Mercoledì 28 Giugno 2017 - 9:06

L’ultima di Trump: cancello gli accordi con Cuba

"Le politiche dell'amministrazione di Obama hanno arricchito il regime castrista". Lo ha detto Donald Trump annunciando l'intenzione di "cancellare" l'accordo fatto da Barack Obama con Cuba e che la sua amministrazione applicherà con maggiore vigore "l'embargo e il divieto del turismo".

Un "accordo assolutamente squilibrato" secondo Trump le cui nuove direttive si concentrano principalmente sulla parte dell'intesa che apriva a una maggiore collaborazione dal punto di vista commerciale e del turismo. Aperture, ha detto il presidente americano, che non hanno portato vantaggi ai cubani e neanche migliorato la situazione dei diritti umani.

"Noi otterremo una Cuba libera" ha affermato Trump tra gli applausi dei sostenitori ed esponenti della comunità dell'esilio cubano che affollavano il teatro di Miami dove il presidente oggi ha annunciato la nuova politica nei confronti dell'isola caraibica che prevede un drastico passo indietro rispetto all'apertura e la normalizzazione di Barack Obama.

Con l'intento di mostrare "la vera e brutale natura del regime castrista" Trump ha presentato e chiamato sul palco alcuni "coraggiosi dissidenti che sono stati imprigionati in Cuba. Io mantengo le mie promesse, qualche volta in politica ci vuole un po' di tempo ma ci arriveremo", ha detto ancora, promettendo che "ora che io sono presidente mostreremo i crimini del regime castrista".

Rogo di Londra, le vittime salgono a 30

E' aumentato ad almeno trenta morti accertati il bilancio del devastante incendio che ha colpito la Grenfell Tower a Londra. Lo ha annunciato la polizia britannica. Che ha poi chiarito che le fiamme sono state domate. "Sappiamo", ha detto Stuart Cundy, il comandante della polizia metropolitana di Londra, "che almeno trenta persone sono morte". Tra le vittime ci sono dei feriti portati in ospedale dopo il rogo. I corpi sono stati portati in camera mortuaria, ma altri restano nel palazzo. "Abbiamo sempre saputo che il bilancio si sarebbe aggravato", ha ammesso Cundy. Niente, ha aggiunto il comandante della polizia metropolitana di Londra, suggerisce che "l'incendio sia partito in modo deliberato. Le indagini sulle cause dell'accaduto dureranno settimane". "Purtroppo", ha poi proseguito, "non ci aspettiamo che ci sia alcun superstite".

Westminster, scatta l'allarme per un uomo con il coltello

Allarme a Londra, davanti a Westminster. La polizia è intervenuta alle 11.10 ora locale, le 12.10 in Italia, dopo le grida di qualcuno che urlava 'coltello, coltello', lasciando intendere che ci fosse un uomo armato nella zona. "Un uomo, ci circa 30 anni" è stato fermato nei pressi della sede del Parlamento, fa sapere la polizia, "con il sospetto di avere un coltello. Non ci sono notizie di feriti". Le prime immagini dell'arresto mostrano di spalle un uomo di colore, con la barba, pantaloni neri e felpa grigia, ammanettato dagli agenti di Scotland Yard in servizio fuori dal Parlamento. Secondo la Bbc, l'incidente - dopo il quale sono stati chiusi tutti gli accessi a Westminster - non sarebbe da mettere in relazione al terrorismo. L'episodio è avvenuto non lontano da dove, il 22 marzo scorso, Khalid Masood, ha prima investito con l'auto alcuni pedoni, proseguendo poi in direzione del Parlamento, dove ha accoltellato un poliziotto disarmato, prima di essere a sua volta colpito a morte. In totale, le vittime del suo attacco sono state cinque.

Mosca: abbiamo ucciso il capo dell’Isis al Baghdadi

MOSCA. Il leader dell'Isis Abu Bakr al Baghdadi potrebbe essere stato ucciso in un raid russo in Siria, anticipa il ministero della difesa russo parlando di "informazioni provenienti da canali diversi in corso di verifica". Il 28 maggio scorso sono stati uccisi in raid di Mosca alla periferia di Raqqa una trentina di comandanti dell'Is riuniti per discutere delle possibili vie di fuga dalla città e fra loro, indicano le informazioni raccolte, ci sarebbe stato anche al Baghdadi, aggiunge il comunicato citato dalla Tass.

Grattacielo in fiamme, i dispersi italiani sono due fidanzati

Sono due giovani fidanzati veneti, Gloria Trevisan e Marco Gottardi, gli italiani che risultano ufficialmente dispersi nell'incendio del grattacielo a Londra. Gloria Trevisan, 27enne di Camposampiero, in provincia di Padova, e Marco Gottardi, 27enne di San Stino di Livenza in provincia di Venezia, abitavano, a quanto apprende l'Adnkronos, all'ultimo piano del grattacielo andato in fiamme e non sarebbero riusciti a scappare. «Mio cugino Marco Gottardi e la sua ragazza abitavano al 23esimo piano della Grenfell Tower che è stata distrutta dall'incendio. Se qualcuno li vede, per favore mi contatti il più presto possibile. Non ho notizie da loro dalla scorsa notte, i loro cellulari sono spenti. Prego Dio che stiano bene. Per favore, aiutatemi e condividete. Grazie», è il post che Pamela Pizziolo ha pubblicato su Facebook dopo l'incendio che ha distrutto la Grenfell Tower di Londra. Il messaggio è stato condiviso da oltre 1000 utenti.

Grattacielo in fiamme, dispersi due italiani

LONDRA.  Due italiani risultano dispersi a seguito dell'incendio nella Grenfell tower di Londra che ha provocato 12 morti e decine di feriti. È quanto riferiscono fonti della Farnesina, secondo cui l'ambasciata italiana a Londra ed il consolato generale nella capitale britannica, in stretto raccordo con l'unità di crisi del ministero degli Esteri, seguono fin dalle prime ore di questa mattina l'incendio al grattacielo e sono in costante contatto con le autorità britanniche per verificare l'eventuale coinvolgimento di connazionali. Al momento due risultano dispersi e sulla loro identità viene mantenuto il più stretto riserbo.

AGENTE IMMOBILIARE. «C’erano degli italiani che vivevano nella torre». Lo afferma Beatrice Antonini, agente immobiliare, ai microfoni di Radio 24 riferendosi al drammatico incendio che ha devastato un grattacielo londinese provocando 12 morti e decine di feriti. «Nella torre abbiamo cinque appartamenti affittati e alcuni clienti sono italiani», in particolare sono «due famiglie italiane con bambini. Al momento non abbiamo saputo niente di loro». «Non sappiamo cosa sia successo e mi sto recando sul posto per avere maggiori informazioni e sapere se i miei clienti stanno bene», aggiunge. «Ho saputo che gli allarmi anti incendio non hanno funzionato. Mi sembra grave e incomprensibile perché la torre è sempre stata controllata perfettamente». Alla giornalista che le chiede maggiori dettagli sui controlli effettuati all’interno della torre, l'agente immobiliare replica: «Noi facciamo ogni tre mesi dei controlli negli appartamenti e ci aggiorniamo coi proprietari e col sindacato che gestisce la torre. Tutti i controlli erano normali e non si capisce cosa sia successo».

 

 

Usa, sparatoria in Virginia: ferito deputato repubblicano

Un esponente di spicco del partito repubblicano, in una sparatoria avvenuta oggi nel campo di baseball di Alexandria, in Virginia, dove si stava svolgendo l'allenamento della squadra dei congressmen repubblicani. Secondo le prime notizie arrivate dai media americani tra le diverse persone rimaste colpire vi sarebbe anche Steve Scalise, il 'whip', una sorta di capogruppo del partito. «Il sospetto è stato arrestato e non è una minaccia», ha fatto sapere la polizia di Alexandria. Alcuni testimoni avevano fatto riferimento alla morte dell'assalitore.

Intanto, un portavoce di Scalise ha detto che il deputato è ricoverato al George Washington University Hospital ed è in condizioni stabili. Secondo Mo Brooks, deputato dell'Alabama, Scalise è stato colpito all'anca. In tutto sarebbero almeno cinque le persone rimaste colpite, ha detto ancora il deputato repubblicano.

Al momento dell'attacco, erano circa 25 i parlamentari in campo. Tra loro, oltre a Scalise e Brooks, anche Rand Paul, West Virginia, Roger Williams, Texas, Joe Barton, Texas, Ron DeSantis, Florida, Chuck Fleischmann, Tennessee, Jeff Flake, Arizona, Brad Wenstrup, Ohio, Gary Palmer, Alabama.

«Mi è sembrato che fosse un maschio bianco, ma considerate che l'ho visto per un secondo o due», ha aggiunto Brooks riferendosi all'aggressore, armato di un fucile semiautomatico. Intervistato dalla Cnn, Brooks ha detto che l'uomo appariva «di mezza età, non magro, ma neanche obeso». «Non so se sia stato ucciso», ha poi aggiunto, mentre altri repubblicani presenti hanno detto ai media che l'assalitore è stato “neutralizzato". È stato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ad annunciare che «l'assalitore è morto per le ferite» riportate. L'uomo è stato successivamente identificato come James Hodgkinson, residente a Belleville, nell'Illinois, come riferisce la Cnn. Secondo l'emittente, gli investigatori hanno individuato un furgone, con targa dell'Illinois, che apparterrebbe a Hodgkinson. Al momento dell'attacco, erano circa 25 i parlamentari in campo.

Prima di entrare in azione, l'uomo avrebbe chiesto chi si stesse allenando, «democratici o repubblicani?», rivolgendo la domanda al deputato repubblicano Ron DeSantis. Lo ha raccontato il politico a Fox news. La sparatoria è iniziata alle 7.15 ed è durata circa dieci muniti, secondo l'emittente.

Londra, grattacielo in fiamme, almeno 6 i morti. Si teme il crollo

LONDRA. Vastissimo incendio in un grattacielo in Latimer Road a North Kensington, nella parte ovest di Londra. Secondo quanto riporta la 'Bbc', citando testimoni, diverse persone sarebbero rimaste intrappolate nei loro appartamenti.

La polizia londinese ha parlato di sei morti accertati al momento, aggiungendo che il numero è probabilmente destinato a salire. Cinquanta i feriti che sono stati ricoverati in vari ospedali cittadini.

Numerosi testimoni hanno visto cadere detriti dal grattacielo in fiamme. Il ricordo delle Torri Gemelle di New York è incancellabile e il timore di un crollo della torre spaventa tutti, sebbene l'intensità delle fiamme si sia ridotta dopo oltre 4 ore di rogo e di lavoro senza sosta dei vigili del fuoco.

La Grenfell Tower viene per questo monitorata dagli ingegneri strutturali: lo riporta l'emittente britannica Sky News. L'edificio è stato in gran parte distrutto dalle fiamme e i vigili del fuoco sono ancora impegnati per domare l'incendio. "Al momento l'edificio continua ad essere sicuro per le nostre squadre", assicura la commissioner dei Vigili del Fuoco londinesi, Dany Cotton.
Intanto, un'altissima colonna di fumo plumbeo si leva dall'alba nel cielo della metropoli, visibile in buona parte del centro. Le fiamme che hanno colpito la Torre - che ospita 120 appartamenti e che hanno colpito l'edificio tra il secondo e il 27esimo piano - si sono sviluppate poco prima dell'1 di questa notte ora locale (le 2 in Italia) impegnando nelle operazioni di soccorso circa 200 vigili del fuoco.

Gb, si dimettono i capi staff di Theresa May

I capi dello staff della premier britannica Theresa May, Fiona Hill e Nick Timothy, si sono dimessi a due giorni dal voto anticipato che non ha dato ai conservatori la maggioranza sperata in Parlamento. Lo ha reso noto un portavoce dei Tories, dopo le pesanti accuse alla gestione della campagna erano arrivate in queste ore.

«Mi assumo la mia responsabilità per la mia parte in questa campagna elettorale, che era quella di controllare il nostro programma politico», ha scritto in una nota Timothy, pubblicata sul sito del Partito conservatore. Mentre la Hill ha sottolineato quanto sia stato «un piacere servire il governo e lavorare con un così eccellente primo ministro: non ho alcun dubbio che Theresa May continuerà a lavorare duro come premier e che lo farà in modo brillante».

Secondo quanto rivelato dalla Bbc, le dimissioni dei due sono arrivate dopo l'aut aut posto da alcuni membri influenti dei Tories: via Hill e Timothy entro il weeken o lunedì sarebbe partita la sfida alla leadership della May.

May va avanti con il sostegno del Dup

LONDRA. Il partito conservatore della premier Theresa May ha vinto le elezioni ma non è riuscito a conquistare la maggioranza assoluta in Parlamento, necessaria a governare il Paese. Secondo le proiezioni della Bcc, in base risultati quasi completi sulle 650 circoscrizioni, i Conservatori hanno 318 seggi e non possono quindi raggiungere i 326 necessari a conservare la maggioranza assoluta.

Su 649 seggi su 650 assegnati finora, 318 vanno ai Tory, 261 al Labour, 35 allo Scottish National Party, 12 ai Liberaldemocratici, 10 al Democratic Unionist party, 7 al Sinn Fein, Plaid Cymru se ne aggiudica 4e il Green Party 1.

In questo modo le elezioni anticipate volute dalla premier Theresa May si concludono con un parlamento sospeso, in quanto nessuna parte è in grado di ottenere i 326 posti necessari per la maggioranza assoluta in Parlamento.

La premier conservatrice ha comunque deciso di andare avanti e intorno alle 13.30 si recherà a Buckingham Palace per chiedere alla regina Elisabetta il permesso di formare un governo di minoranza, con l'intenzione di annunciare la formazione del nuovo esecutivo nel pomeriggio. Fonti di governo citate da Sky News riferiscono che la nomina dei ministri verrà annunciata nel corso della giornata.

Il Democratic Unionist Party ha infatti acconsentito alla formazione di un governo con i Conservatori . L'accordo, riporta l'Independent, non richiederà passaggi formali per la creazione di una coalizione. In questo modo la May ottiene una maggioranza di 328 seggi, appena 2 seggi oltre la soglia minima dei 326.

Le trattative tra Conservatori e Unionisti nordirlandesi sono andate avanti per tutta la notte, riporta l'Independent. Il maggiore partito nordirlandese ha motivato la decisione di formare una coalizione con i Tories con la necessità di impedire al leader laburista Jeremy Corbyn di diventare il nuovo primo ministro.

Il leader dei Laburisti Jeremy Corbyn chiede dal canto suo che la premier May si dimetta: "Ha perso seggi, ha perso voti, ha perso sostegno e fiducia. Tutto ciò è sufficiente per lasciare il posto a un governo veramente rappresentativo". Noi, ha aggiunto, "siamo pronti a servire il nostro paese". Per Corbyn i negoziati sulla Brexit dovranno proseguire e la decisione di ritardarli non dipende dai britannici. "La nostra posizione è chiara, vogliamo una Brexit che metta l'occupazione al primo posto".

Affluenza record - Affluenza record nel Regno Unito per le elezioni politiche: a votare è stato il 68,7% degli aventi diritto, il 2,6% in più rispetto al 2015 e la percentuale più alta registrata dalle elezioni politiche del 1997. In tutto 46.9 milioni di elettori si erano registrati per prendere parte al voto di ieri, mezzo milione in più rispetto ai 46,4 milioni delle elezioni del 2015. L'affluenza ai seggi negli ultimi anni è progressivamente aumentata rispetto al calo registrato all'inizio degli anni 2000. Ecco i dati dell'affluenza delle ultime elezioni politiche: 2015, 66.2%; 2010, 65.1%; 2005, 61.4%; 2001, 59.4%; 1997, 71.4%. Nel Dopoguerra, le elezioni politiche con la più alta affluenza furono quelle del 1950, con l'83.9%. In quell'occasione vinsero i Laburisti di Clement Attlee, sconfiggendo i Tories guidati da Winston Churchill.

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