Lunedì 18 Giugno 2018 - 5:54

Castellammare, sequestrate 4 tonnellate di sigarette di contrabbando

CASTELLAMMARE DI STABIA. La Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia ha sequestrato 4,5 tonnellate di sigarette ed arrestato 2 persone per contrabbando. La scoperta alle prime ore dell’alba quando, fuori l’uscita del casello autostradale cittadino, hanno fermato per controlli un tir. Insospettiti dall’atteggiamento del conducente e del passeggero hanno portato il mezzo in caserma per ispezionare il carico. In effetti, dietro alcuni sacchi di plastica contenenti tronchetti di vite da camino, hanno rinvenuto i cartoni con le ‘bionde’ di marca ‘marble’. Dopo ulteriori accertamenti, è emerso che i due trovati sul tir stavano rientrando dalla Croazia e che il carico proveniva dall’est Europa. I responsabili, un 58enne di Napoli e un 42enne di Sant’Egidio del Monte Albino, sono stati arrestati mentre la merce è stata sottoposta a sequestro.

Inferno di fuoco a Secondigliano: mitragliate contro la caserma dei Carabinieri

NAPOLI. Spari contro la caserma dei carabinieri di Secondigliano, a Napoli. Una ventina di colpi sono stati esplosi nella notte. Le indagini sono in corso e i carabinieri stanno visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza. "Non ci facciamo intimidire, l'azione di questa notte dimostra che la presenza dell'Arma sul territorio è incisiva e che le continue e martellanti operazioni di polizia giudiziaria danno fortemente fastidio e continueranno in maniera sempre più marcata", ha affermato il generale Antonio De Vita, comandante provinciale dei carabinieri di Napoli. "Con molta probabilità a sparare sono stati ragazzi molto giovani ai quali dico: deponete le armi, la vita non è un videogioco o uno slogan sui social", ha concluso De Vita. Messaggi di solidarietà all'Arma e ai suoi militari. Rostan: fatto gravissimo. Lettieri: vicini agli uomini dello Stato. Castiello: fatto gravissimo, intervenga il Governo. Carfagna: liberare la città dai criminali

Nella foto la caserma presa di mira a Secondigliano

Duplice omicidio, annullato l’ergastolo al boss Licciardi

NAPOLI. Clamorosa decisione della Cassazione: annullato l’ergastolo al boss Pietro Licciardi. Ieri è approdato in Cassazione il processo relativo al duplice omicidio di Cosimo Cerino e di Ciro Ottaviano, nonché al duplice tentato omicidio di Francesco Castiello e Gennaro Fastidioso del 30 giugno 1995. L’obiettivo   principale   del   raid   fu   Cosimo   Cerino, uomo di punta del   clan Licciardi, ritenuto responsabile di porre in essere delle scelte criminali in autonomia, senza concordarle con i familiari di Gennaro Licciardi, soprannominato “’a scigna”, dopo la morte del fondatore della più forte organizzazione criminale della città di Napoli, la cosiddetta alleanza di Secondigliano. L’inchiesta, condotta dalla Direzione Distrettale Antimafia di Napoli, raggiunse numerose persone. Va riferito che Pietro Licciardi, dopo un periodo di latitanza era stato “scovato”nella città di Praga, luogo dal quale è stato estradato nel dicembre 2000 per reati diversi dall’omicidio di Cosimo Cerino. Furono inizialmente individuati dal pm quali   mandanti Pietro Licciardi, Maria Licciardi e Gaetano Bocchetti, mentre furono ritenuti esecutori materiali Giacomo Selva, Claudio Sacco e Vincenzo Matuozzo. La posizione di Licciardi Maria fu archiviata, tutti gli altri imputati chiesero di definire il processo con le forme del rito abbreviato, giudizio che si concluse con la condanna all’ergastolo di Licciardi, Selva e Bocchetti, mentre 12 anni furono inflitti a Sacco. Unico assolto fu Matuozzo. Successivamente alla condanna di primo grado intervenne anche il pentimento dell’altro esecutore materiale Giacomo Selva, il quale, come avevano dichiarato nel corso delle indagini numerosi altri collaboratori di giustizia affermò che ad ordinare l’omicidio, fu Pietro Licciardi. Nel giudizio di secondo grado Gaetano Bocchetti fu assolto, Selva fu condannato ad anni trenta nonostante la sua confessione, mentre fu confermato il carcere a vita al boss Licciardi. 
 La  difesa propose ricorso per cassazione ed il  procedimento assegnato alla prima sezione penale. Alla luce dell’elevatissima posta in gioco, il boss Pietro Licciardi, attualmente detenuto in regime di carcere duro, nel confermare la nomina all’avvocato Paolo Trofino, ha voluto rafforzare la sua difesa nominando in aggiunta l’avvocato Dario Vannetiello del Foro di Napoli. Così, al ricorso originario già scritto nell’interesse del boss, sono stati depositati motivi nuovi a firma dell’avvocato Vannetiello, dove è stato a lungo approfondito il tema del divieto di giudicare Licciardi in quanto estradato per reati diversi dagli omicidi di cui è imputato. In particolare, in ben 13 pagine del ricorso a firma dell’avvocato Dario Vannetiello, corredate da centinaia di pagine di documenti allegati, sono state illustrate le ragioni giuridiche in base   alle quali, all’esito di un’attenta valutazione comparata della decisone cosiddetta “quadro” relativa al mandato di arresto europeo e della specifica norma sul tema vigente in Italia, nel caso di Licciardi non era proprio possibile processarlo in quanto non era stata richiesta l’estradizione suppletiva, quella relativa al processo per l’omicidio. La laboriosa ed attenta difesa ha anche provveduto a depositare alla Corte di Cassazione il provvedimento di estrazione emesso dal Tribunale di Praga come quello emesso dalla Corte di Praga, oltre che le risultanze processuali che, a suo parere, smentivano la versione resa dagli esecutori materiali sulle modalità del delitto, in particolare, la consulenza autoptica sul cadavere comprovante la reale traiettoria dei colpi, nonché il verbale di sequestro dei bossoli a dimostrazione che fu esplosa una raffica di colpi e non 5/6 come riferito dai pentiti. Nella serata di oggi è giunto il verdetto dei giudici capitolini. La Suprema Corte, presieduta da Aldo Cavallo, relatore Raffello Magi, è giunta alla clamorosa e sorprendente decisione di  annullare l’ergastolo, senza disporre un giudizio di rinvio come  di   sovente   accade   in quei pochissimi casi di annullamento delle condanne, mentre ha rigettato tutti gli altri ricorsi proposti dai coimputati. Infatti, la Corte di cassazione ha annullato sia la sentenza emessa dalla Corte di assise di Appello sia quella  emessa in primo grado. L’annullamento totale di entrambi i giudizi dimostra che è stato condiviso il motivo di ricorso sulla assenza di una estradizione specifica proprio per il reato per il quale si è proceduto, cioè per l’omicidio di Cosimo Cerino e per gli altri sfortunati che si trovavano con lui in quel fatidico giorno. Si resta in attesa di conoscere le  motivazioni atteso che la recente giurisprudenza della cassazione  proprio in casi simili, richiamata dalla precedente sentenza di   condanna emessa dalla Corte di Assise di Appello di Napoli, era sfavorevole alla difesa. Grazie al lavoro certosino svolto dai difensori è stata capovolta la precedente giurisprudenza di legittimità in tema di estradizione.

San Giorgio, esplosi dieci colpi contro l'abitazione di un pregiudicato

SAN GIORGIO A CREMANO. Dieci colpi di grosso calibro sono stati esplosi in pieno giorno contro un cancello di via Dalbono, a San Giorgio a Cremano. Sul raid sono  in corso i rilievi della polizia. All'interno del condominio abita un pregiudicato. A sparare con molta probabilità due uomini a bordo di uno scooter. Il posto è lo stesso dove di recente è stata fatta esplodere anche una bomba carta.

Merce "pezzotta" negli outlet: 17 persone nei guai

NAPOLI. Maxioperazione della Guardia di Finanza in diverse regioni d'Italia. Nel mirino dei militari alcune organizzazioni che producevano merce contraffatta che finiva sugli scaffali degli outlet del napoletano e del casertano. Il nucleo di polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, su indicazione della Direzione Distrettuale Antimafia, ha eseguito 17 ordinanze di custodia cautelare in tutta Italia. I provvedimenti emessi dal Gip colpiscono due diversi sodalizi criminali ramificati a livello internazionali, con collegamenti con la Cina e la Turchia, dediti al contrabbando di merce contraffatta. In particolare le indagini hanno portato alla luce due gli interessi di due diversi gruppi criminali. Il primo faceva capo a Luigi e Giuseppe Verde che si dedicavano alla ricettazione e alla vendita di borse, cinture e occhiali contraffatti su tutto il territorio nazionale. In questa organizzazione avevano un ruolo centrale due coniugi cinesi, Cheng Li detto “Mimmo” e Qingqing Ji detta “Milli”: la coppia possedeva numerose attività commerciali grazie alle quali riusciva ad importare merce “vergine” che una volta giunta in Italia veniva contraffatta con il logo di grandi marchi. Una volta organizzata la merce, i due coniugi fungevano anche da raccordo con altri extracomunitari interessati all’acquisto di merce “tarocca”. Il secondo gruppo criminale faceva capo a Guglielmo Esposito: in questo caso la merce contraffatta veniva importata dalla Turchia e poi veniva assemblata in diverse fabbriche sparse nella provincia di Napoli dove venivano apposti i marchi delle grandi aziende.

Torre Annunziata: presi con mezzo chilo di droga in garage

TORRE ANNUNZIATA. I conviventi Bruno Scarpa, 27 anni, e Gelsomina Guarro, 32 anni, entrambi di Torre Annunziata, nel garage nascondevano mezzo chilo di marijuana e 100 grammi di hashish, più 3mila euro in contanti. Il tutto è stato scovato dai carabinieri del nucleo investigativo di torre annunziata coadiuvati dal nucleo cinofili di sarno. Sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio e sono stati tradotti ai domiciliari

Omicidio Ciro Esposito, i pm chiedono l'ergastolo per De Santis

ROMA. Condanna all'ergastolo per Daniele De Santis: è la richiesta dei pm Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio per il tifoso accusato di aver ferito il 1 maggio del 2014 nella zona di Tor di Quinto Ciro Esposito, morto dopo 53 giorni di ricovero in ospedale. Gli incidenti che portarono al ferimento di Ciro Esposito avvennero nell'imminenza dell'incontro di calcio di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli. Oggi oltreché sollecitare la condanna all'ergastolo per De Santis i pm hanno chiesto la condanna a tre anni di reclusione ciascuno per altri due imputati, Gerardo Fioretti e Alfonso Esposito, accusati di rissa aggravata per aver fatto parte del gruppo che a Tor di Quinto provocò gli scontri tra le diverse tifoserie.

Portici, blitz dei carabinieri al Granatello

PORTICI. I carabinieri di Portici hanno svolto dei controlli per la "movida sicura" tra il Granatello e piazza Poli. Durante gli accertamenti, i carabinieri hanno denunciato per ricettazione un soggetto del luogo sorpreso in possesso di un documento di riconoscimento risultato rubato. Denunciato anche un uomo per violazione del foglio di via obbligatorio: aveva il divieto di ritorno nel comune di portici ma non se n'è curato. Inoltre sono stati oggetto dei controlli dei carabinieri un circolo privato e 3 bar: nel corso delle verifiche sono state elevate 15 sanzioni amministrative - per un importo complessivo di 6.148 euro -. In particolare le violazioni hanno riguardato le norme igienico-sanitarie: nei locali i carabinieri hanno trovato zucchero non preconfezionato, il personale addetto alla manipolazione di alimenti non indossava l'abbigliamento adeguato e mancava anche il libretto sanitario; 3 tra tutti i dipendenti controllati lavoravano a nero.

Torre Annunziata, hanno la droga addosso e non si fermano all'alt

TORRE ANNUNZIATA. In via Bertone i militari dell'aliquota radiomobile di Torre Annunziata  intimano l'"alt" a una Honda Sh. In sella ci sono Vittorio Della Ragione, 19enne e Ruggiero Orofino, 32enne, entrambi di Torre Annunziata e già noti alle forze dell'ordine. I due non si fermano e accelerano. Inizia l'inseguimento: un chilometro di slalom tra le auto che circolavano in città, ma l'autoradio ha la meglio. I due vengono raggiunti e bloccati dai carabinieir. Ruggiero orofino aveva in tasca un grammo di erba. Per i due sono scattate le manette per resistenza a pubblico ufficiale. Orofino è stato anche segnalato alla prefettura di nappoli quale assuntore.

Villaricca, in auto 20 chili
di sigarette e una ricetrasmittente per ascoltare la polizia

VILLARICCA. I carabinieri della stazione di Villaricca hanno controllato su corso Europa una Skoda Fabia sospetta. Alla guida Tobia Strino, un 40enne di Qualiano, già noto alle forze dell'ordine. L'auto viene perquisita e i sospetti trovano fondamento: dentro ci sono 1.000 pacchetti di sigarette di varie marche estere, prive del talloncino del monopolio di stato, in totale 20 chili. Strino è stato arrestato per detenzione ai fini di vendita di tabacchi di contrabbando. Ma non è tutto: in macchina i carabinieri hanno trovato anche una radio ricetrasmittente utilizzata verosimilmente per ascoltare le comunicazioni delle forze di polizia. E quindi prevenire i controlli.

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