertini in via Napoli a Pozzuoli e che ha visto coinvolti almeno 50 giovani. Secondo una prima ricostruzione delle forze di polizia i due gruppi, l'uno proveniente dal Rione Traiano di Napoli e l'altro della zona periferica flegrea, si sarebbero dati “appuntamento" via Facebook per regolare vecchi screzi.    

Dalle prime avvisaglie con spintoni, calci ed offese varie, nel bel mezzo della movida, si è passati a tirar fuori armi bianche da parte di alcuni dei contendenti. Da qui il fuggi fuggi generale per la paura, con alcuni ragazzi contusi e l'allarme per l'intervento delle forze di polizia.Ai militari, che hanno già avviato le indagini, il lungomare si è presentato come un campo di battaglia con macchie di sangue e brandelli di abiti sul selciato e vasti danni all'arredo urbano e ai giardini della passeggiata. Al vaglio dei carabinieri le registrazioni della videosorveglianza del Comune e l'individuazione del ragazzo ferito. Domani il sindaco chiederà al prefetto Maria Gerarda Pantalone la convocazione di un comitato urgente per la sicurezza. 

 

 

Ferito il figlio di un affiliato ai Pesacane

BOSCOTRECASE. Ennesimo fatto di sangue a Boscotrecase. Aniello Di Martino, 24enne già noto alle forze dell'ordine, è stato ferito all'addome con un'arma da fuoco. I carabinieri di Torre Annunziata stanno indagando sull'accaduto. Di Martino, figlio di Ciro Di Martino, 50 anni, ritenuto affiliato al clan camorristico Pesacane, è stato sottoposto ad un intervento chirurgico all'ospedale di Boscotrecase. Il ragazzo ha raccontato di essere rimasto vittima di alcuni rapinatori, ma la sua versione non convince del tutto gli inquirenti.

Arte a Gomorra, Saviano torna a Casal di Principe

CASAL DI PRINCIPE. Roberto Saviano è tornato a Casal di Principe. Dopo il “non valete niente" rivolto ai boss dei Casalesi che gli sono costate le minacce di morte e la partecipazione a un'iniziativa anticlan nel 2007, l'autore di Gomorra ha visitato la mostra con opere degli Uffizi e di altri musei nella ex villa di un boss. «È meraviglioso, stupendo. Avete un fatto un lavoro eccezionale». Così lo scrittore Roberto Saviano rivolto agli organizzatori e agli 80 “ambasciatori della rinascita” che fanno da guida ai visitatori della mostra con le opere provenienti dagli Uffizi,
dal Museo di Capodiimonte e dalla Reggia di Caserta e ospitata nella ex villa di un boss dei Casalesi.

Preso in casa del cognato il reggente del clan Cuccaro

 NAPOLI. I carabinieri di Torre Annunziata (Napoli) hanno arrestato nella notte il latitante Luigi Cuccaro,reggente dell'omonimo clan napoletano. Cuccaro è stato scovato a casa del cognato, nel quartiere Barra della città, roccaforte del clan, in un nascondiglio ricavato tra le pareti dell'ingresso, a cui si accedeva rimuovendo un attaccapanni.Quando stavano per portarlo via c'è stata una ressa in strada, durante la quale la gente ha tentato di strapparlo dalle mani dei carabinieri.

Doveva incontrare la moglie e il figlio piccolo a casa del cognato dov'era stata organizzata una festa per il suo onomastico, Luigi Cuccaro, latitante ritenuto il reggente dell'omonimo clan del quartiere Barra di Napoli, arrestato durante la notte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata.  Luigi Cuccaro era ricercato da due anni: è destinatario di tre ordinanze di arresto emesse su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia per omicidio, associazione per delinquere di tipo mafioso e associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e al contrabbando. I militari, da tempo, tenevano sotto controllo la roccaforte del clan, il quartiere Barra di Napoli, dove si erano concentrate le ricerche del latitante. Malgrado fosse notte fonda, la gente del quartiere si è riversata per le strade facendo ressa attorno alle auto dei carabinieri e tentando invano di strapparlo dalle mani dei militari per impedire venisse portato via.

 

Il blitz dei carabinieri nel quartiere Barra di Napoli, precisamente nella palazzina nei pressi di via Giambattista Vela dove vivono molti parenti di Luigi Cuccaro è scattato a notte fonda. I
militari, perquisendo la casa, si sono accorti che dietro a un attaccapanni nell'ingresso c'era un'intercapedine nella quale Cuccaro si era nascosto. Quando si è reso conto che non aveva
più scampo, il latitante è venuto fuori con la sua carta d'identità in mano, si è rivolto ai carabinieri e ha detto: "Sono Luigi Cuccaro". Luigi Cuccaro è accusato, insieme al fratello latitante
Michele, di vari reati, tra i quali spicca l'omicidio di Ciro Veneruso, detto "o' baffone", elemento apicale del clan Aprea, ucciso il 26 luglio del 1996 a poca distanza da Palazzo Magliaro, la roccaforte dei Cuccaro. "O' baffone" fu sorpreso dai killer in sella a una moto di grossa cilindrata che fu trucidato con numerosi colpi d'arma da fuoco. 
   

 

Piantagione di cannabis sui Monti Lattari, distruttute 800 piante

MONTI LATTARI. Nei comuni di Lettere e Sant’Antonio Abate i carabinieri della locali stazioni insieme ai colleghi del 7° elinucleo di Pontecagnano hanno svolto uno specifico servizio di controllo del territorio finalizzato all’individuazione di coltivazioni di piante di cannabis indica. In particolare i militari hanno localizzato in un terreno demaniale in località montana Principe Capomazzo una piantagione divisa in 2 piazzole, contenenti complessivamente 800 piante dell’altezza di circa 2 metri. La marijuana prodotta dalla piantagione venduta nelle “piazze” di spaccio locali avrebbe fruttato circa un milione di euro. Proseguono le indagini dei carabinieri per individuare i responsabili e la probabile riconducibilità della piantagione ai traffici di stupefacenti gestiti dai clan camorristici attivi in quell’area. Dopo l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria oplontina i militari hanno sradicato e distrutto le piante.

Arsenale in casa di un 72enne: arresto e sequestro ad Arzano

ARZANO. I carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato per detenzione abusiva di armi da sparo, da punta e taglio e munizioni Luigi Lotti, 72 anni, del luogo, incensurato.
Nel corso di controlli, i militari dell’Arma hanno perquisito l’abitazione dell’uomo, trovandolo in possesso di un vero e proprio arsnale. In particolare, l'uomo deteneva illegalmente una carabina ad aria compressa calibro 5,5; tre carabine ad aria compressa calibro 4,5; una pistola calibro 22 a salve completa di tromboncino lancia razzi; una pistola calibro 9 a salve completa di tromboncino lancia razzi; una pistola calibro 380 a salve completa di tromboncino lancia razzi; una pistola calibro 6 a salve completa di tromboncino lancia razzi; una pistola calibro 22 a salve con canna filettata; un pugnale con lama di 18 cm, affilata su entrambi i lati; 2 pugnali con lama di 17,5 cm, affilati su entrambi i lati; un pugnale con lama di 8 cm, affilata su entrambi i lati; una sciabola di 70 cm di lama affilata e manico di 28 cm; una sciabola di 67 cm di lama affilata ad un filo e manico di 21 cm; 69 cartucce calibro 22.
Inoltre i carabinieri hanno, cautelativamente, ritirato le seguenti armi legalmente detenute dal 72enne: 4 balestre, un arco da caccia in legno, 4 pistole a gas calibro 4, 4 pistole ad aria compressa calibro 4,5,. due pistole monocolpo ad avancarica calibro 45, un fucile monocolpo ad avancarica calibro 45, una carabina a gas calibro 4,5,. 15 carabine ad aria compressa calibro 4,5, una carabina a gas precompresso calibro 4,5, una spada con lama di 110 cm non affilata, 3 “machete”, . 29 coltelli di varie dimensioni, una accetta. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato accompagnato nella sua abitazione agli arresti domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Domenica tutti a piedi dalle 9,30 alle 13

In occasione della domenica ecologica verrà attuato il blocco della circolazione dalle ore 9.30 alle 13.

 

Sul sito istituzionale del Comune di Napoli sono pubblicati la mappa delle postazioni di controllo e la disposizione dirigenziale contenente le deroghe al dispositivo di traffico. In riferimento a queste ultime si ricorda a tutti coloro che devono partecipare a cerimonie e matrimoni di richiedere anticipatamente autorizzazione al transito al servizio di Polizia Locale.

 

Si ricorda che il perimetro del divieto al traffico è relativo alla planimetria approvata due mesi fa dalla Giunta che esclude le periferie dando così la possibilità alla polizia municipale di poter controllare al meglio i varchi stabiliti.

Cinquant'anni per Edenlandia, il sindaco incontra i dipendenti

Una torta per festeggiare i 50 anni di Edenlandia è stata tagliata dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e dai lavoratori del parco giochi partenopeo, all'interno della mostra d'Oltremare. Un compleanno che, nelle previsioni, si sarebbe dovuto festeggiare all'interno del Parco, cosa impossibile per inadempienze da parte della cordata che aveva vinto l'affidamento della struttura. "Noi" ha detto il sindaco de Magistris ai lavoratori, "non molliamo, vinceremo insieme questa battaglia per il rilancio di Edenlandia e sono sicuro che ce la faremo". Nonostante la vera festa sia stata rimandata a data da destinarsi, all'interno degli spazi della Fiera della Casa
è stata allestita una tela su cui i lavoratori di Edenlandia e tutti i visitatori della Fiera potranno lasciare una frase, un ricordo di Edenlandia, un desiderio per il parco giochi del futuro. La tela sarà poi esposta nella nuova Edenlandia una volta aperta. 

Castellammare di Stabia. Una sede di restauro dell'Università islamica nella Reggia borbonica

CASTELLAMMARE DI STABIA. Arriva dal preside dell'Università Islamica d'Italia, Giampiero Khaled Paladini, la proposta di insediare nella Reggia di Quisisana un dipartimento dell'ateneo, nato lo scorso 27 febbraio a Lecce, per dare vita a una Scuola Internazionale  di Restauro collegata all'università a ispirazione musulmana.
L'invito alla delegazione del Confime (confederazione imprese del Mediterraneo con sede a Roma e Taormina) di Paladini, che rappresenta investitori del Medio Oriente, è giunta nei giorni scorsi dal sindaco di Castellammare di Stabia, Nicola Cuomo, che a gennaio era stato contattato dal delegato Confime su Napoli, l'architetto Domenico Vozza. 
''Incontro è stato proficuo, il sindaco Cuomo, con l'architetto Eduardo Melisse, ci hanno guidati in visita alla Reggia'', spiega il presidente dell'Università islamica d'Italia, che era accompagnato dall'Amministratore del consorzio imprese Icaf, Vito Miggiano. '' Sono stati molto ospitali e stiamo preparando il 'Protocollo d'intesa' che invieremo entro una settimana - aggiunge Paladino - per passare alla fase operativa, cioè quella contrattuale alla quale intendiamo arrivare nel giro di un mese''. L'Università Islamica d'Italia sarà aperta da ottobre a Lecce. 'Prevediamo la istituzione di due dipartimenti: quello della Pace, che unirà gli studi di Storia, Scienze sociali, umanistiche, politiche e delle religioni. Poi il dipartimento della Bellezza che sarà dedicato alle arti, tra cui l'Archeologia e il restauro. E, considerato il contesto meraviglioso in cui è inserita la Reggia di Quisisana, sarebbe per noi auspicabile che la sede del Dipartimento della Bellezza nascesse a Castellammare di Stabia''. Paladino riferisce che l'Università Islamica d'Italia rappresenterebbe sul territorio 'una porta del mondo arabo' a cui fa riferimento. Tre anni fa la stessa delegazione aveva già tentato un approccio con l'Amministrazione comunale, guidata all'epoca da Luigi Bobbio. ''Ma non siamo stati accolti con interesse - racconta Paladino - per giunta il restauro della Reggia di Quisisana non era ancora completato. Visitammo il cantiere navale. Rispetto alla cantieristica, abbiamo investitori dei Parsi arabi molto interessati per un polo di costruzioni di super yacht. Ma per il momento è la sede della Scuola internazionale di restauro che ci interessa, perché tra i nostri partner ci sono restauratori di alto livello, nazionali e internazionali, presso i quali avviare al lavoro gli studenti dei corsi. Tengo a precisare che l'Università islamica d'Italia non ha ancora il riconoscimento del Miur, per il quale occorrono due anni ancora. Che non è una sede di studi coranici, ma una vera e propria università come La Cattolica di Milano. Solo che, mentre là si trova esposto il crocefisso, da noi sono esposti versetti coranici. Ma sarà dotata di regolari facoltà di Medicina, Ingegneria, Sociologia eccetera. E in questo ambito vorremmo avere una sede a Castellammare di Stabia. L'obiettivo dell'università a ispirazione islamica è favorire la cultura e la pace nel Mediterraneo''.

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