Domenica 17 Febbraio 2019 - 10:14

La nautica esce dalla crisi, Campania protagonista con 1.700 imprese

NAPOLI. Una crescita del 33,1% dal 2014 al 2018. Un tessuto di 3100 imprese in Italia cche danno lavoro a 155.000 persone, con la Campania tra i protagonisti con circa 1700 imprese della filiera che danno lavoro a 15.000 persone. E' questa la fotografia  del settore della nautica da diporto scattata nel corso di Nauticsud che oggi ha ospitato alla Mostra d'Oltremare di Napoli il covegno "Quale futuro per la nautica". Un futuro che deve puntare, è emerso, su internazionalizzazione e capacità di saldare la filiera per cogliere lo slancio dell'uscita dalla crisi.

«Il settore - ha spiegato Alessandro Battaglia, referente nazionale di Cna produzione - ha attraversato un'età d'oro dal 2000 al 2008 grazie a un benessere diffuso, a un sistema finanziamento in leasing poi impoloso. Poi è arrivata la crisi economica e c'è stato un crollo del -25% degli addetti. Al ridimensionamento hanno resistito con tenacia le imprese, che hanno resistito, grazie soprattutto all'export. Una tenacia che non è più sufficiente, per questo Cna è in campo per chiedere sostegni alla filiera che patisce per un sistema fiscale opprimente: serve una migliore collaborazione tra il settore e la politica». La Campania resta tra i protagonisti del settore, occupando il sesto posto in Italia tra le filiere regionali, secondo i dati Cna, come numero di imprese e addetti, grazie anche a un protagonismo dell'amore per il mare: la Regione si gioca il primo posto con la Liguria sul numero di patenti nautiche e sulle barche registrate. «La nota dolente - ha aggiunto Battaglia - resta quello dei posti barca, con un indice di affollamento di 1 nel rapporto tra barche registrate e posti disponibili per ogni barca, quindi c'è un solo posto dove attraccare».

Tante le sfide sul tappeto, per le imprese, «che devono essere pronte a combatterle», spiega Giuseppe Oliviero, consigliere delegato di Mostra d'Oltremare, ma anche per i giovani come quelli dell'Istituto Tecnico Galiani che hanno assistito al convegno: «Apritevi al mondo - ha detto loro Oliviero - studiate le lingue e specializzatevi, perché il settore della nautica offre enormi opportunità». Come quelle raccontate da Massimo Luise, imprenditore nel settore degli ormeggi, che ha ricordato come «un comandante di yacht arriva a guadagnare anche 200.000 euro l'anno, facendo un lavoro bellissimo». Nell'analisi del settore è entrato Leonardo Bianchi, del centro studi Cna, presentando il rapporto realizzato con Eures: «Al 2017 - ha spiegato - la nautica era ancora al -14% di fatturato in meno rispetto al 2008. Ma siamo di fronte a una netta ripresa sostenuta principalmente dall'estero: l'export nautico nel periodo 2013-2017 è cresciuto del 72%». E le prospettive sono di ottimismo come emerge dai sondaggi di Eures tra gli imprenditori che, ha spiegato Fabio Piacenti di Eures, «da qui al 2025  prefigurano la capacità del settore di recuperare interamente gli spazi di mercato che avevano prima della crisi economica». Sul rilancio influirà anche la capacità di mettere insieme la filiera, come ha sottolineato Gennaro Amato, presidente di Anrc (Associazione regionale nautica campana): «Aggregazione - ha detto - vuol dire avere la capacità di lavorare insieme e gli imprenditori stanno sempre più metabolizzando l'importanza della filiera. Siamo anche pronti ad allargare i nostri orizzonti associativi e per questo ci prepariamo a entrare in Cna, che identifichiamo come punto di riferimento, perché siamo convinti che la nautica sia prima di tutto artigianalità». 

A Napoli focus sulla valorizzazione del capitale umano in Sudan

Questa mattina dalle ore 10.00 nella sala convegni del CNR-IRISS a Napoli, si terrà il convegno “The Enhancement of Entrepreneurship in Sudan: Opportunities from the INSO Project”, evento conclusivo del progetto INSO (Innovazione nella società: percorsi formativi e valorizzazione del capitale umano in Sudan)

Il progetto, è stato finanziato dal Ministero dell’Interno-Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, nell’ambito del bando “Collaborazioni internazionali e cooperazione ed assistenza ai Paesi terzi in materia di immigrazione ed asilo” attraverso il quale, si sostengono delle azioni dirette ad affrontare le cause profonde delle migrazioni.

Al progetto ha partecipato, oltre il CNR-IRISS in qualità di Coordinatore, due partner sudanesi (Comboni College of Science and Technology, Khartoum-Sudan-CSST, e Ministero dell’Educazione Superiore e della Ricerca Scientifica della Repubblica del Sudan- MOHE) e l’Università di Bari (Centro Servizi di Ateneo per l’Apprendimento Permanente-CAP).

L’obiettivo generale del progetto è stato quello promuovere lo sviluppo socio-economico del Sudan attraverso il potenziamento dèlle competenze, nonché sostenendo la crescita professionale dell’individuo e la sua integrazione nel mercato del lavoro. Il progetto, infatti, attraverso le attività di formazione e stage ha permesso lo sviluppo di competenze non solo tecnico-scientifiche ma anche trasversali e ha consentito l’occupazione di molti partecipanti e la progettazione di un Incubatore finalizzato a fornire servizi a studenti o laureati che vogliano avviare nuove iniziative imprenditoriali( Comboni Entrepreneurship and Innovation Center-CEIC).

La giornata conclusiva del progetto registra la partecipazione di tutti i soggetti che hanno fattivamente contributo al raggiungimento dei risultati menzionati.

La partecipazione di Fabrizio Lobasso, Ambasciatore d’Italia in Sudan e di Abdelwahab El Hijazi, Ambasciatore del Sudan in Italia, sottolineano l’importanza dell’evento e le ricadute positive che tali progetti possono avere sulla società sudanese.

Dopo i saluti istituzionali, la sessione, moderata da Sabrina Greco, Responsabile scientifico del progetto, prevede la presentazione dei principali risultati e le future prospettive di utilizzo degli stessi. In particolare, l’intervento di Alfonso Morvillo, Direttore del CNR-IRISS, illustrerà le attività svolte e i principali risultati, mentre quello di Alberto Fornasari, referente dell’Università di Bari per il progetto, tratterà i processi di apprendimento realizzati attraverso le nuove tecnologie in una modalità blended. Successivamente sono previsti  gli interventi della delegazione sudanese composta da: Mohamed Ismail Yousif Suliman, Sottosegretario per il Ministero dell'istruzione superiore e ricerca scientifica del Sudan (MOHE); Rashid Abdelhaleem Saeed Abdelhaleem, Vicedirettore della Commissione per la ricerca scientifica e l'innovazione (SRIC) presso il Ministero dell'istruzione superiore e della ricerca scientifica, Padre Jorge Naranjo Alcaide, Amministratore Generale del Comboni College of Science and Technology, Muna Mohammed Elamin Merghani, Capo delle risorse umane della Haggar DMCC. Tali interventi tratterannu tutti dell’impatto dell’incubatore sviluppo dell’imprenditorialità in Sudan.

Sono previsti, infine, gli interventi di Fabio Petroni, Direttore dei programmi di E4impact Foundation, sulla sostenibilità di un incubatore in Africa, e di Daniela De Gregorio, Project Manager del progetto INSO sulle possibili azioni di finanziamento per proseguire le attività del progetto INSO.

Le considerazioni di chiusura saranno svolte da Chiara Impagliazzo del Ministero dell’Interno-Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione.

Il Convegno si chiuderà con la cerimonia di consegna degli attestati delle competenze acquisite da ai partecipanti alle attività formative.

Gli OIV consentono un risparmio economico e assicurano un risultato positivo

AVERSA - "Gli OIV (Organismi indipendenti di valutazione), sono un elemento fondamentale per le amministrazioni locali, perché permettono di avere un grande risparmio economico e un ottimo risultato dal punto di vista lavorativo. L'Ordine dei commercialisti di Napoli ha approntato un corso di specializzazione per i colleghi che è fondamentale per poter svolgere questa attività". Lo ha detto Diego Musto, consigliere delegato dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord, presieduto da Antonio Tuccillo, presentando il primo percorso di formazione e specializzazione su "Gli ambiti di specializzazione degli OIV".

Per il vicepresidente dell'Odcec Napoli Nord, Guido Rossi, "questa è un'importante opportunità per gli iscritti all'Ordine: può rappresentare uno sbocco occupazionale, una prospettiva di lavoro ed è un'occasione eventualmente anche per conseguire incarichi negli enti pubblici".
A fargli eco il consigliere tesoriere dei commercialisti di Napoli Nord Vincenzo Natale: "L'Ordine di Napoli Nord si accredita come uno dei pochi in Campania a dare avvio a questa specializzazione, che è importantissima per i colleghi che hanno necessità di essere nominati all'interno degli organismi OIV, uno strumento attraverso cui la pubblica amministrazione riesce a misurare la performance e a valutare i risultati che deve raggiungere nel mandato elettorale. È anche un'occasione di lavoro importante per i colleghi, vista la richiesta degli enti pubblici".  

Secondo Gabriele Fasano, numero uno di Stampa Consulting "per la prima volta in Campania un corso di formazione sugli organismi indipendenti di valutazione. Si tratta di una novità assoluta che permette di interfacciarsi con questa nuova importante tematica".

In conclusione, per il professor Riccardo Mercurio, ordinario di Organizzazione Aziendale presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, "gli organismi di vigilanza sono ormai un elemento fondamentale. Il ruolo dell'OIV è quello di validare i metodi e i modelli delle varie strutture di sviluppo e quindi ha un ruolo di riferimento e anche di aiuto per il sistema dirigenziale degli enti pubblici o delle società pubbliche o delle strutture pubbliche e vengono in qualche maniera vigilate".

Alitalia, ipotesi Delta-EasyJet

Cresce l'attesa per la scelta del possibile partner di Fs nell'operazione Alitalia. Secondo rumors sempre più insistenti, dopo il passo indietro di Air France-Klm, la scelta dovrebbe puntare sul tandem Delta-Easyjet e il dossier sarebbe all'esame di un consiglio di amministrazione delle Fs. Interpellata sugli ultimi sviluppi, Easyjet si trincera ancora dietro un no comment. La compagnia low cost britannica aveva presentato, il 31 ottobre scorso, la propria manifestazione di interesse per "una Alitalia ristrutturata". Un interesse, sottolineava la compagnia, coerente con la sua strategia per l'Italia.

In corso, intanto, la riunione del Consiglio di amministrazione delle Fs sul dossier Alitalia. Lo si apprende da fonti vicine all'operazione.

A Salerno la tappa del tour nazionale "Borsa della Ricerca"

SALERNO. Giovedì 14 febbraio 2019, alle 15.00, presso la sala stampa del Rettorato dell’Università degli Studi di Salerno si svolgerà la quinta tappa del tour 2018 – 2019 della Borsa della Ricerca.

Il Tour è il road show di presentazioni della Borsa della Ricerca, la manifestazione che ogni anno fa incontrare al Campus di Fisciano (Sa) centinaia di delegati del mondo aziendale e universitario (gruppi, dipartimenti, spin off) ma anche start up e investitori pubblici e privati, dando vita a nuove collaborazioni e nuove opportunità di sostegno economico alla ricerca: il progetto, dal 2010 al 2018, ha visto l’organizzazione di oltre 8.000 incontri che hanno dato vita a oltre 1.000 collaborazioni.

Ciascuna tappa prevede una tavola rotonda con alcuni testimonial che hanno preso parte al Forum 2018, che raccontano la loro esperienza e gli obiettivi che possono essere raggiunti con la partecipazione al Forum.

La tappa di Salerno sarà aperta da Tommaso Aiello, Presidente di Fondazione Emblema e Coordinatore del progetto.

Interverranno ai lavori Cesare Pianese (Delegato al Trasferimento Tecnologico Università di Salerno), Luca Bevilacqua (Tourism & Culture R&D Lab Engineering), Gianmarco Covone (Corporate Innovation & Partnerships Banca Sella), Vincenzo Marano (R&D Department Magaldi Power).

“Siamo già al lavoro per la X edizione della BdR in programma a fine maggio a Salerno” ha raccontato Tommaso Aiello, presidente di Fondazione Emblema, “anche quest’anno abbiamo voluto organizzare un tour in giro per l’Italia per raccontare la manifestazione attraverso la testimonianza di chi vi ha già partecipato, crediamo così che la qualità e la quantità dei delegati che interverrà possa aumentare ancora.”

La Borsa della Ricerca è realizzata in collaborazione con l’Università di Salerno e con Sviluppo Campania, società in-house della Regione Campania e rientra nel “Piano di implementazione e Piano di comunicazione della RIS3 Campania”.

Il 14 febbraio sarà inoltre l’occasione per presentare la call rivolta ad un massimo di 15 soggetti campani, tra Start up, Distretti ad Alta Tecnologia, Laboratori e Aggregati, di partecipare al Forum della Borsa della Ricerca.

I soggetti devono avere sede legale e/o operativa nella Regione Campania, operare in uno o più ambiti di applicazione della RIS3 Campania e declinare lo stadio di sviluppo del prodotto/servizio, eventuali brevetti, il team di lavoro attraverso la compilazione di una scheda tecnica.

La manifestazione d’interesse e tutti i documenti necessari sono pubblicati sul portale www.borsadellaricerca.it

Le candidature devono pervenire via pec a Fondazione Emblema dal 15 febbraio al 15 marzo 2019.

I soggetti partecipanti saranno selezionati da una Commissione di valutazione che provvederà a stilare una graduatoria delle domande pubblicata sul portale borsadellaricerca.it entro il 29 marzo 2019.

I primi 15 soggetti in graduatoria verranno ammessi a partecipare al X Edizione del Forum in programma al Campus di Fisciano (Salerno) dal 28 al 30 maggio 2019.

Nella tre giorni è attesa la conferma di delegazioni di almeno 25 atenei italiani e di oltre 60 tra aziende ed investitori.

«Costi gonfiati», commissario Tav all'attacco

''Lo studio in questo momento da farsa corre il rischio di trasformarsi in truffa. Certo, devo leggere ed esaminare ancora bene le carte, ma ci sono oggettivi elementi di debolezza: costi gonfiati, benefici sottodimensionati e le accise come elemento centrale''. E' netto il giudizio di Paolo Foietta, il commissario straordinario per la Tav Torino-Lione in carica fino a giovedì prossimo, sull'analisi costi benefici redatta dall'equipe del professor Ponti.

“Mi riservo di studiare il documento con calma - dice all'Adnkronos - ma ritengo che per l'Italia i costi siano sovradimensionati di almeno 2,5 mld, il che vuol dire il 50% in più. E' chiaro che se gonfio i costi è difficile produrre poi dei benefici. E alcune cose sostenute in questo studio sono assolutamente delle opinioni tra l'altro neppure condivise dal mondo scientifico, come quando si sostiene che l'Italia si risana aumentando le accise e togliendo i treni in modo che ci siano più incassi, un modo di procedere opposto a quello in cui sta andando il mondo''. Uno studio che Foietta sottolinea non essere stato condiviso da tutti se è vero che ''Coppola alla fine non lo ha firmato e se alla fine lo studio è fatto a immagine somiglianza del principe''.

LA REPLICA DI PONTI - Il commissario straordinario per la Tav, Paolo Foietta, "è pagato, perde lo stipendio, è umano. Ed è comprensibile che sia molto nervoso". Lo ha detto all'Adnkronos Marco Ponti, capo della commissione per l'analisi costi-benefici della Tav e professore in pensione di Economia applicata al Politecnico di Milano, rispondendo a Foietta. Il commissario straordinario, ha continuato Ponti, "non è un economista e non fa questo tipo di analisi costi-benefici. Ma qualche cautela in più da una persona che è in palese conflitto di interessi la userei".
L'ordine di grandezza dei costi e delle previsioni del traffico della Tav Torino-Lione "li conoscevo ben prima di fare questa analisi, come li conoscevano tutti. E io non ero, come non lo era nessuno dei miei collaboratori, un No Tav ideologico, ero un No Tav vedendo i costi e il traffico", ha continuato Ponti, rispondendo alle critiche secondo cui il gruppo di lavoro sull'analisi fosse composto solamente da tecnici contrari alla Tav. "Chi fa il mio mestiere vede i costi e il traffico di un'opera e se costa cara e passa poco traffico generalmente la risposta è 'no'. Poi bisogna approfondire". Ma per la Tav, ha aggiunto, "tendenzialmente i numeri erano piccoli e i costi erano tanti".
Sulla Torino-Lione "sembra che l'Italia sia impazzita. La Tav - spiega ancora Ponti - si è caricata di significati metafisici, che non si possono chiamare politici" e la politica e l'opinione pubblica si sono "troppo radicalizzate sull'opera". La divisione della politica e dell'opinione pubblica su alcune grandi opere "non è un male solo italiano. E' successa una cosa simile a San Francisco, quando ero lì, per un ponte sulla baia, o nel Regno Unito con la nuova linea Londra-Edimburgo, su cui, sempre su un'analisi costi-benefici, l'opinione pubblica si è molto radicalizzata", ha sottolineato Ponti. Sono cose che succedono: l'opinione pubblica si radicalizza su alcuni temi e si perde il lume dell'intelletto. Non è un male solo italiano e questa è l'unica piccola consolazione, però rimane una follia".
Ad ogni modo, "l'ultima decisione deve essere politica. La nostra posizione, etica, è che non è corretto non fare i conti. Poi i conti non sono la 'Verità', ma non si possono non fare per ragioni di trasparenza democratica". Oltre ai conti, per i decisori politici, "ci sono anche i vincoli internazionali" che riguardano l'opera. Come gruppo di lavoro sui costi-benefici, ha continuato Ponti, "noi rispondiamo a parte della domanda che ci è stata rivolta dal ministro, che è: 'i costi dell'opera superano i benefici o no?'. E noi abbiamo cercato di dare una risposta a questa domanda al meglio della nostra professionalità. Ma non pretendiamo di avere la sfera di cristallo né che la decisione ultima sia basata sui conti. Siamo più contenti se lo è". I conti "non guardano il futuro, non sono la sfera di cristallo, ma sono la miglior cosa che si possa fare".
Ponti ha sottolineato che "sul tavolo ci sono 132 miliardi di euro di opere non valutate dall'amministrazione precedente, ma giudicate strategiche per ragioni non note". L'ex ministro delle Infrastrutture, Graziano Del Rio, "ha messo in moto l'operazione di fare i conti, ha stabilito le linee guida basate sull'analisi costi-benefici, ma poi non ne ha fatto neanche una. E questo risulta inspiegabile".

 

 

Moretta, il settore nautico è una risorsa importante per l’economia

NAPOLI - “La nautica rappresenta una risorsa importante del nostro tessuto economico. I commercialisti puntano ad avvicinare il mondo della nautica illustrando tutte le norme a chi è spaventato dal redditometro e da altri provvedimenti fiscali che 'scoraggiano' gli investimenti a favore dei natanti. Occorre evidenziare che i redditi congruamente dichiarati consentono la valutazione per l'acquisto di imbarcazioni”.

Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, nel corso del forum “Fisco & Nautica - Problematiche Iva nell’acquisto e del possesso di unità da diporto”.

Al convegno hanno partecipato Maria Caputo, numero uno dei giovani commercialisti di Napoli; Eraldo Turi, consigliere delegato Commissione imposte dirette e indirette Odcec Napoli, Matteo de Lise, consigliere nazionale e componenete di giunta dell'Ugdcec; Francesca Giglio, presidente Commissione Imposte Odcec Napoli. Al dibattito, moderato da Pasquale Limatola, consigliere dell'Ugdcec di Napoli, sono intervenuti anche Francesco Spaziante  (Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Normativa), Vincenzo Casaregola (stazione navale Gdf di Civitavecchia) e i commercialisti esperti del settore Daniela Barbato, Domenico Rinaldi e Guido Spiniello.

Mps, Paolo Pandolfi nuovo responsabile dell'area Sud e Sicilia

NAPOLI. Avvicendamento al vertice dell’area territoriale Sud e Sicilia di Banca Monte dei Paschi di Siena. Paolo Pandolfi è stato nominato nuovo general manager dell’area con sede a Napoli ed assumerà l’incarico a partire da oggi. Paolo Pandolfi, 55 anni, romano, dopo aver maturato una decennale esperienza presso Banca Nazionale del Lavoro, nel 2000 è arrivato in Banca Monte dei Paschi dove ha ricoperto diversi incarichi all’interno della rete commerciale, prima in filiale e poi nelle direzioni delle strutture di coordinamento territoriali. Dal 2010 è stato nominato direttore commerciale in Biver Banca e ha ricoperto questo incarico successivamente in diverse zone d’Italia fra cui la Toscana e l’area Sud e Sicilia che ha seguito attivamente fino al 2017. Con questa nomina torna sul territorio per una nuova esperienza che lo vedrà alla guida di tutta l’area al posto di Giovanni Maione a cui verrà affidato un nuovo incarico in direzione generale nella nuova struttura di coverage team, dedicata allo sviluppo della clientela Top della Banca.

«L’area Sud e Sicilia rappresenta una sfida che raccolgo con orgoglio, un territorio ricco di eccellenze e di opportunità» commenta Paolo Pandolfi. «La nostra Banca vuole contribuire al rilancio e allo sviluppo di quest’area e ci auguriamo di rappresentare sempre di più un punto di riferimento certo ed affidabile in grado di capire le istanze del territorio e di rispondere concretamente alle esigenze delle famiglie e delle imprese. Mi unisco con entusiasmo alla squadra che ha contribuito fino ad ora al rilancio della Banca in Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia, per proseguire il cammino iniziato e metto a disposizione il mio impegno e le mie competenze per tracciare un futuro di crescita insieme».

L’Area territoriale Sud e Sicilia, con competenza sulle regioni Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia, comprende 325 filiali, 7 direzioni territoriali retail, 3 direzioni territoriali private con 1 centro family office e 15 centri private, 3 direzioni territoriali corporate con 38 centri corporate, pmi ed enti.

 

Pensione e riscatto di laurea, a chi conviene

Il decreto 4/2019 introduce il riscatto della laurea flessibile. Con questo nuovo sistema non si è obbligati a riscattare ai fini pensionistici tutti gli anni della durata legale del proprio corso di studio, bensì solamente quelli utili in base alle proprie necessità.

Quindi si può decidere di riscattare un solo anno o due, risparmiando così sul costo da sostenere per il riscatto della laurea. Questa opzione, però, è riservata solamente agli under 45, ossia a coloro che al momento della richiesta non hanno ancora compiuto i 45 anni di età.

Per loro il decreto introduce altre agevolazioni per il riscatto della laurea. Ad esempio, per il calcolo dell'onere da sostenere si prende come riferimento il 33% (aliquota IVS) del reddito minimo soggetto a imposizione della Gestione Inps Commercianti e Artigiani, pari a 15.710,00 euro. Per ogni anno di riscatto, quindi, questi dovranno sostenere un costo di 5.241,30 euro.

Altro vantaggio è la possibilità di rateizzare per 5 anni l'onere da pagare, così come la detrazione del 50% del costo sostenuto per il riscatto.

C'è però un'importante precisazione da fare: con il riscatto agevolato della laurea si possono solamente incrementare gli anni di contributi ai fini previdenziali, mentre non c’è alcuna incidenza sull'importo dell'assegno previdenziale. Ecco che il riscatto agevolato ci sembra meno conveniente: si arriva, infatti, a pagare più di 20.000 euro per anticipare l'accesso alla pensione di qualche anno, senza che la somma spesa venga in qualche modo riconosciuta sull'assegno pensionistico.

A questo punto sembra più conveniente riscattare la laurea secondo il metodo tradizionale, che però potrebbe avere un costo più elevato visto che per il calcolo dell'onere da pagare si prende il 33% dell'ultima retribuzione annua dell'interessato (se la quota da riscattare rientra nel calcolo contributivo della pensione). Quindi, per chi ha una RAL di 30.000 euro per ogni anno di riscatto c’è un costo da pagare che rasenta i 10.000 euro.

Se conviene riscattare la laurea - e in quale modo farlo - dipende quindi dalle vostre necessità e dalla situazione lavorativa in cui vi trovate. In ogni caso, se volete investire per la vostra pensione futura, vi consigliamo anche di prendere in considerazione l'ipotesi di aderire ad un fondo per la pensione integrativa.

 

Di Maio e Salvini attaccano Bankitalia

"Chiediamo discontinuità e quindi non possiamo confermare le stesse persone che sono state nel direttorio di Bankitalia nel periodo in cui è successo quello per cui è oggi qui questa gente". Così il vicepremier Luigi Di Maio va all'attacco di Bankitalia al suo arrivo dell'assemblea dei risparmiatori dell'associazione 'Noi che credevamo alla BpVi'. "Una commissione di inchiesta è già stata approvata al Senato - ha continuato Di Maio - e a marzo inizia a lavorare e chiamiamo Bankitalia e Consob per primi".
A fargli eco, il collega vicepremier Matteo Salvini, anche lui presente all'assemblea: "Siamo qua perché chi doveva controllare non ha controllato, la Banca d'Italia e Consob andrebbero azzerati, e si offendono se cambiamo uno o due tizi. Azzerati. Dov'erano questi signori mentre questi mangiavano?". E ancora: "Voglio chiarire un concetto: un conto è l'indipendenza di questi organismi che controllano, un'altra cosa è l'irresponsabilità. Se non fai il mestiere per cui sei pagato paghi civilmente, penalmente e fino in fondo - ha ammonito - qualcuno sbaglia e non si sa mai chi è stato e così non paga nessuno. Noi rispettiamo chi fa il suo lavoro, ma ci sono stipendi da centinaia di migliaia di euro e non riconfermare qualcuno del passato mi sembra il minimonel rispetto di voi e di chi è stato fregato", ha detto rivolgendosi ai risparmiatori di Bpvi.

"Abbiamo messo in legge di bilancio a dicembre i soldi, siamo al 9 di febbraio - ha poi assicurato Di Maio dal palco - e questa è la settimana in cui escono i decreti e si erogano i soldi". "Secondo me - ha aggiunto il ministro - è giusto risarcire tutti perché queste persone sono state prese in giro per anni da una politica che non ha controllato, da istituzioni di controllo che non hanno vigilato e banche quindi è giusto risarcirli. Ma la battaglia è loro e loro l'hanno vinta. Noi facciamo soltanto il nostro dovere e sappiamo che ci sono resistenze da parte dell'Europa ma ce ne faremo una ragione, questa gente ha diritto a questi soldi e i soldi sono i loro". Questo mese, annuncia poi il ministro, "faremo partire la commissione di inchiesta sulle banche e Gianluigi Paragone sarà il presidente. Li convochiamo tutti e iniziamo a farli cantare perché i conflitti di interesse nelle banche hanno spolpato i risparmiatori". E ancora: "Questo governo ha ascoltato i risparmiatori. Il miliardo e mezzo di euro lo abbiamo trovati e ci dicevano che non c'erano soldi. Questo per me non è tanto il merito del governo, ma la certificazione che ci avevano detto bugie fino al 4 marzo".

Poi l'attacco all'Ue: "Ogni volta che affrontiamo temi sul risarcimento di risparmiatori ci arriva una letterina dall'Europa in cui le regole da rispettare favoriscono sempre i più forti. Queste letterine arrivano ma ce ne freghiamo altamente. Ancora pochi mesi - assicura - poi questa Europa sarà finita e queste lettere non arriveranno più, basta semplicemente andare avanti per la nostra strada. Non è che li dobbiamo convincere perché siamo uno Stato sovrano che difende i cittadini e i risparmiatori non i banchieri".

Poi la parola a Salvini: "Mi sembrava giusto essere qui: abbiamo messo in bilancio 1,5 miliardi e adesso si tratta di fare in modo che i risparmiatori li abbiamo rapidamente, sperando che da Bruxelles non arrivino rotture di scatole. Sono contento però che perché vedo che qui oggi tanta gente ha ripreso speranza" , ha sottolineato. Anche dal leader leghista parole non proprio concilianti sull'Ue: "Sento dire che questa cosa del fondo per i risparmiatori all'Europa non andrebbe bene. Se all'Europa va bene, d'accordo, se all'Europa non va bene, per noi va bene lo stesso, noi tiriamo diritto'.

CONTE - "Stiamo approfondendo", risponde il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, interpellato dai giornalisti a proposito delle nomine dei vertici di Bankitalia.

 

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