Domenica 18 Febbraio 2018 - 11:19

Follia a Napoli, ospita in casa un'amica e la sequestra per giorni

NAPOLI. Sequestrata per giorni in casa di un'amica, una donna di 50 anni è stata liberata dai carabinieri a Napoli. È accaduto avvenuto in via San Mandato, dove una 58enne incensurata ha ospitato dall'1 agosto nella sua abitazione un'amica di Marano, alla quale non ha più permesso di lasciare la casa chiudendo a chiave la porta e lasciando inserite le chiavi di proposito per evitarne l'apertura dall'esterno, minacciando e picchiando la prigioniera ogni volta che tentava di avvicinarsi alla porta. I carabinieri della stazione e del nucleo operativo della compagnia Stella, con i militari del reggimento Campania e il supporto dei Vigili del fuoco di Napoli, sono intervenuti a seguito di una segnalazione giunta al 112 di una furiosa lite in un'abitazione in via San Mandato. Sul posto i carabinieri hanno accertato i fatti e, con l'ausilio dei Vigili del fuoco, hanno fatto posizionare un'autoscala all'altezza del balcone dell'abitazione, ottenendo la visuale dell'interno dell'appartamento e avviando una prolungata fase di mediazione. Nel frattempo si sono procurati una copia delle chiavi dell'appartamento custodita da familiari della 58enne e, tramite telefono cellulare, hanno comunicato alla donna in ostaggio le istruzioni che le hanno permesso di liberare il chiavistello. La 58enne è stata denunciata per sequestro di persona e minacce.

Città commossa per l'addio a Gaetano

SAN GENNARO VESUVIANO. Grande folla per l’ultimo saluto al giovane Gaetano La Marca, la vittima del tragico incidente avvenuto sulla statale 162, nei pressi di Cercola, sabato notte.

Alle 17 di ieri presso la parrocchia intitolata ai Santi Gioacchino ed Anna di via Roma sono stati in tantissimi a dire addio al diciannovenne molto conosciuto e amato in paese: parenti, amici, conoscenti, politici del posto ma anche semplici suoi concittadini rimasti addolorati da un lutto che inevitabilmente ha colpito l’intera comunità locale. I suoi funerali, tra l’altro, sono stati celebrati nello stesso giorno in cui avrebbe festeggiato il compleanno Arianna Nunziata, bimba di appena dieci anni morta soffocata due anni fa nel giorno della sua comunione, lasciando sconvolto San Gennaro Vesuviano. A partecipare all’ultimo addio a Gaetano, anche il cugino omonimo, il 22enne di Poggiomarino dimesso dal Cardarelli dove era giunto a seguito dell’incidente di domenica, ma non in gravi condizioni. «Quando ti vedevo i miei occhi si illuminavano, eri un esempio per me. Lavoravi, davi una mano ai tuoi. Eri sempre disponibile, sempre. E non vederti più mi fa soffrire maledettamente» ha scritto nelle scorse ore sul proprio profilo Facebook il cugino della vittima.

Parole, quelle di quest’ultimo, condivise da tutti i conoscenti di entrambi. Al rito funebre di ieri, del resto, è emerso una volta di più quanto Gaetano fosse un ragazzo esemplare e benvoluto. Grande la commozione degli amici, che gli hanno dedicato uno striscione sotto casa e all’esterno della chiesa hanno intonato cori ultrà del Napoli, squadra della quale il giovane era molto tifoso, vestendo maglie con la sua foto. All’interno della parrocchia, invece, il vero e proprio strazio della madre e dell’intera famiglia, unita per l’ultima volta accanto a Gaetano.

Nel frattempo prosegue l’attività investigativa degli carabinieri della compagnia di Torre del Greco, che conta di avvalersi dei risultati dell’autopsia effettuata sul corpo della vittima, di quelli delle rilevazioni sul luogo dell’impatto e dei racconti dei testimoni, compreso il conducente dell’auto prima ribaltatasi e poi colpita da una seconda vettura, Arcangelo Ambrosio, ancora ricoverato presso il Loreto Mare ma in via di miglioramento dopo l’amputazione della gamba, per arrivare a ricostruire pienamente la vicenda.

Sesso in spiaggia da record, 23enne campano ha rischiato amputazione pene

SOLOFRA. Il sesso sfrenato in spiaggia può essere pericoloso. Ne sa qualcosa un 23enne di Solfora (provincia di Avellino) che, dopo una lunga notte di fuoco, ha rischiato l'amputazione del pene ma adesso, dopo un intervento chirurgico, è fuori pericolo. Il ragazzo - da quanto si legge su “ottopagine.it"- si è spaventato dopo ore di forti dolori e, per questo, si è rivolto ai sanitari. È stato operato il giorno successivo, dopo l'intervento e i controlli avrebbe escluso il rischio della amputazione dell'organo.I medici hanno spiegato che a determinare il rischio è stata un'erezione durata quasi 48h. Nel caso specifico - spiega il medico che ha operato il ragazzo - il sesso violento ha causato la frattura di una membrana del pene, determinando un’abbondante fuoriuscita di sangue dalle stesse sacche, molto irrorate durante l’erezione.

Ischia, crolla il costone sulla strada per Sant'Angelo: arrivano i rocciatori

ISCHIA. «A Ischia questa è l'estate delle strade interrotte o crollate. Nei comuni dell'isola d'Ischia - raccontano il consigliere regionale di Davvero Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e Gianni Simioli della Radiazza - molte strade sono interdette o crollate per i più svariati motivi. In parte per cedimenti strutturali come è avvenuto sul marciapiede che costeggia la spiaggia di Citara. In altri casi per lavori effettuati in piena estate per l'accellerazione della spesa come è avvenuto nei comuni di Ischia e Forio dove intere aree sono impraticabili e creano notevoli problemi ai bagnanti e ai turisti. Anche il costone del comune di Serrara Fontana ha avuto dei cedimenti al punto che la strada che porta a Sant'Angelo è stata in parte chiusa e viene percorsa in senso alternato. Per mettere in sicurezza il costone con reti di metallo sono stati utilizzati i rocciatori. Certo tutti questi problemi potevano essere evitati se fosse stata effettuata una adeguata manutenzione e prevenzione territoriale invece di ridursi sempre ad intervenire in emergenza tra l'altro in piena stagione estiva e tra mille malumori dei villeggianti». 

 

Rapine e furti in Toscana, quattro arresti nel Napoletano

CASORIA. A Gavorrano, in provincia di Grosseto, e Casoria, i Carabinieri della Compagnia di Massa Marittima(Gr), in collaborazione con militari delle Compagnie di Casoria e Castello di Cisterna, nonché con unità cinofile del Nucleo carabinieri di Pisa, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Grosseto su richiesta della locale Procura, nei confronti di 4 soggetti - V.C. di anni 29, V.R. di anni 30, I. G. di anni 20 ed A.G. di anni 37, tutti provenienti dalla provincia di Napoli - ritenuti responsabili di rapine e furti. Sono state altresì eseguite 12 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati, tutti di nazionalità italiana, concorrenti nei medesimi reati. L’attività investigativa ha consentito di accertare una lunga serie di episodi delittuosi posti in essere, dal mese di marzo a quello di luglio appena terminato, nei comuni di Gavorrano, Massa Marittima, Roccastrada e Follonica: rapine, furti in abitazione, scippi di monili d’oro, che si aggiungono ad altre attività delittuose a vario titolo contestate agli arrestati, quali la spendita di banconote false da 20 euro e lo spaccio di sostanze stupefacenti trasportate dalla Campania alla provincia di Grosseto e destinate al mercato locale. Gli indagati erano soliti utilizzare, come attività di copertura, la rivendita ambulante di frutta e verdura su furgoni, riuscendo così ad individuare le vittime più deboli che avvicinavano con la scusa di vendere loro prodotti, per poi scipparli dei monili e del denaro contante, a volte anche con minacce o violenza fisica. Un’attività delittuosa, questa, che quotidianamente fruttava circa 1.000 euro, con una media di 2/3 colpi al giorno. Medesima tecnica veniva utilizzata per localizzare le vittime da colpire in appartamento, sempre appartenenti alle fasce deboli, spesso agganciate nelle prime ore della mattina in strada e seguite fino all’abitazione, in attesa delle ore notturne per agire con metodi violenti e minacciosi, ricorrendo anche all’uso di armi. I monili venivano immediatamente rivenduti presso i compro-oro della provincia grossetana.

Faida al centro, intitolato a Luigi un ufficio della circoscrizione

NAPOLI. I locali dell'Urp (Ufficio relazioni con il pubblico) dell'ex Ospedale della Pace in via Tribunali saranno intitolati alla memoria di Luigi Galletta, il meccanico di 21 anni ucciso dalla camorra in via Carbonara. La proposta reca la firma del presidente della Quarta Municipalità Armando Coppola, che in una nota spiega: «Luigi Galletta è doppiamente vittima innocente della criminalità, perché non solo non aveva nulla a che fare con quel sistema malavitoso, ma non è stato ucciso per errore in strada, piuttosto è andato incontro alla morte scegliendo di dire no alla camorra. Il suo – prosegue Coppola – è stato un atto di forza e di coraggio che ha pagato con la vita e che va premiato. Perché lui non era nè un magistrato nè un prete anticamorra che lottano ogni giorno poiché hanno una missione. Lui lo ha fatto e basta perché era una persona pulita e onesta». E sulla scelta di intitolare al 21enne i locali dell'Ufficio relazioni con il pubblico, il presidente della Municipalità spiega: «Perché è lì che i cittadini sono a contatto con la burocrazia e con le istituzioni e leggendo quel nome si chiederanno chi era, se lo ricorderanno. Luigi Galletta non era Falcone nè Borsellino e tra qualche anno nessuno ricorderebbe più il suo sacrificio. Ciò che ha fatto deve essere da esempio per gli altri cittadini per uscire dall'omertà e non abbassare la testa di fronte alla camorra, proprio come i due magistrati palermitani insieme ai quali va ricordato».

 

 

Quarto, schianto in via Crocillo: muore centauro 19enne

QUARTO. Schianto in via Crocillo a Quarto. Nell'impatto con un furgone, ha perso la vita un 19enne, di cui non sono ancora state rese note le generalità, che si trovava in sella a uno scooter. Inutili i soccorsi del 118, il giovane è deceduto sul colpo. Sul posto i carabinieri e gli agenti della polzia locale. 

Arrivano gli immigrati a Marigliano?
Striscione contro sul muro dell'hotel

MARIGLIANO. “Di qui non si passa. Stop immigrazione”. È l’avvertimento, o minaccia se si preferisce, di un ignoto gruppo di cittadini che hanno affisso un vistoso, quanto inequivocabile striscione, sul muro di cinta del San Nicola Park Hotel, contro il presunto arrivo di 29 immigrati che, stando alle indiscrezioni, dovrebbero essere ospitati proprio in questa struttura. In realtà dell’arrivo di queste 29 anime, che come tante altre migliaia di disperati, sono in fuga dalla guerra e dalle barbarie di cui è capace l’uomo, le autorità e le istituzioni cittadine non ne sanno nulla. Il primo cittadino Antonio Carpino non ha ricevuto alcuna comunicazione in merito e neppure i carabinieri della locale stazione, diretti dal comandante Raffaele Di Donato, sanno di un imminente arrivo di immigrati in città. Nessuno, nè Prefettura, né Questura, hanno segnalato nulla.
Eppure sono in molti i sedicenti ben informati che assicurano che 29 immigrati saranno ospitati al San Nicola Park Hotel, struttura al momento in disuso dopo essere stata confiscata all’ex proprietario oltre due anni fa, per un’evasione fiscale di diversi milioni di euro. La notizia, fondata o meno che sia, ha suscitato una violenta reazione dividendo in due l’opinione pubblica. In molti condannano gli autori dello striscione, ritenuto razzista e xenofobo, ricordando che un tempo furono proprio i loro padri i migranti, e facendo appello alla solidarietà, all’accoglienza, alla coscienza civile, ma la stragrande maggioranza delle persone invece, ne condivide il pensiero, spiegando però che non si tratta di razzismo, ma di un senso di giustizia verso i diritti negati degli italiani.
«A Marigliano ci sta gente che non può pagare l’acqua, la luce, il gas, gente che ha perso la casa e vive in auto - protestano i cittadini - gente che non va a mangiare alla mensa per dignità e questi profughi (o clandestini o migranti) vengono alloggiati in un albergo a 4 stelle pagando 37 euro a giorno per ognuno di loro». Intanto in città si respira tensione, e se la notizia dell’arrivo dei migranti fosse fondata beh, non si prospetta una buona accoglienza. Anzi.

Spaventoso incendio distrugge
deposito di cassette di legno

VOLLA. Incendio di vaste proporzioni in via Palazziello, non lontano dal confine con la città di Napoli. Intorno all’una di ieri pomeriggio, infatti, all’interno di un ampio deposito di cassette di legno si sono sprigionate, per cause che sembrano essere accidentali, fiamme che ben presto hanno preso a ingrossarsi coinvolgendo anche le strutture vicine, in particolare un’officina di carrozzeria e varie serre presenti nelle terre circostanti.

Tanta la paura per i proprietari delle case più vicine al luogo dell’incendio, anche perché le fiamme hanno danneggiato i cavi elettrici sospesi e provocato il rogo di un automezzo presente all’interno del deposito che, avvolto dalle fiamme, ha dato vita a una forte deflagrazione sentita a grande distanza, tanto che numerosi vollesi sono accorsi sul posto per capire di cosa si trattasse.

Chiamati immediatamente, i vigili del fuoco si sono portati sul posto solo più di mezz’ora dopo in quanto impegnati in altri interventi, provocando la frustrazione e le proteste dei proprietari del deposito, che ha visto la struttura di sua proprietà completamente distrutta. I pompieri, ad ogni modo, non hanno però lesinato tutto il loro impegno per domare le fiamme, con più di dieci operatori giunti in zona e ben cinque diversi mezzi. Ciononostante è occorsa più di un’ora per avere definitivamente ragione del rogo, accompagnato da una colonna di fumo altissima e nerissima, visibile anche a chilometri di distanza. A dare manforte ai vigili del fuoco, anche i volontari della locale Protezione civile e i loro colleghi di Sant’Anastasia e Massa di Somma. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Volla, con in testa il comandante Salvatore Manna, e la polizia municipale. Grazie alle forze dell’ordine l’area è stata messa in sicurezza ed evitato a lungo il transito veicolare, che in quella zona è costituito in larga parte da mezzi pesanti.

Quello di ieri è il terzo rogo in quattro giorni in via Palazziello. Ma un incendio più o meno nelle stesse ore si è sprigionato anche nella vicina Pollena Trocchia, nei pressi dell’isola ecologica, anche qui per cause accidentali: fortunatamente, grazie all’intervento di vigili del fuoco e locale protezione civile, le fiamme non hanno coinvolto il materiale custodito nel sito e non si sono verificati danni.

Camorra, il boss Sibillo sfida lo Stato e spara durante la notte

NAPOLI. È il ricercato numero uno in questo momento a Napoli. Pasquale Sibillo pur se è diventato invisibile fa sentire il suo peso in tutta la città. L’ascesa criminale di un ragazzo poco più che ventenne, così rapida, così folle e imprevista la dice tutta sulla capacità della vecchia camorra di contrastare la voglia di ribalta di giovani rampolli pronti a tutto pur di prendersi ogni cosa, ogni affare criminale. Ed è questa la storia che adesso fa paura non solo ad inquirenti ed investigatori ma anche alla Napoli per bene, ai cittadini che sono costretti a vivere in una città che quasi ogni mattina si sveglia sporca di sangue. Tre giorni fa ha sparato colpi di pistola nel vicoli di Forcella per incutere terrore. 

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