Mercoledì 19 Settembre 2018 - 18:28

Momenti di follia nel traffico, sputi e calci contro il bus dell'Anm

NAPOLI. Un bus assaltato da un cittadino con sputi e calci, con il conducente che chiede aiuto alla polizia e l'aggressore che continua nella sua folle azione. È una mattinata di ordinaria follia nel traffico napoletano. “Questo video – commenta Adolfo Vallini, coordinatore Usb per i trasporti – mostra, inequivocabilmente, il contesto in cui sono costretti a lavorare i conducenti dell’Anm. Siamo esposti quotidianamente ad aggressioni fisiche e verbali da parte di una utenza inferocita a causa dei frequenti disservizi e alle lunghe attese sulle fermate. Attuare campagne denigratorie e faziose – come accaduto la settimana scorsa attraverso un video che mostrava un bus guasto – nei confronti di una categoria bistrattata, stanca e vilipesa finisce per legittimare atti violenti, come accaduto stamani, nei confronti dei conducenti”. “Le responsabilità – aggiunge il sindacalista – vanno ricercate in un sistema di gestione politico-clientelare delle Aziende e nei continui tagli Regionali e Nazionali al trasporto pubblico locale. La politica invece di fare inutili atti di ‘sciacallaggio populistico’ nei confronti dei lavoratori dovrebbe lavorare per ricercare adeguate risorse per la sostituzione della flotta aziendale e l’assunzione del personale Eav distaccato in Anm”.

"Si tratta di una scena di assurda e inaudita violenza contro un autobus dell'Anm ed il conducente a cui va la nostra piena solidarietà. E' accaduto stamattina a Napoli. Un uomo dagli atteggiamenti maneschi e delinquenziali - raccontano il consigliere regionale di Davvero Verdi Francesco Emilio Borrelli e Gianni Simioli della radiazza che mostrano il video postato sulla pagina fb di Unione Sindacale di Base Trasporti Napoli - per diverso tempo e nell'indifferenza generalizzata ha assalito il mezzo. Il motivo di un tale accanimento non è chiaro ma è evidente che siamo in città oramai a un livello di barbarie sempre più pericoloso e inarrestabile. Qualcuno poteva farsi davvero male a causa di questo violento".

Doppio blackout alle poste centrali, caos nel giorno delle pensioni

NAPOLI. È rimasto più di tre ore al buio il palazzo delle Poste centrali di Napoli, in piazza Matteotti. Il blackout ha causato la sospensione di tutti i servizi degli uffici, che erano particolarmente affollati per il pagamento delle pensioni di inizio mese. Non risultano in zona guasti alla rete elettrica, quindi si presume che il problema tecnico si sia verificato nell'impianto interno dell'edificio. Pesanti i disagi, per i clienti e per il personale che deve fare a meno dell'aria condizionata in una giornata di caldo torrido. È stato anche necessario l'intervento dei vigili del fuoco per soccorrere una persona rimasta bloccata in ascensore. Dopo tre ore è stato risolto il guasto e la situazione è ora tornata alla normalità.

Quarto, non si ferma all'alt: arrestato dopo inseguimento

QUARTO. A bordo di uno scooter rubato forza il posto di blocco dei carabinieri. Arrestato dopo un rocambolesco inseguimento per le vie cittadine. È successo nel tardo pomeriggio di ieri a Quarto, dove i carabinieri della locale tenenza hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto per ricettazione Antonio D’Ambrosio, 47enne, di Quarto, già noto alle forze dell'ordine, bloccato a bordo di uno scooter risultato oggetto di furto. D’Ambrosio, conosciuto dai militari e sottoposto all’obbligo della firma, viene notato dai militari mentre arriva a forte velocità, senza casco, alla guida di un Kymco dink. Quando D’Ambrosio li vede, è ormai tardi per invertire la marcia e non si ferma all’alt, forza il posto di controllo e scappa. Nasce un rocambolesco inseguimento per le vie di Quarto, conclusosi dopo qualche chilometro con i militari che riescono a raggiungere e bloccare il soggetto. Dagli accertamenti lo scooter risulta provento di furto commesso in quella zona il 24 luglio scorso. D’Ambrosio deve rispondere dell'accusa di ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale.Lo scooter è stato restituito al titolare. Mentre l'arrestato è stato accompagnato al carcere di Poggioreale.

Scippa turista del telefono cellulare: bandito preso poco dopo

NAPOLI.  Traumatico ma a lieto fine un episodio di furto con strappo avvenuto ieri sera sul Corso Garibaldi di Napoli ai danni di una coppia di turisti svedesi. Luigi Marrano, un 34enne napoletano (residente in via Dei Mosaici, già noto alleforze di polizia), vedendo la donna parlare al telefono con un nuovissimo smartphone, non ha resistito alla tentazione e le ha strappato con violenza il cellulare dalle mani, scappando a piedi per le vie circostanti. L’urlo della vittima ha attirato l’attenzione di una pattuglia di carabinieri della Cio (Compagnie Intervento Operativo) in servizio in quell’area insieme ai colleghi della Stazione di Borgoloreto. I militari sono piombati sul Marrano, bloccandolo e recuperando il telefonino. Così la coppia di turisti a pochi minuti dal trauma si è vista riconsegnare il prezioso smartphone, con tanto di scuse e bibita fresca per riprendersi dallo spavento. Luigi Marrano, arrestato in flagranza per il furto con strappo, dopo le formalità di rito verrà processato con rito direttissimo.

Isaia (Anaste): boom ricoveri estivi di anziani negli ospedali

NAPOLI. "Nel periodo estivo centinaia di anziani vengono letteralmente ‘parcheggiati’ negli ospedali campani, attraverso ricoveri ‘impropri’, spesso effettuati dai familiari per poter andare in vacanza”. L’allarme viene lanciato da Salvatore Isaia, presidente di Anaste Campania (associazione nazionale strutture per la terza età). 

“Il boom di ricoveri estivi nei nosocomi causato anche dell’aumento delle temperature registra, in molti casi, l’esaurimento dei posti letto disponibili, costringendo i sanitari alla degenza in barella e addirittura nelle corsie, in tal modo si aggravano i metodi di soccorso e aumentano ulteriormente i costi della spesa sanitaria. Purtroppo non ci sono strutture intermedie pubbliche o convenzionate – ha aggiunto Isaia - in grado di garantire l’assistenza agli anziani fragili e ormai aumentano sempre più i familiari che ‘adottano’ lo stratagemma del nonno che ha un malore e necessita delle indispensabili cure ospedaliere, anche in presenza di rischiose patologie”.

“Per contrastare questi fenomeni occorre il contributo di tutti, innanzitutto delle Istituzioni che dovrebbero intervenire attraverso la realizzazione di piani strategico-operativi contro la solitudine degli anziani e non attraverso singole iniziative. Occorre potenziare l’offerta dei servizi sociali nei territori dove l’isolamento è più accentuato, avendo una chiara mappa delle fragilità presenti nella nostra regione, che consenta provvedimenti concreti, in particolare dopo i notevoli tagli impostidalla spending review anche a questo complesso segmento”.

“Da tempo gli imprenditori del settore socio- assistenziale – ha osservato il numero uno di Anaste Campania – si sono resi disponibili ad investire risorse per individuare concretamente le soluzioni p ad un comparto particolarmente delicato che non registra la giusta attenzione e considerazione da parte delle autorità nazionale e locali”.

“D’estate le persone anziane hanno necessità di un’assistenza maggiore perché tendono a disidratarsi per la dispersione di liquidi con la sudorazione ed il primo consiglio dei medici di base è di far bere almeno due litri di acqua nel corso della giornata. Anche l’assunzione dei farmaci si complica per la scarsa idratazione: i medicinali assorbiti nel sangue trovano una componente liquida ridotta e quindi potrebbero subire una maggiore concentrazione e un effetto controproducente. In alcuni casi, senza un'opportuna assistenza, si rischia solo di far peggio, tentando il ‘rimedio fai da te’, ovvero riducendo autonomamente il dosaggio delle cure o addirittura interrompendo le terapie, senza l'indispensabile consultazione del medico. Poi, in alcuni casi, abbiamo anche registrato che i pensionati non acquistano i farmaci e non si sottopongono ai necessari esami diagnostici perchè non hanno i soldi per pagare il ticket”.

Barra: tragedia della solitudine, anziano trovato morto in casa

NAPOLI. Lo hanno trovato morto nel giorno del suo onomastico, solo, nella sua casa di Barra, in una traversa del corso Sirena. Alfonso De Simone, 85 anni, era sul suo letto, una gamba all’esterno, come nel tentativo, ultimo e disperato, di fuggire dalla fine che aveva sentito arrivare. Ad accorgersi della sua assenza non è stato un vicino e neanche un parente, Alfonso non aveva nessuno e nessuno lo avrebbe chiamato per gli auguri o per sapere come stava. A dare l’allarme è stata un’assistente sociale alla quale aveva confessato di non sentirsi troppo bene.
L’85enne viveva da solo da tempo. La moglie è ospitata in un centro di assistenza di Ponticelli. Lui andava a trovarla tutti i giorni, nonostante tutto, nonostante gli acciacchi e le difficoltà a prendere i mezzi pubblici. L’ultima volta è stata più dura delle altre. Lo aveva detto all’assistente del Comune e lei aveva capito che qualcosa non andava davvero. Per questo il giorno dopo è andata a trovarlo a casa, ma bussare alla porta è stato inutile. Immediata la telefonata ai vigili del fuoco. 
Una squadra del distaccamento di Ponticelli è arrivata sul posto. Il vicolo era troppo stretto per il passaggio del camion, è stato necessario fare arrivare un fuoristrada. La finestra dell’appartamento, che si trova al primo piano, era aperta e per evitare di rompere la porta i pompieri sono entrati da lì. Un salto dall’appartamento adiacente e si sono ritrovati a casa dell’anziano. Era tutto in ordine. La casa era pulita, non pareva governata da un uomo. Uno sguardo nella stanza da letto: l’85enne era lì, freddo, già rigido. Sono state avviate le procedure di rito ed è partita la ricerca di un parente. Non è stato facile. Alla fine è stato trovato un cognato: «Abito lontano», ha detto ai soccorritori, come se la morte fosse un accidente come un altro.
Al 115 arriva almeno un allarme al giorno per una persona anziana in difficoltà. Spesso le condizioni in cui queste persone vengono trovate sono disastrose. Come ad Arpino di Casoria dove, tre giorni fa, un anziano è stato trovato in un appartamento dove c’erano escrementi ovunque. 
Non è il caso di Alfonso, per il quale ha funzionato anche la rete dell’assistenza territoriale. Ma per tutti c’è lo stesso problema: trovare qualcuno che si curi almeno di seppellire il poveretto di turno. Sembra assurdo, ma è la cosa più difficile per i soccorritori convincere i parenti ad intervenire.
«L’estate diventa una lente di ingrandimento sulla solitudine, così come il Natale - dice Maria Grazia Santucci, presindente dell’Associazione Psicologi per i popoli - Del resto, è anche il periodo in cui ci sono più suicidi». «La condizione di queste persone è drammatica - afferma la psicologa - basti pensare che dopo la morte nessuno reclama il loro corpo. Morire da soli è la cosa più brutta che ci può accadere, è il pensiero che subito allontaniamo. Eppure succede a tante persone e sempre più spesso». «Succede più agli uomini che alle donne - precisa - Perché le donne sono più abituate a chiedere aiuto e hanno una maggiore capacità di adattamento. Gli uomini tendono ad isolarsi, anche se non sono indipendenti». «La solitudine è una condizione umana, nella quale ci troviamo costretti a fare i conti con noi stessi. Questo può essere molto pericoloso, perché possiamo ritrovarci completamente impotenti. La presenza dell’altro, infatti, anche se non sempre serena, rappresenta un conforto: dall’altro veniamo aiutati, molto spesso assolti per i nostri errori quotidiani; ma, soprattutto, l’altro ci permette di sperimentare l’emozionalità. Anche un animale, per un bambino, è una risorsa enorme. I piccoli che hanno vissuto l’esperienza di convivere con un cane o un gatto saranno degli adulti migliori».
Se da un lato c’è chi resta solo, dall’altro c’è chi non si cura della solitudine dell’altro, del vicino. Sono due aspetti dello stesso fenomeno. D’estate c’è chi lascia soli gli anziani, gli animali. «L’egoismo è un atteggiamento diffuso - conclude la Santucci - Non siamo più portati a dare una mano. E siamo capaci di liberarci della “zavorra” emozionale di chi ci accompagna con troppa facilità».

Attanasio il trasformista, cambia ancora partito e ritorna col Pd

NAPOLI. È fuga dalla maggioranza del sindaco Luigi de Magistris. Dopo Vincenzo Gallotto, consigliere comunale del gruppo misto, ex Idv, passato all’opposizione la scorsa settimana, anche Carmine Attanasio, rappresentante dei Verdi nell’assise cittadina e di Lavoro, Sviluppo e Ambiente, la lista civica del sindaco, nella Città Metropolitana, abbandona gli “arancioni” e passa col Pd, che in entrambe le assemblee è schierato all’opposizione. Con l’uscita di Attanasio dalla maggioranza, l’ex pm non ha più i numeri per approvare il bilancio di previsione 2015, che va in aula mercoledì. Per far passare la manovra, infatti, servono almeno 25 consiglieri presenti in aula. Se le opposizioni decidessero di uscire al momento dell’appello, verrebbe a mancare il numero legale.

COMUNE. I consiglieri rimasti fedeli a de Magistris, infatti, sono solo 22: Idv (6), Fds (5), Città Ideale (4), Campania Domani (3), Sel (1), Nèt (1), Teresa Caiazzo e Luigi Zimbaldi nel gruppo misto, che contando il primo cittadino garantiscono alla maggioranza 23 voti.
Ben 26, invece, i consiglieri di opposizione, dove Ncd si conferma il primo gruppo con 6 consiglieri. Seguono il Pd, che sale a 5 consiglieri, con l’ingresso di Attanasio, e Ricostruzione Democratica, con i separati in casa Simona Molisso e Carlo Iannello di Red e Gennaro Esposito. Quindi, una serie di gruppi da 2 consiglieri: Sim, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Iniziativa Riformista. Ai quali si aggiungono il presidente di Fare Città, Gianni Lettieri, il Pdl Napoli con un solo consigliere, e Vincenzo Gallotto    e Marco Russo nel gruppo misto. 

PALAZZO MATTEOTTI. Va peggio, per il sindaco, alla Città Metropolitana, dove con l’uscita di Attanasio, al quale ha conferito la delega assessorile al Turismo, può contare solo su 6 voti, compreso il suo, contro i 19 delle opposizioni (7 Pd, 7 Fi, 4 Ncd, 1 FdI). I dissapori con Renzi e col Governo, sulla questione Bagnoli, e col Pd per la corsa alle prossime comunali 2016, hanno congelato il patto con i democrat da suggellare con la distribuzione delle deleghe assessorili. La fase di transizione che attraversa il nuovo ente, tuttavia, garantisce al primo cittadino metropolitano i poteri per poter governare anche in assenza di una maggioranza vera e propria.

IL PD ESULTA. Intanto, con l’acquisto di Attanasio i democrat vanno a rimpolpare le loro fila sia in Comune che nell’ex Provincia. Domani, il segretario metropolitano Venanzio Carpentieri, i capigruppo al Comune ed alla città metropolitana, Aniello Esposito e Luca Mascolo, nonché i consiglieri comunali e metropolitani del Pd ufficializzeranno il nuovo arrivo con una conferenza stampa nella sede del Pd metropolitano di Napoli di via Toledo. «Con l’adesione di Attanasio – sottolinea in una nota il Pd - cresce il Pd in Consiglio Comunale e nella Città Metropolitana dove diventa partito di maggioranza relativa».

RECORDMAN DI CAMBI. Il consigliere ambientalista nella sua carriera politica ha accumulato esperienze in diversi partiti, oltre che nei Verdi e nell’Idv, anche in Rifondazione Comunista, Forza Italia e Pd. Un curriculum che gli è valso l’accusa di «trasformismo» in un articolo del Fatto Quotidiano, che l’ha inserito nella sua lista degli “Impresentabili”, in piena campagna elettorale per le regionali di maggio. Accusa contro la quale Attanasio si è sempre battuto, motivando, di volta in volta le proprie scelte. In segno di protesta, Attanasio si è anche incatenato ad un albero, sotto la sede Rai di Napoli, per fare lo sciopero della fame.  
Nell’ultima consiliatura, Attanasio è al secondo passaggio, avendo già cambiato una volta partito, dall’Idv, dove è stato eletto, ai Verdi, ed entrando nel gruppo misto. A dettare l’ultimo cambio, con l’ingresso nel Pd, sarebbe stato, secondo indiscrezioni di palazzo, la decisione dei Verdi di puntare su Stefano Buono per le comunali nel 2016. L’ex consigliere comunale e regionale di Ercolano sarebbe molto vicino a Francesco Emilio Borrelli, che avrebbe sostenuto nell’ultima campagna per le regionali.  

Centro presidiato: i carabinieri hanno trovato una pistola

NAPOLI. I carabinieri della compagnia Napoli Stella insieme ai colleghi del Regimento Campania e dei battaglioni Toscana e Puglia hanno svolto uno specifico servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto dell’illegalità diffusa, con perquisizioni e controlli di pregiudicati della zona, in particolare hanno effettuato decine di controlli con due arresti e 11 denunciati. Sequestrati pistola e munizioni, rimosso impianto di videosorveglianza.

Muore a bordo dell'aliscafo in partenza, caos al Porto

NAPOLI. Ritardi nelle partenze e negli arrivi degli aliscafi si sono registrati oggi al Molo Beverello nel porto di NAPOLI, affollato di turisti, dopo la morte di un 60enne a bordo in un mezzo veloce di navigazione del Golfo. P.V., fanno sapere i carabnieri interventi col '118', è deceduto per arresto cardiocircolatorio intorno alle 8.30 sull'aliscafo Napoli-Ischia. È  stata bloccata la partenza con conseguenze sulla programmazione di quelle successive e sugli arrivi nello scalo partenopeo. Per circa un'ora vi sono stati ritardi e disservizi.

Bagnoli, de Magistris: basta con le "renziate", gestiamo tutto noi

NAPOLI. «Mani, manine e manone su Bagnoli». Il sindaco Luigi de Magistris si scatena su Facebook e torna ad attaccare il premier Matteo Renzi: «È un anno che ci tiene bloccati. Ora siamo all’epilogo, vuole nominare il commissario. Ma noi lo fermeremo». E lancia il guanto di sfida: «Siamo pronti a fare noi la nuova Bagnoli: il Comune assieme ai cittadini. La Regione potrebbe sostenerci economicamente».
Al rush finale, insomma, l’ex pm, prova a giocare d’anticipo ed a spiazzare il Governo, che pare pronto a chiudere la partita entro la prossima settimana con la nomina del commissario. Tra i nomi circolati nelle ultime settimane, quelli di Salvatore Nastasi e di Ivano Russo. I correttivi allo Sblocca-Italia inseriti nel decreto Enti Locali, con l’individuazione della stazione appaltante nell’agenzia governativa Invitalia e l’apertura ai privati, hanno dato l’accelerata alla questione. 
Ma il primo cittadino non ci sta ed è pronto a dar battaglia sia politica che legale fino all’ultimo, forte anche dell’appoggio che pare provenire dal neo-governatore Vincenzo De Luca, che non ha esitato a definire «demenziale» la norma su Bagnoli, criticando, in particolare, l’assenza di remunerazione per chi rivestirà l’incarico di commissario. 
E, allora, ci pensa de Magistris, con un lungo post sul suo profilo Facebook, a ripercorrere le tappe che hanno portato alla rottura dei rapporti tra il Comune ed il Governo sul caso Bagnoli. 

«BAGNOLIFUTURA, FALLIMENTO “CURIOSO”». «Mettemmo anche un magistrato perbene – racconta il sindaco, riferendosi all’ex presidente della Stu, Omero Ambrogi – per aiutarci ad affrontare la gravissima situazione con cui ci hanno consegnato l’ex area Italsider 4 anni fa. Delibera sulla spiaggia pubblica, recupero della linea di costa, rimozione colmata, piano bonifiche, rilancio di verde, economia e lavoro, archeologia industriale, un duro lavoro, tra mille ostacoli. Mentre si stava per svoltare ecco l’incendio di Città della Scienza, senza colpevoli, sequestri, fallimenti curiosi». 

«CHI HA INQUINATO PAGHI». «Il 3 dicembre 2013 – ricorda l’ex pm -: emetto ordinanza, senza precedenti, con cui ordino a chi ha inquinato di pagare e risarcire. Centinaia di milioni di euro. I responsabili? Lo Stato e gruppi privati assai influenti. Scricchiolano equilibri». 

«IL PATTO VIOLATO: UNA “RENZIATA”». «Renzi firma protocollo per bonifiche e riqualificazione con Comune e Regione il 14 agosto 2014 – prosegue il sindaco -. In realtà, una “Renziata”. Pochi giorni dopo, violando l'accordo, Renzi non dà le risorse per cui si era impegnato, approva lo Sblocca Italia e commissaria Bagnoli. Mette in atto, con violenza di Stato, l’esproprio di un quarto della città. Fa fuori il Comune, la città, mette dentro poteri forti, anche coloro che sono tra i responsabili del massacro delle terre di Bagnoli. È evidente l’operazione, vogliono mani libere, senza ostacoli di giustizia». 
«IL COMUNE SI RIBELLA». «Scatta la reazione della Napoli dalle mani pulite – commenta de Magistris -. È un anno che Renzi ci tiene bloccati. Nel frattempo noi siamo andati avanti: abbiamo approvato il piano di riqualificazione e rigenerazione urbana di Bagnoli in giunta e consiglio comunale, dialogato con i cittadini, partecipato ad assemblee popolari accese e belle». 

«SIAMO ALL’EPILOGO». «Nelle prossime ore – incalza l’ex pm - Renzi pensa di chiudere la partita con la nomina del commissario, espropriando Napoli e i napoletani, relegando il Comune a mero organo consultivo nell’ambito di quello che deciderà, nelle segrete stanze, sua maestà manona commissario. Noi non consentiremo a nessuno di mettere le mani sulla città. È la nostra storia. Le uniche mani su Bagnoli saranno quelle dei napoletani e di tutti gli abitanti del mondo con i quali realizzeremo la nuova Bagnoli». 
«BAGNOLI LA FACCIAMO NOI: COMUNE E REGIONE». «Ecco – conclude il sindaco -, proviamo a questo punto a farla noi: Comune, abitanti, studenti, operai, impiegati, disoccupati, contadini, precari, intellettuali, imprenditori, costruttori, persone di buona volontà. Facciamo una cosa che non si è mai fatta. Costruiamo noi, in autogoverno, Bagnoli, con un grande movimento di popolo formato da tutti quelli che sono contro il Sistema. Ci sosterremo economicamente con un piano di mobilitazione popolare. Senza manine, senza cricche, senza speculatori, senza mafie, senza corruzione. È difficilissimo, sembra impossibile, ma proviamoci. Sfidiamo la Regione, potrebbe sostenerci anche economicamente. Bagnoli è Napoli in primo luogo, poi è Sud, è Mediterraneo, è Italia. Questa può essere una grande azione popolare autogestita dal basso contro la logica mafiosa dello Sblocca Italia. Io sono pronto, come sempre, a sporcarmi le mani contro manine e manone».

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