Sabato 29 Aprile 2017 - 17:37

“Solide radici per un territorio fragile”, esperti a confronto alla reggia di Portici

Evento promosso dall'ordine dei geologi per la “Giornata Mondiale della Terra” . Metereologia, geologia e agraria: Professionalità e corretta informazione contro il dissesto idrogeologico e le bufale scientifiche

PORTICI. Una tavola rotonda unica in Italia, che per la sua importanza scientifica e divulgativa, ha ricevuto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo e e la pedaglia del presidente della repubblica: in occasione della “Giornata Mondiale della Terra” domani a partire dalle 9,  alla Reggia di Portici (tra arte e natura), i maggiori esperti delle scienze atmosferiche, climatologiche, geologiche e agrarie si confronteranno in Campania e in diretta streaming sui principali canali di comunicazione nazionale, nel corso del convegno “Solide radici per un territorio fragile”; evento organizzato dall’Ordine dei Geologi della Campania, in collaborazione con Epson meteo, meteo.it, scientificast.it e Italian Climate Network.

Durante la manifestazione, che durerà un’intera giornata, si discuteranno diversi temi di attualità, come gli ultimi strumenti scientifici a disposizione per la riduzione del rischio, ma anche l’ottimizzazione della cooperazione tra i professionisti del settore, gli scenari futuri legati al cambiamento climatico, nonché la corretta informazione, prima-durante-dopo le emergenze, soprattutto schivando distorsioni giornalistiche e bufale mediatiche.

“Solo dalla consapevolezza e dalla conoscenza - spiega Francesco Russo, presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania - può rinascere il desiderio e la capacità di prendersi nuovamente cura del nostro territorio, la casa in cui viviamo, contrastando il dissesto idrogeologico con una capillare opera di prevenzione e adeguando il territorio e le opere infrastrutturali alle condizioni climatiche di crescente complessità. Una partita difficile, giocata su un territorio fragile, dove è necessario fare da subito squadra mettendo in campo tutte le professionalità legate alla geologia, all’agronomia e, alla meteorologia, facendole cooperare in totale sinergia”.

La diffusione della conoscenza dei fenomeni atmosferici e del territorio, insieme con la corretta gestione agraria di boschi, pascoli, prati, seminativi, può, infatti, contribuire in maniera attiva, concreta e determinante, al superamento di questa fragilità. “In un territorio fragile come il nostro - aggiunge ancora il presidente Russo - bisogna essere consapevoli che non si può attendere una catastrofe per parlarne”.

A moderare gli incontri sarà Serena Giacomin, meteorologa del Centro Epson Meteo. “Inutile ripetere i disastrosi fatti di cronaca - spiega - o fare la conta angosciante delle vittime. Occorre invece chiedersi che cosa possiamo fare concretamente, da oggi, per ridurre le perdite umane in caso di frane, alluvioni o smottamenti. Come possiamo ridurre il rischio? Quale è la soluzione per mettere in sicurezza i nostri concittadini?”.

“La tutela del territorio deve essere affrontata da tutte le figure professionali – spiega Vincenzo Giovine, vicepresidente del Consiglio Nazionale Geologi - che possono, con un’azione sinergica, contribuire a divulgare una cultura dell’ambiente, volta a ridurre l’incidenza dei fenomeni di dissesto idrogeologico che gravano su un territorio fragile come quello italiano”.

Dunque i professionisti non parleranno d’ispirazioni, né di teorie, ma di responsabilità verso il proprio Paese e di una messa in pratica edificante, basata sulle solide radici della conoscenza. “Aggiungerei che bisognerebbe discutere anche della competenza - dice Filippo Thiery, meteorologo del programma di divulgazione scientifica Geo su Rai3 -non ci mancano certamente gli strumenti e le basi per fare prevenzione e per gestire questo territorio fragile, si tratta solo di innaffiare e concimare un apparato radicale già molto strutturato. Ma dobbiamo piantare solide basi della cultura e della consapevolezza del rischio, portando questi temi in cima all’agenda politica del paese”. Parla di “arte della comunicazione del rischio” Carlo Cacciamani, direttore del servizio Idro-Meteo-Clima di ARPA Emilia Romagna, secondo il quale: “gli ingredienti fondamentali per la gestione del rischio meteo-idrogeologico, in un paese fragile e in un clima in continuo mutamento, devono subito essere messi a disposizione: strumenti tecnologici di monitoraggio, di previsione e diffusione delle informazioni, iniziative per la formazione dei cittadini, passione e  cuore”.

Questioni da affrontare subito perché: “il cambiamento del clima ha già evidenziato un aumento dei fenomeni meteo estremi - spiega il professore di Fisica del Clima, Claudio Cassardo -  come ondate di calore, episodi di forti precipitazioni, siccità. Noi viviamo su un territorio fragile anche a causa dell’enorme e smodato consumo di suolo e del vistoso aumento di infrastrutture costose e sensibili dell’ultimo secolo. Così come ad un’abitazione servono fondamenta solide per rimanere in piedi anche su terreni fragili (come la sabbia), così noi esseri umani necessitiamo di basi culturali solide per capire ed affrontare le problematiche del territorio nel quale viviamo, anche alla luce del clima che cambia. Adattamento, in fondo, significa anche questo”.

“Unire le tre Scienze - dice il promotore dell’evento Domenico Sessa - vuol dire far sentire una voce più forte, questo evento, che ha ricevuto tanti consensi, deve essere un trampolino di lancio verso nuovi orizzonti professionali”.

Il convegno si terrà nella Sala Cinese di Palazzo Reale a Portici, l’evento sarà trasmesso in diretta streaming sui principali canali di comunicazione nazionale. Sarà possibile partecipare da remoto avanzando domande e dubbi, ai quali risponderanno gli esperti. Nel pomeriggio, sempre in diretta streaming, verranno piantati gli alberi della conoscenza, le cui radici saranno il simbolo di stabilità e sicurezza del territorio.

14:01 21/04

di Redazione


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