Sabato 19 Gennaio 2019 - 9:00

Affittava case inesistenti ad Ischia: arrestato

I carabinieri della compagnia di Ischia hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli nei confronti di un indagato ritenuto responsabile di truffa aggravata continuata. L'uomo aveva messo a punto un meccanismo che gli ha permesso di perpetrare una trentina di truffe: pubblicava su siti internet dedicati annunci di abitazioni in affitto, a Ischia e anche a Rimini, Riccione, Gallipoli, ma le case vacanza erano inesistenti oppure l'indagato non ne aveva la disponibilità. I clienti ignari hanno versato la caparra su un conto corrente acceso dal truffatore sotto falso nome. Gli ''affari'' hanno portato nelle tasche dell'arrestato circa 15mila euro. Adesso si trova nel carcere di Poggioreale. Una vera e propria centrale per l'affitto di case "fantasma", operativa sull'intero territorio nazionale, quella scoperta dai Carabinieri di Ischia e che ha portato in carcere il 38enne Paolo Allotti di Giugliano in Campania e alla notifica di altri sette avvisi di garanzia per altrettanti soggetti indagati per il reato di truffa aggravata.

Falsi referti, licenziamento immediato per tre medici

"Un atto dovuto, non solo nei confronti dei cittadini, ma anche e soprattutto per la stragrande maggioranza dei medici che vede sminuita la propria professionalità da simili comportamenti". Con queste parole il direttore generale del Cardarelli, Ciro Verdoliva, ha commentato le conclusioni del Consiglio di Disciplina sulla vicenda dei falsi referti e delle prestazioni mediche a pagamento venuta alla luce nel mese di aprile 2017 grazie ai controlli incrociati disposti dalla direzione strategica. La decisione del Consiglio di Disciplina, pienamente condivisa dalla Direzione Strategica del nosocomio, è stata quella di proporre la massima sanzione possibile: licenziamento per giusta causa senza preavviso di due dirigenti medici di radiologia e di un dirigente ortopedico. "È bene che certe abitudini del passato - dice Verdoliva - vengano stroncate, non è accettabile che i nostri medici o i nostri infermieri debbano essere esposti a gogne mediatiche, e nella quotidianità a vere e proprie aggressioni, per colpa di pochissime pecore nere che ritengono di poter disporre a proprio piacimento e per scopi privati della sanità pubblica". Comportamenti giustamente stigmatizzati dai media che nell'occasione parlarono della "cricca dei referti falsi". Fondamentale nell'accertamento dei fatti anche la collaborazione attiva di tutti i cardarelliani entrati loro malgrado in contatto con situazioni sospette. Medici e infermieri che ogni giorno lavorano senza clamori, ma sopportando grandi sacrifici, pur di garantire salute ai cittadini. Nella stessa seduta con la quale il Consiglio di Disciplina ha definito la responsabilità dei tre medici è stato anche chiuso il procedimento disciplinare per un altro caso che aveva fatto molto discutere, quello nato da presunte anomalie nella gestione di alcune analisi di laboratorio. Per questa vicenda il Consiglio di Disciplina non ha individuato comportamenti sanzionabili.

Omicidio Ruggiero, spuntano i complici dell'assassino

NAPOLI. «Non c’era motivo perché Vincenzo si allontanasse». Ai microfoni del Tg3 Campania, Maria Esposito, madre di Vincenzo Ruggiero, il giovane ucciso e fatto a pezzi del cui omicidio è accusato Ciro Guarente, parla del figlio e del presunto assassino. E ricorda che Guarente «è venuto tra il 15 e il 25 luglio lui ed Heven. Si sono seduti sul divano e lui disse piangendo che non mi dovevo preoccupare, che Vincenzo stava bene e si era solo allontanato. “Lo troveremo” disse e mi diede dei baci. Al pensiero che quella persona possa aver fatto una cosa del genere mi viene il terrore. Non mi ha dato la gioia di poter vedere Vincenzo per l’ultima volta, almeno mi dia la possibilità di dare una degna sepoltura a mio figlio. Anche per i fratelli». 

È CACCIA AI COMPLICI. Intanto, continua la ricerca di eventuali complici del 35enne accusato di aver ammazzato il 25enne per gelosia: Guarente, infatti, sospettava che la vittima avesse una relazione con la compagna Heven Grimaldi, visto che i due condividevano l’appartamento di Aversa dove è maturato l’omicidio ma la stessa Heven ha smentito una relazione con Vincenzo. I carabinieri del maggiore Antonio Forte hanno continuato a sentire anche ieri alcune persone che possono essere a conoscenza di dettagli utili, come amici e parenti della vittima e del presunto omicida. Ma fino ora, gli investigatori coordinati dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord - il procuratore Francesco Greco e il sostituto Vittoria Petronella - non hanno raccolto elementi in grado di avvalorare l’ipotesi che Guarente si avvalso dell’aiuto di qualcuno per l’omicidio di Ruggiero. 

LE IPOTESI INVESTIGATIVE. L’ipotesi dei complici, comunque, è sembrata subito molto verosimile, tenuto conto delle dimensioni del cadavere rispetto alla stazza non troppo grande di Guarente e della difficoltà, che richiede una particolare abilità di trattare il cadavere con l’acido e di procedere al suo sezionamento.Sulla vicenda interviene Alessia Cinquegrana, nota per essere stata la prima trans a contrarre matrimonio civile; Alessia conosceva bene Ciro ed Heven, tanto da averli ospitati al suo matrimonio a metà luglio, pochi giorni dopo la scomparsa di Vincenzo: «Sono sconvolta e soprattutto disgustata nel sapere di aver avuto un assassino accanto al mio abito tanto desiderato dopo anni di sofferenza. Vincenzo era un ragazzo dolce, umile ed elegante».

Bari, 15enne stuprata dal branco

Adescata da un conoscente e convinta a seguirlo per appartarsi con lui in una zona nascosta del porto di Bari. Quindi aggredita e violentata da altri 4 giovani a turno, al riparo di un gazebo. È successo a una 15enne della provincia di Bari attorno alle 23 di ieri. A chiamare i carabinieri sono stati i genitori della ragazzina, soccorsa e medicata in ospedale. Le indagini dei militari del comando provinciale di Bari, coordinata dalla Procura per i Minorenni e svolte anche attraverso rilievi tecnico-scientifici e l'analisi di video e dati telefonici, stanno concentrandosi su 5 ragazzi tra i 16 e i 18 anni, di cui uno solo è maggiorenne. La vittima conosceva gli aggressori ed è stata in grado di identificarli.

Si è insediato Giovanni Melillo, il nuovo procuratore capo di Napoli

Giovanni Melillo si è ufficialmente insediato alla guida della procura di Napoli. La cerimonia in Corte d'Appello, nell'aula 719 del Palazzo di giustizia, alla presenza delle massime cariche del distretto di Napoli e dei vertici delle forze dell'ordine del territorio. All'insediamento hanno preso parte decine di magistrati e di avvocati, ma anche l'ex procuratore capo partenopeo Giandomenico Lepore e il procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso che, per cinque mesi e mezzo, è stato il reggente dell'ufficio inquirente dopo che Giovanni Colangelo ha lasciato l'incarico per raggiunti limiti d'età. La cerimonia è stata presieduta dal presidente del tribunale Ettore Ferrara. In aula anche Francesco Cananzi, consigliere del Csm e leader di Unicost, che aveva sostenuto la candidatura del numero uno dei pm di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho.

Napoli nella morsa del caldo, Cardarelli “assaltato”

Giornate da bollino rosso su gran parte dell'Italia con temperature che superano i 40 gradi. E nelle grandi città, dove l'afa e lo smog aumentano il caldo percepito, si sta registrando un aumento delle persone che arrivano al pronto soccorso. "C'è un incremento medio degli accessi del 10% - spiega all'AdnKronos Maria Pia Ruggeri, presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu) - un dato che va di pari passo con l'emergenza caldo. Va ricordato chi è più colpito da queste temperature: dal 2005 al 2015 gli accessi al pronto soccorso di anziani 'over 70' sono aumentati del 60% e i ricoveri del 50%. Sono loro ad andare in sofferenza quando arriva il gran caldo sopratutto chi ha patologie croniche pregresse".

"In questi giorni sono i dipartimenti di emergenza (Dea) delle grandi città ad aver registrato questo aumento - prosegue Ruggeri - Milano, Torino, Roma, Napoli. Non sono solo gli anziani ad arrivare in pronto soccorso spesso c'è anche quella fascia di popolazione cosidetta 'fragile': persone sole o chi ha difficoltà economiche e quindi non riesce a curarsi bene". Secondo la presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza "sono utili i consigli che i media stanno divulgano in questi giorni, come bere molto e non uscire nelle ore più calde. Ma - precisa l'esperta - occorre un maggior impegno nel garantire una rete di protezione sociale a queste persone. Evitare quindi che giungano al pronto soccorso già in condizioni stremate. Inoltre sarebbe saggio che in molti luoghi pubblici frequentati dagli anziani sia garantita l'aria condizionata, dagli ospedali e Asl ai mezzi di trasporto".

Appiccò il fuoco sul monte Tifata per ampliare il vigneto abusivo: preso

CASERTA. Il 13 luglio scorso appiccò il fuoco lungo il monte Tifata per ampliare il vigneto abusivo: arrestato un romeno. Si tratta di Mifaai Buzducan, 67 anni, romeno, accusato di  incendio boschivo doloso con l'aggravante di aver danneggiato un'area protetta. Secondo le indagini effettuate dai carabineri forestali di Caserta, l'uomo con un accendino ha appiccato il fuoco nei pressi della sua baracca abusiva per distruggere la vegetazione e permettere la messa a dimora di piante di vite per ampliare il suo vigneto realizzato in maniera illecita. Distrutti otto ettari di bosco.

Sparò allo zio per vendicare tradimento della madre ma sbagliò bersaglio: arrestato con il complice

TORRE ANNUNZIATA. I carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip su richiesta della Procura, nei confronti del figlio del boss Francesco Gallo e un complice con l'accusa di tentato omicidio e detenzione e porto illegale di armi. L'indagine, partita a gennaio, è scattata dopo la sparatoria avvenuta a Torre Annunziata, in cui un giovane a bordo di un'auto in via Cuparella venne colpito al torace rimanendo gravemente ferito. Oggi c'è il movente di quell'agguato: punire il tradimento della madre. Il raid, messo a segno dal figlio di Francesco Gallo, detto 'o Pisiello', attualmente in carcere in regime di 41bis, con un complice, era per lavare l'onta che la donna aveva arrecato al clan guidato dal padre allacciando una relazione extraconiugale con un elemento di spicco di un gruppo camorristico avversario dei Gionta. Il bersaglio era lo zio materno, ma a rimanere ferito fu il passeggero, il 19enne Vittorio Nappi colpito al torace.

Rapina in un'abitazione: puntano pistola contro bambino di tre anni, tre arrestati

NAPOLI. Violenta rapina in un'abitazione in via Alessandro Volta nel quartiere Arenaccia: in tre sono entrati entravano armati di pistola e, alla presenza della vittima, della figlia di 16 anni e della nonna anziana, dopo aver minacciato il figlio della vittima, di soli tre anni, puntandogli una pistola alla tempia, si impossessavano della somma di 25.000,00 euro, di tre orologi Rolex e di altri oggetti personali, per poi fuggire su una Lancia Y di colore bleu con targa parziale. Da immediati accertamenti al sistema “cattura targhe”, i poliziotti riuscivano a risalire alla targa completa dell’autovettura utilizzata dai rapinatori e all’intestatario dello stesso, tale Mario Scognamiglio, pluripregiudicato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla p.g. Immediatamente gli agenti della squadra di polizia giudiziaria del quartiere Vasto si portavano quindi presso l’abitazione dello Scognamiglio, dove rinvenivano la Lancia Y utilizzata per la rapina, ferma e regolarmente chiusa a chiave con motore caldo. Appostatisi, i poliziotti notavano che dallo stabile usciva un giovane, Salvatore Attanasio, pluripregiudicato sottoposto alla misura dell’affidamento in prova ai servizi sociali, che con fare sospetto si avvicinava alla Lancia Y, cercando di aprirla. Accortosi dei poliziotti, tentava fuggire ma è stato bloccato e perquisito: negli slip aveva 8.920,00 euro, 4 banconote da 50 euro e un orologio Rolex, che costituivano parte della refurtiva già divisa con i complici.

Da qui l'irruzione nello stabile dove abita Scognamiglio trovato in compagnia del terzo bandito, Armando Vinciguerra, anch’egli pluripregiudicato con precedenti per rapina e furto con strappo. Nell'auto, sotto il sedile anteriore sinistro trovata una pistola a tamburo, arma priva del tappo rosso e con canna parzialmente otturata, utilizzata per commettere la rapina. Nell’abitacolo trovate tre cinture ed un paio di occhiali da sole, tutto  riconosciuto come proprio dalla vittima della rapina.

Arrestati per rapina aggravata poiché commessa con armi e sequestro di persona a scopo di rapina, i tre sono stati associati presso la Casa circondariale di Poggioreale.

È inaccettabile il silenzio sull'Africa

di Alex Zanotelli*

Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo come missionario uso la penna (anch’io appartengo alla vostra categoria) per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani.
Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale. So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di sapere.quello che vorrebbe. Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare capire i drammi che tanti popoli stanno vivendo.

È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.
È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur.
È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.
È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.
È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.
È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera.
È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.
Èinaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa , soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi.
È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.
È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.
È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!).
Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi. 
Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi. 
Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact , contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti.
Ma i disperati della storia nessuno li fermerà. 
Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica.
E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).

Per questo vi prego di rompere questo silenzio- stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti? Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.

*Alex Zanotelli è missionario italiano della comunità dei Comboniani, profondo conoscitore dell'Africa e direttore della rivista Mosaico di Pace

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