Lunedì 18 Giugno 2018 - 9:44

Arcoconfraternita dei Pellegrini
oggi il Concerto di Pasqua

Dall'Agnus Dei di Scarlatti a Vexilla Regis di Liszt, passando per The crown of roses di Ciaikovskij e O sacrum convivium di Pergolesi. Sono alcune delle musiche che saranno eseguite al Concerto di Pasqua dell'Arciconfraternita dei Pellegrini. L'evento si terrà questo pomeriggio alle 18.30 nella Chiesa della SS. Trinità dei Pellegrini, in via Portamedina 41. Ad esibirsi il Coro Polifonico Universitario "Federico II", diretto dal Maestro Antonio Spagnolo. Il complesso di voci è composto da circa quaranta elementi tra studenti, anche stranieri, professori e personale non docente delle Università di Napoli. All'organo Pierfrancesco Borrelli.

L’addio laico a Umberto Eco

Volti sconosciuti di chi ha semplicemente letto i suoi libri, ex studenti, ma anche personalità del mondo della cultura sono in molti a rendere omaggio al Castello Sforzesco di Milano a Umberto Eco, morto a 84 anni. Una cerimonia funebre laica - a cui la moglie Renate e i figli Stefano e Carlotta hanno riservato spazio alla stampa - per ricordare l’uomo, lo studioso e lo scrittore. 

La bara di legno chiara - con fiori chiari di campi sopra - ha alle sue spalle le corone di fiori del Presidente della Repubblica e della presidenza del Consiglio dei ministri.

Tra i presenti i ministri Dario Franceschini e Stefania Giannini, l'amico di sempre Moni Ovadia e il mondo dell'editoria. L’ultimo saluto sarà accompagnato dalle note de 'La folli'a di Arcangelo Corelli, che Eco suonava sempre insieme e Gianni Coscia, amico e fisarmonicista alessandrino.

Oltre a Roberto Benigni , che già a giugno 2011 era alla rocca di San Leo nel Riminese per il conferimento a Eco della cittadinanza onoraria del borgo dell'Alta Valmarecchia, sono presenti il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il sindaco di Torino Piero Fassino, i sindaci con i gonfaloni di Alessandria, città natale dello scrittore, e di Monte Cerignone, il paese delle Marche dove si trova la sua casa di campagna e di San Leo. 

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha mandato, dopo il telegramma alla famiglia, una corona con corazzieri. Presente Francesco Ubertini, rettore dell'Università di Bologna, ateneo in cui lo scrittore era professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici. I vertici dell'università bolognese porteranno a Milano la toga dell'Alma Mater dove Eco era professore da oltre 41 anni.

Parleranno gli amici più intimi dello scrittore fra i quali Elisabetta Sgarbi e gli altri con cui ha condiviso la sua ultima avventura, la nascita della casa editrice 'La nave di Teseo' per la quale uscirà sabato 27, in anticipo, l'ultimo libro di Eco, 'Pape Satàn Aleppe'. Nel Cortile della Rocchetta presenti anche il presidente della Rai Monica Maggioni e il direttore generale Antonio Campo Dall'Orto.  

Addio a Umberto Eco

MILANO. La cultura italiana è in lutto. È morto lo scrittore, filosofo e semiologo Umberto Eco. Aveva 84 anni. Tra i suoi successi letterari 'Il nome della rosa', best-seller internazionale tradotto in 47 lingue e venduto in trenta milioni di copie, e 'Il pendolo di Focault'. Saggista prolifico, ha scritto numerosi saggi di semiotica, estetica medievale, linguistica e filosofia, oltre a romanzi di successo.

Eco, nato ad Alessandria il 5 gennaio 1932 e morto ieri sera nella sua abitazione, si era laureato in filosofia nel 1954 all'Università di Torino con una tesi sull'estetica di San Tommaso d'Aquino. Non abbandonò mai la filosofia e la cultura medievale, anche se successivamente si dedicò allo studio semiotico della cultura popolare contemporanea e all'indagine critica sullo sperimentalismo letterario e artistico.

Nel 1956 pubblicò il suo primo libro che prese ispirazione dalla sua tesi di laurea dal titolo 'Il problema estetico in San Tommaso'. Nel 1954 partecipò e vinse un concorso della Rai per l'assunzione di telecronisti e nuovi funzionari ma presto abbandonò la televisione per dedicarsi all'insegnamento universitario. Nel 1988 ha fondato il Dipartimento della Comunicazione dell'Università di San Marino. Dal 2008 era professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell'Università di Bologna. Dal 12 novembre 2010 Umberto Eco era socio dell'Accademia dei Lincei, per la classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche.

Tra i suoi capolavori 'Il pendolo di Foucault', 'L'isola del giorno prima', 'Baudolino', 'Il cimitero di Praga', 'Numero zero', il romanzo uscito lo scorso anno con forti riferimenti alla storia politica, giornalistica, giudiziaria e complottistica italiana, da Tangentopoli a Gladio, passando per la P2 e il terrorismo rosso. Numerosi sono anche i suo testi di filosofia, semiotica, linguistica, estetica, testi di letteratura per l'infanzia.

Oggi le bandiere del Comune di Alessandria saranno poste a mezz’asta in segno di lutto. "Domani - afferma all'Adnkronos il sindaco Maria Rita Rossa - apriremo la parte storica della biblioteca, dove ci sono le Cinquecentine, che lo stesso Eco aveva aiutato a riscoprire".

"Sarà aperta tutto il giorno per svolgere letture dei suoi libri e per ricordarlo: stiamo coinvolgendo persone ed attori del territorio per fargli un omaggio, un tributo. Eco - spiega Rossa - era un vero alessandrino, non era infrequente incontrarlo qui, ha continuato a tenere legami con la sua terra". "Pensiamo di rendergli omaggio aprendo le sale della passione della sua vita, ossia i libri", continua.

Ancora non si sa, riferisce il primo cittadino, se la camera ardente e i funerali dello scrittore si svolgeranno ad Alessandria, ma il Comune è a "disposizione della famiglia per qualsiasi cosa deciderà riguardo allo svolgimento dei funerali".

"Dedicheremo ad Eco un luogo simbolo di cultura", ha continuato il sindaco. Piuttosto che una via o una piazza, al primo cittadino piacerebbe intitolare ad Eco "un luogo segno e simbolo di cultura, di apertura mentale e critica". Un emblema di cultura come "una biblioteca o un teatro - sottolinea -. E' uno dei primi impegni che gli renderemo, superando anche gli ostacoli e i lunghi tempi burocratici".

I MESSAGGI DI CORDOGLIO 

ELISABETTA SGARBI - Il suo ultimo libro "in cui, ancora una volta, riversa tutto il suo genio: si intitola 'Pape Satan Aleppe. Cronache di una società liquida'. E uscirà per la sua casa editrice La nave di Teseo", dice all'Adnkronos Elisabetta Sgarbi, direttore generale ed editoriale 'La nave di Teseo'.

DACIA MARAINI - "Oltre a essere un grande scrittore, era un amico, una persona squisita, disponibile, gentile, non saliva mai in cattedra e aveva un fortissimo senso dell'ironia. E' una perdita personale, ma anche una perdita per l'Italia perché il suo sguardo era sempre acuto e sapiente", commenta la scrittrice Dacia Maraini.

NICOLA LAGIOIA - "Umberto Eco era così parte dell'orizzonte culturale e da così tanti anni che quasi non si è abituati a considerarlo di carne e ossa". Così lo scrittore che ha vinto il Premio Strega nel 2015 Nicola Lagioia.

ROBERTO SAVIANO - Da Twitter arriva il cordoglio di Roberto Saviano, che cita l'ultima frase de 'Il nome della rosa': "Nomina nuda tenemos. Addio, Professore".

ANTONIO PENNACCHI - "Grandissima anima, grandissima intelligenza. Mancherà sicuramente al Paese". Così lo scrittore, Premio Strega 2010, Antonio Pennacchi, commenta con l'Adnkronos la morte di Eco la cui opera "ha illuminato la televisione, l'accademia, la narrativa e tutto il mondo della cultura italiana dalla seconda metà del '900 ad oggi". Pennacchi rivolge a lui la sua gratitudine per "tutto quello che ha dato".

LUCA SERIANNI - "Ho appreso con grande stupore della morte di Eco perché è stato una figura centrale nell'Italia dalla fine del 900 fino ad oggi. Una figura particolarmente rappresentativa". Il linguista Luca Serianni commenta così la scomparsa di Eco.

SERGIO MATTARELLA - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è detto "particolarmente addolorato" per la morte di Eco. Per il capo dello Stato, lo scrittore e studioso "era un uomo libero, dotato di un profondo spirito critico e di grande passione civile. È stato un protagonista del dibattito intellettuale italiano e internazionale. Nella sua autobiografia si specchia il percorso di ricerca di identità culturale di intere generazioni del dopoguerra".

MATTEO RENZI - Profondo cordoglio per la scomparsa di Eco è stato espresso ai familiari dal presidente del Consiglio Matteo Renzi. "Esempio straordinario di intellettuale europeo, univa una intelligenza unica del passato a una inesauribile capacità di anticipare il futuro", sottolinea Renzi che con lui si era intrattenuto a Milano, a Expo, lo scorso giugno.

DARIO FRANCESCHINI - "Ci ha lasciato Umberto Eco. Un gigante che ha portato la cultura Italiana in tutto il mondo. Giovane e vulcanico fino all'ultimo giorno". Questo il messaggio di cordoglio su Twitter del ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini.

È morto Piero Buscaroli, ex direttore del “Roma”

BOLOGNA. Addio allo scrittore, musicologo e giornalista Piero Buscaroli: è morto ieri a Bologna all'età di 85 anni. Leggendario per l'asprezza di carattere e per i giudizi taglienti, specie in politica, e mai accattivanti, è autore di libri che hanno lasciato il segno: "La stanza della musica" (1976), "Bach" (Mondadori, 1985), "Paesaggio con rovine" (Camunia1989), "La morte di Mozart" (Rizzoli, 1996) e un monumentale "Beethoven" edito da Rizzoli nel 2004. Nel 2010 ha pubblicato "Dalla parte dei vinti. Memorie e verità del mio Novecento" (Mondadori) - concentrato di umori profondi, florilegio di accuse, contumelie, ostentato disprezzo verso personaggi italiani conosciuti o solamente famosi - e nel 2013 "Una nazione in coma" (Minerva edizioni). Nato a Imola (Bologna) il 21 agosto 1930, dopo il liceo Buscaroli studiò organo con Ireneo Fuser e si laureò in storia del diritto italiano. Nel 1955 Leo Longanesi lo chiamò al "Borghese", dove si occupò di "musica e guerre", con cui collaborò fino al 1977. Dal 1971 al 1975 fu direttore del quotidiano "Roma" di Napoli e nel 1979 iniziò una collaborazione con "Il Giornale" di Indro Montanelli, usando il proprio nome per la critica musicale, mentre per le note di politica e costume il direttore gli impose di firmare con lo pseudonimo di Piero Santerno. La collaborazione continuò anche con il successore di Montanelli, Vittorio Feltri.

Assieme al critico musicale Paolo Isotta, Buscaroli ha diretto una collana editoriale per la Arnoldo Mondadori Editore. Dal 1976 al 1994 ha insegnato nei Conservatori di Torino, Venezia e Bologna. Di lui è stato detto che intende collocarsi nella corrente del revisionismo storiografico, estendendola dal campo politico a quello musicale. Ha avanzato l'ipotesi che il Requiem di Mozart sia rimasto incompiuto non, come vuole la tradizione, a causa della morte del suo autore, bensì per una scelta deliberata di Mozart stesso, dovuta alla ripugnanza, da parte di quest'ultimo, ad adempiere la clausola contrattuale (impostagli dal committente) che gli impediva di rivendicare la paternità della sua opera. Sono numerose le dichiarazioni controverse di Buscaroli. Suscitò scalpore e proteste una sua intervista concessa al "Corriere della Sera" del 27 maggio 1994 nella quale Buscaroli affermò che la destra avrebbe dovuto chiamare i gay "correttamente froci o checche" e che gli stessi "andrebbero spediti in campo di concentramento". In un'intervista al quotidiano "Il Foglio" del 21 aprile 2005 Buscaroli dichiarò di considerarsi"un superstite della Repubblica Sociale Italiana, in territorio nemico". Nel novembre dello stesso anno ricevette una segnalazione per il conferimento di un'onorificenza dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana, che rifiutò. In un'intervista concessa il febbraio 2010 a "La Stampa" Buscaroli si autodefinì "fascista deluso" e dichiarò: "Anche il nazismo mi ha deluso: Hitler non ebbe il coraggio di sbarcare in Inghilterra". Ad una precisa domanda dell'intervistatore sulla Shoah, Buscaroli rispose: "Ritengo che Hitler non sapesse. Ma non mi si annoveri tra i negazionisti. Non voglio approfondire, non voglio credere". Anche questa intervista suscitò polemiche e lettere di protesta indirizzate alla redazione del quotidiano.

Allo Yemayà l'aperitivo a "luci spente"

SALERNO. Un aperitivo a “luci spente” per comprendere che la realtà è molto più ricca di quanto si possa immaginare. È quello che si è sperimentato allo Yemayà di Salerno, dove, ieri, si è svolto un laboratorio sensoriale e percettivo, volto alla riscoperta dei sensi meno utilizzati. Drink, cocktail e buon cibo sono stati serviti all’interno di un  locale completamente oscurato dove sia i partecipanti che i titolari hanno avuto la possibilità di dimenticare per un’ora gli input visivi per trascorrere la serata soffermandosi sui suoni, sugli odori e sulle le sensazioni tattili. Riscoprire una realtà molto più ricca di quanto si possa immaginare grazie ai sensi definiti dall’organizzatore dell’evento “in sordina”. In sintesi un aperitivo a “luci spente” che diventa un vero e proprio laboratorio sensoriale che mira alla riscoperta degli altri sensi, per esplorarne le potenzialità inespresse e suscitare nei fruitori una maggiore consapevolezza del proprio corpo e dei propri strumenti percettivi. Un’iniziativa voluta fortemente da Francesco Casaburi responsabile di Fc e Sobrenesa e sposata dai titolari dello Yemayà, noto locale salernitano di vicolo della Giudaica. «Attraverso esperienze percettivo-sensoriali proposte per lo più sotto forma di gioco - afferma Francesco Casaburi - cerco di insegnare ai fruitori dei miei laboratori a riscoprire gli altri sensi, a prestare più attenzione alle informazioni che costantemente essi inviano al nostro cervello e ad utilizzare queste ultime in maniera consapevole ed adeguata sia nella codificazione della realtà che ci circonda, sia nei rapporti interpersonali di ogni giorno. Sottolineo spesso ai miei allievi vedenti - continua Casaburi - Noi ciechi non abbiamo la possibilità di scegliere quando utilizzare la vista e quando farne a meno: voi vedenti sì, ed è giusto che siate in grado di farlo. In questo caso specifico - prosegue il responsabile di Fg e Sobrenesa e  ho scelto la cornice dell'aperitivo, una situazione tanto quotidiana e scontata ma che, stavolta, ha assunto un senso e una modalità tutta nuova. L'incontro è stato suddiviso in due fasi: fase esplorativa (quella più prettamente esperienziale) e fase conoscitiva. Nella prima parte, in un ambiente totalmente buio, verranno proposte esperienze sensoriali e percettive volte alla riscoperta del senso in questione, per acuire la consapevolezza delle proprie possibilità sensoriali ed esplorarne limiti e potenzialità. I partecipanti hanno sperimentato “a proprie spese” cosa significa trovarsi in situazioni quotidiane come il chiacchierare tra loro o sorseggiare una bibita e quanto questa esperienza possa cambiare radicalmente senza il codice sensoriale della vista. E si sorprenderanno ad esplorare altri codici sensoriali e impararne le loro specifiche peculiarità. Nella seconda parte dell'incontro, invece, verranno forniti (in modo leggero) elementi didattici e tecnici, per una maggiore consapevolezza dei propri “strumenti sensoriali”»

Franceschini: Ercolano e Campi Flegrei diventeranno musei autonomi

Gli scavi di Ercolano e il parco archeologico dei Campi flegrei diventeranno musei autonomi. Questo è quanto annunciato il ministro dei Beni e delle Attività Culturali nel corso dell'audizione in Commissioni congiunte settima del Senato e settima Camera.
Franceschini ha spiegato la scelta di dotare altri dieci siti di autonomia, dopo i venti musei già affidati ad altrettanti direttori scelti con selezione internazionale. 
La scelta di puntare sull’autonomia di Ercolano dà un’accelerata alla valorizzazione dello straordinario patrimonio della seconda città sepolta dal Vesuvio, che da sempre ha sofferto in termini di pubblico per la vicinanza di Pompei: 2.934.010 gli ingressi nel 2015 a fronte dei 352.365 visitatori di Ercolano. Quanto ai Campi Flegrei, era stato lo stesso Ministro a ribadire la necessità di «un progetto di valorizzazione per  un'area archeologica unica al mondo che comprende però siti chiusi e non sempre visitabili». 

«Il ministero viene ridisegnato a livello territoriale per rafforzare i presidi di tutela e semplificare il rapporto tra cittadini e amministrazione» ha spiegato Franceschini. «Il nuovo assetto prevede la nascita di uniche soprintendenze per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, con un aumento dei presidi di tutela per l'archeologia sul territorio nazionale, che dalle attuali 19 (17 soprintendenze archeologiche più le due speciali del Colosseo e di Pompei), passeranno a 39». Ogni nuova soprintendenza sarà, pertanto, articolata in sette aree: organizzazione e funzionamento; patrimonio archeologico; patrimonio storico e artistico; patrimonio architettonico; patrimonio demoetnoantropologico; paesaggio; educazione e ricerca.

 

 

 

Premio "Fabrizio De André" 2015: ecco i vincitori

ROMA. Il Premio De Andrè 2015 giunge all’ultimo atto: venerdì 22 e sabato 23 gennaio si terranno a Roma le finali all’Auditorium Parco della Musica, Sala Petrassi. Giunto alla sua quattordicesima edizione, con la direzione artistica di Luisa Melis e diMassimo Cotto, e con la collaborazione di Dori Ghezzi (nella veste di Presidente della Giuria), il Premio è patrocinato dalla Fondazione Fabrizio De André e si avvale della collaborazione di ICompany, Doc Servizi e Freecom. Quest’anno Piero Pelù riceverà il “Premio De André alla Carriera”, mentre il “Premio per la reinterpretazione dell'opera di Fabrizio” sarà assegnato a Cristina Donà. Venerdì 22 gennaio si terrà la premiazione di Piero Pelù. Tra gli ospiti la cantautrice Lucina Lanzara & SeiOttavi, le attrici Silvia D’Amico e Roberta Mattei, e Vincenza Costantino che leggeranno i brani dei 12 finalisti della sezione “Poesia”.

 

Sabato 23 gennaio seguirà la serata conclusiva con la premiazione di Cristina Donà. Tra i tanti ospiti, i musicisti Fausto Mesolella, Piergiorgio Faraglia, Lelio Morra, la band italiana di musica d’autore folk rock Tetes De Bois, e l’artista toscano Enrico Nigiottiche sarà nel cast del prossimo film di Paolo Virzì “La pazza Gioia” interpretando un brano dello stesso De Andrè. Nel corso delle due serate si esibiranno sul palco i 12 finalisti della sezione “Musica”: venerdì 22 gennaioDiego Esposito (con “In una stanza”) , Davide Finesi (con “La Bella Società”), Marco Greco (con “Sconosciuti”), Marta Lucchesini (con “Urgenza Particolare”), Gabriella Martinelli (con “Buon Selvaggio”) e Carlo Valente (con “Crociera Maraviglia”). Sabato 23 gennaio, invece: Blindur (con “Canzone per Alex”), Eugenio Rodondi (con “Canzone Moschina”), Cinque Uomini sulla Cassa del Morto (con “La Principessa e il Pirata”), Luciano D'Abbruzzo (con “L'ultima festa”), La Suonata Balorda(con “Sangue amaro”) e VinaRancio con “Lettera di un drogato (d'amore)”Anche per quest’edizione, il Premio si pone l’obiettivo di promuovere il meglio della canzone d'autore:  agli autori, ai compositori, agli interpreti e agli esecutori di musica italiana esordienti o non noti al grande pubblico, si richiede di manifestare, attraverso i più diversificati stili musicali, una creatività non vincolata alle mode, ai generi e ai falsi concetti di commerciabilità, al fine di ridare originalità e vitalità alla produzione artistica, all’insegna della  qualità e della libertà artistica. Al vincitore di ciascuna categoria verrà corrisposta la somma di € 1.000 (mille euro). Contestualmente alla finale del Premio De  Andrè, grazie alla collaborazione conSounday, sarà pubblicata su tutti gli store online (tra cui iTunes, Spotify e Deezer) la compilation ufficiale che  conterrà i brani dei 12 finalisti in gara.

 

Quarto, M5S nella bufera: il sindaco annuncia il rimpasto

QUARTO. Dopo le dimissioni di due assessori e due consiglieri comunalie, il sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo, decide di passare al contrattacco. In una parola: sarà rimpasto. È lei stessa ad annunciare di voler «rinnovare alcuni componenti della nostra amministrazione che permetteranno di dare uno slancio superiore e definitivo al nostro lavoro». Una mossa destinata ad acuire ancora di più i mal di pancia all'interno del Movimento 5 Stelle, già scosso dall'inchiesta della procura partenopea che vede indagato l'ex consigliere Giovanni De Robbio, per presunte pressioni che avrebbe esercitato proprio sul sindaco.

Spera plaude alla "Card cultura giovani"

ROMA. “Esprimo grande soddisfazione per il provvedimento del governo volto a favorire l’accesso diretto dei giovani alla cultura. Gli spettacoli dal vivo e la musica live sono uno dei maggiori veicoli culturali per regalare emozioni indelebili, soprattutto dopo il clima di paura e terrore che, purtroppo, si è instaurato in seguito ai vili attacchi terroristici di Parigi”. Il presidente di Assomusica, Vincenzo Spera, commenta così la “card cultura giovani” da 500 euro destinata ai neodiciottenni per assistere a rappresentazioni teatrali e cinematografiche, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo. “La musica live – prosegue il numero uno dell’Associazione tra i Produttori e gli Organizzatori di Spettacoli di Musica dal Vivo - è il settore che, in primis, ha subito una forte contrazione nelle ultime settimane. Gli incentivi economici potrebbero essere una ghiotta opportunità per i giovani che hanno voglia di investire in un settore con una grandissima valenza dal punto di vista sociale e aggregativa. Il governo non si è tirato indietro ed è sceso in campo con una iniziativa lodevole, confermando l’importanza degli spettacoli dal vivo che rappresentano una forma culturale fondamentale per il futuro delle nuove generazioni”.

Gennaro Matino presenta "La tenerezza di un Dio diverso"

Venerdì 11 dicembre alla ore 18:00 presso l’Associazione Oltre il Chiostro ONLUS in Piazza S. Maria La Nova, 44 a Napoli il teologo e scrittore Gennaro Matino presenta la nuova edizione del libro suo “La tenerezza di un Dio Diverso” (Edizioni CED - Centro editoriale dehoniano). “Il libro che ha cambiato la vita”, come dichiara su facebook l’autore. Un successo editoriale mai attuale quanto adesso alla luce delle sfide che il mondo cristiano, e non solo, si trova ad affrontare in questi anni.

Quante volte si è sentito ripetere: «La morte è una sconfitta. Se Dio c’è, è una sconfitta anche per lui». Dialogare con l’uomo di oggi partendo dal suo dolore significa confrontarsi con le contraddizioni che nascono da una vita imbellettata e non vera, della quale fa parte anche un’idea ambigua della religione.

Il dolore non è solo il risultato di una malattia, di una tragedia, di una solitudine; è nostalgia di una visione diversa della vita, è domanda di una vita nuova che può essere comunicata attraverso la compagnia nella prova e la compassione nella sofferenza, più che con una lezione di teologia.

Con una felice metafora, l'autore propone l'immagine di due gemellini che per nove mesi si sono fatti compagnia in maniera esclusivissima nel grembo materno. Al momento del parto uno lascerà quel ventre per primo. L'altro, rimasto solo, con la paura e l'esperienza tragica di questa separazione, penserà: "Mio fratello non è più con me, è morto!". Solo quando anch'egli vedrà a propria volta la luce potrà completamente ricredersi nell'incontrare quel fratellino ritenuto morto e invece vivo. «Tutta l'esperienza cristiana è attraversata da questa serena consapevolezza: nessuno può evitare il dramma della morte, nessuno può riuscire a nascondere l'evidenza della sofferenza."

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