Giovedì 21 Febbraio 2019 - 3:15

Ciambriello: detenuti minori, dati allarmanti in Campania

“A Febbraio 2018, in  tutta Italia, c’erano 11.916 minorenni e giovani adulti in carico ai servizi della giustizia minorile, di questi 1.430 donne. Solo in Campani 5.000. Un esercito numeroso nei centri penali per minorenni, nelle comunità private, in carico agli uffici di servizio sociale, in misura alternativa sostitutiva. 3.772 per indagini sociali e progetti trattamentali. Messi alla prova 2.157. In Campania dal tribunale per minorenni di Napoli e Salerno più di un migliaio”.
 
Snocciola questi dati allarmanti ed inquietanti Samuele Ciambriello, garante Campano delle persone private della libertà personali, intervenuto oggi allo workshop “Criminalità Minorile” promosso dalla dott.ssa Iolanda Ippolito, presidente dell’associazione Akira, iniziativa che si sta tenendo oggi e domani a Salerno.
 
“C’è stato un mutamento del reato - ha continuato Ciambriello entrando nel merito della sua relazione -  prima i minori venivano arrestati per accattonaggio, piccoli furti, oggi, girando per le carceri, incontro ragazzi e ragazze condannati a 15/18 anni per omicidio”.
 
“Gli adolescenti di oggi spesso non sanno perché compiono un reato. Sono adolescenti a metà. Vogliono tutto e subito. Hanno la morte dentro, un vuoto valoriale. Vivono una emarginazione sociale, una povertà educativa e culturale. Conoscono 50 parole e le conoscono solo in dialetto, rispetto ai loro coetanei che ne conoscono 1000 e sanno anche parlare una lingua straniera”.
 

Il garante dei detenuti, visti i numeri e l’impotenza nel risolvere le questioni da parte della politica, delle scuole e delle famiglie alla fine denuncia: “Può solo il carcere essere la risposta che mette tranquillità e sicurezza rispetto alla devianza ed alla microcriminalità? Si pensa davvero ad abbassare, arretrare la soglia minima di punibilità, cioè mettere in carcere un dodicenne, un tredicenne, perché è già adulto, aggressivo, violento, furioso? Sottrarre un minore ad un contesto familiare che incanala la sua vita ad un destino di illegalità ed antisocialità è, in astratto, giusto e doloroso, ma occorre farlo prima del reato e del reato grave”.

19:24 1/02

di Redazione

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That’s Napoli Live Show alla serata inaugurale di Casa Sanremo

Casa Sanremo aprirà le sue porte, i suoi spazi e le sue sale, domenica 3 febbraio, alle 18, al Palafiori di Sanremo. Taglio del nastro del patron Vincenzo Russolillo, che sul palco della Lounge ha invitato That’s Napoli Live Show, il coro di Napoli, progetto musicale ideato e diretto dal maestro Carlo Morelli. Ventidue voci e una band composta da quattro musicisti, tutti under 35, tutti diretti dal maestro Carlo Morelli, che con That’s Napoli Live Show ha dato una lettura molto originale e ben riuscita alla musica live, intrecciando il grande patrimonio della canzone napoletana di ieri e di oggi con grandi successi pop dance internazionali.

Capita, così, che John Lennon con “Imagine” incroci Pino Daniele e la sua “Napule è” in uno straordinario mash up, che diventa solo una delle tante chicche messe in un repertorio di 16 brani, eseguiti da voci divise su quattro corde: soprano, mezzosoprano, tenore, basso. Un’ora e mezza di show. Una carica di energia che vince nelle sperimentazioni, in cui, si ritrovano insieme, magistralmente intrecciate, “Tammurriata nera” e “Eye of the tiger” dei Survivor, “'O surdato 'nnammurato” e “Roxanne” dei Police, “Comme facette mammeta” e “Hit the road jack!” di Ray Charles, “'O Sarracino” e “I will survive” di Gloria Gaynor, “Reginella”, “I want to break free” dei Queen e “Dancing Queen” degli Abba, “Luna Rossa” e “Mas Que Nada” di Sergio Mendes. Insieme alle voci, piano, chitarra, basso e batteria. E l’alchimia di successo si completa con il maestro Carlo Morelli, che diventa parte integrante dello spettacolo, nel suo modo davvero unico e esemplare di dirigere. “Dirigere il coro è emozionante, esaltante e affascinante – racconta il maestro Morelli –. Sono rapito dalle note. Ecco perché la mia direzione è sempre in levare. Tra me e il coro si crea un feeling tale da renderlo il mio prolungamento musicale. È come quando si suona uno strumento: dallo strumento esce la musica di chi lo suona; dalla loro voce esce la mia voce. Il coro diventa me stesso moltiplicato. A ogni movimento che scandisco c’è una reazione puntuale e precisa. Il risultato è un’esplosione di energia, che arriva diretta al pubblico, coinvolgendolo e rendendolo protagonista di una performance davvero unica”.  

That’s Napoli Live Show ha la sua dimora fissa, la Chiesa di San Potito, che spunta nel dedalo dei quartieri antichi, in via Salvatore Tommasi 1 (nei pressi del Museo Archeologico). E da maggio ne avrà anche un’altra: il Teatro Tasso di Sorrento.

Nella Chiesa di San Potito, avviene uno straordinario incrocio di musica e recupero dell’arte. L’arcivescovo di Napoli, il Cardinale Crescenzio Sepe, ha concesso l’edificio in uso a Carlo Morelli e alla sua associazione “Ad Alta voce”, nella speranza di farla tornare ai fasti di un tempo. “San Potito era chiusa e abbandonata dal terremoto del 1980, era devastata e con l’associazione abbiamo compiuto un enorme lavoro di pulizia e ripristino – racconta Carlo Morelli –. Oggi è la dimora fissa di That’s Napoli Live Show, progetto che nasce con un’idea è molto ambiziosa: essere un punto di riferimento dei turisti a Napoli, così come accade a Broadway; essere uno spettacolo permanente 8 mesi all’anno”.

Ha la sua dimora fissa, dunque, That’s Napoli Live Show, ma ama anche viaggiare. Nel rispetto della vocazione, che ha nel suo nome “That’s Napoli” (“Questa è Napoli”), a porsi come ambasciatore di tutto quanto di bello, storico, artistico e importante la città all’ombra del Vesuvio ha da raccontare.

22:16 31/01

di Redazione

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Creare un blog, i consigli da tenere sempre a mente

La creazione di un blog non può essere improvvisata, ma si deve basare su un piano di azione accurato. Il primo accorgimento che vale la pena di adottare, però, è quello di dare un'occhiata attorno, allo scopo di prendere spunto dalla concorrenza e dai migliori blog del settore in cui hai in mente di lanciarti. Non si tratta di copiare, ma solo di lasciarsi ispirare da chi ha già ottenuto il successo. In questo modo, si può provare a intuire quali sono le strategie che è preferibile mettere in atto. Non bisogna rinunciare, poi, a pubblicizzare il blog: non solo con Google AdWords, attraverso delle campagne ad hoc basate su parole chiave specifiche, ma anche con gli annunci di Facebook, che permettono di raggiungere solo gli utenti target a cui si mira, per un'audience davvero su misura.

I dati del blog

Una volta che il blog è stato avviato, è opportuno imparare a cogliere i segnali che manda: fuor di metafora, occorre saper analizzare i suoi dati, tenendo traccia delle statistiche. Un tool di analisi di cui si può usufruire è Seomoz, che si basa sull'ottimizzazione, mentre lo strumento più comune di cui ci si possa fidare è Google Analytics, che viene messo a disposizione in forma gratuita. Grazie all'analisi dei dati, è facile capire sia cosa sta andando per il verso giusto sia quali sono gli aspetti che richiedono un intervento migliorativo. Per quantificare le visite ci si può avvalere di Kissmetrics, mentre con CrazyEgg è possibile conoscere gli hot points dei post del blog.

Quali strumenti servono?

Tra gli strumenti a cui si può ricorrere per creare un blog ci sono quelli di email marketing: le care vecchie newsletter non passano mai di moda, e sono utili quando si ha la necessità di far sapere ai propri utenti che un nuovo post è stato messo online. Basta richiedere l'indirizzo di posta elettronica dei lettori per ottenere una lista di contatti che magari in un momento successivo potrà essere sfruttata per l'invio di offerte, magari per prodotti o servizi in affiliazione o per i cosiddetti info-prodotti. Volendo, si può pensare di ottenere un guadagno dal blog anche in altri modi: se non si ha paura di apparire sfacciati si può richiedere una donazione, ma non va sottovalutata la praticità di AdSense, con un guadagno per ogni clic sui banner riportati nelle pagine del blog. Sia chiaro, però: AdSense permette di ottenere delle entrate significative solo se i volumi di traffico sono consistenti.

La presenza sui social

I social network non sono nemici dei blog, anche se in molti casi ne hanno preso il posto: essi, piuttosto, devono essere visti come degli alleati, nell'ambito di una strategia integrata che preveda l'intreccio di tutte e due le soluzioni. Con l'aiuto dei social media, infatti,condividere i post che vengono pubblicati giorno dopo giorno è semplice come bere un bicchier d'acqua; in più si ha l'occasione di interagire e dialogare con i propri lettori, nel modo più efficace e immediato che si possa auspicare.

I commenti

A proposito di interazioni, non bisogna mai dimenticare di rispondere ai commenti che vengono lasciati in calce ai vari post. Una relazione continua con gli utenti è indispensabile per stimolare le visite e invogliare i lettori a tornare sulle pagine del blog. Anzi, magari dai commenti è possibile perfino ricavare spunti e idee per gli argomenti da affrontare nei giorni successivi. L'obiettivo è quello di dare vita a una vera e propria community, da far crescere nel corso del tempo.

15:41 31/01

di Redazione

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Come fare per diventare un personal trainer

Un personal trainer ha il compito di gestire e migliorare il benessere dei propri clienti non solo sul piano fisico ma anche dal punto di vista mentale. Per raggiungere tale scopo, egli pianifica e mette a punto degli allenamenti specifici, le cui caratteristiche variano in base agli obiettivi che devono essere raggiunti e ai risultati che devono essere conseguiti. I programmi stilati da un allenatore personale fanno riferimento alle esigenze mentali e fisiologiche di ciascun soggetto, e intendono favorire un miglioramento della forma fisica e dello stato di salute delle persone.

Come si articola il lavoro di un personal trainer

La fase iniziale del lavoro di un allenatore personale consiste nell'intervista di partenza, che precede la valutazione funzionale e antropometrica. A questo punto, il programma di allenamento personalizzato può essere elaborato e messo a punto. Il compito del personal trainer, però, non è finito: è essenziale che l'efficacia degli allenamenti venga monitorata con costanza, in modo tale che essi possano essere adattati o modificati nel caso in cui essi non risultino in linea con le aspettative.

Non ci si improvvisa personal trainer

Non ci si può improvvisare allenatori personali, ma è indispensabile seguire un percorso di formazione ad hoc che permetta di acquisire tutte le competenze e tutte le abilità del caso. Un corso personal trainer a Roma è importante, per esempio, per una formazione interdisciplinare, che abbracci più ambiti, dalla biologia alla comunicazione, dalle scienze alimentari alla psicologia. Ogni programma di allenamento deve essere predisposto tenendo conto delle peculiarità e dei bisogni del singolo. Amare lo sport non è sufficiente per diventare personal trainer: occorre, invece, una conoscenza di ampio raggio che coinvolga anche l'educazione alimentare e quella alla salute.

Le leggi nazionali e quelle regionali

Allo stato attuale, nel nostro Paese non esiste una legge nazionale che disciplini o identifichi la figura del personal trainer dal punto di vista professionale, ma esistono comunque delle leggi a livello regionale a cui è necessario fare riferimento per operare. Anche per questo motivo, tuttavia, non si può identificare un percorso formativo univoco e prestabilito, anche se un ottimo punto di partenza può essere rappresentato dalla laurea in scienze delle attività motorie e sportive, della durata di tre anni. Una volta ottenuta la laurea di primo livello, si può continuare con gli studi in scienze e tecniche avanzate dello sport o in scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate. Vale la pena di mettere in evidenza il fatto che per lavorare in qualità di personal trainer non è obbligatorio essere in possesso di una laurea. Certo, essa costituisce un vantaggio di non poco conto, ed è sinonimo di competenza e di professionalità, in virtù di una preparazione tecnica e teorica ben consolidata.

I corsi di formazione

A prescindere dal possesso o meno di una laurea, può essere utile seguire dei master specialistici o dei corsi di formazione che siano organizzati da enti che sono riconosciuti dal Coni. Corsi di questo tipo possono essere seguiti, per esempio, da laureati in scienze motorie e dadiplomati Isef, ma anche da osteopati e operatori sanitari, senza dimenticare i fisioterapisti, gli istruttori di fitness e gli studenti universitari di scienze motorie.

Al di là delle competenze teoriche e pratiche, poi, un bravo personal trainer deve possedere anche importanti doti personali: un ottimo spirito di collaborazione e un atteggiamento energico e solare. Inoltre, è fondamentale la predisposizione al contatto col pubblico, così come la capacità di persuadere la clientela allo scopo di garantire il conseguimento degli obiettivi. Le conoscenze multidisciplinari di psicologia dello sport, di traumatologia e di anatomia umana, infine, devono coniugarsi con doti di persuasione e di relazione.

15:35 31/01

di Redazione

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Torna Ragù7su7 dal 4 al 10 febbraio

Sono in tanti i locali di Napoli e della provincia che vogliono celebrare il piatto più amato e conosciuto della città “'O Rraù”, così Luciano Pignataro Wineblog e Mysocialrecipe hanno raccolto con entusiasmo l'appello dei tanti ristoratori e buongustai estendendo anche alla provincia l'iniziativa.

Una seconda edizione che si preannuncia ancora più ricca di ricette da scoprire e gustare, non solo nelle trattorie e ristoranti partenopei, ma anche nelle caratteristiche località della provincia che hanno conservato ancor più la tradizione di questa ricetta che vuol dire casa, affetti, una domenica passata in famiglia o con gli amici.

Un piatto povero che da sempre ha conquistato tutti i palati, quelli più raffinati ma anche quelli più semplici, simbolo di un popolo e della sua più antica tradizione gastronomica.

Per celebrarlo degnamente il Luciano Pignataro Wineblog, e il sito MySocialRecipe, il primo portale al mondo di ricette certificate, con il patrocinio del Comune di Napoli, della Città Metropolitana e con la mediapartnership del Mattino con la sua guida Mangia&Bevi, hanno promosso dal 4 al 10 febbraio la settimana dedicata al Ragù, e così i numerosi ristoranti e le trattorie più conosciute lo inseriranno nel proprio menù, nella versione classica con la pasta o le polpette, nella variante di famiglia con le tracchiole o anche in una moderna interpretazione che racconti le mille varianti che la fantasia del nostro popolo ha creato nel corso degli ultimi cento anni.

L'iniziativa è stata presentata dal giornalista Luciano Pignataro e dalla nutrizionista Francesca Marino, CEO di MySocialRecipe, moderati dalla giornalista Santa di Salvo, mercoledì 30 gennaio alle ore 17.00, nella suggestiva cornice del ristorante stellato Palazzo Petrucci in via Posillipo 16, ed è sostenuta da due prodotti simbolo del ragù, la pasta del Pastificio Di Martino e il pomodoro San Marzano di Solania, accompagnati dall'azienda Santacosta con la linea Don Andrea della famiglia Pagano, da quattro generazioni vinificatori a San Marzano sul Sarno, e dalla Birra Antoniana con la collaborazione di Luigi Castaldi Group.

«Il ragù - dicono i promotori - è un piatto identitario, è nella memoria di tutte le generazioni dei napoletani e dei campani. Per questo nella seconda edizione abbiano esteso l'invito anche alle migliori trattorie al lavoro fuori Napoli, per mettere così in rete tutte le varianti, i segreti familiari, i trucchi dei cuochi, per celebrare la ricetta della domenica e della festa». E uno dei segreti per preparare un buon ragù è proprio “o Tiano”, la pentola originale napoletana per cuocere il ragù, come spiega Pasquale Marone di CuArtigiana, che grazie alla sua caratteristica forma – più stretta nella parte inferiore – permette alla carne di restare sempre immersa nel pomodoro durante la cottura.

E non poteva mancare una degustazione di ragù preparato con le carni di Like Italy dallo chef Lino Scarallo, che lo ha servito su dei finger e sulle classiche candele spezzate, accompagnato dalla pizza al ragù di Giuseppe Pignalosa.

Partner dell’iniziativa il gruppo Rossopomodoro – che avrà nel menù i fusilli con ragù e ricotta e le polpette al ragù non soltanto in tutti i ristoranti italiani del gruppo, ma anche in quelli di New York, Londra e Copenaghen – e il sito LaBuonaTavola.org.

Durante la settimana sono previste Masterclass di approfondimento, showcooking ed eventi.

Sul sito mysocialrecipe.com, nella pagina dedicata all’iniziativa, si potranno scoprire tutte le ricette classiche ed innovative da gustare negli oltre 70 locali aderenti.

18:59 30/01

di Redazione

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Una vita per il mare, racconti di Mario Rosiello: domani presentazione

NAPOLI. Il mare e i suoi tesori celati sono i protagonisti del libro, edito da New Media Edizioni, di racconti, foto e memorie del sub Mario Rosiello. Curato da Antonio Cangiano, verrà presentato domani, 31 gennaio, alle ore 18 alla Libreria Vitanova (viale Gramsci, 19 - Napoli).
Sommozzatore posillipino di professione alla Stazione zoologica Anton Dhorn di Napoli, Mario Rosiello in “Una vita per il mare e per i suoi tesori sommersi" narra le sue esperienze lavorative e l’impegno di vita, i personaggi illustri incontrati, gli aneddoti che hanno caratterizzato la sua esistenza dedicata al mondo sommerso, le tante scoperte e tra queste: le sculture del ninfeo imperiale di Baia, il volto in bronzo di Poseidone, del V sec. a.C. rinvenuto nel Sele; il tesoro di oltre 2mila monete d’epoca romana recuperate dal letto del Garigliano, la statua di Nettuno nella Grotta Azzurra a Capri. Una raccolta di piacevoli conversazioni sul mare e sui suoi misteri.
Alla presentazione saranno presenti l'autore con l’editore Rosario Scavetta in rappresentanza della New Media e lo scrittore e giornalista Antonio Cangiano. Interverranno: Giuseppe Luongo, geologo e prof. emerito Università Federico II; Enzo Maione del Centro Sub Campi Flegrei; Ciro Biondi, pres. Dialogos comunicazione e giornalista; Michele Stefanile, archeologo subacqueo; Marco Molino scrittore e giornalista.  
terluc

18:58 30/01

di Redazione

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“Migranti 1950”, proiezione a Villa Domi

L’audiovisivo come strumento per rappresentare e diffondere tematiche sociali di grande impatto al fine di suscitare interesse e riflessioni nello spettatore: questa la mission di “Migranti 1950”, il docu-film prodotto da AN.TRA. CINE nel 2016 con la regia di Enzo Acri e che vede come attore protagonista Lorenzo Crea, giornalista. L’opera offre uno spaccato di quello che fu il grande esodo negli USA di coloro che nell’epoca del dopoguerra, versavano in condizioni socio-economiche precarie, spinti dal “sogno” di una vita migliore ma al tempo stesso costituisce oggi uno spunto interessante per affrontare ed analizzare la complessa realtà dell’attuale fenomeno della “migrazione” di interi popoli che, a prescindere dalla speranza di acquisire un lavoro che assicuri una vita dignitosa per se stessi e le loro famiglie , tentano di fuggire da dittature sanguinarie e da atrocità non descrivibili. In linea con queste considerazioni, giovedì 31 gennaio alle ore 20,30 si terrà a Villa Domi, Napoli, un “Evento Cinema” ispirato a “Migranti 1950”. In apertura, la proiezione di alcune scene più significative della pellicola; a seguire, un dibattito, moderato dalla giornalista Maridì Vicedomini che vanta come relatori: Alessandra Clemente, Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli, Lorenzo Crea, attore protagonista, Enzo Acri, regista, Domenico Contessa, imprenditore, Giuseppe Palmieri, Sindaco del Comune di Roscigno (Salerno), Daniela Sabella, Direttrice Wraider. A chiudere la serata, dinner buffet per tutti i selezionatissimi ospiti con un festival di prelibatezze tipiche della nostra tradizione campana, proposte dallo Chef di Villa Domi, da “Il Caseificio dei Sapori” e dai “Sapori di Napoli”.

16:48 30/01

di Redazione

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Salvatore Esposito presenta il libro a New York, poi masterclass a Napoli

NEW YORK. Salvatore Esposito (nella foto con Alessandro Iovino), il “Genny Savastano” della serie tv di Sky Atlantic “Gomorra”, da lunedì sarà a New York dove, in compagnia del giornalista e scrittore Alessandro Iovino e di Rosario Procino per presentare il libro “Non volevo diventare un boss”, edito da Rizzoli. Salvatore Esposito è da diverse settimane a Los Angeles per motivi di lavoro, dove ha incontrato anche Ellen Pompeo, la star di “Grey’s Anatomy”, la fortunatissima serie tv ambientata a Seattle. La notizia del loro incontro nei giorni scorsi è diventata virale. Nei prossimi giorni avrà una conversazione con il direttore della “Casa Italiana della NYU” Stefano Albertini e la giornalista Angela Vitaliano. A Napoli, invece, il 25 febbraio, ci sarà una masterclass ideata da Salvatore Esposito. «Da piccolo mi chiedevo come avrei fatto a diventare un attore, un mestiere che mi ha sempre affascinato in un mondo ricco di sfumature difficili da definire. Con il tempo ho capito che la bravura non basta, ci vuole ingegno e caparbietà soprattutto nell'attimo in cui decidi di fare del tuo sogno un lavoro e della recitazione un mestiere. Proprio così è nata l'idea della masterclass a cui pensavo da tempo. Un evento al quale i giovani potessero partecipare per discutere e confrontarsi con esperti del settore su come diventare attore». Così Salvatore Esposito nel presentare la masterclass "Come nasce un attore" in programma lunedì 25 febbraio presso “Edenlandia”. L'incontro, della durata di circa 8 ore, vedrà la partecipazione di numerosi attori, registi e casting director. Tra i nomi già trapelati dai social: il regista Toni D'Angelo, la conduttrice radiofonica e vocal coach Fabiana Sera, l'agente e talent scout Michele Donatelli, l'attrice Maria Pia Calzone, il casting director Massimiliano Pacifico, l'attrice Ivana Lotito, il produttore Gaetano Di Vaio e tantissimi altri ospiti.

 

15:31 30/01

di Redazione

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CalenGolf, 12 mesi per amare lo sport

Venerdi 1 febbraio 2019 alle ore 11.30, presso la Sala Conferenze dell’Università Pegaso, Palazzo Zapata in piazza Trieste e Trento 48 a Napoli, si terrà la conferenza stampa di presentazione del calendario “CalenGolf 2019” di promozione del Golf in Campania, ideato e promosso dalla Delegazione Regionale Campania FIG (Federazione Italiana Golf) e dall’Associazione GPA (Golf Project Advertising) con il patrocinio del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) Campania.

Al tavolo dei relatori Sergio Roncelli - Presidente CONI Campania, Giuseppe Cioffi - Presidente GPA, Vincenzo Corvino - Delegato Regionale FIG, Toti Caruso - golfista professionista.

Relatori che a più titoli hanno partecipato a questa impresa, ovvero  FIG Campania e Associazione GPA – “golf nel golfo”, che accomunati dalla stessa passione e dalla voglia di diffondere la gioia di scoprire la magia di uno swing, hanno lavorato insieme grazie al contributo dei partner di GPA, dagli sponsor come B.Rent, F.lli Comella, Iesu Immobiliare, Lazzari Servizi e Antica Distilleria Petrone, alla Macro Regione Sud della FIG e naturalmente dei modelli, giocatori dei Circoli della Campania (Circolo Golf Salerno; Golf Club Mirabella, Avellino; Golf Club Volturno, Caserta; Golf Club Napoli), Mario Favilene, studente universitario, Lia Cacace, casalinga, Marco Ibello, dentista, Isabella Munno, imprenditrice, Giordana Corvino, liceale, Gabriella Deleuze, imprenditrice, Toti Caruso, golfista professionista, Giuseppe Cioffi, magistrato e Annamaria Berardinone, pensionata, recentemente scomparsa e alla quale è dedicata la presentazione, in ricordo del suo stile e della sua passione per il golf.

Immortalati nei panni di tutti giorni, in plastici swing, dalla macchina fotografica di Luigi Di Maggio, dando luogo a ritratti, assemblati impeccabilmente in calendari “CalenGolf 2019” a tiratura limitata, dal graphic designer Benedetto Longobardi. Il Golf si presenta così come un gioco per tanti, di qualunque età e professione come il calendario testimonia, uno sport che è possibile praticare in tutte le stagioni e che grazie al contatto con la natura offre benefici alla salute fisica e mentale.

 

13:36 30/01

di Redazione

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Trionfo di sapori con chef stellati da Pharina

CAPODRISE.  Stelle da Pharina: a impreziosire l’elegante location del patron Pasquale Della Valle, guidata alla Pizzeria da Otello Schiavon e in Cucina da Antonio Palma, è stato Paolo Gramaglia. Lo chef stella Michelin è giunto a Capodrise, come annunciato nella presentazione della nuova carta, primo di un poker previsto di assi dei fornelli, dal President di Pompei, con Walter Presutti della sua Brigata. Alla convention del gusto dedicata ai rappresentanti dei Media, hanno dato un importante contributo gli chef Francesco Sorrentino da I Machiavelli di Pompei, Pasquale Cerchia di Masaniello a Maiori, Stefano Parrella, da La Lanterna, ben frequentata osteria di Mugnano del Cardinale che prossimamente si sdoppierà siglando la nascita di un altro ristorante a San Gennaro, laddove sorgeva la Taverna Vesuviana del bravo Alfonso Crisci, attualmente affaccendato nella creazione di un’altra realtà di spessore.  
Tutti ospiti dello chef resident Antonio Palma, in piena attività per la serata, con la sua Brigata e al suo fianco, il sous Simone Delli Paoli.
Nel menu, un delizioso Tataki di tonno alla fiamma, antipasto particolarmente apprezzato e bissato dagli intenditori; quindi, l’atteso Risotto in giallo di Gramaglia: pomodorini gialli del Vesuvio, gamberi di nassa, lampone e zeste di limone della Costiera. Per entrambi i piatti c’e stato un affiatato impegno collettivo di tutti gli chef presenti, all’insegna dell’armonia che ha caratterizzato ed ha ispirato l’evento, concepito inizialmente come un 4 mani tra Gramaglia e Schiavon. 
Di seguito, le pizze “a canotto” di Schiavon (già allievo di Martucci e Iervolino), particolarmente distintive del Casertano e non solo. Prima la Pensiero Stupendo: vellutata di ceci di Cicerale, fiordilatte, nuda di Spilinga e petali di Lingotto; poi la Pizza Gramaglia, in teglia, con aggiunta a crudo di un topping di stracciatella e gamberi, dedicata all’ospite stellato, giunto a guida del giovane e già apprezzato pizzaiolo.  L’evento è stato coordinato dall’Avvocato Gourmet, ovvero il civilista del Foro di Nola, Sergio Sbarra, pubblicista appassionato di enogastronomia.
Partner, Casa Setaro, De Gaeta, Alma De Lux e Goeldlin Collection, che ha firmato le giacche create per l’occasione.
Teresa Lucianelli

23:21 29/01

di Redazione

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