Venerdì 21 Settembre 2018 - 20:09

Nuovo arresto per Ullrich, accusato di abusi

Secondo arresto nel giro di una settimana per l'ex ciclista Jan Ullrich. Il 44enne tedesco, secondo quanto riporta 'Bild', è accusato di lesioni gravi nei confronti di una prostituta. Al momento dell'arresto si trovava in un hotel di lusso a Francoforte con la donna, che lo ha accusato di abusi. Venerdì scorso il vincitore del Tour de France del 1997 è stato arrestato a Palma di Maiorca dopo aver aggredito l’attore e regista tedesco Til Schweiger. In questi giorni era rientrato in Germania per sottoporsi ad una terapia per combattere la dipendenza da alcol e droghe.

Indonesia, nuova forte scossa

Nuova forte scossa di terremoto sull'isola di Lombok, in Indonesia, colpita pochi giorni fa da un sisma di magnitudo 7.0 che ha devastato la regione, uccidendo almeno 168 persone. Secondo i primi rilievi, la scossa di assestamento aveva una magnitudo 6.2.

Il terremoto ha colpito alle 12:25 ora locale (le 6:25 in Italia) con epicentro a 6 chilometri a nord-ovest del distretto di Lombok settentrionale, a una profondità di 12 chilometri, ha detto l'Agenzia meteorologica, climatica e geofisica. Nessun allarme tsunami, ha aggiunto l'Agenzia, che in tutto ha registrato 355 scosse di assestamento da domenica.

LE VITTIME - Continua a salire intanto il bilancio delle vittime. Secondo il portavoce della protezione civile Sutopo Nugroho i morti sono 168, ma potrebbero aumentare "in modo significativo". Inoltre, "ci stiamo coordinando con il comando militare locale in modo che le cifre corrispondano" ha detto, dopo che le autorità locali avevano fornito cifre molto più elevate e che l'esercito di Lombok aveva portato il bilancio delle vittime a 381. "I dati sulle vittime devono includere nomi, età, sesso e indirizzi per la verifica. I nostri dati sono ufficiali", ha affermato.

I FERITI - Sono invece circa 1.500 le persone ricoverate in ospedale con gravi ferite e oltre 156.000 gli sfollati. Il governo locale ha distribuito 100 tonnellate di riso e 200 camion sono stati dispiegati per fornire cibo, coperte, acqua e vestiti alle aree colpite. Ma alcuni sopravvissuti hanno dichiarato di non aver ricevuto ancora nessun tipo di aiuto quattro giorni dopo il disastro.

Argentina, no all'aborto. Scontri in piazza

I senatori argentini hanno respinto la proposta per la legalizzazione dell'aborto, mettendo fine alle speranze delle organizzazioni femministe, anche se il disegno di legge era stato approvato a giugno dalla Camera dei deputati. Al termine di un dibattito durato 16 ore, 38 senatori hanno detto 'No' al testo che prevedeva interruzione volontaria della gravidanza durante le prime 14 settimane, 31 hanno votato a favore e due si sono astenuti.

Dopo il voto sono scoppiati violenti scontri a Buenos Aires: i manifestanti pro-aborto hanno lanciato pietre e bottiglie e dato fuoco a cumuli di immondizia a pochi metri dall'ingresso del parlamento argentino. La polizia ha risposto sparando gas lacrimogeni; diverse persone arrestate. Il gruppo che ha causato i disordini è stato tuttavia una minoranza rispetto alla dimostrazione pacifica con la quale decine di migliaia di persone - sia favorevoli che contrari alla legge - hanno atteso, nonostante il maltempo, l'esito del dibattito-fiume al Senato.

Tra i senatori che hanno votato a favore c'è stata Cristina Fernandez de Kirchner, presidente della Repubblica argentina dal 2007 al 2015, che ha affermato di essersi opposta in precedenza, ma che "le migliaia di ragazze che hanno manifestato per le strade" a sostegno della legge le avevano fatto cambiare idea. "Non è una questione di credenze, ma di un problema che esiste" ha detto Fernandez.

IN PIAZZA - A Buenos Aires la piazza era divisa tra gli attivisti abortisti che indossavano sciarpe verdi e gli oppositori, con indosso fazzoletti celesti. Raduni sono stati organizzati anche nei capoluoghi di provincia argentini, in Spagna e in altre città straniere.

Centinaia hanno manifestato in Messico e Costa Rica a sostegno degli attivisti pro-aborto argentini. Il motto della campagna era 'L'educazione sessuale deve essere in grado di decidere, i contraccettivi per non abortire e l'aborto legale per non morire'. Secondo l'arcivescovo di Buenos Aires, Mario Poli, "il disegno di legge mette degli esseri umani indifesi e vulnerabili che si trovano in gestazione in una strada senza uscita, senza possibilità di difendersi, senza giudizio né processo".

MACRI - Il presidente Mauricio Macri, dal canto suo, aveva incoraggiato il parlamento a discutere la questione, nonostante si fosse detto personalmente "a favore della vita": "Non importa quale sarà il risultato" nel voto, ha twittato Macri. "Oggi vince la democrazia" ha aggiunto, definendo il voto "trascendentale" e incoraggiando gli argentini ad "accettare che ci siano altri che la pensano in modo diverso".

Attualmente l'Argentina consente di interrompere una gravidanza solo in caso di stupro o rischio per la vita della madre. La nuova legislazione avrebbe permesso alle donne di abortire negli ospedali pubblici gratuitamente fino alla 14esima settimana. In base alla legge argentina, con il 'No' del Senato tali proposte non potranno più essere presentate al Congresso per un anno, ossia fino al 2019, quando terminerà l'attuale legislatura.

I DATI - Le organizzazioni della società civile hanno stimato che 500.000 aborti illegali vengono eseguiti ogni anno nel Paese sudamericano, anche se gli esperti hanno messo in discussione la cifra. Secondo i dati ufficiali, nel 2016 il Paese ha registrato 245 casi di mortalità materna. Di questi, 43 erano dovuti ad aborti o aborti spontanei.

Francoforte, terminal evacuato e allarme rientrato

Prima l'allarme, poi il ritorno alla normalità. Si è infatti conclusa la parziale evacuazione dell'aeroporto di Francoforte e "le operazioni sono nuovamente in corso". Ad annunciarlo, dopo la sospensione agli imbarchi, è stata la polizia federale tedesca.

"L'evacuazione del terminale è stata completata all'aeroporto di Francoforte. Le zone interessate hanno riaperto e le operazioni sono in corso. Grazie a tutti i passeggeri e allo staff dell'aeroporto per la loro comprensione e il loro atteggiamento disciplinato" ha commentato la polizia. 

COSA ERA SUCCESSO - L'allarme era scattato per la presenza di una o più persone non autorizzate nella zona di sicurezza, situazione che si era già prodotta in passato a Monaco e nella stessa Francoforte: in ciascuno dei due casi era stata una donna a non attendere il completamento delle procedure di controllo, procedendo verso la zona di sicurezza e provocando così l'allerta con tanto di sospensione degli imbarchi ed evacuazione del terminal, in attesa delle necessarie verifiche.

A luglio, ha ricordato la Dpa, una donna aveva costretto le forze dell'ordine ad evacuare una parte dell'aeroporto di Monaco per aver saltato i controlli della sicurezza: almeno 200 voli erano stati cancellati e altri 60 avevano subito ritardi.

E due anni fa una situazione quasi identica si era verificata a Francoforte: una donna era entrata nell'area di sicurezza dopo che le avevano controllato il bagaglio a mano ma senza aspettare che il controllo di sicurezza fosse completato. Quella volta circa 5mila passeggeri subirono disagi a causa dell'evacuazione del Terminal.

Vendevano figlio a pedofili su dark web

Condannata una madre 48enne e il suo compagno di 39 anni, entrambi di nazionalità tedesca, che per anni avevano costretto il figlio della donna ad avererapporti sessuali con pedofili. I contatti avvenivano attraverso i siti del cosiddetto 'dark web'. Il tribunale di Friburgo ha condannato la donna a 12 anni e sei mesi di carcere e a 12 anni di carcere il suo compagno, per cui è previsto anche un periodo di "detenzione preventiva" che potrebbe rimandarne la scarcerazione. Il bambino, che è stato affidato in adozione, aveva appena 9 anni quando il processo è iniziato a giugno.

Il partner della donna, che aveva precedenti penali per abusi su minori, ha confessato di essere stato lui l'ispiratore delle violenze e di avere convinto la sua compagna a consentire che il figlio venisse ripetutamente abusato da uomini contattati on line. Dopo la sentenza che ha condannato la coppia, il capo della polizia di Friburgo ha riferito che un'altra ventina di persone sono indagate per abusi sessuali su minori in relazione alla vicenda. Le foto e le immagini video, sequestrate alla coppia nell'ambito dell'inchiesta, hanno fornito agli investigatori elementi per aprire ulteriori indagini sul giro di pedofilia che ruotava attorno all'uomo e alla donna.

Terremoto di magnitudo 7.0 vicino Bali: ci sono vittime

Una scossa di terremoto di magnitudo 7.0 è stata registrata sull'isola di Lombok, in Indonesia, a est di Bali. La scossa è stata avvertita in tutta l'area. Le autorità, riportano i media locali, hanno diramato un allarme tsunami.

E' di almeno tre morti il bilancio delle vittime della forte scossa, avvertita anche a Bali e registrata a nord dell'isola di Lombok intorno alle 18:46 (ora locale). I primi dati indicano che l'epicentro è stato localizzato a una profondità di 10,5 chilometri. La polizia ha invitato la popolazione a seguire le norme di comportamento previste in questi casi.

Svizzera, cade aereo d'epoca: 20 morti

Un aereo da turismo è precipitato in Svizzera, sul fianco occidentale del Piz Segnas, cima di 3.099 metri a cavallo fra Grigioni e Glarona. La notizia, già anticipata sabato sera, è stata confermata su Twitter dalla polizia cantonale grigionese. A bordo del velivolo JU-52 HB-HOT c'erano 20 persone, 17 passeggeri e tre membri d'equipaggio, e sono tutte decedute nell'impatto. Lo ha riferito in una conferenza stampa l'ufficiale della polizia svizzera, Andreas Tobler. Le vittime - tutte provenienti dalla Svizzera, con l'eccezione di una coppia austriaca - avevano un'età compresa tra i 42 e gli 84 anni.

L'ex velivolo da trasporto dell'aeronautica militare elvetica, utilizzato per effettuare escursioni, era di proprietà della Ju-Air, che ha annunciato la sospensione di tutti i voli. Lo schianto è avvenuto sul versante retico, sulla pendice occidentale della montagna, sopra Flims, a un'altezza di 2540 metri. Sul posto sono immediatamente intervenuti due elicotteri della guardia aerea, tre elicotteri civili e vari altri soccorritori. L'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) ha chiuso lo spazio aereo nell'area del Piz Segnas fino a domenica sera.

Lo Ju 52 - spesso soprannominato "Tante Ju", la zia Ju - ha 17 posti a sedere ed è pilotato da due persone. L'aereo viene spesso notato, nel suo procedere nel cielo, perché si sposta lentamente: ha una velocità di crociera di 180 km/h. I tre velivoli di Ju-Air - un'associazione che propone voli panoramici con i celebri aeromobili - operano dall'aerodromo di Dübendorf. Stando al programma previsto - un'escursione con vari mezzi di trasporto che porta il nome "Südlicher Charme" - il velivolo sarebbe decollato venerdì 3 agosto da Dübendorf (ZH) in direzione di Locarno per una gita di due giorni tra Ticino e Italia. Il ritorno era previsto per sabato pomeriggio, con atterraggio all'aerodromo zurighese attorno alle 17.

C'è già chi si interroga sulle cause dello schianto: sulla base di quanto riferito da piloti esperti, il 'SonntagsBlick' avanza l'ipotesi che il caldo possa avere avuto un ruolo nella tragedia. Questo perché l'aria calda è più rarefatta, ciò che può avere conseguenze sulle prestazioni dell'apparecchio.

Lo Ju 52 è un aereo da trasporto tedesco costruito negli anni 30 del secolo scorso dalla Junkers, di uso sia civile che militare, in alcuni casi anche come bombardiere. È stato fra l'altro protagonista del ponte aereo organizzato nell'inverno 1942/1943 per venire in soccorso alla Sesta armata nazista accerchiata a Stalingrado. L'aeronautica militare elvetica acquistò tre Ju 52 nel 1939 e per oltre 40 anni li usò come velivolo da trasporto: vennero radiati solo nel 1981. Da allora i velivoli - che hanno le matricole HB-HOS, HB-HOP e HB-HOT - vengono usati per voli panoramici.

Un altro incidente si è verificato sabato mattina in una zona boschiva nei pressi di Hergiswil. A perdere la vita è stata un'intera famiglia: padre, madre e due figli minorenni. I quattro erano a bordo di un monomotore da cinque posti Socata TB-10 decollato alle 09.30 dall'aerodromo di Kägiswil, frazione di Sarnen, e diretto in Francia. Venti minuti più tardi, alle 9:50, è avvenuto l'incidente in una zona boscosa difficilmente accessibile nella regione del Renggpass. L'incidente ha provocato un incendio: prima di poter intervenire è stato quindi necessario spegnere le fiamme con un elicottero. I soccorritori giunti poi sul posto hanno trovato il rottame del velivolo completamente carbonizzato, con le quattro vittime. Le cause del sinistro non sono ancora note. Per chiarire quanto successo nei due incidenti si è attivato il ministero pubblico della Confederazione, che lavora in collaborazione con il Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI), nonché con le procure e le polizie dei due cantoni interessati.

Venezuela, attentato contro Maduro

Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro è scampato ad un attentato compiuto con droni carichi di esplosivo a Caracas. Al momento dell'attacco Maduro, rimasto illeso, stava pronunciando un discorso di fronte a più di 17mila soldati in occasione di una cerimonia militare. Sette militari sono rimasti feriti.

Maduro punta il dito contro il presidente della Colombia e l'opposizione di estrema destra. In un discorso televisivo, ha detto di "non avere alcun dubbio che l'estrema destra e Juan Manuel Santos siano dietro a quello che è accaduto". Le indagini "sono in fase avanzata" e "alcuni dei responsabili di questi attacchi sono già stati arrestati. E' stato un tentativo di uccidermi, volevano assassinarmi", ha aggiunto Maduro, precisando poi che una delle persone responsabili dell'attacco viveva negli Stati Uniti.

La Colombia respinge le accuse del presidente venezuelano. Dichiarazioni "senza fondamento", le definisce una fonte di alto livello vicina a Santos, aggiungendo: "Il presidente è concentrato sul battesimo di sua nipote Celeste e non sul rovesciamento di governi stranieri".

«È morta tra le mie braccia», lo strazio della mamma di Gaia

"Mia figlia è morta tra le mie braccia". E' un messaggio straziante quello condiviso dalla mamma di Gaia Trimarchi, la bambina di 7 anni morta nelle Filippine dopo essere stata punta da una 'cubomedusa'. L'incidente è avvenuto lo scorso 26 luglio, durante l'ultima tappa del viaggio della famiglia nell'isola di Sabitang Laya. La bambina stava raccogliendo delle conchiglie in acqua, quando ha improvvisamente lanciato un urlo. "Mia figlia adorava collezionare conchiglie e rimaneva sempre vicino alla riva dove l'acqua è bassa. Ecco perché siamo rimasti sorpresi quando all'improvviso ha urlato di dolore", racconta la mamma in un'intervista a 'Abs Cbn', ripercorrendo quei drammatici momenti.

"Ho visto la gamba di Gaia diventare viola - ricorda ancora la donna - 'Mamma, cosa mi sta succedendo?', mi ha chiesto. E poi mi ha detto: "Mamma, per favore non portarmi più al mare. Questa è l'ultima volta". Una tragedia avvenuta anche una settimana prima, quando un bambino di 6 anni è morto nelle stesse acque. Anche per questo la mamma di Gaia non si dà pace, accusando gli operatori turistici di non averla informata sulla presenza nell'area della medusa più letale del mondo. "Non siamo della zona, siamo turisti. Come avremmo potuto sapere che c'era qualcosa di mortale in quelle acque?", attacca la donna, riferendo inoltre che "non c'erano kit di primo soccorso sulla barca".

Dopo la puntura ci sono voluti circa 40 minuti prima che la bambina arrivasse nel più vicino ospedale, dove però non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. "Spero che non succeda di nuovo - commenta infine la mamma - Spero che siano più attenti a queste cose, che ne parlino alla gente o che sappiano che questo posto è pericoloso. Dovrebbero mettere kit di primo soccorso in ogni barca", aggiunge. "Mia figlia è morta tra le mie braccia. Non vogliamo che questo accada a un altro bambino, a un altro genitore. Spero che serva da lezione", conclude la donna.

Punta da medusa, bimba italiana muore nelle Filippine

Tragedia nelle Filippine. Una bambina italiana di sette anni è morta dopo essere stata punta da una medusa mentre faceva il bagno a Barangay Haponan, nella municipalità di Caramoan, nella provincia di Camarines Sur. Lo ha scritto il giornale "Phil star", che cita la polizia, secondo cui Gaia Trimarchi, residente a Roma, si trovava con la madre, originaria delle Filippine, Romanita Cabanlong, e alcuni amici quando è avvenuto l'incidente la scorsa settimana. La bimba è stata dichiarata morta nell'ospedale di Caramoan, dove è arrivata quasi due ore dopo - tanto ci è voluto per trasportarla lì, sottolinea il giornale - essere stata punta dalla medusa.

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