Martedì 18 Dicembre 2018 - 22:52

Manovra, Ue: «Tutte le opzioni aperte»

"Nei confronti dell'Italia "tutte le opzioni sono aperte. Starà al collegio decidere sui prossimi passi". A precisarlo è la vice portavoce capo della Commissione europea Mina Andreeva, durante il briefing con la stampa a Bruxelles. Rimane quindi aperta, come emerso ieri sera, anche la possibilità che domani il collegio decida di raccomandare al Consiglio l'apertura di una procedura basata sul debito (la decisione del Consiglio, cioè il lancio effettivo della procedura, poiché la Commissione raccomanda e il Consiglio decide, non avverrebbe in ogni caso prima del 22 gennaio). Però il "lavoro" tra la Commissione europea e il governo italiano sulla manovra "continua e il dialogo è in corso, sottolinea Andreeva. Riguardo all'umore del collegio dei commissari nei confronti del governo italiano, "in generale, il nostro stato d'animo è sempre calmo, guardiamo ai fatti e decidiamo sulla base dei fatti", sottolinea Andreeva aggiungendo che nel collegio dei commissari europei di domani il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e il commissario Pierre Moscovici "faranno il punto della situazione sulla manovra italiana".

Va quindi avanti la trattativa tra il governo e l'Unione europea per evitare la procedura di infrazione sulla manovra. Il premier Giuseppe Conte questa mattina ha impugnato il telefono chiamando prima il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, e a stretto giro il commissario Pierre Moscovici. A quanto apprende l'Adnkronos da fonti autorevoli, il presidente del Consiglio avrebbe difeso il lavoro portato avanti in queste settimane, a partire da quella limatura del rapporto deficit/Pil portato con fatica al 2,04%. Numeri reali, avrebbe spiegato il premier, è non frutto di un'operazione di 'maquillage'. Le modifiche apportate sono sostanziali, fatte per evitare il cartellino rosso. L'Italia non sta giocando, ma lavorando a pancia bassa.

Ma nella telefonata con Dombrovskis e Moscovici, Conte avrebbe anche chiarito la propria indisponibilità a ritocchi al reddito di cittadinanza e quota 100. Spendendosi in prima persona e non a nome dei due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. E' per il premier, viene infatti assicurato dalle stesse fonti, che le due misure bandiera non possono essere toccate ulteriormente: non tradiamo gli italiani, il motto di Conte, che per primo non vuole fare passi indietro su restyling della Fornero e reddito di cittadinanza alle fasce più disagiate. 'Ne va della mia credibilità', avrebbe detto più volte ai suoi collaboratori. Il clima delle telefonate viene descritto buono, a Palazzo Chigi c'è fiducia nonostante la trattativa non sia cosa semplice. Conte è convinto e determinato a portare a casa il risultato, nelle telefonate di questa mattina ha messo sul piatto tutto il suo peso politico.

MOSCOVICI - "Stiamo lavorando giorno e notte perché l'Italia non sia sanzionata", ha assicurato in mattinata Moscovici. "Penso che l'Italia sia un grande Paese della zona euro e abbia il suo posto nella zona euro - ha detto - Sono in contatto permanente con il ministro delle Finanze Tria e con il premier Conte, ancora ieri sera e di nuovo questa mattina". "Stiamo lavorando intensamente - ha sottolineato ancora Moscovici - nell'ambito di un dialogo costruttivo per fare in modo che l'Italia, che può condurre le politiche che vuole, non sta a me discutere la legittimità delle sue politiche, lo faccia nel rispetto delle regole". Quindi, il commissario europeo ha ribadito di avere "buone speranze che ci riusciamo, lavoriamo positivamente, perché noi non amiamo i due pesi e le due misure e non amiamo l'ingiustizia né rispetto alla Francia né all'Italia". 

 

 

 

Manovra, domani torna in commissione: attesa in Aula venerdì

I lavori della commissione Bilancio del Senato, impegnata nell'esame del ddl bilancio, riprenderanno alle 9:30 di martedì. L'obiettivo è approvare il provvedimento in tempo per la nuova data di approdo della manovra in aula, che la capigruppo prevista per martedì pomeriggio fisserà probabilmente per venerdì. I tempi per approvare il disegno di legge entro Natale diventano strettissimi, mentre la possibilità di dover tornare in Parlamento dopo santo Stefano si fa sempre più concreta.

Le sedute della commissione Bilancio che erano in programma oggi sono state sconvocate: sulla decisione peserebbero le modifiche da apportare alla legge per evitare la procedure europea sui conti da introdurre con un maxi-emendamento. Il portavoce capo della Commissione europea Margaritis Schinas ha detto che, sulla manovra 2019, tra la Commissione e il governo italiano "il dialogo continua" e "decideremo i prossimi passi sulla base del risultato di questo dialogo", all'interno del quale "il commissario Pierre Moscovici e il vicepresidente Valdis Dombrovskis sono stati in contatto con il ministro Giovanni Tria".

I servizi della Commissione hanno ricevuto un'e-mail informale in cui il governo italiano descrive le modifiche alla manovra che dovrebbero essere votate in Parlamento ed è attualmente in corso la valutazione preliminare delle misure proposte, che mira a stabilire se le misure previste colmano questo divario oppure no. La Commissione si aspetta uno sforzo strutturale positivo per il 2019, anche minimo: quello cui guarda l'esecutivo Ue è il deficit strutturale, cioè al netto degli effetti del ciclo economico, e non quello nominale, che verrà ridotto al 2,04%.

Domenica sera si è svolto un vertice sulla manovra per evitare la procedura d'infrazione. Le coperture per arrivare al 2,04% del rapporto deficit/Pil offerto all'Europa ci sono, hanno assicurato fonti di Palazzo Chigi. Il sottosegretario leghista all'economia Massimo Garavaglia, in un'intervista al 'Gr1 Rai', rispondendo alla domanda sulla possibilità che la controproposta italiana eviti la procedura, ha detto: "Sì, siamo ottimisti". Garavaglia, presente al vertice di governo terminato a tarda notte, ha poi assicurato: "Non posso che dire che il clima è stato disteso, perché è la verità: abbiamo affrontato temi politici e li abbiamo risolti".

Quanto alle misure simbolo, reddito di cittadinanza e quota 100, decurtati di due miliardi ciascuno rispetto agli stanziamenti iniziali, Garavaglia ha spiegato che "questo sul 2019 non comporta problemi, ciò che è importante è che le misure si tengono nel triennio". Il sottosegretario non ha negato le distanze tra Lega e Cinquestelle sulla politica economica, da ultimo l'ecotassa, ma ha ribadito: "Come vedete alla fine si trova sempre un accordo e questo è positivo".

Draghi difende l'Europa

L'euro ha aiutato a recuperare la sovranità monetaria. Senza dimenticare che la lira venne "svalutata sette volte dal momento del varo del sistema monetario europeo". Ma la crescita della produttività dell'Italia "è stata inferiore di quella dell'euro a 12, così come la crescita del Pil e con il tasso di occupazione che ristagnava". Lo ha detto Mario Draghi nel corso del suo intervento alla Sant'Anna di Pisa, dove gli è stata conferita la laurea Honoris Causa in Economics. In questo scenario, ha aggiunto, "l'inflazione toccò cumulativamente il 223% mentre nell'area euro a 12 era al 126%".

Inoltre, "la moneta unica ha permesso a diversi Paesi di recuperare sovranità monetaria rispetto allo SME: allora le decisioni di politica monetaria erano prese in Germania, oggi sono condivise da tutti i Paesi" ha sottolineato il presidente Bce.

E ancora: "La crescita degli Anni '80 fu presa a prestito dal futuro, cioè sulle spalle delle future generazioni" attraverso l'esplosione del debito pubblico, ha detto Draghi, ricordando come per il nostro Paese la "bassa crescita è iniziata molto prima dell'euro, visto che tra il 1990 e il 1999 l'Italia aveva il più basso tasso di crescita cumulato" fra le economie che hanno aderito da subito alla moneta unica.

Il progetto di un'Europa unificata, "frutto delle circostanze eccezionali nel nuovo ordine" seguito alla seconda guerra mondiale "è oggi ancora più importante" visto che "i ricordi che ispirarono queste scelte appaiono lontani e irrilevanti, e la razionalità di queste scelte sembra pregiudicata dalla miseria creata dalla grande crisi finanziaria dell'ultimo decennio" ha sottolineato il presidente Bce. "Non importa che si stia uscendo" dalla crisi, ha aggiunto, visto che "nel resto del mondo il fascino di ricette e regimi illiberali si diffonde" e "a piccoli passi si rientra nella storia".

"E' per questo che solo continuando il progresso di questo progetto europeo, liberando sì le energie individuali ma anche privilegiando l'equità sociale, che lo salveremo: attraverso le nostre democrazie, ma nell'unità di intenti".

Tuccillo: «Ruolo dei professionisti sempre più strategico»

NAPOLI. «Il futuro delle professioni è l’alta specializzazione. Soltanto in questo modo saremo in grado di offrire un valore aggiunto al mondo dell'imprenditoria privata e alle amministrazioni pubbliche. Oggi la Saf di Napoli ha inaugurato i corsi in materia di contenzioso tributario e di revisione del bilancio degli enti pubblici. Gli ordini dei dottori commercialisti e degli esperti contabili presenti sul territorio rappresentano un presidio di legalità e possono essere un punto di riferimento». 

Lo ha detto Antonio Tuccillo, presidente della Scuola di Alta Formazione di Napoli - Città Metropolitana, aprendo il convegno sul tema "Opportunità e prospettive di specializzazione del dottore commercialista: il processo tributario e la consulenza per enti locali e società partecipate" che si è tenuto a Palazzo Alabardieri a Napoli.

«I corsi seguiranno tutta la struttura del processo tributario come norme, dando però molto alla parte operativo di project work – ha evidenziato Paola Coppola, direttore scientifico del corso Saf e ordinario di diritto tributario dell’Università Federico II -. Siamo infatti convinti che le competenze dei commercialisti debbano essere integrate con base processuali che oggi sono necessarie per essere efficaci difensori dei propri clienti».

Per Edoardo Cilenti, segretario generale dell’Anm e consigliere di presidenza della giustizia tributaria, «a specializzazione è fondamentale. Il nuovo Consiglio della Giustizia tributaria affronterà questa sfida, perché parliamo di una delle condizioni fondamentali per avere una giurisdizione efficiente e autorevole».

Mariano D'Amore, professore ordinario dell'Università Parthenope, ha sottolineato: «Il rapporto tra Università e professione è importante per lo sviluppo di attività formative di qualità destinate ai professionisti. Credo molto nelle possibilità di uno scambio proficuo tra competenze».

«I professionisti sono importanti in un mondo che va verso la specializzazione - ha sottolineato Marco Catalano, viceprocuratore della Corte dei Conti della Campania - sia dal punto di vista giuridico, nelle questioni di carattere procedurale e amministrativo, che finanziario per quanto riguarda l’equilibrio dei bilanci di imprese privati e delle pubbliche amministrazioni».

Il numero uno dei commercialisti partenopei, Vincenzo Moretta, ha spiegato come “le Saf sono state istituite per consentire ai professionisti una opportuna e necessaria specializzazione per rispondere alle esigenze del mercato nazionale ed europeo. Poi, abbiamo un sogno nel cassetto: riconoscere anche al commercialista specializzato il patrocinio in Cassazione”.

All'incontro hanno partecipato anche Giuseppe Lucantonio, procuratore aggiunto della repubblica presso il Tribunale di Napoli; Francesco Capalbo, direttore scientifico del corso Saf e ordinario di Economia aziendale presso l’Università del Molise, Stefano Pozzoli, ordinario di economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche dell’Università Parthenope.

Nel corso della mattinata sono stati presentati i nuovi corsi di specializzazione della Saf Città Metropolitana. Il primo, coordinato da Paola Coppola, è dedicato al ruolo del professionista nel processo tributario e nei nuovi strumenti deflattivi del contenzioso. Il secondo, diretto da Francesco Capalbo, pone al centro il tema della contabilità e dei controlli negli enti locali e società partecipate. Saf Città Metropolitana è nata per iniziativa del Consiglio Nazionale dei dottori Commercialisti e degli esperti contabili e registra la partecipazione degli Odcec di Napoli, Napoli Nord, Avellino, Nola e Torre Annunziata.

Manovra, cosa ci chiede l'Ue

Solida e interessante. Così viene considerata la proposta avanzata dal governo italiano per modificare la manovra economica in modo da tentare di evitare il lancio di una procedura per debito. Ed è apprezzato che sia stata messa, per la prima volta, per iscritto. D'altra parte l'Italia ha fatto uno "sforzo", ha detto chiaramente il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici, "veramente consistente e apprezzabile". Tuttavia, al di là del deficit nominale al 2,04% del Pil nel 2019 annunciato da Conte - rispetto al 2,4% previsto originariamente nella manovra - nella trattativa con le autorità italiane l'obiettivo della Commissione è quello di avere uno sforzo strutturale positivo, cioè una riduzione del deficit al netto degli effetti del ciclo economico e delle misure una tantum o temporanee. Quello che l'Italia non può fare è 'deconsolidare', cioè peggiorare il saldo strutturale. A livello di saldo strutturale resta tra le due parti, a quanto si apprende, uno scarto che deve essere colmato. 

Senza entrare troppo nel tecnico (per dare un'idea di che cosa si parla, il saldo strutturale si calcola dividendo il saldo nominale, che può essere un deficit o un avanzo, per il Pil e sottraendo dal risultato il prodotto della semi-elasticità del saldo al ciclo economico per l'output gap, che è la differenza tra il Pil attuale e quello potenziale) giocheranno diversi fattori. Non ultimo il fatto che le proiezioni della Commissione europea sul peggioramento del saldo strutturale dell'Italia sono basate sullo spread Btp-Bund, o meglio sui rendimenti dei titoli di Stato italiani, di ottobre, mentre la mera prospettiva di un accordo ha già abbassato i rendimenti: da ben oltre 300 punti base, lo spread ha chiuso a 267. Il rendimento del decennale italiano è del 2,95%.

Pertanto - se per la Commissione l'Italia nel 2019 peggiorerà il saldo strutturale dell'1,2% del Pil (dello 0,8% secondo le stime italiane) - l'esecutivo Ue, se ci sarà l'accordo, rivedrà le sue stimebasate su ipotesi di rendimenti dei titoli di Stato in uno scenario di tensione. In presenza di un accordo, lo scenario cambia e i rendimenti, e quindi lo spread, calano. E con esso gli interessi sul debito che l'Italia deve sborsare. Quanto verranno modificate le previsioni della Commissione, fa parte della trattativa in corso. C'è stato un incontro con un'atmosfera "molto costruttiva" ha detto la portavoce del ministro dell'Economia Giovanni Tria.

La base su cui si lavora "è la proposta italiana". Si pensa "di riuscire ad arrivare" ad una "conclusione", ma "non ci sono ancora tempi" certi. Moscovici ha auspicato che l'accordo si possa arrivare "rapidamente". La Commissione, tuttavia, vuole dei chiarimenti e degli approfondimenti tecnici, perché la proposta italiana è arrivata ai servizi poche ore prima dell'incontro tra Conte e Juncker. Ora quindi l'esecutivo Ue vuole "capire e valutare" le singole misure. Insomma, "c'è ancora l'ultimo miglio da percorrere". Per arrivare alla meta, dunque, manca ancora un poco. Ma l'obiettivo comune, dell'Italia e della Commissione, è quello di giungere ad un accordo che permetta di rispettare il calendario di lavoro italiano (ci sono scadenze parlamentari) e quello della Commissione, che mercoledì prossimo, 19 dicembre, riunirà il collegio dei commissari per l'ultima riunione del 2018, prima delle feste natalizie.

C'è dunque ancora qualche giorno di tempo per arrivare ad una soluzione. L'atmosfera è di cauto ottimismo, perché nel negoziato sono sempre possibili degli imprevisti. La situazione in Francia, dove la rivolta dei 'Gilet Gialli' ha costretto il presidente Emmanuel Macron ad annunciare misure sociali che potrebbero aumentare il deficit oltre il 3%, ha influito a livello politico sull'atteggiamento della Commissione, ma anche a Parigi, a quanto si apprende, ci si rende conto della situazione e sono in corso lavori per trovare risorse aggiuntive tali da contenere il deficit. Secondo le stime della Commissione, prima delle misure annunciate da Macron, la Francia migliorava comunque il deficit strutturale dello 0,2%, a differenza dell'Italia che lo peggiora.

L'obiettivo della Commissione, che è a fine mandato, è quello di non avere alcun Paese sotto procedura per deficit eccessivo (Edp), che nel nostro caso sarebbe basata sul debito: né l'Italia, né la Francia, né la Spagna. La Commissione Juncker, che sta per terminare il suo mandato, non ha alcuna voglia di lasciare in eredità a quella che le succederà un'eredità simile: l'obiettivo è consegnare al prossimo presidente della Commissione le chiavi di una casa in ordine.

Il miglioramento del deficit strutturale è uno dei punti della discussione. Ed è un punto che deve poggiare su fondamenta solide: gli impegni, insomma, devono essere ben documentati e legislati. Per stimare un miglioramento strutturale dello 0,05% non bastano impegni generici: più sono documentati, meglio è, per tutti. Anche perché in questo modo la Commissione potrà presentarsi all'Eurogruppo, e all'Ecofin, con una raccomandazione fondata su basi solide.

Il negoziato verte anche sul piano di dismissioni, del quale Conte ha annunciato il rafforzamento. Il Mef, i cui tecnici sono a Bruxelles con il ministro Giovanni Tria, che resterà a negoziare "finché non arriviamo ad un accordo", ha presentato un obiettivo: la Commissione chiede maggiori dettagli. Naturalmente, non si richiede allo Stato italiano di dismettere beni pubblici nel giro di 48 ore, ma l'esecutivo Ue ha bisogno di maggiori informazioni, per capire in quale colonna iscrivere i proventi stimati, ai fini del calcolo del saldo strutturale. Per ora, comunque, le cose non vanno male, a quanto si apprende. E si punta a chiudere il negoziato il prima possibile. Salvando il Natale a tutti.

Tuccillo (commercialisti), il futuro delle professioni è legato alla specializzazione

NAPOLI – “Il futuro di molte professioni è ormai legato alla specializzazione. L'offerta della Saf di Napoli punta a due ambiti di sicuro interesse per la crescita professionale del commercialista. Ambiti nei quali c'è crescente domanda di alta specializzazione per reggere le sfide poste dalle nuove normative.

È fondamentale che la SAF stia proponendo percorsi formativi insieme agli attori istituzionali che costituiscono gli interlocutori principali del mondo della professione, come l’università, la giustizia tributaria, le autorità pubbliche di controllo. In particolare, per il Corso sugli enti locali stiamo ottenendo l’accreditamento del Ministero dell’Interno”.

Lo ha detto Antonio Tuccillo, presidente della Scuola di Alta Formazione di Napoli - Città Metropolitana, presentando il confronto sul tema "Opportunità e prospettive di specializzazione del dottore commercialista: il processo tributario e la consulenza per enti locali e società partecipate" che si terrà domani, venerdì 14 dicembre alle ore 10 nella sala conferenze di Palazzo Alabardieri a Napoli.

All’incontro interverranno Achille Coppola (segretario nazionale dei commercialisti italiani), Edoardo Cilenti (segretario generale dell’Anm e consigliere di presidenza della giustizia tributaria), Giuseppe Lucantonio (procuratore aggiunto della repubblica presso il tribunale di Napoli), Stefano Pozzoli (ordinario di economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche dell’Università Parthenope), Francesco Capalbo (direttore scientifico del corso Saf, ordinario di Economia aziendale presso l’Università del Molise), Paola Coppola (direttore scientifico del corso Saf, ordinario di diritto tributario dell’Università Federico II).

Mariano D'Amore, professore ordinario dell'Università Parthenope, ha sottolineato "lo sforzo compiuto dalla SAF partenopea per offrire ai professionisti percorsi formativi di qualità, che nascono dalla collaborazione sempre più intensa tra professione e università".

L'iniziativa è anche l'occasione per presentare alla platea dei commercialisti campani i nuovi corsi di specializzazione della SAF Città Metropolitana. Il primo, coordinato da Paola Coppola, è dedicato al ruolo del professionista nel processo tributario e nei nuovi strumenti deflattivi del contenzioso. Il secondo, diretto da Francesco Capalbo, pone al centro il tema della contabilità e dei controlli negli enti locali e società partecipate.

La Saf Città Metropolitana è nata per iniziativa del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli esperti contabili e registra la partecipazione degli Odcec di Napoli, Napoli Nord, Avellino, Nola e Torre Annunziata.

“La cultura è un volano dell’economia”

“L’attuale momento critico dell’economia nazionale e mondiale soffre l’assolutezza della legge dei mercati che spesso sacrificano valori come la cultura garantiti dalla nostra Costituzione. Il rapporto tra cultura ed economia nella società democratica odierna potrebbe invertire la rotta dando prevalenza non al valore economico bensì al valore della cultura garantito dalla nostra Costituzione”. Lo ha detto Francesco Bocchini, professore associato di Istituzioni di Diritto pubblico dell’Università del Molise, intervenendo al convegno “Economia, Democrazia e Cultura nella Costituzione”, organizzato dai Dipartimenti di Scienze Umanistiche e di Economia presso l’Università degli studi del Molise.

“La cultura è un volano dell’economia che la Repubblica garantisce attraverso l’educazione e la garanzia dei beni culturali. La funzione sociale della cultura - ha aggiunto Bocchini - , che nella storia italiana e mondiale ha influenzato l’economia, muove dalla considerazione che la cultura ha modificato drasticamente la scienza economica. Ecco perché l’economia è riflesso del contesto socio-culturale nel quale si sono sviluppate le teorie economiche in Italia e nel mondo”.

“Nella società globalizzata la cultura e l’economia svolgono un ruolo strategico e, pertanto, non si può prescindere dalla garanzia di questi valori per riportare in equilibrio il grande sistema nazionale”.

“E’ necessario promuovere una politica della cultura che abbia come obiettivo finale la creazione di una più stretta interrelazione tra soggetti pubblici e privati per consentire loro una maggiore conoscenza. E la conoscenza è, come affermato da Josef Stiglitz, premio Nobel dell’economia, un elemento strategico della società e un fattore di sviluppo economico perché corregge i fallimenti del mercato. E’ indispensabile – conclude il professor Bocchini -, pertanto, un bilanciamento costituzionale che significhi equilibrio tra la cultura come valore fondante della società ed il mercato come substrato della società nella nostra democrazia costituzionale”.

Palese (Agcai): “I proclami del M5S contro il gioco d’azzardo sembrano ormai un ricordo”

ROMA - “Anche questo governo in linea con il vecchio per quanto concerne l’azzardo. Proroga le concessioni  e rinvia la sostituzione delle slot di altri due anni. Le lobby hanno fatto arrivare le loro richieste a Palazzo Chigi che prontamente le ha accettate. Di Maio e Salvini non rispettano quello che loro stessi hanno firmato nel contratto di governo: l’eliminazione di videolottery e slot machine”.

Lo afferma Benedetto Palese, presidente di Agcai (Associazione Gestori e Costruttori Apparecchi da Intrattenimento).

“Le Vlt continueranno a riciclare denaro e a rovinare tantissime famiglie italiane con perdite orarie di migliaia di euro e, purtroppo, la sostituzione delle slot dai bar con apparecchi con più elementi di intrattenimento e divertimento awp (amusement with prize) e con perdita oraria limitata non vedranno la luce a breve o forse mai. Sono proprio i gestori - aggiunge Palese - che da tre anni chiedono l’inserimento di questi nuovi apparecchi che potrebbero contribuire a debellare l’azzardopatia e la ludopatia. Invece, grazie alle circolari diffuse dall’Agenzia dei Monopoli, le multinazionali straniere stanno conquistando tutto il mercato istallando in tutte le slot nuovi e pericolosi software d’azzardo provenienti dai migliori casinò del mondo”.  

“Tutto questo dietro l’inerzia anche del vicepremier Luigi Di Maio - rimarca il leader di Agcai - che nulla ha fatto pur conoscendo la reale situazione, ben illustrata al vice capo di gabinetto. Eppure  al ministero del lavoro e delle attività produttive abbiamo spiegato che sono a rischio chiusura 5000 aziende costituite dai piccoli gestori con il licenziamento di oltre centomila lavoratori e il dramma delle loro famiglie.

I proclami contro le lobby del gioco d’azzardo del Movimento 5 Stelle sembrano ormai un lontano ricordo. Invece di restituire, attraverso la riduzione del Preu una consistente somma delle perdite ai giocatori, è stato nuovamente elevato il prelievo fiscale per rimpinguare ancor di più le casse statali con i soldi della povera gente. Lo Stato diventa sempre più ‘biscazziere’ e ‘dipendente’ delle lobby che continueranno a dettare legge”.

Fisco, l’impatto della manovra economica su cittadini, imprese e professionisti

TERAMO - “L’impatto della manovra economica su cittadini, imprese e professionisti” è il tema del forum promosso dall’Ordine di dottori commercialisti e degli esperti contabili di Teramo, dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e della Fondazione dei commercialisti territoriale che si terrà giovedì 13 dicembre 2018 alle ore 15,00 nella sala polifunzionale della Provincia di Teramo (via Comi, 11)

All’incontro introdurranno i lavori Luigi Pagliuca (presidente Cassa di previdenza ragionieri), Alberto Davide (presidente Odcec di Teramo), Massimo Mancinelli (presidente Fondazione dcec di Teramo), Valeria Giancola (consigliere nazionale dottori commercialisti ed esperti contabili), Gianguido D’Alberto (sindaco di Teramo), Diego Di Bonaventura (presidente della Provincia di Teramo), Dino Mastrocola (Rettore dell’Università degli Studi di Teramo).

Parteciperanno alla tavola rotonda Silvia Covolo (Commissione Finanze Camera dei Deputati), Antonio Zennaro (Commissione Bilancio e Finanze Camera dei Deputati), Nicola Di Giovannantonio (direttore Confindustria di Teramo), Fabrizio Antolini (presidente del corso di studi di Economia dell’Università di Teramo), Raffaele Falone (presidente dell’Ance di Teramo).

Nel corso dell’iniziativa, patrocinata dalla Provincia di Teramo, si svolgeranno due sessioni di lavoro: “Le novità della manovra economica” e “Una nuova professione: l’Esperto Contabile”.

ModaNapoli, trend positivo nel week end dell’Immacolata

NAPOLI - “Il Black Friday a Napoli è stato un successo e stimiamo possa innescare un trend virtuoso in vista degli acquisti natalizi. In questa giornata speciale un negozio su due (48%) ha registrato vendite maggiori rispetto allo scorso anno, e il capoluogo partenopeo si colloca al quarto posto tra le principali città italiane per il trend dell’intenzione all’acquisto, dopo Milano, Roma e Torino. Ben piazzata anche la Campania, dopo Lombardia, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna. In cittá si é superato un giro d'affari di 17 milioni di euro, con oltre il 50% di imprese che hanno partecipato all'iniziativa promozionale, superando il 39% dell'anno scorso”.

Lo rivela Giuseppe Giancristofaro, presidente dell'ufficio studi di Modanapoli,  che fa riferimento all’Associazione dei “Dettaglianti Tessili” partenopei, anticipando alcune stime relative alle tendenze degli acquisti del periodo natalizio.

“In tutto il Paese la crescita sulle intenzioni di acquisto è stata pari al +25% rispetto al Black Friday dell’anno scorso. Il Politecnico di Milano ha realizzato una stima di circa 1 miliardo di euro di fatturato per questo solo giorno”, ha osservato Giancristofaro. “Ogni negozio ha realizzato in media un fatturato superiore di tre volte quello registrato in un venerdì qualunque. Più di uno su quattro – ha proseguito - i negozi che in questa giornata hanno offerto riduzioni. In grande crescita anche l’utilizzo delle carte di credito: la spesa realizzata utilizzando questa modalità di pagamento nel solo giorno del Black Friday ha raggiunto i 550 milioni di euro, pari al 19,8% del totale speso nella settimana, con una crescita del 22,4% rispetto a quanto gli italiani spendono mediamente negli altri venerdì dell'anno”.

Secondo il presidente dell’Ufficio studi di Modanapoli “il Black Friday ha consentito a molti – in media una persona su 3 - di anticipare i regali natalizi usufruendo degli sconti offerti (in Italia la media è del 54%). Ciò ha contribuito ad innescare una tendenza positiva in vista del weekend dell’Immacolata e del Natale 2018 che potrebbe segnare, secondo le prime previsioni, consumi in crescita del 2,5% arrivando a 10,2 miliardi, con spesa pro capite stimata in circa 170 euro”.

“Sono circa 85mila i negozi in tutta Italia che hanno sposato l’idea del Black Weekend, proseguendo le offerte anche nella giornata del sabato, giorno in cui l’afflusso è comunque calato pur rimanendo sopra la norma. Accessori, abbigliamento, piccoli apparecchi, hi-tech e oggetti per la casa gli articoli più venduti nei negozi ‘fisici’. Un bilancio positivo ottenuto grazie ad efficaci campagne in particolare sui social, che hanno portato benefici anche ai negozi retail e spinto gli acquisti in tutti i canali”, ha sottolineato ancora. “Negli ultimi 5 anni in Italia l’interesse alle vendite del Black Friday è cresciuto addirittura del 3233%, nel mondo in media era del 117%”.

 

Secondo Giancristofaro, però, “qualche ombra sul Black Friday rimane. Il successo di questa iniziativa promozionale per il 67% dei negozianti, infatti, non è stato sufficiente a invertire il trend negativo delle vendite che si è manifestato per tutto il 2018. E circa un imprenditore su tre esprime preoccupazione sulla cultura dello sconto tutto l’anno, visto che la quota di vendite promozionali ha superato il 30%. Chissà che in occasione del Black Friday nel 2019 non si riescano ad ottenere risultati ancora più importanti: ciò potrebbe rappresentare un buon auspicio affinché si possa certificare una decisa e uniforme inversione di rotta che conduca verso un aumento generalizzato e costante delle vendite”.

“Incassi – ha ricordato il numero uno dei “Dettaglianti Tessili” napoletani  – che si legano a fil doppio anche al robusto aumento del flusso turistico in cittá e nella regione: basti pensare che nei primi sei mesi del 2018 il flusso turistico in Campania è cresciuto del 7%, con una ripresa degli arrivi e delle presenze dei turisti italiani. A determinare il boom, comunque, sono gli stranieri: ai flussi storici di inglesi, americani, tedeschi e francesi si aggiungono i vacanzieri originari di Paesi – quali Cina, Russia e Argentina - protagonisti di un forte sviluppo economico oppure legati da particolari rapporti con l'Italia e con la Campania. Dal 2010 al 2017 Napoli ha registrato un aumento del 91% delle presenze turistiche. E anche per le festività natalizie 2018 si prevede un sold out”.

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