Venerdì 20 Aprile 2018 - 16:36

Va a recuperare la droga e trova i carabinieri: arrestato

NAPOLI. Nascondeva anche munizioni e abbigliamento in uso alle forze dell'ordine. I carabinieri hanno arrestato un giovane per detenzione e spaccio, all’interno dell’“oasi del buon pastore”, area dove gli affari illeciti sono sotto il controlli del clan “notturno”. Durante un servizio mirato a contrastare il traffico di stupefacenti è stato arrestato Antonio Pandolfi, 23 anni. I militari in borghese senza destare sospetti nei residenti hanno raggiunto l’ultimo piano del “lotto r", sono riusciti entrati nel vano sulla cabina dell’ascensore all’ultimo piano e all’interno hanno trovato due buste in cellophane contenti 50 dosi di eroina (44,7 grammi) e 25 dosi di crack (33 grammi). invece di recuperare la droga e andarsene, si sono nascosti e hanno atteso. Dopo un po’ di tempo è arrivato Pandolfi, è salito nel vano sopra l’ascensore con l’intenzione di recuperare lo stupefacente. I militari a questo punto sono usciti allo scoperto, il giovane ha reagito aggredendo i militari e minacciandoli. Dopo una breve colluttazione i militari lo hanno ammanettato. perquisite tutte le pertinenze condiminiali. in un sottoscala hanno trovato 50 colpi di vario calibro, nonché casacche e camicie in uso alle fforze di polizia. Pandolfi è stato rinchiuso nel carcere di Poggioreale.

Torre del Greco, tentano
di rapinare una Vespa: denunciati due minori

TORRE DEL GRECO. Hanno tentato di rapinare una Vespa, picchiando il ragazzino e rubandogli dei soldi. Ma i poliziotti del commissariato di Torre del Greco, agli ordini del primo dirigente Davide Della Cioppa, li hanno individuati e denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli. Si trata di due 17enni, entrambi torresi, denunciati per i reati di tentata rapina aggravata e lesioni personali in concorso. I due, nella notte tra sabato e domenica, assieme ad altri tre ragazzi, ancora da identificare, avevano aggredito un loro coetaneo per sottrargli lo scooter, Piaggio "Vespa".

Torre Annunziata, cade da uno scaffale mentre lavora: 37enne grave

TORRE ANNUNZIATA. È in prognosi riservata G.C., 37enne dipendente della "Zeus Sport", caduto ieri pomeriggio da uno scaffale mentre stava lavorando in un deposito della fabbrica di abbigliamento che ha sede a Torre Annunziata. L'uomo è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Sant'Anna di Boscotrecase, ma non rischia la vita. Secondo una prima ricostruzione, il 37enne sarebbe precipitato da un'altezza di circa 5 metri, mentre lavorava nel deposito del negozio. All'uomo è stata asportata la milza. Le indagini sono condotte dagli agenti del commissariato di Torre Annunziata,

Ercolano, concorso di idee per il marchio della città

ERCOLANO. È stato pubblicato oggi il bando per il concorso di Idee per la creazione di un logo per la promozione di Ercolano. Un marchio che servirà a potenziare l'immagine della città soprattutto a fini turistici. «È un'occasione per coinvolgere i cittadini, e mi auguro soprattutto i giovani, nello sviluppo del brand Ercolano attraverso la creazione di un marchio destinato a tutti coloro che si relazionano con la città e, in particolare, i turisti sia italiani che stranieri», ha detto il sindaco, Ciro Buonajuto.

Camorra, la pace in cambio di un morto

NAPOLI. I Lo Russo chiesero la testa di Francesco Sabatino, ma il ras Salvatore Scognamiglio si rifiutò di consegnare il suo affiliato al nucleo storico del clan di Miano. Un gesto coraggioso del reggente dell’organizzazione che però non servì a nessuno dei due: prima fu ammazzato lui,  il 5 agosto 2011, poi il figlio del pentito Ettore detto “Ettoruccio”. Una lupara bianca non riuscita:  il corpo del 35enne fu infatti trovato in un canalone di Chiaiano il 12 ottobre 2013, cinque giorni dopo la scomparsa. 

il pentito. Il retroscena dei due omicidi collegabili ai contrasti interni ai Lo Russo, successivi al pentimento dl boss salvatore “’o capitone”, è stato ricostruito ai pm antimafia da uno degli ultimi pentiti di camorra della zona di Secondigliano e Scampia: Pasquale Riccio “’o palluso”. Ecco cosa ha messo verbale il collaboratore di giustizia nell’interrogatorio del 17 novembre 2014, con la consueta premessa che le persone citate devono essere ritenute estranee ai fatti narrati fino a prova contraria.

il racconto. «Tornando ai rapporti con i Lo Russo e a Totore Scognamiglio dico che all’interno del clan Lo Russo si erano venuti a formare due gruppi , anzi tre gruppi come casse separate. Un gruppo che definisco “ quelli di vascio” facente capo a Tonino Lo Russo figlio di Salvatore Capitone ed il suo pupillo Salvatore Silvestri, un gruppo “ e copp” facente capo a Lelle’ figlio di Carlo Lo Russo ed un gruppo di Salvatore Scognamiglio. In altri termini Salvatore Scognamiglio che come ho detto aveva ricevuto l’imbasciata dal carcere da uno dei fratelli Lo Russo, era stato messo al comando del clan insieme a Gennaro Palumbo. Ma poi nacquero dei dissidi con gli altri ed in particolare con Lelle’ e Salvatore Silvestri che era il pupillo di Tonino Lo Russo. 

le frattire nei clan. Noi fummo coinvolti in queste liti, Guarino Rosario mi avvisò che Totore Scognamiglio stava litigato con quelli di Miano e stava appoggiato in una casa nel Perrone . Andammo quindi a parlare con lui per capire cosa fosse successo con i Capitoni e lui ci spiegò che c’erano stati dei problemi e che non gli stava bene di sostenere lui le spese dei carcerati , oltre al fatto che Francuccio Sabatino aveva avuto un agguato. Andai quindi a Miano insieme a Rosario Guarino , Arcangelo Abbinate , Pippetto cioè Montanera Giuseppe. Andammo nel Rione San Gaetano in un appartamento in uno stabile che saprei indicare e parlammo con Cenzore, Lelle’ il figlio di Carlo, il fratellastro di Lelle’, Enzuccio o’ Signore, Totore Silvestri, Valerio Nappello, Pompeo ,Patanella e  Angelo Marino. Cercammo di mediare ma loro ed in particolare Lelle’ dissero che dovevamo dire a Scognamiglio che per fare la pace doveva “dargli la testa di Francesco Sabatino”, il figlio del collaboratore di giustizia. Riferimmo quindi questa ambasciata a Totore Scognamiglio e Totore non accettò l’offerta. Anzi, disse di riferire a Miano che non avrebbe mai venduto un suo compagno e che, da quel momento “potevano pure stare appiccicati”.

Il freddo fa la prima vittima a Napoli: trovato morto un clochard

NAPOLI. Il cadavere di un uomo, di età compresa tra i 60 ed i 70 anni, è stato trovato nei pressi del Centro direzionale, a Napoli. L'uomo, che non aveva documenti, potrebbe essere morto per il freddo. A stabilirlo con certezza saranno gli esami medico legali. Secondo quanto finora accertato, l'uomo dormiva in zona e solitamente si riparava dal freddo utilizzando alcuni cartoni. A dare l'allarme è stato un passante che ha allertato il "118": i soccorritori hanno constatato il decesso ed avvisato la polizia.

Il Comune di Capri diventa proprietario porto turistico per 5 milioni

CAPRI. Il sindaco di Capri, Gianni De Martino ha sottoscritto davanti al notaio l'atto di compravendita del 49% della società Porto Turistico di Capri ed ha versato nelle casse di Invitalia una cifra di poco superiore ai 5 milioni di euro. Questo era l'importo necessario per acquistare il 49% delle quote detenute da Invitalia, e da oggi il Comune di Capri diventa unico proprietario del suo porto turistico. L'iter era stato avviato nel novembre 2014 quando il socio di minoranza Invitalia decise di vendere tutte le quote portuali di sua proprietà, e tra queste anche il porto turistico di Capri, di cui il comune deteneva il 51%. Al bando parteciparono numerose società ed al primo posto si piazzò la Navigazione Libera del Golfo, che con un'offerta di 5.040.000 euro si aggiudicò provvisoriamente la gara, sino a quando il comune, nella sua qualità di socio di maggioranza, ha deciso di far valere il diritto di prelazione che si è concretizzato pareggiando l'offerta avanzata dalla NLG. Con l'atto appena sottoscritto si chiude così la vicenda e il porto di Capri, che per gli isolani ha un valore strategico fondamentale, in particolare per l'economia turistica, da oggi è totalmente in mano pubblica nella gestione dell'ente comunale. 

Alto impatto a Giugliano: 5 arresti e nove denunce

GIUGLIANO. Alto impatto dei carabinieri della compagnia di Giugliano che nello scorso weekend sono riusciti a far scattare le manette attorno ai polsi di cinque persone. Nel corso del servizio, che ha previsto un controllo capillare del territorio, i militari hanno anche provveduto a denunciare nove persone per vendita di sigarette di contrabbando e cd parata. Nel dettaglio, nel corso del weekend i militari della compagnia di Giugliano hanno svolto un servizio coordinato contro l’illegalità diffusa, arrestando  5 soggetti e denunciandone 9. In manette è finito il 54enne Gaetano Morra, residente a Melito, volto già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti: attraverso un paziente servizio di osservazione, i carabinieri lo hanno bloccato lungo il corso Europa di Villaricca e lo hanno trovato in possesso di due dosi di cocaina e 25 euro in banconote di piccolo taglio, ritenuti provento di illecita attività di spaccio. Arrestato invece per evasione e furto aggravato il 28enne di Giugliano Generoso Ferrara, anche lui già noto ai militari ed attualmente sottoposto ai domiciliari per detenzione a fini di spaccio. I carabinieri lo hanno sorpreso nel centro commerciale “Auchan” di Mugnano, in violazione degli arresti domiciliari, oltretutto mentre si impossessava di due giubbotti ai quali aveva rimosso i sistemi antitaccheggio. Sempre per evasione dagli arresti domiciliari è stato tratto in arresto Cosimo Fiorillo, 26enne di Calvizzano, già noto alle forze dell’ordine. Ai domiciliari per detenzione ai fini di spaccio, è stato sorpreso dai carabinieri in piazza Umberto I di Calvizzano. Arrestati anche Francesco D’Alterio e Gennaro Volpe, 43enne, entrambi di Giugliano. Durante il servizio, sono stati sequestrati 5 veicoli denunciati denuncia in stato di libertà di 5  persone. Infine nell’ambito dell’abusivismo commerciale e della contraffazione sono state denunciate 4 persone (di cui 3  per contrabbando di tabacchi e 1 per detenzione a fini vendita di cd e dvd pirata) e sequestrati 5 chili di tabacchi di contrabbando e 345 tra cd e dvd.

 

Scale di "Scusate il ritardo" intitolate a Massimo Troisi

NAPOLI. "Scusate il ritardo, veramente, forse questa città avrebbe dovuto farlo prima". Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, durante l'intitolazione delle scale dove fu girata una storica scena di "Scusate il ritardo" a Massimo Troisi. Il primo cittadino ricorda le doti dell'attore nato a San Giorgio a Cremano dicendo che "Massimo è immortale, perché, a suo modo, interpreta ognuno di noi". A celebrare questo momento importante per la città e per la famiglia Troisi, tra le scale di via Mariconda, da oggi scale massimo Troisi, sono giunti, insieme a de Magistris, il sindaco di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno, la sorella di Massimo Troisi, Rosaria, e l'assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele. "Il ricordo di Massimo ci restituisce quasi il suo respiro", ha detto una commossa Rosaria Troisi, "Napoli gli regala un angolo della sua città e Massimo lo arreda". Rosaria spiega anche quale valore abbia per lei il film del fratello in cui compare la scena girata sulle scale che adesso hanno il suo nome: "per me", dice, " Scusate il ritardo è il trionfo della dimensione domestica, i personaggi hanno tutti nomi della famiglia Troisi".

Poi sui social scoppia la polemica: quelle non sono le scale del film. E il Comune accusato di aver intitolato la patre superiore delle scale a Troisi e non quelle del film. Ovviamente la polemica è infondata in quanto tutte e due le rampe di scale sono intitolate a Massimo Troisi e la targa è stata posta al centro

Le nuove frontiere dello spaccio: droga nascosta sotto l'auto con le calamite

CAIVANO. Droga nascosta con calamite sotto la smart. Carabinieri arrestano spacciatore. Due piccole calamite applicate con nastro isolante ad un contenitore di gomme da masticare e ecco realizzato un pratico e ingegnoso nascondiglio per una piazza di spaccio itinerante. I carabinieri nel nucleo radiomobile di Casoria hanno però scoperto il marchingegno e arrestato saverio tomaciello, 38enne, di caivano, già noto alle ff.oo., ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di eroina. I militari hanno bloccato il tomaciello mentre era alla guida della sua smart. Perquisendo la vettura sono riusciti a scorgere lo strano contenitore sul fondo. Lo hanno recuperato e hanno trovato all’interno 6 involucri contenenti altrettante dosi di eroina. L’arrestato aveva con se anche circa 200 euro in contanti, in banconote di piccolo taglio, denaro sequestrato insieme alla droga perché ritenuto provento dello spaccio. Il tomaciello sarà processato oggi con rito direttissimo.

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