Lunedì 19 Febbraio 2018 - 8:56

Piantagione di marijuana e armi in casa, 61enne arrestato a Giugliano

GIUGLIANO. A Giugliano, località “Casacelle”, in aperta campagna, all’interno di un appezzamento di terreno adibito alla coltivazione di pesche, a seguito di un mirato servizio di svolto dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile del Reparto Territoriale di Aversa, coadiuvati da militari del 19° Reggimento Cavalleggeri “Guide” di Salerno, hanno arrestato, per il reato di produzione e coltivazione illecita di sostanze stupefacenti, Basile Raffaele, 61enne bracciante agricolo del luogo. L’uomo è stato sorpreso ad irrigare il frutteto dove erano inoltre coltivate 37 piante di cannabis indica dell’altezza di m.2,80 circa. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire e sottoporre a sequestro penale ulteriori 3 piante marijuana dell’altezza di 2,50 mt circa, un fucile cal.8 doppia canna e 35 cartucce cal. 8 e n. 104 bossoli cal. 8, illegalmente detenuti. Infine, i militari dell’Arma hanno proceduto al ritiro cautelativo di un fucile cal. 12  un fucile cal.16, n. 50 cartucce cal.12 e n.5 cartucce cal. 16, legalmente detenuti. L’arrestato è stato accompagnato presso la casa circondariale di Napoli Poggioreale a disposizione della competente Autorità Giudiziaria. 

Operaio morto a Bacoli, svolta choc nelle indagini

BACOLI. Quel maledetto mercoledì mattina doveva essere in servizio al cimitero, Vincenzo. E invece verso le 11, dopo aver timbrato il suo cartellino marcatempo, qualcuno l’ha chiamato per un sopralluogo nella sua abitazione privata, per effettuare alcuni lavori. E Vincenzo Orfano, 53enne bacolese, forse per sbarcare il lunario, forse per fare un favore ad un “amico”, si è recato sul posto, salendo su un’impalcatura di circa quattro metri dalla quale è caduto trovando la morte. 

 

IL GIALLO. Emergono nuovi, inquietanti particolari investigativi sulla tragedia che due giorni fa ha sconvolto Bacoli: la morte del 53enne Vincenzo Orfano, Lus del comune di Bacoli, nonchè allenatore della squadra di calcio degli allievi Asd Monte di Procida. 

 

LA RICOSTRUZIONE. Dalle indagini investigative infatti spuntano nuovi particolari sulla vicenda. Primo fra tutti che Vincenzo mercoledì mattina doveva trovarsi al lavoro. Poi una telefonata da parte di un amico, un impegato del comune di Bacoli, che gli avrebbe chiesto il favore personale di dirigersi a casa sua per effettuare un sopralluogo per l’avvio di alcuni lavori all’interno dell’abitazione. E Vincenzo, che di mestiere faceva l’imbianchino, non se l’è fatto dire due volte. Si è allontanato dal lavoro e si è recato a casa dell’impiegato comunale. È salito su quella maledetta impalcatura mobile, ad un’altezza di quattro metri, e da lì è precipitato schiantandosi al suolo. L’uomo è stato immediatamente soccorso e trasportato all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli dove, purtroppo, è giunto ormai cadavere. Dalle successive indagini, i carabinieri  si sono recati a casa dell’impiegato comunale, dove l’uomo si trovava con la moglie. 

 

LA SCOPERTA. Nel corso del sopralluogo, gli “007” hanno scoperto che i lavori non erano regolarmente autorizzati e che l’imbianchino 53enne non era in possesso dei previsti requisiti tecnico-professionali per svolgerlo. Inoltre, particolare ancora pià inquietante è che quando i due committenti si sono accorti della tragedia avrebbero provveduto a ripulire il luogo dell’incidente dalle macchie di sangue, occultando l’impalcatura mobile e gli attrezzi da lavoro al fine di depistare le indagini. La zona è stata sottoposta a sequestro così come pure l’impalcatura mobile e svariati attrezzi da lavoro, rinvenuti in un ripostiglio nel giardino di pertinenza dell’abitazione, sui quali sono state trovate tracce ematiche riconducibili al decesso. I coniugi, in qualità di committenti dei lavori manutentivi, sono stati denunciati in stato di libertà per violazione degli obblighi del committente e per mancata verifica dell’idoneità tecnico-professionale dell’impresa esecutrice. Sul posto è intervenuto anche il personale di servizio di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl Na2 Nord. Intanto la salma del povero Vincenzo è stata trasportata al Policlinico per essere sottoposta all’autopsia.

No all'asfalto al corso Vittorio Emanuele, slittano i lavori

NAPOLI.  Pochi mesi fa il trafficatissimo corso Vittorio Emanuele era balzato agli onori della cronaca a causa del concreto pericolo di crollo di una importante porzione dell’arteria stradale a causa di infiltrazioni d’acqua che avevano provocato l’indebolimento della sede stradale. I cittadini impauriti si rivolsero al comune e alla municipalità, invocando interventi urgenti per mettere in sicurezza la zona – a rischio anche diverse scuole – e per dare il via una volta per tutte ai lavori di rifacimento della strada con sostituzione degli ormai obsoleti sampietrini con il più funzionale – e indicato ad una strada ad alta percorrenza come il corso Vittorio Emanuele – asfalto drenante. 

continui cedimenti. Dopo gli interventi di Abc per ripristinare le condutture e per interrompere il copioso flusso d’acqua che rischiava di provocare una vera e propria tragedia, sembrava essere tutto pronto per dare il via, finalmente, ai lavori. Il comune di Napoli, con una delibera ha stanziato oltre tre milioni di euro necessari all’intervento, ma lo stop imposto dalla Soprintendenza ha nuovamente rimescolato le carte. Da Palazzo Reale il no è stato perentorio. Niente asfalto per corso Vittorio Emanuele che dovrà restare pavimentato con i sampietrini a causa dell’importanza storica dell’asse viario. Se è vero che il corso Vittorio Emanuele è una strada ad importante valenza storica – fu la prima “tangenziale” della città, voluta dal re Ferdinando II di Borbone che denominò la strada corso Maria Teresa dal nome della moglie Regina di Napoli – è altresì vero che è da sempre una delle strade più trafficate e movimentate dell’intera città. Un dettaglio che non può e non deve sfuggire alla Soprintendenza. I cittadini sono sul piede di guerra a causa dei continui problemi e per le enormi buche che si formano in una pavimentazione stradale che poteva andar bene nell’800, quando le strade erano percorse da carrozze e cavalli, ma che, di certo, in un secolo di auto di grossa cilindrata e di scooter non è più adatta a svolgere la sua funzione. La nuova diatriba tra Comune e Soprintendenza avrà, come effetto, un nuovo allungamento nei tempi di inizio dei lavori che, presumibilmente, non potranno partire prima dell’anno nuovo a causa delle lungaggini burocratiche.

Scippa i crocieristi: arrestato

NAPOLI. Ieri mattina, gli agenti della Polizia di Stato dell’Ufficio Prevenzione Generale, hanno arrestato il 56enne pluripregiudicato del Quartiere Pianura Francesco Esca in quanto ritenuto responsabile del furto con strappo di 300 euro dal marsupio di un turista spagnolo. Il fatto è avvenuto su Via Cristoforo Colombo, all’altezza di Piazza dei Francesi, dove i poliziotti hanno notato il pluripregiudicato tallonare un gruppo di turisti in sella al suo ciclomotore. Ad un certo punto Esca ha iniziato a discutere animosamente col gruppo dei crocieristi, quando poi ha improvvisamente strappato delle banconote dal marsupio di un uomo e si è dato alla fuga. I poliziotti si sono fermati un attimo dalla vittima dello “scippo” per avere conferma di quanto visto da lontano e si sono subito posti al suo inseguimento. A Corso Umberto lo hanno raggiunto e bloccato. Dopo averlo perquisito ed aver trovato le banconote che la vittima aveva indicato come oggetto del furto, lo hanno arrestato. Fracesco Esca è stato quindi condotto alla Casa Circondariale di Napoli – Poggioreale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Torre Annunziata, traslocano gli uffici del giudice di pace

TORRE ANNUNZIATA. È tutto pronto per il trasloco degli uffici del Giudice di pace di Torre Annunziata. La ditta napoletana «La Nuova Campania Traslochi», infatti, ha vinto l'appalto da 14mila euro, e da settembre inizieranno i lavori. Mobili e carte giudiziarie verranno spostati dagli uffici di via Vittorio Veneto a quelli più grandi  e confortevoli ubicati in via Margherita di Savoia.

Trasporto alunni diversamente abili, a Torre del Greco via alle iscrizioni

TORRE DEL GRECO.  Via alle iscrizioni al servizio di trasporto scolastico per alunni diversamente abili iscritti alle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria inferiore. Dal prossimo primo settembre, infatti, presso l’ufficio Pubblica istruzione, situato nel complesso La Salle di via De Gasperi (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13) sarà possibile «iscrivere o rinnovare l’iscrizione – come scrivono in un apposito manifesto il sindaco di Torre del Greco, Ciro Borriello, e l’assessore alla Pubblica istruzione, Romina Stilo – al servizio».

 

Casoria, aggressione al capotreno: identificati 10 minori guidati dal figlio di un ras di camorra

CASORIA. I carabinieri di Casoria hanno identificato i presunti responsabili dell'aggressione al capotreno e del danneggiamento del convoglio regionale Napoli-Caserta avvenuti la sera del 26 agosto nella stazione ferroviaria di Casoria. In base alle indagini è emerso che a compiere gli atti vandalici sono stati 12 giovani, di cui 11 minorenni (tra i quali 4 ragazze). Tra i responsabili identificati anche 2 minori di 14 anni, non imputabili. I militari dell'Arma hanno denunciato in stato di libertà complessivamente 10 giovani tra i 14 e i 22 anni (tra i quali 4 ragazze) e segnalato al Tribunale per i Minorenni di Napoli il comportamento di 2 ragazzini (un 11enne e una 13enne). A guidare la babygang sarebbe stato un 14enne figlio di un ras di un clan camorristico.
Sono tuttora in corso accertamenti finalizzati a chiarire cosa abbia fatto scattare la violenza del gruppo, che dopo il rimprovero del capotreno ha reagito aggredendo il malcapitato causandogli escoriazioni per il corpo guaribili in 2 giorni successivamente refertate da sanitari dell'ospedale di Caserta.
Quando il convoglio era ancora fermo nella stazione di Casoria, inoltre, i giovani, scesi dal treno, si sono armati di sanpietrini e di un bastone di legno strappandolo da una panchina e hanno infranto il vetro della porta di accesso alla motrice, ove il capotreno si era nel frattempo rifugiato, tentando invano di accedervi, danneggiando una fontana, un secchio per rifiuti e la citata panchina.

Donne infedeli, record
a Boscotrecase

BOSCOTRECASE. Le donne più infedeli? Non si trovano a Milano, ma in provincia di Napoli, a Boscotrecase. Proprio così. Il grosso Comune che si inerpica lungo il Vesuvio è tra le città d'Italia nelle quali è più alta la presenza di fedifraghe, almeno stando a quanto rivelato, seppur indirettamente, dal portale di incontri extraconiugali Ashley Madison, dal cui hackeraggio qualche giorno è derivata una fuga di dati riservati sulle persone iscritte al servizio: 32 milioni di utenti in tutto il mondo.

I TRADIMENTI SUL WEB. In Campania sono Amalfi e tutta la costiera a registrare un'intensa attività degli iscritti al sito, con la spiccata presenza di donne anche a Villa Literno, Arpino e proprio Boscotrecase. Sono tante, infatti, le donne residenti nel Comune all'ombra del Vesuvio che si sono iscritte al noto portale americano dedicato agli incontri extraconiugali. Fino ad alcune settimane fa, però, era impossibile conoscere questi dati, ma un attacco hacker ha permesso di svelare la "mappa dei tradimenti", rivelando proprio Boscotrecase come insolita città dell'infedeltà. Anche se in tanti si iscrivono al portale solo per provare qualche brivido con un tradimento "virtuale", magari solo in chat o in video, il sito Ashley Madison rappresenta il simbolo dei tradimenti. E tra gli oltre 30 milioni di utenti compaiono decine di donne di Boscotrecase. Un "primato" non proprio lusinghiero.

I LUOGHI. Possibile che le donne di Boscotrecase siano le più infedeli? Secondo i dati hackerati pare proprio di sì. E nell'ironia del web sono segnalati anche i luoghi scelti per i tradimenti: «La Panoramica del Vesuvio» scrive qualcuno, «in alcuni alberghi di Pompei» commenta qualcun altro. Curioso, comunque, che tra le capitali degli incontri extraconiugali ci sia una cittadina, famosa solamente per i suoi straordinari vitigni.

 

Carabinieri, a Castello di Cisterna arriva il capitano Picchi

NAPOLI. Il capitano Sante Picchi è il nuovo comandante del nucleo informativo dei carabinieri di Castello di Cisterna. Picchi arriverà a settembre dopo essere stato per sette anni alla giuda della compagnia dei carabinieri di Mnfalcone, in provincia di Gorizia. Si tratta di un avvicendamento importante, visto che la competenza dei militari di Castello di Cisterna si estende su un'area vastisima dell'hinterland partenopeo che ricomprende ben 45 Comuni densamente abitati, tra i quali Casoria, Giugliano e Nola.

Pompei, a Porta Nola i resti di tre corpi

POMPEI. L'area archeologica di Pompei non smette di stupire. Dal progetto di scavo presso la necropoli di Porta Nola sono emersi i resti di tre sepolture con la tecnica dell'incinerazione, la cremazione dell'epoca. Uno di loro è un uomo, dell'età di circa 60 anni e sovrappeso. I isulati della campagna di scavo sono stati illlustrati ogi nel corso di una conferenza stampa. Rinvenute anche una tomba a schola, ceneri e ossa. Il progetto è frutto di una convenzione triennale tra la soprintendenza speciale di Pompei, Ercolano e Stabia con la “British school al rome”, lo “Illustre colegio oficial, departamento de arqueologia” e il “Museo de prehistoria e historia de la diputación de Valencia”. I lavori intendono investigare differenti ceti sociali attraverso vari tipi di sepolture, di cui Porta Nola offre un esempio emblematico.

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