Mercoledì 18 Luglio 2018 - 14:30

Lotta alle mafie, all'arciconfraternità dei pellegrini incontro con Bindi, Pansa e Sales

La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale, diceva Paolo Borsellino, e l'Arciconfraternita dei Pellegrini sceglie queste parole per presentare l'incontro intitolato "La lotta alle mafie: un impegno delle istituzioni e della società". Venerdì 6 maggio alle 18 il tema del contrasto al crimine organizzato vedrà di scena al Salone del Mandato (Via Portamedina 41) un confronto tra Rosy Bindi (presidente della Commissione parlamentare Antimafia), Alessandro Pansa (capo del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, già capo della Polizia), Isaia Sales (docente di Storia delle Mafie dell'Università Suor Orsola Benincasa). I lavori saranno introdotti da Vincenzo Galgano, Primicerio dell'Arciconfraternita dei Pellegrini e saranno moderati da don Tonino Palmese, preposito dell'Arciconfraternita. Sono previsti i contributi di Daniele Marrama, presidente della Fondazione Banco di Napoli, e di Paolo Siani, presidente della Fondazione Pol.i.s. L'appuntamento è una tappa del ciclo di incontri "La strada della pace è il dialogo" e si inserisce nel percorso di formazione e informazione dell'Arciconfraternita dei Pellegrini rivolto alla città sulle grandi questioni sociali.

Duplice omicidio Stanchi-Montò, ecco i responsabili: i vertici dei "Girati"

NAPOLI.  Operazione anticamorra della polizia. Sono state arrestate 7 persone ritenute, a vario titolo, responsabili dei reati di sequestro di persona, omicidio aggravato, porto e detenzione illegale di armi, distruzione di cadavere, reati aggravati dalle modalità mafiose. Si tratta di uomini ritenuti al vertici del clan della "Vanella Grassi", operativo nell’area nord di Napoli. Ricostruito dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e dalla Squadra Mobile il duplice omicidio di  Raffaele Stanchi, detto "Lello bastone", e  Luigi Montò, consumato l' 8 Gennaio 2012, omicidio strategico in quanto ha segnato l’avvio della cosiddetta “terza faida di Scampia”. Importante si è rivelato il contributo di numerosi collaboratori di giustizia.

Insieme contro la Sclerosi Multipla

E’ Napoli la prima tappa del Tour Nordic Tales Edizione 2016, progetto nato lo scorso anno per camminare insieme contro la sclerosi multipla. L’iniziativa ha il patrocinio di AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla e della SINW - Scuola Italiana di Nordic Walking, della Città di Napoli e il supporto non condizionato di Sanofi Genzyme. L’appuntamento è il 5 maggio alle 17.30 presso la Colonna Spezzata di Piazza Vittoria, a Napoli. È aperto a familiari, amici e a tutti coloro che vorranno sostenere le persone con sclerosi multipla facendo sentire meglio la loro voce e imparando la tecnica del Nordic Walking. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti e la durata prevista è di circa un’ora, sulla base delle esigenze dei partecipanti. La Scuola Italiana Nordic Walking è presente con istruttori specificamente formati per seguire persone con SM, per insegnare la tecnica di utilizzo delle bacchette e guidare la camminata sul Lungomare Caracciolo.
red

Poggiomarino, arrestato con la marijuana nel piumone

POGGIOMARINO. I carabinieri della stazione di Poggiomarino hanno tratto in arresto per detenzione di stupefacente a fini di spaccio Salvatore Di Perna, 34 anni, di Nocera Inferiore, nel Salernitano, già noto alle forze dell'ordine. A seguito di perquisizione domiciliare i militari dell'Arma hanno rinvenuto e sequestrato a suo carico  700 grammi circa di marijuana e materiale per il confezionamento, che teneva occultati in un piumone all'interno di un garage nella sua disponibilità.

Fortuna, la sorella dell'arrestato: «Quando Antonio cadde dalla finestra la madre era con lui»

NAPOLI. C'era anche la mamma nella stanza con Antonio Giglio quando quest'ultimo cadde dalla finestra. Sarebbe questa la versione dei fatti fornita dalla sorella dell'uomo arrestato per l'omicidio della piccola Fortuna Loffredo, in una testimonianza raccolta dalla difesa dei familiari di Fortuna, rappresentata dall'avvocato Angelo Pisani. Il legale spiega di aver registrato la testimonianza della donna in un video poi consegnato al pm Federico Bisceglie, il primo a indagare sulla morte di Fortuna e morto tragicamente in un incidente stradale il 28 febbraio 2015.

La donna, riferisce Pisani, racconta che quel giorno era in casa con Antonio, la madre e la nonna del bimbo e che la madre sarebbe andata nella stanza da letto "col bimbo in braccio": dopo pochi minuti sarebbe tornata dalle due donne in preda a crisi isterica, dicendo che Antonio era "caduto giù". Un versione dei fatti diversa da quella fornita dalla madre del piccolo e dalla nonna, secondo le quali il bimbo era solo in stanza e cadde dalla finestra per essersi sporto troppo per guardare un elicottero. La morte di Antonio Giglio fu considerata un tragico incidente domestico, ma la morte di Fortuna Loffredo, avvenuta in circostanze analoghe nello stesso palazzo del Parco Verde e poco più di un anno dopo, ha convinto il difensore del padre e dei nonni della piccola Fortuna che fosse necessario indagare ulteriormente. Proprio l'avvocato Pisani ha chiesto la riesumazione del corpo di Antonio Giglio, sul quale non fu eseguita

 

Torre del Greco, arrestato rapinatore

TORRE DEL GRECO. I carabinieri della stazione capoluogo, agli ordini del comandante Vincenzo Amitrano e coordinati dal Maggiore Michele De Rosa, hanno arrestato un uomo già ai domiciliari, Vincenzo Langella, 48enne, del luogo, già noto alle forze dell'ordine. Langella è stato raggiunto da un ordine di carcerazione della procura di avellino in forza del quale dovrà espiare una pena pari a 4 anni di reclusione per una rapina aggravata commessa a Sant'Angelo dei Lombardi il 29 novembre 2012.

Torre Annunziata, pesce in pessime condizioni igienico-sanitarie: 3 denunciati

TORRE ANNUNZIATA. Nel corso di servizi per contrasto all’abusivismo commerciale i carabinieri della stazione di Torre Annunziata in collaborazione con personale dell’ufficio circondariale marittimo, hanno denunciato in stato di libertà 3 persone sorprese in via Caracciolo a esporre in vendita 62 kg di pesce e molluschi in pessime condizioni igienico sanitarie e senza titoli autorizzativi. si tratta di 3 soggetti di 64, 45 e 62 anni - 2 di Torre Annunziata e uno di Boscoreale - già noti alle forze dell'ordine. I prodotti alimentari sottoposti a sequestro sono poi stati distrutti mediante affondamento.

Picchia la madre e gli ruba i gioielli, 25enne di Qualiano preso a Scampia

QUALIANO. I carabinieri della stazione di Qualiano hanno sottoposto a fermo d’indiziato di delitto per rapina aggravata un 25enne del lugo già noto alle fore dell'ordine. Nella sua abitazione si era fatto consegnare con la minaccia di un coltello e dopo ripetute percosse tutti gli oggetti preziosi (valore circa 2.000 euro) della madre 55enne dandosi poi alla fuga. Le ricerche dei militari hanno portato al suo rintraccio a Scampia, nella vela 1. Alla vista dei carabinieri il 25enne ha tentato la fuga a piedi, ma è stato raggiunto e bloccato dai militari.

A fuoco un capannone a Mariglianella,
un operaio è stato trovato morto

MARIGLIANELLA. Un’altra vittima del lavoro. Stavolta a Mariglianella, nell’azienda Menichini che produce carrelli elevatori. Nel tardo pomeriggio si è sviluppato un violento incendio, per cause da accertare, in uno dei capannoni della fabbrica. Molte persone si sono date alla fuga, dopo aver dato l’allarme, e si sono messe in salvo. Per Luciano Amodio, napoletano 52enne ma residente a Sant'Antimo, invece, non c'è stato nulla da fare: la coltre nube di fumo non gli avrebbe dato scampo. Sul posto carabinieri, vigili del fuoco e il magistrato di turno.

Omicidio Fortuna, chiesta la riesumazione del corpo del piccolo Antonio

NAPOLI. Riesumare la salma del piccolo Antonio Giglio, morto un anno prima di Fortuna Loffredo in analoghe circostanze. E' quanto chiede la difesa del padre e dei nonni della piccola Fortuna, rappresentata dall'avvocato Angelo Pisani.Antonio Giglio aveva 4 anni quando, il 27 aprile 2013, è morto a causa dei gravissimi traumi riportati cadendo al suolo da una finestra dell'abitazione della nonna, madre di Marianna Fabozzi, la compagna di Raimondo Caputo, detenuto in carcere con l'accusa di omicidio e violenza sessuale. Una morte ritenuta un incidente, ma che oggi appare troppo simile a quanto avvenuto alla piccola Fortuna, precipitata dal terrazzo dello stesso stabile poco più di un anno dopo, il 24 giugno 2014. "Intendiamo accertare le reali cause del suo decesso e individuare i responsabili, qualora emergessero particolari tali da ipotizzare che per Antonio non si sia trattato di un evento accidentale come aveva dichiarato la madre, ma di un omicidio". Pisani auspica anche un intervento dei Ris nella vicenda, affinché "con indagini mirate si possa stabilire con esattezza la dinamica, la traiettoria o quant'altro possa chiarire una volta per tutte la causa reale della sua morte, se sia stata cioè davvero accidentale o volontaria". Antonio Giglio era il fratellino delle tre figlie di Marianna Fabozzi, le bimbe che, assistite da psicologhe in una casa famiglia, hanno raccontato agli investigatori quanto avveniva nell'abitazione del Parco Verde di Caivano (Napoli). Una delle tre bimbe era l'amica del cuore di Fortuna; su di lei, secondo gli inquirenti, sarebbero state esercitate pressioni da parte della madre, della nonna e di Caputo affinché fornisse una versione falsa di quanto avvenuto il 24 giugno 2014.

Raimondo Caputo è stato aggredito e picchiato nella cella al terzo piano del padiglione "Roma" del carcere di Poggioreale dagli stessi detenuti che con lui dividevano la stanza. Il fatto è accaduto lo stesso giorno in cui il presunto assassino della bimba di sei anni è stato tradotto in carcere. Ad evitare che il dramma si trasformasse in tragedia sono stati due agenti della Polizia Penitenziaria, che hanno sottratto alla furia degli aggressori il 43enne. Ora l'uomo si trova in cella d'solamento a scopo precauzionale.

"Finalmente ho avuto giustizia, anche se lo sapevo dall'inizio che me l'avevano ammazzata". Così Domenica Guardato, la madre della piccola Fortuna 'Chicca' Loffredo, violentata e poi gettata dal balcone dal suo stupratore il 24 giugno del 2014 nel Parco Verde di Caivano in un'intervista a SkyTg24.

Che me l'avessero uccisa "era una sensazione che ho avuto dentro di me", spiega, ma anche "sospetti", aggiunge: "Non si può scomparire così, in 10 minuti. Lei amava la vita, voleva vivere". Quanto a Raimondo Caputo, "non lo chiamerei uomo o padre di figli, ma mostro - dice Mimma Guardato -. Uccidere una bambina, violentarla, cosa ha provato in quell'attimo? Io lo chiamerei mostro".

"Io porterò questo dolore fino alla tomba", sottolinea spiegando il perché la morte di Fortuna è per lei come una condanna all'ergastolo. "L'ergastolo che avrà lui non è niente, lui vive ma mia figlia no", aggiunge, annunciando l'intenzione di lasciare Caivano e trasferirsi altrove con i suoi due figli: "Li porterà altrove, voglio che i miei figli abbiano sempre il sorriso".

Anche il Papa nel Regina Caeli da piazza San Pietro ha parlato degli abusi sui minori, un tema che coinvolge anche la Chiesa Cattolica. Il Papa ha anche ricordato l'impegno in questo campo dell'associazione Meter.

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