Martedì 21 Agosto 2018 - 17:54

Tentata estorsione, arrestato il reggente del clan Cimmino

I militari della stazione Vomero-Arenella hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria Gennaro Formigli, 70enne, attuale reggente del clan Cimmino. Giovedì scorso, in un parcheggio privato dell'Arenella, alcune persone si sono presentate come "la gente del vomero", lasciando detto all'operaio presente che il giorno successivo sarebbero tornate per parlare con il proprietario. All'indomani, preoccupato, il titolare dell'attività si è presentato ai carabinieri della stazione locale, raccontando quanto gli era successo il giorno prima. Proprio mentre si trovava in caserma ha ricevuto una telefonata: "gli amici del Vomero" volevano parlargli. I carabinieri hanno quindi immediatamente organizzato un servizio di appiattamento nei pressi dell'attività. Hanno così potuto osservare che all'arrivo del titolare nel garage, questi è stato avvicinato da un uomo che lo informava che a breve sarebbe arrivata a parlargli "la gente del vomero". Dopo pochi minuti, come annunciato, si è presentato Gennaro Formigli. Ha esordito con "sono gennaro, tanto ti basta sapere..." e, dimostrandosi a conoscenza della sua attività imprenditoriale, gli ha intimato "in passato non hai mai aiutato gli amici del Vomero io mi sono fatto 27 anni di carcere...ora è arrivato il momento di aiutare gli amici di cella: dovete fare un regalo ai compagni. Noi teniamo un sacco di problemi e li dobbiamo mantenere ai compagni di cella....cercate di capire....". Un tentativo di estorsione palese, incorniciato dal fare minaccioso e dalla sottolineata appartenenza al clan camorristico radicato nel quartiere collinare. I carabinieri sono quindi usciti allo scoperto e hanno ammanettato Formigli che è stato sottoposto a fermo per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e portato nella casa circondariale di Secondigliano. Il fermo è stato convalidato dall'a.g., che ha disposto la custodia in carcere.

Tentata estorsione, arrestato il reggente del clan Cimmino

I militari della stazione Vomero-Arenella hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria Gennaro Formigli, 70enne, attuale reggente del clan Cimmino. Giovedì scorso, in un parcheggio privato dell'Arenella, alcune persone si sono presentate come "la gente del vomero", lasciando detto all'operaio presente che il giorno successivo sarebbero tornate per parlare con il proprietario. All'indomani, preoccupato, il titolare dell'attività si è presentato ai carabinieri della stazione locale, raccontando quanto gli era successo il giorno prima. Proprio mentre si trovava in caserma ha ricevuto una telefonata: "gli amici del Vomero" volevano parlargli. I carabinieri hanno quindi immediatamente organizzato un servizio di appiattamento nei pressi dell'attività. Hanno così potuto osservare che all'arrivo del titolare nel garage, questi è stato avvicinato da un uomo che lo informava che a breve sarebbe arrivata a parlargli "la gente del vomero". Dopo pochi minuti, come annunciato, si è presentato Gennaro Formigli. Ha esordito con "sono gennaro, tanto ti basta sapere..." e, dimostrandosi a conoscenza della sua attività imprenditoriale, gli ha intimato "in passato non hai mai aiutato gli amici del Vomero io mi sono fatto 27 anni di carcere...ora è arrivato il momento di aiutare gli amici di cella: dovete fare un regalo ai compagni. Noi teniamo un sacco di problemi e li dobbiamo mantenere ai compagni di cella....cercate di capire....". Un tentativo di estorsione palese, incorniciato dal fare minaccioso e dalla sottolineata appartenenza al clan camorristico radicato nel quartiere collinare. I carabinieri sono quindi usciti allo scoperto e hanno ammanettato Formigli che è stato sottoposto a fermo per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e portato nella casa circondariale di Secondigliano. Il fermo è stato convalidato dall'a.g., che ha disposto la custodia in carcere.

Trecento in corteo contro la chiusura dell'ospedale San Gennaro

NAPOLI. Sono in tanti oggi a manifestare contro la chiusura dell'ospedale San Gennaro a Napoli. Inutile l'intervento del governatore della Campania, Vincenzo De Luca che aveva rassicurato i pazienti sulla riconversione del nosocomio cittadino e soprattutto, dopo un incontro con il dirigente dell'Asl Na 1, aveva ridefinito compiti e funzioni del San Gennaro. "Riorganizzazione e potenziamento" i due principi annunciati dal numero uno di Palazzo Santa Lucia: "restera' un presidio al servizio della citta' di Napoli, aperto ai cittadini, cosi' come tutte le strutture ospedaliere del territorio urbano. Sara' un 'Punto di Primo Intervento' - aveva chiarito - (Psaut con Saut 118), ovvero Servizio di Assistenza e Urgenza Territoriale. Il Promo soccorso sara' garantito 24 ore su 24, con ambulanza fissa dedicata". I residenti del rione Sanita', i comitati, guidati dal presidente della municipalita' Ivo Poggiani, non hanno pero' abbandonato il presidio permanente e stamane hanno organizzato una protesta che sta attraversando la citta', alla testa del lungo corteo lo slogan: 'Sanita' negata De Luca ridacci l'ospedale'.

«Richiesta di scioglimento per i Comuni di Marano, Crispano e Casavatore»

"Nei primi 8 mesi del 2016 i reati sia a Napoli che in provincia sono calati del 7%. Anche gli omicidi calano, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno sono diminuiti del 12-13%, passando da 59 a 51. Non ci accontentiamo ma questi dati segnano una importante inversione di tendenza". Sono i numeri dati oggi dal ministro dell'Interno Angelino Alfano che ha partecipato a Napoli a una riunione tecnica di coordinamento con le forze di polizia dopo la cerimonia a Casola per l'intitolazione di una scuola all'agente di polizia Raffaele Iozzino, trucidato dalle Brigate Rosse durante le fasi del sequestro di Aldo Moro. Il ministro ha spiegato, in conferenza stampa, che a diminuire e' anche il numero di rapine in casa (-27% a Napoli e -49% in provincia) e di furti con destrezza (-10%). "Abbiamo dato un segnale morto forte alla criminalita' - ha commentato Alfano - con il sequestro dei motorini. Spesso, anche gli omicidi o altri reati, avvengono su due ruote. In questo senso, e' importante il lavoro svolto che ha permesso di controllare 1483 persone e di sequestrare 623 motorini. Significa togliere strumenti di lavoro ai criminali". Il ministro ha sottolineato che un "importante elemento di novita'" e' rappresentato "dalla collaborazione dei cittadini sul sequestro di motorini, che durante le operazioni ci hanno anche applaudito. Con il Comune di Napoli e con il sindaco, Luigi de Magistris, "abbiamo lavorato molto bene - ha aggiunto Alfano -, e' bene dirlo alla vigilia della firma del Patto per Napoli".  Il ministro dell'Interno Alfano, oggi a Napoli per un vertice sulla sicurezza, ha confermato che dalla prefettura saranno inviati gli atti per la richiesta di scioglimento per infiltrazioni mafiose in 3 Comuni della provincia di Napoli. "I Comuni interessati - ha detto il ministro - sono Marano, Crispano e Casavatore"

Preso con 200 dosi di eroina addosso

NAPOLI. I carabinieri della stazione San Giovanni a Teduccio hanno arrestato Salvatore Frezzetti, 36enne, già noto alle forze dell'ordine. I militari l’hanno sorpreso mentre cedeva stupefacente e a seguito di perquisizione personale l’hanno trovato in possesso di 200 involucri plastificati di eroina (del peso di 100 grammi).

Vuole i soldi della droga, aggredisce e minaccia di morte la sorella

ERCOLANO. I carabinieri della tenenza di Ercolano hanno tratto in arresto un 36enne del luogo già noto alle forze dell'ordine. Al diniego della sorella 34enne di dargli dei soldi per l’acquisto di stupefacente, l’aveva minacciata di morte e aveva preso a danneggiarle l’arredamento dell’abitazione, finendo per aggredirla fisicamente procurandole contusioni al volto e al collo guaribili in 7 giorni.

Si spara di nuovo alla Sanità: ferito Gianni Sequino, nipote del boss Nicola

NAPOLI. Si torna sparare nei vicoli della Sanità mentre tanta gente è in strada per la spesa del sabato sera. Scoppia il panico in via Santa Maria Antesecuoa quando due giovani con casco in moto (uno indossava una parrucca rossa) colpiscono all'addome Giovanni Sequino, 27 anni, figlio di Attilio e nipote di Nicola, uno dei boss emergenti del quartiere. Il giovane viene urgentemente trasportato dai suoi amici su uno scooter al Vecchio Pellegrini alla Pignasecca. Alla Sanità scatta subito il coprifuoco. La gente ha preferito ritornare subito a casa ed evitare di uscire. Si temono in queste ore le immediate ritorsioni. È guerra aperta, nonostante la presenza di pattuglie delle forze dell'Ordine in tutti i vicoli del quartiere. L'agguato è stato visto da diverse persone che per il momento preferiscono non parlare. È stato ripreso anche da alcune telecamere della zona che in queste periodo erano state installate in diversi vicoli.

 

 

Rapina al Centro Scommesse: 27enne ferito gravemente

E' ricoverato in prognosi riservata e sarà presto sottoposto a un delicato intervento chirurgico il 27enne ferito da un colpo d'arma da fuoco esploso a Pollena Trocchia, in provincia di Napoli, in quello che sembra un tentativo di rapina. La vittima, Giuseppe Iorio, era all'interno di un centro scommesse di viale Italia quando è stato raggiunto da un proiettile all'addome. Ancora non è chiaro se vi sia stata una colluttazione oppure se sia partito accidentalmente un colpo di pistola. I carabinieri, che stanno indagando sull'episodio avvenuto intorno alle 16, hanno ricostruito che Iorio, incensurato, è un commerciante del Caan (Centro agroalimentare) di Volla e abituale cliente del Punto Snai. Al momento del ferimento, il 27enne aveva con sé un'ingente somma di denaro, ma non è chiaro se i malviventi siano riusciti a portare via una parte dei soldi. Il giovane è stato prima trasportato presso la vicina Villa Betania di Napoli e poi trasferito all'ospedale Cardarelli per la gravità della ferita.

Resta in carcere l'assassino di Stefania Formicola

NAPOLI. Resta in carcere Carmine D'Aponte, il 33enne muratore precario accusato di aver ucciso con un colpo di pistola, mercoledi' scorso a Sant'Antimo, la moglie di 28 anni Stefania Formicola. Lo ha stabilito il Gip del Tribunale di Napoli Nord Fabrizio Finamore accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica. D'Aponte risponde di omicidio aggravato dai maltrattamenti. Questa mattina nel corso dell'interrogatorio di garanzia svoltosi nel carcere di Poggioreale, D'Aponte si era difeso davanti al Gip parlando di un proiettile partito dalla pistola accidentalmente, e aveva accusato il suocero di averlo maltrattato e minacciato, anche con una pistola. "Quella del Gip era una decisione che ci aspettavamo - dice l'avvocato dell'indagato, Antonio Verde - nei prossimi giorni presentero' ricorso al Tribunale del Riesame".

 

Tantissima gente e grande commozione alla chiesa del rione Don Guanella per i funerali di Stefania Formicola, la 28enne uccisa in automobile a Sant'Antimo dal marito Carmine D'Aponte, di 33 anni, con un colpo di pistola. Nel corso della cerimonia funebre è stata letta la lettera-testamento del 2013 nella quale la donna, temendo di morire proprio per mano del coniuge, affidava il figlio ai nonni. Intanto domani ci sarà l'interrogatorio del marito che è detenuto a Poggioreale.

Arsenale scoperto in un'auto, arrestato un uomo

Durante dei controlli  a Frattamaggiore la polizia ha rinvenuto in un'autovettura 3 pistole, 144 cartucce, un fucile smontato ed una penna pistola completa di quattro cartucce. La scoperta della vettura dopo che i poliziotti hanno individuato, nel cortile di un parco condominiale, due uomini intenti ad armeggiare con dei fucili. Sorpresi dagli agenti, uno ha lasciato cadere a terra l'arma, l'altro lo ha puntato contro i poliziotti: ha tentato anche la fuga ma Angelo Iavazzo, 31 anni, e' stato bloccato. Nella sua abitazione trovati una pistola a salve, un passamontagna, un paio di manette e due coltelli. Ingente la quantita' di armi trovate all'interno del cofano della sua auto. Tra le altre, una pistola calibro 7.65, una pistola semiautomatica ed un'altra a tamburo.

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