Sabato 23 Settembre 2017 - 4:06

Commercialisti, da Napoli l'innovazione sociale per l'imprenditorialità

NAPOLI - "La Commissione Innovazione Sociale per l’imprenditorialità rappresenta il primo modello per un ordine professionale di un vero e proprio programma operativo in grado di lavorare sulle dimensioni strategiche ed operative dei dottori commercialisti e degli esperti contabili". Lo ha detto Vincenzo Moretta numero uno dei commercialisti partenopei a margine del forum "I nuovi diritti digitali: imprese e professioni nell'era della Digital Social Innovation".

"Le sfide globali e la lettura dei fenomeni sociali di oggi non ci consentono più di esercitare la nostra professione con modalità ancorate al passato e sempre più abbiamo necessità di intervenire con una nuova visione, competenza ed esperienza, sul lavoro di declinazione delle richieste di creazione – crescita – sviluppo in termini di opportunità, operatività e impatti  che siano innovativi  ma  nello stesso tempo inclusivi e sostenibili per i nostri territori, imprese, cittadinanza".  

"Per questo motivo la Commissione - ha aggiunto Moretta - ha come obiettivo specifico quello di creare nuove competenze ma soprattutto un nuovo esempio di Dottore Commercialista e di Esperto Contabile che faccia proprio questo modello di imprenditorialità  e  sia  attore principale nel trasferirne i vantaggi ai suoi clienti e/o stakeholders di riferimento”.

Partner di questo percorso con l’Odcec di Napoli è la SIS – Social Innovation Society, associazione operativa a livello nazionale per lo sviluppo di nuovi modelli organizzativi e imprenditoriali in ottica di innovazioni sociali, con la quale l’Ordine napoletano ha già operato in qualità di ente patrocinante della Terza Edizione di Social Innovations Around. Appuntamento quest’ultimo che la SIS organizza annualmente e la cui edizione 2016 si è svolta a Napoli lo scorso ottobre con il atrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e dalla quale è nato l’obiettivo nazionale: Road Map 2030 e la creazione della Community operativa dei Social Innovator.

Si apre, così, una nuova dimensione della professione e i commercialisti entrano nella Road Map 2030 per creare crescita Paese includendo la visione degli attori attuali e di chi si prepara per il futuro.

Pagliuca, studiamo una riforma per incrementare le pensioni

AVELLINO – “La Cassa di previdenza dei ragionieri vive un momento positivo. Con l’arrivo degli esperti contabili, contiamo di avviare nei prossimi anni l’analisi di una riforma che consenta di ipotizzare un incremento delle pensioni. È una strada che riteniamo percorribile ma solo a condizione di definire le troppe le incertezze che per per la quasi totalità delle casse previdenziali sono legate soprattutto al cumulo contributivo, senza dimenticare le criticità specifiche  e della nostra Cassa come al esempio il settore immobiliare residenziale”.

Lo ha detto Luigi Pagliuca, presidente della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, nel corso del convegno “La previdenza ed assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali”, che si è svolta ad Avellino, presso la Sala Formazione della Casina del Principe.

“La Cassa ragionieri ha presentato agli iscritti irpini i nuovi istituti del regolamento di assistenza, illustrando nel dettaglio le possibilità di welfare avanzato e ricco di opportunità – ha evidenziato Paolo Longoni (nella foto), consigliere d'amministrazione dell'ente pensionistico e presidente della commissione Previdenza -. Nel corso dell'incontro abbiamo rappresentato anche le difficoltà per la liquidazione delle pensioni con la nuova normativa del cumulo contributivo, in considerazione delle circolari Inps e delle istruzioni definitive che non sono state ancora formulate agli enti di previdenza”.

Al forum hanno partecipato Francesco Tedesco, presidente Ordine dottori commercialisti ed esperti contabili di Avellino; Giovanni D’Antonio, presidente Odcec Nocera Inferiore; Domenico Ranieri, presidente Odcec Nola. Ha moderato il dibattito Sergio Luciano, coordinatore dei delegati per la Campania.

Turismo sostenibile, coinvolge 10 mln di persone

NAPOLI - La sfida del turismo sostenibile e le opportunità di crescita economica e di sviluppo occupazionale che rappresenta è stata al centro del dibattito promosso dall’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta.

“Turismo accessibile significa senza barriere, senza discriminazioni. Il 70% delle persone con disabilità potrebbe viaggiare, ma molti ancora non lo fanno per timore di incontrare imprevisti, di vedersi limitati nelle esigenze e nei gesti quotidiani. Secondo i dati dell’Osservatorio Europcar – ha sottolineato Moretta - il mercato del turismo accessibile ‘allargato’ coinvolge 10 milioni di persone, quasi il 16,4% delle famiglie in Italia ed impatta sul PIL per 11,7 miliardi di euro. Il giro d’affari potrebbe essere di 27,8 miliardi di euro. Un fatturato di 786 miliardi e 9 milioni di posti di lavoro ma solo il 9% dei luoghi e servizi turisti in Europa sono accessibili a tutti”.

“La crescita dell’economia deve essere sostenibile in tutti i settori, in particolare quello turistico – ha rimarcato Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti italiani - abbiamo un Paese che ha grandi potenzialità ma che rischia di compromettere il proprio sviluppo  per l’irresponsabilità delle passate gestioni che hanno fatto scelte azzardate in alcuni casi disincentivando l’arrivo dei turisti”.
“In Europa ci sono più di 50  milioni di persone con disabilità pronte a partire per un viaggio, insieme ai loro accompagnatori - ha evidenziato Liliana Speranza, consigliere delegata dell’Odcec di Napoli -: si è stimato che nel 2020 vorranno fare 862 milioni di viaggi. C'è dunque una domanda enorme che è prima di tutto un diritto delle persone con disabilità a poter visitare luoghi turistici.

Ma è anche un'opportunità per tutti i cittadini d'Italia avere città migliori, più accessibili, inclusive, accoglienti. Un'occasione unica per dare impulso all'economia, generare posti di lavoro e crescita. I dati del 2016 sono positivi: gli arrivi internazionali sono cresciuti del 4,3%, il contributo diretto al PIL mondiale da parte del settore turistico è stato molto rilevante (USD 2,306 bn) ed ha rappresentato il 3,1% del PIL globale. Anche per il 2017 si conferma un trend di crescita superiore al 4%”.

Sul tema della disciplina dei flussi è intervenuto Ettore Cucari, presidente della Fiavet (Federazione degli agenti di viaggio), che ha lanciato l’appello affinché “i flussi turistici vengano disciplinati e programmati in maniera più funzionale per aumentare la qualità dei servizi ed evitare ingolfamenti, come accade spesso, ad esempio, a Pompei, registrando non pochi disagi  per i turisti”.

Sul tema dei servizi alle persone disabili o a limitata capacità motoria è intervenuta Antonella Giglio, vicepresidente della Confapi di Napoli, che ha sottolineato come sia importante focalizzare l’attenzione sul  turismo sostenibile per  analizzare le criticità e proporre opportune soluzioni. Lanciamo un appello alla Regione Campania: occorre programmare investimenti strutturali per l’abbattimento delle barriere architettoniche e sostenere con incentivi economici gli imprenditori che si impegnano ad adeguare le proprie strutture affinché siano fruibili a tutti”.

 

“Lo split payment è una misura vessatoria”

NAPOLI – “I riflessi dello split payment sono altamente negativi perché determinano una riduzione degli spazi di manovra dell’attività professionale attraverso un restringimento della liquidità, che nell’ambito delle libere professioni rappresenta l’ossigeno. Va anche valutato un appesantimento di quelli che sono gli oneri burocratici e gli adempimenti al fisco, che finiscono per aggravare la situazione anziché alleggerirla.

La nostra proposta è tornare al regime preesistente, con la fatturazione economica il fisco è nella condizione di tracciare i pagamenti ed esercitare quella funzione di controllo e vigilanza in nome della quale è stata introdotta questa misura altamente vessatoria”.

Lo ha detto il parlamentare Carlo Sarro, componente della Commissione Giustizia Camera dei Deputati, nel corso del convegno “split payment, primi effetti sui professionisti”, organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli.

“La situazione per i liberi professionisti è difficilmente sostenibile", ha sostenuto Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti partenopei. "Occorre evidenziare anche che con lo split payment si crea una disparità di trattamento nel rapporto tra privati e pubblica amministrazione. Chiediamo che si lavori per trovare una soluzione che non danneggi una categoria professionale già colpita dalla crisi economica”.

“Lo split payment incide sulla liquidità dei professionisti e pone problematiche di varia natura – ha evidenziato Maria Caputo, presidente dell'Unione giovani dottori commercialisti di Napoli -. Ad esempio su come emettere le fatture e chi è il soggetto responsabile del pagamento dell’Iva. C’è bisogno di chiarire tutti i dubbi dei professionisti coinvolti: commercialisti, avvocati, notai e ingegneri”.

Matteo De Lise, consigliere dell'Odcec Napoli ha evidenziato che “lo sdoppiamento del pagamento è una normativa di giovane attuazione che va a toccare i rapporti tra pubblica amministrazione e liberi professionisti. Sarà molto importante aggiornarsi e sapere come fatturare con questo nuovo strumento”.

Per Arturo Frojo, vicepresidente Ordine degli avvocati di Napoli, il tema "riguarda soprattutto i professionisti che collaborano con la pubblica amministrazione. La normativa presenta una notevole quantità di punti interrogativi che dovranno essere sciolti”.

“I giovani professionisti lanciano un appello - ha sottolineato Ilaria Imparato, presidente Associazione giovani avvocati Napoli. C’è bisogno di comprendere quali aspetti ci accomunano dopo l’approvazione di questa normativa che dal 1 luglio incide sulla categoria”.

Ludovico Capuano, rappresentante dell'associazione giovani notai, ha infine rimarcato come “la nuova normativa crea notevoli difficoltà moltissimi professionisti. Il confronto serve a raggiungere un’interpretazione univoca che venga incontro all'esigenza di semplificazione”.

Giochi, l’Italia sarà invasa da mini-casinò con le videolottery

ROMA - Agcai definisce l’accordo siglato dal governo nella Conferenza Unificata un provvedimento “rovina famiglia” e “rovina imprese” italiane e ne ritiene responsabili tutti quelli che lo hanno fortemente voluto: dal Presidente della Conferenza Stato-Regioni, Stefano Bonaccini, ai sindaci De Caro e Gori, i quali hanno reso noto che che nei prossimi tre anni verranno dimezzate le sale da gioco.

Ma questa notizia non corrisponde alla verità: l’obiettivo del Governo e delle multimazionali è stato raggiunto, infatti, apriranno 4.400 nuovi mini-casinò con la presenza delle pericolosissime  vlt, tutte dotate di certificazione “A” e dell’art. 88, così come previsto dal bando relativo alla Legge di Stabilità 2016 che indica 18mila sale da gioco.  Se la matematica non è un’opinione, oggi le sale in Italia sono 13.600 (2.800 sale dedicate con Vlt, 200 sale bingo con Vlt, 5.000 sale giochi tradizionali senza Vlt e 5.600 sale scommesse con Vlt).

Purtroppo sulle Vlt  sindaci e governatori non hanno ancora percepito che il problema del riciclaggio di denaro sporco rimane. Infatti la riduzione a 100 euro per l’introduzione delle banconote è del tutto insufficiente: basta introdurre 5 banconote da 100 euro per totalizzare ticket vincenti da 500 euro eludendo i controlli, perché non sono previste la tessera sanitaria e la tessera dell’esercente.
A questo punto Agcai lancia un nuovo appello a sindaci e governatori:blocchiamo il nuovo accordo  perché aumenterà l’azzardo e di conseguenza la ludopatia e distruggerà il gioco d’intrattenimento, mettendo in ginocchio le oltre cinquemila imprese che saranno costrette a licenziare i 300.000 dipendenti.

Istat: economia italiana in forte crescita

In un quadro internazionale caratterizzato dalla crescita dell’economia statunitense e dell’area euro, l’economia italiana accelera sostenuta da una crescita diffusa tra i settori produttivi e dall’aumento dell’occupazione. L’indicatore anticipatore mantiene un’intonazione positiva segnando un rafforzamento delle prospettive di crescita. Lo indica l'Istat nella nota mensile sull'andamento dell'economia italiana.

Ad agosto l’indice del clima di fiducia dei consumatori ha registrato un forte aumento alimentato dal miglioramento di tutte le componenti e dalla diminuzione delle aspettative sulla disoccupazione. L’indice composito del clima di fiducia delle imprese ha evidenziato un aumento anche se i segnali sono eterogenei tra i diversi settori economici.

Il clima di fiducia delle imprese, rileva l'Istat, è aumentato nella manifattura (con un peggioramento dei giudizi sugli ordini, ma un miglioramento delle attese sulla produzione) e nei servizi; nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio ha evidenziato un peggioramento. L’indicatore anticipatore mantiene una intonazione positiva segnalando un rafforzamento delle prospettive di crescita.

Napoli, Giglio (Confapi): incentivi alle assunzioni vera misura di contrasto alla povertà

“Non vorrei che la misura di Reddito di inclusione varata dal Governo, a poco meno di sei mesi dalle elezioni, si iscriva nella tradizione dell'assistenzialismo di stato, che al porre le condizioni per lo sviluppo preferisce sostenere in maniera infruttuosa le aree meno sviluppate, soprattutto del Meridione”.

Lo ha detto Antonella Giglio, vicepresidente Confapi Napoli, commentando il via libera definitivo, dopo il secondo esame in consiglio dei ministri, alla misura di contrasto alla povertà, in vigore dal 1 gennaio 2018.

“Il Sud Italia e la Campania patiscono la povertà a causa di mancanza di infrastrutture, ma anche di difficoltà burocratiche. Troppo spesso le difficoltà che incontrano gli imprenditori e le piccole e medie imprese non sono soltanto di accesso al credito, ma anche di una giustizia giusta in tempi ragionevoli. Contrastare la povertà significa innanzitutto combattere la disoccupazione incentivando le assunzioni. Sono prioritari per l'Italia e il Sud in particolare, sgravi sugli oneri contributivi. Non è possibile pensare che l'imprenditore non solo produca in queste condizioni di drammaticità operativa, ma che si faccia carico anche del peso schiacciante fiscale e contributivo per i suoi collaboratori. L'attuale situazione limita pesantemente le nuove assunzioni, con quanto ne consegue in termini di economia nazionale. La misura del Reddito di inclusione è sicuramente una misura giusta per le fasce realmente indigenti della popolazione, ma non può tradursi in una misura tampone nei confronti dell'occupazione e della capacità di reddito delle famiglie. Bisogna creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile ed evitare misure assistenzialistiche condannate, nel medio lungo periodo, a riproporre gli stessi problemi che intendevano inizialmente risolvere”.

Tre milioni di posti a rischio, tutta colpa dei robot

Oltre 3 milioni di posti di lavoro a rischio in Italia nei prossimi 15 anni. Per “colpa" dei robot. È lo scenario che delinea la ricerca “Tecnologia e lavoro: governare il cambiamento", elaborata dall'Ambrosetti Club sulla base dell'articolo scientifico “The Future of Employment: How susceptible are jobs to computerisation?'" di C.B. Frey e M.A. Osborne, professori di Oxford, presentata oggi al Forum Ambrosetti in corso a Cernobbio.

«Con automazione si intendono tutte quelle tecnologie capaci di gestire sistemi meccanici e processi fisici o logici a complessità variabile, riducendo la necessità dell’intervento umano. Il continuo sviluppo della tecnologia genera un crescente timore verso l’effetto sostituzione uomo-macchina e le ricadute che questo fenomeno potrebbe avere su Paesi, imprese e persone», si legge.

La ricerca, utilizzando dati forniti dall'Istat, ha consentito di effettuare analisi su 129 categorie professionali e di calcolare il numero di posti di lavoro che potrebbero essere persi nei prossimi 15 anni: «I risultati delle elaborazioni effettuate indicano che il 14,9% del totale degli occupati, pari a 3,2 milioni, potrebbe perdere il posto di lavoro nell’orizzonte temporale di riferimento». Quali categorie sono più al sicuro? «La non ripetitività del lavoro svolto, le capacità creative e innovative richieste per lo svolgimento delle mansioni, la complessità intellettuale e operativa delle attività svolte e le capacità relazionali e sociali sembrerebbero ridurre il rischio di automazione degli occupati».

Pensioni, piano per i giovani: assegno di 650 euro

Pensioni, governo e sindacati al lavoro. Sul tavolo c'è l'ipotesi di una riduzione della soglia del trattamento pensionistico minimo maturato per i giovani. E' quanto emerge dall'incontro durato circa 3 ore al ministero del Lavoro. Ovvero, si sta pensando di garantire un assegno di circa 650 euro nel caso in cui i contributi versati non abbiano raggiunto un livello tale da garantire la cifra. E questo attraverso un meccanismo di garanzia che consenta la percezione di un trattamento minimo, ottenuto sommando alla pensione contributiva una quota dell'assegno sociale.

"Abbiamo registrato una disponibilità del governo ad affrontare i temi legati alla prospettiva previdenziale per i giovani e alla previdenza complementare", sottolinea il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. In particolare è stato evidenziato come "la base di una pensione adeguata non possa essere 1,5 volte l'assegno sociale (pari a 448,07 euro per tredici mensilità, ndr) ma che appunto la soglia vada rivista al ribasso", soprattutto per chi ha una carriera discontinua o carente a livello delle retribuzioni. Si parla di 1,2 volte l'assegno sociale; quindi, circa 540 euro.

MECCANISMO DI GARANZIA - E dal governo, rileva anche il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, "ci è stato prospettato un intervento volto ad aumentare le possibilità di pensionamento dei lavoratori più giovani con pensioni esclusivamente contributive riducendo la soglia del trattamento pensionistico minimo maturato (da 1,5 a 1,2 volte l'assegno sociale) necessario per l'accesso alla pensione con 66 anni e 7 mesi e proponendo anche un meccanismo di garanzia che consenta la percezione di un trattamento minimo ottenuto sommando alla pensione contributiva una quota dell'assegno sociale".

ASPETTATIVA DI VITA - È però necessario, sostiene ancora il sindacalista, "rimuovere anche il vincolo che lega la possibilità di pensionamento nel contributivo a 63 anni e 7 mesi al raggiungimento di una soglia di importo minimo della pensione pari a 2,8 volte il valore del l'assegno sociale ed eliminare l'aggancio dei requisiti pensionistici all'aspettativa di vita, perché nel sistema contributivo i lavoratori vengono doppiamente penalizzati dato che l'aspettativa di vita incide sia sull'aumento dei requisiti pensionistici, sia sul calcolo della pensione attraverso la riduzione periodica dei coefficienti di trasformazione".

ASSEGNO SOCIALE - "Siamo parzialmente soddisfatti" dall'incontro con il Governo, sottolinea anche il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. "C'è stato questo sforzo da parte del ministero di individuare la possibilità di un nuovo meccanismo che riguarda i coefficienti portandolo da 1,5 a 1,2 volte il valore dell'assegno sociale e eventualmente anche quello del 2,8 ma riteniamo che sia necessario arrivare ad una soluzione entro il mese di settembre anche perché ad ottobre sarà presentata la finanziaria al Parlamento", aggiunge Barbagallo.

METODO CONTRIBUTIVO - Oggi, rileva ancora Petriccioli, "sono arrivate alcune ipotesi di soluzione da parte del Governo per migliorare l'accesso alla pensione dei giovani che avranno pensioni interamente calcolate col metodo contributivo ed alcune aperture per il rilancio della adesioni alla previdenza complementare e per la parificazione della tassazione delle prestazioni dei lavoratori pubblici al livello di quella dei privati. Sono ipotesi positive ma ancora non sufficienti per tenere insieme, secondo lo spirito dell'intesa del 28 settembre 2016, il necessario ripristino delle condizioni di flessibilità nell'accesso al pensionamento con il tema dell'adeguatezza dei trattamenti pensionistici".

POLETTI - L'incontro al ministero si è svolto "in un clima positivo. E' stato un lavoro utile e c'è un impegno a continuare il confronto" ha affermato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, evidenziando come gli incontri continueranno la settimana prossima. Sono già in agenda incontri il 5 sulle tematiche del lavoro, il 7 e il 13 settembre prossimo sui temi pensionistici.

ALTRI INCONTRI - La discussione di oggi, rileva Poletti, "si è sviluppata sui temi previsti dalla fase 2 del confronto tra governo e sindacati. Sono state affrontate le problematiche legate ai giovani e in particolare alle carriere discontinue e al tema della previdenza complementare. E' stata sviluppata una proposta e la discussione continuerà nei prossimi giorni".

CARRIERE DISCONTINUE - Una proposta, spiega, "che punta ad arrivare a costruire un percorso per i giovani che hanno carriere discontinue. Ci sono alcune opzioni in campo del tipo assistenziale e previdenziale per far fronte a questa situazione. Il tema è ancora aperto a discussione". I sindacati, rileva Poletti, "hanno sottolineato la volontà di affrontare la questione dell'aspettativa di vita e noi abbiamo confermato la posizione del Governo su questo tema: il tema potrà essere discusso dal momento in cui l'Istat darà il quadro della situazione".

Cassa ragionieri, sussidi straordinari agli iscritti colpiti dal terremoto di Casamicciola

ROMA - "Il prossimo Consiglio di amministrazione della Cassa di previdenza dei Ragionieri vaglierà interventi straordinari a favore degli iscritti che hanno subito danni a causa del terremoto che ha colpito comune di Casamicciola Terme sull'isola di Ischia". Lo ha reso noto Luigi Pagliuca, presidente dell'ente previdenziale della Cnpr.

"Gli interventi previsti riguarderanno la sospensione dei pagamenti dei contributi previdenziali e l'erogazione di sussidi straordinari, così come previsto dal regolamento dell'Istituto.

Si tratta di un piccolo gesto - ha aggiunto Pagliuca - che rappresenta un segnale concreto per i colleghi che vivono e lavorano sull'isola Verde e si trovano a dover far fronte ai disagi di questi giorni".

"Il CdA della Cassa Ragionieri - ha concluso il numero uno dell'ente pensionistico - esprime solidarietà e vicinanza alle famiglie delle vittime e a chi è stato colpito dal sisma, confermando la disponibilità degli uffici e dei delegati presenti sul territorio".

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