Lunedì 21 Agosto 2017 - 10:22

Effetto Brexit, «buco da 10 miliardi l'anno su bilancio Ue»

Effetto Brexit sul bilancio dell'Unione europea. Nel prossimo quadro finanziario pluriennale, dopo il 2020, «ci saranno nuove sfide davanti a noi: la protezione delle frontiere, politiche per i migranti e i rifugiati, l'assistenza allo sviluppo, per ridurre i flussi migratori nel prossimo decennio. Il nostro bilancio ha 250 mld per entrate e spese; siamo l'unico bilancio in Europa che non può avere debito. Dopo il 2020 non avremo più il Regno Unito, che è un contributore netto malgrado il rebate (lo sconto negoziato negli anni Ottanta da Margaret Thatcher, ndr), e avremo un gap di 10-12 mld di euro l'anno». Lo sottolinea il commissario europeo al Bilancio e Risorse Umane Guenther Oettinger, presentando a Bruxelles il Libro Bianco sul futuro delle finanze dell'Ue. 

«Inoltre - continua Oettinger - dovremo controllare le frontiere e proteggere i confini. Quindi, nel Libro Bianco abbiamo delineato varie opzioni per colmare questi gap. È un documento di riflessione: invitiamo il Parlamento Europeo a discuterne, come pure gli Stati membri, il Consiglio e i cittadini. E' importante che presentiamo un piano sul prossimo quadro finanziario pluriennale (Mff, ndr): se vogliamo chiarezza sul bilancio e tenere conto dell'impatto dell'uscita del Regno Unito, dobbiamo guardare al 2020 e oltre. Quindi nel novembre-dicembre di questo anno dovremo avere delle riflessioni: siamo sulla strada giusta con Parlamento e Consiglio».

«Abbiamo la possibilità - continua Oettinger - di fare un piano settennale, come adesso, oppure di cinque anni. È una cosa su cui dobbiamo decidere. Crediamo che la Commissione Europea debba fare i suoi compiti a casa: dobbiamo semplificare e aumentare la flessibilità. Crediamo che saranno necessari tagli nel prossimo decennio, poiché abbiamo un grande Paese che se ne va. Dobbiamo guardare a riallocare la spesa e a tagliare, ma è chiaro che solo con i tagli e con la riallocazione della spesa non sarà possibile colmare il gap lasciato dalla Brexit e non potremo finanziare i nuovi compiti che abbiamo davanti». Gli Stati, conclude, devono decidere se sono pronti a finanziare l'Ue affinché affronti le nuove sfide che ha davanti. 

Centrale nucleare di Chernobyl sotto attacco hacker

Il virus informatico che sta colpendo numerose aziende e istituzioni in Ucraina avrebbe infettato anche la centrale nucleare di Chernobyl, secondo quanto riporta il sito ucraino “Hromadske", al quale l'ufficio stampa della centrale ha confermato che i server sono fuori uso.

Gli Usa: Assad prepara un nuovo attacco chimico

WASHINGTON. Washington accusa Assad di preparare un nuovo attacco chimico: "Gli Stati Uniti hanno identificato potenziali preparativi per un altro attacco con armi chimiche ad opera del regime di Assad che provocherebbe verosimilmente l'uccisione in massa di civili, tra cui bambini innocenti", ha affermato la Casa Bianca. Gli Stati Uniti mettono quindi in guardia il presidente siriano: in caso di un nuovo attacco con armi chimiche, analogo a quello che fece decine di morti ad aprile, il regime pagherebbe un caro prezzo.

Cyber attacco
al Parlamento britannico

LONDRA. Il Parlamento britannico è stato colpito da un cyber attacco. Lo ha reso noto su Twitter, Lord Rennard, membro liberal democratico della Camera dei Lord, precisando che le mail "non funzionano" e che "i messaggi urgenti" devono essere inviati via sms.

Secondo il 'Daily Telegraph', i membri del Parlamento sono stati avvisati la notte scorsa dell'attacco da parte di hacker e poi hanno cominciato ad avere problemi ad accedere ai loro account di posta elettronica.

Una portavoce della Camera dei Comuni ha detto che la difficoltà ad accedere negli account di posta elettronica è una conseguenza dell'azione intrapresa per contrastare l'attacco. "Sono stati scoperti tentativi non autorizzati di entrare negli account di posta elettronica parlamentari - ha affermato - stiamo continuando ad indagare su questo incidente e adottare altre misure per assicurare la rete dei computer, in contatto con il National Cyber Security Centre".

"Abbiamo adottato sistemi per proteggere gli account di membri del Parlamento e del loro staff e adotteremo i passi necessari a proteggere il nostro sistema", ha poi concluso. Diversi membri del Parlamento britannico hanno confermato alla Bbc che non funziona l'accesso remoto ai loro account di posta elettronica.

Putin ordinò di “aiutare” Trump contro la Clinton

L'intelligence americana già dalla scorsa estate ha ottenuto prove che indicano non solo che la Russia ha interferito, attraverso gli attacchi hacker, nella campagna elettorale dello scorso anno, ma anche che Vladimir Putin ha dato precise istruzioni per danneggiare Hillary Clinton e favorire Donald Trump. E' quanto rivela oggi il Washington Post pubblicando nuovi dettagli del dossier che le agenzie di intelligence presentarono a Barack Obama ed alla sua amministrazione. Il quotidiano della capitale Usa oggi scrive che "in particolare la Cia ha ottenuto, ai primi di agosto, informazioni da fonti all'interno del governo russo che riportavano le istruzioni specifiche date dal leader russo ai suoi subordinati riguardo agli obiettivi dell'operazione: puntare alla sconfitta dalla candidata democratica ed invece aiutare a consegnare la Casa Bianca a Trump".

Brexit, May ai cittadini Ue: «Nessuno dovrà partire»

LONDRA. Quella avanzata a grandi linee ieri sera dalla Gran Bretagna "è un'offerta equa e molto seria per i cittadini Ue che vivono nel Regno Unito. E il governo presenterà una proposta più dettagliata lunedì". Lo ha detto la premier britannica Theresa May, a margine del Consiglio Europeo a Bruxelles. 

"Voglio rassicurare tutti i cittadini Ue che sono nel Regno Unito, che hanno costruito le loro vite e le loro case - ha continuato la May - che nessuno dovrà partire. Voglio dare certezze a questi cittadini sul loro futuro, ma voglio anche che siano date certezze ai cittadini del Regno Unito che vivono nell'Ue", ha concluso. 

E toccherà alla Commissione Europea, "il nostro negoziatore, valutare la proposta dettagliata" della Gran Bretagna sui diritti dei residenti, "una volta che arriverà, riga per riga". Lo spiegano fonti Ue, a margine dei lavori del Consiglio europeo.

"Per l'Ue a 27 - continuano le fonti - i diritti dei residenti sono una priorità e abbiamo già delineato nei dettagli quelli che pensiamo siano le cose necessarie a garantire i diritti dei cittadini dopo la Brexit. Poi vedremo quale sarà l'analisi della proposta fatta dal team di Michel Barnier". 

COMMISSIONE EUROPEA - Intanto il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker non è ancora riuscito a farsi un'idea chiara del tipo di Brexit che il governo britannico intende realizzare. "No", ha risposto Juncker a margine del Consiglio europeo a Bruxelles, ad un giornalista britannico che gli ha chiesto se avesse una chiara idea degli obiettivi di Londra, a un anno esatto dal referendum che ha sancito la volontà dei cittadini britannici di lasciare l'Ue.

Riguardo alle proposte avanzate ieri sera dalla premier May, per Juncker "è un primo passo, ma non è sufficiente". Il primo ministro belga Charles Michel, sulle intenzioni britanniche in materia di diritti dei cittadini ha risposto con un "vedremo. E' troppo presto per valutare la situazione. Abbiamo fiducia in Michel Barnier (responsabile Ue dei negoziati sulla Brexit, ndr). Ho ascoltato Theresa May - ha aggiunto - ma la settimana prossima avremo più informazioni tecniche sulla proposta" relativa alla tutela dei diritti dei residenti.

Kim all'attacco di Trump: è uno psicopatico

WASHINGTON. Pyongyang ha definito il presidente degli Stati Uniti Donald Trump uno "psicopatico", in relazione alle dichiarazioni rilasciate in seguito alla morte di Otto Warmbier, lo studente americano tornato in coma negli Stati Uniti dopo la sua detenzione in Corea del Nord.

Secondo il giornale Rodong Sinmum, organo ufficiale del partito unico al potere a Pyongyang, Trump ha in casa "una situazione difficile" e ha accarezzato l'idea di un attacco preventivo contro il regime di Kim Jong-un per deviare l'attenzione della crisi politica interna. "La Corea del Sud deve rendersi conto che seguire questo psicopatico di Trump potrà portare solo al disastro", si legge in un editoriale.

Parigi, fermati quattro familiari dell'aggressore degli Champs Elysées

PARIGI. Sono stati fermati quattro componenti della famiglia di Adam Dzaziri, autore dell'attacco terroristico di ieri sugli Champs-Elysées, rimasto ucciso (nella foto il corpo senza vita) dopo l'esplosione della sua auto che aveva diretto contro una camionetta di gendarmi, fortunatamente senza fare feriti. È quanto si apprende da fonti giudiziarie, come riporta Le Figaro. L'ex moglie dell'uomo (schedato come sospetto radicalizzato), oltre al fratello e la sorellastra erano stati interrogati ieri dopo la perquisizione della loro abitazione a Plessis-Paté, nell'Essonne, ha riferito la stessa fonte. Il padre dell'aggressore è stato a sua volta fermato in sera quanto ha fatto ritorno a casa. "Non ero al corrente di nulla, mio figlio sparava per sport ed era tutto dichiarato e noi abbiamo una pratica religiosa normale", ha detto il padre del 31enne ieri sera prima di essere fermato

Terrore a Parigi: si lancia con auto contro furgone della polizia: morto aggressore

PARIGI. Paura a Parigi sugli Champs Elysee per un "tentativo di attentato", come lo ha definito il ministro dell'Interno francese Géerard Collomb, perpetrato da un uomo che con la sua auto è finito addosso ad un camioncino della gendarmeria prima che la macchina si incendiasse. L'aggressore è morto nell'esplosione. L'uomo era noto ai servizi di sicurezza che lo avevano schedato con la 'fiche S', quella riservata ai ricercati che rappresentano una potenziale minaccia per la sicurezza dello Stato. L'individuo era in possesso di armi - tra cui un Kalashnikov - proiettili e una o due bombole di gas. Le Parisien parla di un uomo di 31 anni nato a Argenteuil, in Val-d'Oise che aveva con sé anche una pistola. Secondo alcune ricostruzioni, il sospetto ha superato il furgone sulla destra prima di lanciarsi contro l'altro veicolo. A quel punto si è scatenato l'incendio all'interno dell'abitacolo. Secondo altre fonti, citate da Bfmtv che parla del ritrovamento di una carta d'identità all'interno dell'auto, l'uomo era originario di Gennevilliers, nel Hauts-de-Seine. Sempre secondo BFMTV, l'uomo avrebbe dato fuoco alla sua auto prima di andare a urtare contro il furgoncino dei gendarmi. 

Il raid è avvenuto a poche centinaia di metri dal luogo dove due mesi fa un poliziotto era stato ucciso da un jihadista. "Ancora una volta le forze di sicurezza in Francia sono state prese di mira", ha detto Collomb. Secondo la ricostruzione dell'attacco fatta del quotidiano Le Parisien, l'auto ha preso fuoco dopo l'impatto e l'uomo "gravemente ferito" è stato estratto dalla vettura dai gendarmi che hanno spento le fiamme con un estintore. Foto dell'aggressore "a terra, privo di sensi" sono circolate fin da subito dopo l'attacco sul web. Collomb ha anche spiegato che il veicolo "conteneva armi ed esplosivi che potevano far saltare la vettura". 

Quest'attacco "dimostra ancora una volta che il livello della minaccia in Francia è estremamente elevato", ha aggiunto Collomb, sottolineando che mercoledì prossimo presenterà "in consiglio dei ministri una legge per prolungare" ancora una volta "lo stato di emergenza" che scadrà il 7 luglio. "Nello stesso tempo - ha informato - proporremo una legge che permetterà di uscire da questa emergenza, mantenendo delle condizioni di sicurezza elevate. La Francia ha bisogno dello stato di emergenza". 

Un imponente dispositivo di sicurezza è scattato pochi minuti dopo l'attacco: la circolazione sul viale è stata bloccata e la vicina stazione della metropolitana è stata chiusa. L'aggressore, secondo La Parisien, aveva 31 anni, era originario di Argenteuil, comune nei pressi della capitale. La sezione antiterrorismo della Procura di Parigi ha aperto una inchiesta.

Terrore a Londra, furgone su fedeli fuori moschea

LONDRA. Ancora terrore a Londra. Un veicolo, forse un furgone, ha travolto diverse persone a Finsbury Park, nella zona nord della città, nei pressi di una moschea nei giorni del Ramadan. Il bilancio è di un morto e 8 feriti. L'uomo alla guida, un 48enne, è stato arrestato dalla polizia che, secondo quanto ha dichiarato la premier Theresa May, indaga sull'accaduto come "un potenziale attacco terroristico". È in programma una riunione di emergenza, ha sottolineato la premier aggiungendo: "Tutti i miei pensieri sono con le vittime". L'autista del van, che "come precauzione" è stato portato in ospedale dopo l'arresto e "sottoposto a esami per accertarne lo stato mentale", avrebbe urlato "ucciderò tutti i musulmani". È quanto ha raccontato ai media britannici un testimone, Abdulrahman Saleh Alamoudi, secondo il quale il sospetto si è lanciato volontariamente contro il gruppo di fedeli. "Questo grande furgone - ha raccontato - è piombato su tutti noi", urlando "'ucciderò tutti i musulmani'. E lanciava pugni. E quando siamo riusciti a metterlo a terra diceva: 'Uccidetemi, uccidetemi'". In questa fase, "non ci sono altri sospetti, tuttavia l'indagine continua", scrive su Twitter la Metropolitan Police di Londra.

Il Consiglio musulmano, organizzazione che rappresenta i musulmani britannici, ha affermato che il furgone ha travolto i fedeli all'uscita del Muslim Welfare House, un centro sociale islamico che si trova a Seven Sisters Road, dove si erano riuniti per mangiare e dire le tradizionali preghiere serali del Ramadan.

MAY - "E' stato un attacco ai musulmani vicino al loro posto di preghiera e come ogni altro atto di terrorismo cerca di dividerci", ha dichiarato la premier britannica Theresa May in un breve intervento a Downing Street, definendo l'atto "disgustoso, come gli altri".

La presenza della polizia di fronte alle moschee è stata rafforzata per proteggere la comunità musulmana: lo ha annunciato la premier, sottolineando che "è stato un attacco che una volta di più ha colpito la gente normale e gli innocenti, questa volta i musulmani britannici".

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