Abbiamo lo spaccio della droga dentro gli stadi, parliamo delle curve come tifo sano, ma il tifo sano delle curve non può partecipare, non può parlare, non può stare in quel posto perché 400-700 massimo 1000 tolgono i posti che dicono loro ai tifosi". Sono queste le parole di Aurelio De Laurentiis che hanno fatto tante discutere nei giorni scorsi. Parole che hanno mandato in bestia gli stessi ultrà chiamati in causa dal patron partenopeo. La Curva A, in particolar modo, ha voluto contestare quanto detto da De Laurentiis tramite un volantino che sarà distribuito:

"ADL attacca le Curve, offendendo chi per questa maglia, per questa città, fa sacrifici di ogni genere, sacrifici che chi come lui, abituato a pensare solo al profitto personale, non potrà mai comprendere. Ieri drogati oggi spacciatori?! Certo, non siamo dei santi, ma la Curva è la nostra casa e non la sporchiamo... Anzi la difendiamo. E' evidente che l'insinuare fatti non supportati da prove serve solo a distogliere l'attenzione dagli ultimi e ormai innumerevoli avvenimenti.

ADL ormai fa problemi da anni, non mantenendo mai la parola. I soliti mancati investimenti, che fanno essere ancora una volta in capo perdenti. Se oggi il San Paolo sta avendo un restyling lo si deve all'imminente inizio delle Universiadi della nostra città. Le sue ripetute offese riguardo la storia del nostro club e dei suoi tifosi. Attacca il Comune, attacca il Governo, attacca i giornalisti, attacca il mondo del calcio, attacca noi ultras, attacca tutti, ma crediamo che il bluff sia oramai palese.

La verità è che... ADL dovrebbe semplicemente attenersi ai suoi doveri, come un vero presidente di calcio: rispettare la tifoseria, fare investimenti... Al fine di essere finalmente vincenti!".