Domenica 21 Ottobre 2018 - 15:25

Teatro San Carlo “virtuoso", il Fus lo premia

NAPOLI. Una «gestione virtuosa e all'insegna della più innovata “managerialità" quella del Teatro di San Carlo di Napoli, a cui lo Stato riconosce il valore, confermando e attestando gli stessi finanziamenti riconosciuti negli ultimi anni. Infatti dal 2016 a oggi i finanziamenti stanziati sono intorno ai 14,5 milioni di euro dopo essere passati dai 12,7 circa del 2013». Lo rende noto un comunicato della Fondazione lirica partenopea, che sottolinea come «il Teatro di San Carlo, da anni risponde a un preciso piano industriale adottando strategie di gestione tra le più rivoluzionare in particolare per tutta l'area del Mezzogiorno, divenendo così un vero e proprio modello del “fare impresa" nella cultura». «Va riconosciuto al ministro Bonisoli - afferma Rosanna Purchia, sovrintendente del Massimo partenopeo - di essere riuscito a recuperare 10 dei 20 milioni decurtati al Fus e questo significa che la situazione possa cambiare ulteriormente, volgendo sempre al meglio. Infatti c'è una ferma volontà da parte del Ministro di recuperare altre risorse destinate al Fus e quindi di aumentare ancora la quota parte destinata alle Fondazioni Lirico-Sinfoniche». «Con i colleghi dell'Anfols - sottolinea Purchia - stiamo lavorando all'elaborazione per stabilire nuovi criteri della distribuzione del Fus. In particolare per il San Carlo, per le percentuali riconosciute agli spettacoli di balletto fortemente penalizzati, senza alcun motivo se non quello di mortificare questa forma d'arte, rispetto alle programmazioni di opera e sinfonica. E anche in questo siamo sostenuti dal Ministro». E con riferimento alla Legge Bray grazie alla quale lo Stato ha messo a disposizione un fondo finalizzato alla parziale copertura dei debiti pregressi delle fondazioni lirico-sinfoniche, Purchia conclude: «Grazie a una sana gestione il San Carlo ha potuto destinare tali risorse all'incremento del patrimonio, vera criticità del Teatro».

Detenuto 35enne si suicida a Poggioreale

NAPOLI. «Un uomo detenuto di 35 anni si è suicidato a Poggioreale. Stamattina è stato ritrovato nella sua cella». Così Ciro Auricchio (Uspp) Unione sindacali di Polizia Penitenziaria. «Sovraffollamento e carenza di organico - commenta - sono i mali del sistema carcerario. Va decongestionato il sistema con il nuovo carcere che dovrebbe sorgere a Nola e nuove assunzioni di polizia penitenziaria. Tra Secondigliano e Poggioreale mancano 300 agenti di polizia penitenziaria. Sono 47 i detenuti suicidatisi da inizio anno nelle carceri italiane».

Pena dimezzata in Appello per il carabiniere che uccise Davide Bifolco

NAPOLI. Pena ridotta a 2 anni per il carabiniere Giovanni Macchiarolo, che nella notte tra il 4 e il 5 settembre 2014 uccise il 17enne Davide Bifolco al termine di un inseguimento nel Rione Traiano a Napoli. È questo l'esito del processo di secondo grado celebrato davanti alla seconda sezione della Corte d'Appello di Napoli. In primo grado, il 21 aprile 2016, Macchiarolo era stato condannato a 4 anni e 4 mesi. E momenti di tensione si sono registrati in Tribunale alla lettura della sentenza. «Due anni, solo due anni, neanche se fosse stato ucciso un cane» ha urlato una zia. La madre di Davide, quando ha appreso l'esito della sentenza, è stata colta da un malore. 

Bancarotta fraudolenta, sequestrati impianti e costumi al Sannazaro

NAPOLI. La Guardia di Finanza di Nola ha eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip su richiesta della Procura nolana, delle quote sociali della società Esmeralda srl, subentrata nella gestione del Teatro Sannazaro di Napoli alla società fallita Lamaing srl. Sequestrati anche materiale da palcoscenico, impianti scenici, costumi di scena e macchine elettroniche utilizzati per l'organizzazione e lo svolgimento delle rappresentazioni artistiche. Il provvedimento scaturisce dalle indagini coordinate dalla Procura di Nola che hanno portato alla luce il delitto di bancarotta fraudolenta in relazione alla società Lamaing, fallita nel 2016 con sentenza emessa dal Tribunale di Nola. Gli approfondimenti hanno consentito di appurare che la compagine societaria della società fallita, allo scopo di sottrarre alla garanzia dei creditori l'azienda "Teatro Sannazaro", avrebbe dissimulato il compendio aziendale con un susseguirsi di cessioni e acquisizioni di quote sociali all'interno della stessa compagine societaria composta da soggetti legati da rapporti familiari. Lo stesso gruppo familiare avrebbe quindi continuato nella gestione del Sannazaro mediante un nuovo soggetto economico, la Esmeralda srl. Il danno ai creditori è stato quantificato in 1,5 milioni di euro. 

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Sparatoria a Poggioreale, nel mirino l'auto del boss

di Luigi Sannino

NAPOLI. Non è allarme rosso, ma poco ci manca se anche il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho parla di “stese” e Casalesi come fenomeni criminali non ancora sconfitti. E dopo la sparatoria contro le abitazioni di due uomini non affiliati a clan a San Giovanni a Teduccio, ieri si è saputo di un altro raid dello stesso tipo avvenuto nel quartiere Poggioreale nella notte tra venerdì e sabato. Nel mirino è finita in questo caso l’automobile parcheggiata in strada di una donna con un precedente per droga, moglie di un detenuto al 41bis ritenuto legato ai Circone-Sarno di Ponticelli quando quest’ultimo gruppo malavitoso era ben radicato a Napoli. Dieci proiettili hanno distrutto la carrozzeria della macchina e la proprietaria ha raccontato di aver visto fuggire 5-6 giovani a piedi. Sull’episodio, accaduto in piazza Francesco Coppola all’una e 30, sta indagando la polizia. E gli investigatori stanno ovviamente cercando di capire a chi precisamente sia stato lanciato il sinistro messaggio: se alla donna stessa o al marito, Massimo Di Siena.  

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Castellammare. Sabato don Nicola Bux incontra i "Gruppi Stabili"

CASTELLAMMARE DI STABIA. Si ritroveranno sabato, a Castellammare di Stabia i Gruppi Stabili di fedeli che promuovono la diffusione della “forma straordinaria” della Messa, detta anche rito Tridentino o Gregoriano.  L’espressione “Gruppi Stabili” è la traduzione del termine latino “Coetus Fidelium stabiliter existens” , usato da Papa Benedetto XVI nel Motu Proprio “Summorum Pontificum” del 2007, per facilitare e incoraggiare la possibilità di tutti i sacerdoti, su richiesta di gruppi - anche ridotti - fedeli, di celebrare la Messa in latino e nel rito antico. Dagli Apostoli, fino alla riforma liturgica degli anni ’60, questo rito è rimasto sostanzialmente inalterato almeno nella sua parte centrale, il Canone.
Nella chiesa del Gesù, in via del Gesù a Castellammare di Stabia - dove ogni domenica mattina si raccolgono i fedeli stabiesi che seguono la Messa in rito tridentino - alle ore 10.30 di sabato, Don Antonio Cioffi celebrerà la Messa. Subito dopo, nel Museo Diocesano in piazza Giovanni XXIII, Don Cioffi e Mons. Nicola Bux, teologo e Consultore della Congregazione per le Cause dei Santi, terranno una conferenza su “La Liturgia come fonte e culmine della vita cristiana”.
 Anche in Campania il numero dei fedeli, spesso giovani, che si avvicina alla Messa in rito tridentino (definita “forma extraordinaria del rito romano” nel Motu Proprio di Benedetto XVI) è in aumento.
Una dozzina le Messe regolari celebrati in Campania, senza contare quelle private,  circa 150 in Italia, secondo i dati dell’ associazione internazionale Una Voce, circa 2 .500 nel mondo con la partecipazione di oltre un milione di fedeli. Una pagina Facebook (“Messa in latino Campania”) aggiorna su date e luoghi delle celebrazioni. Informazioni ulteriori possono essere chieste a missagregorianasurrentum@yahoo.it

 

Il ras Prinno grave in carcere: «Inumana la sua detenzione»

di Luigi Nicolosi

NAPOLI. «Non mi interessano gli sconti di pena, chiedo solo che mio figlio abbia una carcerazione dignitosa. Le sue condizioni di salute si aggravano sempre di più mese dopo mese. Fatelo avvicinare a Napoli, consentiteci almeno di poterlo assistere in maniera adeguata». A lanciare il disperato appello è Carmela Stefanoni, madre di Ezio Prinno, uno dei pezzi da novanta del “sistema” di Rua Catalana scardinato dalla retata del 2010. Il ras del centro storico, oggi 42enne, da tempo è infatti alle prese con alcune gravi patologie. Ma fino ad ora i giudici del Tribunale partenopeo hanno sempre rigettato qualsiasi richiesta di revoca della misura cautelare inframuraria.

IL QUADRO CLINICO. Prinno, figlio del capoclan Giuseppe, sta attualmente scontando una condanna a 17 anni di reclusione. Pesante i capi di imputazione che l’hanno inchiodato alle proprie responsabilità, in primis quello di associazione per delinquere di stampo mafioso. Il ras, 42 anni appena compiuti, dopo aver scontato la parte iniziale della pena nel carcere di Torino, si trova attualmente detenuto nell’istituto Opera di Milano. Stando a quanto riferito dai suoi familiari, le sue condizioni di salute, da tempo precarie, negli ultimi tempi si sarebbero aggravate a tal punto da renderlo incompatibile con la detenzione in cella. Ed è la signora Stefanoni, in un’accorata lettera consegnata alla redazione del “Roma”, a spiegare cosa sta succedendo: «Mio figlio - si legge nella missiva - soffre di gravi patologie. Epilessia, due ernie al disco, cardiopatia in seguito a un duplice infarto e ipoglicemia. Tutte patologie serie e gravi, mio figlio in questo momento non si sente ben curato». La donna, sulla scorta di una precedente lettera inviatale da Ezio, riferisce quindi un singolare episodio che avvalorerebbe la propria tesi: «Una sera, alle prese con febbre a 39, gli è stato somministrato un farmaco inadeguato, cioè un antibiotico, con il risultato di far salire la temperatura a 42 gradi». Stefanoni racconta poi delle tensioni che il figlio avrebbe con il personale del carcere di Opera: «Il suo diabete addirittura non fu creduto, anzi venne persino aggredito verbalmente da una dottoressa. Fatti incresciosi, per i quali mio figlio ha in seguito sporto denuncia rivolgendosi alla Procura e al Tribunale di Sorveglianza di Milano, oltre che al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria di Roma». Da quel momento, però, nulla sembrerebbe essere cambiato. In tutto questo Prinno, proprio a causa delle convulsioni causate dai violenti attacchi epilettici di cui soffre, da tre anni è costretto a indossare notte e giorno un elmetto di protezione: «Se lo toglie gli fanno persino rapporto», denuncia ancora la madre.

APPELLO DISPERATO. Carmela Stefanoni lancia quindi il suo appello alle autorità competenti: «Io, da madre, credo che neanche un cane vada trattato in questo modo. Il carcere deve essere rieducazione, non tortura. Chiedo soltanto che mio figlio venga trasferito in un’altra struttura più adeguata alle sue condizioni di salute. La mia speranza è che di dovere prenda delle buone decisioni in tal senso». La vicenda in questi anni è a più riprese finita sotto i riflettori del Tribunale di Napoli. I giudici, però, hanno fin qui sempre rigettato qualsiasi istanza di revoca della misura cautelare. Nell’ordinanza emessa il 28 febbraio del 2014, tuttavia, la magistratura recepiva le indicazioni in precedenza giunte dal consulente medico di parte, il quale suggeriva già all’epoca di mettere a disposizione del detenuto «una cella priva di spigoli, in modo da ridurre al minimo i pericoli in caso di caduta, e di valutare l’opportunità di trasferimento del detenuto in altra sede, possibilmente più vicina all’ambito familiare».

Corte dei Conti assolve Romeo Gestioni dall'accusa di danno erariale

ROMA. «Dopo la Cassazione che per quattro volte in un anno da dato ragione alla Romeo Gestioni, anche la Corte dei Conti chiude, con la totale assoluzione dell’azienda napoletana, una vertenza iniziata oltre otto anni fa per un presunto danno erariale da 100 milioni di euro. Con la sentenza 982/2018 del 10 ottobre scorso, infatti, la sezione giurisdizionale per la Campania della Corte contabile ha assolto in via definitiva la Romeo Gestioni dagli addebiti contestati». Così in una nota la Romeo Gestioni, che sottolinea piena soddisfazione per l’esito finale della vicenda «che fu anche al centro di una campagna di stampa virulenta e indiscriminata, e che invece, come da sempre sostenuto dall’Azienda, era basata sul nulla e soprattutto sulla ignoranza dei fatti e della complessità amministrativa e sociale della gestione del patrimonio immobiliare del Comune di Napoli». «Otto lunghi e tormentati anni, anche di gravissimi danni di immagine, con ripetute fasi processuali e altrettante progressive assoluzioni nel merito delle vicende – sottolinea ancora Romeo Gestioni – hanno permesso però di accertare fino in fondo la verità della lineare, trasparente, professionale e corretta attività dell’Azienda per tutto il periodo della propria responsabilità nel contratto con il Comune di Napoli. Al punto di meritare anche – come stabilisce quest’ultima sentenza – “l’incentivo di buona gestione previsto dal contratto"». «Romeo Gestioni – conclude la nota dell’azienda – dunque non può non sottolineare come anche questa vicenda, come altre nate da un pregiudizio nei confronti delle sue capacità operative e professionali, si sia conclusa invece non solo con la piena assoluzione, ma soprattutto con il riconoscimento assoluto, incontrovertibile, di un ruolo e di un lavoro, indispensabili e certificabili, a favore della città di Napoli, per un lungo periodo della sua storia recente».

Ammodernamento della rete elettrice di Napoli, Terna: maggiore sicurezza per la città

NAPOLI. Terna ha incontrato i cittadini di Napoli per presentare il piano di interventi per ammodernare la rete elettrica della città risalente agli anni ’70 e non più in grado di garantire la sicurezza e l’efficienza del sistema elettrico partenopeo e il mutato fabbisogno di energia. Una volta terminati, gli interventi contribuiranno a ridurre il rischio di disservizi nella fornitura di elettricità e quindi di indisponibilità di energia per i cittadini e per le numerose utenze strategiche della città, come presidi ospedalieri, Università e Istituzioni. Il piano di ammodernamento è articolato in quattro interventi e prevede la nuova stazione elettrica di Fuorigrotta, progettata con tecnologie di ultima generazione che consentono di minimizzare l’impatto sul territorio e con finiture architettoniche tali da adattarla al contesto ambientale; gli ulteriori interventi prevedono la posa di 11,5 km di moderne linee in cavo interrato, che sostituiranno i vecchi  14,5 km a olio fluido, poco sostenibili per l’ambiente, tra la stazione elettrica di Fuorigrotta e le cabine primarie di Astroni, Napoli Centro e Fuorigrotta. Una volta entrati in servizio, i nuovi collegamenti porteranno anche importanti benefici ambientali con la demolizione di circa 10 km di linee aeree all’interno della città. L’incontro con i cittadini napoletani rappresenta uno dei momenti di dialogo e confronto di Terna con le comunità locali e le Istituzioni, al fine di ascoltare e recepire le istanze delle comunità coinvolte per migliorare i progetti e renderli più integrati con l’ambiente.

Laboratorio clandestino di fuochi d'artificio, sequestrate anche armi e munizioni VIDEO

LETTERE. La Guardia di Finanza del comando provinciale di Napoli ha eseguito un sequestro di fuochi d'artificio rinvenuti all'interno di un casolare, ubicato in una area coltivata del comune di Lettere, dove la lavorazione avveniva in maniera artigianale e senza alcuna cautela per la pubblica incolumità. All'interno dell'opificio, i finanzieri hanno sequestrato oltre 1200 ordigni artigianali già pronti per la vendita, oltre 5mila semilavorati in procinto di essere confezionati ed oltre 50 kg di miscela esplosiva. Nelle immediate adiacenze, hanno inoltre rinvenuto 5 fucili da caccia (2 di questi con colpi in canna), occultati all'interno di cavità ricavate in alberi d'ulivo, 1 carabina di precisione, 1 pistola d'epoca, 1 silenziatore e più di 800 proiettili di vario calibro, nascosti all'interno di bottiglie di plastica a loro volta sotterrate. il predetto materiale è risultato tutto di provenienza illecita. Sul posto, infine, sono state trovate decine di piante di marijuana in avanzato stato di maturazione, alte oltre 2 metri, pronte per essere tagliate e vendute.

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