Sabato 23 Giugno 2018 - 9:47

Barra, arrestato con armi
e droga in camera da letto

NAPOLI. Controlli anticriminalità sono stati operati questa notte dai Carabinieri del nucleo Operativo di Poggioreale nel quartiere Barra. In via Luigi Volpicella i militari dell'Arma hanno tratto in arresto Maurizio Repetti, un 28enne del luogo già noto alle forze dell'ordine. La perquisizione del suo domicilio ha portato al rinvenimento nella sua camera da letto di una pistola semiautomatica calibro 9x19 sconosciuta ai sistemi di matricolazione e omologazione italiani trovata carica e con 14 cartucce nel caricatore. Trovata e sequestrata anche la ''scorta'' di proiettili per l'arma, ben 71, che l'uomo deteneva insieme alla pistola e ad un caricatore dalla portata doppia, cioè di 31 cartucce invece delle usuali 15. Nella camera da letto c'erano anche 50 micidiali cartucce per fucile mitragliatore da guerra calibro 5,56 Nato. 

Detenuto tenta fuga in ospedale, agente ferito

NAPOLI. «Questa mattina un assistente capo della Polizia Penitenziaria, Eugenio Abbagnano, in servizio presso la casa circondariale Poggioreale di Napoli, ha impedito con grande coraggio e senso del dovere l'evasione di un pericoloso detenuto dal centro ospedaliero di Loreto Mare, dove era ricoverato da due giorni. Lo ha fatto mettendo a rischio la propria incolumità e ora è a sua volta in ospedale per le lesioni riportate. A lui va il mio personale ringraziamento e i migliori auguri per una pronta guarigione. Il sistema carcerario non ha bisogno di eroi, ma va migliorato con interventi che aumentino i livelli di sicurezza: negli istituti, nei servizi di traduzione e in quelli di piantonamento presso le strutture ospedaliere». Lo afferma in una nota il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

Minacce al killer di Coroglio: «Te la faremo pagare»

di Luigi Sannino

NAPOLI. Sarebbe stato minacciato in carcere da altri detenuti e così da due giorni Francesco Esposito è stato trasferito in un altro padiglione di Poggioreale, il “Napoli”. Il 19enne del Pallonetto Santa Lucia, che si trova dietro le sbarre per l’inchiesta sull’omicidio a Coroglio del 28enne Agostino Di Fiore, avrebbe riferito ai poliziotti penitenziari di essere stato avvicinato da persone di Secondigliano, lo stesso quartiere della vittima. «Sappiamo cosa hai fatto e te la faremo pagare», il succo della frase da brividi che gli sarebbe stata rivolta. Da qui la decisione, a scopo precauzionale, della direzione del penitenziario di metterlo al sicuro altrove. 
Francesco Esposito (assistito dall’avvocato Giovanni Fusco) è indagato, in concorso con un 17enne del Pallonetto Santa Lucia legato alla famiglia Elia, per l’omicidio di Agostino Di Fiore. Delitto avvenuto alle 5,30 di lunedì scorso all’uscita da una discoteca a Coroglio. Circa un’ora prima, il 19enne aveva raccontato a due poliziotti liberi dal servizio di essere stato aggredito davanti al locale da almeno 10 giovani. Alcuni di questi, a loro volta, avrebbero riferito di essere intervenuti per difendere una ragazza trattata male da Esposito, verbalmente. Tra loro c’era Agostino Di Fiore. L’indagine (con la presunzione d’innocenza per i due indagati fino a eventuale condanna definitiva) ha come basi il fermo di Esposito poco dopo l’omicidio e alcune intercettazioni telefoniche tra il 19enne e il 17enne, giunto a Coroglio in taxi. “’O chiatto” è stato bloccato dopo aver tentato una fuga ed essersi disfatto di una pistola. Lui e il minorenne, arrestato nella tarda mattinata dello stesso giorno, sono stati sottoposti allo Stube.

Raid incendiario in via Toledo, una telecamera ha visto tutto

di Luigi Sannino

NAPOLI. Una telecamera privata avrebbe ripreso i malviventi mentre entravano in azione giovedì sera tra piazza VII settembre e via Toledo. Erano in quattro su due scooter, tutti con il volto coperto da caschi da motociclisti. Uno solo trasportava l’ordigno scoppiato alle 22,45: un forte boato e subito dopo le fiamme molto alte.

INDAGINI A UN BIVIO. È l’unica traccia concreta in mano agli investigatori, almeno per il momento, per risalire agli autori del clamoroso attentato ai danni del bar “Le Shabby cafè”, il secondo in sette mesi contro gli imprenditori Bonavolta di San Giovanni a Teduccio. Con il primo i malviventi, sicuramente legati alla camorra e forse addirittura gli stessi, presero di mira il locale con lo stesso nome che si trova in via Pessina. Ecco perché la pista più battuta, per quel che se ne sa, conduce a San Giovanni a Teduccio e in particolare al clan Mazzarella. Alla base potrebbe esserci una richiesta di “pizzo”, ma con la tecnica del “prima ti faccio vedere chi sono e vengo a trattare”. Un’ipotesi però, che non trova riscontri nelle dichiarazioni delle vittime: «Mai ricevuto minacce». Il ragionamento che si farebbe negli uffici della Squadra mobile della Questura è più o meno questo: se i due locali presi di mira sono dello stesso gruppo imprenditoriale familiare ma sono avvenuti in zone diverse e con differenti influenze camorristiche, un elemento che legherebbe i raid è il quartiere d’origine delle vittime.

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Crac finanziario, Bacoli verso il dissesto

BACOLI. L’oggetto non lascia adito a dubbi: «Mancata approvazione del Bilancio di previsione 2018-2020 per l’assenza degli equilibri finanziari». È la delibera che, di fatto, annuncia che Bacoli va verso il dissesto finanziario. Ormai, per sancire il definitivo default della città manca soltanto l’atto finale, l’ufficialità. L’uomo incaricato dell’approvazione del Bilancio di previsione, il commissario ad acta Gianfranco D’Angelo, non potrebbe essere più chiaro quando delibera «di non poter adottare il Bilancio di previsione 2018-20 in quanto l’ente non è in grado di garantire  la copertura delle spese in termini di cassa e di competenza, e delle connesse quote annuali previste nel piano di riequilibrio pluriennale, nonché dei debiti fuori bilancio rilevati». Parole chiare che non lasciano spazio a dubbi interpretativi: è il crac finanziario. Che cosa succederà ora è lo stesso D’Angelo a spiegarlo nella delibera, quando scrive che toccherà al commissario prefettizio «l’adozione degli atti conseguenziali in ordine alla fattispecie rinvenuta». Sarà dunque il commissario prefettizio, il viceprefetto Francesco Tarricone, a ufficializzare il dissesto. 

Un esito, quello del default, dovuto innanzitutto al fatto che le casse del Comune sono rimaste desolatamente vuote. In queste condizioni era evidente che approvare il Bilancio sarebbe stata un’operazione difficilissima. Con la bocciatura, poi, del Piano urbano traffico, grazie al quale si prevedevano 700mila euro di nuove entrate, sono venute meno anche le residue speranze di salvare l’ente comunale. Nella delibera, il commissario ad acta riporta la relazione istruttoria del servizio finanziario, nella quale vengono ricordate tutte le ragioni che hanno portato l’ente alla situazione attuale. In particolare il piano di riequilibrio finanziario rigettato dalla Corte dei Conti, con il quale i magistrati contabili sottolineavano «le forti criticità» della situazione finanziaria del Comune bacolese, tra le quali le «anticipazioni di tesoreria non restituite a fine 2016 per oltre 9 milioni di euro; la «scarsa capacità di riscossione che determina una mole di residui attivi correnti a fine 2016» pari a oltre 40mila euro; residui passivi correnti che a fine 2016 ammontavano a 12,7 milioni; l’«errata quantificazione del fondo crediti di dubbia esigibilità; «inattendibilità dell’ammontare della cassa vincolata certificata ad inizio 2015». Come se non bastasse, nella relazione istruttoria del servizio finanziario, si legge come la Corte dei Conti affermasse che «il Comune, inoltre, al fine di far fronte alle carenze temporanee di liquidità, ha utilizzato fondi aventi specifica destinazione per il finanziamento delle spese correnti». È possibile che già all’inizio della prossima settimana arrivi la dichiarazione di dissesto dell’ente di via Lungolago. Poi la patata bollente passerà a chi vincerà le elezioni amministrative previste per il prossimo anno.

Clan Ferrara, in appello gli sconti di pena

VILLARICCA. Per arrestarli ci volle un blitz spettacolare: 150 carabinieri fecero irruzione nella villa bunker di Domenico Ferrara, 61 anni, conosciuto come “Mimì ’o muccuso”, ritenuto dagli investigatori il presunto reggente dell’omonimo clan egemone negli affari illeciti a Villaricca. Con lui finirono in manette altre 6 persone considerati - secondo l’ipotesi accusatoria - appartenenti allo stesso gruppo criminale. Condannati in primo grado nel 2016 per una presunta estorsione nei confronti di un imprenditore-avvocato di Villaricca, si sono visti tutti ridurre la pena al termine del processo d’appello.

I giudici di secondo grado hanno rivisto al ribasso le condanne che erano state precedentemente inflitte a Domenico Ferrara, Giuseppe Tambaro, Luigi Tambaro, Aldo Tambaro, Vittorio Amato, Rocco Ruocco e Giuseppe Ruocco. In primo grado, nel processo condotto con rito abbreviato, il gruppo fu condannato complessivamente a 36 anni e 2 mesi di reclusione, ma in appello la pena si è ridotta a 31 anni e 2 mesi. Tutti hanno beneficiato dello “sconto”. In particolare Domenico Ferrara, che a novembre del 2016 fu condannato in primo grado a 5 anni di reclusione, ha incassato invece 4 anni in appello. Giuseppe Tambaro, 55 anni, Luigi Tambaro, 51 anni, e Aldo Tambaro, 42 anni, che furono condannati a 4 anni e 4 mesi in primo grado, si sono visti ridurre la pena a 3 anni e 8 mesi; Vittorio Amato, 51 anni, e Rocco Ruocco, 51 anni, dopo una condanna a 6 anni e 8 mesi di reclusione in primo grado, sono stati condannati a 6 anni in appello; “sconto” anche a Giuseppe Ruocco, la cui condanna è passata da 4 anni e 4 mesi a 3 anni e 8 mesi. Tutti sono accusati di estorsione con l’aggravante dell’articolo 7 nei confronti di un imprenditore-avvocato di Villaricca. Secondo l’ipotesi accusatoria, all’imprenditore sarebbero stati chiesti 220mila euro a seguito dell’acquisto di un immobile. Ovviamente tutti restano innocenti fino a eventuale sentenza di condanna definitiva. Il nome di Domenico Ferrara era venuto alla ribalta qualche tempo fa per il sequestro di oltre un centinaio di telefoni cellulari che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero serviti per il televoto a favore della figlia che partecipava ad uno show televisivo per giovani talenti. Ferrara fu sorpreso dai militari dell’Arma nel febbraio di due anni fa mentre era nella sua villa “bunker”, nel parco “Mondo nuovo” di Villaricca. Quando i carabinieri fecero irruzione, “Mimì” stava vedendo in televisione la partita del Napoli, impegnato in Europa League in Spagna contro il Villareal per l’andata dei sedicesimi di finale della coppa.

Universiadi, Legambiente contro il Villaggio alla Mostra

NAPOLI. Il Villaggio atleti alla Mostra d’Oltremare per le Universiadi non piace nemmeno a Legambiente. «Mai scelta fu così sbagliata e nefasta che violenta uno dei pochi luoghi fruibili dei cittadini nel già esiguo e spesso degradato patrimonio di beni ambientali e culturali della città. Fate un passo indietro, si trovi un accordo interistituzionale per un’alternativa immediata a questa scelta che per i colpevoli ritardi maturati, rischia seriamente di penalizzare, con la Mostra d’Oltremare, l’intera città» dice Anna Savarese, componente della segreteria regionale, durante assemblea dei circoli dell’associazione riunitasi a Napoli. Un’altra voce dissenziente verso la decisione della Fisu di dare via libera al progetto che prevede l’alloggio presso l’ente fieristico di 7.200 atleti in moduli abitativi che poi saranno rimossi e rimarranno nella disponibilità della Protezione civile campana. Il progetto della Regione Campania, in vece, prevedeva 4.000 posti letto su navi attraccate al  porto; altri 3.000 posti letto all’ippodromo di Agnano e 600 posti letto in due alberghi, uno a Pozzuoli e uno a Fuorigrotta.

Perseguitano avvocato per rimandare lo sfratto: arrestati padre e figlio

NAPOLI. I Carabinieri della stazione di Posillipo hanno arrestato un 60enne di Agropoli e sottoposto a fermo il figlio 39enne. Entrambi già noti alle forze dell'ordine, sono ritenuti responsabili di tentata estorsione e di atti persecutori ai danni di un professionista 51enne di Posillipo incaricato di seguire il loro sfratto da un locale commerciale in loro uso dove è operativo un centro benessere. Da veloci indagini e da interventi presso il locale da liberare e presso l'abitazione del legale, i Carabinieri della Stazione di Posillipo hanno ricostruito che il professionista 51enne la sera prima dello sfratto era stato pedinato fin sotto casa e minacciato con lo scopo di ottenere il rinvio dello sgombero. Il giorno dopo, quello dell'esecuzione, il 60enne si era presentato sotto casa dell'avvocato armato con una mazza tentando di intimidirlo e non farlo presentare sul posto. Il tentativo è stato neutralizzato dall'intervento dei Carabinieri che lo hanno arrestato in flagranza. Nel frattempo il 39enne aveva raggiunto l'attività, sempre con lo stesso intento del padre: quello di impedire lo sgombero. Anche lui è stato bloccato dai militari e sottoposto a fermo. Entrambi sono stati rinchiusi nel carcere di Poggioreale. Il Gip ha convalidato entrambi i provvedimenti e disposto per padre e figlio la custodia cautelare in carcere.

Incurabili senza anestesisti, dirottata al Pascale per l'operazione

«Oggi provo a essere felice, sono ormai decisa ad aspettare che i medici del Pascale mi chiamino per intervento al seno, perché il dottor Michelino de Laurentiis ha visionato le mie analisi e mi ha ritenuta non idonea alla cura sperimentale sul cancro della mammella senza intervento. Ecco che il dottor Fedele mi ha suggerito di dire al dottor De Laurentiis che le mie analisi venissero passate alla chirurgia per l’intervento tradizionale. Quindi oggi sono a Posillipo, perché si sa sarà proibito venire a mare con la ferita, dovrò aspettare che guarisca la ferita e dovrò aspettare che mi diano la terapia dopo. Per ora sto al mare, c’è un fresco venticello. Resta nella mia mente il desiderio di conoscere come si è potuto verificare che un ospedale importante come gli Incurabili sia privo di anestesisti, sarà che sono abituata a cercare il perché degli avvenimenti, sarà che ho un’anima indomabile e delle idee antiche in cui credo ancora, io comunque desidero sapere, infatti una delle mie Pec.

L’ho inviata al ministro della salute, voglio conoscere la verità, sogno la mia Napoli efficiente, legale e funzionale. Ancora credo e provo a studiare ed emanciparmi e provare a cambiare le cose che non vanno. Io ci credo, credo nel cambiamento, nella consapevolezza e nella ricerca, sono influenzata dalle letture che ho fatto da adolescente, che ero, quando pensavo che insieme ai miei compagni di scuola andavo alle manifestazioni di piazza, poi l’8 marzo gridavamo:”La notte ci piace, vogliamo uscire in pace”. Sembrano passati secoli, eppure il mondo che conoscono i miei figli, non è il mondo che ho vissuto io, quando si diceva che la proprietà è un furto, che se hai 5 paia di scarpe, mentre nel mondo c’è gente scalza, le quattro scarpe che non indossi, sono un furto fatto alle persone scalze. Che ci posso fare, sono e resto una idealista che mi scandalizzo quando vengo rimossa da un gruppo whatsapp perché non bisogna fare discorsi seri, tristi, di malattia, eppure persone che credevo di conoscere mi hanno confidato di esserci passato per il percorso cancro e di averlo superato. Hanno taciuto e indossato parrucche, io invece no, amo i miei capelli, ma imparerò ad amare la mia testa pelata se accadrà, non credo che esista una bellezza dell’involucro che non si accompagna alla bellezza dell’invaso». 

Una lettera piena di tenerezza anche se la soluzione prospettata, ovvero quella di una operazione al Pascale, ai medici è parsa più che idonea visto che si tratta di una eccellenza mondiale nel settore della cura e della ricerca sul cancro. 

Per quanto riguarda gli anestesisti ha risposto direttamente Mario Forlenza , direttore generale Asl Napoli 1: ««giovedì scorso, la Asl ha anche sbloccato la possibilità del ricorso ad attività aggiuntiva in autoconvenzione in deroga alla normativa di settore, ma solo per gli anestesisti». «Dovremmo vederne gli effetti già dalla settimana prossima - sottolinea - e per tutto il periodo estivo». «È l'occasione di parlare della carenza di anestesisti, di chiarire la reale situazione non solo presso presso il Presidio ospedaliero degli Incurabili».

«È noto che la Asl Napoli 1 e anche tutte le altre Asl della Regione - afferma - hanno difficoltà a reperire medici anestesisti». Una carenza che si è tentato di colmare con uno specifico concorso «dopo 15 anni» per 21 anestesisti. Le procedure di assunzione dei vincitori del concorso e di ulteriori 12 unità per scorrimento della graduatoria «sono state avviate, ma la effettiva presa di servizio degli stessi avverrà non prima di settembre». I nuovi assunti saranno destinati alle strutture che ne hanno necessità.»

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Procida, 18enne arrestata per droga

PROCIDA. I carabinieri della stazione di Procida hanno arrestato per detenzione di stupefacente a fini di spaccio Paola Scuotto, 18enne, dell’isola. Nel corso di un servizio di perlustrazione per il controllo del territorio i militari dell’Arma l’hanno notata uscire con fare sospetto dalla sua abitazione e, insospettiti l’hanno sottoposta a perquisizioni personale e domiciliare che hanno portato al rinvenimento e sequestro di 58 grammi di hashish, materiale per il confezionamento, dei coltelli per il taglio e un bilancino. la donna arrestata è stata tradotta nella Casa Circondariale di Pozzuoli.

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