Domenica 24 Giugno 2018 - 1:41

Aquarius, Parigi all'attacco: «Italia cinica»

Francia e Spagna puntano il dito contro l'Italia per la vicenda della nave Aquarius. Emmanuel Macron parla di "irresponsabilità e cinismo" e Madrid avverte il nostro Paese sul "rischio di responsabilità penali".

A riferire le parole pronunciate da Macron in Consiglio dei ministri è stato il portavoce del governo Benjamin Griveaux, rispondendo alla domanda di chiarimento di un giornalista. "Quando vi sostituite alle autorità libiche e prendete in carico una nave nelle acque territoriali libiche e quando si avvicina alle vostre coste non gli permettete di accostare si può parlare di irresponsabilità e cinismo", ha dichiarato.

Il portavoce ha quindi sottolineato la necessità di "dare prova di solidarietà", ha ricordato che si tratta di "un tema di diritto internazionale", e ha detto che "non è il caso di creare un precedente". "Bisogna dar prova di solidarietà, cosa che non ha fatto l'Italia", ha affermato, parlando di "strumentalizzazione politica fatta dal governo italiano". Il tema della crisi dei migranti, ha poi reso noto, sarà venerdì sul tavolo dell'incontro tra il primo ministro italiano Giuseppe Conte e il presidente francese Emmanuel Macron che lo accoglierà a Parigi.

L'inquilino dell'Eliseo ha già parlato oggi con la Commissione Ue e si riserva di farlo anche con le autorità di Italia, Malta e Spagna. Griveaux ha anche voluto ricordare che se ogni Paese in modo individuale cerca di fare fronte alla situazione della crisi dei migranti la risposta non può essere soddisfacente: "è una situazione cui deve rispondere l'Europa in generale", ha sottolineato, anticipando una prima proposta di Francia e Germania che prevede di dare più mezzi concreti a Frontex, da presentare in occasione del Consiglio Europeo. Sarebbe, ha concluso, un primo passo in direzione di un'auspicata autorità migratoria europea.

L'ATTACCO DEL PARTITO DI MACRON - Durissime contro l'Italia anche le parole di Gabriel Attal, portavoce di En Marche, il partito del presidente francese. "Io per primo ho un pensiero per i 629 uomini, donne e bambini che si trovano sulla nave - ha detto Attal intervistato da 'Public Sénat' - Perché parliamo di persone. Parlare di migranti è disumanizzante. Su quelle navi ci sono delle persone, delle donne incinte, dei bambini. Ed è a loro che dobbiamo pensare prima di tutto". Quindi ha aggiunto: "Credo che la posizione, la linea del governo sia vomitevole. E' inammissibile fare della politica spicciola con delle vite umane. Trovo che sia immondo".

DI MAIO: PROPRIO LORO PARLANO - A stretto giro è arrivata la replica di Luigi Di Maio. "Proprio loro parlano..." ha detto il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, interpellato dai cronisti.

SPAGNA - Dolores Delgado, neo ministra spagnola della Giustizia, ha lanciato un monito all'Italia sul caso Aquarius, intervistata stamane da Radio CadenaSer nel corso del programma 'Hoy por Hoy'. Delgado ha infatti sottolineato che, adottando misure come quelle del governo italiano che si è rifiutato di concedere lo sbarco della nave nei suoi porti, l'Italia “potrebbe avere responsabilità penali internazionali" in base ad accordi e trattati sui diritti umani. Per Delgado la risposta alla crisi migratoria dovrà essere "coordinata". "La soluzione - ha detto - deve essere data non solo da uno Stato, ma da tutti quelli che sono frontiera dell'Unione europea e quelli che non lo sono".

Trump lascia il G7: «Da Kim per la pace»

Donald Trump lascia in anticipo il G7 per partire per quella che lui definisce "una missione di pace", tesa ad assicurarsi la denuclearizzazione della Corea del Nord nel vertice di Singapore con Kim Jong-un in programma martedì.

"Sono fiducioso nel vertice", ha detto il presidente, dicendosi convinto che il leader nordcoreano coglierà "l'occasione unica" e farà "una cosa positiva per il suo Paese, la sua famiglia". Rispondendo poi alle domande di giornalisti, ha sottolineato che gli "basterà un minuto per capire se Kim è serio sulla pace", altrimenti "non perderò il mio tempo".

Nel rispondere alle domande dei giornalisti, Trump ha sottolineato come l'incontro con il leader nordcoreano sia "letteralmente un territorio inesplorato". "Ma sono veramente fiducioso - ha spiegato - credo veramente che Kim voglia fare qualcosa di grande per il suo popolo ed ha questa opportunità". Un'opportunità, ha ammonito Trump, "che non gli sarà data una seconda volta". "Finora quindi tutto bene - ha concluso - vedremo quello che succederà, e lo vedremo molto presto".

RAPPORTI COMMERCIALI - "Abbiamo concluso un G7 di grande successo. Le cose cambieranno nei rapporti commerciali - ha scandito - siamo come il salvadanaio da cui chiunque può rubare: questa storia ora finisce".

L'attenzione di Trump, in un'agenda che ha toccato anche temi come "le sfide dell'immigrazione" e "la minaccia posta dall'Iran", si concentra sui rapporti commerciali tra Stati Uniti e i partner. "Abbiamo tenuto discussioni produttive sulla necessità di avere rapporti equi. Non possono imporci tariffe del 270% mentre noi non applichiamo tariffe. Questo non può funzionare più. Gli Stati Uniti sono stati penalizzati per decenni, non possiamo più consentire che questo succeda - ha sottolineato - Le tariffe scenderanno, siamo come il salvadanaio da cui chiunque può rubare: questa storia ora finisce".

"Mi sono congratulato con i leader degli altri Paesi, che sono stati capaci di concludere accordi incredibilmente vantaggiosi per loro. Non me la prendo con gli altri: i rapporti con gli altri leader sono da 10 - ha detto rispondendo a una domanda della Cnn, etichettata ancora una volta come "fake news" - Me la prendo con chi ci ha rappresentato in passato: le cose devono cambiare e cambieranno. La mia non è una speranza, le cose cambieranno al 100%".

Il discorso riguarda, nel dettaglio, i rapporti commerciali con Canada e Messico. Le trattative per il rinnovo del Nafta non hanno ancora prodotto una fumata bianca. "O arriviamo a una versione migliorata del trattato - ha affermato - oppure faremo due accordi separati con i due Paesi".

RUSSIA - Trump ha insistito nel dire che un ritorno della Russia nel gruppo dei Grandi "sarebbe una cosa positiva per la Russia, per gli Stati Uniti e per il mondo intero". Riguardo alle posizioni degli altri leader, il presidente americano ha riferito che "si è discusso, non c'è stato un voto, ad alcuni piace l'idea".

Ai giornalisti che gli ricordavano le ragioni della sospensione della Russia dal G8, in seguito all'occupazione e poi all'annessione della Crimea, Trump ha risposto: "Chiedetelo a Obama, è stato lui a permettere alla Russia di avere la Crimea, chiedete a lui perché". "Detto questo è successo tanto tempo fa", ha però poi aggiunto. E ha ribadito: "Il G8 ha molto più senso del G7".

MIGRANTI - Un passaggio della dichiarazione che il presidente degli Stati Uniti ha rilasciato prima di abbandonare il G7 in Canada è dedicato ai migranti. "Abbiamo discusso di immigrazione incontrollata e della minaccia che questo fenomeno rappresenta per la sicurezza nazionale - ha affermato - Siamo impegnati ad affrontare la sfida dell'immigrazione aiutando i migranti a rimanere e a prosperare nei loro Paesi di origine".

IRAN - Poi l'Iran e il nucleare. "Le nazioni del G7 continuano ad essere impegnate nel controllo delle ambizioni nucleari dell'Iran. Con o senza di loro, queste ambizioni saranno controllate" ha detto Trump, esprimendosi così sulla ''minaccia rappresentata dall'Iran'', uno dei temi toccati nel G7 in corso a Charlevoix.

"Le nazioni del G7 sono legate da valori condivisi e convinzioni, questo è emerso in maniera forte e chiara. Ciascuna delle nostre nazioni è totalmente unica, ma possiamo coordinarci per il bene comune. Siamo legati nel grande sforzo di costruire un mondo più pacifico e prospero", dice il presidente americano.

G7, Trump: "Aboliamo tutti i dazi"

Durante le tese discussioni con gli altri leader del G7 riguardo ai dazi imposti dagli Usa Donald Trump ha fatto la proposta di considerare di abolire tutti i dazi e barriere commerciali. Lo rivela Politico citando fonti americane presenti alle discussioni, secondo le quali il presidente ha detto agli altri leader che "dovremmo almeno considerare di cancellare tutto, no dazi, no barriere".

Secondo il quotidiano online Usa, a questo punto il premier canadese Justin Trudeau si sarebbe opposto all'idea: "Ed allora i sussidi?", avrebbe chiesto. Secondo Politico, i leader hanno considerato l'uscita di Trump come un'affermazione retorica. "Possiamo considerarla come un punto di partenza" per la discussione, ha detto Angela Merkel.

Non è stata l'unica occasione durante la quale Trump ieri ha parlato, questa volta in una battuta di spirito, dell'abolizione dei dazi: "Justin è d'accordo a tagliare tutti i dazi e le barriere tra Canada ed Usa e sono molto felice", ha detto dopo un colloquio con il premier canadese che, a sua volta, ha replicato con una battuta: "Così direi che il Nafta sta a posto", riferendosi all'accordo di libero commercio del Nord America che Trump ha voluto rinegoziare.

Macron: «Con Conte valori comuni»

"Condividiamo un continente: l'Europa. Una storia e dei valori comuni: quelli dell'Europa". A scriverlo, su Twitter, è stato il presidente francese Emmanuel Macron, al termine del suo primo incontro con il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte al G7.

Ieri il presidente francese aveva lanciato "l'idea di una riunione di tutti gli europei" prima dell'inizio dei lavori del G7. "Il comportamento americano porta a ricreare alleanze e riforgiare il fronte europeo", aveva dichiarato Macron, facendo riferimento alle posizioni di Trump sul nucleare iraniano, sul clima e alla sua decisione di imporre dazi sui prodotti di importazione dall'Europa.

All'incontro hanno partecipato, oltre ai capi di governo italiano e francese, anche il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il primo ministro inglese Theresa May, il primo ministro canadese Justin Trudeau (padrone di casa al G7 di Charlevoix) e il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker. Un vertice immortalato in diversi scatti poi condivisi su Instagram dal premier Conte: "Incontro con i leader europei prima della cerimonia di benvenuto e dell'inizio dei lavori del #g7charlevoix".

Conte: «Su sanzioni a Mosca serve dialogo»

l tema delle sanzioni alla Russia resta una delle questioni al centro del dibattito politico e internazionale. "Noi siamo collocati confortevolmente e tradizionalmente nella Nato, non è in discussione assolutamente la collocazione internazionale dell'Italia. Ma per quanto riguarda le sanzioni" alla Russia "siamo per il dialogo e soprattutto siamo sempre molto attenti affinché le sanzioni non impattino negativamente sulla società civile russa" ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a margine del G7 in Canada.

"L'Italia adesso valuterà le posizioni che emergeranno, dobbiamo ancora iniziare il G7... Quindi non chiedetemi adesso le posizioni perché nel confronto con gli altri partner valuteremo. C'è questa sensibilità, una maggiore apertura al dialogo" ma "questo non significa stravolgere un percorso che è attualmente definito ed è collegato anche all'attuazione degli accordi di Minsk per quanto riguarda il sistema delle sanzioni" ha risposto Conte alla domanda se l'Italia porrà il veto sul rinnovo delle sanzioni a Mosca.

Il capo del governo si è detto d'accordo con il presidente americano Donald Trump sul fatto che "la Russia dovrebbe rientrare nel G8. E' nell’interesse di tutti" ha scritto su Twitter. "L'Italia è sempre stata tradizionalmente fautrice della considerazione della Russia nell'ambito del G8" ha poi spiegato a margine del G7.

MIGRANTI - "Vogliamo un'Europa più forte ma anche più solidale" ha detto Conte incontrando i giornalisti a Charlevoix. Quello al G7 in Canada è stato "un debutto molto proficuo. Ho incontrato il presidente della Commissione europea Juncker e il presidente del Consiglio europeo Tusk. A entrambi ho posto quelle che sono le nostre priorità, cioè la riforma della disciplina del regolamento di Dublino sulla migrazione e la questione della crescita, dello sviluppo".

Per quanto riguarda il tema migranti e in particolare la riforma del regolamento di Dublino, "ho espresso la posizione di totale insoddisfazione dell'Italia per le proposte che sono attualmente discusse. Riteniamo che siano assolutamente insoddisfacenti". "Com'è stato detto autorevolmente da altri partner dell'Unione europea, l'Italia è stata lasciata sola in tutti questi anni nella gestione dei flussi migratori - ha sottolineato - E questo è inaccettabile". "Se vogliamo un'idea di Europa forte, come tutti declamiamo a voce, dobbiamo anche tradurre questa idea e applicarla nei momenti in cui occorre mostrare solidarietà", ha aggiunto il presidente del Consiglio.

DAZI - Per quanto riguarda il tema dei dazi commerciali "c'è molta conflittualità, ci sono state dichiarazioni anche molto veementi da parte del presidente Trump, degli altri partner europei. Noi siamo qui per valutare le varie posizioni. Com'è nelle nostre corde, saremo portatori di una posizione moderata - ha affermato il premier - Cercheremo di capire le ragioni che spingono ad assumere queste posizioni e ci comporteremo di conseguenza".

Trump: «Russia va riammessa nel G8»

"Perché stiamo per tenere un meeting senza la Russia? La Russia dovrebbe esserci". La Russia dovrebbe essere riammessa nel G8. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, prima di partire per il Canada, dove è in programma il G7. "Un tempo questo era il G8, perché c'era anche la Russia", ha osservato Trump rispondendo alle domande dei cronisti.

"Ora la Russia non c'è. Io amo il nostro paese, sono stato l'incubo peggiore per la Russia. Detto questo, la Russia dovrebbe partecipare a questo meeting", ha affermato. "Potrebbe essere politicamente non corretto, ma abbiamo un mondo da gestire e dovrebbero permettere alla Russia di rientrare. Dovremmo avere la Russia al tavolo delle negoziazioni", ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti, riferendosi alla posizione che gli altri leader hanno assunto nei confronti di Mosca dal 2014 dopo la crisi legata alla Crimea.

Su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte: ha scritto: "Sono d'accordo con il presidente Donald Trump: la Russia dovrebbe rientrare nel G8. E' nell'interesse di tutti".

È morto lo chef Anthony Bourdain

Anthony Bourdain, chef 61enne di fama internazionale, si è suicidato. Lo afferma la Cnn, con cui Bourdain collaborava da tempo. Secondo l'emittente, Bourdain era in Francia per lavorare a un nuovo episodio del programma 'Parts Unknown'. Lo chef francese Eric Ripert avrebbe trovato Bourdain privo di sensi nella sua stanza d'albergo. Stando a quanto riferisce la Bbc, nello scorso anno Bourdain era stato sentimentalmente legato all'attrice italiana Asia Argento. 

"E' con straordinaria tristezza che confermiamo la morte del nostro amico e collega, Anthony Bourdain", ha annunciato l'emittente statunitense. "Il suo grande amore per l'avventura, per i nuovi amici, ottimo cibo e vino, oltre alle straordinarie storie dal mondo, lo hanno reso un narratore unico. Il suo talento non ha mai smesso di stupirci, ci mancherà moltissimo. I nostri pensieri e le nostre preghiere vanno a sua figlia e alla sua famiglia in questo momento incredibilmente difficile".

Bourdain è stato un pioniere dell'abbinamento tra cucina e media. E' approdato sul piccolo schermo prima su Food Network, poi con 'Anthony Bourdain: No Reservations' - vincitore di due Emmy - su Travel Channel. Nel 2013, 'Parts Unknown' (in Italia sbarcato col titolo 'Cucine segrete') ha segnato l'inizio del binomio con la Cnn.

G7 ad alta tensione

Si apre oggi a La Malbaie, nel Quebec, il vertice del G7. Secondo dell'era Trump, e prima prova internazionale per il premier italiano Giuseppe Conte, ancora una volta appare destinato ad essere dominato dalle tensioni tra il presidente Usa e gli altri 'grandi della terra'. E se a Taormina era stato soprattutto sul clima che si era consumata la frattura, con un comunicato finale che parlava chiaramente di un consenso a sei senza gli Stati Uniti, questa volta a tenere banco sarà la guerra commerciale che Trump ha innescato con suoi storici vicini ed alleati, come appunto il Canada padrone di casa e gli europei, con la sua politica protezionista dei dazi.

Una reggia con 405 stanze, 5 piscine, 4 ristoranti, un casinò, un campo da golf e una vista mozzafiato sul fiume San Lorenzo è l'identikit del Manoir Richelieu, il resort che si appresta a ricevere i big. La struttura, a circa 140 km a nord-est di Quebec City, è stata costruita nel 1899 e restaurata nel 1928 dopo un incendio. Il Manoir Richelieu, una delle principali mete del turismo di lusso in Canada, è la 'perla' di La Malbaje, cittadina di 8.000 abitanti nella regione di Charlevoix. La presidenza canadese del G7 ha bloccato l'intero hotel dal 27 maggio al 12 giugno, apportando anche modifiche per la sicurezza con un investimento da 460 milioni di dollari. L'area è circondata da una recinzione metallica e ovunque sono disseminate telecamere.

"Il sistema del commercio mondiale non funziona, e la colpa non è di Trump ma dei Paesi che l'hanno fatto fallire", ha tuonato il consigliere economico di Trump, Larry Kudlow, in un briefing con i giornalisti in vista del G7, in cui ha fatto capire che l'inquilino della Casa Bianca si prepara ad un approccio muscolare nel difendere le sue posizioni al vertice, nella convinzione della loro giustezza. "Credo che sia il riformatore del commercio più potente degli ultimi decenni", ha detto Kudlow parlando di Trump e precisando che il presidente intende avere colloqui bilaterali, in particolare con il padrone di casa Justin Trudeau e con il presidente francese, Emmanuel Macron, per parlare della questione dei dazi.

Angela Merkel, da parte sua, non ha nascosto che teme che le tensioni esistenti tra Europa e Stati Uniti su una serie di temi potrebbero addirittura impedire di arrivare alla tradizionale dichiarazione finale. "Ci si lavorerà", ha affermato, rispondendo al Bundestag durante il suo primo question time a una domanda in merito, ricordando le divergenze con Washington in materia di imposizione di dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio, politica ambientale e sulla decisione americana di uscire unilateralmente dall'accordo sul nucleare iraniano.

"Questo dimostra che abbiamo un problema serio con gli accordi multilaterali", ha dichiarato, sottolineando l'importanza che l'Europa negozi "unita". Ancora prima della conferma della Merkel, fonti delle delegazione degli sherpa tedeschi aveva rivelato che ancora tre giorni fa "il comunicato finale era ancora tutto all'aria", hanno dichiarato le fonti tedesche.

E si stava valutando la possibilità di arrivare a dichiarazione diverse dei leader in modo che "le posizioni non siano abbandonate o diluite". Sarebbe meglio, spiegavano, che ognuno mantenesse la propria posizione. Anche perché se Trump dovesse accettare un comunicato congiunto, questo non significa "che lo rispetterebbe", aggiungono.

Trudeau, alla vigilia del summit che si prevede pieno di tensioni ha riconosciuto che "vi saranno molti colloqui diretti sulle questioni su cui c'è disaccordo", mettendo appunto il commercio in cima alla lista. "Questo è in fondo quello che è il G7, un'opportunità per amici ed alleati di riunirsi ed avere conversazioni dirette sulle cose su cui non andiamo d'accordo, ma anche sottolineare quello su cui concordiamo e poi procedere", ha poi aggiunto con toni più concilianti il padrone di casa del vertice. Non è per niente conciliante l'analisi di Mark Agnew, della Camera del commercio canadese che parla "di una tempesta molto grave all'orizzonte per le società canadese", ricordando che il Canada è il secondo partner commerciale degli Usa dopo la Cina.

La politica protezionistica ed aggressiva di Trump nei confronti dei tradizionali alleati commerciali degli Usa viene ovviamente criticata da esponenti delle passate amministrazioni Usa: "Trump si è scavato una fossa da solo", ha detto Matt Gold, ex vice assistente del rappresentante Usa del Commercio, sottolineando come il piano del presidente potrà alla fine danneggiare i posti di lavoro che lui ha promesso di creare, facendo aumentare inoltre i prezzi.

Il presidente americano lascerà prima del previsto il vertice e non sarà presente alle sessioni dedicate al cambiamento climatico e all'ambiente. Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca Trump partirà domani mattina - diverse ore prima della conclusione dei lavori - direttamente alla volta di Singapore, dove è il programma per il 12 giugno lo storico incontro con il leader nordcoreano Kim Jong Un. "Lo sherpa per il G7 e vice assistente del presidente per gli Affari economici internazionali Everett Eissenstat rappresenterà gli Stati Uniti alle restanti sessioni del G7", ha precisato la portavoce Sarah Sanders in una dichiarazione.

Il Canada ospiterà il G7 per la sesta volta, dopo Ottawa 1981, Toronto 1988, Halifax 1995, Kanaskis 2002 e Muskoka 2010. Il G20, ospitato da Toronto nel 2010, fu caratterizzato da scontri e disordini, con centinaia di arresti di manifestanti. Per evitare una situazione analoga, in questa occasione, il Canada ha scelto una sede con caratteristiche particolari. A La Malbaie, i manifestanti saranno ammessi solo in un'area speciale, bel lontana dall'hotel. La polizia è preparata anche a fronteggiare proteste a Quebec City.

L'Austria chiude 7 moschee

Le autorità austriache hanno deciso la chiusura di sette moschee e stanno valutando l'espulsione di decine di religiosi musulmani dal paese. La decisione è stata annunciata oggi dal governo di Vienna, secondo il quale la scelta è stata dettata dalla necessità di fermare l'Islam politicizzato ed estremista. La decisione coinvolge una moschea gestita da un'organizzazione di estrema destra turca a Vienna e sei gestite dalla comunità religiosa araba, ha reso noto il cancelliere Sebastian Kurz in una conferenza stampa. "Non c'è spazio nel nostro paese per le società parallele, l'Islam politicizzato e le tendenze radicali", ha dichiarato.

Misure, quelle prese dal governo austriaco, definite "anti-islamiche" e "razziste" dal portavoce della presidenza turca, Ibrahim Kalin. L'Austria potrebbe infatti espellere potenzialmente fino a 60 imam dell'Atib (Austria Turkey Islamic Union), organizzazione che gestisce diverse moschee turche nel Paese e che, come riporta il sito del quotidiano 'Sabah', è finanziata dal Direttorio per gli Affari religiosi, noto in turco come Diyanet.

"La decisione dell'Austria di chiudere sette moschee ed espellere gli imam con una scusa patetica è un riflesso dell'ondata populista anti-islamica, razzista e discriminatoria in questo paese", ha dichiarato Kalin sul proprio account Twitter.

Dall'Italia plaude invece il ministro dell'Interno, Matteo Salvini che su Twitter commenta: "Credo nella libertà di culto, non nell'estremismo religioso. Chi usa la propria fede per mettere a rischio la sicurezza di un Paese va allontanato! Spero già la prossima settimana di incontrare collega ministro austriaco per confrontarci su linee d'azione".

Melania e Donald di nuovo fianco a fianco

Dopo la sfuriata su Twitter di Donald Trump contro le voci "ingiuste e malvagie" sulla moglie, Melania ha fatto la prima comparsa davanti alle telecamere dopo quasi un mese. Insieme con il presidente, la First Lady ha visitato il quartier generale della Fema - Federal Emergency Management Agency (Agenzia per la protezione civile) a Washington.

L'assenza della moglie di Trump aveva alimentato diverse speculazioni che hanno irritato il tycoon. "Le fake news dei media sono state così ingiuste e crudeli nei confronti di mia moglie, della nostra grande first lady Melania" ha twittato il presidente respingendo le voci di un "lifting" o di "maltrattamenti" da parte del marito. "Hanno parlato di tutto, dalla quasi morte a un lifting alla faccia, fino a lasciare me e la Casa Bianca per trasferirsi a New York o in Virginia per maltrattamenti. Tutto falso, sta molto bene!" ha scritto Trump.

L'INTERVENTO - Lontana dai riflettori in seguito a un intervento per curare una patologia benigna a un rene, il 4 giugno Melania aveva già partecipato con il presidente Usa a un evento alla Casa Bianca per rendere omaggio alle 'Gold Star Families', le famiglie dei militari caduti in combattimento. Le voci però non si sono fermate, soprattutto dopo che lo staff della First Lady ha fatto sapere che Melania non accompagnerà il marito nei prossimi importanti viaggi internazionali, quello per il summit del G7 in Canada questo fine settimana e poi a Singapore per il vertice con Kim Jong-Un il 12 giugno prossimo.

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