Domenica 22 Luglio 2018 - 12:58

Camorra tra i vicoli: la faida corre sul web

NAPOLI. La faida corre anche sul web. È la nuova guerra di camorra che coinvolge ragazzi sempre più giovani, minorenni, poco più che adolescenti che non solo si lasciano andare a commenti contro le forze dell’ordine, ma fanno molto di più: inneggiano alla guerra di camorra. Come quando qualcuno del gruppo Facebook “Rione Sanità” ha postato la foto di Ciro Esposito nel giorno della morte di Emanuele Sibillo ed ha commentato scrivendo: “Adesso puoi riposare in pace”. Il riferimento era all’omicidio di Sibillo avvenuta la notte precedente a Forcella. Ciro poteva riposare in pace perché il suo presunto assassino era stato ammazzato. Sotto al post ci sono oltre 200 “mi piace” e tre condivisioni. Ma scorrendo nel gruppo ci sono post violenti: “Rione Marianella merda, rione Sanità regna”, oppure, “Miano merda anti 32. Tutti ci odio ma nessuno ci affronta”. Ovviamente il pensiero corre subito alle frizioni che si vivono a rione Sanità da qualche anno e in particolare alla guerra per il controllo del piazze di spaccio tra  gli ex Misso e i Lo Russo, ovvero i mianesi. Sul gruppo ci sono anche foto del rione Sanità e di motorini che sfrecciano nel cuore della notte, ma anche inquietanti sigle e numeri tutti da interpretare: “6.17”, “anti32”, “G.C.S. vivono con noi” e accanto simboli di pistole, bombe, coltelli e sotto ancora tanti “mi piace”, tanti commenti. 
Ci che lascia di sicuro sconvolti è la facilità che si ha di poter seminare rabbia contro lo Stato, la divisa, senza alcuna censura. “Odio gli sbirri”, e ancora “Chi semina repressione raccoglie vendetta, con rabbia, coltiviamo il nostro odio antico, poliziotto primo nemico”. Infine un video. Racconta del cippo di “Sant’Antuono”. Si vedono adolescenti, ragazzini piccoli che in cerchio, come un gruppi ultras, inneggiano alla morte della polizia, poi spuntano bastoni e ragazzi con il passamontagna che lanciano petardi. Lo Stato nello Stato. Continua a leggere

 

Torre del Greco, il Comune cerca 120 tirocinanti

TORRE DEL GRECO. Centoventi tirocini formativi: da oggi è possibile rispondere alle offerte inserite dal Comune di Torre del Greco sul portale www.cliclavoro.lavorocampania.it nell’ambito del progetto europeo “Garanzia giovani” promosso dalla Regione Campania e dall’agenzia per il lavoro e l’istruzione Arlas. «I tirocini - scrive il sindaco Ciro Borriello nel manifesto apparso in città - come da disposizione europee, sono destinati a giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni, non impegnati in un’attività lavorativa né inseriti in un regolare corso di studi o formazione (cosiddetti Neet), a cui sarà corrisposta un’indennità di partecipazione di 500 euro mensili».

Compagni che sbagliano: «Quando impiccano i due marò?»

RIMINI. Bufera sul segretario di Rifondazione comunista di Rimini Paolo Pantaleoni, che ieri su Fb ha postato una frase choc: «Ma non è ora che impicchino i due marò?», ha scritto riferendosi ai fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Il post è stato successivamente cancellato, con tanto di scuse di Pantaleoni. Ma l'accortezza non è bastata, e oggi arrivano una pioggia di commenti al vetriolo contro l'esponente di Rc, a cui Maurizio Gasparri dà del «cerebroleso».

«Trovo disgustose le parole utilizzate dal segretario di Rifondazione di Rimini nei confronti dei nostri due marò: fosse per me a persone come queste non dovrebbe essere più permesso di fare politica», attacca Lara Comi, europarlamentare di Forza Italia e vicepresidente del Ppe. «La responsabilità di affermazioni così offensive e macabre - prosegue - non può passare sotto voce e mi auguro pertanto che il partito prenda provvedimenti contro chi si è reso protagonista di un atto scellerato».

Per Stefania Prestigiacomo, deputata di Fi, «le parole utilizzate da questo irresponsabile si commentano da sole e mi auguro che questo soggetto sia allontanato dalla vita politica del nostro Paese quanto prima». «Trovo disgustose - le fa eco il senatore forzista Malan - le parole utilizzate dal segretario di Rifondazione di Rimini nei confronti dei nostri due marò. Affermazioni così offensive e macabre non possono passare sotto silenzio e mi auguro che il partito prenda provvedimenti contro chi si è reso protagonista di un atto scellerato che si aggiunge alla latitanza del governo sui due militari».

Villaggio sul Lungomare, indaga l'anticorruzione

napoli. «Villaggio turistico sul Lungomare di Napoli: l’Autorità nazionale anticorruzione apre un fascicolo». A sostenerlo è l’associazione “Lotta alle piccole illegalità”, Alpi, presieduta da Manfredi Nappi, dopo aver presentato un esposto, “protocollato lo scorso 3 luglio e assegnato il 6 al Servizio vigilanza dell’Anac con il numero di fascicolo 85527/2015”. 

le vie di fuga. «L’installazione delle strutture avviene su una delle principali “vie di fuga” in caso di emergenza così come previsto dal piano del Comune di Napoli di Protezione civile - dice Nappi - allo stesso modo le modalità con cui si è proceduto ad assegnare la gara sono in contrasto con quanto previsto dal Codice degli Appalti». Nel testo del ricorso, Nappi scrive che «l’occupazione di via Caracciolo per oltre un mese è incoerente con il piano comunale di Protezione civile» cosa che indica «l’ipotesi di aver assegnato una porzione di suolo pubblico non liberamente disponibile poiché vincolata nell’utilizzo». 

la gara. Inoltre, nonostante l’avviso sia stato definito “manifestazione di interesse”, dal suo punto di vista, «si è proceduto direttamente a individuare il soggetto a cui affidare il servizio». «Mentre nell’avviso pubblico è stato richiesto l’allestimento del villaggio a partire da una non precisata data del mese di giugno fino al 15 agosto - continua il ricorso - con l’aggiudicazione il periodo è stato definito tra il giorno 11 luglio il giorno 21 agosto, oltre il termine previsto». «Ha suscitato perplessità la modalità con cui è stato gestito il procedimento amministrativo di affidamento, che, di fatto, ha ridotto la platea di operatori del settore potenzialmente interessati - spiega Nappi - Oltre che per l’esiguo termine concesso per la presentazione delle offerte (due settimane), inferiore a quello previsto dal Codice degli Appalti, va sottolineata la differenza tra il periodo di affidamento previsto dal bando e quello poi effettivamente pattuito con l’aggiudicatario. In buona sostanza si è concessa una cosa diversa da quella proposta a tutti gli altri concorrenti, che, teoricamente, avrebbero potuto a loro volta modificare e migliorare le rispettive offerte». Una circostanza che, per l’Associazione, «non è di poco conto anche perché l’accordo sottoscritto dal Comune prevede la concessione gratuita del suolo». «Per questo - conclude - abbiamo presentato un esposto all’Anac che ha aperto un fascicolo e anche alla Corte dei Conti, da cui siamo in attesa di risposte».

Venerdì 17 il commissario a Bagnoli: «Abbraccio ai superstiziosi»

NAPOLI. «Al prossimo Consiglio dei ministri, venerdì 17 luglio il governo nominerà il commissario per la bonifica e il rilancio dell’ex area Italsider di Bagnoli». Ad annunciarlo è il premier Matteo Renzi, che poi scherza sulla scelta della data: «Un abbraccio forte ai superstiziosi».
Ma non ha molta voglia di scherzare sulla questione il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che, a margine del Gay Pride, replica gelido al presidente del Consiglio: «Non possiamo andare ogni volta dietro agli annunci di Renzi».
La nomina, infatti, è già stata annunciata più volte nel corso dell’ultimo anno, con tanto di girandola di nomi - in pole position è stato a lungo anche il presidente nazionale dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone -, per poi slittare puntualmente sul filo di lana. 
Che si sia perso già troppo tempo è opinione largamente diffusa a Palazzo San Giacomo. Da qui, il pressing sul governo portato dal primo cittadino negli ultimi giorni, con la lettera a Renzi, per accelerare i tempi. Ormai, più del nome del commissario, questa la sensazione che circola nei corridoi di palazzo, conta la necessità di fare presto. Mentre scendono le quotazioni del l’ipotesi della cabina di regia con un componente del Comune per superare l’impasse. 
De Magistris, intanto, la prossima settimana, incontrerà il presidente della Regione, Vincenzo De Luca. L’appuntamento dovrebbe tenersi a Palazzo Santa Lucia tra mercoledì e giovedì. Ufficialmente al centro del faccia a faccia dovrebbe esserci il Comune di Napoli, ma è molto probabile che la conversazione possa spostarsi proprio su Bagnoli, visto che la decisione di Roma deve arrivare, così come prevede lo Sblocca Italia, «sentita la Regione». 
Con la nomina del commissario potrebbe chiudersi il cerchio attorno alla questione, a quasi un anno dalla firma di un accordo a Città della Scienza, nel quartiere di Bagnoli. Un anno trascorso tra molte polemiche, tra la posizione contraria del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e quella del Governo. 
La nomina di un commissario, per la giunta de Magistris, esautora il Comune dai suoi compiti. Al punto che, solo qualche giorno fa, lo stesso primo cittadino ha indicato in Renzi «il principale responsabile dell’immobilismo a Bagnoli».
È stata solo l’ultima dichiarazione della serie contro il decreto Sblocca Italia che contiene le norme in base alle quali dovrà arrivare il commissario. Eppure, all’inizio le cose sembravano andare diversamente. Quando cioè fu siglato l’accordo con Renzi e l’allora presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, de Magistris parlò di «atti importanti» sia per la bonifica di Bagnoli che per la ricostruzione di Città della Scienza, distrutta da un incendio doloso nel marzo del 2013. Due settimane dopo quella firma, a fine agosto del 2014, il Governo varò lo Sblocca Italia e de Magistris definì quelle norme e il commissario un «esproprio democratico che estromette il Comune di Napoli dal punto di vista istituzionale delle sue competenze».
Un cambio radicale per il sindaco che, nel dicembre scorso, ha ritirato la firma da quell’accordo. 
Per de Magistris, il cambio di rotta di Roma, ha comportato un «tradimento» rispetto a impegni«scritti» già assunti su Bagnoli. 
Negli ultimi tempi è anche balenata l’ipotesi che per ricomporre la vicenda l’incarico di commissario avrebbe potuto essere affidato allo stesso de Magistris. Ora bisognerà aspettare la decisione di venerdì del Consiglio dei ministri.

L'onda gay è "mille culure" e travolge Napoli

NAPOLI. Palloncini rosa, cuoricini e fiori per aprire un corteo all’insegna della gioia e del divertimento. Napoli, ieri pomeriggio e per tutta la serata, si è vestita a festa per accogliere il Mediterranean Pride 2015. 
Ad aprire il corteo cittadini in bicicletta e subito dietro un fiume arcobaleno di persone scese in piazza per rivendicare «diritti uguali per tutti». Tema di quest'anno, come hanno fatto sapere le associazioni Ltgbq, è però la scuola. 

libera cultura. Lo slogan del Mediterranean Pride 2015, invece,  è “L'amore vince. Libera è la cultura, libero è l'insegnamento”. E a sfilare c'è, come ormai da quattro anni, anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, - affiancato da Alessandro Cecchi Paone e Maria Nazionale, padrino e madrina della manifestazione -che ha concesso il patrocinio del Comune. Dietro centinaia di persone, giovani, meno giovani, ragazzini e anziani pronti a dire la loro per difendere i diritti dei gay ma non solo. Una festa di colori e suoni che ha attraversato la città da piazza Dante al Lungomare. «Questo è un Paese particolare, mentre il mondo dice sì, dalla cattolicissima Irlanda alla Corte suprema degli Usa che ha esteso a tutti gli Stati il matrimonio tra persone dello stesso sesso - ha detto Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli, tra le associazioni organizzatrici del pride - in Italia ci arrovelliamo su parole strane per riconoscere in maniera ipocrita quello che garantisce l'articolo 3 della Costituzione. Unico vincolo è quello dell'amore, il resto è pregiudizio». 

il sindaco de magistris. «Napoli è avanti mentre Parlamento e Governo sono ancora indietro e ogni anno continuano essere latitanti sul tema dei diritti e del matrimonio tra persone dello stesso sesso» ha detto de Magistris. «La nostra è una battaglia che ci vede in prima linea - ha detto ancora - La Costituzione non si applica solo in Parlamento o presso il Governo, che anzi sono fortemente latitanti e violano la Costituzione. Napoli è per la Costituzione repubblicana che, all'articolo 3 dice che c’è uguaglianza senza distinzione di sesso - ha aggiunto - È venuto il momento che ci sia l'apertura mentale massima. L'unico vincolo è quello dell'amore - ha sottolineato - il resto è pregiudizio e oscurantismo». 

il partito democratico. «Il Partito democratico aderisce al Gay pride. Una manifestazione dedicata alla scuola per combattere fenomeni di bullismo e omofobia che vanno affrontati appunto spiegando ai ragazzi che non bisogna fare distinzioni né discriminazioni in base al sesso come recita anche la nostra Costituzione» ha dichiarato il segretario regionale del Pd Assunta Tartaglione. 
alessandro cecchi paone. «Ho un occhio sul modo in cui la società civile liberale, che ha risolto ovunque in un modo o in un altro il problema di riconoscere diritti a coppie glbt - ha proseguito Cacchi Paone - Quest'occhio dice come vi permettete voi Italia, patria dell'amore a non aver fatto ancora niente voi che insegnavate come si ama. Occorre approvare il ddl Cirinnà».

il buona scuola e il ddl cirinnà. Quella della Buona Scuola e il Ddl Cirinnà, non sono gli unici temi politici della manifestazione. Lo dimostra una croce improvvisata con due pezzi di legno, portata a metà corteo, e accompagnata dal cartello "Jobs act è la fine dei diritti".
 A poca distanza da un’auto sulla quale due ragazze vestite in abito da sposa celebrano un finto matrimonio, Alessandro Cecchi Paone, padrino della manifestazione con la cantante e attrice napoletana Maria Nazionale, spiegano ancora: «Il mondo civile e liberale ha risolto ovunque, in un modo o in un altro, il problema di riconoscere i diritti alle coppie glbt. Noi restiamo a guardare».

Scampia: muore il ragazzo tetraplegico che viveva in un tugurio della Vela gialla

NAPOLI. Si è spento stamane all' Ospedale Cardarelli di Napoli il giovane Ivan Grimaldi affetto da tetraplegia flaccida abitante nella Vela gialla di Scampia. Ne danno notizia i Verdi di Napoli che con la consigliera Teresa Caiazzo hanno seguito da anni le vicende del ragazzo e della sua famiglia e che avevano chiesto l'assegnazione di un alloggio di proprietà del comune vista la grave emergenza sanitaria e sociale in cui si trovava.

"Ivan - racconta la consigliera Caiazzo - era un ragazzo buono e generoso nonostante la vita fosse stata crudele con lui. Non portava rancore per nessuno e guardava con speranza al futuro. Dal 2011 mi sono battuta con la burocrazia e la mala politica di Palazzo San Giacomo per fargli assegnare un alloggio decente visto che quello occupato abusivamente dove si trovava era fatiscente, umido, privo di riscaldamento, senza ascensore e ricco di barriere architettoniche. Secondo una relazione del Dott. Rosario Savino che allegai agli atti presentati al comune il ragazzo era impossibilitato a muoversi a causa di una paralisi flaccida grave e non poteva svolgere alcuna attività motoria se non pochi movimenti della testa. A peggiorare la sua situazione erano dunque state le condizioni igienico abitative inaccettabili del sito dove alloggiava (documentate dalle foto) che avevano provocato a Ivan bronco-pneumopatie ricorrenti e racidivanti e dolori muscolari ed articolari. Ivan è morto tra tanta sofferenza, isolato e nel disinteresse dell'amministrazione allertata diverse volte dal 2011 ad oggi. Mi batterò con tutte le mie forze affinchè i responsabili politici e amministrativi di questa vicenda paghino per averlo abbandonato in questo modo".

"Su questa vicenda - aggiunge il consigliere regionale del Sole che Ride Francesco Emilio Borrelli - ho chiesto una commissione di inchiesta regionale interna al Cardarelli avendo saputo che la famiglia del ragazzo assieme a Patrizia Bevar ,presidente dell'associazione aiutaci a vivere che si è sempre interessata di Ivan, ha sporto regolare denuncia. Infatti il giovane ricoverato nell'ospedale da circa un mese non è stato messo in terapia intensiva ed è rimasto nel reparto della prima medicina per una infezione polmonare quasi certamente contratta nell'ambiente malsano dove era stato recluso. Aspettiamo adesso anche gli esiti dell'autopsia. A 20 anni non si può morire in questo modo. Se del personale medico ha sbagliato o ha sottovalutato la situazione o peggio ancora l'ha lasciato morire ne dovrà rispondere nelle sedi giudiziarie opportune".

Strage di Secondigliano, muore anche l'altro vigile ferito

NAPOLI. E' morto all'ospedale san Giovanni Bosco Vincenzo Cinque, il luogotenente della Polizia Municipale di Napoli rimasto gravemente ferito fa due mesi fa nella strage di Secondigliano, quando un infermiere di 48 anni, Giulio Murolo, ha ucciso 4 persone, ferendone altre 6, tra cui appunto Cinque, sparando dal balcone della sua casa a Capodimonte, nel quartiere Secondigliano.

"La città, il Comune di Napoli oggi piange la morte di Vincenzo Cinque. La forte fibra di Vincenzo non è bastata a vincere la battaglia per la vita e ci accomuniamo nel dolore abbracciando la moglie e i figli". Lo dichiara il sindaco di Napoli
Luigi de Magistris. "L'Amministrazione - spiega de Magistris - ha già avviato l'iter per il confgerimento della medaglia d'oro al valor civile sia per il capitano Bruner che per Vincenzo Cinque, che purtroppo saranno entrambe conferite alla memoria. E' un giorno triste per la nostra città che renderà tutti gli onori a Cinque non appena terminate le rituali procedure disposte dalle autorità competenti", conclude de Magistris.

 

Torre Annunziata, ubriaco al volante investe due pedoni e scappa

TORRE ANNUNZIATA. I carabinieri di Torre Annunziata hanno arrestato per omissione di soccorso e lesioni personali Vincenzo Autiero, 23 anni, già noto alle forze dell'ordine. Il giovane, alla guida di una Opel Corsa, su via Colombo ha investito 2 pedoni (un 27enne ed una 26enne, entrambi di Torre Annunziata) intenti ad attraversare la strada, allontanandosi senza prestare soccorso. Le vittime sono state medicate per lesioni guaribili, rispettivamente, in 30 e 10 giorni. I carabinieri hanno localizzato e bloccato il responsabile poco dop l'accaduto. I militari hanno inoltre accertato che il 23enne era positivo all'alcol test. Il giovane è ora agli arresti domiciliari in attesa di essere processato con rito direttissimo.

Ai domiciliari con la droga in casa: arrestato a Caivano

CAIVANO. I carabinieri di Caivano hanno arrestato per detenzione a fini di spaccio di stupefacenti Antonio Falco, 30 anni, che si trova agli arresti domiciliari per detenzione a fini di spaccio di stupefacenti commesso nel 2014 a Caivano. Durante controlli, i militari dell'Arma hanno perquisito l'abitazione dell'uomo, trovandolo in possesso di 4 grammi di cocaina, un grammo di hashish, un grammo e mezzo di crack e 1.560 euro in denaro contante, ritenuti provento di attività illecita, nascosti nel frigorifero e nei mobili della cucina. Falco è ora detenuto nel carcere di Poggioreale.

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