Giovedì 21 Giugno 2018 - 8:31

Torre del Greco, basilica gremita per l'ultimo saluto a Spineto

TORRE DEL GRECO. Una grande folla ha salutato per l'ultima volta Pietro Spineto, il 19enne di Torre del Greco ucciso con un colpo di pistola sabato scorso in vico Bufale, a Torre del Greco. Lacrime e commozione ai funerali che si sono svolti stamane in una basilica di santa Croce gremita, in pieno centro cittadino. Nella sua omelia, il parroco Giosuè Lombardo ha ricordato Pietro come «un ragazzo timido, che si aggrappava a qualunque cosa per non affondare». Padre Lombardo ha ricordato come «al Sud si senta l'assenza dello Stato», senza dimenticare il dramma dei senza lavoro, «soprattutto giovani». ma «non per questo Pietro si era perso. Lo conoscevo bene, frequentava il nostro oratorio», ha aggiunto il parroco. Tantissimi gli amici, ma anche la gente comune che ha voluto testimoniare il proprio affetto alla famiglia dello sfortunato giovane: «Sarai il nostro angelo, non ti dimenticheremo»

Si svolgerà venerdì prossimo, 14 agosto, nel carcere napoletano di Poggioreale l'interrogatorio di garanzia di Armando Gaudino, il quarantaquattrenne arrestato con l'accusa di detenzione e porto abusivo di arma da fuoco nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Pietro Spineto). Per la morte del giovane si è accusato l'amico del cuore e figlio minore di Gaudino, un quindicenne che ha raccontato come l'arma usata - posseduta illegalmente dal padre - sia stata trovata da Pietro Spineto mentre i due davano da mangiare ad alcuni cani, prima che dalla pistola partisse il colpo che ha ucciso il diciannovenne. 

Omicidio Spineto, arrestato il padre del 15enne

TORRE DEL GRECO. Il padre del 15enne indagato per l'omicidio di Pietro Spineto, ammazzato sabato sera in vico Bufale a Torre del Greco, è stato arrestato con l’accusa di detenzione e porto illegale di arma da fuoco. L'uomo, Armando G. 44 anni, si era presentato poche ore fa alla polizia e aveva fatto ritrovare la pistola dalla quale è partito il colpo mortale. L'arma è stata recuperata dagli agenti del commissariato di polizia di via Sedivola, al comando del primo dirigente Davide Della Cioppa, all'interno dell'androne di una scuola elementare e aveva la matricola abrasa. Il 44enne è ritenuto dagli inquirenti contiguo al clan Falanga.

Ercolano, picchia il padre 90enne: preso

ERCOLANO. Ha finanche smontato i sanitari, finendo per allagare l'appartamento. Al culmine di una lite violentissima, i carabinieri dell’aliquota radiomobile di Torre del Greco hanno arrestato ad Ercolano un 56enne del luogo già noto alle forze dell'ordine con l'accusa di maltrattamenti in famiglia e danneggiamento aggravato. Il fatto è accaduto in un'abitazione di via Palmieri, dove i militari dell'Arma sono intervenuti bloccando l'uomo che ha picchiato il padre 90enne che era intervenuto per carcare di riportarlo alla calma. Colpito con schiaffi e pugmi al volto, l'anziano è stato medicato all'ospedale Maresca di Torre del Greco, dove i medici gli hanno diagnosticato contusioni guaribili in 4 giorni.

«Napoli comune "derenzizzato"», il sindaco dichiara guerra al premier

NAPOLI. "A Bagnoli, ora, Renzi, dopo anni ed anni di omissioni, sprechi, affari e crimini, quando abbiamo finalmente messo in campo l'azione di rilancio di Bagnoli smascherando anche gli autori dei disastri del passato, invece di dare alla Città le risorse per la bonifica - dovere di Stato trattandosi di un Sin (Sito di Interesse Nazionale ) - ha deciso di commissariale". Lo scrive su Facebook il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. "Vuole mettere le mani sulla città con le stesse logiche di potere che hanno distrutto parte del nostro Paese - prosegue de Magistris - . A Napoli non comandano più le segreterie del sistema partitocratico, le cricche, i patti masso-mafiosi, le lobby. Vogliono aggirare la nostra autonomia e la nostra esperienza colpendoci dall'alto. Vi abbiamo scoperto. Volete occupare - con violenza di Stato e con poteri speciali - la nostra terra e affidarla a mani sbagliate. Di fronte alla violazione della Costituzione, all'occupazione violenta del territorio, all'abuso della legge, all'uso illegittimo del diritto, alle derive autoritarie, c'è un unico rimedio: ora e sempre Resistenza. Sarebbe un delitto morale non resistere. Ecco perché la nostra Città si proclama Derenzizzata. Perché siamo per la democrazia, per la diffusione del potere, per la distribuzione del denaro, per la lotta alle disuguaglianze, per la giustizia, per il Popolo. Resisteremo ricorrendo alla giustizia costituzionale, ordinaria ed amministrativa. Resisteremo con il referendum. Resisteremo con la disobbedienza civile. Resisteremo nelle piazze, nelle strade e nei vicoli della nostra Città. Resisteremo con la lotta politica. Resisteremo con la fantasia e la creatività di cui siamo capaci. Resisteremo con l'amore della non violenza. Contro l'oppressione delle nostre vite, resistiamo con la liberazione dei corpi, delle coscienze e dei cuori. Costruiremo reti di resistenza ovunque contro il sistema, a Napoli e altrove. Siamo onesti e non ci facciamo occupare con mani e denari sporchi che puzzano di compromesso morale, meglio essere un po' brutti e sporchi, ma onesti, che essere tirati a lucido ma con la coscienza sporca. Possiamo vincere e comunque lotteremo. Solo chi non lotta ha già perso", conclude de Magistris. 

Omicidio Spineto,
la polizia è sulle tracce della pistola

TORRE DEL GRECO. La polizia è sulle tracce della pistola che ha ucciso Pietro Spineto, il 18enne di Torre del Greco morto sabato scorso dopo essere stato colpito da un proiettile calibro 7x65. Gli investigatori avrebbero individuato il luogo dove potrebbe essre stata nascosta l'arma. Si tratterebbe di una svolta importante nelle indagini di un delitto ancora tutto da chiarire, visto che la versione del 15enne, che si è autoaccusato dell'omicidio del ragazzo, non convince del tutto gli inquirenti. Il padre del 15enne resta irreperibile, e non è escluso che il ritrovamento dell'arma possa portare a nuovi sviluppi delle indagini.

Turisti spagnoli subiscono estorsione da romeni al casello di Castellammare di Stabia

POMPEI. I Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata e del posto fisso Scavi di Pompei dopo una veloce attività investigativa hanno arrestato per estorsione aggravata in concorso Simona SERBAN, 23 anni, già nota alle FFOO e
Ion COSTACHE, 24 anni, entrambi domiciliati a Torre Annunziata e di nazionalità rumena.
I predetti si erano “piazzati” nei pressi della cassa automatica per il pagamento del pedaggio al casello dell’Autostrada A3 di Castellammare di Stabia, impedendo il passaggio a una autovettura sulla quale c’era una coppia di turisti spagnoli e prospettando ai malcapitati che solo consegnando una banconota da 20 euro “sarebbero riusciti a passare”.
Utilizzata la banconota per il pagare il pedaggio (2 euro), i malfattori si sono impossessati del resto e si sono dileguati.
Acquisita denuncia degli spagnoli i militari dell’Arma hanno immediatamente rintracciato SERBAN e COSTACHE che ancora si aggiravano, presumibilmente alla ricerca di altre vittime, nei dintorni precitato del casello autostradale.
Dopo le formalità di rito gli arrestati sono stati sottoposti ai domiciliari.

Voleva comprare un IPhone e ruba un reperto agli Scavi di Pompei

POMPEI. Ha confessato che desiderava comprare l'ultimo modello di iPhone e per questo non ha esitato a rubare un reperto degli Scavi di Pompei che voleva mettere in vendita su eBay per fare soldi. È l'ultimo tentativo di sottrazione di reperto dagli Scavi di Pompei, accaduto ieri. Il protagonista è un ragazzo olandese di 16 anni, in visita turistica conclamare che non si era accorta di niente. Ad assistere alla scena, però è stato un turista americano che ha dato l'allarme a un custode. Sono intervenuti i carabinieri del posto fisso negli Scavi e il ragazzo è stato fermato e perquisito.nello zaino aveva nascosto una tegola sottratta a una domus in via dell'Abbondanza. Il reperto è stato riconsegnato alla Soprintendenza e il ragazzo è stato denunciato a piede libero all'autorità giudiziaria, per tentato furto, quindi affidato alla madre in quanto minorenne. 

Marito, moglie e figlioletta di 7 mesi insieme rapinano farmacia

QUARTO.  Marito e moglie avevano preso di mira una farmacia di Quarto e organizzato una rapina. Per compiere la razzia si erano divisi i compiti: la donna sarebbe entrata a guardare la merce esposta fingendo interesse (in realtà per capire se all’interno vi fossero “presenze pericolose”) e l’uomo, ricevuta rassicurazione, avrebbe fatto irruzione portando via tutto il denaro.
Ma i carabinieri della tenenza di Quarto, che hanno avviato indagini subito dopo la denuncia del titolare della farmacia, hanno identificato e sottoposto a fermo i due: Giuseppe Agrillo, 35 anni e la moglie Veronica d’Angiò, 29 anni, entrambi residenti a quarto e ritenuti responsabili della rapina perpetrata il 3 agosto alla farmacia sul corso italia durante la quale era stata razziata la somma di 3.000 euro in denaro contante.
I militari li hanno identificati nel corso di indagini partite con l’analisi delle immagini scaricate dal sistema di videosorveglianza…
Nel filmato si vede la d’Angiò che tenendo in braccio la figlia di 7 mesi entra nella farmacia simulando interesse per alcuni prodotti. Poco dopo si allontana senza comprare niente, si ferma pochi secondi a confabulare con Agrillo  e questi, armato di pistola e con il volto travisato fa irruzione nella farmacia, terrorizza il titolare minacciandolo con l’arma puntata a consegnare tutte le banconote; poi, non soddisfatto, afferra il cassettino del registratore di cassa e lo svuota freneticamente in un borsello disseminando monete e monetine sul pavimento prima di darsi alla fuga.
Subito dopo l’individuazione i cc hanno proceduto a perquisizioni personali e domiciliari rinvenendo e sottoponendo a sequestro gli indumenti che i malfattori indossavano durante la rapina e la pistola usata per minacciare il farmacista (rivelatasi un’arma scenica) trovata nell’abitazione dei genitori della donna a napoli.
Agrillo è stato associato alla casa circondariale di poggioreale. d’Angiò sottoposta agli arresti domiciliari nell’abitazione dei genitori.
In fase di convalida hanno ammesso le loro responsabilità davanti al gip che ha convalidato il fermo e ha disposto la custodia ai domiciliari per entrambi?

Dramma alla discoteca "il Ciclope", muore ragazzo di Mugnano

CAMEROTA. Tragedia in discoteca. Al "Ciclope" le piogge abbondanti, cadute questa notte anche nel Cilento, hanno provocato uno smottamento nella "grotta della musica", mentre era affollata di giovani che ballavano e si divertivano. Le pietre hanno colpito un 27enne di Mugnano,  ma residente a Varcaturo, Crescenzo Della Ragione, uccidendolo sul colpo. I sassi si sono staccati da un'altezza di 60 metri. La discoteca è stata immediatamente chiusa. Gli inquirenti sono a lavoro. Sulle indagini vige massimo riserbo. La discoteca è stata sequestrata dalla procura di Vallo della Lucania. L’incidente sarebbe avvenuto intorno alla mezzanotte tra lunedì e martedì. Alle 17 di ieri pomeriggio, al lido Ciclope beach, che si trova sulla spiaggia del Mingardo di fronte alla discoteca e i proprietari sono gli stessi del Ciclope, è cominciato un apertivo «lungo», che sarebbe dovuto durare fino alle 5 del mattino successivo. «In caso di pioggia ci spostiamo al Ciclope, nella grotta», avevano fatto sapere dall’organizzazione. E così è stato. Intorno alle 23.30 i ragazzi si sono trasferiti. L’ingresso era gratuito e anche il parcheggio. In consolle c’era un ospite internazionale, Tedd Patterson dj, che non ha fatto in tempo a suonare. All’improvviso le urla strazianti dei presenti e la scena da brividi. Si ferma tutto. Arrivano ambulanze e carabinieri. Tra Camerota e Palinuro i giovani sono sconvolti. «E’ morto un ragazzo». Le voci si rincorrono. Poi la conferma. Probabili risvolti giudiziari.

Il Mediterranean FabLab cerca grafici ed esperti in stampa 3D

SALERNO. La Medaarch e il Mediterranean FabLab aprono una call for makers! In particolare, si cercano figure con conoscenze di modellazione 3D (su software tipo Rhinoceros), grafica vettoriale e stampa 3D. Sarebbe preferibile, ma non vincolante, che i candidati fossero della Provincia di Salerno e con partita iva.

La posizione prevede la collaborazione in programmi di formazione rivolti alle scuole. È prevista una retribuzione a progetto. Per candidarsi basta inviare, entro fine agosto, una mail a info@medaarch.com che abbia per oggetto la frase “call for MED makers”, allegando alla stessa i propri dati (nome, cognome, mail e recapito telefonico), il curriculum vita e il portfolio.

Il Mediterranean FabLab, è un laboratorio di fabbricazione digitale, formazione, ricerca e produzione che risponde alle esigenze di innovazione del mercato manifatturiero e sostiene il rilancio del tessuto imprenditoriale, mettendo insieme il potenziale innovativo di professionisti e PMI che vivono il laboratorio, con le istanze di cambiamento provenienti dal territorio.

FabLab, è questo l’acronimo che in tutto il mondo viene utilizzato per identificare gli spazi come il Mediterranean FabLab. Nato il 31 ottobre 2012 a Cava de’ Tirreni (Sa), in concomitanza con quello di Torino promosso dal governo per i 150 anni della Repubblica italiana, il Mediterranean FabLab è così diventato il primo laboratorio di fabbricazione digitale del sud Italia.

Il laboratorio cavese è all’interno della Medaarch, il centro di formazione, consulenza e ricerca che indaga le potenzialità del digitale in vari ambiti, come quelli della progettazione architettonica avanzata, dei nuovi processi di fabbricazione, delle strategie urbane ecologiche, dei sistemi complessi, della gestione dei dati, e del futuro delle città in termini di sostenibilità energetica e sociale.

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