Sabato 25 Marzo 2017 - 14:27

Rapinano 14 volte due prostitute: presi

I carabinieri hanno arrestato due fratelli che hanno rapinato per 14 volte due prostitute. Per sfuggire all'arresto uno dei due si era rifugiato in Germania e reso latitante. Il ricercato insieme al fratello, in poco piu' di 20 giorni, aveva minacciato, picchiato e rapinato per 14 volte due prostitute e i loro clienti. Dalla paura e dalla diffidenza le ragazze - una 25enne della Romania e una 28enne del Kirghizistan - erano passate alla consapevolezza che soltanto gli uomini in divisa potevano salvarle da quella che ormai era diventata una persecuzione che rischiava di finire male. E cosi' a inizio dicembre 2016 erano andate a denunciare tutto fornendo ricostruzioni, dettagli e circostanze utili alle indagini. Si prostituivano in contrada Sannereto, nelle campagne del napoletano, ed erano state rapinate da due persone con lo stesso modus operandi per ben 14 volte: la rumena 6 volte (2 delle quali nello stesso giorno) e la kirghisa 8 volte. Venivano aggredite mentre erano appartate con clienti e prese a schiaffi, minacciate con coltelli e bastoni, private dei soldi. Poi, prima di fuggire, i malfattori buttavano nei campi le chiavi delle vetture o ne bucavano le gomme e si impossessavano dei telefonini per evitare di essere seguiti o che le vittime potessero chiamare le forze dell'ordine. Grazie alle descrizioni fornite, i militari dell'arma, coordinati dalla Procura di Nola, hanno identificato i due e arrestato alla fine di gennaio Gennaro Annunziata, di 35 anni. Di suo fratello Vincenzo, 38 anni, nessuna traccia. L'uomo, vistosi braccato dai militari, si era rifugiato in Germania per sfuggire alle ricerche ma una volta ritornato e' stato individuato e arrestato.

Il governatore De Luca alla presentazione di Napoli Teatro Festival 2017

<<Proponiamo un programma veramente straordinario e siamo orgogliosi di farlo perché crediamo che sia un piccolo contributo che diamo da Napoli e dal Sud a un’Italia che è attraversata da processi di imbarbarimento   nella vita pubblica che fanno paura. C’è la quasi totale perdita dei valori umani fondamentali, di regole di vita, di regole di rapporti tra le persone>> dichiara il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca  nel suo intervento di chiusura della conferenza stampa di presentazione della decima edizione di Napoli Teatro Festival Italia. <<Napoli è il teatro, Napoli è l’umanesimo, Napoli è il respiro internazionale-aggiunge. Volevo che questa fosse l’immagine di Napoli nell’Italia e nel mondo. Sapete che Napoli e il sud sono anche altre cose perché abbiamo altre realtà residuali. Vorrei che la Regione lavorasse in questa direzione e che emergesse sempre più quel volto di Napoli e  sempre meno residui finali di elementi di cialtroneria, di ribellismo idiota e inconcludente,  di chiacchiere al vento che non  portano da nessuna parte. Queste realtà residue vanno cancellate. Girando per l’Italia non ho notizie di un quadro di iniziative culturali di questa vastità e anche di questo interesse. Una delle cose che mi infastidisce di più sono quei residui di municipalismo che considero francamente idioti e frutto di residui di sottocultura duri a morire. Noi viviamo in un mondo nel quale abbiamo migrazioni di popoli interi, un mondo sconvolto e c’è ancora qualche imbecille che si  attacca ai municipalismi E’ davvero deprimente>>.Mimmo Sica

Suicidio Cantone, respinto il giudizio immediato per l’ex di Tiziana

La prova non e' cosi' evidente e cosi' non puo' essere accordato il giudizio immediato. Per questo il gip Pietro Carola ha respinto la richiesta avanzata dalla Procura di Napoli per Sergio Di Paolo, l'ex fidanzato di Tiziana Cantone, la ragazza morta suicida a settembre nella sua casa di Mugnano dopo la diffusione virale in rete di sei suoi video hot. E' questa l'ennesimo colpo di scena di una inchiesta tortuosa che vede indagato Di Paolo per i reati di calunnia, reato che avrebbe commesso insieme con Tiziana Cantone, per aver indicato cinque persone come responsabili della diffusione sul web dei video, circostanza che secondo le indagini della procura di Napoli e' risultata falsa. Oltre a questa accusa, la procura contesta anche l'accesso abusivo a dati informatici per aver chiesto a un perito, senza il consenso di Tiziana, di accedere al suo cloud e di togliere alcune chat dalle quali si evinceva che i cinque amici, che nelle settimane successive avrebbe denunciato, non erano responsabili della divulgazione dei filmati. Il gip, a quanto si e' appreso, ha accolto l'opposizione al rito immediato espressa in una memoria difensiva dall'avvocato Bruno Larosa, legale di Di Palo che aveva affermato che l'azione della Procura era 'precipitosa' e priva di 'fondamento giuridico'. A questo punto, dunque, gli atti tornano in Procura. Sara' un altro pm della sezione coordinata dall'aggiunto Fausto Zuccarelli a valutare il da farsi. L'ipotesi piu' probabile adesso e' che venga chiesto un rinvio a giudizio ordinario.

Omicidio Cesarano, arrestato ventenne

La Squadra Mobile di Napoli ha dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Raffaele Bacio Terracino, 20enne gravemente indiziato dalla Direzione Distrettuale Antimafia dei reati di detenzione e porto abusivo di arma. Il provvedimento è da inquadrare nell'ambito degli ulteriori approfondimenti svolti sull'omicidio di Gennaro Cesarano, ucciso all'alba del 6 settembre 2015 in piazza San Vincenzo alla Sanità. In particolare, le indagini hanno consentito di accertare che nel gruppo di ragazzi che al momento dell'omicidio sostavano nella piazza in compagnia di Cesarano, vi era un giovane armato che non aveva risposto al fuoco del commando dei Lo Russo. Gli inquirenti sono riusciti ad identificare Bacio Terracino grazie alle intercettazioni ambientali e ai dialoghi registrati all'interno dell'autovettura degli amici della vittima. Soggetti che sono stati successivamente indagati per false informazioni.

Guerriglia a Napoli, processo per due manifestanti

Sono stati scarcerati i due manifestanti arrestati negli scontri di sabato a Napoli in occasione del convegno indetto da Matteo Salvini. Il giudice monocratico, Luigi Rescigno, ha convalidato il fermo, cosi' come aveva chiesto la Procura, ma come misura cautelare ha scelto per i due l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Si tratta di Luigi Tarantino e Carmine Esposito, che dovranno firmare tre volte a settimana. Il processo e' stato fissato per il 17 maggio. Altre 4 persone delle sei fermate a ridosso degli scontri sono denunciate.  Il processo sara' celebrato il 17 maggio perche' gli avvocati difensori dei due manifestanti, Isidoro Niola e Alfonso Tatarano, hanno chiesto al giudice monocratico i termini a difesa. I due manifestanti hanno respinto le accuse contestate e in particolare Tarantini, fermato nel corso di un fitto lancio di pietre e bottiglie, mentre indossava una maschera di Pulcinella, cosi' come molti dei facinorosi. Tarantini ha riferito di averla raccolta da terra e di averla indossa per proteggersi dai lacrimogeni. Esposito e' stato arrestato dopo essere inciampato in uno dei cassonetti di rifiuti rovesciti in strada ed ha dichiarato di non aver partecipato ad azioni violente ma di essersi trovato tra i due schieramenti.

Castellammare, sorpreso in auto con la pistola

CASTELLAMMARE DI STABIA. A Castellammare, nel rione Savorito, i carabinieri hanno arrestato in flagranza per detenzione e porto di arma clandestina un 22enne già noto alle forze dell'ordine. Durante controlli alla circolazione stradale il giovane è stato perquisito e trovato in possesso di una pistola semiautomatica desert eagle calibro 44 magnum con matricola punzonata. L'arrestato è stato trasferito a Poggioreale.

Pusher con dispositivo antiblitz telecomandato: vedetta arrestata

SAN PIETRO A PATIERNO. Nel corso di un servizio antidroga su una “piazza di spaccio” nei pressi di un insediamento di edilizia popolare in via Paternum, area dove gli affari illeciti sono sotto il controllo del clan Grimaldi, i carabinieri della stazione San Pietro a Patierno e del nucleo operativo della compagnia Stella hanno tratto in arresto per concorso in detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti giuseppe marchese, un 41enne del luogo già noto alle forze dell'ordine, anche per reati specifici.
Dopo aver monitorato diverse cessioni di droga ad assuntori del luogo che si avvicendavano negli scantinati delle palazzine, i militari sono intervenuti. Hanno dovuto forzare due pesanti porte di ferro e hanno fatto irruzione. Sul posto hanno rinvenuto e sequestrato 36 stecche di hashish (125 grammi), 65 bustine di marijuana (75 grammi), un termo sigillatore, un telecomando a radio frequenza (trovata in tasca a marchese che dall’esterno lo aveva azionato) e un allarme sonoro elettrico attivabile dal telecomando nascosto in quella che sembrava una normale cassetta di derivazione elettrica.
Lo spacciatore, avvisato da Marchese con il dispositivo antiblitz, è riuscito a darsi alla fuga attraverso una botola di ferro che porta su altra ala di scantinati e box. Marchese è stato accompagnato a Poggioreale.
 

"Lezioni" di spaccio al figlio 14enne: arrestati

TORRE DEL GRECO. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Torre del Greco hanno tratto in arresto in flagranza di reato la 34enne R.V. e il figlio 14enne, entrambi sorpresi a cedere una dose di stupefacente a  un assuntore del posto, che è stato identificato e segnalato alla prefettura. A seguito di perquisizione domiciliare effettuata subito dopo in conseguenza dell’arresto, i militari dell’Arma hanno rinvenuto e sequestrato 42,5 grammi di hashish.

San Giorgio, lettera minatoria e proiettili a consigliere

SAN GIORGIO A CREMANO. Una busta con due proiettili e una lettera di minacce di morte è stata recapitata ieri sera a casa del Consigliere M5S della Città Metropolitana di Napoli, Danilo Roberto Cascone. È lo stesso consigliere a denunciare il fatto in un post rilanciato dal blog di Beppe Grillo con il titolo 'Siamo tutti con Cascone'. Nel messaggio, tra l'altro, si legge: "Se cadranno i nostri amici cadrai anche tu, ti spareremo in bocca, ti taglieremo la testa. Tu non immagini chi siamo, stai continuando ad ostacolare i nostri interessi, andate a denunciare pure tanto siete alla fine, poi vedrai cosa combineremo a te e alla tua famiglia''. "La busta che ho ricevuto ieri a casa - scrive Cascone nel post - non è di quelle solite in cui anonimi mi segnalano abusi e illegalità varie. Stavolta si tratta di una lettera minatoria con 2 proiettili di pistola allegati. Il messaggio poi è inequivocabile ed è diretto nei confronti miei e della mia famiglia. Proprio come nei più classici film di Mafia. Perché questo sono in fin dei conti...dei mafiosi. Credono di intimidirci - conclude il consigliere M5S  - ma per loro il tempo sta scadendo. Il cambiamento è ormai in atto e nessuno lo potrà fermare".

Fu rapita dal papà e portata in Siria: è tornata in Italia

"Finalmente in Italia tra le braccia della mamma Alice Rossini la piccola Emma rapita a 2 anni a Monza dal padre". Con un tweet la polizia ha annunciato l'arrivo a Malpensa, con un volo partito da Istanbul, di Houda Emma Kharat, rapita 5 anni fa dal padre, cittadino siriano, che l’aveva portata con sé ad Aleppo. Da allora la madre non l'aveva più vista. "Grazie di cuore alle autorità turche ed alle strutture delle Stato Italiano che hanno reso possibile questo abbraccio", ha dichiarato il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, commentando la notizia. "In tutti questi anni il ministero degli Affari Esteri e il ministero dell'Interno - ha continuato Alfano - in stretto contatto con l'Autorità Centrale Italiana presso il Dipartimento della Giustizia Minorile del Ministero della Giustizia, hanno lavorato, senza sosta ma silenziosamente, per giungere al risultato di oggi, che sarà confermato dall'esame del Dna, da effettuare in Italia, a conclusione dell'iter della procedura di riconoscimento".

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