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Nel mondo la libertà di stampa arretra rispetto all’anno precedente (2013); l’Italia scivola al 73° posto, dietro la Moldavia e davanti al Nicaragua, e non è una consolazione per chi, come noi, appartiene alla categoria. Ed è stato perciò un vero privilegio per l’Automobile Club Napoli presentare il libro “Dentro la Terra dei Fuochi”, dei giornalisti Gerardo Ausiello e Leandro del Gaudio, che non solo è la vera cronaca, direi la storia, di questa terra, ma soprattutto costituisce un atto di coraggio di questi due valorosi autori nei confronti della società a cui appartengono e delle sue classi dirigenti, politiche, economiche, amministrative e sociali. Un atto di accusa per molti, per tutti, che sono connotati da uno “stile napoletano” sopravvissuto ai secoli, come il magistrato Piccirillo definisce il male oscuro che caratterizza le popolazioni meridionali degli ultimi 200 anni.

Che c’entra l’Aci con questa tematica? Beh, se ricordiamo che la legge istitutiva definisce l’Automobile Club ente pubblico non economico a base associativa senza scopo di lucro, preposto a servizi di pubblico interesse e necessario ai fini dello sviluppo economico, civile, culturale e democratico del paese, c’è tutto il suo compito istituzionale. Perciò ci sentiamo titolati, anzi tenuti, a dare un contributo per la qualità della vita. E quale migliore contributo si può dare se non quello di preservare la vita umana non solo dagli incidenti stradali, ma dai veleni che inquinano l’aria, l’acqua, la terra e con essa  i cibi che mangiamo. Sono anni che portiamo avanti la campagna di sensibilizzazione “Entra nel Club dei Tifosi della Legalità”, con il sostegno, in qualità di testimonial, di autorità e prestigiosi esponenti delle istituzioni, della politica, della cultura, dello spettacolo e della società civile, proprio per sottolineare l’importanza del rispetto del regole non solo ai fini della sicurezza stradale ma anche per la salvaguardia dell’ambiente: due capisaldi di ciò che noi definiamo “mobilità responsabile”.
Una volta, tempo fa, ci siamo occupati della Campania Felix e della sua accessibilità e percorribilità con i mezzi di trasporto pubblico e privato, della SS 162,  il cosiddetto Asse Mediano, e mai avremmo pensato che queste arterie, inserite nel verde della natura e degli orti, potessero un giorno diventare le strade della morte. E lo si capisce ancora meglio dopo la lettura di questo libro che nulla concede all’isteria, allo spettacolo, ma neanche al minimalismo, alla sottovalutazione  con una analisi precisa delle cause di questa tragedia più grave di Chernobyl e, soprattutto, indicandone le vie d’uscita ai politici, agli amministratori, alla società intera.
La tragedia più grossa non è l’inquinamento della terra, dell’acqua, dell’aria di questo  territorio, ma quello delle nostre menti, delle nostre coscienze, è quel male oscuro, ma non tanto, che è la paralisi, l’immobilismo, il far niente che condanna da secoli questa parte del Sud Italia. Non è solo colpa della camorra - politica - massoneria, ma anche della Pubblica Amministrazione, dei dirigenti, dei tecnici delle varie agenzie, Arpac, Asl, Istituto Superiore della Sanità, forze dell’ordine, magistratura, agricoltori senza scrupoli se non addirittura conniventi e corrotti, cittadini comuni che si voltano dall’altra parte per non vedere, non sentire, non agire. Un solo ultimo esempio: dopo più di un anno dall’incontro delle madri con il Presidente della Repubblica, non è successo niente. Anzi, qualcosa è successo: sono stati distratti 9 milioni destinati alla terra dei fuochi per l’Expo di Milano; ovvero  ci occupiamo  più di come sfamare il mondo e  meno di come non avvelenare la nostra terra e alcune associazioni ecologiste arrivano persino a premiare i nostri governanti perché saremmo diventati un modello per l’ambiente.
Un dato è certo: la maggiore percentuale di tumori nella terra dei fuochi. E  se non è dimostrata  ancora, scientificamente, la relazione causa-effetto di questi mali le ipotesi sono solo due. O i veleni causano i tanti tumori in più oppure provocano un indebolimento genetico delle popolazioni che abitano questi territori.  Il Ministro dell’ambiente Galletti dichiara che non è più la terra dei fuochi perché c’è l’esercito a guardia del territori, ma allora la chiameremo  terra dei veleni perché, finora, non è stato bonificato nemmeno 1 mq e la Campania è l’unica regione d’Italia dove nell’ultimo trentennio  l’aspettativa di vita delle persone si è ridotta di 2 anni. Ecco la denuncia di questi due valorosi giornalisti che sono andati molto al di là  del loro dovere professionale. Non si sono girati dall’altra parte, hanno sentito, hanno visto ed hanno denunciato. E anche noi, nel nostro piccolo, con le nostre iniziative a favore della legalità, non vogliamo girarci dall’altra parte.

Antonio Coppola
*presidente Aci Napoli