Mercoledì 20 Giugno 2018 - 1:47

Lapet, a Napoli convegno nazionale dei tributaristi

NAPOLI. Tocca anche a Napoli ospitare il convegno nazionale associazione tributaristi Lapet, “Il tributarista nella quarta rivoluzione industriale”, organizzato dal direttivo dell’associazione presieduta Roberto Falcone, presso la Camera di Commercio, Palazzo della Borsa Piazza Bovio 32 Napoli, venerdì 22 Giugno dalle ore 9. «Il convegno Nazionale è uno dei tanti eventi sia associativi che formativi organizzati dall’associazionie tributaristi Lapet e a Napoli, per il prossimo futuro abbiamo altri eventi formativi, come un corso in tre step mensili sul terzo settore, ed almeno un'altro su argomenti  di interesse professionale entro la fine dell'anno, inoltre sarà organizzato un corso per l'accreditamento alla norma UNI 11511 - afferma il consigliere provinciale Gaetano D'errico - l'impegno profuso in questo ultimo anno da tutto il direttivo,   guidato dal presidente   Dott.ssa Michela Coppola, ha permesso di fare molti passi avanti, improntando una politica di crescita e sviluppo predileggendo  la formazione ed affermando la Lapet presso le istituzioni locali». La Lapet è stata costituita nel 1984 dapprima come sindacato nazionale di categoria divenendo nel 1990 una libera associazione. Dall'assemblea nazionale del novembre 2004 assume la denominazione di Associazione Nazionale Tributaristi Lapet. È la prima associazione di tributaristi fondata in Italia a cui molti riconoscono il merito di aver sollevato il problema, in periodi non sospetti, del riconoscimento di quelle che allora venivano definite professioni emergenti.

Governo alla prova del Def

La risoluzione di maggioranza sul Def impegna il governo ''a riconsiderare in termini brevi il quadro di finanza pubblica, nel rispetto degli impegni europei, per quanto riguarda i saldi di bilancio del triennio 2019-2021''. Lo afferma il relatore al Documento di economia e finanza, Federico D'Incà, intervenendo nell'aula di Montecitorio, dove è iniziata la discussione sul Def.

L'esecutivo dovrà ''realizzare nel tempo un cambio radicale del paradigma economico'' e ''sarà d'obbligo impostare in Europa un dialogo nuovo, per ottenere regole di bilancio più flessibili e spazi maggiori per le spese produttive'' è scritto in un passaggio, letto da D'Incà, della risoluzione che sarà votata dell'assemblea. ''Prioritario - secondo il relatore - è il superamento della logica del fiscal compat, la cui integrazione all'interno dei trattati europei è da scongiurarsi assolutamente''.

I temi che dovranno essere affrontati con la prossima legge di bilancio sono: la lotta alla povertà, lo stimolo alle politiche attive, il superamento della legge Fornero, misure per la scuola. Tra le misure da adottare il relatore indica ''un mix virtuoso di maggiori investimenti pubblici, riduzione della pressione fiscale e il sostegno ai redditi più bassi''. Va semplificato, in particolare, il rapporto tra l'Agenzia delle entrate e il contribuente e vanno abolite "misure penalizzanti per i contribuenti onesti".

Futuri provvedimenti per estendere il reddito di cittadinanza ''restano senz'altro necessari'' e occorre ''ampliare la portata'' dei Bes. Infine ''occorre assumere tutte le misure per favorire il disinnesco delle clausole di salvaguardia, inerenti l'aumento dell'aliquota Iva e accise''.

Dieselgate, arrestato l'ad di Audi

Rupert Stadler, amministratore delegato del marchio Audi, è stato arrestato in relazione allo scandalo dieselgate. Lo comunica il gruppo Volkswagen. La notizia arriva una settimana dopo che la residenza privata di Stadler era stata perquisita alla ricerca di prove a sostegno di un'indagine. "L'imputato è apparso davanti al giudice istruttore, che gli ha ordinato la custodia cautelare", ha sottolineato in una nota l'ufficio del procuratore di Monaco. Il procuratore sostiene che Audi avrebbe venduto negli Stati Uniti e in Europa a partire dal 2009 almeno 210 mila automobili con motori diesel dotati di software in grado di alterare emissioni. Si sta indagando sulle accuse di frode e promozione dei prodotti illegali.

All'inizio di febbraio i pubblici ministeri hanno perquisito la sede centrale di Audi a Ingolstadt e gli uffici nello stabilimento di Neckarsulm, nel sud della Germania. Fino ad oggi, l'unica persona formalmente indagata era l'ex capo dello sviluppo del motore Audi e membro dell'esecutivo Porsche. L'uomo, di cui secondo la legge tedesca non è stato rivelato il nome, è stato tenuto in custodia dal suo arresto a settembre.

Lo scandalo della manipolazione delle emissioni è emerso per la prima volta a carico di Volkswagen nel settembre 2015, quando il gruppo ha ammesso di aver violato gli standard di inquinamento in oltre 11 milioni di veicoli diesel venduti in tutto il mondo. Tuttavia, il 15 marzo dello scorso anno l'attenzione dello scandalo sulle emissioni di gasolio si è spostata su Audi, quando i pubblici ministeri di Monaco hanno perquisito la sede centrale di Ingolstadt proprio mentre Stadler teneva la conferenza stampa annuale dell'azienda.

Catello Maresca: fiscalità agevolata per tutti e non solo per i soliti furbi

ISCHIA - “La fiscalità, soprattutto quella agevolata, deve ritornare a essere considerata un vantaggio non un pericolo per chi vi accede o addirittura una furberia per chi riesce a trovare il canale giusto. Deve esserci un equilibrio e quindi un’eguaglianza. Occorre consentire l’accesso a tutti coloro che ne hanno i requisiti e le capacità. In questo modo tutto il sistema può ritornare a ricevere anche un riconoscimento di visibilità, legalità, rispetto delle regole, perché bisogna soprattutto ridare fiducia a un ambiente che, anche le ultime vicende che arrivano da Roma, contribuiscono a indicare come oscuro e dai toni foschi. Questo non deve essere più possibile in uno Stato che si prefigge di mettere al centro il rispetto delle regole”. Lo ha detto oggi Catello Maresca, sostituto procuratore presso Tribunale di Napoli intervenendo alla tavola rotonda “Le agevolazioni fiscali e i finanziamenti agevolati a sostegno delle imprese del territorio” promossa dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta, al centro congressi dell’Hotel Regina Isabella di Ischia.

“Le imprese hanno l’obbligo di puntare all’innovazione come un’opportunità - ha sottolineato Moretta - per aumentare il fatturato e combattere la concorrenza d’oltreoceano. E’ possibile attuare anche la valorizzare di marchi storici pianificando l’internazionalizzazione di prodotti e servizi con l’ausilio dei commercialisti sia dal punto di vista legislativo sia nella fase di strategia aziendale”.

Mario Cavallaro, presidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria ha posto l’attenzione sul ruolo svolto dalla giustizia tributaria soprattutto nella tempestività delle risposte  che deve dare all’imprenditore attraverso una maggiore efficienza ed efficacia, in particolare quando c’è un conflitto con lo Stato e con gli altri Enti impositori”.

“Oggi la presenza fisica per un istituto di credito è fondamentale perché c’è ancora bisogno di consulenza guardando al panorama di imprese medio piccole. Non tutto può essere sostituito dalla logica tecnologica - ha evidenziato  Felice Delle Femmine, direttore generale della Banca di Credito Popolare di Torre del Greco - quindi il nostro obiettivo è di essere molto più vicino alle piccole e media aziende. Stiamo per lanciare un centro imprese sul territorio che possa intercettare e soddisfare i bisogni delle pmi. In più abbiamo adottato una serie di misure per sostenere, mitigando anche il rischio, quelli che sono i progetti di innovazione e di investimento delle imprese.  Il nostro piano industriale è molto ambizioso, nei tre anni prevede un’erogazione di 900 milioni di euro rivolto all’economia reale. Al 31 maggio di quest’anno abbiamo già erogato 130 milioni di euro alle aziende con focus e driver, export e soprattutto turismo rispetto al quale siamo molto inseriti”.

“Ci sono tante misure d’incentivo a favore delle imprese - ha osservato Domenico Ranieri, coordinatore degli Odcec della Campania - ma esistono molti impedimenti per effetto della burocrazia che rendono gli adempimenti sempre più complicati. Ci sono aziende che hanno ritenuto di investire e da oltre un anno e mezzo non hanno ancora ricevuto l’attestato di legalità. Questo sembra essere un aspetto grave e pesante per la nostra economia”.

Per  Salvatore Lauro, presidente Terminal Napoli “il 4.0 è un’occasione, un cambiamento culturale per le imprese. E’ necessario aprire le finestre al mondo, alla competizione e a non aver paura del cambiamento ma apprezzarlo. Occorre valutare le sinergie, perché da soli non si va da nessuna parte. Soprattutto per quanto riguarda l’open source, la possibilità di aggregare giovani e aprirsi all’esterno, sia dando in outsourcing servizi, sia portando all’interno nuove occasioni che il mercato offre affinché l’azienda possa essere competitiva e utilizzare tutti questi  meccanismi anche premiali  che il 4.0 offre. Noi abbiamo pensato che non è solo l’azienda che deve diventare 4.0 ma tutto il territorio, quindi una contaminazione e soprattutto un’ accelerazione perché il mondo è così veloce che non si può più aspettare.

Nel corso del dibattito, moderato dal giornalista Paolo Chiariello, il presidente dei commercialisti di Padova,  Dante Carolo ha rimarcato il ruolo delle Istituzioni, come le agenzie regionali sui finanziamenti agevolati. E’ importante segnalare agli imprenditori le agevolazioni che il fisco ha messo a disposizione nell’ambito dell’impresa 4.0 auspicando che il nuovo Governo possa prorogare il provvedimento”.

All’incontro sono intervenuti anche Ilaria Grimaldi, giudice della sezione fallimentare del Tribunale di Napoli, Concetta Riccio e Liliana Speranza, consiglieri delegati dell’Odcec di Napoli, Claudio Turi, commissione di studi imposte dirette e indirette di Napoli.

“La giustizia tributaria non va demolita ma adeguata ai nuovi standard”

ISCHIA – “La giustizia tributaria non va demolita ma semplicemente adeguata ai nuovi standard imposti dalla Costituzione. La nostra giustizia tributaria funziona perché il tasso di smaltimento dei riscorsi è tra i più alti esistenti  in Italia, la durata del processo non supera l’anno, siamo al di sotto della media europea.  C’è anche un adeguato tasso di specializzazione dei giudici tributari”.  Lo ha detto Stanislao De Matteis, giudice della Commissione Tributaria Provinciale e presidente ff della sezione fallimentare del Tribunale di Napoli, intervenendo al forum nazionale promosso dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta.   

“Una giustizia altamente specializzata per quanto svolta in regime part time. Si potrebbe pensare – ha aggiunto De Matteis - a una riforma che preveda un doppio regime con delle norme transitorie: giudici professionali per il futuro mantenendo gli attuali altamente specializzati fino alla maturazione dell’età pensionabile”.   

“Anche la giustizia tributaria ha bisogno di una revisione, purtroppo dobbiamo constatare che in base al contenzioso tributario la Campania è il fanalino di coda in Italia. I commercialisti  - ha sottolineato Moretta – sono disponibili a contribuire alla revisione del sistema come è già accaduto con il processo telematico. Solo attraverso il confronto è possibile individuare le soluzioni più efficaci. Il nostro auspicio è che il nuovo governo possa ascoltare la voce di chi opera quotidianamente nel settore”.

Secondo il segretario nazionale dei commercialisti italiani, Achille Coppola “le criticità della giustizia tributaria derivano dalla complessità del fisco italiano.  Il sistema giustizia tributaria funziona ma è da migliorare.  I dati  che vengono forniti sono incoraggianti siamo ad uno smaltimento  annuale dell’arretrato pari al 10 per cento,  di questo passo in cinque anni sarà azzerato completamente.  Riforme radicali come quella di Ermini ci hanno convinto poco, crediamo in un giudice a tempo pieno e professionale”.

“Dalle prime indicazioni governative – ha evidenziato Michele Oricchio, presidente della Commissione Tributaria Regionale della Campania - appare chiara la volontà di aumentare la professionalizzazione dei giudici tributari con risvolti positivi per il contenzioso e soprattutto per la qualità delle decisioni, con indubbi benefici a favore dei contribuenti e dell’Amministrazione pubblica”.   

“I giudici tributari della Campania ipotizzano che uno dei passaggi fondamentali – ha osservato Alfredo Montagna, componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria - sia la costituzione di un massimario regionale della giurisprudenza tributaria. Stiamo istituendo i gruppi di lavoro provinciali, per ciascuna commissione tributaria provinciale, composta da rappresentanti dei commercialisti, degli avvocati tributaristi e dell’  Agenzia dell’Entrate  che sceglieranno le sentenze   più significative di quella realtà per portarle a livello della Commissione Tributaria Regionale che ho l’onore di presiedere per una  massimazione completa di tutta la giurisprudenza  campana.

Immacolata Vasaturo, consigliere delegato dei commercialisti napoletani e componente del gruppo di lavoro del Consiglio nazionale, ha rimarcato “la necessità di una totale riforma della giustizia tributaria,  dopo l’introduzione del processo  tributario telematico. Commercialisti e giudici devono prendere dimestichezza con le nuove modalità e problematiche. Nel corso del seminario abbiamo analizzato in particolare anche l’utilizzo della piattaforma Sigit”.

“I commercialisti hanno siglato una convenzione con il Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria e il ministero dell’Economia – ha reso noto  Gilberto Gelosa, consigliere delegato area fiscalità del Cndcec -

per la realizzazione di un massimario tributario nazionale. Attualmente è un documento che oggi non esiste nella dottrina e che vedrà la luce nel 2019”.

All’incontro sono intervenuti anche Giacomo Pascale (sindaco di lacco Ameno), Mario Cavallaro, (presidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria), Francesco Salzano (presidente della CTP Napoli), Paola Rossi (componente del gruppo di lavoro ‘Giustizia tributaria’ del Cndcec), Massimo Scuffi, (consigliere del Cpgt), Lucia Picone, consigliere del Cpgt). I lavori sono stati  moderati da Lorella Fregnani (consigliere Cpgt), Lucio Di Nosse (consigliere Cpgt), Nicola Graziano (giudice Ctp Napoli), Pasquale Saggese (componente del gruppo di lavoro ‘Giustizia tributaria’ del Cndcec), Angelo Parente (componente del gruppo di lavoro ‘Giustizia tributaria’ Cndcec), Aurelio Parente (cultore in materia di Processo tributario telematico presso LUISS G.C. di Roma).

Moretta: «Nuove linee guida per il rilancio delle aziende»

ISCHIA. Commercialisti e giudici si incontrano per discutere delle criticità della giustizia tributaria e delle opportunità offerte dalle agevolazioni fiscali per il rilancio delle imprese del territorio. Grande risalto sarà dato, nella due giorni ischitana, anche alla gestione degli aiuti di Stato per le aree terremotate.  

«È un appuntamento importante non solo per il tessuto socio-economico dell’isola – ha dichiarato Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli – ma anche per i risultati che ci aspettiamo dal confronto tra la nostra categoria di professionisti e quella dei giudici tributari che potrà offrire nuove linee guida per il rilancio delle aziende».  

Ad aprire i lavori venerdì 15 giugno alle ore 10.30 presso il Centro Congressi Hotel Regina Isabella di lacco Ameno sarà il primo cittadino del comune isolano, Giacomo Pascale, che introdurrà gli interventi di Mario Cavallaro, presidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria, Massimo Miani, presidente dei commercialisti italiani, Michele Oricchio, presidente CTR Campania e Francesco Salzano, presidente CTP Napoli. La prima sessione di lavori sul tema “Giudici e commercialisti a confronto sulla criticità della giustizia tributaria” vedrà le relazioni di Stanislao De Matteis, giudice CTP, Paola Rossi, componente del gruppo di lavoro ‘Giustizia tributaria’ CNDCEC, Massimo Scuffi, consigliere CPGT, Lucia Picone, consigliere CPGT e Gilberto Gelosa, consigliere delegato Area Fiscalità CNDCEC moderati da Lorella Fregnani, consigliere CPGT. La seconda sessione vedrà la partecipazione di Lucio Di Nosse, consigliere CPGT, Nicola Graziano, giudice CTP Napoli, Pasquale Saggese, componente del gruppo di lavoro ‘Giustizia tributaria’ CNDCEC, Alfredo Montagna, consigliere CPGT, Angelo Parente, componente del gruppo di lavoro ‘Giustizia tributaria’ CNDCEC, Aurelio Parente, cultore in materia di Processo tributario telematico presso LUISS G.C. di Roma e Immacolata Vasaturo, componente del gruppo di lavoro ‘Giustizia tributaria’ CNDCEC, moderati da Achille Coppola, consigliere segretario CNDCEC.

La seconda giornata di lavori, sabato 16 giugno alle ore 9.30, sarà incentrata sulla tavola rotonda “Le agevolazioni fiscali e i finanziamenti agevolati a sostegno delle imprese del territorio”. Dopo i saluti del parlamentare europeo Giuseppe Ferrandino e del senatore Domenico de Siano, seguiranno gli interventi di Michele Ancona, componente del consiglio di presidenza Giustizia tributaria,, Mario Cavallaro, presidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria, Dante Carolo, presidente Odcec Padova, Giancarlo Carriero, presidente sez. Turismo Unione industriali Napoli, Felice Delle Femmine, direttore generale Banca di Credito Popolare di Torre del Greco, Gilberto Gelosa, consigliere delegato Area Fiscalità CNDCEC, Ilaria Grimaldi, giudice sez. fallimentare Tribunale di Napoli, Costanzo Iannotti Pecci, presidente Federterme Confindustria, Catello Maresca, sostituto procuratore presso Tribunale di Napoli,  Salvatore Lauro, presidente Terminal Napoli Spa, Domenico Ranieri, coordinatore degli odcec Campania, Concetta Riccio, consigliere odcec Napoli, Fiorenzo Sirianni, direttore Giustizia Tributaria presso Dipartimento delle finanze, Liliana Speranza, consigliere odcec Napoli con delega al Turismo, Claudio Turi, commissione di studi imposte dirette e indirette odcec Napoli e Maurizio Zancanaro, AD Banca Aletti &co Spa, I dibattiti saranno moderati da Clelia Buccico, presidente della Fondazione Odcec Napoli e dal giornalista Paolo Chiariello.

 

Tutela del patrimonio, intesa commercialisti-medici

NAPOLI. Promuovere gli strumenti giuridici innovativi per la tutela e la destinazione del patrimonio familiare e organizzare incontri informativi periodici destinati agli iscritti è l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato tra l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli e l'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Napoli e Provincia. L’intesa è stata firmata dai due presidenti, Vincenzo Moretta e Silvestro Scotti.

L'attività d'informazione, rivolta alla platea dei medici, sarà a cura della Commissione di studio "Trust e tutela del patrimonio familiare" istituita presso l'Odcec di Napoli e si articolerà in incontri mensili la cui programmazione, già in corso, è coordinata dai componenti la Commissione Studi sul trust e i dottori Piccolo e De Falco, entrambi dell'Omceo di Napoli. L’iniziativa è stata promossa da Salvatore Tramontano, consigliere delegato dell'Odcec di Napoli e Giuseppe Graziadei, presidente della Commissione di studio.

I commercialisti napoletani, dopo aver valutato la portata innovativa del Trust, istituto di origine anglosassone in materia di segregazione del patrimonio mediante la costituzione di uno specifico vincolo di destinazione, hanno inteso approfondirne e diffonderne la conoscenza a protezione dei beni che compongono il patrimonio di famiglia. Dopo alcuni incontri con i vertici dell’Ordine dei medici, si è arrivati alla firma dell'accordo.

 

Shipping, i commercialisti vogliono regole chiare

"Alcune procedure fiscali hanno rallentato il processo economico delle societa' che operano nello shipping. Napoli, la Campania e in generale il Mezzogiorno d'Italia hanno bisogno di risposte chiare e concrete in un settore che e' stato gia' rivalutato e che rappresenta una risorsa fondamentale per il territorio. I commercialisti chiedono a Governo e Parlamento un provvedimento legislativo per fare chiarezza nel piu' breve tempo possibile". Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, aprendo il forum "Le norme relative al regime di non imponibilita' Iva per le navi adibite alla navigazione in alto mare". "La risorsa mare in Italia e' fondamentale", ha sottolineato Roberto Neglia, responsabile rapporti istituzionali Ucina-Confindustria Nautica. "L'Unione nazionale cantieri e industrie nautiche ed affini e l'Agenzia delle Entrate - ha spiegato Neglia - hanno in sinergia, con circolari che sono state anticipate al Salone nautico internazionale di Genova. Quella che manca e' una risposa politica, ci sono modifiche normative da fare e speriamo che il governo voglia risolvere il problema quanto prima". 

"L'incontro si e' posto l'obiettivo di declinare le possibili soluzioni per risolvere le criticita' presenti in tema di trattamento fiscale delle operazioni relative alla navigazione in alto mare - ha evidenziato Pasquale Saggese, ricercatore della Fondazione nazionale xommercialisti -. Questo e' un settore chiave per il nostro territorio". "Lo shipping e' uno dei settori strategici dell'economia italiana - ha rimarcato Egidio Filetto, componente del comitato scientifico della commissione Economia del Mare e partner PwC Tls -. Da anni gli armatori combattono con problematiche fiscali relative alle tratte percorse e ad altri parametri che li portano ad ignorare il regime imponibile ai fini Iva al quale fare riferimento: occorre maggiore chiarezza sul punto". Al dibattito, moderato dal giornalista economico Luciano Bosso, sono intervenuti Arturo Capasso, presidente Commissione Economia del Mare, Luca Giacometti, consigliere segretario dell'Odcec di Genova e componente gruppo di lavoro Economia del Mare, Giovanni Spalletta, direttore centrale grandi contribuenti Agenzia delle Entrate di Roma, Mario Mattioli, presidente Confitarma, Federico Garolla, vicepresidente Propeller Club Napoli, Nicola Coccia, dottore commercialista, Commissione Finanza e Tributi di Confitarma, Maurizio Salvatori, vicepresidente della commissione Economia del Mare dell'Odcec di Napoli.

Moretta: «Shipping settore strategico per il nostro territorio»

NAPOLI. «Lo shipping è un settore trainante per il nostro territorio con notevoli potenzialità di sviluppo ancora non del tutto realizzate. I commercialisti, consapevoli della centralità di tali problematiche, hanno deciso di riunire sullo stesso tavolo i principali operatori del settore e l’amministrazione finanziaria, per un confronto diretto che vede coinvolti in primo piano anche i professionisti nel ruolo di consulenti d’impresa». Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli presentando il forum “Le norme relative al regime di non imponibilità Iva per le navi adibite alla navigazione in alto mare” che si terrà lunedì 11 giugno alle ore 15 nella sala conferenze di Piazza dei Martiri, 30.

Il segretario nazionale di commercialisti italiani, Achille Coppola ha osservato che «il consiglio nazionale di categoria ha istituito (nell’ambito delle attività di studio e ricerca ) il cluster “Economia del Mare”. In sinergia con primari attori di filiera (Assoporti, Confitarma, Assoarmatori, Federazione del Mare, Propeller Italia) e le istituzioni (ministero delle Infrastrutture e Agenzia Entrate ) si porrà al centro la risorsa mare capace di stimolare una crescita del Pil italiano, grazie ai cospicui investimenti e strumenti messi in campo quali da ultimo la normativa Zes,  di 5 punti percentuali in 3 anni. La sinergia tra il Cndcec e gli ordini professionali (Napoli  ha da tempo attivato gruppi di colleghi esperti del settore) consentirà un assistenza strategica alle imprese del settore».

Per Liliana Speranza, consigliere delegato dell’Odcec di Napoli «i commercialisti intendono aprire un confronto diretto con l’Agenzia delle Entrate per risolvere le criticità della non imponibilità dell’iva in alto mare. Occorre promuovere e sostenere l’economia del mare che rappresenta una risorsa che genera ricchezza e occupazione per il nostro Paese».

«L’auspicio della giornata di studio – ha evidenziato Pasquale Saggese, ricercatore della Fondazione Nazionale Commercialisti -  è di risolvere definitivamente le criticità ancora oggi in campo, individuando, anche grazie all’esperienza e alla professionalità dei commercialisti, le possibili soluzioni da declinare sul piano sia normativo che interpretativo. Un esempio di quanto ancora ci sia da lavorare per creare le condizioni ottimali affinché tali potenzialità possano esprimersi pienamente è rappresentato dalle incertezze e le criticità che, ancora oggi, caratterizzano il trattamento IVA degli scambi commerciali nella filiera della navigazione in alto mare.

Arturo Capasso, presidente Commissione Economia del Mare, ha sottolineato che «il settore dello shipping é caratterizzato da una elevata competitività fra sistemi paese. Il registro internazionale riportando la fiscalità delle imprese amatoriali su livello comparabili con quelli dei principali paesi ha ridato consistenza alla bandiera nazionale. Occorre però che anche nei settori che interagiscono con il mondo amatoriale vi sia la necessaria chiarezza circa l'applicazione delle normative fiscali altrimenti si corre il rischio di favorire i servizi di altri sistemi paese ad esempio nel campo delle riparazioni navali. Più in generale – ha aggiunto - l'Italia ha tutte le carte in regola per accentuare il suo ruolo di paese leader nel settore marittimo e amatoriale ma è fondamentale semplificare burocrazia e fisco e investire nei servizi logistici a terra e district-patk».

«L’evento è incentrato sulla complessa tematica dell’alto mare”, ha reso noto Luca Giacometti, consigliere  segretario dell’Odcec di Genova e componente gruppo di lavoro ‘Economia del Mare’. “La circolare 6/e del 2018 ha integrato il set normativo sul punto chiarendo molti aspetti Che la circolare 2/e del 2017 non aveva chiarito. Resta rilevante - ha detto -  comunque l’aspetto della responsabilità del fornitore che purtroppo è mitigata soltanto dalla non applicazione delle sanzioni per la sua condotta diligente».

«Negli ultimi anni gli operatori dello shipping - ha rimarcato Egidio Filetto, componente Comitato Scientifico della commissione Economia del Mare e partner  PwC TLS - hanno dovuto affrontare una serie di problematiche applicative derivanti dalle modifiche intervenute nell’art. 8 bis del DPR 633/72. Nonostante siano intervenuti una serie di chiarimenti da parte dell’ Amministrazione Finanziaria, molti sono i temi ancora aperti ad iniziare dalla concreta individuazione dei criteri per definire i viaggi in “alto mare” e sulle responsabilità dell’indotto e dei fornitori dello shipping. Sono tematiche delicate che trovano la loro fonte nel diritto interno ma si riferiscono soprattutto alle fonti del diritto dell’ Unione Europea ed alle sentenze della Corte di Giustizia Europea. I Dottori Commercialisti sono in prima linea per provare a dare risposte ad un settore di rilevanza strategica per l’economia locale e nazionale e proverà a farlo con un confronto tecnico con l’Agenzia delle Entrate e con i principali operatori del settore».

Al dibattito, moderato dal giornalista economico Luciano Bosso,  interverranno anche Giovanni Spalletta, (direttore centrale grandi contribuenti Agenzia delle Entrate di Roma), Mario Mattioli (presidente Confitarma), Umberto Masucci (presidente Propeller Club Napoli), Nicola Coccia (dottore commercialista, Commissione Finanza e Tributi di Confitarma), Roberto Neglia (responsabile area rapporti istituzionali di Ucina) e Maurizio Salvatori (vicepresidente della commissione Economia del Mare dell’Odcec di Napoli).

 

Pensioni più basse dal 2019

Assegni più leggeri per chi andrà in pensione nel 2019. A partire dal prossimo anno, chi si ritirerà dal lavoro percepirà una pensione annua inferiore, mediamente, di oltre l'1% rispetto a chi ci è già andato o ci andrà quest'anno. Il decreto che lo stabilisce è il dm 15 maggio del ministero del lavoro, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, che fissa i coefficienti di trasformazione del montante contributivo validi dal 2019 al 2021 (i coefficienti che applicati al totale dei contributi versati durante la vita lavorativa, determinano l'importo annuo di pensione cui ha diritto il lavoratore).

Come ricorda 'Italia Oggi', da quando nel 2009 è stata introdotta la revisione dei coefficienti non ci sono mai state variazioni positive. Quella corrente è la numero quattro. Il quotidiano specializzato riporta anche un esempio: un lavoratore con 100 mila euro di contributi versati e 65 anni d'età, ha visto calare in questi anni la propria pensione di circa 900 euro. Il prossimo anno sarà di 5.245 euro, nel 2009 è stata di 6.136 euro.

Il quotidiano calcola che se nel triennio 2013/2015, a parità di ogni altra condizione, gli assegni sono stati alleggeriti in media di circa il 3% rispetto al triennio precedente, 2010/2012, con il terzo taglio c'è stata una riduzione ulteriore di circa il 2%, sempre in media, portando a circa l'11% la riduzione, in media, di tutto il periodo che va dal 2009 al 2018.

La riforma Fornero ha agevolato chi rimarrà al lavoro fino a 70 anni e 7 mesi ma dal prossimo anno, ricorda 'Italia Oggi' entrerà in vigore un nuovo coefficiente: quello legato all'età di 71 anni.

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