Domenica 24 Febbraio 2019 - 5:58

Agguato a Pontecagano, imprenditore ucciso da due sicari: ferita la moglie

PONTECAGNANO. Agguato in via Toscana a Pontecagnano: sicari fanno fuoco più volte e uccidono l'imprenditore Aldo Autuori, di 45 anni, titolare dell'omonima ditta di trasporti. È accaduto poco dopo le venti. L'uomo era in compagnia della moglie nei pressi di  un bar per aperitivo, quando è stato avvicinato dai due che hanno sparato almeno quattro colpi di pistola. La moglie è riuscita a scampare all’agguato procurandosi lievi ferite a causa di una caduta a terra. Sul posto sono giunti i carabinieri della compagnia di Battipaglia e i colleghi della Scientifica per recuperare indizi e ricostruire la scena del delitto. I carabinieri hanno acquisito i filmati di alcune telecamere installate in zona. I sanitari della Croce Bianca, intervenuti con una ambulanza rianimativa di Tipo A, non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell’uomo. Il 45enne si è accorto dell'arrivo dei killer, ha provato a fuggire e ha imboccato via Toscana, i killer lo hanno seguito e hanno fatto fuoco uccidendolo sul colpp. La zona è stata presidiata dagli agenti della Polizia Locale di Pontecagnano che hanno ha bloccato il transito lungo la strada. Un agguato in pieno stile camorristico ma gli investigatori non tralasciano alcuna ipotesi. L'uomo era già noto alle cronache per una condanna in seguito all'omicidio di Luciano Merola, avvenuto il 14 dicembre 2000. 

Vagone della Cumana in fiamme, salvi i passeggeri

Il capotreno della stazione di Fuorigrotta con grande sangue freddo ha portato in salvo decine e decine di passeggeri che altrimenti sarebbero stati all'interno del vagone quando questo è andato a fuoco. Il capotreno ha infatti visto il fumo uscire dall'ultimo vagone e ha fermato il treno, ha fatto scendere i viaggiatori e insieme con il macchinista ha portato il treno a deposito. "Un convoglio forse per un corto circuito, è andato completamente distrutto dalle fiamme nei pressi della stazione di Fuorigrotta. Immediatamente - raccontano il consigliere regionale Davvero Verdi Francesco Emilio Borrelli, Gianni Simioli della radiazza e Napolivillage - sul posto sono giunte due squadre di Vigili del Fuoco che hanno lavorato circa due ore per domare il rogo e mettere in sicurezza la zona. La densa coltre di fumo nero che si è sprigionata dall’incendio era visibile da chilometri. Il treno, un vecchio convoglio della ferrovia, ancora in servizio, è stato poi rimosso dai binari permettendo la riapertura del traffico ferroviario. Numerosi i disagi ai pendolari e ai passeggeri bloccati sulle banchine. Poteva essere una strage se ci fossero stati i passeggeri a bordo. Adesso vogliamo capire cosa è successo".

 

 

 

Attimi di apprensione a Miseno, in salvo 3 bagnanti: si cerca quarto uomo

BACOLI. Attimi di forte apprensione  si stanno vivendo lungo l'arenile di Miseno, a Bacoli, dove un giovane sarebbe disperso in mare. L'allarme è scattato intorno alle 12. Alle ricerche stanno partecipando 5 motovedette della Capitaneria di Porto di Baia, 10 uomini via terra, una squadra di sub, mentre in volo si sono alzati due elicotteri. In precedenza altri 3 giovani erano stati messi in salvo dai soccorritori. Alle operazioni di ricerca,  rese complicate dal forte vento e dal mare particolarmente mosso, stanno partecipando anche bagnanti e gli addetti al salvataggio presenti sui lidi. 

Brusciano, domani la Festa dei Gigli: è la numero 140

BRUSCIANO. Parte domani sera alle 20 l’edizione numero 140 della “Festa dei Gigli di Brusciano”. Ad aprire la kermesse sarà la celebrazione della Santa Messa in onore di Sant’Antonio di Padova al quale l’intera rassegna è dedicata. «Quest’anno - racconta il padrone di casa don Salvatore Purcaro - avremo la presenza anche dell’arcivescovo di Nola Beniamino Depalma che normalmente interviene soltanto nella giornata della ballata. A dimostrazione di una maggiore unione del territorio con la diocesi di appartenenza». La celebrazione prenderà il via alle ore 20 in piazza XI settembre, alla presenza dei comitati che hanno realizzato gli obelischi: Croce, Gioventù, Ortolano 1875 e Passo Veloce. Subito dopo il Santo sarà portato in processione per le vie di Brusciano. Novità anche nel cuore della festa come spiega il primo cittadino l’avvocato Giosy Romano: “Per la prima volta abbiamo un “Ente Festa” –racconta- presieduto dall’avvocato Giuseppe Montanile. Sono stati affrontati in largo anticipo anche temi che normalmente hanno dato adito a polemiche come la posizione dei comitati, l’orario di inizio e fine della festa e i motivi di ordine pubblico. Quest’anno per la prima volta abbiamo anche potuto contare sull’arrivo di fondi per l’organizzazione di una parte dell’evento, come le ospitate degli artisti dei giorni finali Enzo Fischetti e Marco Masini”. Confermata anche la diretta tivvù per la ballata dei Gigli in programma domenica 30 agosto: “Dopo il grande successo dell’anno scorso, sarà possibile seguire tutto quello che accade direttamente sul piccolo schermo collegandosi con Capri Event, canale 271 e 618 del digitale terrestre. Un aiuto importante per chi è lontano dal luogo della ballata oppure per chi per motivi di salute non può uscire di casa”. Via alle ore 19 anche in streaming  su caprievent.it. Risistemate anche le zone adibite a parcheggio. Sarà più facile trovare posto una volta arrivati in città. Lotta serrata all’illegalità, agli abusivi e a chi approfitta delle tante presenze per produrre rifiuti senza rispettare l’ambiente. La Festa dei Gigli di Brusciano, cresce edizione dopo edizione e l’obiettivo dell’amministrazione presieduta dal sindaco Giosy Romano è quella di renderla sempre più conosciuta ed apprezzata oltre i confini campani. Non a caso alla conferenza stampa di presentazione moderata dal sociologo Antonio Castaldo era presente Elisabeth Di Maio, una rappresentante della comunità argentina, figlia di un emigrato bruscianese che ha esportato in Sud America un pezzetto della città di origine.

Scippano collanina a ciclista e la fanno cadere, fermati

CARDITO. Coppia scippa collanina ad una ciclista e la fanno cadere, fermati dai carabinieri. I carabinieri dell’aliquota operativa di Casoria hanno sottoposto a fermo per rapina Stevic Kustandus, 36 anni e Jovanovic Slavica, 31 anni, entrambi della ex Jugoslavia, senza fissa dimora e già noti, inoltre la donna è sottoposta al divieto di dimora nel comune di Napoli per spaccio di stupefacenti commesso a napoli il 27 ottobre 2014. I predetti sono gravemente indiziati che il pomeriggio del 20 agosto scorso, a bordo di una fiat Punto, hanno avvicinato una 50enne di Caivano, in sella ad una bicicletta, e gli hanno strappato dal collo una collanina d’oro, facendo cadere a terra. La vittima è stata medicata dai sanitari dell’ospedale di Frattamaggiore per lesioni guaribili in 10 giorni. immediate le indagini dei militari dell’Arma che, dalla dettagliata denunciata presentata dalla vittima, li hanno intercettati poco dopo ad Afragola, su via Cimitarco, dove, alla vista dei carabinieri hanno abbandonato l’auto facendo perdere le loro tracce a piedi. Con successive verifiche i militari dell’Arma li hanno identificati, rintracciati e bloccati a napoli su via Ghisleri. I predetti sono stati formalmente riconosciuti di persona dalla vittima. I due fermati sono stati associati, rispettivamente, al carcere di poggioreale e di pozzuoli, ove è avvenuta l’udienza di convalida che ne ha determinato la custodia cautelare in carcere.

Varcaturo, scippa impiegata alla fermata del bus: 17enne finisce in comunità

GIUGLIANO. Diciassettenne scippa una impiegata in attesa del bus: i carabinieri identificano e fermano il minorenne e il magistrato dispone la sua custodia in comunità. I carabinieri della stazione di Varcaturo hanno dato esecuzione a un decreto di fermo d’indiziato di scippo emesso a carico di un 17enne di Giugliano. Nel corso dell'attività investigativa i militari dell’arma hanno raccolto gravi e concordanti indizi di colpevolezza a carico del giovane accertando che il 17 agosto, a bordo di una utilitaria, si era avvicinato a una impiegata 27enne del luogo in attesa alla fermata dell’autobus e le aveva strappato di mano la borsa contenente pochi soldi ed effetti personali, dandosi poi alla fuga con la vettura. Il giorno 19, poi, il giovane era stato sorpreso mentre si aggirava a bordo dell’auto, la stessa usata per avvicinarsi e scippare la vittima. Il fermato era stato portato al centro di prima accoglienza di napoli sul viale Colli Aminei. Il magistrato ha convalidato il fermo e disposto la custodia nel centro di accoglienza.

Cavallo di ritorno su Whatsapp: arrestato 24enne di Quarto

POZZUOLI. I carabinieri intervengono durante lite e scoprono le prove di un “cavallo di ritorno” in atto sul Whatsapp dell’estorsore. È accaduto a Pozzuoli dove i militari dell’aliquota operativa locale hanno tratto in arresto Giovanni Servonio, 24 anni, residente a Quarto in via Viticella, sorpreso in flagranza di estorsione con il metodo del cosiddetto “cavallo di ritorno”. Transitando per piazza Girone nel corso di un servizio di perlustrazione per il controllo del territorio, i militari hanno notato una accesa discussione tra due persone e sono intervenuti bloccando e identificando i due: il citato servonio e un 23enne di Varcaturo. Approfondendo la situazione con le attività investigative pertienti al caso velocemente descritto dal 23enne i militari dell’Arma hanno subito dopo accertato che era in corso la trattativa per la restituzione dell’utilitaria del 23enne (rubata il 21 agosto nel parcheggio del “Quarto Nuovo”) e che servonio pretendeva 2.000 euro per restituirla al proprietario. La circostanza è stata confermata da una veloce carrellata su due smartphone di Servonio. Nell’applicazione di messaggistica Whatsapp di uno dei dispositivi sono state infatti trovate conversazioni rilevanti propedeutiche al compimento della richiesta estorsiva. L’arrestato è stato tradotto nella casa circondariale di poggioreale.

Una discarica vicino agli Scavi di Pompei

POMPEI. Una vasta area nei pressi degli Scavi di Pompei sulla quale giacevano in stato di abbandono rifiuti speciali e materiale ferroso e legnoso è stata scoperta dai carabinieri della stazione di Pompei nella zona di via Masseria Curato. I militari hanno denunciato un 61enne di Scafati, nel Salernitano, e un 53enne di pompei, ritenendoli responsabili di varie violazioni in materia ambientale (tra le quali lo stoccaggio di rifiuti senza autorizzazione) e di inosservanza alle leggi per la sicurezza e l’igiene sui luoghi di lavoro. I controlli hanno riguardato una cooperativa agricola per la lavorazione di ortaggi e i militari dell’arma hanno sospeso l’attività imprenditoriale dopo aver riscontrato la presenza di ben 4 lavoratori tenuti a lavorare “in nero”. Sull’area di circa 9.000 mq. erano stati sversati e giacevano in stato di abbandono rifiuti speciali residui di lavorazione di ortaggi e materiale ferroso e legnoso.

Spaccia cocaina in strada, preso a Torre Annunziata

TORRE ANNUNZIATA. I carabinieri dell’aliquota operativa di Torre Annunziata hanno tratto in arresto per spaccio di cocaina Vincenzo Ino, 23 anni, residente a Boscoreale. L'uomo è stato sorpreso da un militare dell’Arma che stava rientrando a casa al termine del servizio alla guida della sua autovettura.
In via San Francesco di Paola il militare ha notato il 23enne mentre cedeva una dose di cocaina a un 21enne e, sebbene libero dal servizio, è intervenuto bloccando i due e scoprendo il contenuto dell’involucro sospetto che il primo aveva passato al secondo dietro pagamento. L’arrestato è ai domiciliari in attesa di essere processato con rito rito direttissimo.

Sindacato truffa pensionati
e l'Inps tace per tre mesi

NAPOLI. Pensionati, state molto attenti ai vostri cedolini mensili. In quelle righe quasi sempre poco chiare, zeppe come sono di sigle e numeri degni di un appassionato di enigmistica, si possono annidare pericolose insidie. E, soprattutto, furti.

Lo sa bene un distinto settantenne irpino, andato in pensione dopo molti decenni di onorato lavoro nella sede napoletana della Deutsche Bank. Probabilmente proprio le competenze accumulate grazie al lavoro di quadro direttivo di banca hanno permesso al dottor Rossi (lo chiamiamo così per tutelare la sua vera identità) di accorgersi del sottile inganno nascosto nella sua pensione mensile, sotto forma di un piccolo prelievo forzoso di origine ignota.

Ma venire a capo della truffa non è stato tanto semplice, anche a causa delle pastoie burocratiche dell’Inps. Così, tra cavilli, risposte evasive e richiami ad una malintesa tutela della privacy (ma di chi? dello stesso pensionato truffato?), il dottor Rossi si è ritrovato a vivere una personalissima e paradossale odissea burocratica che ha richiesto mesi di tenacia e pazienza per arrivare infine a scoprire che la piccola somma che gli veniva detratta ogni mese dalla pensione finiva nelle casse di una sigla sindacale a cui lui non è mai stato iscritto. Ma andiamo con ordine.

 

UNA PICCOLA VOCE MISTERIOSA. Questa storia comincia il 4 febbraio scorso, quando il dottor Rossi, spulciando i cedolini della pensione, si accorge di una voce di cui non comprende il senso: 14,38 euro mensili con causale “contributo associativo”. Associativo a cosa?, si chiede il pensionato. Il quale fa la cosa più naturale del mondo: gira la domanda all’Inps. Ma siamo in tempi di “rivoluzione digitale”. Con l’Inps ormai si comunica solo via internet. Così Rossi chiede lumi sul prelievo miserioso al sito internet dell’Inps. E infatti, con efficienza davvero informatica, in soli tre minuti nella mail del dottor Rossi arriva la risposta del servizio “inpsrisponde@inps.it”, con cui si comunica che alla sua domanda era stato assegnato un certo numero di protocollo. Bene, pensò il pensionato, se tanto mi dà tanto, in poche ore un funzionario mi chiarirà ogni dubbio. Si sbagliava.

 

“INPSRISPONDE” NON RISPONDE. Passano due settimane e il servizio “inpsrisponde”, a dispetto del suo nome, tace.

Il 21 febbraio Rossi scrive nuovamente poche righe per sollecitare una risposta alla sua precedente mail. Passano tre minuti e mezzo e l’Inps risponde in automatico con un nuovo numero di protocollo assegnato alla “pratica Rossi”, meno di una riga: «Gentile utente, alla sua richiesta del eccetera è stato assegnato il Protocollo eccetera» (con la maiuscola alla sacra parola “protocollo”).

Passano ancora tre giorni e stavolta “inpsrisponde” risponde davvero. Ma solo per comunicare al “gentile utente” che la sua richiesta è stata inoltrata “alla sede competente”.

Non si specifica altro, né quale sia la sede competente né chi se ne occuperà: si presume l’ufficio provinciale di Avellino, dove il dottor Rossi risiede.

E qui il tempo si dilata ancora di più. Passano ben tre settimane senza che al dottor Rossi nessuno riveli il motivo per cui alla sua pensione vengono sottratti ogni mese 14 euro e 38 centesimi. Poi, quando è quasi primavera, il 18 marzo sul computer del pensionato arriva una nuova mail del servizio “inpsrisponde” (tardi, forse, ma risponde): «Gentile utente, con riferimento alla sua richiesta con numero di protocollo eccetera Le comunichiamo quanto segue: …………………………… La ringraziamo per aver utilizzato il servizio inpsrisponde, non esiti a contattarci per ulteriori richieste». Proprio così, con tanti puntini sospensivi.

 

LA RISPOSTA COI PUNTINI SOSPENSIVI. Il dottor Rossi, del quale non si può dire che non sia una persona paziente, scrive all’Inps copiaincollando il testo della risposta appena ricevuta e aggiungendo una chiosa ironica: «È una barzelletta o una presa per i fondelli oppure una risposta in alfabeto Morse che tradotta vuol dire “su quest’argomento non rispondiamo”?». Dopo cinque minuti esatti “inpsrisponde” lo informa che «alla sua richiesta è stato assegnato il Protocollo eccetera eccetera». E il giorno dopo una nuova mail informa il “gentile utente” che la sua richiesta è stata inoltrata all’ufficio competente. Un’altra volta.

All’ufficio competente le cose si complicano. Così passa più di un mese senza alcuna risposta. Il 22 aprile il dottor Rossi sollecita un chiarimento. Sono passati due mesi e mezzo dalla sua prima richiesta di sapere qualcosa che riguarda il suo cedolino della pensione. Stavolta il numero di protocollo automatico arriva in meno di un minuto. Ma la risposta no.

 

E SI ARRIVA AL MESE DI MAGGIO. A questo punto il pensionato si stanca dell’approccio telematico e ricorre ai vecchi metodi: telefona all’ufficio Inps provinciale e spiega la questione al funzionario responsabile. E così finalmente il 28 aprile il servizio “inpsrisponde” risponde davvero. Al “gentile utente” viene comunicato che l’Inps è in possesso di una “delega sindacale su pensione inserita in data 30 ottobre 2013 e revocata il 21 maggio 2014”.

Ma il dottor Rossi vuole sapere la delega a quale sindacato si riferisce, e soprattutto chi l’ha firmata questa fantomatica delega, visto che lui, il diretto interessato, non ne sa niente. Così prende carta e penna e scrive una classica raccomandata al funzionario Inps di Avellino. Il quale gli risponde il 7 maggio via mail per comunicargli che queste domande vanno presentate su apposito modulo reperibile presso la sede Inps o sul sito internet, poiché, prendete nota, «l’istanza prodotta è carente sia della motivazione che presiede alla richiesta di accesso agli atti, sia dell’interesse connesso all’oggetto della stessa che, com’è noto, deve essere diretto, concreto ed attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata agli atti di cui si chiede di prendere visione/estrarre copia». Come dire che non si capisce perché mai il Rossi abbia l’assurda e inspiegabile necessità di vedere una delega che lo stesso Rossi avrebbe firmato e consegnato all’Inps, grazie alla quale si trattengono ogni mese soldi dalla sua pensione, e che lui afferma essere un falso. Che interesse può avere mai questo pensionato per chiedere così tanto al solerte funzionario Inps? Ma queste sono le norme, pare.

 

L’INPS VUOLE SAPERE PERCHè IL PENSIONATO VUOLE SAPERE...E così il dottor Rossi si è presentato all’ufficio Inps di Avellino e ha compilato il suo modulo, ha parlato con un paio di funzionari ed ha scoperto l’arcano. La delega esisteva davvero, ma la firma non era originale. Era certamente la sua firma, ma fotocopiata. E il sindacato? Era una sigla di categoria a tutela degli agricoltori, mestiere che il dottor Rossi non ha mai esercitato.

 

DA FUNZIONARIO DI BANCA SI RITROVA AGRICOLOTORE. Avuta l’informazione, il pensionato si è diretto seduta stante alla sede avellinese del sindacato in questione, per chiedere notizie della propria iscrizione. Ma le impiegate allo sportello, dopo un controllo al terminale, gli comunicano che il uo nome non risulta tra gli iscritti.

Il dottor Rossi lascia l’ufficio ma dopo pochi minuti viene raggiunto al telefono da un responsabile della sigla sindacale che lo invita a tornare in sede per un chiarimento. Ed è qui che tutto, o quasi, si svela.

Il funzionario spiega al dottor Rossi che mesi addietro si erano accorti che un collaboratore infedele aveva fatto un certo numero di iscrizioni con deleghe fasulle. Loro avevano provveduto appena possibile a revocare le deleghe e cancellare le iscrizioni. Infatti il dottor Rossi era risultato iscritto “solo” per sette mesi e poi era stato cancellato. A suo dire il collaboratore infedele sarebbe anche stato denunciato all’autorità giudiziaria. La firma del dottor Rossi era stata scannerizzata da un suo documento fiscale, probabilmente attraverso il patronato di riferimento del sindacato in questione, con cui il commercialista del dottor Rossi aveva rapporti. Ed era poi stata stampata sulla delega al sindacato.

 

IL COLLABORATORE INFEDELE E LE FIRME FALSE. Il sindacato si è offerto naturalmente di restituire il “maltolto” al pensionato, cosa che infatti è avvenuta. Ma anche se il caso del dottor Rossi si è risolto, molti dubbi restano aperti. Perché il sindacato non ha contattato autonomamente gli iscritti fasulli per informarli, chiedere scusa e restituire le quote sindacali prelevate dalle pensioni? Perché lo ha fatto, nel caso del dottor Rossi, solo quando il pensionato, al termine della sua attività investigativa, ha scoperto da solo la truffa? Perché l’Inps accetta deleghe con firme fotocopiate invece di firme originali? E perché l’Inps non comunica ai pensionati che è arrivata una delega per trattenere quote sindacali dalla pensione, così da mettere sull’avviso gli utenti che si potrebbero trovare iscritti a loro insaputa? E perché poi l’Inps è tanto lento, per non dire reticente, nel fornire le dovute spiegazioni ai pensionati che vogliono vederci chiaro sul proprio cedolino pensione?

 

TROPPI PUNTI ANCORA OSCURI. E quanti casi come quello del dottor Rossi sono successi o sono ancora oggi in piedi, con questo o con qualsiasi altro sindacato, in ogni parte d’Italia? A quanti ignari pensionati viene sottratta qualche piccola somma dalla pensione, a loro insaputa? Si tratta certo di pochi euro ciascuno, ma che messi assieme a tanti altri e moltiplicati per tanti mesi fanno una somma assai ingente.

E chi non ci assicura che il sistema non funzioni a rotazione, cioè sette mesi a un gruppo di persone, poi sette mesi ad un altro gruppo, poi sette mesi ad un altro ancora, in modo da rendere difficile lo smascheramento della truffa? Infatti, se un pensionato dello stesso gruppo di truffati del dottor Rossi facesse un controllo sul suo statino della pensione di questo mese, non troverebbe nulla di anomalo, ma magari è stato truffato per mesi fino a poco fa.

Probabilmente andrebbero riscritte un po’ meglio tutta una serie di norme e regolamenti che disciplinano questo delicato settore. Finché questo non avviene, cari pensionati, occhi aperti e controllate il vostro cedolino mensile. O fatelo vedere a qualcuno che ne capisce.

E se poi dovete protestare con l’Inps, tanti auguri.

 

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno