Mercoledì 22 Novembre 2017 - 19:24

Gigi e Ross, sempre più "Sbandati"

NAPOLI. «In questo studio fu realizzato il primo programma del Centro Produzioni Rai di Napoli, “Le acque della Luna” una commedia impegnata del 1960. Oggi siamo qui per parlare di “Sbandati”, guardate come siamo finiti». Scherza il direttore Francesco Pinto. C’è un’aria frizzante alla presentazione del restyling della trasmissione irriverente di Rai2. Si fa meta televisione, un unicum nel panorama nostrano, clone di un format francese di successo. «In Francia va in onda su una piccola emittente facendo ascolti mostruosi, noi siamo su una rete mostruosa e facciamo piccoli ascolti». Giocano i conduttori Gigi&Ross. E dicono anche una bugia perché in realtà lo share è lusinghiero attestantosi sempre intorno al 6%. «La seconda serata è una giungla con i cento canali della tv generalista – spiega Fabio Di Iorio, Vicedirettore di Rai2 – ma il lavoro fatto da Gigi e Ross è molto buono. Con questa trasmissione stanno affinando le loro doti di conduzione, una ottima palestra, diversa da quanto fatto in “Made in Sud”». La domanda nasce spontanea: il duo napoletano sarà in altri progetti della rete? «Crediamo molto in loro, abbiamo in mente di continuare». E proseguendo questo cammino insieme, si è scelto di innovare la confezione: nuova scenografia, nuova veste grafica, nuove rubriche, nuovi inviati e nuovi “panelist”. L’obiettivo è funzionare nel tempo. «

Quest’anno faremo vivere di più il backstage – spiegano Gigi e Ross – e continueremo ad ironizzare sui nostri ospiti, su tutta la televisione, dai canali regionali ai nuovi format internazionali, prendendoci giro in primis. Mai prendersi sul serio». Grazie a “Sbandati” si possono scoprire programmi impensabili che vanno in onda come la slow tv che in paesi come la Finlandia fa milioni di ascolti mostrando per ore un traghetto in navigazione, o altri format innovativi che nascono dal web.

Ad arricchire di contenuti la trasmissione ci sono i panelist, opinionisti 2.0 che ingerendo tanta tivvù durante la settimana ne parlano e sparlano in diretta. «Proviamo a fare televisione diversa – spiega Giulia Salemi – abbiamo una notevole libertà di esprimerci, e poi qui la donna rappresentata in un modo meno canonico e più aperto». Il team che scende in campo è affiatatissimo. «L’atmosfera che si crea è proprio quella di un gruppo di amici che scherzano insieme» racconta Velia Lalli. Oltre a loro confermati anche Matteo Bordone (al timone anche dello spin off radiofonico su Radio Due) e Il Pancio (star indiscussa del web). Il cast di settimana in settimana si arricchisce di un ospite scelto tra giornalisti, personaggi del mondo dello spettacolo, della musica, dello sport, della tv e del mondo dei social. Nelle prime puntate di questa stagione di sono alternati ad esempio Lory Del Santo, la conduttrice e blogger Daniela Collu, e il giornalista Saverio Raimondo.

E poi ci sono le rubriche come “Pozzuoli Express” con il comico Alessandro Di Sarno, parodia del celebre “Pechino Express”, lo spazio “Parlandone da vivo” ossia “cosa diranno dell’ospite prima dell’estremo saluto?”, il social experiment di Roberto Lipari, fino alle lezioni di Enzo Fischetti. L’appuntamento è su Rai2 tutti i martedì sera alle 23.30, orario più congeniale al format dopo un test in access time poco brillante («in 11 minuti era difficile far comprendere il mood del programma») e che accontenta anche il direttore Pinto: «L'importante è che non facciate concorrenza a “Un posto al sole”». Si ride, anche in conferenza stampa.

"Pane, ammore e tarantella":
ad Avella protagonista è la cultura

NAPOLI. Torna con una nuova edizione l’evento “Pane, Ammore e Tarantella”, che nel 2016 ha animato le serate del Mandamento e che chiude gli appuntamenti estivi per cominciare quelli autunnali. Sabato e domenica il centro storico di Avella (Avellino), una delle città d’arte più affascinanti della Campania, si anima con momenti dedicati all’arte, agli spettacoli, alla cultura e all’enogastronomia, con gruppi itineranti, visite guidate ai siti storici ed archeologici e momenti di riflessione, sotto la direzione artistica di Roberto D’Agnese per Omast Eventi. Sabato 23 settembre si comincia alle ore 20 con il “rito del pane”: il sindaco di Avella Domenico Biancardi, insieme al presidente dell’Associazione “Pane Ammore e Tarantella”, Mariangela Sorice, divideranno una pagnotta di pane da distribuire ai presenti, usanza di un tempo prima dell’inizio alla cena. A seguire sul palco saliranno gli Officina Zoè, gruppo di musica popolare originario del Salento, impegnato nell'interpretazione e nel riadattamento dei brani musicali della tradizione salentina e nella composizione di nuovi brani secondo i medesimi canoni, con la presenza speciale di Luca Rossi, artista dalle collaborazioni prestigiose come Teresa De Sio, Enzo Avitabile, Nuova Compagnia di Canto Popolare e tanti altri. I Vico animeranno il secondo palco, mentre la musica itinerante sarà affidata a Gli Stornellatori Romani e la musica argentina de La Murga. Domenica 24 settembre si comincia già a pranzo con la possibilità di assaggiare piatti e prodotti tipici e, alle ore 16, lezione di tarantella. Alle ore 18 convegno e, a seguire, cominceranno gli spettacoli musicali con i Rareca Antica, Alfio Antico e Ivan Romano e, nei vicoli del centro storico, I cantori campani e la musica argentina de La Murga. Ospite d’onore è senza dubbio Alfio Antico, cantautore e percussionista italiano, tra i maggiori interpreti europei della tammorra.

Un concerto nel nome di Sergio Bruni per la festa di San Gennaro

Domani, alle ore 21, nel Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore (Piazza San Gaetano), Adriana Bruni insieme a Lino Blandizzi ricorderà il padre Sergio Bruni, il grande caposcuola della canzone napoletana. Un concerto a due voci nel nome del maestro, attraverso musica, immagini e percorsi della memoria. Voci che hanno affiancato Bruni durante la sua grande carriera, la figlia Adriana, cantante e attrice sempre al suo fianco ma anche con un personale percorso artistico di grande rispetto, dal teatro, al cinema, allo studio di perfezionamento sulla musica napoletana (in particolare sul repertorio del XVI e del XVIII secolo) e con tanti concerti in Italia e soprattutto all’Estero. Una tournée in Egitto, nei teatri dell’Opera, fu condivisa proprio con Blandizzi, cantautore intenso, dalla personale e graffiante voce, con 7 album all’attivo, che in un casuale e fortunato incontro con la “Voce di Napoli” negli anni ’90, ha dato vita al suo famoso brano “Ma dov’è”, canzone in lingua italiana duettata con il maestro (ultima sua incisione con un emozionante documento video). L’occasione, in coincidenza con l’anniversario della nascita di Sergio Bruni (15.9.1921), è stata propiziata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli.

Scenari casamarciano, successo per Monica Guerritore. Domani arriva Raphael Gualazzi

CASAMARCIANO. Una stella della jazz sul palco di Santa Maria del Plesco. Raphael Gualazzi è l’ospite musicale della VII edizione di “Scenari Casamarciano”, festival nazionale del teatro che si svolge a Casamarciano fino al 10 settembre. Dopo gli spettacoli delle Compagnie teatrali in gara nella prima settimana, la comicità di Veronica Mazza e l’intensa Monica Guerritore (nella foto con il sindaco Andrea Manzi), domani venerdì 8 settembre sarà la volta del giovane e brillante artista marchigiano che salirà sul palco del Belvedere dalle 20,30. Quella di Gualazzi è l’unica tappa campana del tour “Love Life Peace” che lo porterà in giro per l’Europa nei prossimi mesi. Con lui sulla scena ci sarà la band composta da sei elementi che proporrà il suo raffinato repertorio in uno scenario quest’anno reso eccezionale dalla suggestiva illuminazione creata ad hoc dall’architetto delle luci Filippo Cannata. Uno spettacolo luminoso frutto della maestria di un professionista noto per il suo lavoro con la luce in Italia ed all’estero. “Un progetto nato per valorizzare la Chiesa di Santa Maria del Plesco, una delle tante perle di cui il nostro territorio è costellato- spiega Cannata-. Attraverso il flusso di luce abbiamo cercato la bellezza che la notte nascondeva agli occhi e l’abbiamo svelata con sovrapposizioni cromatiche che ne disegnano l’architettura e l’identità. A Santa Maria del Plesco la luce è diventata mezzo di comunicazione e ribalta per un luogo che deve essere vissuto, non deve rimanere emarginato”. Lo spettacolo di luci sarà riproposto nel corso delle prossime serate per il pubblico della kermesse.

Dopo il concerto di Raphael Gualazzi il festival continuerà nelle serate del 9 e 10 settembre. Sabato 9 si torna al teatro con la rappresentazione di un classico di Eduardo De Filippo “Le bugie con le gambe lunghe”, a cura della Compagnia Hyria per la regia di Giovanni Cavaccini. Si chiude domenica 10 settembre con il gala finale. La serata, presentata da Veronica Maya e Pietro Pignatelli, vedrà sul palco la madrina del festival Mariangela D’Abbraccio, Massimo Dapporto e Paola Pitagora che riceveranno il premio alla carriera, Marco Simeoli,  Francesca Nunzi, il maestro Angelo Caldarelli ed il musicista Peppe Russo. 

Gigi Savoia, da Eduardo a Maradona

NAPOLI. Nel destino di un attore come Gigi Savoia, un palcoscenico c’era di sicuro. Vuoi come musicista, vuoi come attore, o persino come calciatore. Nella vita dell’attore partenopeo, un pubblico che l’avesse applaudito, ci sarebbe sempre stato. Inizia infatti, come musicista la carriera di Savoia, perché forma e ne farà parte per svariati anni, un gruppo musicale negli Anni 70, dal nome “Gli Achei”. La sua carriera e la sua vita lo vedono interessato a molte forme di spettacolo, anche perchè ama il calcio e lo gioca. Ma la sua esperienza nello sport, ha raggiunto livelli particolarmente elevati, perchè nell’epoca Maradoniana, diventa dirigente accompagnatore della società calcio Napoli, con la presidenza di Ferlaino. «È stata una grande emozione ritrovare Diego e dedicargli quello scritto, nella serata al San Carlo - rammenta Savoia - perchè abbiamo rivissuto un periodo d’oro della nostra vita e della vita della società calcio Napoli. Quando gli ho ricordato di un vecchio magazziniere e di un telefonista della società, si è ricordato di loro e si è commosso».

Quindi anche il calcio nella sua vita, ma come ha iniziato a fare il musicista?
«Ho cominciato con la musica. Ho iniziato a guadagnare le mie prime paghe in un gruppo che si chiamava “Gli Achei”, con me c’erano grandi musicisti, come Enzo e Rino Avitabile. Poi ancora Piero Gallo alla chitarra. Facevamo tutta musica americana. Per un po’ di anni andavamo nei locali famosi a suonare. Ad un certo punto i famosissimi Showmen si sono sciolti e il mitico Mario Musella, decise di venire nel nostro gruppo. Anche quella è stata una bellissima esperienza, perchè con Mario abbiamo inciso una versione di “Giorgia on my mind”, che ha fatto storia. In quella incisione c’era il maestro Tonino Balsamo al contralto, Enzo Avitabile suonava il tenore, io tenore e baritono, al piano Antonio Sinagra, e con noi, in quella incisione, suonò persino Pino Daniele. La voce era quella di Mario».

Come è passato poi, al teatro?
«Sono passato al teatro perchè ad un certo punto si è sciolta la nostra orchestra, e siccome in famiglia c’era il germe del teatro, ho voluto seguire queste orme. La madre di mio padre, si chiamava Italia De Martino, e suo padre era Giuseppe De Martino, il grande Pulcinella, che ha sostituito il mitico Petito in giorno in cui è morto al S.Carlino. È stato uno dei primi Pulcinella dopo Petito. Invece il papà di mio padre, Roberto Savoia, è stato l’amministratore di Viviani per tanti anni, e in quegli anni l’amministratore si divertiva anche a recitare piccoli ruoli. Per cui in famiglia con Gigetto De Martino,altro magnifico Pulcinella, padre di Peppino De Martino che ha fatto tanto teatro con Macario e film con Totò e PeppinoDe Filippo, io non potevo non seguire questi percorsi.Ma non tralascerei miei familiari come i Mercurio, grande stirpe di macchinisti teatrali».
Come è stato l’incontro con Eduardo?
«È stato casuale. Allora stavo facendo “Pescatori” di Viviani, con Mariano Rigillo, e Mico Galdieri mi informò che Eduardo stava cercando personale giovane per ruoli da caratteristi. Andai a Posillipo nella sua vecchia casa. Doveva essere un provino, infatti mi preparai a puntino, invece si ridusse tutto a quattro chacchiere molto informali. Mi chiese di dove ero e cosa volevo fare. Solo con quello, bastò a farmi prendere in compagnia con Luca. Ci sono rimasto per molto tempo. Anche dopo la sua morte. Ho continuato con Luca, e sono rimasto come uno di famiglia».

Qualche aneddoto, che descrive la personalità del maestro?
«Ne ho tanti, ma uno lo cito sempre. E lo faccio per i giovani che solo con qualche piccola esperienza, si sentono già arrivati. Durante le prove del “Turco napoletano”, di tanto in tanto andavo da lui molto timoroso, a chiedergli se una tale battuta la facevo bene o dovessi cambiarla. Lui ci dava sempre rigorosamente del voi. Io lo chiamavo Direttore. Gli chiesi più volte e con insistenza se potevo fare una battuta in un certo modo, e lui mi gelò con poche parole.Mi disse: “Vuje facite troppe domande, addò vulite arrivà? Vuje nun ata essere agitato, tanto solo a 50 anni, sarete un buon attore” Volendo dire che solo attraverso tanta esperienza si arriva a mete alte. Lui non diceva mai delle cose inutili. Mi volle dire che per arrivare ad essere un attore scafato, ci vogliono eperienza e gavette particolari, e non correre troppo con le intenzioni. Avevo appena 27 anni e ora mi rendo conto che anche oggi dopo tante esperienze, ci sono ancora cose da aggiustare».

Il teatro, nel tessuto sociale di oggi, ha una sua funzione?
«Il teatro per me, avarà sempre la sua funzione sociale, che è quella nobile di emozionare e far pensare. Ma stiamo parlando di teatro vero. Se poi parliamo di una qualsiasi esibizione su un palcoscenico, allora non è la stessa cosa. Noi  parliamo del vero teatro, che non può prescindere da un vero drammaturgo e un vero autore,che già ha voluto nel suo scritto, un voler mandare ai suoi posteri un suo pensiero, un messaggio, una sua poetica, o una riflessione, allorquando l’attore aggiunge il suo lavoro su quel testo, si finalizza il tutto con un gran momento di emozione che avviene tra l’attore sul palco e il pubblico in sala. I Greci facevano questo, perchè c’è stato da sempre la esigenza di rendere pubblico le sensazioni degli scritti di grandi drammaturghi. Da sempre quindi, il teatro ha avuto la sua grande funzione sociale e aggregativa oltre che emozionale. Mi spiace solo che oggi nascono autori e drammaturghi che non sono all’altezza,perchè il progresso impone la  commercializzazione di certe cose, mentre una volta ne nascevano un paio, ogni centenario e bastavano. Oggi ne vedo alcuni che sembrano solo animatori di villaggi. Ci sono regole importanti, nella scrittura, che non posso essere disattese».

E i giovani in tuto questo come reagiscono?
«Guardi, il pubblico non ha solo voglia di ridere. Dopo tanti anni mi ha chiamato il teatro Stabile di Napoli per fare un targedia greca classica, il “Prometeo incatenato” di Eschilo. Ti rendi conto che facendo solo tre serate, a Pompei, vedi in platea 2.000 persone a serata, in totale una tragedia come quella, in tre sole sere, ha fatto seimila persone, tra cui molti giovani che venivano a congratularsi con noi e a fare delle domande intelligenti sullo spettacolo che avevano assistito. Tutta gente del popolo e di tutte le età che erano rimasti affascinati dalla vera matrice del teatro, cioè la tragedia greca. Ci si allontana dal teatro solo per una volontà politica degli esercenti, che pensano di più a far cassa».

Il lavoro che ricorda con più attenzione, tra quelli fatti?
«È una parola. Dovrei menzionarli tutti. Io ho un debole e uno spazio nell’anima per tutti i lavori che ho fatto. Quando salgo sul palco, dò tutto me stesso per lo spettacolo che sto facendo, e quello spettacolo ti lascia di contro, qualcosa di suo. Sarebbe molto facile dire che mi piace quello o questo spettacolo. Ho fatto di tutto,  di moltissimi autori, e spettacoli come un “ Matrimonio di Figaro”, o un “Don Giovanni” di Brecht. Ma non posso dire che questi sono stati al di sopra di altri che ho fatto con Strelher o con Calenda. Non c’è un prediletto, in teatro non ci può essere».
Un testo che vorrebbe fare?
«Questo inverno rimetterò in scena di Armando Curcio, cioè “I casi sono due”, però vorrei, se la situazione teatrale migliora, dare seguito a due piccoli desideri. Vorrei mettere in scena un Pirandello e uno Shakespeare. Prima di cessare la mia carriera è il mio sogno; affrontare questi due autori magnifici».

Il suo rapporto con la critica teatrale?
«Devo dire la verità che io mi sono amareggiato e arrabbiato, ho anche litigato con qualche critico, c’ho sofferto un po’ come succede a molti che fanno questo lavoro. L’attore un tempo si aspettava sempre una certa gratificazione, oltre quella del pubblico, e che veniva dalla critica. Il pubblico ti dà una gratificazione circa lo spettacolo in toto, mentre il critico ne fa una più tecnica, più specifica, su quella che è stata la tua messa in scena, la tua recitazione e così via.La mia è stata l’epoca di critici come Elio Pagliarani, Aggeo Savioli, Franco Quadri, tutti grandi. E tu aspetti sempre il loro giudizio. Con quelli napoletani non è stato sempre felicissimo, da Umberto Serra in poi. Ad un certo punto però, avviene uno strano cambiamento. Il critico con cui hai sempre combattuto, e con lui, tutto sommato, il rapporto cambia. Diventa un bellissimo rapporto con ognuno di loro. Solo dopo aver fatto tanta gavetta, ti rendi conto che sono importanti anche le critiche. Per noi è davvero necessario».

I suoi programmi prossimi?
«Innanzitutto la ripresa di “Prometeo incatenato” e poi la messa in scena de “I Casi sono due”. A fine agosto sarò sul set di un regista di fama mondiale, ma non posso dire altro».

 

Festa d’estate all’Ammot per i commercialisti di Napoli Nord

MARINA DI VARCATURO - Grande successo per la ‘festa d’estate’ promossa dai dottori commercialisti e gli esperti contabili di Napoli Nord, presieduti da Antonio Tuccillo, che si è svolta all’Ammot Cafè a Marina di Varcaturo.

Un’iniziativa  alla quale hanno preso parte oltre 500 professionisti, insieme alle famiglie. Una serata speciale a un passo dal mare,tra buffet e balli, andati avanti per tutta la notte. L’imperativo: dimenticare le difficoltà dell’ultimo periodo, anche se dalla capitale arrivano i primi segnali positivi, frutto dell’impegno .

“Accogliamo con favore l’apertura di tavolo tecnico permanente con i commercialisti relativo alle tematiche della professione e ai rapporti con il sistema fiscale italiano annunciato ieri dal viceministro all'Economia Luigi Casero”, ha detto Tuccillo. “L'auspicio è che questa iniziativa possa rendere più agevole il lavoro dei professionisti che assistono imprese e contribuenti. I commercialisti sono contrari alle continue proroghe che rendono ancora più complicato il lavoro e chiedono con determinazione una reale programmazione delle scadenze fiscale per effettuare una pianificare annuale in maniera efficiente ed efficace.

“La manifestazione conviviale, coordinata dai consiglieri Sandro Fontana e Diego Musto, è stata l’occasione per salutarci prima della pausa estiva e lasciarci alle spalle un anno faticoso e cogliendo l’occasione per premiare i nostri colleghi. Siamo stati insieme dimostrando che riusciamo a ‘sopravvivere’ in un territorio che merita maggiore attenzione da parte delle istituzioni  - ha aggiunto il numero uno dell’Odcec Napoli Nord - perché rappresenta un comparto economico di grande interesse e strategico per tutta la regione”.

Ora l’appuntamento è per settembre: “Riprenderemo a lavorare con ancora maggiore impegno già sono allo studio nuove iniziative elaborate dalla nuova governance dell’Ordine e in questi mesi abbiamo dimostrato di saper concretizzare i progetti elaborati a favore dei colleghi”.

Torna il Mercato europeo del cinema giovane e indipendente al Social Film Festival

Nato nella scorsa edizione del Social World Film Festival per dare voce e spazio a nuovi talenti, torna il Mercato europeo del cinema giovane e indipendente, che avrà luogo dalle ore 16 di mercoledì 26 luglio nel Complesso Monumentale S.S. Trinità e Paradiso di Vico Equense. «I nuovi talenti del cinema hanno limitate occasioni per confrontarsi con i professionisti affermati, presentargli i propri lavori – così il direttore generale del Social, Giuseppe Alessio Nuzzo - sono poche le chance che gli vengono concesse in festival come quello di Venezia e di Roma. Ed è per questo, dopo il fortunato esordio della scorsa stagione, che abbiamo deciso di confermare il Mercato europeo del cinema giovane e indipendente».

Il Mercato vedrà importanti professionisti dell’industria cinematografica, produttori, distributori e registi provenienti da vari Paesi, incontrarsi per discutere sulle novità del cinema giovane indipendente. La città costiera si trasformerà quindi in salotto dell’industria cinematografica tra dibattiti, conferenze, incontri e una video library digitale per offrire on demand i 200 titoli iscritti, tra cortometraggi, documentari e lungometraggi indipendenti e due sale a disposizione per la loro proiezione. Grande spazio a stand espositivi con novità da tutti i reparti del cinema: Adcom di Bologna presenterà le nuove tecnologie audio e video; Factory Costume creerà un “instant fashion” su un manichino con tessuti colorati; Ctrl Room si occuperà di prove di doppiaggio; HM Make Up mostrerà tecniche di trucco, parrucco ed effetti speciai; T&D Angeloni consentirà di visitare un tricamper cinema; Hivel Studio illustrerà le potenzialità della color correction e VFX.

Alle 16.30 nella Sala De Filippo, si terrà la conferenza “Risorse, possibilità, novità e prospettive per i nuovi talenti” alla quale interverranno professionisti, produttori, distributori indipendenti e istituzioni cinematografiche sui temi delle risorse, fondi pubblici e privati per la produzione di opere, novità, possibilità e prospettive per i nuovi talenti. Introducono i lavori l’Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Vico Equense Lucia Vanacore e il direttore generale del festivalGiuseppe Alessio Nuzzo, presiedono la regista Cinzia TH Torrini e l’attrice Laura Morante, partecipano tra i tanti Rai Cinema Channel, Studio Universal, Agici (Associazione Generale Industrie Cine-Audiovisive Indipendenti), Draka Distribution, Stemo Production, Paradise Pictures e Ulule, leader del crowdfunding europeo. Interverranno, tra gli altri,Aldo Savarese, amministratore di Sabox, Sandra Di Meo, doppiatrice di Ctrl Room.

Sarà presentato “Greenboard”, il primo pannello cinematografico interamente realizzato con il macero dei rifiuti campani: 100% riciclato e riciclabile. È ultima creatura di Formaperta-Sabox Network, gruppo leader nella produzione di packaging e comunicazione sostenibile, e si va ad aggiungere alla già conosciuta GreenboxX, la scatola ottenuta riciclando, in prossimità, la raccolta differenziata dei cittadini campani.

Al termine incontri face-to-face dove registi e autori hanno un tempo limitato per presentare il proprio progetto ai produttori, distributori e compratori presenti e spazio ai seminari sulla direzione della fotografia, l'arte delle luci e della video-ripresa a cura di Antonio De Rosa, sui costumi per il cinema, a cura di Factory Costume di Annalisa Ciaramella, e sulla recitazione con Teresa Razzauti e “Imprenditori di sogni”Alle 19 via al “Cinema Party”, salotto cinematografico nel quale sarà possibile incontrare personalmente enti e società nel appositamente allestito.

Giovedì sera dalle 20.30 appuntamento Piazza Mercato – Arena Loren con il “Grande Schermo: speciale serie tv”: proiezione del film “In guerra per amore” di Pif (Italia, 100’) e a seguire red carpet, incontro e premiazione del cast della serie tv“Braccialetti rossi” (Carmine Buschini, Mirko Trovato, Lorenzo Guidi, Pio Luigi Piscicelli, Maria Melandri, Antonietta Bello) e degli attori Cristina Donadio, Fabio De Caro, Loredana Simioli, Sabrina Impacciatore. Al termine “Vico Jazz” in Piazza Umberto I con l’esibizione musicale di “Marco Ferri meet Hammond Groovers” con Marco Ferri, Daniele Cordisco, Antonio Caps, Elio Coppola.

Commozione per l'ultimo saluto all'impresario e produttore Pino Moris

NAPOLI. È stato quello stesso caldo di luglio che tante volte ha fatto da compagno alla sua annuale sfida di “Napoli prima e dopo” in Rai, a dare insieme ai tanti presenti l’ultimo commosso saluto a Pino Moris. L’apprezzato direttore artistico, il manager, il produttore, l’attore, l’indimenticabile amico di tanti artisti nazionali ed internazionali, ha ricevuto l’estremo triste commiato nella chiesa di San Ferdinando in piazza Trieste e Trento. Erano le 15 di ieri, quando, nella chiesa dedicata agli artisti, frutto di una Napoli ancora borbonica, una grande folla commossa ha accompagnato uno degli ultimi testimoni di una Napoli canora e teatrale ancora dorata, nell’estremo viaggio. E così, mischiati tra i soliti curiosi giunti dopo la notizia della dipartita del noto personaggio, un gran numero di rappresentanti delle istituzioni e del mondo teatrale e televisivo, ha voluto dare il personale addio a Pino, al secolo Giuseppe Imperatrice, come ad un amico e maestro e come ad un simbolo di una Napoli dello spettacolo da elogiare e ricordare con affetto ed orgoglio. Accanto alla salma dell’indimenticabile Moris con la moglie, la popolare cantante Gloriana, il figlio Massimo ed i fratelli Edo e Gigi Imperatrice, meglio conosciuti come “I Fatebenefratelli”, i volti dei rappresentanti dei teatri cittadini come Enzo Acampora, Caterina De Santis, Sasà Vanorio, Lara Sansone, Gaetano Liguori, si sono alternati con quelli dei responsabili delle istituzioni come l’assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele, il consigliere regionale, Ermanno Russo, il presidente del Movimento Unitario Giornalisti Mimmo Falco e l’ex presidente della Camera di Commercio di Napoli, Maurizio Maddaloni, Paolo Torino di “Canale 21”. Ancora, a riempire la navata della storica chiesa, una moltitudine di attori, attrici, musicisti, cantanti, impresari e registi intervenuti. Tra questi, Mario Trevi, Nino D’Angelo, Finizio, Tullio Del Matto, Marisa Fierro, Lucia Cassini, Diego Sanchez, Antonio De Lisi, Ciro Giorgio, Antonello Rondi, Carmine Esposito, Giacomo Rizzo, Oscar Di Maio, Claudio Carluccio, Rosaria Russo, Gennaro Esca, Nello Mascia, Gianni Pinto, Enzo Campagnoli, Gianni Aterrano, Mario Aterrano, Francesco Merola, Roberto Merola, Antonio Buonomo, Mario Maglione, Loredana Gallo, Fulvio Pastore, Franco Pinelli, Ciro Cascino, Lello Ferrieri, Enzo Calabrese, Enzo Gragnaniello, Leonardo Ippolito, Bruno Venturini, Benedetto Casillo, Oscarino Di Maio, Maria Del Monte, Olga De Maio, Enzo Ottieri e Luca Lupoli. 

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