Lunedì 19 Febbraio 2018 - 8:59

Mascherati da "Soliti Idioti" tentano una rapina

TORINO. Armati e con delle maschere in lattice, una raffigurante Ruggero De Ceglie, personaggio dei Soliti Idioti, hanno assaltato un ufficio postale di Torino. I due rapinatori hanno atteso l'ingresso degli impiegati che hanno disattivato gli allarmi e si sono introdotti nell'ufficio di via Negarville attraverso un buco praticato nella parete di uno scantinato confinante.

La polizia li stava però monitorando da qualche tempo e quando la banda e entrata in azione è intervenuta. Gli agenti dell'Antirapina hanno riconosciuto dalle voci i banditi, vecchie conoscenze delle forze dell'ordine, e li hanno convinti ad arrendersi. In manette sono finiti un 48enne originario del foggiano e un 62enne originario del cagliaritano. Le indagini erano partite proprio dai sospetti sul 62enne per altri colpi: l'uomo aveva infatti un particolare difetto della camminata, dovuto a una ferita riportata durante un conflitto a fuoco con i carabinieri nel corso di una rapina in una banca di Biella nel 1997.

La Squadra Mobile è risalita anche al complice che aveva praticato il buco nella parete: si tratta di un 60enne originario del catanese che è stato sottoposto a fermo per tentata rapina. Tutti e tre abitano nella zona Lucento- Vallette di Torino. La polizia ha sequestrato ai tre e nelle loro abitazioni: un revolver a tamburo carico, diverse armi giocattolo, vari arnesi per lo scasso e quattro maschere in lattice. Gli investigatori stanno indagando per capire se vi siano altri complici. La banda è sospettata almeno di altri due colpi: una rapina in banca del 2011 in cui erano stati rubati circa 90mila euro, e un'altro colpo in un istituto di credito a giugno.

Afragola, liberati cinquanta cardellini

AFRAGOLA. Carabinieri ridanno la libertà a 50 cardellini catturati illegalmente. Denunciato un 58enne. Nel corso di un servizio di perlustrazione per il controllo del territorio, i carabinieri della stazione di Afragola hanno notato a distanza movimenti sospetti di una persona indaffarata a scaricare materiale di vario tipo da una monovolume in località San Marco. I militari dell’Arma si sono avvicinati, per procedere a controlli, constatando che l’uomo, un 58enne di Giugliano, stava armeggiando con cinquanta gabbie contenenti altrettanti cardellini (specie protetta in quanto a rischio estinzione). Sull’auto dell’uomo è stato rinvenuto e sequestrato anche un richiamo per catturarli e settanta anelli di plastica e una pinza per inanellarli (una pratica illegale come la detenzione dei volatili in cattività). Dopo i primi accertamenti, gli animali sono stati liberati in aperta campagna, come previsto dalla normativa vigente.

Omicidio in Svizzera, arrestati Pasquale e Mirko Ignorato

ERCOLANO. Sono stati rintracciati dai Carabinieri a Ercolano Pasquale e Mirko Ignorato, 51enne e 23enne padre e figlio ritenuti responsabili dell'omicidio di Angelo Falconi, 73enne ucciso venerdì scorso a Chiasso, in Svizzera. I due sono stati trovati in un appartamento a Ercolano dai carabinieri che gli hanno notificato un mandato di cattura internazionale. I due saranno portati nel carcere napoletano di Poggioreale.

Oltre 800mila franchi di debiti, l’affitto non pagato per mesi, una procedura di sfratto in corso e un cadavere. Sono gli ingredienti del giallo che si muove tra Chiasso ed Ercolano. Tutto inizia venerdì scorso, quando Angelo Falconi, commercialista 73enne, viene trovato brutalmente ucciso in un garage sotterraneo nella città svizzera.  Ieri la svolta nelle indagini, con un ordine di arresto internazionale che - secondo i media locali - sarebbe stato spiccato ai danni di Pasquale Ignorato, originario di Ercolano, e di uno dei suoi figli: gli inquirenti sospettano che possano essere loro gli autori dell’omicidio. Falconi è stato ucciso con un’arma da taglio e forse una mazza, e gli inquirenti svizzeri sospettano che i presunti autori dell’assassinio siano in fuga, forse proprio ad Ercolano o a Napoli. Anche se, a quanto si apprende, alle forze dell’ordine italiane non sarebbe stato ancora trasmesso materialmente il mandato di cattura internazionale.  La casa in cui abitava la famiglia Ignorato era di proprietà di Falconi, e il commercialista aveva intimato lo sfratto ai napoletani perché da tempo non avrebbero pagato l’affitto dell’appartamento. Con il passare del tempo il debito si era accumulato, fino a raggiungere la cifra di 800mila franchi. Forse non tutti riconducibili ai fitti arretrati. Sembra che Ignorato fosse atteso in Procura proprio nell’ambito della procedura di sfratto. Il napoletano gestiva una stazione di servizio annessa all’abitazione, in corso San Gottardo, che però una decina di giorni fa era stata chiusa proprio a causa dei debiti.   Il capofamiglia di origini ercolanesi era arrivato a Chiasso nel 2009 e gestiva una stazione di servizio - la Gialmicar - al fianco della quale la moglie aveva aperto un negozio di camicie. Il garage sotterraneo, quello dov’è stato trovato massacrato il commercialista Falconi, si trova a poche centinaia di metri dalla stazione di servizi gestita dall’uomo. Ieri gli inquirenti svizzeri hanno interrogato la moglie e gli altri figli dell’uomo. Chi conosce Pasquale Ignorato parla di una persona simpatica e sempre gentile. La polizia elvetica sta cercando di capire chi dei due presunti assassini si sia accanito su Falconi. Infatti, non ci sarebbe ancora certezza su chi esattamente tra i quattro figli di Ignorato che abitavano in Ticino si sarebbe effettivamente trovato nel garage all’ora dell’omicidio. Un mistero che neanche i filmati delle telecamere di videosorveglianza del garage sarebbero riusciti a svelare. 

Soccavo, domani rubinetti a secco

NAPOLI. A causa di lavorti non rinviabili sulla rete idrica primaria di via dell'Epomeo e di via Filippo Bottazzi, a NAPOLI, finalizzati alla messa in servizio di nuove infrastrutture, dalle 9 alle 12 di domani, sarà necessario sospendere l'erogazione idrica in alcune strade del quartiere napoletano di Soccavo. Ne da' notizia l'azienda Abc. Le strade interessate dalla sospensione idrica sono via dell'Epomeo (tra via Montevergine e via Botazzi), via Montagna Spaccata (nel tratto tra via Bottazzi e via Cintia), via Filippo Bottazzi (tra via Pia e via dell'Epomeo), via Antonino Pio (tra via Epomeo e ponte Circumflegrea), via Garzilli, via Tribuni della Plebe, via detta Pacifico, via Manna, via Tullio Servio (tra via Epomeo e ponte Circumflegrea), via Pia, via de Cvitate Dei, via Privata Quadrifoglio, II traversa privata Epomeo, strada Comunale Cintia (tra via Epomeo e via Cintia), via Eneide, via vicinale Palaziello e via Berenice.

Piazze di droga a Scampia, due arresti

NAPOLI. Una riuscita operazione antidroga, condotta dai poliziotti del commissariato Scampia, ha portato all’arresto di due persone e al sequestro di 550 grammi circa di droga: cocaina, haschish e marijuana. In ordine temporale, il primo sequestro di droga è stato effettuato dai poliziotti all’interno dell’edilizia popolare conosciuta come “Oasi del buon pastore”, in via Ghisleri lotto R, dove, all’interno di una camera d’aria di un pneumatico, sono state trovate 4 buste in cellophane, contenenti ognuna 50 cilindretti in plastica per un totale di 200 dosi di cocaina.

Smaltimento illecito di rifiuti, maxi sequestro alla Kuwait Petroleum Italia

NAPOLI. Otto indagati, tra i quali il rappresentante legale della società e il direttore delle risorse umane, e un sequestro preventivo di beni per 239,7 milioni di euro, disposto dal gip di Napoli. Ecco i clamorosi sviluppi di un'inchiesta della Dda sfociata ieri mattina in un provvedimento eseguito  nei confronti della società Kuwait Petroleum Italia. L'ammontare è pari, secondo l'accusa della procura partenopea, al profitto ottenuto mediante lo smaltimento illecito di rifiuti di lavorazione pericolosi. Il sequestro per equivalente, spiega in una nota il procuratore aggiunto Filippo Beatrice,  è stato disposto nei confronti della società Kuwait Petroleum Italia perché ritenuta responsabile di condotte penalmente rilevanti contestate ad alcuni suoi dirigenti. Il decreto di sequestro è stato eseguito dall'Agenzia delle Dogane di Napoli e dalla Capitaneria di Porto.
 

In sella allo scooter col figlioletto, cade

NAPOLI. Incidente stradale poco prima dell'inizio della partita in viale Kennedy. Un uomo, a bordo di un motorino risultato essere senza assicurazione, e con il figlioletto seduto dietro, ha perso il controllo del mezzo cadendo rovinosamente sul selciato. All'arrivo del 118 il piccolo, per fortuna, ha riportato solo lievi escoriazioni, mentre il padre è stato trasferito al vicino ospedale San Paolo per ulteriori accertamenti. Sul posto sono giunti anche la polizia municipale che ha raccolto le testimonianze di alcune persone presenti al momento dell'incidente. Non era stato comunque il primo incidente in concomitanza della partita di calcio al San Paolo. Già in prcedenza si erano susseguiti almeno tre incidenti che avevano coinvolto degli scooter, per fortuna senza conseguenze per i guidatori.

Pizza patrimonio dell'umanità, in campo anche la Confesercenti

NAPOLI. E’ stata ufficializzato questa mattina, presso la sede di Confesercenti Napoli e della Campania in via Toledo 148, il sostegno della Confesercenti alla petizione mondiale #pizzaUnesco, ovvero alla candidatura della pizza napoletana come patrimonio immateriale dell’umanità riconosciuto dall’Unesco. Il sistema Confesercenti è sceso in campo per il riconoscimento dell’arte dei pizzaioli napoletani. “Sono iniziative che consentono all’Italia di presentarsi con la schiena dritta dinanzi all’Europa– chiarisce Vincenzo Schiavo, presidente della Confesercenti Napoli e Campania  -. Le nostre imprese sostengono questa battaglia volta alla difesa di un patrimonio italiano e napoletano, l’arte dei pizzaioli, ovvero una delle radici della nostra cultura e della nostra storia. L’Italia deve essere coesa per tutelare un patrimonio nazionale che, tra l’altro, produce un volume d’affari di 12 miliardi di euro con quasi 200 mila addetti e con 51.500 esercizi tra pizzeria, ristoranti e pizzerie a taglio o da asporto. La pizza fa parte dell’artigianato, della cultura e della storia del nostro paese e merita di diventare patrimonio dell’Unesco. Dopo questo riconoscimento il secondo passo sarà quello di creare un marchio italiano, o ancora meglio napoletano, per creare una scuola e una formazione mondiali di pizza”. Presente all’incontro anche l’onorevole Alfonso Pecoraro ScanioPresidente della Fondazione Univerde: “Ho iniziato questa battaglia negli anni ’90, ottenendo il riconoscimento per la pizza di un marchio di qualità, ovvero di specialità tradizionale garantita (STG). Abbiamo già raccolto mezzo milione di firme per la petizione mondiale #pizzaUnesco. Contiamo di far esaminare dal Comitato Mondiale, attualmente in Namibia, entro il 2016 anche questa candidatura per l’Italia. Accogliamo con piacere il sostegno della Confesercenti, perché parliamo della difesa di una capacità umana e artigianale, non certo di una ricetta ma di una competenza di quello che è un vero e proprio fenomeno culturale. Basti pensare, tra le altre cose, che la pizza è la pietanza più venduta al mondo” “La pizza napoletana è senza dubbio uno dei simboli dell’italianità in tutto il mondo -  ha spiegato Mauro Bussoni, Segretario Generale Confesercenti -  Ma al di là dell’elemento simbolico, i dati sulla produzione, sul consumo e sul giro d’affari  che sono stati presentati oggi danno la dimensione del successo che questo prodotto riscuote  ovunque.  La scelta di Confesercenti di sostenere questa iniziativa nasce dalla convinzione che il riconoscimento da parte dell’Unesco possa dare il meritato valore ad uno dei prodotti Made in Italy più famosi al mondo”. “La pizza è uno dei prodotti simbolo della cucina e della cultura italiana nel mondo  - ha sottolineato invece Esmeralda Giampaoli, Presidente di Fiepet -, tuttavia il processo di  massificazione  ha avuto effetti collaterali, portando grandi catene e pizzerie ‘improvvisate’ a proporre tipologie di pizza lontanissime dalla tradizione e dagli standard qualitativi originali. La petizione serve anche a riportare l’attenzione sulle produzioni di pizza di alta qualità”.

“La pizza, e lo dico con l’orgoglio di operatore italiano,  l’abbiamo inventata noi”,  ha affermato Davide Trombini, presidente di Assopanificatori-Fiesa  “primi fra tutti i napoletani che con  un pezzo di pane schiacciato, un po’ di pomodoro alici e mozzarella hanno dato vita ad uno dei prodotti italiani più famosi al mondo. Oggi la pizza nei nostri forni rappresenta una buona opportunità  di business e soprattutto  rappresenta una grande chance di mercato e di differenziazione dell’attività per i fornai e le panetterie”. Alla conferenza sono intervenuti, infine, anche Agostino Ingenito, presidente nazionale associazione Bad&Breakfast e Eduardo Brandi, titolare della pizzeria Brandi che 126 anni fa ha realizzato la prima pizza Margherita. Dopo la conferenza, proprio presso “Brandi” c’è stata la raccolta firme per la petizione #pizzaUnesco nel corso di un gustoso “AperiPizza”.

Ercolano, preso affiliato al clan Ascione-Papale

ERCOLANO. G.N., 54 anni, di Ercolano, noto alle forze dell'ordine e ritenuto affiliato agli Ascione-Papale, libero vigilato e con obbligo di permanenza in casa dopo le 20, è stato trovato su via Bossa, in un orario in cui non gli era consentito uscire dall’abitazione in base agli obblighi della libertà vigilata, mentre, nel corso di una lite per futili motivi, strattonava violentemente la ex moglie. Accortosi dei carabinieri, ha tentato di fuggire, ma i militari lo hanno inseguito, bloccato e arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, violazione alla libertà vigilata e lesioni personali. La vittima è stata medicata da sanitari dell’Ospedale “Maresca” di Torre del Greco per lesioni giudicate guaribili in tre giorni. L’arrestato è in attesa di rito direttissimo.

Vuole la moto e minaccia un 39enne: arrestato un 21enne

FRATTAMAGGIORE. Vuole la moto e minaccia un 39enne: arrestato un 21enne. Gli agenti del commissariato di Frattamaggiore hanno arrestato A.J.V. di 21 anni, responsabile dei reati di tentata estorsione aggravata e continuata e di atti persecutori. Giovedì scorso i poliziotti sono intervenuti al corso Durante dove la vittima, un uomo di 39 anni, era stato appena minacciato di morte se non avesse comprato una motocicletta al 21enne. Non era la prima volta che A.J.V. aveva minacciato l’uomo. In passato lo aveva colpito con oggetti e aveva anche danneggiato parti di arredo della sua casa. Stamani gli agenti, dopo alcuni giorni di ricerche, hanno rintracciato ed arrestato il 21enne ristretto ai domiciliari.

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