Martedì 19 Febbraio 2019 - 10:37

Commerciante barricato, appello di Confcommercio a Sepe

NAPOLI. ''Eminenza, richiamo la sua attenzione sulla drammatica vicenda che ha riguardato Giovanni Carretta, titolare da oltre sessant'anni di uno storico negozio di abbigliamento sito in Napoli al Corso Umberto I e che ha rischiato di concludersi con un gesto estremo". Lo scrve Pietro Russo, presidente di Confcommercio Imprese per l'Italia della provincia di Napoli, in una lettera indirizzata al cardinale di Napoli Crescenzio Sepe. "Nella qualità di presidente dell'organizzazione maggiormente rappresentativa delle aziende del terziario, che ha tra le sue finalità statutarie la tutela degli operatori commerciali e che, per il ruolo istituzionale svolto, ben conosce le difficoltà che da diversi anni gli operatori commerciali soprattutto di Napoli e provincia stanno vivendo a causa della gravità e del perdurare della crisi economica - prosegue - richiedo il suo autorevole intervento affinché l'Ordine Religioso Francescano, proprietario dell'immobile in oggetto, possa riconsiderare la questione, favorendo un percorso di mediazione che consenta di trovare una soluzione bilanciata tra gli opposti interessi''. ''Già in passato nei suoi discorsi, quale massima autorità morale del nostro territorio, ha avuto modo di ribadire, di fronte alle disperazione delle famiglie colpite dalla perdita del lavoro e dalla mancanza di fonti di reddito, l'importanza di testimoniare la solidarietà non solo con le parole ma soprattutto con gesti concreti a partire dalla stessa Chiesa, entrando nella realtà concreta delle persone per coglierne le speranze e le attese - scrive ancora Russo - Sono certo che la sua discesa in campo saprà illuminare la strada da percorrere, ispirando il compimento di azioni misericordiose di cui si avverte sempre più il bisogno in un mondo che sembra divenuto sordo alle invocazioni di aiuto''.

 

NAPOLI. Si è barricato nel suo negozio di Corso Umberto per evitare lo sfratto esecutivo e ha minacciato di suicidarsi. "Non è una protesta, è un atto di disperazione", spiega Fernando, il figlio di Giovanni Carretta, titolare di un negozio di abbigliamento maschile in corso Umberto, a Napoli. Fernando racconta la storia del papà e della sua famiglia che quel negozio lo gestisce da 60anni. "Abbiamo sempre pagato, siamo brava gente ma la crisi ha spezzato le gambe anche a noi - dice - Fernando - il costo dell'affitto poi è salito alle stelle: dai due milioni delle vecchie lire a seimila euro. Mio padre pagava non tutto ma una parte la pagava. Con questa crisi come si può pagare un fitto così tanto alto? Abbiamo cercato di spiegarlo ai francescani ma non hanno voluto sentire storie". E così oggi è arrivato il giorno dello sfratto esecutivo. "Grazie a questo negozio vive una intera famiglia: mio padre, mia madre, mio fratello ed una mia sorella divorziata con due bimbi. E poi ci sono io che ho solo un lavoro part time da 700 euro al mese - racconta ancora Fernando - Ad oggi l'unico stipendio a disposizione di tutta la famiglia. Già il 23 dicembre scorso mio padre venne a casa e ci disse di non sentirsi più un uomo. Scomparve per ore e poi lo ritrovammo barricato nel negozio. É disperato, vuole uccidersi. L'unica cosa che chiede è di incontrare i padri francescani per provare a trovare un accordo". 

La “paranza dei bambini” uccide per gioco: così si cresce da boss e si piange in carcere

di Fabio Postiglione

NAPOLI. Prese la pistola dall’auto e gli sparò in petto e poi alla testa. Perché aveva risposto male e si era permesso di rifiutare una sigaretta che il boss aveva chiesto per fare uno spinello. Morì così, per gioco, Maurizio Lutricuso, un giovane di 24 anni, davanti all’uscita di una discoteca di Pozzuoli il 10 febbraio del 2014. Tahar Manai invece aveva 46 anni, ed era un cittadino del Bangladesh che lavorava in città da diversi anni con moglie e due figli. Fu ammazzato anche lui per gioco: quella sera alcuni ragazzi, poco più che adolescenti, dovevano provare una pistola calibro 7,65 che sarebbe stata usata per un agguato importante e non poteva fallire: «spara in petto al nero», si sentì in una intercettazione. Eccola la “paranza dei bambini”, il soprannome che la procura di Napoli ha dato ad un gruppo di ragazzini, poco più che maggiorenni, che per mesi ha seminato terrore e morte nei vicoli di Napoli: Forcella, Sanità, Decumani. Si ergevano a boss e capi sventolando pistole e ferendo a caso chi ritenevano fosse il loro nemico: cinque le vittime innocenti di questa faida. Da una parte i Mazzarella che hanno il loro avamposto a Poggioreale e dall’altra la “paranza dei bambini”. Ma adesso 51 di loro sono in carcere schiacciati da accuse pesanti che potrebbero cambiare il corso della loro vita. Ieri c’è stata la requisitoria lunghissima divisa addirittura in tre udienze e sono oltre cinque i secoli di carcere richiesti dai pm della Dda di Napoli che hanno ricostruito come un puzzle, con pezzi che via via si modificavano con il passare dei mesi, la breve e drammatica storia dei Sibillo, degli Amirante, dei Brunetti, dei Cedola e della terza generazione dei Giuliano. I nipoti di quei boss che si facevano fotografare in vasche a forma di ostrica a Forcella con Diego Armando Maradona, che contrattavano con la ’ndrangheta e la Sacra Corona Unita per il trasporto di milioni di tonnellate di sigarette dall’Albania, che negli anni Novanta hanno deciso le sorti di centinai di persone in tutta la Campania durante le interminabili faide per il controllo degli affari illeciti che hanno fatto di Napoli la città più pericolosa d’Italia. Adesso sono loro sotto processo e con il rischio di essere condannati a 20 anni di reclusione a soli 20 anni di età. Due le condanne all’ergastolo chieste dai magistrati Francesco De Falco e Henry John Woodcock: nei confronti Vincenzo Costagliola e Giovanni Cerbone, il primo accusato di aver ucciso Maurizio Lutricuso, l’altro per aver assassinato Tahar Manai. Per Lino Sibillo, per mesi latitante e poi stanato a Terni, sono stati chiesti 20 anni. Stessa pena invocata per gli altri capi: Manuel Brunetti, Giuseppe e Guglielmo Giuliano e Salvatore Cedola. 

Schiaffi alla 16enne in Villa comunale, identificata la baby gang di Castellammare

CASTELLAMMARE DI STABIA. Il cerchio adesso si è definitivamente chiuso. I carabinieri sono riusciti ad indentificare tutti i componenti della baby gang che alcuni giorni fa prese a schiaffi una 16enne nella Villa comunale. Un episodio di bullismo che portò già ad una denuncia a piede libero nei confronti di una ragazza di 18 anni, identificata poche ore dopo l'aggressione. Ma le indagini dei militari dell'Arma stabiese non si sono fermate e hanno portato all'identificazione di altre tre ragazzine minorenni di Castellammare.

Torre del Greco, prima seduta del consiglio comunale dei bimbi

TORRE DEL GRECO. Cura e tutela dell'ambiente e in particolare del verde pubblico. È stato questo l'argomento affrontato nel corso della prima seduta - dopo quella di insediamento - del consiglio comunale dei bambini, istituito su iniziativa dell'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Ciro Borriello e composto dai rappresenti di tutte le scuole elementari di Torre del Greco.

«Arrivano i carabinieri» E butta dalla finestra 2mila dosi di droga

NAPOLI. Quando ha visto arrivare i carabinieriha buttato dalla finestra 2000 dosi di droga. È accaduto nel complesso di edilizia popolari "case dei puffi", area dove gli affari illeciti sono monopolizzati dal clan "Vanella Grassi", dove i carabinieri del nucleo operativo Stella hanno tratto in arresto per  detenzione ai fini di spaccio di droga Qlessandro Lubrano, 33enne del luogo, già noto alle forze del'ordine, ritenuto contiguo al citato clan.

Quartieri, 17enne aveva una 357 magnum sotto al letto

NAPOLI. Ai Quartieri Spagnoli carabinieri i carabinieri della compagnia Napoli Centro hanno arrestato un 17enne,  sorpreso con una pistola 357 magnum pronta all’uso sotto al letto. Il giovane deve rispondere di detenzione abusiva di armi comuni da sparo clandestine e munizioni.
 

Raffineria di cocaina
a San Giuseppe Vesuviano: 5 arresti

SAN GIUSEPPE VESUVIANO. La Guardia di Finanza di Napoli ha scoperto una raffineria di cocaina a San Giuseppe Vesuviano gestita dal clan Gallo-Limelli-Vangone. Sono stati sequestrati oltre 7 chilogrammi di cocaina ed arrestati in flagranza 5 persone. La droga sequestrata avrebbe avuto sul mercato un valore di oltre 3 milioni di euro e sarebbe servita per il confezionamento di oltre 100 mila dosi. Quando i militari delle Fiamme Gialle hanno fatto irruzione in un appartamento di San Giuseppe Vesuviano hanno trovato cinque persone impegnate a confezionare dosi. Fra queste figurano appunto due esponenti di spicco del clan Gallo-Limelli-Vangone attivo a Torre Annunziata.

De Luca: «Dalla Regione oltre 5 miliardi per Napoli»

NAPOLI. «La Regione Campania ha deciso di destinare 3 miliardi di euro per la città di Napoli alle quali si aggiungono altri 2,2 miliardi di risorse non spese. In pratica, una legge finanziaria». A dirlo il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in una conferenza stampa a Palazzo Santa Lucia. «Compiamo una scelta innovativa, perché una grande Napoli è di traino anche per la Campania. È un’opportunità storica per la città di Napoli per la riqualificazione e l'ammodernamento della rete di trasporto, per il rilancio del sistema universitario, del turismo e della cultura. Sono risorse imponenti che dovremo imparare ad utilizzare bene. Facciamo meno chiacchiere a apriamo più cantieri». «Vogliamo portare a Napoli le Universiadi. E per questo motivo abbiamo messo da parte 20 milioni di euro per la candidatura della città che ha avuto anche il sostegno del Governo. Siamo di fronte ad evento di portata mondiale, che può dare a Napoli un grande rilancio». A dirlo il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso di una conferenza stampa a palazzo Santa Lucia. «Pensiamo all’area dell’Ex Nato di Bagnoli per l’ubicazione delle residenze e degli impianti sportivi. Per la zona stanziamo 150 milioni di euro».

Roccaforte juventina? Acerra si ribella: «C'è una sola appartenenza»

NAPOLI. Non ci stanno perché le “radici” sono “radici” e per questo motivo dopo il servizio di un Tg nazionale che raccontava che Acerra era la roccaforte juventina della provincia di Napoli hanno deciso di rispondere a modo loro, ovvero con uno striscione lungo diversi metri, posizionato nei pressi del Comune della cittadina vesuviana. Il testo onora Pasquale D'Angelo, il capo degli Ultras 72 della curva B di Napoli, colui il quale per primo ha introdotto sulle gradinate la canzone che è diventata l'inno del Napoli "un giorno all'improvviso”. Lui era nato a Taranto ma viveva ad Acerra, poi un infarto ha spento i suoi sogni ma non il suo ricordo che resta indelebile non solo in curva, con una bandiera che sventola al centro della B, ma anche tra i suoi concittadini che non hanno gradito di essere ritenuti juventini. "Acerra ha una sola appartenenza e c'è chi l'ha onorata nel mondo con la sua presenza. Pasquale sempre presente”, recita il lungo striscione. Un ricordo, una dichiarazione d'amore, un obiettivo: portare avanti il suo esempio di ultras con valori e legato ai colori biancoazzurri. “Di bianconero ad acerra non c'è nulla”, dicono.

Tragedia sfiorata, deraglia treno della Cumana: donna ferita

BACOLI. Tragedia sfiorata questa mattina sulla linea ferroviaria Cumana. Intorno alle 7 un treno proveniente da Montesanto è deragliato poco prima della stazione di Torregaveta. Una donna è rimasta ferita ad una gamba ed è stata trasportata con un'ambulanza all'ospedale di Pozzuoli. Secondo la ricostruzione, il mezzo è uscito fuori dai binari ed ha finito la propria corsa contro un palo della rete elettrica. Per fortuna la bassa velocità con la quale procedeva il convoglio non ha portato a nessuna grave conseguenza. Il mezzo era quasi vuoto, appena 4-5 persone erano presenti nei vagoni. La donna ferita proveniva da Napoli ed era diretta a Bacoli per lavoro. Sul posto sono intervenuti i mezzi di soccorso e i sanitari del 118.

IL COMMENTO DEL SINDACO. «Come Comune di Bacoli stiamo seguendo con attenzione la vicenda, attraverso il consigliere Ercole Mirabella in contatto con i vertici EAV e di Regione Campania, affinché venga ripristinata quanto prima la normalità. E, intanto, abbiamo chiesto un potenziamento del servizio di trasporto pubblico su gomma. Intanto si consiglia ai pendolari di utilizzare gli autobus, in partenza da Torregaveta. Le partenze e gli arrivi della Cumana, in attesa di comprendere anche i motivi del deragliamento, avverranno dalla stazione del Fusaro». Questo il commento del sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, su Facebook. 

 

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