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Quello storico orologio che non batte più l’ora

Opinionista: 

Lo storico orologio di piazza Vanvitelli, simbolo della piazza ma anche dell’intero quartiere Vomero, non segna più l’ora dei vomeresi. Infatti le sue lancette sono ferme da quasi due mesi e, nonostante le segnalazioni, gli appelli e le proteste, non si è ancora provveduto ai necessari interventi per rimetterlo in funzione. L’orologio in questione fa parte degli undici orologi elettrici cittadini, salvatisi dalla distruzione bellica, installati circa 90 anni fa nelle strade e nelle piazze di Napoli. Gli altri sono quelli in via Santa Lucia, in piazzetta Duca d’Aosta, al Museo, in via del Sole, in piazza Cavour, in via Filangieri, in via Mezzocannone, a Montesanto, in via Diaz e in via Duomo. Essi facevano parte del progetto del cosiddetto “Impianto dall’ora unica“, per il fatto che segnavano sincronicamente la stessa ora in tutti i punti nei quali erano dislocati. Progetto elaborato dall'Eav, Ente Autonomo Volturno , che prevedeva originariamente l'installazione di ben 500 orologi, 40 dei quali pubblici e 460 privati, da collocare nei punti più trafficati del capoluogo partenopeo. i lavori furono iniziati nel 1931, su disegni del perito industriale Giuseppe Ventura e con la fusione delle colonne in ghisa eseguita dalla fonderia di Capodimonte di Enrico Treichler. Ciascuno di essi aveva una propria illuminazione particolare intorno ai quadranti, sicché era possibile leggere l’ora anche a notte inoltrata. Purtroppo, nel corso dei bombardamenti dell’ultima guerra, molti degli orologi pubblici già installati andarono distrutti. I restanti furono ripristinati dallo stesso Eav nel 1946 ma già nell'anno successivo, a ragione della mancanza di alcuni importanti pezzi di ricambio, non fu possibile consentire il funzionamento simultaneo degli orologi rimasti. Il fermo dell'orologio di piazza Vanvitelli rappresenta purtroppo l’ennesima testimonianza del lento quanto inesorabile degrado nel quale è precipitato il quartiere collinare, con particolare riguardo a tutto ciò che adorna e rende più accogliente e vivibile strade e piazze, il cosiddetto “arredo urbano“. Analogamente a quanto accade, solo per esemplificare, alle poche aree a verde pubblico, sovente in stato d’abbandono, brulle e sporche, per la carenza della necessaria quanto costante manutenzione, o alle panchine, diverse delle quali, l'ultima proprio in questi giorni nella centralissima via Luca Giordano, dopo essere state vandalizzate, sono scomparse, senza essere ripristinate. Per la riattivazione dell’orologio si potrebbe valutare la possibilità di affidare ai privati la gestione di tale impianto, laddove perdurassero le difficoltà a provvedere da parte degli uffici competenti. In cambio la ditta affidataria pubblicizzerebbe il proprio marchio, alla stregua di quanto già avviene per diverse aree a verde pubblico. Al riguardo ricordo che, negli anni scorsi, un operatore del settore dichiarò la sua disponibilità. Se ci fossero segnali in tale direzione, lo si potrebbe interpellare, per procedere, laddove fosse ancora interessato, a tutti i necessari adempimenti, finalizzati a rimettere al più presto in funzione lo storico orologio.

gennarocapodanno@gmail.com