Martedì 28 Marzo 2017 - 0:27

Trump ha giurato: «Ricostruiremo gli Stati Uniti»

WASHINGTON. Donald Trump è il 45esimo presidente degli Stati Uniti. Nelle mani del giudice capo della Corte Suprema, John Roberts, Trump ha recitato la formula del giuramento: "Io, Donald Trump, giuro solennemente che adempirò con lealtà ai doveri di Presidente degli Stati Uniti e col massimo dell’impegno preserverò, proteggerò e difenderò la Costituzione degli Stati Uniti. Che Dio mi aiuti". Dopo aver ricevuto le congratulazioni del gudice Roberts, Trump ha baciato la moglie Melania.

"Il 20 gennaio del 2017 sarà ricordato come il giorno in cui il popolo è diventato di nuovo governante. Stiamo trasferendo il potere da Washington Dc e lo restituiremo a voi, il popolo. Washington ha prosperato, ma la gente non ha condiviso la sua ricchezza. Questo è il vostro giorno, è la vostra celebrazione, e gli Stati Uniti d'America sono il vostro paese. Gli uomini e le donne dimenticati del nostro Paese non lo saranno più. Tutti adesso vi ascoltano", ha detto il nuovo presidente nel suo discorso di investitura. "Noi cittadini d'America siamo ora riuniti in un grande sforzo nazionale per ricostruire il nostro paese e ripristinare la sua promessa per tutto il popolo. Insieme determineremo il corso dell'America e del mondo per molti anni a venire", ha aggiunto. In questi anni, ha affermato, "l'establishment ha protetto se stesso, ma non i cittadini del nostro Paese".

 

"Ricostruiremo il nostro Paese con il lavoro e le mani americane", ha ribadito, evidenziando che ogni decisione verrà presa per "proteggere" i lavoratori e le famiglie americane. "La protezione porterà ad una maggiore prosperità e forza - ha scandito Trump - Combatterò con tutto il fiato che ho in corpo e non vi abbandonerò mai. L'America tornerà a vincere di nuovo, a vincere come mai prima. Riavremo i nostri posti di lavoro, i nostri confini, la nostra ricchezza ed i nostri sogni". Gli Usa, in ambito internazionale, secondo Trump uniranno "il mondo civilizzato contro il terrorismo radicale islamico, che cancelleremo completamente dalla faccia della terra"."Renderemo l'America di nuovo forte, di nuovo ricca, di nuovo orgogliosa e, sì, insieme, renderemo l'America di nuovo grande. Grazie, Dio vi benedica, Dio benedica l'America", ha concluso.

Prima della cerimonia, scontri tra gruppi di manifestanti anti-Trump e la polizia. Alcune vetrine di banche e di altri esercizi commerciali sono state infrante mentre gli agenti hanno tentato di contenere le proteste, proteggendo l'accesso alle aree lungo le quali ha sfilato il corteo presidenziale.

Prima del giuramento, Donald e Melania sono stati accolti alla Casa Bianca da Barack e Michelle Obama: il presidente eletto ha rivolto il saluto militare ai Marine di guardia al portico della residenza presidenziale, prima di posare per una foto ufficiale. "Signor presidente eletto, come sta? Congratulazioni!", ha detto Obama stringendo la mano a Trump e a sua moglie. "Fantastico", ha risposto il nuovo presidente degli Stati Uniti. Melania ha offerto a Michelle un regalo di Tiffany.

Ultimo atto di Obama: la grazia a Manning

I leader repubblicani al Congresso hanno criticato la decisione di Barack Obama di commutare la sentenza di Chelsea Manning che permetterà all'ex analista militare transgender, in prigione dal 2010 e condannata nel 2013 da una corte marziale a 35 anni per aver consegnato a Wikileaks materiale top segret, di uscire di prigione il prossimo maggio.

"Mentre io guidavo i miei uomini in Afghanistan, il soldato Manning ci metteva in pericolo consegnando centinaia di migliaia di documenti top secret a Wikileaks", ha dichiarato il senatore Tom Cotton, sottolineando di "non capire perché il presidente provi compassione per qualcuno che ha messo in pericolo la vita delle nostre truppe, dei diplomatici, dell'intelligence e di alleati. Dovrebbe essere trattato come un traditore e non come un martire".

 

Ancora più forte la condanna di Paul Ryan: "Questo è vergognoso, il tradimento di Chelsea Manning ha messo in pericolo la vita di americani ed esposto alcuni dei segreti più importanti della nazioni", ha detto lo Speaker repubblicano, affermando che si rischia di creare un "pericoloso precedente" e di lanciare il messaggio che "chi compromette la nostra sicurezza nazionale non dovrà pagare per questo".

La Casa Bianca ha annunciato la notte scorsa la riduzione della pena per Manning, che negli ultimi anni ha tentato il suicidio due volte per protestare contro il fatto di essere detenuta in una prigione maschile anche dopo la decisione di cambiare sesso, insieme ad una liste di nuove decisioni di grazia. Tra queste la misure in favore del generale dei marines a riposo James Cartwright, ex vice presidente degli Stati Maggiori Riuniti, condannato per aver mentito durante un'inchiesta su una fuga di notizie.

Nel concedere la riduzione di pena a Manning, Obama ha accolto così le richieste di chi considerava la condanna inflitta sproporzionata rispetto ad altri casi simili, e denunciava le sofferenze inflitte dal sistema penitenziario militare a Manning dopo la sua decisione di diventare donna. Una fonte della Casa Bianca ha spiegato che il presidente ha ridotto la pena perché l'ha considerata sproporzionata pur riconoscendo la "gravità dei crimini commessi e che Manning ha ammesso".

"Il presidente crede che questi sei anni trascorsi dietro le sbarre siano una punizione sufficiente", ha concluso affermando che questo gesto non diminuisce "la grande preoccupazione che abbiamo nei confronti dell'operato di Wikileaks". Nei giorni scorsi il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, si era dichiarato pronto ad accettare l'estradizione negli Stati Uniti se Obama avesse graziato Manning.

E se su Twitter Wikileaks definisce la mossa di Obama "una vittoria", al presidente uscente arrivano, sempre via Twitter, i ringraziamenti dell'altro celebre "leaker" degli ultimi anni: "Voglio dirlo con cuore aperto e sincero, grazie Obama", ha twittato Edward Snowden, che aveva rivolto un appello al presidente affermando che solo lui poteva "salvare la vita" a Chelsea.

La Casa Bianca ieri ha comunque escluso la possibilità di un provvedimento simile per la talpa della Cia ricordando come Snowden "sia fuggito nelle braccia di un avversario, rifugiandosi in un Paese che recentemente ha condotto un tentativo concertato di minare la fiducia nella nostra democrazia", riferendosi alla Russia.

ASSANGE - "Grazie a tutti voi che avete sostenuto la campagna per la grazia di Chelsea Manning. Il vostro coraggio e determinazione hanno reso possibile l'impossibile". Così Julian Assange ha commentato, secondo quanto riferisce WikiLeaks, la decisione di Barack Obama.

Nel messaggio non c'è però alcun riferimento a quanto annunciato venerdì scorso dall'attivista australiano che, dall'ambasciata dell'Ecuador a Londra dove è rifugiato dal 2002, aveva detto che si sarebbe consegnato alle autorità americane se il presidente uscente, come suo ultimo atto, avesse concesso la grazia al suo informatore.

Turchia, il parlamento si trasforma in un ring

ANKARA. La discussione degenera e il Parlamento turco si trasforma in un ring. I rappresentanti dell'AKP e del Partito repubblicano hanno trasformato il dibattito sulla riforma costituzionale in una maxirissa. Non esattamente una novità nel Parlamento turco, che ha vissuto giornate movimentate nel recente passato anche quando all'ordine del giorno c'era l'immunità della classe politica. D'altra parte, pugni e spintoni hanno monopolizzato l'attenzione anche tra gli scranni di altri Parlamenti.

Gerusalemme, camion contro i soldati: 4 morti

GERUSALEMME. Quattro persone sono rimaste uccise oggi a Gerusalemme est, dove un camion ha travolto un gruppo di soldati israeliani che stavano scendendo da un autobus.

La polizia israeliana, che ha subito definito l'attacco un attentato terroristico, ha reso noto che l'autista del camion è stato ucciso. Oltre alle quattro vittime, tre donne ed un uomo tutti ventenni, altre 15 persone sono rimaste ferite, una in modo molto grave nell'attacco che, con una modalità simile a quella degli attacchi di Nizza e Berlino, ha colpito un viale affollato.

Turchia, autobombe
e sparatoria
al tribunale di Smirne: 4 morti

SMIRNE. Sarebbe stata provocata da due autobombe l'esplosione, avvenuta di fronte al tribunale a Smirne, in turco Izmir all'ingresso riservato ai giudici e procuratori. Per ora, riferiscono i media locali, sarebbero quattro i morti, tra cui un ufficiale di polizia e dipendente del tribunale, oltre a due terroristi.Undici i feriti. Le forze dell'ordine sono sulle tracce di un terzo attentatore.

Gli attentatori entrati in azione di fronte al tribunale di Izmir, in Turchia, rende noto il governatore di Izmir, Erol Ayyildiz, avevano due Kalashnikov e otto bombe a mano. Le armi sono state sequestrate dalla polizia. Secondo Ayyildiz, i primi indizi lasciano intravedere la mano dei curdi del Pkk dietro l'attentato.

Secondo l'agenzia Dogan, dopo l'esplosione dell'autobomba, c'è stato uno scontro a fuoco tra due militanti armati e la polizia, che ha ucciso uno di loro. Sempre secondo l'agenzia, lo scoppio è avvenuto di fronte all'ingresso riservato a giudici e procuratori.

Ieri a Izmir sono stati eseguiti oltre 30 arresti in relazione all'attentato della notte di Capodanno a Istanbul.

Sparatoria in un ristorante di Istanbul: almeno 3 feriti

ISTANBUL. Non sarebbe legata al terrorismo la sparatoria avvenuta in un ristorante nel quartiere Fatih di Istanbul, in Turchia. È quanto sostiene l'emittente locale Cnn Turk, secondo la quale almeno tre persone sarebbero rimaste ferite, tra cui il proprietario del locale. Secondo l'emittente, si tratterebbe di un episodio di criminalità.

Attacco Istanbul, sospettato nega ruolo nella strage

ISTANBUL. Iakhe Mashrapov, il titolare del passaporto attraverso il quale si sarebbe giunti a identificare l'autore della strage di Capodanno a Istanbulha negato qualsiasi coinvolgimento nell'attentato costato la vita a 39 persone. L'uomo ha raccontato di essere arrivato all'aeroporto di Manas, a Bishkek, capitale del Kirgizistan, alle 7 di questa mattina dalla Turchia. E poi di essere partito alle 9 per Osh, nel sud del Paese.

Dopo che la foto del suo passaporto è stata postata su Twitter da utenti turchi, le autorità kirghise hanno raggiunto Mashrapov nella sua casa nel distretto di Kara-Suu e lo hanno interrogato, come già avevano fatto le autorità di Istanbul prima che lasciasse la città. Alle autorità kirghise, come anche alla polizia turca, ha spiegato di essere estraneo all'attentato al nightclub Reina.

In un'intervista all'agenzia di stampa Turmush, Mashrapov ha spiegato che si trovava a Istanbul per lavoro. ''Sono partito da Bishkek per Istanbul il primo gennaio. Lì ho finito il lavoro che dovevo fare nell'ambito del commercio. Sono andato all'aeroporto di Istanbul e subito dopo essere salito sull'aereo le forze dell'ordine turche mi hanno fatto scendere per essere interrogato. Mi hanno interrogato per circa un'ora. L'aereo per Bishkek ha subito un ritardo di un'ora per questo motivo", ha detto a Turmush.

La polizia turca ''ha spiegato che venivo interrogato perché assomigliavo al sospetto nella foto. Poi si sono scusati e mi hanno fatto salire sull'aereo'', ha aggiunto. ''Non ho idea di chi sia il sospetto e non ho idea di come la foto del mio passaporto sia potuta finire sui social network. Sono di Kara-Suu. Lavoro al mercato di Kara-Suu, Turatali, dal 2011. Quando è successo l'attacco terroristico, il 31 dicembre, io ero in Kirgizistan. Non ho alcun legame con l'atto terroristico in Turchia. Dal 2011 vado a Istanbul per lavoro", ha precisato Mashrapov.

Iakhe Mashrapov ha lasciato il Kirgizstan per Istanbul il 28 dicembre ed è tornato il 30. Il 31 era ancora nel Paese e il primo gennaio è tornato a Istanbul, per rientrare il 3 a Bishkek.

In precedenza la corrispondente dell'emittente britannica ITV citando fonti della polizia aveva reso noto che la polizia turca aveva arrestato la moglie del presunto autore della strage. La donna, che è stata fermata nella città di Konya, nell'Anatolia centrale, ha detto di "non avere idea" che il marito fosse un simpatizzante dello Stato islamico. Lo ha riferito la polizia turca, che ha diffuso un comunicato. L'attentato è stato rivendicato dall'Isis.

Secondo Hurriyet, il presunto attentatore sarebbe stato addestrato in Siria dai jihadisti del sedicente Stato Islamico (Is) e nell'attacco al nightclub avrebbe usato tecniche imparate nella guerra civile in corso dal marzo del 2011.

Hurriyet sostiene inoltre che l'uomo ha sparato tenendo l'arma a fianco e non come un cecchino, tecnica che deve aver appreso negli scontri strada per strada nei quartieri residenziali siriani. Per la sua abilità, prosegue il quotidiano, è stato ''selezionato appositamente'' dall'Is per compiere l'attacco di Istanbul.

Intanto l'agenzia di stampa turca Dogan ha riferito che due stranieri, la cui nazionalità non è stata rivelata, sono stati arrestati all'aeroporto Ataturk di Istanbul in relazione all'attacco contro il nightclub. I due sono stati fermati all'ingresso del terminal delle partenze internazionali e condotti nel quartier generale della sicurezza a Istanbul, dove sono stati posti in stato di detenzione.

Strage in Turchia, il governo: vicini all'identificazione del terrorista

ISTANBUL.  Le autorità turche sono vicine all'identificazione dell'uomo responsabile dell'attentato alla discoteca Reina di Istanbul, costato la vita a 39 persone la notte di Capodanno, e hanno arrestato altre otto persone. Lo ha detto il vice primo ministro turco, Numan Kurtulmus, nel corso di una conferenza stampa. «Le informazioni sulle impronte digitali e sulle sembianze del terrorista sono state trovate. Ora sarà portato avanti il lavoro per identificarlo rapidamente», ha spiegato Kurtulmus, secondo il quale è chiaro che l'incursione militare da parte delle forze armate di Ankara in Siria, lanciata ad agosto scorso, abbia infastidito i gruppi terroristici. 

L'attentatore armato di kalashnikov ha fatto fuoco all'interno del night club Reina, dove si stava festeggiando l'arrivo del nuovo anno. Lo ha riferito il ministro dell'Interno turco, Suleyman Soylu. Tra i morti, ha precisato Soylu, anche 15 o 16 stranieri. L'attentatore, ha detto il ministro, è ancora in libertà. Altre 69 persone sono state ricoverate in ospedale. Il governatore della città, Vasip Sahin, ha definito l'accaduto un attacco terroristico e ha reso noto che l'attentatore ha ucciso due persone, tra cui un poliziotto, prima di entrare nel locale e fare fuoco sulle persone, almeno 700, che si trovavano all'interno. Le misure di sicurezza erano state rafforzate negli ultimi dieci giorni dopo che funzionari dell'intelligence americana avevano messo in guardia contro il rischio di un attacco. A riferirlo, afferma il New York Times, è stato il proprietario del locale colpito a Istanbul, il nightclub Reina, Mehmet Kocarslan, citato dal sito di Hurriyet. L'attacco, ricorda ancora il giornale americano, è stato compiuto pochi giorni dopo che la Fondazione Nashir Media, gruppo identificato come filo-Is aveva pubblicato l'ultimo di una serie di tre messaggi esortando a compiere attacchi contro luoghi pubblici in Occidente. In particolare si citava la Turchia, riferisce ancora il New York Times, le ambasciate e i consolati. Anche il leader dell'Is, Abu Bakr al-Baghdadi, aveva esortato a compiere attacchi contro la Turchia di recente e il 22 dicembre il governo americano aveva diffuso una nota in cui affermava che gruppi estremisti stavano "portando avanti sforzi aggressivi per compiere attacchi in Turchia". Un attacco "efferato" volto a "creare caos". Così il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan ha descritto l'attentato di Istanbul. Un tentativo, ha detto "di creare caos prendendo deliberatamente di mira la nostra pace e i civili". "La Turchia è determinata a continuare a combattere fino alla fine contro il terrorismo e fare qualunque cosa sia necessaria per garantire la sicurezza dei suoi cittadini e assicurare la pace nella regione". Lo riferisce la Bbc. 

Il Pentagono: il Califfo è ancora vivo e guida l'Isis

WASHINGTON. Il leader dell'Isis Abu Bakr al Baghdadi sarebbe ancora vivo e guiderebbe ancora il gruppo terroristico, pur mantenendo un profilo basso. È quanto affermato dal portavoce del Pentagono, Peter Cook, alla Cnn nei giorni scorsi, rilanciato oggi dall'Independent e altri media internazionali. Il leader Isis sarebbe dunque vivo nonostante i ripetuti sforzi della coalizione a guida Usa di eliminarlo e le voci circolate a inizio dicembre che lo davano per morto in attacchi aerei della coalizione. Notizie mai conferamte dall'Isis.
"Stiamo facendo ovviamente tutto il possibile per monitorare i suoi movimenti. Se ne avremo l'opportunità tenteremo in ogni modo di processarlo come merita", ha detto Cook.
All'inizio di questo mese gli Stati Uniti hanno raddoppiato la taglia sulla testa di Baghdadi, salita da 20 a 25 milioni di dollari. Sul leader dell'Isis si sa molto poco, e l'unico filmato che lo ritrae risale al 2014 quando pronuncia un sermone a Mosul. Lo scorso novembre inoltre è stato pubblicato un messaggio audio, in cui invita i suoi seguaci a difendere la capitale irachena.

La lezione di Putin a Obama: «Noi non allontaniamo nessuno»

MOSCA. È gelo tra Usa e Russia dopo le sanzioni decise dal presidente americano Barack Obama per le interferenze e gli attacchi hacker durante le elezioni presidenziali americane che hanno decretato la vittoria di Donald Trump. Il presidente americano uscente nei giorni scorsi ha infatti disposto l'espulsione di 35 diplomatici del Cremlino, definiti 'agenti dell'intelligence' di Mosca. In totale, compresi i familiari dei diplomatici, a lasciare gli Stati Uniti saranno 96 persone. "Il 29 dicembre, l'amministrazione americana ha annunciato che oltre 30 diplomatici russi dovranno lasciare il paese. Le loro famiglie dovranno lasciare il paese con loro. Il totale delle persone coinvolte è di 96, tra cui bambini in età prescolare e scolare", ha comunicato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

Dopo il provvedimento a stelle e strisce, dal Cremlino è arrivata la replica di Vladimir Putin. "Non vogliamo creare nessun problema ai diplomatici americani. Non espelleremo nessuno", ha detto il presidente russo in una dichiarazione, postata sul sito web del Cremlino. Putin ha inoltre smentito l'adozione di misure proporzionali a quelle prese dagli Usa.

La Russia- ha precisato Putin - si "riserva il diritto" di rispondere agli Stati Uniti varando delle misure, ma senza "scendere al livello della cosiddetta 'diplomazia da cucina', irresponsabile, per cui - ha detto il presidente russo - faremo tutti i successivi passi necessari a ripristinare i rapporti russo-americani partendo dalla politica che sarà condotta dall'amministrazione del presidente-eletto Donald Trump".

Putin è poi tornato a criticare le decisioni di Obama: "Riteniamo come ostili i nuovi passi dell'amministrazione uscente americana nonché mirati a minare ulteriormente i rapporti fra Mosca e Washington". "Tutto ciò - ha sottolinea Putin - contraddice gli interessi principali del popolo russo e americano". E "secondo la prassi, la parte russa ha tutte le ragioni per una risposta adeguata". "Tenendo conto delle speciali responsabilità della Russia e degli Usa per garantire la sicurezza globale, ciò - ha concluso - provoca danni all'intero sistema dei rapporti internazionali".

Il presidente russo, quindi, auspica che Russia e Stati Uniti siano in grado di far ripartire la loro cooperazione sotto l'amministrazione del presidente eletto Donald Trump. In una dichiarazione diffusa dall'ufficio stampa del Cremlino, si rende noto che Putin ha esteso gli auguri per il Natale e il Capodanno a Trump, "esprimendo la speranza che dopo che Trump avrà assunto il suo incarico come presidente americano, i due paesi agendo in modo costruttivo e pragmatico siano in grado di compiere veri passi per ripristinare il meccanismo della cooperazione bilaterale in vari settori e portare l'interazione sulla scena internazionale ad un nuovo livello qualitativo".

"Le gravi sfide globali e regionali che i nostri paesi si sono trovati a gestire negli ultimi anni confermano che le relazioni Usa-Russia rimangono un fattore importante per garantire stabilità e sicurezza nel mondo contemporaneo", si legge nel messaggio inviato da Putin a Trump citato dalla Tass.

In precedenza il ministro degli Esteri Sergei Lavrov nel corso di un discorso televisivo ha proposto a Putin "di dichiarare 'persona non grata' 31 diplomatici dell'Ambasciata Usa a Mosca e quattro del Consolato Generale a San Pietroburgo". "Non possiamo lasciare queste azioni senza una risposta. La reciprocità - ha affermato Lavrov - è la legge della diplomazia e delle relazioni internazionali". La proposta, come dimostrano le parole di Putin, non è stata accolta.

Poco prima dell'annuncio di Lavrov, era arrivato anche il duro commento del primo ministro russo, Dmitri Medvedev, secondo il quale la presidenza democratica si sta concludendo "con un'agonia anti-russa".

"È triste che l'amministrazione Obama, che aveva iniziato il suo lavoro con il ripristino della cooperazione, termini con un'agonia anti-russa. RIP" (Rest in Peace), ha scritto il premier sulla sua pagina Facebook.

Sempre in mattinata, promettendo di rispondere a ciascun "atto ostile", era arrivata anche la notizia della chiusura della scuola angloamericana di Mosca, frequentata dai figli del personale delle ambasciate Usa, britannica e canadese, ma anche da ragazzi di altre nazionalità.

Ma la portavoce del ministero degli Esteri russo ha smentito la news riportata dalla Cnn e in seguito da altri media statunitensi. "È una menzogna. Evidentemente la Casa Bianca è impazzita completamente e ha iniziato a inventare sanzioni contro i propri bambini", ha scritto su Facebook, definendo l'amministrazione Obama "un gruppo di falliti in politica estera".

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