Venerdì 20 Aprile 2018 - 2:27

«Il 54% delle famiglie in Campania arriva con difficoltà a fine mese»

NAPOLI. Oltre il 50% delle famiglie campane arriva con difficoltà a fine mese. La ripresa economica ed occupazionale non lambisce il Sud Italia. Sembrerebbe un “bollettino di guerra”, ma in realtà sono i risultati del Primo rapporto sul lavoro nel Mezzogiorno realizzato dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro su dati Istat e presentato nel corso del V Forum Lavoro, Occupazione, Imprese & Libere Professioni, organizzato dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Napoli e dall’Unione Provinciale di Napoli dell’Associazione nazionale Consulenti del lavoro presso la Stazione Marittima di Napoli.

“I dati confermano il monitoraggio continuo dei flussi occupazionali dei consulenti del lavoro campani per quanto concerne le assunzioni, i licenziamenti, la nascita di imprese. È significativo, come peraltro emerge dall’Osservatorio statistico di categoria, che oltre la metà delle famiglie della Campania (il 54,6%) arriva a fine mese con grande difficoltà. A seguire ci sono Sicilia (47%), Sardegna (43%) e Calabria (42,5%). Nel Nord, invece, ci sono percentuali irrisorie. Ciò significa che la pur esistente ripresa economica non ha avuto riflessi significativi nel Mezzogiorno e che anzi il divario, in termini di ricchezza ed occupazione, tra le regioni del Nord e del Sud Italia sia aumentato”. Lo ha detto Edmondo Duraccio, Presidente dei Consulenti del Lavoro di Napoli aprendo i lavori del workshop partenopeo.

“La questione meridionale è più che attuale e necessita che il Governo intervenga con misure mirate e strutturali. Emblematico è, infatti, il dato del divario dell’occupazione tra Nord e Sud emerso dal rapporto dell’Osservatorio statistico dei Consulenti del Lavoro. Tale divario – ha aggiunto Duraccio - ai tempi  dell’economia prevalentemente industriale del 1977 era del 9% mentre oggi, rilevazioni del 2017,  è più del 20%. Quindi, un’Italia spaccata in due”.

L’assessore Sonia Palmeri, assessore al Lavoro della Regione Campania, evidenzia: “Dal 2008 il blocco occupazionale è stato evidente, ma l’inversione di tendenza è già attiva. L’occupazione pian piano sta crescendo, anche con le politiche regionali sull’industrializzazione e con la difesa di ciò che c’è sul territorio. Noi istituzioni abbiamo il compito di stare vicino agli imprenditori soprattutto quando viene palesato un momento di crisi”.

Pasquale Assisi, presidente dell’Unione provinciale di Napoli dell’Associazione nazionale Consulenti del lavoro, ha dichiarato che il vulnus del Mezzogiorno, a parte la carenza di infrastrutture, è rappresentato da fenomeni inquietanti quali il lavoro nero in agricoltura , la massiccia inoccupazione di giovani con alto grado di scolarizzazione e la disoccupazione femminile. Non c’è bisogno di assistenzialismo ma di misure concrete che facciano riprendere l’economia al Sud fino a produrre la crescita occupazionale. Grande importanza ha attribuito alle “politiche attive” di cui alla discussione nel corso della seconda sessione forum napoletano con Maurizio Del Conte (presidente Anpal), Mario Moioli (Fonarcom) e Francesco Duraccio (Fondazione Lavoro Cno) volano di occupazione e di riduzione del costo del lavoro. “Abbiamo un mercato del lavoro asfittico”, ha spiegato Assisi con aziende molto lontane dall’approccio di modernizzazione e di proiezione verso l’export estero ed oltre regione preferendo il mercato interno intasato e senza grandi regole.

A seguire, Duraccio ha auspicato una legislazione del lavoro snella, sburocratizzata da adempimenti inutili, con una Pubblica amministrazione efficiente e improntata alla certezza del diritto e delle obbligazioni tra le parti com’è emerso nel corso del dibattito, moderato dal giornalista Ignazio Marino. Presenti Paolo Pennesi (Inl), Andrea Cafà (Cifa), Giovanni Sgambati (Uil) e Francesco Capaccio (Consulenti del Lavoro). “Il lavoro – afferma Sgambati - resta una priorità per questo territorio. Serve coesione da parte delle forze sociali per incalzare le istituzioni e accelerare il processo di ripresa dell’economia e del lavoro”.

In conclusione, Duraccio ha elencato e richieste dei Consulenti del lavoro per far ripartire l’occupazione al Sud: investimenti nel Sud in opere pubbliche; dotazione di infrastrutture; credito alle Pmi; pagamento dei debiti della P.A. alle imprese creditrici in tempi ragionevoli; riduzione della pressione fiscale e contributiva su famiglie ed imprese; snellimento delle attività burocratiche della Pubblica Amministrazione; ripresa dei consumi; rilancio definitivo delle politiche attive del lavoro finalizzate all’occupazione con protagonisti pubblici e privati e alternanza scuola-lavoro.

Rc auto, sconti obbligatori in arrivo

Ci siamo. Dal 10 luglio sulle polizze di responsabilità civile auto scatteranno, a determinate condizioni, gli sconti obbligatori. L'Rc auto costerà meno per gli automobilisti virtuosi a patto che abbiano installato sul proprio veicolo la scatola nera o l'alcolock, dispositivo in grado di stimare il tasso alcolemico del guidatore, o che consentano l'ispezione del mezzo. La novità è stata introdotta dal Regolamento Ivass del 27 marzo 2018, che entrerà in vigore il novantesimo giorno dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 10 aprile, quindi tra meno di tre mesi.

La norma, si legge nella Relazione al Regolamento, prevede, in particolare, due tipologie di sconto obbligatorio:

1) il primo, su proposta dell’impresa e previa accettazione degli assicurati, se ricorre almeno una delle tre seguenti condizioni: ispezione preventiva del veicolo, a spese dell’assicuratore; installazione o presenza sul veicolo (se portabili) di meccanismi elettronici che ne registrano l’attività, quali la scatola nera o equivalenti; installazione o presenza sul veicolo di meccanismi elettronici che impediscono l’avvio del motore in caso di tasso alcolemico del guidatore superiore ai limiti di legge per la conduzione di veicoli a motore, il cosiddetto alcolock.

2) il secondo, “aggiuntivo”, applicabile ai soggetti che, negli ultimi quattro anni, non hanno provocato sinistri con responsabilità esclusiva o principale o paritaria purché abbiano installato o installino meccanismi elettronici che registrano l’attività del veicolo, quali la scatola nera o equivalenti, e risiedano nelle province a maggiore tasso di sinistrosità e con premio medio più elevato, individuate dall’Ivass.

La norma mira a garantire agli assicurati il riconoscimento di sconti sul premio in ragione dellariduzione del rischio a carico dell’impresa connesso al ricorrere di una o più delle condizioni indicate, nonché alla progressiva riduzione delle differenze dei premi Rc auto applicati sul territorio nazionale, a parità di rischio, nei confronti degli assicurati virtuosi residenti nelle province a maggiore tasso di sinistrosità e con premio medio più elevato.

Alitalia, al via tavolo su cassa integrazione

Parte oggi la trattativa tra Alitalia e sindacati per la proroga della cassa integrazione guadagni, che scade il 30 aprile prossimo. Sul tavolo c'è la richiesta avanzata dall'azienda del ricorso a ulteriore cigs per un totale di 1680 dipendenti per un ulteriore periodo di sei mesi, dal primo maggio al 31 ottobre prossimo. E, sempre all'insegna di una proroga, è atteso in settimana il varo del decreto che differisce il termine di conclusione della procedura, anche questo inizialmente fissato per il 30 aprile.

Il primo appuntamento è, dunque, quello di oggi alle 11, presso la sede di Via Fornovo del ministero del Lavoro. Nei giorni scorsi, la compagnia ha comunicato alle organizzazioni sindacali di categoria Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl e alle associazioni professionali Anpac e Anpav di voler ricorrere a una nuova procedura che, di fatto, 'copre' la stagione estiva, interessa, nel dettaglio 90 comandanti, 360 hostess e steward e 1230 addetti di terra.

L'aviolinea parla di eccedenze da collocare in cigs a zero ore/rotazione. La richiesta aziendale perquesto nuovo round di cassa integrazione presenta delle differenze rispetto ai numeri concordati con il protocollo sottoscritto il 30 ottobre scorso al ministero del Lavoro per 1600 unità full time equivalent. Innanzitutto, per il personale navigante tecnico, questa volta non è prevista la cigs per i piloti (erano 90 nella precedente procedura) mentre si riduce da 100 a 90 il numero dei comandanti.

In calo anche il numero degli assistenti di volo che passa da 380 a 360 unità. Rimane invariata, invece, ricordano le stesse fonti, la richiesta per il personale di terra di 1230 risorse che, poi, al termine del confronto in sede ministeriale, si sono ridotte 1030 addetti. Intanto, nell'arco temporale novembre 2017-marzo 2018 sono stati riqualificati 30 addetti in varie aree aziendali tra l'information technology e il cargo.

La nuova scadenza della cigs di fine ottobre va a coincidere con la nuova deadline della procedura di vendita che fisserà ora il decreto, anche se l'ipotesi che circola in queste ore è che il termine possa essere ulteriormente differito a fine anno.

Si apre una nuova fase che parte dalle tre offerte, che non sarebbero vincolanti, che sono arrivate il 10 aprile scorso. In corsa ci sono Lufthansa, Wizz Air ed EasyJet che ha annunciato di aver presentato un'offerta in un consorzio del quale dovrebbero far parte il fondo Usa Cerberus e Delta Airlines. A tirarsi fuori è stata Air France-Klm che ha smentito di aver presentato un'offerta per Alitalia.

Ma la principale novità è arrivata dal fronte tedesco. Come ha riferito il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, l'offerta di Lufthansa ha segnato "passi avanti concreti in termini di rotte e di personale". La compagnia ha fatto sapere di aver presentato una proposta per una "New Alitalia" sulla cui base intavolare una discussione. Anche se le carte rimangono coperte, Lufthansa avrebbe esteso il perimetro degli asset da acquistare e avrebbe ridotto il numero degli esuberi: secondo rumors, questi si ridurrebbero del 30% e i dipendenti della parte aviation che dovrebbero essere risparmiati dai tagli salirebbero a quota 6 mila.

Ma, come ha indicato Calenda, esuberi ci saranno in ogni caso e si potranno ridurre ulteriormente con un negoziato. E alla parola esuberi, i sindacati hanno subito levato gli scudi. Prima, dicono, bisogna vedere i piani industriali, valutandone la loro sostenibilità e le prospettive di rilancio che indicano per la compagnia.

Fisco, la precompilata è online

È online il modello 730 precompilato. Da oggi i contribuenti potranno visualizzare via web i modelli contenenti i redditi da lavoro dipendente e le pensioni, gli affitti brevi, i fabbricati e i terreni, i redditi occasionali, le spese detraibili o deducibili e, per la prima volta, il dettaglio di come sono state utilizzate dallo Stato le proprie imposte relative al 2016. L'Agenzia delle Entrate ha predisposto circa 20 milioni di modelli 730 e 10 milioni di modelli Redditi, corredati di tutte le informazioni inserite dalle relative fonti. Tra le novità della precompilata 2018 vi sono anche le informazioni sugli asili nido e, al contempo, viene inaugurata la nuova funzionalità di compilazione assistita per rendere più semplice ogni operazione.

MODIFICA E INVIO - Il 730 potrà essere modificato e inviato a partire dal 2 maggio e fino al 23 luglio. Anche il modello Redditi può essere modificato dal 2 maggio, ma può essere trasmesso dal 10 maggio al 31 ottobre. Dal 2 maggio è inoltre possibile compilare in modo "assistito" i dati relativi agli oneri detraibili e deducibili, rendendo più semplice e immediato inserire nuovi documenti di spesa non presenti oppure modificare, integrare o cancellare i dati degli oneri comunicati dai soggetti terzi.

CONTENUTO - L'Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti una dichiarazione dei redditi precompilata con diversi dati già inseriti: dalle spese sanitarie a quelle universitarie; dalle spese funebri ai premi assicurativi, dai contributi previdenziali ai bonifici per interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica, e altro ancora. Da quest'anno il Fisco spiegherà anche come vengono spese le imposte: i cittadini che hanno presentato la dichiarazione dei redditi nel 2017 potranno conoscere, grazie ai dati elaborati dal ministero dell'Economia, come lo Stato ha distribuito le imposte relative al 2016, accedendo alla dichiarazione precompilata o al cassetto fiscale, per capire nel dettaglio come ha contribuito a sanità pubblica, previdenza, istruzione, sicurezza, ordine pubblico, trasporti, cultura, protezione del territorio e così via.

CREDENZIALI D'ACCESSO - I contribuenti possono accedere alla propria dichiarazione precompilata tramite il Sistema pubblico per l'identità digitale (Spid), con le credenziali dei servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate, con il pin rilasciato dell'Inps, e con le credenziali di tipo dispositivo rilasciate dal Sistema Informativo di gestione e amministrazione del personale della pubblica amministrazione (NoiPA) oppure utilizzando la Carta Nazionale dei Servizi. Inoltre, i contribuenti hanno la possibilità di rivolgersi a un Caf o di delegare un professionista.

Fisco locale, Napoli tra le città più tassate d'Italia

La 'mappa del fisco locale' in Italia parla di aliquote pesantissime in sette città del nostro Paese. Secondo un'indagine del Centro studi di Unimpresa, infatti, Roma, Torino, Napoli, Genova, Bologna, Ancona e Campobasso sono le città "più tassate" d'Italia. Sono, rilevano gli analisti dell'associazione, i capoluoghi di regione con le aliquote fiscali più alte relative a Irap, Irpef, Imu e Tasi.

Queste sette città "hanno, in tre casi su quattro, i livelli più alti di imposte sulle imprese e sulle famiglie, sui capannoni industriali e sulle case" evidenzia l'indagine. Con due "punti", nella classifica dei tributi territoriali, figurano poi Firenze, Palermo, Perugia, Bari, Potenza, Trieste e Catanzaro. Un solo "punto", invece, per Milano, Cagliari, L'Aquila, Aosta, Trento e Bolzano. Fisco light invece a Venezia, unica città che non risulta mai tra quelle con aliquote elevate.

L'analisi dell'associazione - basata su dati dell'Agenzia delle Entrate, della Corte dei conti e del Dipartimento Finanze - prende in considerazione le aliquote Iperf (definite dalle regioni), il totale delle addizionali Irpef (regioni e comuni), l'Imu e la Tasi. Nella classifica, il Centro studi di Unimpresa assegna da uno a quattro punti: più è alto il punteggio, più è pesante la mano del fisco. Sono dunque sette le città col fisco al top, con tre "punti" accumulati. Nel dettaglio, a Roma si paga il 4,82% di Irap, il 4,23% di addizionali Irpef, l'1,06% di Imu; a Torino si paga il 4,13% di addizionali Irpef, l'1,06% di Imu e lo 0,33% di Tasi.

La 'Mappa del fisco locale' stilata dal Centro studi di Unimpresa rileva inoltre che a Napoli si paga il 4,97% di Irap, l'1,06% di Imu e lo 0,33% di Tasi; a Genova e Bologna si paga il 3,13% di addizionali Irpef, l'1,06% di Imu e lo 0,33% di Tasi; ad Ancona si paga il 4,73% di Irap, l'1,06% di Imu e lo 0,33% di Tasi; a Campobasso si paga il 4,97% di Irap, il 3,43% di addizionali Irpef, l'1,06% di Imu.

"Ci sono troppe differenze a livello territoriale per quanto riguarda il prelievo fiscale e si tratta di differenze che non aiutano la ripresa così come gli investimenti delle imprese" commenta il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci. La classifica di Unimpresa sul fisco locale assegna poi due punti, ad altre sette città: Firenze (per l'Imu all'1,06% e la Tasi allo 0,33%), Palermo (per l'Irap al 4,82% e l'Imu all'1,06%), Perugia (per l'Imu all'1,06% e la Tasi allo 0,33%), Bari (per l'Irap al 4,82% e l'Imu all'1,06%), Potenza (per l'addizionale Irpef al 3,13% e l'Imu all'1,06%).

La clasifica assegna due punti anche a Trieste (per l'Imu all'1,06% e la Tasi allo 0,33%) e Catanzaro (per l'Irap al 4,82% e l'Imu all'1,06%). Hanno invece un solo "punto" Milano (per l'Imu all'1,06%), Cagliari (per la Tasi allo 0,33%), L'Aquila (per l'Irap al 4,82%), Aosta (per l'Imu all'1,06%), Trento (per la Tasi allo 0,35%) e Bolzano (per la Tasi allo 0,40%). Zero "punti" invece a Venezia che è l'unica città secondo il centro studi di Unimpresa dove il prelievo è sempre sotto le soglie più alte: nel capoluogo della regione Veneto fisco leggero perché si paga il 3,90% di Irap, il 2,03% di addizionali Irpef (1,23% regionale e 0,80% comunale), lo 0,81% di Imu e lo 0,29% di Tasi.

Entrando ancora più nel dettaglio, dalla 'Mappa del fisco locale' emerge che per quanto riguarda l'Irap, l'aliquota più alta, pari al 4,97%, si trova a Napoli (Campania) e Campobasso (Molise), mentre a Roma (Lazio), Palermo (Sicilia), Bari (Puglia), Catanzaro (Calabria) e l'Aquila (Abruzzo) il prelievo dell'imposta regionale sulle attività produttive si attesta al 4,82%.

Per quanto riguarda l'Irpef, la somma delle addizionali comunali e regionali porta il prelievo più alto a Roma: nella Capitale d'Italia l'aliquota totale è del 4,23%, considerando il 3,33% della regione Lazio e lo 0,90% del Comune; seguono, poi, Torino col 4,13% (3,33% del Piemonte e 0,80% del Comune), Campobasso col 3,43% (2,63% del Molise e 0,80% del Comune) e col 3,13% Genova (2,33% della Liguria e 0,80% del Comune), Bologna (2,33% dell'Emilia Romagna e 0,80% del Comune) e Potenza (2,33% della Basilicata e 0,80% del Comune).

Per quanto riguarda l'Imu, l'aliquota massima (1,06%) è applicata in 16 grandi città su 21 esaminate nel rapporto: Roma, Torino, Napoli, Genova, Bologna, Potenza, Campobasso, Firenze, Palermo, Perugia, Bari, Trieste, Ancona, Catanzaro, Milano e Aosta. Si “salvano” solo Cagliari (0,96%), L'Aquila (0,81%), Trento (0,895%), Bolzano (1,00%) e Venezia (0,81%). Infine, per quanto riguarda la Tasi, l'aliquota più alta è a Bolzano (0,40%) mentre a Trento si paga lo 0,35%. Le altre città "più tassate" sul versane del mattone, con un'aliquota pari allo 0,33%, sono: Torino, Napoli, Genova, Bologna, Firenze, Perugia, Trieste, Ancona, Cagliari, Trento e Bolzano.

Inps, nuove agevolazioni previdenziali per incrementare l’occupazione

NAPOLI – “Vogliamo offrire la possibilità a tutti di accedere ai tanti benefici messi in campo dal Governo attraverso la Legge di Stabilità 2018 che spesso sono poco conosciuti da cittadini e imprenditori.

Ci sono tante agevolazioni nazionali che si cumulano a quelle messe in campo anche dalla Regione che devono essere portate a conoscenza dei potenziali fruitori per incrementare l’occupazione.

Il protocollo d’intesa siglato con i dottori commercialisti e gli esperti contabili consentirà di ‘fare rete’ per offrire in tempo reale la conoscenza di questi nuovi strumenti a tutti i beneficiari anche attraverso la realizzazione di tavoli tecnico-operativi sulle singole misure. Un’attività che vuole rappresentare un presidio di legalità contro tutti coloro che si improvvisano tecnici senza avere titoli e capacità”.

Lo ha detto Roberto Bafundi, direttore coordinamento metropolitano dell’Inps di Napoli annunciando l'accordo di collaborazione per la gestione dei rapporti tra le sedi dell’Istituto previdenziale dell'area metropolitana di Napoli e gli Ordini dei dottori commercialisti e degli esperti contabili della provincia di Napoli (Odcec Napoli, Napoli Nord, Nola e Torre Annunziata).

Il documento mira, tra le altre cose, allo sviluppo di canali di comunicazione innovativi e sperimentali allo scopo di rendere più agevoli le relazioni tra gli Enti, con progressivo passaggio verso un sistema di customer care che veda l'esclusività della gestione per appuntamento dell'utenza specializzata, lo sviluppo della metodologia telematica, la regolarizzazione delle posizioni aziendali e la velocizzazione della valutazione e dell'istruttoria delle domande di ricorso agli ammortizzatori sociali. Gli enti hanno inoltre concordato la necessità di prevedere iniziative di formazione che consentano lo scambio reciproco di informazioni e conoscenza su prassi e procedure, oltre all'istituzione di un apposito tavolo tecnico.

“Le misure messe in campo sono tante – ha evidenziato Vincenzo Moretta, presidente dell’Odcec Napoli – I commercialisti vogliono accompagnare queste imprese a meglio interpretare le norme che portano agevolazioni, e il protocollo di intesa consente ai professionisti di frequentare ancora di più gli uffici Inps, incentivando così il contrasto all'abusivismo professionale”.

Per Antonio Alfè, presidente commissione Lavoro dell’ordine partenopeo, “il protocollo permette agli iscritti di tutta la provincia di Napoli di avere un accesso più agevole ai servizi da parte dell'Inps per risolvere le problematiche giornaliere”.

“La sinergia tra gli enti pubblici va a vantaggio degli imprenditori, aiuta nostra categoria e nostri iscritti”, ha sottolineato Antonio Tuccillo, presidente dell'Odcec Napoli Nord. “Un rapporto di questo tipo comporta importanti vantaggi per la categoria che può contare su regole sicure da seguire e certezze in una professione sempre più difficile da affrontare”.

In conclusione, per Fortuna Zinno, consigliere delegato dell’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, si tratta di “un risultato voluto fortemente dopo un anno di lavoro per mettere insieme quattro ordini della Campania ma soprattutto per rendere uniforme una prassi lavorativa che consentirà ai professionisti di accedere all'Inps con unico accordo. Questo è solo un primo passo verso coordinamento regionale”.

All'incontro hanno partecipato Domenico Ranieri, numero uno dell'Odcec di Nola; Giuseppe Crescitelli, presidente dell'Odcec di Torre Annunziata; Filippo Bonanni, direttore Inps Napoli; Rossella Pellegrino, direttore Inps area Nord – Vomero; Furio Voi, direttore Inps area Stabiese; Benedetto Dito, direttore Inps area Flegrea; Concetta Riccio, consigliere delegato dell’Odcec Napoli; Annalisa Cerbone e Angela Labattaglia (commissione di studio lavoro e previdenza dell’Odcec di Napoli).

Ocse: «In Italia serve la patrimoniale»

In Italia - come nel Regno Unito, negli Usa e nei Paesi Bassi - negli ultimi anni si è registrata un aumento della concentrazione della ricchezza verso l'alto, nel quadro di un generale incremento delle diseguaglianze. Lo sottolinea l'Ocse in un rapporto sulla tassazione sulla ricchezza in cui evidenzia "un rinnovato interesse verso la patrimoniale", anche se questo tipo di imposizione fiscale oggi è applicata solo in 4 Paesi dell'Ocse (contro i 12 del 1990).

"Le scelte di abrogare le imposte patrimoniali sono state spesso giustificate da osservazioni sull'efficienza e dall'osservazione che le patrimoniali hanno spesso fallito nel soddisfare i loro obiettivi redistributivi" con entrate "molto basse, con poche eccezioni".

Ma l'organizzazione riconosce come "di recente, tuttavia, alcuni Paesi hanno mostrato un rinnovato interesse per le imposte sul patrimonio come un modo per aumentare le entrate e affrontare le disuguaglianze" nella distribuzione delle ricchezze.

RICCHEZZA - E le conclusioni del rapporto - spiega l'Ocse - sembrano suggerire le argomentazioni sul ruolo della patrimoniale nell'affrontare l'ineguaglianza della distribuzione della ricchezza, che "è di gran lunga maggiore della diseguaglianza dei redditi".

Peraltro, spiega l'organizzazione, "l'accumulo della ricchezza tende ad auto-sostenersi e ad aumentare in assenza di una tassazione". Ma l'Ocse punta il dito anche sul contributo di ridistribuzione della ricchezza che arriverebbe da una estensione delle tasse di successione.

LO SCENARIO - In ogni caso, si sottolinea, le ragioni di una patrimoniale "non possono essere valutate singolarmente ma dipendono dal sistema fiscale complessivo e dallo scenario complessivo economico e sociale del Paese".

Unione Industriali di Napoli, Vito Grassi nuovo presidente

NAPOLI. Il Consiglio Generale di Unione Industriali Napoli ha designato alla Presidenza dell’associazione il candidato Vito Grassi. La candidatura di Grassi è stata sottoposta al Consiglio a seguito della procedura di consultazione, che ha riguardato una percentuale molto elevata di associati, significativamente superiore a quella registrata in precedenti occasioni. Il candidato Grassi ha riscosso la piena adesione di tutti i consultati.

“Assofranchising Tour” a Napoli il 17 aprile

NAPOLI. Farà tappa a Napoli, il prossimo 17 aprile, “Assofranchising Tour”, evento promosso dall’Associazione Italiana del Franchising (presieduta da Italo Bussoli, nella foto) allo scopo di promuovere la rete delle affiliazioni commerciali.

Che il franchising sia una voce importante dell’economia nazionale lo dimostrano i dati sull’occupazione (quasi 200mila addetti) e il volume d’affari, prossimo ai  24 miliardi di euro. In questa prospettiva la parte del leone la fa la Campania (e il CIS di Nola, in particolare), prima regione del Sud Italia per numero di punti vendita in franchising (3.350) e terza in assoluto - dopo Lombardia e Lazio - con il 10 per cento di tutte le aziende che oggi fanno franchising in Italia. Difatti, il giro d’affari prodotto nella nostra regione dal settore sfiora il miliardo e mezzo di Euro, con oltre tredicimila occupati.

«Assofranchising – spiega una nota dell’Associazione - rappresenta, difende e promuove gli interessi economici, sociali e professionali delle reti in franchising associate. Dal 1971, anno della sua nascita, Assofranchising si è contraddistinta per la fitta rete di relazioni con le istituzioni e gli altri enti o associazioni che hanno interessi coincidenti o vicini ai suoi. Attiva servizi e consulenza mirata, organizza eventi promozionali per i soci, di networking e di studio su temi d’interesse, offre accordi quadro e convenzioni sui molteplici aspetti e prodotti che interessano le aziende che fanno franchising e la relativa rete di punti vendita».

Organizzato nella prestigiosa cornice dell’Hotel Royal Continental di via Partenope (sala Vesuvio), dalle 14 alle 18, di martedì 17 aprile,  “Assofranchising Tour” sarà l’occasione giusta per conoscere i benefici derivanti dall’affiliazione ad un brand di successo, che - cosa da  non sottovalutare - prevedono finanziamenti per l’apertura di un punto vendita in franchising, come ad esempio il bando “Resto al Sud” o il “Bonus Sud”, ma anche i vantaggi della locazione operativa ed i finanziamenti bancari. A illustrare tutto ciò saranno Emanuele Basile di Assofranchising, Filippo Calda dello Studio De Simone&Partners, Roberto Amodeo dello Studio Amodeo, Cristiana Ferrara di Tempi Moderni e Andrea Maria Meschia di “3io”.

Per partecipare all’evento (totalmente gratuito) è obbligatoria l’iscrizione, tramite e-mail all’indirizzo assofranchising@assofranchising.it, o consultando direttamente il sito dell’associazione www.assofranchising.it.

“E’ necessaria una nuova programmazione di politiche attive per il lavoro”

NAPOLI. “E’ necessario definire una nuova ed efficace programmazione delle politiche attive per il lavoro, attraverso uno strumento nuovo, con risorse finanziarie che hanno unicamente la finalità di condurre il disoccupato/inoccupato all’individuazione di un posto di lavoro ma anche evidenziando il ruolo dei Centri per l’Impiego, dei Consulenti del Lavoro, delle politiche regionali e nazionali.

Crediamo fermamente che la crescita occupazionale sia lontana e non si raggiunge per decreto, con esoneri contributivi, ma anche con altri ‘additivi’ quali l’incremento di consumi, esportazioni, investimenti pubblici, infrastrutture, riduzione di pressione fiscale e costo del lavoro su famiglie e imprese.

E la ‘battaglia’ si deve svolgere in Europa, non possono imbavagliarci con il teorema del ‘quel che raccogli, lo investi’ è indispensabile aprire un tavolo di trattative con la Commissione Ue su questo delicato tema”.

Lo ha detto Edmondo Duraccio (nella foto), presidente dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Napoli, presentando la V edizione del Forum “Lavoro, Occupazione, Imprese & Libere Professioni” che si terrà il prossimo 19 aprile alle ore 15,00, nella sala conferenze del Centro Congressi della Stazione Marittima di Napoli, organizzato in collaborazione con l’Unione Provinciale di Napoli dell’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro presieduta da Pasquale Assisi.

Nel corso del workshop verrà certificato lo stato di salute in cui si trova il “mondo del lavoro”indicando, se occorre, la ricetta per la 'guarigione'.

“Nella seconda sessione dell’incontro verrà analizzata la certezza del diritto - ha sottolineato Assisi - ma anche il costo del lavoro in relazione alla scelta del contratto collettivo da applicare in quanto v’è incertezza circa i criteri per l’identificazione della maggiore rappresentatività degli stipulanti”.

I relatori delle due tavole rotonde e di un’intervista, coordinate dal giornalista Ignazio Marino, saranno Sonia Palmeri (assessore regionale al Lavoro), Maurizio del Conte (Agenzia nazionale politiche attive), Mario Moioli (Fonarcom) e Francesco Duraccio (Fondazione Lavoro Consulenti del Lavoro), Paolo Pennesi (Ispettorato nazionale del lavoro), Giovanni Sgambati (Segretario Regionale UIL ), Andrea Cafà (C.I.F.A. - Confederazione Italiana Federazioni Autonome) e Francesco Capaccio (segretario Ordine Consulenti del Lavoro di Napoli).

Protagonista dell’intervista, invece, sarà Alessandro Visparelli, presidente del consiglio d’amministrazione dell’Enpacl (l’Ente di Previdenza deli Consulenti del Lavoro) che illustrerà il welfare previdenziale che l’ente sta mettendo a disposizione degli iscritti che costituiscono il vero patrimonio per la sostenibilità del sistema previdenziale dei consulenti del lavoro.

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