Giovedì 27 Aprile 2017 - 22:50

Gianturco, 60enne investito e ucciso da un treno

NAPOLI. Pasqua tragica a Napoli per un tragico incidente. Un uomo è stato investito da un treno in transito mentre si trovava sui binari della Circumvesuaviana, all'altezza di Gianturco. Il macchinista, che non ha potuto evitare l'impatto, ha bloccato il convoglio ma per l'uomo, Giuseppe Natta, non c'è stato nulla da fare. La polizia sta cercando di chiarire la dinamica del fatto, senza escludere per il momento nessuna ipotesi. Dai primi accertamenti non sembrerebbe si sia trattato di un suicidio.  

In tre sullo scooter con il “kit” da rapinatori: bloccati dai carabinieri

CASORIA-CASAVATORE. I carabinieri bloccano 3 giovanissimi sullo scooter. Sono un evaso, un rapinatore e il “guidatore”, alla ricerca di “prede”. Nel portaoggetti pistola e scaldacollo. Si tratta di A., 15enne, di Casoria già noto, B., appena 18enne, di Casoria, già noto e C., 18 anni, di Casoria, incensurato.
Approfondendo la situazione è emerso che B. era in stato di evasione perché si era allontanato da una comunità per minori di Santa Maria Capua Vetere dove stava scontando 3 anni e 2 mesi per rapina e furto.
A., che era ricercato perché già individuato come responsabile di rapina alle due ragazze terrorizzate di un negozio di telefonia di Casoria (nel video) perpetrata la sera del 4 aprile insieme a un 17enne, è stato sottoposto a fermo insieme al complice, trovato nella immediatezza del fatto ancora in possesso della felpa e dello scooter usati per la rapina.
Nel vano porta oggetti del ciclomotore una pistola giocattolo priva di tappo rosso, uno scaldacollo e 2 passamontagna, insieme ad arnesi atti allo scasso, motivo per cui i 3 che erano in sella sono stati denunciati anche per detenzione abusiva di armi. Dopo le formalità sono stati portati nel Centro di prima accoglienza sul viale Colli Aminei.

Sorbillo, è guerra sul marchio

Guerra di pizze. Il più giovane pizzaiolo della famiglia Sorbillo il noto Gino Sorbillo ha proposto ricorso d'urgenza al tribunale di Napoli contro il cugino Luciano (nella foto), figlio dello zio Rodolfo  primo pizzaiolo della numerosa famiglia napoletana e maestro della sorella detta zia Esterina, accusandolo di aver usato il nome della famiglia per la sua  nuova pizzeria in via dei Gasperi e dimenticando la tradizione di tutta famiglia e il conseguente successo guadagnato grazie alla promozione della stessa . Nella diffida si leggono i motivi: il marchio Sorbillo, sostiene Gino, e soprattutto quello da lui depositato di "zia Esterina", in riferimento alla celebre zia autrice di meravigliose pizze fritte, sono famosi grazie alla sua attività professionale e mediatica. E perciò neanche chi ha la sorte di chiamarsi con lo stesso cognome e di avere, come capita tra cugini, la stessa zia, avrebbe il diritto di mettere su esercizi che richiamino la storia della famiglia. Ci resta male Luciano che cresciuto con zia Esterina e attaccato improvvisamente dal cugino in violazione dei sani e tradizionali valori familiari dei Sorbillo, si affida alla difesa degli avvocati Angelo Pisani e Daniela Pasquali per tutelare il suo nome e la sua attività. <<Non capisco l'attacco personale, ripete Luciano, in fondo anche il mio ramo familiare, come tutti i Sorbillo,  lavora da sempre in pizzeria e credo di avere il diritto di continuare anche io ad aprire pizzerie  che abbiano un'identità storica della nostra famiglia come iniziato proprio da mio padre>>. Tra l'altro quella di Luciano non è la prima attività a chiamarsi così: anche i suoi fratelli hanno messo su locali di proprietà diversa da quella di Gino ma con identica griffe e nella stessa via Tribunali a dimostrazione che da oltre 10 anni non vi è mai stata uno sviamento di clientela ma anzi una pacifica convivenza in segno della tradizione e rispetto della famiglia. Anzi, nell'insegna Luciano al famoso cognome ha aggiunto pure il suo di battesimo. <<Mi verrebbe voglia di chiudere, nessun Sorbillo aveva mai attaccato un altro della famiglia. Ma non è giusto appropriarsi di una storia e perciò continuerò a difendere i nostri valori e sperare che la giustizia sia migliore di una pizza – dice - La gente Non mangia nomi ma prodotti>> ripete Luciano che ricorda anche come il padre <<non registrò il cognome pur essendo il primo pizzaiolo della famiglia per dare la possibilità a tutti di praticare la gustosa attività di famiglia >>. Mimmo Sica

Lo minaccia con un ferro arricciacapelli e lo rapina
del suo I-Phone

NAPOLI. Con un ferro arricciacapelli minaccia alle spalle un 21enne e lo rapina del suo I-Phone: la polizia di Stato rintraccia ed arresta in flagranza un pregiudicato. L’immediata segnalazione, giunta nella notte sull’utenza 113, ha consentito alla sala operativa della Questura di diramare una nota di rintraccio di un individuo, resosi  responsabile di una rapina in via Sedile di Porto. La minuziosa descrizione dei dati somatici, nonché l’abbigliamento indossato dal malvivente, ha permesso agli agenti della sezione “Volante” dell’Ufficio Prevenzione Generale di individuare, in via Duomo angolo via dei Giubbonari, Giorgio Iavarone, pregiudicato 45enne, di Grumo Nevano. Dal racconto della vittima, i poliziotti hanno accertato che questa, un 21enne, in compagnia di un amico, stava camminando in via Sedile di Porto quando è stata raggiunta alle spalle da un individuo che, puntandogli qualcosa alla schiena, e dopo averlo minacciato, si impossessava del suo I-Phone. I poliziotti, indosso al rapinatore,  hanno rinvenuto il telefono appena rapinato, nonché l’arma che aveva puntato alle spalle de 21enne: un ferro arricciacapelli. L’I-Phone è stato restituito alla vittima ed il 45enne è stato arrestato e condotto alla Casa Circondariale di Poggioreale, perché responsabile del reato di rapina aggravata.    

Piscinola, preso con 22 chili di eroina e kobret

NAPOLI. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno rinvenuto 22 chili di eroina e kobret, divisi in 22mila dosi, nella cantina del 44enne Salvatore Sarnelli, di Piscinola, già noto alle forze dell'ordine, tratto in arresto per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Dopo le formalità è stato tradotto al carcere di Poggioreale.

Trovata la centrale delle marche da bollo false

GIUGLIANO. I carabinieri di Giugliano hanno scoperto e bloccato l’attività di una centrale clandestina per la produzione di marche da bollo.
Durante una perquisizione nell’abitazione di Davide Pellino, 32enne, di Mugnano e Santolo De Franco, 55enne, di Arzano, entrambi già noti alle forze dell'ordine, (suocero e genero) i militari hanno rinvenuto 598 marche da bollo falsificate del valore di circa 50mila euro, una stampante, pc portatili, pen drive e una lampada artigianale realizzata con plexiglass per copiare i dati dei valori bollati e stamparli sulle marche contraffatte, nonché rotoli di marche con il valore parzialmente cancellato pronte alla falsificazione, fotocopie di marche da bollo e contante per quasi 900 euro.
Pellino e De Franco sono stati tratti in arresto per contraffazione, alterazione di valori di bollo, introduzione nel territorio dello Stato, acquisto, detenzione e messa in circolazione di valori di bollo falsificati.
Dopo le formalità sono stati tradotti ai domiciliari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Smantellata piazza di spaccio alle Case Nuove

NAPOLI. Nella zona delle cosiddette Case Nuove è stato arrestato Gennaro Rizzo, di 43 anni. L’uomo è stato notato dagli agenti del Commissariato di Polizia “Vicaria-Mercato” mentre nascondeva, all’interno di una cabina elettrica una busta in cellophane. Il tempismo degli agenti, che da tempo monitorano la zona, ha consentito di bloccare l’uomo e di recuperare la busta, all’interno della quale erano custodite dosi di “cocaina” e “marijuana” . Nel corso di perquisizione, nelle tasche dei pantaloni indossati da Rizzo, è stata rinvenuta e sequestrata la somma di 155 euro, sicuro provento dell’illecita attività.Rizzo, che a suo carico registra numerosi precedenti di polizia, è stato arrestato in quanto responsabile del reato di detenzione di sostanza stupefacente e condotto alla Casa Circondariale di Poggioreale. 

Pompei, ricorso al Tar contro la tassa di 80 euro per i bus turistici

POMPEI. La Confesercenti di Napoli e della Campania ha presentato ricorso al Tar contro la tassa di 80 euro applicata a tutti i bus turistici che transitano a Pompei. Il ricorso di Confesercenti chiama in causa il Comune di Pompei, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la società Publiparking e chiede l'annullamento della delibera del 3 febbraio scorso del commissario prefettizio di Pompei Maria Luisa D'Alessandro che prevede la modifica della Ztl gialla (che comporta l'adozione del ticket di 80 euro per i bus). Il ricorso, presentato dall'avvocato Paolo Leone, è stato proposto da Confesercenti insieme a Gennaro Lametta, coordinatore regionale e provinciale di Federnoleggio, a Gianluca Machetti, presidente sezione di Pompei di Confesercenti, ad altre associazioni e ad alcuni imprenditori.  "Il ricorso è volto alla difesa dei tanti nostri associati che sono danneggiati da questo ingiusto e illegittimo balzello", dichiara il presidente di Confesercenti Napoli e Campania Vincenzo Schiavo. 

Atitech. Indagato Gianni Lettieri: «È tutto regolare. Condotta cristallina»

NAPOLI. La Guardia di Finanza, in esecuzione di un decreto emesso dal gip di Napoli su richiesta della Procura partenopea, ha posto sotto sequestro circa 350mila euro nella disponibilità bancaria della Atitech spa, di cui Gianni Lettieri è presidente del cda. La Atitech, che ha sede all'interno dell'Aeroporto internazionale di Napoli Capodichino, è un'azienda specializzata in servizi di manutenzione e riparazione dei più diffusi modelli di aerei al mondo e di veicoli spaziali. Gianni Lettieri (nella foto) risulta indagato dalla Procura di Napoli in merito a operazioni commerciali risalenti al 2011 poste in essere dalla Atitech attraverso la contabilizzazione nelle scritture fiscali di 41 fatture ricevute dalla Sg srl inerenti la verniciatura di velivoli. 

Gli accertamenti, condotti anche in seguito a verifiche dell'Agenzia delle Entrate, hanno consentito di appurare che la Sg srl, con sede cartolare a Brusciano, non avrebbe potuto fornire le prestazioni commerciali perché "mera società cartiera", scrive il procuratore aggiunto di Napoli Fausto Zuccarelli. Dagli accertamenti fiscali è emerso che la società "non soltanto non ha mai presentato bilancio e dichiarazione dei redditi per l'anno 2011, ma neanche ha mai avuto alcun tipo di rapporto commerciale con la Atitechspa né con la medesima ha mai effettuato alcuna cessione o prestazione di servizio". Ciò nonostante, secondo i pm, la Atitech spa avrebbe posto in essere "una rilevante evasione fiscale contabilizzando le indicate 41 fatture della Sg srl riferite a operazioni soggettivamente inesistenti e costi fittizi per oltre 640mila euro. Tra l'altro è stato anche accertato che per l'indicata attività di verniciatura degli aeromobili nell'anno 2011 la Atitech spa avrebbe impiegato ben 25 dipendenti qualificati della Sg srl che, in realtà, erano stati licenziati dalla medesima già dal 2010". Come evidenziato dal gip del Tribunale di Napoli, "la gravità del comportamento tenuto da Lettieri e dalla società è rappresentata anche dal fatto che la Sg srl era totalmente priva di consistenza patrimoniale non operando già da molti anni e non disponeva di personale, beni e servizi per la riparazione e manutenzione di veicoli nonché di sedi operative sul territorio". Lettieri, secondo quanto ipotizzato dalla Procura, avrebbe anche evitato di tracciare nel 2011 le entrate e le uscite del personale della società fittizia dai 5 hangar della Atitech spa all'interno dell'Aeroporto di Capodichino, nonostante siano attive, considerate la delicatezza dell'attività di manutenzione degli aerei militari e commerciali, rigorosissime procedure di accreditamento.

Gianni Lettieri è stato candidato a sindaco di Napoli per il centrodestra in due occasioni, nel 2011 e nel 2016. In entrambi i casi Lettieri è arrivato al ballottaggio dove è stato sconfitto dall'attuale primo cittadino Luigi de Magistris. Dal 2011 ha seduto tra i banchi dell'opposizione in Consiglio comunale di Napoli; rieletto consigliere comunale anche nel 2016, a marzo scorso si è dimesso. Lettieri è stato inoltre eletto presidente dell'Unione industriali di Napoli nel 2004 e ha ricoperto l'incarico fino al 2010.

 

NAPOLI: ATITECH, GIA’ FORNITE DOCUMENTAZIONI CHE DIMOSTRANO INTEGRITA’ NOSTRO OPERATO

 

In relazione alle notizie stampa che hanno ad oggetto la nostra azienda, precisiamo che abbiamo già fornito agli organi preposti ampia documentazione comprovante l’effettivo svolgimento di lavori, nei nostri hangar, ad opera della società S.G. srl, a fronte dei quali la stessa ha emesso fatture. Tra cui:

 

- Copia degli ordini di acquisto, delle fatture e del relativo pagamento a mezzo bonifici;

- Copia degli engineering order collegati alle prestazioni effettuate da S.G. srl nel 2011 contenenti anche attestazioni firmate relative all’esecuzioni delle singole prestazioni da parte dell’operatore;

- Copia delle disposizioni tecniche equipollenti agli eneneering order;

- Copia dell’elenco del personale S.G. srl autorizzato ad accedere presso i nostri stabilimenti;

- Copia del libro matricola della S.G. srl;

- Copia di documenti redatti ai fini della sicurezza del lavoro riferibili alla S.G. srl;

- Copia delle fatture attive emesse nei confronti dei clienti per le attività di sverniciatura/verniciatura fatturati da S.G. srl e prospetto di raccordo per l’analisi della congruità dei costi in rapporti ai ricavi di vendita ai clienti;

- Copia dei registri di addestramento relativi a briefing tecnici sulla verniciatura, attestanti la presenza del personale della ditta S.G. srl;

- Dichiarazioni e filmati comprovanti la presenza di personale S.G. srl al lavoro nei nostri hangar.

 

L’intera documentazione dimostra, in maniera chiara, che le prestazioni fornite – ovvero trattamento e verniciatura di grandi aerei di primarie compagnie di volo – e fatturate da S.G. srl, e da noi correttamente pagate, sono state regolarmente effettuate.

Inoltre, relativamente all’enfasi mediatica che si sta dando alla notizia del nostro Presidente, Gianni Lettieri, indagato, precisiamo che lo stesso si è limitato, in qualità di legale rappresentante, a firmare meramente le dichiarazioni Iva. Mentre gli ordini di acquisto sono stati tutti firmati dall’Amministratore Delegato di Atitech SpA, De Pompeis e controfirmati dal dirigente Fantoni, dal responsabile ufficio acquisti Spigni e dall’ufficio acquisti nella persona di Spigni e Barbaro.

Inoltre sottolineiamo che il Duvri, ovvero il certificato di regolare contribuzione societaria Inps, è stato regolarmente compilato e depositato dal nostro AD. Insomma tutto è stato gestito, come sempre, con la massima correttezza, rispettando gli iter interni e tutte le norme.

Relativamente alla incongruità delle dichiarazioni rese dalla S.G. srl, in merito alla tenuta dei propri documenti e registri fiscali e contabili – che, lo precisiamo, nulla hanno a che vedere con Atitech SpA - abbiamo già presentato, in autotutela, un esposto - effettuato in data 27 dicembre 2016, subito dopo aver avuto conoscenza formale da parte dell’Agenzia delle Entrate delle problematiche relative ad S.G. srl -, che dimostra come la S.G. srl  avesse falsificato i propri documenti societari al fine di trarre in inganno Atitech SpA per ottenere la commessa lavorativa. Per questo abbiamo già chiesto all’Autorità giudiziaria di accertare i profili di responsabilità penale in capo all’amministratore della S.G. srl, e di quanti altri avessero commesso o concorso a commettere condotte di falso e truffa ex artt. 485 e 640 c.p. al fine di perseguire i responsabili.

La gestione di Atitech SpA è cristallina, ben vengano tutti gli approfondimenti del caso, perché continueremo a dimostrare che la nostra è un’eccellenza non solo in campo manifatturiero, ma anche in campo gestionale e societario. Ricordiamo che Atitech è una SpA, dunque assolve a tutti gli obblighi ed i controlli riservati alle società per azioni, ed è controllata da Meridie Investimenti SpA, che, essendo una società quotata in borsa, è oggetto di controlli di routine costanti che ne garantiscono la limpidezza e la trasparenza.

Confidiamo in una rapida conclusione della vicenda, che dimostri, come già evidente, la responsabilità di S.G.srl che ha tratto in inganno Atitech SpA.

Atitech Spa è un’eccellenza produttiva con sede a Napoli che ci invidia tutta l’Europa, e, lo ricordiamo, è l’azienda con il maggior numero di dipendenti in città. Ci muoveremo in autotutela verso chiunque stravolgerà o diffonderà notizie non veritiere in merito a questa vicenda, al fine di tutelare l’onorabilità e l’immagine di Atitech SpA, nonché il lavoro del Presidente, Gianni Lettieri, che nel 2009 ha salvato l’azienda da un fallimento certo e l’ha rilanciata in maniera straordinaria, del Cda, del Management e di tutti i lavoratori.

“La nota di Atitech SpA è esaustiva e chiarisce tutti gli aspetti di una vicenda in cui la nostra società è inequivocabilmente parte lesa”. Lo scrive, in una nota, Gianni Lettieri. “Io mi sono limitato, in qualità di Presidente di Atitech SpA, a firmare la dichiaraziona Iva. Preciso, inoltre, che la S.G. srl era una società già operativa in Atitech prima del nostro arrivo, e che lavorava regolarmente con altre società del settore, sia per treni che aerei. Da parte mia c’è grande serenità perchè la condotta di Atitech, come sempre, è stata cristallina”, conclude Lettieri.

Torre Annunziata, ricercata da 7 anni: scovata nel campo rom

TORRE ANNUNZiATA. I carabinieri della Stazione di Torre Annunziata hanno individuato e tratto in arresto Valentina Jovanovic, 26 anni, residente a Torre Annunziata, già nota alle forze dell'ordine e irreperibile dal 2010. Alla donna, trovata nell’insediamento rom di via Molini a vapore, è stato consegnato un ordine di carcerazione emesso il 16 agosto 2010 dalla procura di Ferrara. Responsabile di furto aggravato, dovrà espiare la pena di 2 anni e 8 mesi di reclusione. Al momento dell'arresto la donna è stata inoltre denunciata per possesso di un documento falso avendo esibito una carta d'identità rilasciata dal Comune di Monza a un'altra giovane. L’arrestata è stata tradotta nella casa circondariale femminile di Pozzuoli.

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