Venerdì 18 Agosto 2017 - 12:34

Violentano una 16enne per oltre un anno: in manette i due aguzzini

 I carabinieri della Stazione di Bari Scalo della Compagnia di Bari Centro, in collaborazione con l'Aliquota della Polizia Municipale presso la Sezione di Polizia Giudiziaria, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip del Tribunale di Bari Sergio Di Paola, su richiesta del sostituto procuratore Simona Filoni, nei confronti di un 69enne barese e di un 45enne di Triggiano, con l'accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di una 16enne barese. Le indagini sono state avviate dopo una denuncia; il racconto della ragazzina ha consentito di individuare i responsabili e di raccogliere una serie di elementi in merito ai luoghi teatro degli abusi. La sedicenne ha ricostruito l'adescamento, la "iniziazione" alla vita sessuale, fino agli ultimi episodi, con una precisione di dettagli, situazioni, luoghi, riferimenti, che, sottolineano gli investigatori, non hanno lasciato spazio in merito alla loro attendibilita' e credibilita'. Rapporti completi ed abusi perpetrati da piu' di un anno, ma anche le minacce e la paura della vittima che il padre scoprisse quanto avvenuto. Sarebbe stata proprio la consapevolezza che la minore avrebbe taciuto, a indurre i due indagati ad abusarne ripetutamente. Nel corso delle indagini e' emerso anche che la minore e' stata condotta dai due all'interno di una delle loro abitazioni, alla presenza di entrambi, al fine di farla assistere a film pornografici. I due, dopo la notifica dell'ordinanza, sono stati condotti ai domiciliari presso le rispettive abitazioni, con l'accusa di violenza sessuale aggravata.

Sant'Antimo, illuminazione pubblica: cittadini in rivolta

SANT'ANTIMO. Un intervento più volte sollecitato, tardivo e parziale. Faccio davvero fatica a credere che, come mi dicono, il sindaco se ne sia fatto pure vanto”. Così la consigliera di centrodestra Ivana Tarantino sul guasto all’impianto di pubblica illuminazione che per oltre dieci giorni ha lasciato al buio i cittadini di via Solimene a Sant’Antimo (Na). L’esponente di opposizione, dopo aver constatato che l’intervento comunale non ha risolto completamente il problema, si è recata a protocollare l’ennesima istanza al sindaco Aurelio Russo, già ripetutamente sollecitato dai cittadini e, ufficialmente, dalla stessa consigliera. “Chi ha competenza specifica - avverte la Tarantino - deve intervenire tempestivamente e, possibilmente con la massima efficienza anche perché l’assenza di illuminazione espone gli abitanti e gli automobilisti a più di un rischio per la propria e altrui incolumità”. Un primo ripristino degli impianti di pubblica illuminazione vi è dunque stato ma, avverte l’esponente di centrodestra, “solo parzialmente oltre che in inspiegabile ritardo”.Da qui la decisione di tornare al Palazzo municipale e protocollare l’istanza di riattivazione ‘completa e definitiva’ del servizio di pubblica illuminazione. Poi, perché no, anche un piccolo sfogo sulla pagina di Facebook. Precisazioni che non sono sfuggite al primo cittadino che ha voluto ricordare che, indipendentemente dalle sollecitazioni il “potere dispositivo” (sic!) appartiene a lui e dunque anche il merito. Quanto è bastato, a scatenare la reazione di numerosi cittadini su questo quanto sulla tempistica di questo “potere dispositivo”. 

Uccide moglie e figlio e poi si ammazza

Ha ucciso la moglie e il figlio e ha dato fuoco alla casa per poi suicidarsi. E' accaduto questa mattina a Ferrara. A sparare, Galeazzo Bartolucci, antiquario di 77 anni molto conosciuto in città. Le vittime avevano 73 e 48 anni.

Secondo una prima ricostruzione l'uomo, dopo aver ucciso i familiari, avrebbe dato fuoco all'abitazione in pieno centro che avrebbero dovuto abbandonare a breve: a mezzogiorno di oggi, infatti, l'ufficiale giudiziario avrebbe dovuto dare corso allo sfratto esecutivo della famiglia.

Una volta bruciata la casa, Bartolucci avrebbe quindi rivolto l'arma contro se stesso. Il corpo dell'uomo è stato trovato intorno alle 7.30 sotto i portici dell'Oca Giuliva, in via Boccacanale di Santo Stefano. Per terra, accanto al cadavere, una pistola a tamburo calibro 38. I corpi di moglie e figlio dell'antiquario - anneriti dal fumo e con segni di colpi di arma da fuoco alla testa - sono stati invece trovati al piano terra della palazzina che si affaccia su via del Turco e sulla Piazzetta privata Fratelli Bartolucci. I due sarebbero quindi stati uccisi prima dell'incendio.

I Vigili del Fuoco erano stati chiamati questa mattina alle 6.30 dal fratello dell'omicida per un incendio sviluppatosi nel negozio dell'antiquario, al piano terra della stessa palazzina abitata dalla famiglia. Il fuoco, poi, si è propagato al primo piano, dove i pompieri hanno trovato i corpi delle vittime. Sul posto carabinieri e polizia, quest'ultima è incaricata delle indagini.

Ruggiero ammazzato con due colpi di pistola al petto

Sarebbe stato ucciso con due colpi di pistola nel petto il 25enne attivista gay Vincenzo Ruggiero per il cui omicidio e' in carcere da sabato scorso il 35enne Ciro Guarente. Lo ha stabilito il medico legale che da mercoledi' ha iniziato gli accertamenti sui resti del cadavere di Ruggiero, i cui resti erano stati ritrovati in un garage a Ponticelli periferia orientale di Napoli. Ieri durante alcuni scavi effettuati sempre nel garage e' spuntata anche una mano di Ruggiero che non si era ritrovata nei giorni scorsi. Manca soltanto, per ricostruire il corpo, una parte della testa.

Bagnoli, siglata l’intesa tra Governo e de Magistris. Debiti Comune, incontro dopo Ferragosto

Quello di oggi è un passo molto importante per un progetto davvero strategico come quello della bonifica e rigenerazione di Bagnoli. Ho ritenuto giusto che a suggellare questa tappa fosse una riunione simbolica a Palazzo Chigi". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, durante la Cabina di regia a palazzo Chigi su Bagnoli.  "Siamo di fronte ad una grande operazione di rigenerazione urbana - ha proseguito il premier - davvero impressionante per le dimensioni dell'area, che mira a tutelare innanzitutto la salute dei cittadini con il recupero ambientale. Il governo continuerà ad assumersi le proprie responsabilità, come ha già fatto negli ultimi anni. Siamo arrivati a questo punto grazie al lavoro che è stato fatto in questa cabina di regia e l'attuazione del progetto molto dipenderà proprio dall'intesa che continuerà ad esserci tra le istituzioni. La competitività e vivibilità delle nostre aree urbane dipende anche dalla realizzazione di grandi progetti come questo".

"Oggi è un giorno importante. C'è stato un clima istituzionale importante nel dialogo e il rispetto reciproco per un obiettivo strategico per la città, la regione Campania e l'intero paese. E' il miglior accordo possibile che fino a qualche mese fa sembrava impossibile. Siamo molto soddisfatti, perchè sono state recepite tutte le istanze della città. Rispetto a come eravamo partiti, davvero un'altra storia''. Lo ha detto Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, lasciando palazzo Chigi dopo la riunione della cabina di regia su Bagnoli.

A conclusione della cabina di regia su Bagnoli il Sindaco de Magistris ha riferito di aver incontrato, prima della riunione, la Sottosegretaria Maria Elena Boschi e, dopo la cabina, anche il Premier Gentiloni: "Sì, c'è stato un incontro prima con la sottosegretaria Maria Elena Boschi e poi con Gentiloni. Diversi i temi trattati ma in particolare abbiamo parlato della situazione dei Comuni sottoposti ai piani di pre- dissesto e di riequilibrio. Da tempo sto dicendo che c'è bisogno di un focus normativo, giuridico e finanziario su questi Enti che da alcuni anni sono sottoposti ad un quadro normativo piuttosto duro che, tra l'altro, è anche cambiato nel corso degli anni e che quindi ha messo in difficoltà questi Comuni. Ho registrato l' impegno da parte di Gentiloni di mettere in campo un tavolo tecnico ai massimi livelli già dopo la pausa ferragostana e quindi sono soddisfatto perché anche in questo caso quello che auspicavo si è concretizzato. Dopo Bagnoli, le vele di Scampia, il patto per Napoli, i fondi per la metropolitana, con questo segnale, se verrà, si potrà ipotizzare una svolta importante nei rapporti tra il Governo nazionale e la città di Napoli", ha concluso il primo cittadino.

Gestione rifiuti, 5 arresti tra Napoli e Caserta

Nelle province di Caserta e Catanzaro, i militari della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere stanno eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Dda, nei confronti di 5 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di estorsione in concorso, trasferimento e intestazione fittizia di beni e valori in concorso, aggravati dal metodo mafioso. L'indagine ha consentito, tra l'altro, di accertare come il titolare ed il legale rappresentante di una società del settore della gestione dei rifiuti della provincia di Caserta, già condannati per associazione di tipo mafioso, ne abbiano, negli anni 2010 e 2011, fittiziamente ceduto una parte ad una seconda società intestata a prestanome, al solo fine di evitare la sottoposizione a misura patrimoniale. Contestualmente all'esecuzione dei provvedimenti cautelari i militari dell'Arma stanno dando esecuzione a 8 decreti di perquisizione, nonché procedendo al sequestro preventivo d'urgenza di una delle società riconducibili agli indagati.

Faceva l’usuraio con i colleghi: tabaccaio in manette

Un tabaccaio napoletano di 66 anni e la sua collaboratrice di 40 anni sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza di Caserta su ordine del Gip di Napoli per il reato di usura aggravato dallo stato di bisogno; il primo e' finito in carcere, la seconda ai domiciliari. Le vittime erano soprattutto imprenditori titolari di rivendite di tabacchi e generi di monopolio, ovvero "colleghi" dello strozzino, ubicate nel capoluogo partenopeo; gli operatori, trovandosi in precarie condizioni economiche e in stato di bisogno, si sono rivolte agli indagati per far fronte alle ordinarie spese di gestione delle proprie attivita' commerciali; i tassi di interesse applicati erano superiori al 100 % e gli indagati non solo richiedevano la restituzione di denaro contante, ma anche l'intestazione diretta di beni immobili, nonche' la titolarita' delle stesse attivita' commerciali delle vittime, obbligati a cederle allorquando non erano piu' in grado di onorare i propri debiti. L'indagine, svolta dalla Sezione Tutela Economia del Nucleo di Polizia Tributaria di Caserta, e' partita in seguito all'approfondimento di alcune segnalazioni per operazioni sospette trasmesse dagli istituti di credito nei quali transitavano i guadagni ingenti proventi dell'attivita' usurai; segnalazioni che sono state poi riscontrate con le denunce dei privati cittadini vittime del reato. Dall'attivita' investigativa - condotta attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, indagini finanziarie ed escussioni di numerosi testimoni - e' emerso un quadro molto grave.

Affittava case inesistenti ad Ischia: arrestato

I carabinieri della compagnia di Ischia hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli nei confronti di un indagato ritenuto responsabile di truffa aggravata continuata. L'uomo aveva messo a punto un meccanismo che gli ha permesso di perpetrare una trentina di truffe: pubblicava su siti internet dedicati annunci di abitazioni in affitto, a Ischia e anche a Rimini, Riccione, Gallipoli, ma le case vacanza erano inesistenti oppure l'indagato non ne aveva la disponibilità. I clienti ignari hanno versato la caparra su un conto corrente acceso dal truffatore sotto falso nome. Gli ''affari'' hanno portato nelle tasche dell'arrestato circa 15mila euro. Adesso si trova nel carcere di Poggioreale. Una vera e propria centrale per l'affitto di case "fantasma", operativa sull'intero territorio nazionale, quella scoperta dai Carabinieri di Ischia e che ha portato in carcere il 38enne Paolo Allotti di Giugliano in Campania e alla notifica di altri sette avvisi di garanzia per altrettanti soggetti indagati per il reato di truffa aggravata.

Falsi referti, licenziamento immediato per tre medici

"Un atto dovuto, non solo nei confronti dei cittadini, ma anche e soprattutto per la stragrande maggioranza dei medici che vede sminuita la propria professionalità da simili comportamenti". Con queste parole il direttore generale del Cardarelli, Ciro Verdoliva, ha commentato le conclusioni del Consiglio di Disciplina sulla vicenda dei falsi referti e delle prestazioni mediche a pagamento venuta alla luce nel mese di aprile 2017 grazie ai controlli incrociati disposti dalla direzione strategica. La decisione del Consiglio di Disciplina, pienamente condivisa dalla Direzione Strategica del nosocomio, è stata quella di proporre la massima sanzione possibile: licenziamento per giusta causa senza preavviso di due dirigenti medici di radiologia e di un dirigente ortopedico. "È bene che certe abitudini del passato - dice Verdoliva - vengano stroncate, non è accettabile che i nostri medici o i nostri infermieri debbano essere esposti a gogne mediatiche, e nella quotidianità a vere e proprie aggressioni, per colpa di pochissime pecore nere che ritengono di poter disporre a proprio piacimento e per scopi privati della sanità pubblica". Comportamenti giustamente stigmatizzati dai media che nell'occasione parlarono della "cricca dei referti falsi". Fondamentale nell'accertamento dei fatti anche la collaborazione attiva di tutti i cardarelliani entrati loro malgrado in contatto con situazioni sospette. Medici e infermieri che ogni giorno lavorano senza clamori, ma sopportando grandi sacrifici, pur di garantire salute ai cittadini. Nella stessa seduta con la quale il Consiglio di Disciplina ha definito la responsabilità dei tre medici è stato anche chiuso il procedimento disciplinare per un altro caso che aveva fatto molto discutere, quello nato da presunte anomalie nella gestione di alcune analisi di laboratorio. Per questa vicenda il Consiglio di Disciplina non ha individuato comportamenti sanzionabili.

Omicidio Ruggiero, spuntano i complici dell'assassino

NAPOLI. «Non c’era motivo perché Vincenzo si allontanasse». Ai microfoni del Tg3 Campania, Maria Esposito, madre di Vincenzo Ruggiero, il giovane ucciso e fatto a pezzi del cui omicidio è accusato Ciro Guarente, parla del figlio e del presunto assassino. E ricorda che Guarente «è venuto tra il 15 e il 25 luglio lui ed Heven. Si sono seduti sul divano e lui disse piangendo che non mi dovevo preoccupare, che Vincenzo stava bene e si era solo allontanato. “Lo troveremo” disse e mi diede dei baci. Al pensiero che quella persona possa aver fatto una cosa del genere mi viene il terrore. Non mi ha dato la gioia di poter vedere Vincenzo per l’ultima volta, almeno mi dia la possibilità di dare una degna sepoltura a mio figlio. Anche per i fratelli». 

È CACCIA AI COMPLICI. Intanto, continua la ricerca di eventuali complici del 35enne accusato di aver ammazzato il 25enne per gelosia: Guarente, infatti, sospettava che la vittima avesse una relazione con la compagna Heven Grimaldi, visto che i due condividevano l’appartamento di Aversa dove è maturato l’omicidio ma la stessa Heven ha smentito una relazione con Vincenzo. I carabinieri del maggiore Antonio Forte hanno continuato a sentire anche ieri alcune persone che possono essere a conoscenza di dettagli utili, come amici e parenti della vittima e del presunto omicida. Ma fino ora, gli investigatori coordinati dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord - il procuratore Francesco Greco e il sostituto Vittoria Petronella - non hanno raccolto elementi in grado di avvalorare l’ipotesi che Guarente si avvalso dell’aiuto di qualcuno per l’omicidio di Ruggiero. 

LE IPOTESI INVESTIGATIVE. L’ipotesi dei complici, comunque, è sembrata subito molto verosimile, tenuto conto delle dimensioni del cadavere rispetto alla stazza non troppo grande di Guarente e della difficoltà, che richiede una particolare abilità di trattare il cadavere con l’acido e di procedere al suo sezionamento.Sulla vicenda interviene Alessia Cinquegrana, nota per essere stata la prima trans a contrarre matrimonio civile; Alessia conosceva bene Ciro ed Heven, tanto da averli ospitati al suo matrimonio a metà luglio, pochi giorni dopo la scomparsa di Vincenzo: «Sono sconvolta e soprattutto disgustata nel sapere di aver avuto un assassino accanto al mio abito tanto desiderato dopo anni di sofferenza. Vincenzo era un ragazzo dolce, umile ed elegante».

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