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Non è per niente facile, altro che sorteggio favorevole. La Dinamo Mosca con gambe leggere dopo la sosta invernale di tre mesi del campionato russo, è un ostacolo alto per un Napoli sotto pressione da 40 partite. I più spremuti sono Callejon, Higuain, Hamsik, Albiol. Tra campionato ed Europa League bisogna arrivare indenni alla sosta del 28 marzo (Bulgaria- Italia, qualificazione europea). Poi, sei partite in aprile. La stagione comincia a farsi pesante. Il Napoli, pressato in campionato, alla stretta finale in Coppa Italia, alla svolta decisiva in Europa per agguantare i quarti (impresa riuscita tre volte in trenta partecipazioni ai tornei continentali), deve trovare risorse psicofisiche per tenere sui tre fronti. La Dinamo arriva in un momento delicato. Il calo finale contro l’Inter preoccupa. La rotazione di Benitez propone pochi giocatori “freschi”: Inler in grande recupero, Zapata, Mesto, Mertens, Jorginho, Gabbiadini. Proprio l’ex doriano potrà essere l’asso nella manica per superare l’usura dell’intera squadra. Il suo contributo sarà essenziale in questa parte della stagione che chiude molti conti. La Dinamo è bella e fatta. Non ha problemi. Recuperato l’esterno destro Ionov, squalificato il centrocampista Yusupov, la formazione titolare è indenne, solo sotto scacco per il difensore Kozlov e i centrocampisti Denisov e Vainqueur diffidati. La squadra di Cherchesov, a specchio del Napoli (4-2- 3-1), è pericolosa in attacco. Qui sta il punto. Bisogna evitare che vada in gol al San Paolo. Ma il Napoli non è squadra a tenuta stagna. Nelle quaranta partite stagionali, gli azzurri sono riusciti a non prendere gol in13 gare, un solo zero a zero. Il potenziale offensivo del Napoli sarà decisivo se non sprecherà come contro l’Inter e metterà al sicuro la qualificazione con un punteggio secco, almeno un paio di gol a zero per andare a Mosca, nel “ritorno” del 19, dove sono previste condizioni ambientali difficili, con una buona chance di proseguire l’avventura europea. Fin quando le gambe gireranno, bisognerà soffocare la Dinamo nella sua metà campo come nei settanta minuti spettacolari contro l’Inter e ottenere il vantaggio più favorevole da tenere poi con attenzione, abnegazione e cuore. Giocherà De Guzman per rafforzare il centrocampo. Possibile una linea mediana con l’olandese e Inler per non rinunciare ad Hamsik e piazzare Gabbiadini a sostegno di Higuain in un 4-4-1-1? Sono “fantasie” del pre-gara. Benitez è uomo di Coppe, saprà come fare. Ma appare evidente che tutto ruoterà sul migliore impiego di Gabbiadini assegnandogli la posizione “giusta” per colpire. Mertens, tornato brillante domenica sera, è un’altra arma per andare a segno variando lo schema tattico durante il match sino a un audace 4-3-3. Higuain, formato guerriero, potrà trascinare la squadra. La Dinamo ha nel francese Valbuena (dieci assist) l’ispiratore della manovra offensiva con Ionov e Dzsudzsak sugli esterni, il giovane Kokorin (23 anni) terminale d’attacco con un buon rincalzo in panchina, il tedesco Kuranyi (33 anni, 1,90). La partita sfugge ad ogni previsione e resta molto legata alla più fresca condizione fisica dei russi. Ci sarà da osare e da soffrire in una notte di gloria e patimenti. La Dinamo giunge da imbattuta, 8 vittorie e 2 pareggi nel suo percorso europeo di questa stagione (cinque successi esterni). Il Napoli vanta una imbattibilità europea di dieci partite al San Paolo (8 vittorie, 2 pareggi). Non saranno i “numeri” a fare il match. Ci vorrà un grande cuore azzurro per non mollare, cuore e lucidità, precisione nella gestione della palla e concretezza in attacco. Il pubblico dovrà fare la sua parte, senza indispettirsi alle prime contrarietà. Il Napoli ha bisogno di un grande sostegno per superare una partita insidiosa che può segnare la sua stagione. Le vittorie aiutano a superare la stanchezza. Le vittorie aiutano sempre e il Napoli ha vinto una sola volta nelle ultime quattro esibizioni. Una scossa è necessaria.